Tragedia umana

Fui a Rubano (PD) diversi anni fa, per un concorso di poesia. Mi ci portò la gentile collega Adriana, perché allora come ora non guidavo volentieri. La mia poesia parlava di fiori – è un ‘peccato’ originale – e mi pare fosse risultata terza. Una bella emozione che ritorna oggi, suggerita dalla località, Rubano dove viveva Gabriela, purtroppo ribaltata in cronaca nera per il duplice femminicidio di Vicenza, seguito dal suicidio del killer: sarebbe bastato che l’autore dello scempio a danno di ex moglie e compagna avesse invertito la procedura e non ci sarebbero quattro orfani a piangere le rispettive madri, donne ‘amate’ dall’uomo che infine ha tolto loro la vita. Provo una rassegnata desolazione, pensando alle vittime sacrificate sull’altare di un amore deviato. L’assassino-suicida aveva anche fatto un percorso di rieducazione, dopo la denuncia di maltrattamenti da parte della ex moglie, illudendo di essersi redento. Invece covava la strage, architettata subdolamente. Rubo la parte ‘mente’ all’avverbio perché è lì che sta l’origine di tutto, nella parte che ci distingue dagli altri animali, ancora tanto sconosciuta e poco valorizzata. Mi chiedo anch’io, come molte persone se ci sia stata leggerezza nel rimettere in libertà una persona che aveva già dei precedenti per maltrattamenti; se era davvero malato, non avrebbe dovuto stare fuori. Però è pure vero che molti sanno recitare e traggono in inganno anche i professionisti. D’altro canto cos’altro avrebbero potuto fare Lidja, 42 anni e Gabriela, 36enne, le due vittime dell’omicida? Chissà come cresceranno i due figli dell’una e dell’altra, se e come si accosteranno all’altro sesso, cosa racconteranno ai loro figli, se ne avranno. La commedia umana si trasforma in tragedia a ritmo sostenuto, trasformando un bel ricordo in un’amara considerazione, congiunta ad un pietoso abbraccio rivolto a tutte le vittime di violenza.

Inciampi

Oggi piove. Durante la visita al mercato, una folata di vento mi ha storto l’ombrello azzurro, irrimediabilmente compromesso. Sono avvilita, un po’ per l’ombrello, a suo tempo scelto per il colore, in tono con la Panda azzurra, di più perché l’opera di promozione del mio ultimo impegno sta inciampando su imprevisti scogli. Se le cose non cambiano, la sera del previsto incontro con l’autore, per presentare il libro DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI, potrebbe esserci un altro accattivante invito. Preciso che la data di venerdì 24 giugno mi è stata offerta su un piatto d’argento, non senza valutare pro e contro. Forse è sfuggito a qualcuno il calendario degli eventi, ma assicuro che proporne due in contemporanea garantisce un flop al 50%. Tanto è difficile perseguire la strada dell’equilibrio, o dell’aurea mediocritas come la intendevamo i Latini. Dopo l’esperienza estenuante fatta per quest’ultima mia creatura letteraria, consegno le insegne e abbandono il campo, non proprio di battaglia ma nemmeno di gioco. La mia passione è scrivere e passo il testimone ad eventuale agente letterario che si assuma l’onere di rappresentarmi. Durante il travagliato percorso degli ultimi tre mesi per presentare l’opera, sostenuta dall’energia positiva di Vilma Cunial, figlia del protagonista ho conosciuto persone disponibili e attente, ma anche altre distratte e/o interessate ad altro. Il mondo è bello perché è vario, dice il proverbio (e talvolta avariato, corregge un buontempone su WhatsApp). Con l’età che avanza meglio selezionare gli impegni. Parlo per me, che concentrerò le energie su ciò che mi fa stare bene. Il mio maestro Enrico Cunial, cui dedico l’opera, artisticamente rappresentata in copertina dall’amico Noè Zardo, credo non mi risparmierebbe un buffetto sulla guancia e un sorriso di compiacimento sotto i baffi!

Salute, Ordine e Convivenza

Pressioni sul personale medico del pronto soccorso. Un medico su due non accetta di stare al pronto soccorso, un luogo di cura finale, non prossimale. Il sistema sanitario è in crisi. Ne sento parlare su Rai1 durante il programma Uno mattina. Al bar, sul quotidiano Il Gazzettino di Treviso leggo un articolo che mi lascia senza parole. Questo il titolo: Caos in pronto soccorso, ragazza rifiuta le cure dopo l’incidente: “Non voglio una dottoressa straniera”. Sono disorientata e perplessa, dispiaciuta che succedano queste cose nella presunta – meglio sarebbe dire ex – Marca Gioiosa et Amorosa dove vivo. Da quando è emerso il problema covid, in buona compagnia con altre categorie – tipo le Forze dell’Ordine – quella dei sanitari è stata massacrata, sia di vittime sul campo che di orari folli, incompatibili con il sereno svolgimento della professione. Vale anche per i medici di base, assediati da pazienti e da nuove incombenze. In altre occasioni ho riportato un convincimento popolare, secondo cui SANARE EDUCARE GOVERNARE sono le tre arti più difficili al mondo. Intendo esprimere solidarietà a tutte le categorie coinvolte in prima linea, spesso senza adeguato riconoscimento economico e sociale. Mi ritengo fortunata ad avere come medico di base la dott.ssa Roberta Bolzonella che nel tempo è diventata una mia lettrice ed estimatrice. Fa un certo effetto essere considerati per espressioni…extra-sanitarie, in ossequio al proverbio ‘Mens sana in corpore sano’, sentire il medico come un sostenitore e perfino un amico. Certo bisogna che si crei un’alchimia, sostenuta da reciproco rispetto e fiducia, che non nascono su due piedi, ma possiamo favorire con atteggiamenti non ostativi. Ciò detto, essendo una paziente… moderatamente paziente, frequento l’ambulatorio solo se non posso farne a meno e preferisco vedere la mia dottoressa alla presentazione dei miei libri, quando lei fa degli interventi veramente di livello! Grazie Roberta e grazie a quanti si spendono per garantirci Salute, Ordine e Convivenza.

Tra vita e lavoro

Ristorazione e Agricoltura: mancano i giovani. 243.000 posti di lavoro persi nel corso degli ultimi mesi. Molti si sono trovati un’altra attività, ma non è un fenomeno solo nazionale. Nel Regno Unito lo chiamano Work life balance (equilibrio tra vita e lavoro). Il nodo principale è la formazione. Infatti questo è l’allarme degli imprenditori: mancano la formazione e l’educazione agro-alimentare. Beh, è un problema notevole, in una nazione famosa anche per la sua cucina. Tempo addietro, mi risulta che a un candidato cameriere in un ristorante della zona offrissero 5 (cinque) euro l’ora, che non commento. Del resto l’Italia è uno dei dieci Paesi europei dove non è previsto il salario minimo, che invece è adottato in altri 21 (ventuno), come da lettura dell’articolo a pag. 10 del Corriere odierno, intitolato: l’Europa verso il salario minimo. Fissa i criteri, ma non l’obbligo. Tempo due anni per verificare se la proposta prenderà piede e darà frutti. Nel mentre, però che faranno i giovani – e meno giovani – in cerca di lavoro? Andranno all’estero, dove sembra che ‘L’erba del vicino è sempre più verde’? Vivranno sulle spalle dei genitori anche oltre i trent’anni? Cadranno in depressione e/o diventeranno aggressivi e violenti? Mi sforzo di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma percepisco un aumento considerevole delle problematiche. Dopo tanti lavori precari, da un paio d’anni mio figlio 33enne lavora come istruttore in palestra, secondo un contratto di collaborazione che però non prevede ferie e altre opportunità. Salvo aprire una partita iva, al momento impensabile per i costi connessi. Sì è allenato e ha un fisico prestante. Vive fuori casa dallo scorso ottobre. Quando gli ho chiesto dove andrà in ferie ad agosto, palestra chiusa, mi ha risposto “Non posso permettermelo”. Risposta saggia, permeata di malinconia.

Pani e pesci

Di prima mattina, mentre sorseggio il cappuccino davanti alla tivù sento Dario Venerelli, della Coldiretti Impresa Pesca: “Siamo in sala di rianimazione con la pesca”, affermazione che rende bene lo stato dei lavoratori del mare, a causa dell’aumento del prezzo del gasolio, a sua volta legato agli effetti collaterali della guerra in corso. A questo grave problema si aggiunge quello del grano, stipato nei silos o bloccato nei porti, per la stessa emergenza. I consumatori cambiano i loro piani di spesa, con blocco della ripresa. Quale futuro? Il mercato ittico è fermo… chissà cosa scriverebbe Giovanni Verga, che aveva scritto sulle disavventure dei Malavoglia, sulle difficoltà attuali del comparto. Mio nonno Giacomo Stefani – Giacomin del pesse – friulano con baffetti alla Marx e cappello di paglia in testa – vendeva pesce porta a porta, stipato in cassette sistemate sulla bicicletta. È probabile che da lui, attraverso mia madre, mi sia giunto l’amore per il mare e per il pesce, che preferisco di gran lunga alla carne. Almeno tre/quattro volte alla settimana lo inserisco nel mio menù quotidiano, cotto a vapore o sulla griglia, raramente fritto per cui stravedeva mia mamma, che accompagnava con la polenta. Il giovedì, giorno del mercato locale, mi concedo il pasticcio di pesce, caro ma buonissimo. A proposito di prezzi, aumentati ovunque in modo sospetto – vale per la miscela degli uccellini, come per la lettiera dei gatti, tanto per restare in ambito pet – stamattina ho speso oltre venti euro per un polpo di sette etti e tre etti di mazzancolle. Ci mangerò quattro volte, ma dovrò privilegiare specie più economiche, tipo la trota che mi sta pure simpatica e fa bene anche al vecchio cane Astro. Tornando al discorso di apertura, mi auguro che i lavoratori del comparto pesca non siano costretti a restare in porto, se uscire sarà troppo dispendioso. Oltretutto l’Italia è una penisola, circondata per tre quarti dal mare, dove secondo la mitologia nacque Venere. Coniugare bellezza, salute, cucina non dovrebbe essere tanto difficile, con gli interventi giusti.

Tra Arte e Natura

Oggi 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente. È stata celebrata la prima volta nel 1974 con lo slogan Only One Earth (una sola Terra), per promuovere una seria tutela ambientale e comportamenti virtuosi anche nelle azioni quotidiane. Tanti i temi su cui focalizzarsi e basta un click per verificare. Io resto nel mio ambito e accenno a ciò che ho intorno: distante un paio di chilometri da Castelcucco dove abito, è iniziato ieri il primo di tre weekend dedicati a “Le vie della bellezza tra Arte e Natura”, suggestivo percorso artistico nel borgo spettacolare di Castelcies, a Cavaso del Tomba. Il titolo dell’evento racchiude e anticipa la sorpresa che il visitatore raccoglierà a piene mani: bellezza gratis a profusione, offerta dall’ambiente naturale e dall’interpretazione artistica, declinata a vari livelli. Nel modesto spazio di casa mia, osservo e interpreto ciò che ho sotto gli occhi: ogni mattina una sorpresa, un laboratorio esperienziale che mi conferma essere la creazione opera divina, dataci in concessione per goderne, con l’impegno di preservarla e non alterarla. La pergola di Glicine è la struttura più accogliente per le mie riflessioni, ma è il tronco aggrovigliato della pianta che trovo illuminante: da un coacervo di rami variamente intrecciati si è sviluppata una copertura foliare armonica, da cui pendono grappoli di fiori color lilla, dal profumo inebriante: una metafora della vita, un percorso travagliato della linfa vitale che sale a fatica verso l’alto, per ricordarci da dove veniamo e dove siamo diretti. Una riflessione semplice che mi fa sentire parte di un Tutto, orgogliosa di esserci, nella consapevolezza che lo scambio è reciproco.

Esperienza sensoriale mattutina

“Il mattino ha l’oro in bocca” è il proverbio che sperimento su di me, che mi alzo piuttosto presto, prima delle sette (ma recupero poi nel primo pomeriggio). Data la pappa ai micetti Fiocco e Pepe, messe sul davanzale del salotto le crocchette per Grey – contrariata dai nuovi intrusi – riempita la ciotola per Astro… finalmente mi preparo la colazione. Poi è il momento dei canarini, che diletto con due foglie di radicchio e mezzo uovo sodo. Quindi sposto la voliera coi cinque pennuti dal ripostiglio al portico a ovest, perché si godano il fresco del mattino, in attesa del sole verso il mezzodì. Sbrigate queste incombenze, faccio il giretto per la parte esterna della casa, in cerca di fiori e frutti. Ho reciso le prime Ortensie e raccolto le fragole, distribuite in vari vasi. Deliziose le fragoline di bosco che si staccano con un tocco delle dita. L’aria è profumata dal Gelsomino in fiore, il mio e quelli dei vicini. Lego con uno spago i pomodorini che stanno ‘alzando la testa’ e annuso con piacere l’odore che depositano sulle mie dita. A proposito di olfatto, il Fico spontaneo piazzatosi al centro dell’aiuola davanti alla cucina, mi conferma che è pregiata l’essenza che se ne ricava, utilizzata in profumeria. Colori, odori, sapori…diciamo che l’esperienza sensoriale che faccio a domicilio mi fa partire col piede giusto. So che sono in buona compagnia, perché diverse mie conoscenze amano e curano piante e fiori: Serapia, Pia, Lisa e Roberta, Lina, Adriana, Marcella…Gianni, il marito di Lucia, Matteo che gestisce il banco delle sementi al mercato locale…e chissà quanti altri. Del resto, se la casa è espressione di chi la vive, tanto vale occuparsene da buon padre/madre di famiglia. I familiari vanno e vengono, ma i fiori rimangono, creature silenziose destinate a sollevare il nostro umore. Riconoscenza compresa.

Lezioni di Costituzione

2 giugno 2022, Festa della Repubblica. Alle sedici, seguo su Rai 3, dall’aula della camera la cerimonia: “Dalle Aule parlamentari alle Aule di scuola. Lezioni di Costituzione”. Bravi i ragazzi di alcuni istituti superiori, che si sono cimentati in progetti legati alla valorizzazione di vari articoli della Costituzione, riflettendo sul lavoro, l’istruzione, la violenza di genere…dando voce a chi voce non ha. Emozionante sentire il cuore pulsante degli studenti che si alternano nella lettura del progetto, elaborato per partecipare al Concorso. Giovani motivati, consapevoli della propria crescita, semplici ed eleganti. Seguono la premiazione e la consegna della targa agli otto istituti premiati per i progetti presentati da scuole delle regioni Campania, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto. Al termine, il Coro del Liceo Terenzio Mamiani di Roma esegue l’Inno alla Gioia (in apertura, canta l’Inno nazionale). Un bel programma, un bel momento in un giorno speciale. Dall’entusiasmo dei giovani prende avvio il messaggio per un vero cambiamento: è la sintesi del discorso del presidente della Camera Roberto Fico e della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. A ridosso delle 17 la cerimonia si conclude e mi sono rigenerata. Iniziative come questa sono importanti per chi ha il futuro davanti, ma anche per chi lo ha alle spalle. Dovrebbero anzi aumentare e coinvolgere altre comunità educanti, quali ad esempio le biblioteche. Nel mio piccolo, quando insegnavo, in terza media riservavo un’ora alla settimana alla materia Cittadinanza, proponendo articoli di attualità legati ad articoli della Costituzione, spesso non rispettati o disattesi. Il più ‘gettonato’ era l’Articolo 32, sulla salute, bene individuale e collettivo. Credo che durante il lungo lockdown, il suddetto articolo sia entrato prepotentemente nel concetto di benessere e sia diventato di casa. Senza scordare che gli articoli sono 139, suddivisi in quattro sezioni. Una bella spolverata alla Carta Costituzionale ci ricorda che siamo parte di un tutto e che collaborare semplifica e migliora la vita di ognuno.

2 giugno in Italia e fuori

Giubileo di platino della Regina Elisabetta II. Per rendere omaggio ai settant’anni del suo regno, il Regno Unito si ferma per quattro giorni di festa nazionale, dal 2 al 5 giugno quando i “sudditi” non andranno a lavorare. L’incoronazione della 25enne Elisabetta avvenne il 2 giugno 1953, a un anno dalla morte del padre Giorgio VI e pertanto lei è la più longeva e amata regina nella storia del Regno Unito. Seguirò parte degli avvenimenti, soprattutto domenica con la sfilata degli artisti di strada. Dietro le quinte, mi piacerebbe intervistate la sovrana e chiederle il segreto di tanta resistenza, spalmata in un così lungo arco temporale. Se potesse, suppongo che rinuncerebbe volentieri ai festeggiamenti, per dedicarsi più volentieri agli amati cani. Oggi 2 Giugno ricorre la Festa della Repubblica, nata all’indomani del Referendum 2 giugno 1946 con cui gli Italiani – le donne votavano per la prima volta – chiusero con la monarchia e girarono pagina. Non abbiamo ancora avuto un Presidente della Repubblica donna e chissà se la nostra storia recente, nel caso sarebbe stata diversa. Mattarella, Presidente in carica al suo secondo mandato, si sarebbe meritato un giusto pensionamento e invece replica. Temo che le donne debbano sgobbare molto di più degli uomini per rivestire ruoli di prestigio, specie in Italia dove fa ancora comodo mantenere separata la carriera dalla famiglia. Non escludo che essere un paese mediterraneo, sottoposto a sbalzi di temperatura possa avere influenze poco concilianti. Comunque sarebbe bello che ci fosse a breve un cambio di scena, con un più sostanzioso contributo in politica del gentil sesso che potrebbe dimostrare di avere molte altre carte da giocare, oltre alla gentilezza, come succede altrove.

Biblioteca, luogo dell’anima

Lunedì dopo pranzo (ieri), in coda al telegiornale su Rai 2, la rubrica Costume e Società manda in onda un servizio sulle biblioteche, che a mio dire è un cameo: non solo perché presenta il meglio di molti Paesi in questo settore, ma perché conclude la carrellata su questi preziosi luoghi del sapere, dicendo che la Biblioteca Marciana di Venezia è la più bella al mondo. Sarà mia cura andare a visitarla almeno in video. Una persona intervistata, amante della cultura si figura il paradiso come una biblioteca, che è un gran bel paragone. Io ci aggiungerei ampi spazi ombreggiati e fioriti, dove sostare, magari conversando con persone vicine al mio cuore e alla mia mente. Comunque ho apprezzato l’atmosfera accogliente della biblioteca da quando ho cominciato a frequentarla non per motivi di studio, ma per il piacere di sentirmi sostenuta nell’introspezione e poi esposizione dei miei pensieri. Sono nati così i miei primi racconti, qualche poesia, poi i primi romanzi, nella splendida cornice del chiostro del Museo di Bassano del Grappa. Poi la sede è stata spostata e si è vestita di un abito più moderno, ma io rimpiango quella originaria, forse perché legata ad una mia predisposizione particolare. Anche la biblioteca del mio paese è accogliente, con la lunga scala in legno e i finestroni che guardano sulla piazza, con le postazioni dove mi sono esercitata al computer. Adesso ho a disposizione una discreta biblioteca a casa mia, niente di eccezionale ma parecchio a portata di mano. Quello che non ho, lo cerco in internet. Non sarebbe male che le biblioteche diventassero mete di visite da parte di studenti di tutte le fasce d’età – cosa che in parte avviene – e luoghi privilegiati per gli incontri con l’autore, ma anche per corsi di recitazione nonché iniziative volte a favorire la lettura e il bel parlato. Dopo due anni di pandemia, è tempo di tornare a nutrirsi di cultura, ovunque si trovi.