Arcipelago delle Cicladi

Una delle tracce più gettonate dagli studenti di terza media durante la prova scritta di Italiano era questa: “Se vincessi un viaggio premio, dove andresti e perché?”. Mi ritorna in mente e rivolgo la domanda a me che sono in pensione, dopo aver letto l’articolo: Alle Cicladi cercando l’isola che non c’è, di Alessandro Allocca su il venerdì di Repubblica. Dal greco Kyklos, che significa cerchio, trattasi di quasi 220 isole nel mare Egeo distribuite ad anello, di cui appena 25 quelle di fatto abitate. Tra le più famose Mikonos e Santorini, dove ebbi la fortuna di approdare con mia mamma nel 2006, in un tempo non ancora caratterizzato dall’overtourism. Da allora il bianco e il blu sono la coppia cromatica, imperante in Grecia che prediligo. Se avessi la possibilità di tornarci, seguendo le indicazioni dell’articolo, visiterei altre isole: Sifnos, Naxos, Keros, Delos. A Sifnos vive Kostas Depastas, 90 anni, il più anziano ceramista delle Cicladi. Naxos è nota per gli uliveti secolari, alcuni di oltre 600 anni, autentici monumenti secolari. I reperti scoperti a Keros fanno pensare che fosse un centro di spiritualità per i popoli antichi. Delos è legata alla mitologia: culla di Apollo e Artemide, sito sacro e snodo commerciale, attrae pellegrini e mercanti da tutto il Mediterraneo. In definitiva, le Cicladi sono un arcipelago ricco di storia, cultura e bellezze naturali che vale la pena di esplorare. Se non fisicamente almeno attraverso i servizi e le fotografie, come quelle inviatemi da Mariuccia durante la sua vacanza in Grecia. Se poi arrivasse un viaggio premio…

Quiz linguistici

La frase “Con la cultura non si mangia” attribuita all’ex ministro Tremonti – che la sconfessò – va almeno ridimensionata, perché c’è chi con il proprio sapere vince anche bei soldi. È il caso di Christian, concorrente del gioco a quiz ‘L’Eredità’ che ha vinto 160.000 euro, da aggiungere ai 45.000 vinti la sera precedente, per un totale finora di 205.000 euro accumulati in due sole puntate. Di solito ceno verso le 19.30; subito dopo seguo “La Ghigliottina ‘ la parte finale del gioco che chiede al concorrente di trovare la parola che ne lega altre cinque. Un paio di volte ci ho azzeccato anch’io, dato che le parole sono il mio pane e mi attraggono i giochi dove sono protagoniste. Qualcuno si ricorda il programma televisivo a quiz sulla lingua italiana ‘Parola mia’ in onda dal 1985 al 1988, condotto da Luciano Rispoli e la partecipazione del linguista Gian Luigi Beccaria? Quanto mi piaceva! Ha influenzato il titolo del mio blog ‘Verba mea’. Mi viene facile usare le parole, talvolta intuendo il significato di alcune ignote, senza consultare il dizionario. Però evito i giochi di parole caro a certi intellettuali, preferendo esprimermi in maniera ‘flessibile’ con qualche concessione al latino, piuttosto che all’inglese. Ma torniamo al gioco, che Marco Liorni conduce dal 3 novembre. La fase finale è quella che mi piace di più: il finalista deve indovinare la parola ‘chiave’ che si abbina con le cinque in precedenza selezionate da altrettante coppie di parole. Insomma, un bel grattacapo. Christian, giovane infermiere della Valle dei Templi in un paio di giorni è diventato un fenomeno. Mi fa piacere che sia un uomo, perché contraddice la convinzione che siano le donne più portate in ambito espressivo/linguistico. Personalmente sono dell’idea che il talento, tanto quanto l’intelligenza non abbia sesso. Infine, in un mondo che tende ad isolarsi e a chiudersi, ben vengano i programmi che combinano cultura e intrattenimento. Da incentivare.

Nord/Sud

Mentre faccio colazione – serviti i tre gatti – presto un occhio al programma ‘Sette giorni’ che riserva un servizio allo ‘Squilibrio Demografico’ esistente tra Nord e Sud. Le due città rappresentative di tale fenomeno sono Lecce e Milano: nella città barocca ci sono più anziani che persone in attività lavorativa, mentre i dati si invertono nella città della Madonnina. Da un rapporto generale sul lavoro, pare che ci siano tre adulti in età lavorativa per ogni persona over 65 anni. Non mi sembra neanche una sorpresa: è da decenni che si registrano più vecchi che nuovi nati e molti meridionali si spostano al Nord per lavorare. Conosco diversi pugliesi che lavorano o si sono stabilmente trasferiti in Veneto per motivi economici. Così conobbi Liliana, una ventina di anni fa: io insegnavo Lettere nel Corso serale ad Asolo, lei era operaia in una industria del legno della zona e voleva conseguire il Diploma di Licenza media. Orgogliosa e tenace, di strada ne ha coperta da allora: ha fatto il corso per Oss (assistente socio sanitaria) ed è tornata in Puglia. Ma due figli su tre sono rimasti in Veneto. La sua è una storia di immigrazione e ritorno a lieto fine. Era pugliese anche il mio stimato professore di Italiano Armando Contro, cui ho dedicato il romanzo Il Faro e la Luce. Gli intervistati durante la trasmissione concordano nel riconoscere a Milano molta capacità attrattiva, mentre Lecce lamenta una fuga di giovani e sovrabbondanza di anziani. Una soluzione, proposta da una onorevole intervistata potrebbe essere lo smart working, ovverosia il lavoro da casa, sperimentato durante la pandemia, però in aggiunta a servizi, infrastrutture, sostegno alla natalità e quant’altro. Non sono un’esperta e mi limito a delle considerazioni ‘di superficie’. Gli antichi dicevano In media res stat virtus: se avessero ragione?

UNA MORTE ASSURDA

Margaret Spada, siracusana di 22 anni muore per una rinoplastica parziale effettuata in uno studio romano trovato sui social. Doveva trattarsi di ‘rimodellamento’ del naso, cioè di mini chirurgia in un volto bellissimo. L’intervento non è nemmeno iniziato: la ragazza si è sentita male subito dopo l’anestesia. Ricoverata all’ospedale Sant’Eugenio è deceduta dopo tre giorni di agonia. La struttura, in un centro medico dell’Eur è stata sequestrata dai Carabinieri del Nas e la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’autopsia chiarirà se Margaret soffrisse di altre patologie. Fin qui i nudi fatti che mi causano delle riflessioni: Margaret aveva trovato il chirurgo plastico con 21mila followers su Tik Tok. Il suo volto appare in foto dolce e decisamente bello. Era partita dalla Sicilia con il fidanzato verso la capitale per un intervento da 2800 euro che doveva essere di routine. La giovane non lavorava nel mondo della moda, ma alla reception della Rsa di Lentini (Siracusa) dove in due anni non aveva fatto neppure un giorno di malattia o un’assenza. Il titolare Francesco Terranova dice: “Era felice, aspettava da un sacco di tempo di fare quel piccolo intervento”. La rinoplastica può risolvere molti problemi di nasi abnormi, ma non mi pare fosse il suo caso. Non credo sia stata bullizzata da piccola per la punta del naso, però chissà! Mi fa specie che avvesse avuto l’appoggio del fidanzato per un ritocco, superfluo all’occhio dei più. Ma cos’è la bellezza in un mondo sovrastato dall’immagine? Quanto sono determinanti i social nella nostra vita? Vedrei bene proporre questi quesiti in Laboratori della Salute da attivare a partire dalla scuola primaria, coltivando il culto della bellezza vera, quella che il bisturi non può modificare.

Mondo che vai, usanza che trovi

Ieri, poco prima delle 14 ricevo un vocale da Manuel: parlando sottovoce – per non disturbare la cugina che dorme – mi raccomanda di riguardarmi, perché ha sentito che ‘fa freschetto’. Poi aggiunge: “spengo la abatjour e vado a dormire”. Dato che in Australia ci sono quasi dieci ore in più, significa che mi saluta verso mezzanotte. Quindi legge il post di mattina, mentre fa colazione! Sono lusingata e gli dedico questo di giovedì. Grazie a lui ripasso l’immensa nazione: quando insegnavo Geografia restava sempre in coda, così la conoscenza risultava ‘a macchia di leopardo’. Prima di volare a Sidney – dove lo attendono altri parenti – Manuel mi farà una sintesi del suo soggiorno ad Adelaide. Estrapolando da un lungo vocale, ecco cosa dice: molte sono le aree verdi, le strade ordinate sembrano tirate col righello. Date le distanze, spostarsi in pullman costa parecchio, meglio la bicicletta però col casco, se no scatta la multa. La città non ha un vero centro storico, avendo solo 200 anni. Palazzi nuovi anche in zona mare dove le spiagge sono corte e la sabbia finissima di colore bianco panna. Finora ha visitato una Galleria d’Arte, un Museo “stile armadio della nonna” perché sapeva di naftalina, la Biblioteca con una gentile guida anziana che parlava piano in inglese, per consentirgli di comprendere. Uno dei motivi del soggiorno australiano è appunto perfezionare l’inglese. Volete sapere cosa e come si mangia? Al Mercato generale si trova di tutto, in primis frutta, verdura e pesce. Il menu prevede la pasta, ma tendono a cuocerla troppo, mentre noi la preferiamo al dente. L’orario della cena è alle 18.30, anticipato rispetto al nostro. Mondo che vai, usanza che trovi, in inglese You can tell a country by its traditions (copiato, io sono latinista). Grazie, Manuel che mi fai viaggiare con la mente!

Gentilezza protagonista

Oggi 13 novembre Giornata Mondiale della Gentilezza che si rifà alla Dichiarazione della Gentilezza, firmata a Tokyo il 13 novembre 1997 con lo scopo di guardare oltre i confini dei diversi paesi, oltre le culture, etnie e religioni. Restando a casa nostra, stamattina il nobile sentimento è ricordato durante il telegiornale che ospita Daniel Lumera, esperto di benessere e meditazione.Tra i personaggi pubblici è menzionato il tennista Jannik Sinner: per età, sorriso e bei modi – anche per i capelli ricci, però in versione castana – mi ricorda Manuel, ora in Australia. Mi colpisce il distinguo tra gentilezza vera e gentilezza costruita, da cui rifuggo. Esopo diceva: “Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo, è mai sprecato” e Mark Twain gli fa eco: “La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere”, mentre madre Teresa di Calcutta raccomandava: “Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del saluto”. Beh, gli esempi, sia di ieri che di oggi non mancano. Cambierebbe il mondo se noi tutti fossimo gentili accompagna l’immagine di un messaggio mattutino. Tuttavia nella pratica, l’esercizio della vera gentilezza latita, segno che è una qualità non innata, salvo per i predisposti. Senza dubbio migliora la vita di chi la esercita e di chi la riceve. Gradita ovunque, la ritengo indispensabile in ambito ospedaliero, dove ho conosciuto due dottori abili e gentili: l’ortopedico Guido Mazzocato e il chirurgo Giovanni Grano, cui rinnovo gratitudine e simpatia. La intendo come un filo sottile ma robusto che tiene legate le persone. Il che mi riporta al titolo del mio ultimo romanzo Ricami e Legami dove agiscono donne legate tra loro dagli eventi e dai sentimenti, gentilezza compresa. Gelsomino Giallo e Rosa Tea, simboli di gentilezza per tutti.

Muro…e muri

Anniversario della caduta del muro di Berlino. Lo dice il giornalista Francesco Giorgino, conduttore del programma XXI secolo (quando il presente diventa futuro) su Rai1 in tarda serata. Sto per andare a letto ma mi trattengo quando afferma che, crollato il muro di Berlino, simbolo della guerra fredda e della cortina di ferro eretta al termine della Seconda guerra mondiale, altri muri non materiali sono stati eretti. La caduta avvenne il 9 novembre 1989: per 28 anni aveva diviso il paese e la città in Berlino Ovest e Berlino Est. Era stato eretto il 13 agosto 1961 dalle autorità della Germania Est comunista, per separare fisicamente Berlino Est da Berlino Ovest, sotto il controllo delle forze alleate occidentali. Nel ’61 ero troppo piccola per capire cosa succedeva, nel ’89 ho gioito per l’abbattimento del muro, oggi guardo perplessa a ciò che è successo negli ultimi anni: la pandemia, la guerra in Ucraina, quella nel vicino Oriente…non c’è da stare allegri, ma evito di essere catastrofista, anche se riconosco un’involuzione dei comportamenti sia nel pubblico che nel privato. La voglia di libertà è un’esigenza insopprimibile dei popoli, ma è noto che i conflitti armati vengono decisi in alto. Il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti azzarda di poter riportare la pace: sarebbe un miracolo! Intanto partiamo dal basso, ricordando il messaggio testamento spirituale di Piero Angela (70 anni dedicati alla divulgazione scientifica) postato sulla pagina del suo programma Superquark: Cari amici…ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio. Piero Angela (13/8/2022)

San Martino

Oggi San Martino, santo caro alla tradizione tedesca. Me lo ricorda il messaggio di una collega che insegna Lingue e che prepara una frolla a forma di san Martino da condividere con gli studenti per festeggiare il santo. A un paio di chilometri, a Cavaso del Tomba, località Castelcies c’è una chiesetta millenaria dedicata al santo, famoso per la sua generosità: nota la leggenda secondo la quale Martino di Tours tagliò metà del suo mantello per donarlo a un mendicante infreddolito. A Milano è in corso la sesta edizione del Festival della Gentilezza e del suo potere ‘virtuosamenete rivoluzionario’. Non so se qualcuno ha pensato al Festival della Generosità, così bene incarnata da San Martino, cavaliere romano che abbandonò la carriera militare per abbracciare l’altruismo e la misericordia. Leggo sul web che il 3 dicembre 2024 è la Giornata Mondiale del Dono che sottintende la generosità, quindi potrebbe essere. Anche la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare prevista sabato prossimo in vari punti vendita si inserisce in questo spirito. Mi piace ricordare Gianna De Paoli, una cara collega mancata nel 2014, molto impegnata nel sociale e nella raccolta di generi alimentari. Comunque, per come la penso io una persona generosa bada anche ad altre necessità, per così dire ‘nascoste’ e spesso non dichiarate, tipo il bisogno di ascolto, di comprensione, di condivisione, di tempo donato. Per fortuna in Italia i volontari sono circa 5.500.000 di persone, il 9 % della popolazione e non mancano le Associazioni di riferimento, tipo la Banca del Tempo Solidale che si fonda sul principio della solidarietà. Stando così le cose, san Martino può contare su diversi seguaci. La sua è una gran bella eredità.

Pace e libertà

Sul lato est della casa, in un’isola rialzata dedicata alle Ortensie, anni fa è nato spontaneo un Fico selvatico che è risultato provvidenziale per i fiori d’estate perché gli dona ombra. Tra l’altro apprezzo il profumo che emana nelle vicinanze e la forma delle foglie che in questi giorni si staccano e cadono, ricoprendo il suolo e parte dell’ingresso verso il garage. Quando apro gli scuri del bagno, vedo una parte del Fico che si sta spogliando e sotto i capolini delle Ortensie che si arrossano. Inevitabile fare una considerazione sulla stagione che avanza ed anche sul mutamento della pianta in generale, simbolo di vita. Diversi sono i benefici del Fico, cui si attribuiscono proprietà rimineralizzanti, emollienti ed espettoranti. A me ha suggerito dei versi in stile ‘poetico – filosofico’, sottoposti al giudizio di un amico che ha apprezzato. Ragion per cui li trascrivo nel blog, senza nessuna pretesa oltre la condivisione. Il Fico non si offenderà. EMOZIONI Il fico perde le foglie/io perdo la voglia/di fare, di brigare./La natura si prepara/a riposare: perché io/non lo dovrei fare?/Vedo la gente frettolosa,/per qualcosa che non ha/smaniosa: sarà l’età/oppure non so…/desidero pace e libertà/anche sentimentale/perché caricarsi/ di emozioni fa male./Mi attrae la leggerezza/della farfalla che sui fiori/volteggia lieve,/l’eleganza del gatto/in equilibrio sul muretto/sicuro di non cadere,/il pudore del fiore/che in silenzio muore./Finiamola qua/vado a riposare./Domani sarò ritemprata,/il mondo mi stupirà/e magari, prima o dopo/la guerra finirà.//🍀

Il giorno dopo (la presentazione)

“Serata intima e partecipata” è il commento quasi notturno di Lisa Frison all’incontro letterario di ieri sera, valorizzato dalla lettura espressiva di alcuni passi dal mio Ricami e Legami. “Grazie siamo stati tutti benissimo” è l’impressione a caldo di Adry che mi ha scattato una foto che “ti rappresenta pienamente” a dire di Pia. Infatti l’atmosfera era distesa e accogliente, da “salotto letterario” per l’inclusività e il calore. Mi aspettavo più persone – assenti i maschi, meno Sisto Manaigo che posta ottime foto sul web – meno toccati dal tema della genitorialità che coinvolge le donne in prima persona. Forse il buio che a novembre scende presto non invoglia le uscite. Comunque le persone presenti erano di livello, per me speciali: amiche, colleghe, simpatizzanti. Mariuccia è scesa da Belluno per me. Una sorpresa essere pubblicamente elogiata da Paola, insegnante e madre di tre figli piccoli. Ha ricordato l’appello delle emozioni che facevo in classe (lo avevo scordato) e l’attenzione all’attualità durante le ore di Cittadinanza. L’attualità è un mio cavallo di battaglia che nutre anche i miei post quotidiani. Lo ricorda il Consigliere Gianpietro Mazzarolo che introduce la serata, sottolineando la mia attitudine ultradecennale a scrivere romanzi e articoli che posto ogni giorno dal 2000 sul blog verba mea. Gli fa eco la Consigliera Novella Franciosi che vivacizza il ricordo degli Anni Settanta, sfondo del mio romanzo Passato Prossimo, ricordando il suo ingresso nel 1973 da giovane sposa a Castelcucco dove ha profuso per la comunità molte energie. Lucia Zanchetta, figlia di emigrante ritornato a Castelcucco dopo anni di lavoro in Venezuela, fa rivivere con nostalgia lo spirito di comunità della piazza dinamica del paese. Emozionata e lieta, a fine serata mi porto a casa un’Orchidea, due mini Stelle di Natale, perfino una piccola Limonera, con la soddisfazione di avere condiviso con un pubblico ricettivo un pezzo di passato per alleggerire il gravoso presente.