Da qualche anno, sul salva schermo del mio tablet d c’è una bella foto di Puma, la gattina nera mancata troppo presto per un problema di cuore. Più volte mi ero detta di cambiarla, ma adesso non ci penso più e mi conforta vederla ogni volta che apro il tablet, il che succede diverse volte al giorno. Del resto sul computer troneggia Sky, che però era tigrato. Il distinguo è d’obbligo, perché oggi è la Giornata Mondiale della valorizzazione del Gatto Nero. Istituita dall’artista americano Wayne H. Morris, mira a sfatare le superstizioni legate ai gatti neri e a promuovere la loro accettazione. Gli Antichi Egizi veneravano i gatti neri come una divinità e ne possedevano molti. Infatti, la gatta nera incarnava Bastet, la dea egizia della fertilità, delle donne e della famiglia. Mi viene in mente la canzoncina “Volevo un gatto nero”, proposta nel 1969 dal Piccolo Coro dell’Antoniano nell’undicesima Edizione dello Zecchino d’Oro. Esemplare un passaggio: Volevo un gatto nero, nero, nero. Mi hai dato un gatto bianco. Ed io non ci sto più. La canzone, classificatasi all’ultimo posto, ha tuttavia venduto più di due milioni e mezzo di dischi. Il significato del gatto nero varia molto a seconda delle culture. In quelle orientali è considerato un portafortuna, mentre in occidente, durante il medioevo era associato alla stregoneria. Per me il nero è simbolo di eleganza, di bellezza, di mistero. ‘Indossato’ dal gatto, è un valore aggiunto. Chiudo con la citazione di Leonardo Da Vinci che non badava certo al colore del manto: “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro”.
Categoria: Attualità
Vigilia di Ferragosto
“OK. Per me l’estate è bastata. Possiamo anche finirla qui…??” è il testo che accompagna una vignetta di Schulz con il simpatico Snoopy, occhiali scuri e ombrellone chiuso sottobraccio che lascia la spiaggia. Vigilia di Ferragosto con 18 milioni di italiani in partenza per le ferie nel mese più caldo dell’anno, con temperature bollenti specie al Nord, con Bolzano a 35 gradi. La meta preferita rimane il mare, dove bollenti sono anche i prezzi per il caro spiaggia, e i balneari lamentano un calo di presenze. Certo in questo periodo non mi fa gola, per la folla, il traffico, eccetera. Di indole felina, mi sento a mio agio a casa, con i gatti e la ricerca della tranquillità. Scrivere il post e altro mi dà piacere ogni giorno. Viceversa riordinare è deprimente. Ad esempio, ho dedicato due infuocati pomeriggi a sgomberare il ripostiglio, stanza ‘cieca’ senza finestra. Ho la tendenza a tenere scatole e scatoloni, per offrirli come graditi giacigli ai gatti, senza considerare che rappresentano comunque un ingombro. Qualcuno mi serve per tenerci prodotti da bagno e per capelli che poi dimentico, cosicché per un po’ sono servita. Tra un cesto e un cestino, torna alla luce qualcosa di accantonato: un marsupio che usavo quando portavo in passeggiata Astro, che il Cielo lo abbia in gloria. Era un cane buonissimo, che andava d’accordo con i gatti. Mi ha fatto compagnia per quasi 18 anni. Non lo dimentico, perché un amico a quattro zampe è per sempre, vacanze comprese.
Bambini ucraini rapiti
[ ] Di male in peggio Ero in quarta o quinta elementare quando sentii per la prima volta parlare di rapimento di persone, in relazione al “Ratto delle Sabine”, fra gli episodi più antichi della storia di Roma, avvolto nella leggenda. Sicuramente il maestro Enrico Cumial – cui ho dedicato Dove i Germogli diventano Fiori – edulcorò la storia che dovette sembrarmi condita dall’amore, dato che era una necessità per i romani procurarsi delle donne per la procreazione. Anche Plutarco era di questo avviso. Ma dalla nascita di Roma, 21.04.753 a.C. ne è passata di acqua sotto i ponti. Per questo mi scandalizza la parola rapimento, specie se a danno di minori. 20.000 bambini ucraini sono stati deportati in Russia e Bielorussia durante la guerra. Una Ong ucraina denuncia che bambini ucraini deportati in Russia sono disponibili per adozione o affido, consultando un catalogo online. Quindi, bambini rapiti messi in vendita. Vorrei fosse una fake news, tanto è agghiacciante! Il ratto delle Sabine hu al confronto mi sembra una bazzecola. Dei 314 bambini ucraini deportati, 148 sono stati inseriti nei database di adozioni russe, con 42 già adottati o simil. La Russia nega. Non è nota la sorte dei bambini oggetto di compravendita.
Il Vesuvio… e La Ginestra
Il Vesuvio continua a bruciare. Il sospetto è che ci sia la mano dei piromani, come del resto era successo nel 2017 quando furono distrutti 3000 ettari di parco e macchia mediterranea. Attualmente, diversi ettari ingoiati dalle fiamme; il fronte del fuoco, alimentato dal vento e dalle alte temperature si è allargato a tre chilometri. Decretato lo “stato di mobilitazione”. Mi chiedo come mi comporterei se vivessi là. Un conto è prendere atto e abituarsi all’ordinaria attività che caratterizza da decenni il Vesuvio, un conto scoprire che è opera di individui che non amano la natura e nemmeno chi ci abita.A pagina 20 del Corriere odierno leggo: “Incendio sul Vesuvio, ancora tre fronti attivi”. Un recente rapporto di Legambiente Campana aggiorna sulla superficie andata in fumo in soli sette mesi: 851 roghi hanno fatto piazza pulita di 56.263 ettari di suolo, pari a 78.800 campi da calcio. Numeri da brivido! Gli incendi estivi riguardano anche altre nazioni, ad esempio Grecia e Spagna, ma pure l’Amazzonia. Almeno il 50 % è attribuibile al “fattore umano”, direttamente o indirettamente. Quando si verificano per mano dell’uomo c’è veramente da piangere, perché la Terra che ci ospita viene profanata. Quando Giacomo Leopardi soggiorna a Napoli, nel 1836 compone la poesia “La Ginestra”, fiore che cresce sulla lava del Vesuvio chiamato ‘il vulcano’ e che simboleggia la resistenza contro le avversità della natura. Scritta poco prima di morire, è considerato il testamento poetico e filosofico dell’autore. Chissà se i piromani la conoscono.
“Meno alcol, meno rischi di cancro”
Provo simpatia per Silvio Garattini, che tiene la rubrica “L’armadietto delle medicine” sul settimanale OGGI, simpatia che estendo a tutte le persone invecchiate bene. l’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo, con un’età media di quasi 47 anni, la più alta nell’Unione Europea. Gli ultraottantenni sono circa 5 milioni con il 10 % degli uomini che arriva a 90 anni. Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore italiano (Bergamo, 12 novembre 1928) ne ha 96, a novembre 97 portati benissimo. Non prende farmaci, se non strettamente necessari, mangia poco e cammina molto. Di recente ha pubblicato FARMACI. Luci e ombre. Certo la longevità è un privilegio, se ci si arriva in salute, ma anche frutto di disciplina e scelte precise. Nella rubrica citata, il professore sostiene che basta anche un bicchiere per farsi del male. “L’utilizzo dell’alcol indipendentemente dal fatto che si tratti di birra, vino o superalcolici è associato a un aumento anche del tumore del pancreas”. Questa sua convinzione, legata a una ricerca condotta su un vasto campione di partecipanti europei ed extraeuropei non piacerà a chi consuma e vende le suddette sostanze. Credo di essere astemia, perciò per me ‘piove sul bagnato’. Siccome è un mio obiettivo invecchiare bene, seguirò almeno in parte le sue indicazioni (esclusi 5 km di passeggiata al giorno, con le mie anche rifatte), confidando in una buona stella.
Festa del gatto… e non solo!
Oggi 8 Agosto, Giornata Internazionale del Gatto, istituita nel 2002 dal Fondo Internazionale per il benessere degli Animali (IFAW). I ‘gattari’ di tutto il mondo sono in festa, me compresa. Insieme con questa ricorrenza, festeggio il compleanno di mio figlio, nato l’8.08.88: la data è speciale, anche se non l’ho scelta io. Riandando al momento della nascita, solo qualche ora prima, parlando con la mia amica Marta Piva in dolce attesa realizzai che si trattava di una data speciale. Il numero otto ha molti significati simbolici, spesso legati a concetti di infinito, equilibrio, rinascita e prosperità. In diverse culture e tradizioni, l’otto è considerato un numero potente e positivo, associato a sfere spirituali e materiali. Nel Taoismo è legato alle otto forze cosmiche e alle otto direzioni, rappresentando un movimento armonico e un ciclo eterno. Individui determinati sono nati in questo giorno, compreso Saul, mio figlio. Che per fortuna ama i gatti, quindi non si dispiacerà di condividere il compleanno con i gattari e le gattare, me compresa. Anzi, il suo feeling con i felini è ancora più apprezzabile, perché è allergico al pelo del gatto. D’altro canto, ho vissuto con i gatti da quando ero bambina. Grey, Pepina e Fiocco sono i miei conviventi. Auguri a loro e a Saul!
La brava gioventù
Finalmente una bella notizia che leggo sul Corriere del Veneto: “900 adolescenti al lavoro, per ripulire i parchi”. In realtà risultano anche di più – 930 – i giovani tra i 14 e i 19 anni che per sette settimane hanno prestato l’opera in 35 Comuni della Marca per la cura del bene pubblico. Il progetto, alla sesta edizione ha un titolo volutamente provocatorio: “Ci sto? Affare fatica!”, una bella cosa per impegnare i giovani nel sociale, seguiti da giovani tutor tra i 20/30 anni. Spendere il tempo estivo attraverso attività concrete di cittadinanza attiva e cura dei beni comuni ha un valore impagabile. Un “buono fatica” settimanale di € 50 viene dato ad ogni partecipante come ricompensa, da spendere in abbigliamento , libri scolastici, cartoleria, libri di lettura, tempo libero. Ma credo sia grande la soddisfazione di ‘spensersi’ per una buona causa, senza considerare il piacere di condividere l’esperienza in buona compagnia. Nello specifico, i giovani svolgono attività manuali all’aperto, tipo tinteggiatura, abbellimento di spazi comuni, piccola manutenzione di beni pubblici, come parchi, giardini, aree verdi. Ammirevoli davvero, un esempio di gioventù sana, operativa e propositiva. Complimenti a loro e un plauso a chi ha elaborato il progetto.
Festa- morte, tragico connubio
Non si può morire durante una festa di Laurea o peggio, per una festa di Laurea. Mi riferisco al tragico fatto accaduto venerdì notte a Bagheria (Palermo) dove la ventenne Simona Cinà è morta in circostanze da chiarire durante la festa nella piscina di una villa affittata per la circostanza. Domani l’autopsia sul corpo della giovane potrà chiarire le cause del decesso. Per ora prevale il giallo. La cosa che mi disturba maggiormente è la commistione festa – morte. Penso alla mia festa di Laurea tanti anni fa, con i parenti lontani invitati a cena in una trattoria a due passi da casa. Quasi due anni fa ho partecipato a quella gioiosa di Manuel, mi pare organizzata dalla Pro Loco, con nonna Gina fatta ‘scorazzare’ sulla sedia a rotelle. Uno spasso. C’era da bere, da mangiare, da cantare, da ballare… come da tradizione. Senza effetti collaterali negativi o funesti. Nel caso di Simona, mi auguro che si tratti di sfortuna e che il decesso non sia da attribuire a comportamenti sconsiderati. Penso ai genitori della. persona laureata, agli invitati alla festa trasformatasi in un evento tragico, ai genitori di Simona. La precarietà è sempre dietro l’angolo, per tutte le età. Però noi non ci pensiamo. Spesso la vita è paragonata a un viaggio, con destinazione comune, ma uscita che non ci è dato conoscere. Per non avvilirmi, chiudo con le parole confortanti della canzone “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia che canta: “Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta”.
Scrittori d’estate
Il venerdì di Repubblica in corso ha una copertina in tema con il periodo, per molti di ferie: una sedia difronte al mare, un cappello e un libro aperto. Il commento non è proprio lusinghiero: “Quando le vacanze erano intelligenti” con le domande: “E oggi? Dove vanno, e che cosa fanno, gli scrittori d’estate?”; all’interno un reportage di Brunella Schisa con un articolo di Nicola Mirenzi. Siccome scrivo, mi ritengo una scrittrice, anche senza santi in paradiso. Intanto rispondo per me: D’estate scrivo, mi sposto q.b. dedicandomi a gatti e fiori che mi rilassano e favoriscono la vena poetica. Piuttosto che evadere, sento il bisogno di ritirarmi in quanto l’eccesso di folla mi preoccupa, sia al mare che in montagna. Mettermi in viaggio poi sarebbe un extra stress perché non ho un buon rapporto col volante. Sto bene a casa mia, dove ho ciò che mi serve. Ma non è sempre stato così. Dal reportage emerge che “Le vacanze non sono più quelle di una volta. E nemmeno gli scrittori” nel senso che adesso gli scrittori le fanno lontano dal mondo editoriale, per stare un po’ alla larga dal proprio ambiente di lavoro “pagato sempre meno” dice Elena Stancanelli. Invece è diffuso il Festival Letterario, una forma di promozione culturale per un rapporto diretto con il lettore, più che con gli altri scrittori oppure i critici. In sintesi, in un mondo che cambia, sono cambiate anche le vacanze degli scrittori. Finita l’epoca dei circoli letterari, ognuno procede per conto suo. Cicerone direbbe: Oh tempora, oh mores!
Carenza di medici
Non so se il proverbio “Le ore del mattino hanno l’oro in bocca” sia applicabile anche alle notizie di primo mattino. Nel mio caso potrei dire di sì, perché sono più ricettiva appena sveglia. Come succede verso le sette, durante la trasmissione Tg1 estate. Mi colpisce la frase: “Se senti dolore sei vivo. Se senti il dolore degli altri, sei umano” attribuita a Lev Tolstoj e citata dal medico intervistato stamattina dalla conduttrice Micaela Palmieri sulla professione medica e l’addio al numero chiuso per chi voglia intraprenderla. In Italia c’è carenza di personale medico e infermieristico: mancano più di 5.500 medici di famglia; in Calabria sono stati assunti ben 400 medici cubani, per garantire l’erogazione dei servizi sanitari. La scelta ha suscitato dibattiti e riflessioni. D’altro canto, giovani professionisti italiani rispondono alla richiesta di Paesi occidentali come Lussemburgo e Paesi Bassi che offrono stipendi elevati. Altri Paesi europei vivono la carenza di medici: Regno Unito, Francia, Germania, Svizzera… quindi il problema è allargato. Non so come stiano effettivamente le cose. Da parte mia, cerco di mantenermi in salute ed evito di ricorrere al medico per motivi banali. In passato mi è capitato di aspettare anche tre ore per una ricetta, e non è stato piacevole. Sento ciò che succede nei Pronto Soccorso, spesso sovraffollati perché certi pazienti ci ricorrono con troppa disinvoltura. Leggo nel quotidiano LA TRIBUNA l’articolo “Via al reclutamento di medici esteri non ancora riconosciuti”, per carenza di personale nella sanità. L’intervento, operativo già durante l’emergenza pandemica potrà estendersi fino al 2027. Incrocio le dita e spero di mantenermi in salute.
