Poeti e Poesia

Oggi 21 Marzo, Giornata Mondiale della Poesia, oltre che delle Foreste e della Memoria in ricordo delle vittime delle mafie. Da poeta dilettante mi concentro sulla prima opzione, grazie anche ad un messaggio contenente un pensiero di Alda Merini: “La casa della Poesia non avrà mai porte”. La poetessa era nata a Milano il 21 Marzo 1931 dove morì l’ 1 Novembre 2009. Conosciuta come “La poetessa dei navigli”, mi ha incuriosita anche per la sua lunga permanenza in manicomio, a proposito del quale dice: “Anche la follia merita i suoi applausi”. Riguardo ai poeti, li descrive in maniera poetica come in un testo che riporto sotto. Certo ci sapeva fare con le parole ed apprezzo il suo stile diretto e passionale. Da insegnante, delle sei ore settimanali di italiano riservavo quella del sabato alla poesia, che alleggeriva il peso contratto nelle giornate precedenti. Una mia allieva vinse anche un concorso letterario, con reciproca soddisfazione. Una zcollega apprezzava la mia attitudine a poetare che non si è esaurita, come non è venuta meno l’amicizia. Tornando ad Alda Merini, riporto il testo che descrive il poeta come un creatore notturno, simile a un usignolo. Ha per titolo il primo verso: I Poeti Lavorano di Notte I poeti lavorano di notte/quando il tempo non urge su di loro,/quando tace il rumore della folla/e termina il linciaggio delle ore./I poeti lavorano nel buio/come falchi notturni od usignoli/dal dolcissimo canto/e temono di offendere Iddio./Ma i poeti, nel loro silenzio/fanno ben più rumore/di una folla sparpagliata al vento.//Tra i messaggi di stamattina, il più gradito è stato una poesia, immagino scritta all’alba. “La poetessa dei Navigli” apprezzerebbe, io ho molto gradito.

Auguri ai padri

Oggi 19 marzo, san Giuseppe e festa del papà, due ricorrenze legate in Italia e nei paesi cattolici per celebrare l’importanza del ruolo del padre, il cui modello è appunto Giuseppe sposo di Maria e padre putativo di Gesù, patrono dei lavoratori e delle famiglie. Sapevo che il giglio bianco e il nardo sono associati a lui, ma ignoravo che lo fossero anche la violaciocca e la bergenia, chiamata comunemente “giuseppina”. La cosa mi fa piacere perché da diversi giorni in giardino fa bella mostra di sé la bergenia che fiorisce a fine inverno quando altre piante sono dormienti. Intanto auguri ai Giuseppe e alle Giuseppina, ma anche a chi compie gli anni in questa data, come Marisa, mia compaesana e compagna di pullman quando frequentavamo il ginnasio Liceo Brocchidi Bassano del Grappa, se pure in sezioni diverse. Da molto tempo vive a Milano, ma siamo in amichevole contatto, oltre che vicine di compleanno. Tornando al ruolo del padre, nel settimanale il venerdì di Repubblica, l’articolo di Giuliano Aluffi a pag. 94 fa intuire la difficoltà del ruolo paterno dal titolo: Per fare il padre ci vuole molto sense of humor. Non prendo posizione, ricoprendo io quello materno, ma in generale mi pare che l’autore dell’articolo colpisca il bersaglio, analizzando il libro Padri Nostri (Einaudi) dello scrittore scozzese John Niven. Per crescere i figli oggi, affrontare situazioni negative con il buonumore è vincente. “E penso che questo valga anche per la paternità, per l’essere genitore”. Nel corso della vita ognuno ricopre diversi ruoli, scelti o capitatigli per nascita. Credo che sia importante avere bravi maestri, di cui replicare le buone opere. San Giuseppe – fabbro, falegname, carpentiere – sposo di Maria e padre terreno di Gesù rappresenta il massimo modello di paternità responsabile.

Precarietà della vita

Sarà per l’età che avanza (a giorni sarà il mio compleanno), ma sono sempre più coinvolta da storie che hanno per protagonista ‘la signora con la falce’, non quella che arriva alla fine di un lungo percorso, ma all’improvviso, sconvolgendo vite. Ne è un esempio il fatto di cronaca successo nei pressi di Maserada dove il 29enne Samuel Mazzon, a bordo della sua Fiat 600 è stato centrato in pieno da una Mercedes che non gli ha dato scampo. Laureato in Ingegneria industriale, lavorava come professore a Valdobbiadene. Un’ennesima vittima della strada. La cosa che mi turba è che viveva con nonna Adriana che non si dà pace e dice: “Questo proprio non doveva succedere. Lui era tutta la mia vita. Me lo hanno ammazzato. Non so come continuerò a vivere. Era perfetto. Se avevo bisogno di aiuto, lui c’era. Mi diceva: “Non preoccuparti nonna, ci sono io qui con te”. Samuel aveva deciso di vivere con la nonna quattro anni fa. Lascia un fratello che è stato testimone indiretto dell’incidente, perché era al telefono in viva voce con lui, al momento dell’impatto. Immagino un feeling tra nonna e nipote che cordialmente invidio. Io non ho goduto della speciale parentela, perché i miei nonni sono mancati presto, oppure erano già trapassati al momento della mia nascita. Mi sarebbe piaciuto chiamarmi Adelaide, come la nonna materna, invece ho ereditato il nome di una figlia/zia morta di tifo a 19 anni. Tra l’altro, non mi è finora concesso il ruolo di nonna, conferito dalla sorte a molte mie coetanee. Perciò distribuisco a pioggia i miei pochi talenti, simpatizzando molto con le persone sagge e longeve perché non si finisce mai di imparare. Anche se la fatalità è dietro l’angolo, la vita rimane una grande opportunità da investire bene.

I valori dello sport

Ho seguito la Cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, toccante a dir poco. Intanto i numeri del medagliere: 16 medaglie (7 ori, 7 argenti, 2’bronzi) conquistate dalla delegazione azzurra, contro le 7 portate a casa quattro anni fa a Pechino, quindi un successo per i risultati e soprattutto per lo spirito degli atleti, bene evidenziato dal discorso conclusivo di Giovanni Malagò: “La speranza è che i valori dello sport possano costruire un futuro migliore” puntando sulla solidarietà, la tenacia, la resilienza. Mi concentro su due momenti particolarmente intensi: l’interpretazione dell’inno Nazionale da parte di Arisa, vestita come una dea e la coreografia in blu con protagonista la ginnasta italiana Giorgia Greco, priva della gamba destra. Nata a Milano il 1 marzo 2007, ha subito a soli 7 anni l’amputazione dell’arto a causa di un tumore osseo. Anziché abbattersi, è tornata a praticare ginnastica artistica a livello agonistico. È stata nominata Alfiere della Repubblica 2021. Come la sua, tante storie da brivido dietro gli atleti delle Paralimpiadi, 665 (di cui 45 italiani) in rappresentanza di 50 Nazioni. “I nostri atleti hanno reso orgogliosa la nazione” è il giusto apprezzamento della Premier, assente per il maltempo alla chiusura dei Giochi. Stefano Longo, Presidente della Fondazione Cortina 2026 così si è espresso: ” I Giochi ci lasciano molto più delle medaglie: competenze, infrastrutture e una squadra di oltre 140 professionisti che continuerà a lavorare per trasformare questa esperienza in opportunità durature per lo sport e per il territorio”. Le premesse per portare avanti il percorso intrapreso con al centro accessibilità, inclusione e attenzione alla persona ci sono tutte. Grazie agli straordinari atleti e a chi li sostiene.

IA, argomento spinoso

Con un certo disagio ho appreso del licenziamento a Marghera di 37 dipendenti della InvestCloud, società americana specializzata nel trasferimento digitale di servizi finanziari. Il lavoro sarà svolto interamente dall’intelligenza artificiale. Molti dei dipendenti sono ingegneri e programmatori specializzati, dato che non è un dettaglio. Secondo i sindacati potrebbe essere un tentativo di delocalizzare all’estero. Comunque anche in altre parti del mondo si affrontano situazioni analoghe. Quello di Marghera potrebbe essere il primo caso di una serie. Logico chiedersi cosa sarà dei 37 dipendenti licenziati dalla sera alla mattina e come sarà il futuro dei nostri figli e nipoti. Interpellerò Manuel, Ingegnere elettronico su questo spinoso argomento d’attualità. Immagino che la portata dell’evento sia almeno pari a quello della Rivoluzione Industriale, argomento di battaglia al colloquio d’esame di terza media. Vado sempre a parare là, dove ho profuso le mie energie per oltre trent’anni. Ho presente una traccia assegnata per un compito in classe:”Luci e ombre della Rivoluzione Industriale” che potrebbe essere sovrapposta anche al cambiamento attuale. Ma ci vorrà del tempo per valutarne la portata, fors’anche superiore alle previsioni. Una opinionista intervistata dice che spariranno dei lavori e ne nasceranno altri di nuovi, il che è già successo, ma il punto di forza sarebbe che fossimo noi umani a progettarli. In ambito letterario è legale scrivere un libro con ChatGPT, ma l’intervento umano creativo è fondamentale per poter rivendicare i diritti d’autore. Meno male che la IA non è riconosciuta come autrice legale. Mi risulta difficile considerarla come uno scrittore in carne e ossa.

Protesta a bocca chiusa

Nel match d’esordio in Coppa d’Asia, cinque calciatrici dell’Iran restano in silenzio durante l’Inno Nazionale, adottando il silenzio come protesta contro il regime iraniano. È la conferma che il silenzio può fare più delle parole, concetto trattato in un recente post. Accusate di tradimento per non aver cantato l’inno, “Il colmo del disonore” sono riuscite a scappare, inviando disperate richieste d’aiuto. l’Australia concede l’asilo politico. Sembra una vicenda d’altri tempi, invece è successa un paio di giorni fa. Del resto l’attacco israelo – statunitense all’Iran è del 28 febbraio scorso, quando le giocatrici erano già in tournée calcistica. Immagino la preoccupazione e il coraggio delle cinque ragazze protagoniste della protesta silenziosa, nondimeno il terrore di una ripercussione sui loro cari in patria. A vederle sembrano delle ragazzine, ancora più giovani dell’età anagrafica, costrette a scappare per non soccombere al regime teocratico adesso colpito, ma non ancora sgretolato. Non mi intendo di calcio, diventato il campo di battaglia delle giovani iraniane. Mi torna in mente la poesia Goal di Umberto Saba (Trieste,1883 – Gorizia, 1957) dove il gioco di squadra serviva ad armonizzare le opposte fazioni, con l’augurio che anche le calciatrici iraniane possano godere “Pochi momenti come questo belli,/a quanti l’odio consuma e l’amore,//è dato, sotto il cielo, di vedere./” come dicono gli ultimi versi dell strofa centrale. Attraverso la partita di calcio e analizzando la reazione dei protagonisti – il portiere sconfitto, i compagni esultanti, la folla in delirio e l’altro portiere – il poeta considera temi universali come la sconfitta, la consolazione, la gioia condivisa e l’appartenenza. Il calcio diventa così una metafora della vita.

Famiglia che vive(va) nel bosco

Dallo scorso novembre si parla della famiglia nel bosco che non è più nel bosco e la situazione pare si sia aggravata, allontanando l’ipotesi di un ricongiungimento. La vicenda è nota: padre, madre e tre figli minori (una coppia di gemelli di sei anni e una ragazzina di nove) vivono in provincia di Chieti, in un’ex casa colonica, senza allacciamenti a rete elettrica, gas e acqua corrente. A causa di una intossicazione da funghi vengono ricoverati in ospedale dove emerge il loro stile di vita ‘ecologista” contrario alla medicina e e alle regole indiscusse (ma discusse da loro) del vivere civile. Da allora un’attenzione dei media e non solo, con l’allontanamento di madre e figli, inseriti in una struttura dove il padre va a trovarli, a orari concordati. Lui collabora, la moglie no, tanto che un recentissimo provvedimento destina la signora ad altra struttura, separandola dai figli. Un gran baillame contro la decisione del Tribunale, fiaccolata pro riunione dei protagonisti e il Ministro Nordio manda gli ispettori. A pelle, la madre mi pare esaltata. Mi chiedo come questa coppia anglo-australiana abbia di proposito ignorato, o sottovalutato le leggi in fatto di tutela dei figli, che comunque non appartengono allo stato, come affermato dalla Premier Giorgia Meloni. Augurandomi che la spinosa vicenda si risolva in fretta a vantaggio delle creature, mi viene in soccorso la poesia di Khalil Gibran (Bsharre in Libano, 6/1/1883 – New York 10/4/1931) I FIGLI I tuoi figli non sono figli tuoi./Sono i figli e le figlie della vita stessa./Tu li metti al mondo ma non li crei./Sono vicini a te ma non sono cosa tua./Puoi dar loro tutto il tuo amore,/ma non le tue idee./Perchê loro hanno le proprie idee./Tu puoi dare dimora al loro corpo,/non alla loro anima./Perché la loro anima abita nella casa/dell’avvenire,/dove a te non è dato di entrare,/neppure col sogno./Puoi cercare di somigliare a loro/ma non volete che essi somiglino a te./Perché la vita non ritorna indietro,/e non si ferma a ieri./Tu sei l’arco che lancia i figli verso il /domani.// Dubito che Nathan Trevallion e Catherine Birmingham conoscano questa splendida poesia.

8 Marzo 2026 🌻

Oggi 8 marzo, giornata di sorellanza, termine del femminismo contemporaneo: significa accordo morale, sociale, affettivo tra donne nel lungo percorso di emancipazione. Mi limito a fare un paio di considerazioni: a detta di chi studia il fenomeno, ci vorrà ancora un secolo, per raggiungere la completa parità con l’altro sesso. Durante il programma di cucina “È sempre mezzogiorno!”, Antonella Clerici ieri ha detto che vorrebbe rinascere donna, se le fosse concessa una seconda vita. Vale anche per me. Papa Leone XIII parla di “genio delle donne” , come affermava Giovanni Paolo II. Nella risposta alla lettera di Giovanna, pubblicata sulla rivista diretta da padre Enzo Fortunato, il Pontefice dichiara: “In un mondo spesso dominato anche da un pensiero violento, bisognerebbe sostenere ancora di più il genio femminile”. Penso alle donne importanti della mia vita: Adelaide, Cleofe, Gianna, Zulay, Marta… morte, ma vive nel cuore. E a quelle vive che mi corrispondono, ringrazio e non nomino per motivi di spazio. Nonostante sia ancora lunga e tortuosa la strada per la completa parità, sono lieta di appartenere al genere femminile, cui dedico la mia odierna poesia 8 Marzo 2026 Osservo la Mimosa/di biondi fiori adornata/la interrogo per sapere/come fa a sopportare/gli sbalzi meteo/del mese pazzerello./Ho radici ben salde/- mi risponde – e sostengo/molti fiori, come i pesi/che la donna deve portare,/tali e quali le onde/agitate del mare./Mi chino/sui morbidi fiori/ne aspiro/forza e dolcezza,/per costruire la mia/quotidiana corazza.// Buon 8 Marzo a tutti, uomini e donne! 🌻

Paralimpiadi e sport inclusivo

Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 (dal 6 al 15 marzo) ieri sera, all’Arena di Verona, ‘Città dell’Amore’ in Italia, come sottolineato dalla performance ispirata all’amore e al mito di Giulietta e Romeo. Coinvolgente lo spettacolo e apprezzato il discorso del Presidente della Fondazione, Giovanni Malagò con il messaggio di Pace. Molto intenso ed emozionante anche quello del brasiliano Andrew Parsons, Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale. Vedere gli atleti sfilare con i ‘corpi imperfetti”, senza una gamba, un braccio, la vista, in carrozzina… ma col sorriso dà l’esatta misura che i limiti sono illusoni e che lo sport paralimpico presenta un potenziale umano enorme. Incredibile ma vero: dall’orbita si collega in carrozzina anche la 33enne ingegnera spaziale tedesca Michaela Benthaus. Bebe Vio, ultima tedofora a Verona è l’incarnazione dello spirito degli atleti: 600 di 55 nazioni, impegnati in sei discipline: sci alpino, biathlon, sci di fondo, hockey su slittino, snowboard e curling in carrozzina. La Nazionale Azzurra è composta da 42 atleti (35 uomini e 7 donne) più 3 guide. Oggi, prime medaglie azzurre: argento per Chiara Mazzel nella discesa femminile e bronzo per Giacomo Bertagnoli nella libera ipovedenti. Merita un ricordo l’ideatore delle Paralimpiadi, il neurologo tedesco Sir Ludwig Guttmann che nel 1948 organizzò le prime gare per veterani di guerra disabili a Stile Mandeville, mentre il medico italiano dell’Inail Antonio Maglio organizzò i Giochi di Roma 1960. Un lungo percorso per uno sport inclusivo.

Caro benzina

Ore 7.40, Mattina News, sono diventati familiari i volti deii conduttori Maria Soave e Tiberio Timperi. Mi cattura il servizio sull’aumento dei prezzi legato alla guerra in Medio Oriente, sintetizzato dal titolo in sovrimpressione: Gli effetti della guerra, sale il prezzo della benzina. Chi ci guadagna? Gli Stati Uniti. Mi verrebbe da dire, ironicamente Che sorpresa! Non mi azzardo a parlare di politica, perché per me è un ‘mare magnum’ dove annegherai. Vado per intuizioni, più che per convinzioni. Di sicuro, qualcuno ci specula: le compagnie petrolifere, i benzinai, gli intermediatori… sta di fatto che l’aumento della benzina – e di conseguenza del gas – acquistato prima dell’espansione del conflitto in Medio Oriente non è giustificato, a rigore di logica. Gabriele Melluso, Presidente Nazionale di Assoutenti, l’Associazione Nazionale per la Tutela dei Consumatori definisce l’andamento dei prezzi: “del tutto anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità, soprattutto se si considera che la materia prima petrolio è stata acquistata dalle società nei mesi scorsi a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli odierni”. Con i numeri io non ci so fare, e non mi piace guidare. Pertanto al distributore faccio sempre cinquanta euro, e me le segno sul calendario. Sono in pensione e uso la macchina a giorni alterni, per costringermi a camminare. Chi fa strada per andare al lavoro o per altre esigenze familiari, deve mettere mano al portafoglio con sofferenza. Senza contare che l’aumento del prezzo della benzina si espande a tutta un’area di servizi collegati. Mi preoccupa ciò che succederà domani, ma mi impongo di vedere rosato, se non proprio rosa. Abbiamo avuto l’Austerity a fine 1973, a seguito dello shock petrolifero globale. La memoria ci aiuterà ad adeguarci.