Oggi è il compleanno di Lisa, cui dedico il post perché se lo merita e perché l’occasione mi consente di fare delle considerazioni sull’amicizia. “”La vita non è avere mille amiche, ma trovare le poche giuste di cui hai bisogno” rende bene ciò che penso e ciò che ho sperimentato. Il caso e l’empatia sono alla base del nostro incontro che risale a circa dieci anni fa. Alla stazione di Castelfranco dovevo andare a Savona, per la premiazione del Concorso INSIEME NEL MONDO. Era la prima volta – ne seguirono altre – ed ero piuttosto imbranata, oltre che limitata dalla miopia a leggere sui tabelloni. Per fortuna mi soccorre lei, che andava a Como più disinvolta, più giovane e pratica di me. Facciamo il viaggio insieme e ci ritroviamo, dopo tre giorni al ritorno. Tra una confidenza e l’altra… ci scordiamo di scendere e ce ne accorgiamo a Montebelluna. Facciamo dietro front con il treno e una mezz’oretta di ritardo da giustificare con la neonata amicizia. Ci frequentiamo da allora e l’amicizia si è estesa alla sorella Roberta, amanti entrambe di gatti, piante e fiori, più Nina, la bassottina che è la loro mascotte. Leggono ciò che scrivo e fanno parte dei miei contatti speciali. Temo che le disturberei spesso, se non abitassero a Loria perché sono anche ottime cuoche, abilità ereditata dalla mamma Bruna che ho avuto il piacere di conoscere. Di recente sono stata loro ospite per il mio compleanno: ho apprezzato gli involtini di zucchine di Lisa e la torta Pazientina a forma di cuore offerta da Roberta. La loro amicizia e sorellanza infondono ossigeno alle mie relazioni che si espandono come fiori autoctoni, nel senso che sono spontanee e si autogenerano. Con buona pace delle amicizie ‘a tempo’ che fanno qualche maglia nella rete di sostegno. Buon Compleanno, Lisa 💐
Categoria: Tempo
25 Aprile 2026 🥀
25 Aprile, festa nazionale della Repubblica Italiana. Anche San Marco evangelista, patrono di Venezia e protettore di diverse categorie di professionisti, tra cui pittori e farmacisti, ottici, vetrai, notai, scrivani (quindi potrei anche pormi sotto la sua protezione). I notiziari informano sugli spostamenti degli italiani – circa 5 milioni – nonostante i rincari e le incertezze internazionali. In questo fine settimana di bel tempo, le mete più gettonate sono mare, montagna e le città d’arte. Io intendo godermi il giardino e la tranquillità domestica, 1° Raduno Auto e Moto d’Epoca permettendo. Esco e faccio la consueta puntata al bar che è chiuso. A due passi c’è l’altro, sprovvisto però di quotidiano che compero in cartoleria. Nessun segno tangibile dell’anniversario della Liberazione. Durante il ritorno, all’altezza delle ex scuole elementari alzo lo sguardo e vedo che sul terrazzino di un appartamento è stata esposta una bandiera: questo gesto di appartenenza mi commuove. Non so chi ci abiti, ma mi sento in consonanza con la persona che ha espresso il suo amor di patria con un gesto semplice, senza ricorrere a canti e parole altisonanti. Oggigiorno si percepisce molta insoddisfazione e quasi una fuga dalla cosa pubblica. L’entusiasmo per il cambio di regime avvenuto nel 1945 sembra essersi disperso nei decenni successivi, complici le ‘nuove’ guerre degli ultimi tempi. L’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “Ricordiamo i valori costituzionali” non è retorica. Mantenere viva la memoria è un valore, indipendentemente dalla modalità. Sulla cunetta di fronte casa mia sono comparsi dei papaveri rossi, i primi fiori che spuntano in questo periodo nei campi, liberi, simbolo anche della Resistenza italiana. 🥀
Rodari, leggerezza e riflessione
Mi sono imposta il riordino della cassettiera in studio, dove riposavano da anni materiali scolastici e non che destino al bidone della carta. Un lavoro che avrei dovuto fare molto prima, rinviato con scuse varie. Non potevo più procastinate e mi sono rimboccata letteralmente le maniche. Mi viene tra le mani un libriccino ancora incellophanato: Filastrocche lunghe e corte di Gianni Rodari (1920 – 1980), quello che ci vuole per concedermi una pausa e farmi sorridere. Forse lo avevo comperato per mio figlio, oppure intendevo usarlo a scuola. Ma non è successo, dato che è ancora in una rigida custodia di plastica da cui lo estraggo. E lo leggo. Si tratta di una raccolta costituita da 22 filastrocche prese da diversi volumi pubblicati tra il 1950 e il 1964. Conoscevo l’autore e si consolida l’idea che la sua opera, destinata in primis ai bambini – era stato anche Insegnante elementare – offra spunti di riflessione agli adulti. Lo conferma la chiusura di molte filastrocche che suona come una tirata d’orecchie ai potenti che fanno la guerra.Riporto la FILASTROCCA BURLONA Filastrocca un po’ burlona/per divertire qualunque persona:/se la salita fosse in discesa,/se la montagna stesse distesa,/se tutte le scale andassero in giù,/se i fiumi corressero all’insù,/se tutti i giorni fosse festa,/se fosse zucchero la tempesta,/se sulle piante crescesse il pane,/come le pesche e le banane,/se mi facessero il monumento…/io non sarei ancora contento./Voglio prima veder sprofondare/tute le armi in fondo al mare.// Direi che è geniale fare incontrare nei suoi versi il bambino e l’adulto bambino, distribuire leggerezza, ma anche spunti di profonda riflessione.
Leggere per capire
Oggi Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO nel 1995, per promuovere la lettura e tutelare il diritto d’autore. La data è stata scelta per ricordare la morte di tre grandi della letteratura mondiale nel 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega. Ovviamente il libro va letto e leggere arricchisce la mente e lo spirito. I benefici sono notevoli: riduzione dello stress, potenziamento delle capacità cognitive, aumento dell’empatia, espansione del vocabolario, miglioramento della qualità del sonno. “Il libro è un amico che non inganna mai” è lo slogan che accompagna un’immagine dedicata alla giornata odierna. Da piccola leggevo molto e credo mi sia servito per acquisire una certa disinvoltura espressiva. Da adulta mi sono accostata di più alla scrittura, perché “C’è chi produce e chi consuma” secondo il parere di un mio contatto; finora ho dato alle stampe quattordici titoli e sto progettando il prossimo. Però non scrivo per il mercato del libro, ma per liberarmi. Da quasi sei anni gestisco il blog verbameaada; scrivere il mio pezzo e postarlo ogni giorno mi riempie di soddisfazione. Secondo Armando Contro, mio stimato prof di Liceo, scrivere per me è una malattia, battuta cui aggiungo che è anche la mia cura. Il settore dell’editoria tradizionale è in crisi, tallonato da quella online. I giovani lettori tengono, ma calano quelli adulti (leggono 4 Italiani su 10). Alcune mie amiche sono forti lettrici: Lucia, Marisa, Mariuccia. Di recente ho letto con interesse Francesco di Aldo Cazzullo, che mi ha prestato Lucia; io le ho prestato Alzarsi all’alba di Mario Calabresi che mi ha regalato Mariuccia. In generale preferisco la narrativa alla saggistica, con porte sempre aperte alla Poesia. Basta leggere. 📚
Compleanni importanti
Oggi 21 aprile è l’anniversario della nascita di Roma, fondata nel 753 a C. e si ricordano anche i 100 anni dalla nascita della regina Elisabetta II (21aprile 1926 – 8 settembre 2022). Sulla città eterna non mi soffermo perché il suo fascino continua indiscusso. Un anno fa è morto Papa Francesco che si merita un post a parte. Dedico una riflessione alla regina, perché mi attrae la persona, più che il ruolo assunto per settant’anni. Per il suo ‘compleanno postumo’ come lo definisce Maria Soave, conduttrice di 1mattina News, sono in calendario eventi commemorativi a Londra, compresa una mostra a Buckingham Palace dedicata al suo stile e agli abiti. D’obbligo ricordare i completi in tinta della regina, con cappellino coordinato e borsetta, una civetteria che la rendeva umana. Come l’amore per i cani, più di trenta nel corso della sua vita, prevalentemente Pembroke Welsh Corgi. Descritta come molto spiritosa nel privato, in pubblico doveva evadere 500 (cinquecento) impegni l’anno, rinunciando a piaceri tipo visitare una mostra d’arte da sola. In compenso non le sono mancati dispiaceri privati: di quattro figli, tre hanno divorziato. Viceversa il suo matrimonio con l’arzillo principe Filippo “sempre due passi dietro a lei” è durato 73 anni, il più longevo nella storia della monarchia britannica. Ho presente il suo funerale, un evento storico di portata globale, con la presenza di leader mondiali e una imponente partecipazione popolare, avvenuto dopo dieci giorni di lutto nazionale. Ma ricordo e rivedo volentieri, quando capita, lo spot girato con l’attore Daniel Craig nei panni di James Bond, dove la regina accoglie 007 a Buckingham Palace e poi ‘si lancia’ in elicottero verso lo stadio. Grandissima!
Giornata Mondiale dell’Arte
Il 15 aprile 1452 nasceva Leonardo da Vinci. Mi pare appropriato che oggi ricorra la Giornata Mondiale dell’Arte, proclamata dell’UNESCO nel 2019 per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana nel giorno della nascita del genio, simboleggiata dal suo Uomo Vitruviano. “Nel suo significato più sublime l’arte è l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano”. Le cinque arti classiche/belle arti sono: pittura, scultura, poesia, musica e danza, a cui si affiancano, nell’accezione moderna architettura, cinema, fotografia e fumetto per formare le principali forme di espressione artistica visiva e performativa (performer = artista). Più semplicemente, per me l’attitudine artistica è la capacità di trasmettere emozioni, in qualsiasi modo e con qualunque tecnica. Chi dipinge sui sassi, chi ricama, chi crea immagini con la sabbia, chi fa l’acrobata… è un artista. Non è un caso se seguo il programma Dalla Strada al Palco che offre la possibilità a persone sconosciute di esibire un talento. Mi conforta avere amici artisti, che a loro volta mi sostengono quando gli sottopongo una mia poesia. Ma l’ambito espressivo è ampio, aperto a chiunque e non richiede ‘patenti’. Basta usare cuore e mente. La premier Giorgia Meloni ha celebrato l’eccellenza italiana, in particolare durante l’evento “Mille Marchi Storici per il futuro del Made in Italy” a Roma, definiti a ragione un punto di orgoglio. Siamo famosi per l’arte e la capacità imprenditoriale. Ai maestri rinascimentali si aggiungono gli artisti italiani che operano in svariati campi. Anche la definizione di Belpaese attribuita alla nostra nazione ingloba meraviglie naturali e quelle prodotte dall’ingegno. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro patrimonio artistico.
Mantide, insetto affascinante
Con il sole che volge all’orizzonte e una gradevolissima temperatura mi concedo la lettura sotto il portico a ovest. Ho tra le mani il settimanale il venerdì, che sfoglio con leggerezza, senza un’intenzione precisa, privilegiando le Questioni (non solo) di cuore di NATALIA ASPESI, giornalista che apprezzo per il talento e la vitalità intellettuale, ricordando che ha 96 anni, a breve 97! (Milano, 24 Giugno 1929). Poi sposto l’occhio sulle ultime pagine e procedo a ritroso. Verso la metà del giornale mi cattura il titolo “Le mantidi non sono più religiose” di Alex Saragosa, sotto la foto di un grande insetto. E mi documento. La parola Mantide deriva dal greco Mantis-idos che significa profeta. La postura di preghiera della mantide ha portato a considerarla un simbolo di saggezza. È un insetto affascinante. È nota per l’aspetto inconfondibile e il comportamento predatorio, culminante nel cannibalismo sessuale, per cui la femmina può divorare il maschio dopo o durante l’accoppiamento. Il giornalista scrive: “Spesso si pensa che le femmine siano obbligate a mangiare i maschi per procurarsi le proteine per produrre le uova: in realtà si tratta di uno “sfortunato equivoco”. Il cannibalismo non è indispensabile alla riproduzione, le femmine lo praticano solo perché scambiano i maschi per prede”. Alcune culture vedono la mantide religiosa come un demone o, semplicemente, un presagio di sventura, a causa dela pratica suddetta, peraltro non sempre messa in atto. Nelle tradizioni orientali e in altre culture, è considerata un simbolo di protezione. Trovarla in giardino è un segno positivo in quanto indica un ambiente sano e un buon equilibrio dell’ecosistema, poiché si nutre di insetti dannosi. Rimane il fascino per il suo comportamento predatorio.
Mare, luogo dell’anima
11 Aprile, Giornata Mondiale del Mare e della Cultura Marina. Amo il mare, in compagnia di molte persone. Spesso associato alla figura materna e alla nascita, simboleggia le emozioni profonde, la vita e la rinascita. È anche una fonte di energia rinnovatrice, sintetizzata dal pensiero di Gustav Jung “Il mare è come la musica, contiene e suscita tutti i sogni dell’anima”. Molti poeti hanno dedicato versi al mare, tra i quali G. Pascoli, G. D’Annunzio, G. Ungaretti, C. Baudelaire. Anch’io mi sono cimentata, pensando ad una vita ultraterrena in uno spazio acqueo dove essere ritrovata. DOPO è una sorta di testamento spirituale, di cui riporto l’inizio e la fine. Che resterà di me/dopo che me ne sarò andata,/disseminata la via d’impronte/volatili come soffioni?… Lascio racconti, brevi romanzi/poesie e fotografie…/per chi mi vorrà contattare/al di là del mare//. È evidente che il mare per me è simbolo di mistero e di infinito. Sono attratta dal paesaggio marino nelle varie manifestazioni, in versione calma e serena, ma anche minacciosa e inquietante. È un luogo dell’anima, consapevole che è pure una risorsa fondamentale per la vita, luogo di navigazione, pesca e turismo. Mio nonno materno Giacomo Stefani era chiamato ‘Giacomin del pese’, prodotto che vendeva stipato in cassette sistemate sulla bicicletta. Non è un caso che la mia alimentazione ne preveda l’uso frequente. Mia madre Giovanna era affezionata al fritto di mare con la polenta, mentre io preferisco il bollito con patate e maionese. Il pesce è un alimento prezioso ricco di proteine nobili ad alta digeribilità, ideale per la salute cardiovascolare e cerebrale. Un classico per me il risotto con gamberi e zucchine. Grazie Mare! 🍤
Fiori e tradizioni
Camelieto: non conoscevo questa parola che sento durante il programma Costume e società in coda al TG 2 riferito alla coltivazione delle Camelie. Precisamente “Giardino botanico o parco specializzato nella coltivazione, conservazione e studio delle diverse varietà di piante di Camelia”. Tipo il Camelieto Compitese (LU) che ospita oltre 250 piante, un’esplosione di varietà e di colori. Fiore originario del Giappone, simboleggia ammirazione, perfezione e gratitudin, spesso associato all’amore duraturo, mentre nel paese del Sol levante è legato alla purezza e alla bellezza interiore. Da quando abito a Castelcucco – giugno 2000 – in giardino ho una pianta di Camelia Japonica che mi regala strepitosi fiori rossi ogni Primavera. Peccato durino poco, qualche giorno sulla pianta, meno se messi in vaso dove si sfogliano. Esposta a mezz’ombra, in zona nord – est, non gode di un terreno ricco di sostanza organica che cerco di integrare con concimazioni specifiche. Diverse foglie sono gialle, anziché verde brillante, ma un dipendente del consorzio cui mi sono rivolta ha risposto che è normale. Non vorrei che Fiocco, il malandrino dei miei tre gatti, la usasse come ‘bagno riservato ‘ (l’ho visto fare pipì sulle viole). Essendo una pianta estremamente longeva -:con le giuste cure può vivere oltre i 100 anni – mi auguro possa rallegrarmi ancora a lungo, in buona compagnia della Magnolia che le sta vicino. Entrambe le piante mi erano state regalate per il mio compleanno da mia mamma, che era appassionata di fiori. Mi ricordo che partiva per il mercato con la 128 verde e tornava col bagagliaio pieno di geranei e di margherite… che rinnovava ad ogni Primavera, perché non aveva il pollice verde. Mantenere viva la Camelia è continuare una tradizione di famiglia.
Da Allievo a Collega
Avevo nostalgia del post a 4 mani che riprendo oggi, grazie a Manuel: ieri è rientrato in classe, ma dalla porta principale, come docente di Matematica e Fisica al Liceo Scientifico Statale Corradini di Thiene (VI). Intanto un’occasione per scoprire che Francesco Corradini (1820 – 1888) cui è intitolato l’Istituto era un esperto latinista e grecista. La circostanza conferma il detto che ignoravo: “Fino alla bara, sempre s’impara”. È una soddisfazione partecipare alle conquiste di Manuel che si cimenta nella didattica con studenti poco più giovani di lui. Gli cedo la parola per sapere com’è andata. Mi ragguaglia mentre sta tornando: “Giornata interessante, è andata bene… solo che adesso sono leggermente tanto cotto (risata), ho un pacco di libri in prestito per preparare la lezione di domani, aiuto!”. Rivedo me agli esordi come Insegnante, inesperta ma molto motivata. Allora era di moda la minigonna, indossata anche dalla sottoscritta. Durante la mia prima supplenza al triennio dell’iIstituto tecnico come docente di Italiano, le ragazze stavano sulle ginocchia dei compagni. Riprende la parola Manuel che in classe quinta ha quasi tutte ragazze, con solo tre maschietti: “Simpatiche, non hanno mezzi termini per dirsi su mentre una parla, comunque brave”. Tra una battuta e una risata, l’Ingegnere mi informa di come si è svolta la lezione nelle varie classi: “Mi sono presentato io, ho fatto presentare loro, per avere una mezza idea delle loro passioni e di come si esprimono. Poi, a turno alla lavagna un po’ di ripasso, per capire a che punto sono e come gestire la cosa”. A questo punto direi che le premesse per un buon lavoro ci sono tutte. La giovane età farà impensierire qualche collega anziano, ma sarà un elemento facilitatore per gli studenti. Ad maiora!
