Misto prosa e poesia

Momento Poetico PIOGGIA FANTASIOSA La pioggia d’autunno/ scroscia sicura/ sulla pianura/, rimbalza sui tetti/ discende trasparente/ finché si stende/in minuscole perle/ sul marciapiede/. Curiosi osservano/ lo spettacolo i gatti/ desiderosi di tornare/ a scorazzare per il giardino/. Io penso al leggero piumino/ che adagerò sul letto/ stanotte, sognando/ stelle e fiori, sorrisi e colori.// Ho scritto il testo ieri, ispirandomi dal vero alla pioggia che cadeva abbondante. Adesso c’è il sole e non so se durerà. Mi piace osservare la natura che mi circonda, mi distrae, mi rilassa e mi consola. L’autunno in questo senso fa un ottimo servizio. (Aggiornamento: Pensavo di lasciare il tablet in assistenza, ma mi costa troppo con esito incerto per la sostituzione della batteria e dello schermo strisciato. L’alternativa sarebbe un cellulare con la pennetta o un tablet 10 pollici, stretto/lungo/leggero. La leggerezza è fondamentale perché lo uso più di 4 ore al giorno e mi sta venendo un problema al polso. Per ora continuo col mio vecchio – di 5 anni – tablet che ha una bella tastiera – sperando che non schiatti. Niente iPod perché dovrei imparare tutto da zero). Ciao Lettori!

Bentornato Autunno

Alle 14,44 ora italiana arriva l’equinozio d’autunno , che segna l’inizio astronomico della nuova stagione. Quindi bye bye estate! Mi viene in mente il ‘DIALOGO di un venditore di almanacchi e di un passeggere’ di Giacomo Leopardi dove il venditore si dice certo che l’anno nuovo sarà migliore di quello passato. Il venditore simboleggia l’uomo comune, mentre l’altro che si pone delle domande rappresenta il filosofo. Morale della ‘favola’: il ripetersi delle vicende umane e l’impossibilità di cambiarle. Come il venditore, spero che l’autunno sia migliore dell’estate e ci risparmi sbalzi termici. Mi sorprendo, ma neanche tanto nell’apprendere dal Colonnello Francesco Laurenzi durante la trasmissione UnoMattina in famiglia che in età ellenistica, circa 300 anni a.C. l’autunno non esisteva, alternandosi la stagione fredda e quella calda. ‘Torneremo a coltivare i frutti tropicali, come al tempo dei Romani’ parole del succitato Colonnello. Mi preparo al passaggio dal lino alla lana, godendo di ciò che offre la stagione, colori soprattutto. Esemplare il pensiero di Vincent Van Gogh che mi giunge in un messaggio mattutino: “Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo’. Anche i poeti si sono fatti attrarre dalla stagione di mezzo, da Ungaretti a Carducci. Le ‘foglie chiacchierine’ di Marino Moretti fanno il verso a ‘I lunghi singhiozzi/dei violini/ dell’autunno/’ di Paul Verlaine. Devo ricordarlo alle componenti del blog verbanostra perché ci mettano del proprio. Mi impegno a farlo anch’io! Oggi è una bella giornata. Sono in buona compagnia delle sorelle Lisa e Roberta, con Nina e Viola (bassottina e gattina) che da sole garantiscono lo spettacolo e il buonumore. Buon Autunno a Tutti! 🍁

Ricami e Legami, romanzo

Se un furgone grigio si ferma davanti al mio cancello, so che è in consegna un pacco per me: la mia ultima opera Ricami e Legami che torna dall’autrice nella doppia proposta con copertina semplice, oppure rigida per una edizione più ricercata. L’acquisto avviene online su Amazon digitando il titolo del romanzo per chi ha dimestichezza con il computer,l oppure direttamente dalle mie mani. Grazie a Manuel ho potuto seguire questo percorso preferenziale che mi ha consentito di lavorare da casa dove la mia spalla si è occupato della parte grafica, scegliendo misure, formato, colori, impaginazione come se lo studio fosse una piccola redazione. L’emozione provata al ritorno del prodotto finito merita la descrizione. Dopo aver messo a dimora una decina di pansè e spostato le piante che vanno in riposo vegetativo, verso il tramonto un furgone grigio si ferma davanti all’ingres so, col motore acceso: scende un giovane corriere che mi chiede conferma dell’identità e mi consegna una scatola, precisando che pesa (so per esperienza che i libri pesano… ma la cultura alleggerisce). Su richiesta, me la porta gentilmente sotto il portico. Arriva il momento topico. Con molta cautela incido il nastro adesivo del voluminoso pacco, sperando di non fare danni, evitati perché sopra i libri c’è diversa carta appallottolata. Tiro un sospiro di sollievo e mentalmente mi congratulo con gli addetti alla confezione. Decine di copie sono sistemate col dorso rivolto sopra e noto una leggera differenza nella tonalità di fondo che mi fa pensare alle siepi alternate. Estraggo un paio di copie che controllo e fotografo: leggera diversità cromatica del fondo confermata, ma il suggestivo dipinto in copertina è integro. Nell’insieme non mi dispiace, perché consentirà di scegliere tra le due proposte. Sul fondo della scatola sono altresì alloggiate alcune copie con copertina rigida, un po’ più grandi e colorate, accattivanti. Le userò insieme con le altre durante la presentazione ufficiale del romanzo, venerdì 8 novembre ore 20.30 presso ex Municipio a Castelcucco. Comunque chi volesse procedere all’acquisto del libro per leggerlo prima, può farlo tramite il web – dove può lasciare una gradita recensione – oppure contattandomi tramite mail: adacusin@gmail.com o telefono fisso: 0423 56 36 02. Grazie, buona lettura! 🌻

Dalle radici alle fronde

‘Affronta con eleganza gli anni che passano’ sono le parole che Massimiliano Orsini, conduttore di 1mattina riserva a Sofia Loren che compie oggi 90 anni. Oggi è anche il compleanno di Manuel, molti di meno – 24 – ma investiti benissimo: con una laurea in Ingegneria elettronica in tasca, la recentissima abilitazione, progetti da realizzare. Il doppio compleanno mi consente di fare alcune riflessioni sui due antipodi della vita: giovinezza e anzianità. Mi soccorre il proverbio ‘Chi ben inizia è a metà dell’opera’ che trae origine dell’opera di Ippolito Nievo ‘Confessioni di un Italiano’ e non ha bisogno di spiegazioni. Credo nell’importanza dell’educazione, genitoriale e scolastica nell’esordio della crescita. L’esperienza di Manuel, mio ex alunno speciale me lo conferma. Sofia Loren (Costanza Brigida Villani Scicolone, nata a Roma il 20 settembre 1934) icona del cinema mondiale ha vinto 2 Oscar, 7 David di Donatello e altri numerosi riconoscimenti, ma non ha dimenticato le sue umili origini napoletane. Le radici nutrono la pianta fino alle fronde. La botanica mi aiuta a rendere l’idea che l’esistenza è frutto di un’attenta costruzione, fatti salvi gli imprevisti che talora mischiano le carte. Lei a 15 anni vince un concorso di bellezza e con i primi soldi guadagnati tenta il successo nel mondo dello spettacolo. Chi ben inizia…appunto! Ho visto più volte il film drammatico La ciociara dove la Loren interpreta la contadina Cesira, ma ho apprezzato l’attrice anche in opere più recenti. Interessante pure la sua storia personale: sposata al produttore cinematografico Carlo Ponti – 22 anni più grande di lei – due figli maschi…vive a Ginevra, in Svizzera da oltre 50 anni. In conclusione, due validi esempi di buona giovinezza e serena vecchiaia. Auguri a entrambi! 💐

COLAZIONE con la Duse

Sono stata a ‘COLAZIONE con la Duse’ al Bar SPAZI VIVI DI Paderno di Pieve del Grappa, due passi da casa, in compagnia della fida Lucia. Insolito l’orario di metà mattina per la presentazione dell’attrice teatrale, ma accattivante l’abbinamento con la degustazione del dolce Ghisola, presentato da Cna Asolo. L’amico Giancarlo Cunial ha introdotto con la solita maestria la figura ‘misteriosa’ e affascinante della diva, cui ha fatto seguito il reading teatrale a cura di Daiana Priarollo. Pubblico numerosissimo, oltre ogni aspettativa. L’iniziativa è collegata col progetto ‘il Veneto legge’ e si prefigge di diffondere la cultura – in tutte le declinazioni – dei 24 Comuni facenti parte della Riserva di Biosfera Mab, tra cui Asolo, dove la Duse riposa nel Cimitero monumentale di Sant’Anna. Mi sono fatta l’idea che l’artista fosse una donna molto talentuosa ma anche difficile da trattare, intersecando vita privata con quella pubblica per l’attitudine alla recitazione. Eleonora (Giulia Amalia) nasce a Vigevano il 3 ottobre 1858, figlia di attori girovaghi originari di Chioggia. A 14 anni perde la madre cui era attaccatissima. Soprannominata ‘la divina’, è considerata la più grande attrice teatrale della sua epoca e una delle più grandi di tutti i tempi. Nel privato ha raccolto vasta ammirazione e pungente delusione. Sposata con Tebaldo Checchi, ha una figlia, Enrichetta. Intensa e travagliata la relazione con Gabriele D’Annunzio che scrive per lei la tragedia pastorale in tre atti ‘La Figlia di Iorio’ interpretata però da Irma Grammatica, non è chiaro se per dissapori dell’attrice col ‘vate’ o per problemi di salute. La sua vicenda umana e artistica mi fa pensare a quella di Maria Callas. Donne che pagano la fama con una grande solitudine affettiva. Da ammirare, senza invidiare.

Quasi autunno

L’autunno si sta facendo strada, tra una decina di giorni arriva. Data ufficiale il 22 settembre, ma dal punto di vista meteorologico direi che ormai ci siamo con abbassamento della temperatura di circa venti gradi, perfino troppo. Però confesso che preferisco indossare un golf, piuttosto che convivere con il sudore. Ho messo una coperta sul letto e di mattina quando mi alzo non apro più le finestre. In ogni caso, nelle ore centrali del giorno, se c’è il sole si sta che è una delizia. Si sono trasferite altrove anche le fastidiosissime zanzare. Da un paio di sere i gatti dormono dentro, non mi dispiace avere compagnia. Quando sono in poltrona Pepita, la più affettuosa si accomoda sulle mie gambe, Fiocco e Grey scelgono posti a piacere dove acciambellarsi. Dopo vari mesi ho ripreso a fare i muffin – sostituiti d’estate da dolci al cucchiaio – e ho riattivato il forno. Le stagioni sono cambiate e sono cambiata anch’io. Del resto Bhudda afferma: “L’unica costante della vita è il cambiamento”. Mi auguro che l’autunno sia clemente e ci accompagni con dolcezza verso la fine dell’anno, di cui comincio già a fare un bilancio: sono stata operata di artoprotesi destra ad aprile ed ora vado quasi di corsa. Mi sono iscritta in palestra – sala pesi – per irrobustire la muscolatura e scrivo tutti i giorni per nutrire mente e spirito. Sono una pensionata creativa che tende a valorizzare le piccole cose, come diceva il mio compianto professore di Italiano Armando Contro. Approfitto di questa pagina, per inviare cordiali saluti alla moglie Liana. Del resto l’autunno è una stagione in cui mi identifico, piena di colori ma anche di foschia. Tra le poesie dedicate all’autunno, riporto la parte finale di L’estate è finita, di Emily Dickinson: L’acero indossa una sciarpa più gaia./La campagna una gonna scarlatta,/ed anch’io, per non essere antiquata,/mi metterò un gioiello.//

Prima campanella!

Penso ai colleghi che oggi riprendono servizio attivo a scuola, soprattutto a quelli che conosco direttamente: Adriana, Paola, Valentina, Veronica, Rossella, Edy, Roberta, Lisa… Massimiliano in Sardegna ma sempre presente nel pensiero: Buon inizio anno scolastico e sereno prosieguo. Sarebbe falso dire che ho nostalgia del servizio, perché a stare meglio ci si abitua presto: zero levatacce, basta riunioni consigli collegi, correzioni di compiti e verifiche a casa (che in teoria non si dovrebbero fare), incontri -:talvolta scontri – con i genitori e talvolta con il dirigente scolastico. Però, archiviate anche le risate in classe, le uscite energizzanti, l’atmosfera vivace di una classe dinamica. A fine anno, l’insegnante come un bravo giardiniere raccoglie i frutti della sua semina. Che a volte arrivano tardivi e imprevisti, come succede a me quando vengo riconosciuta da un ex alunno – ora con barba e baffi – che mi riconosce (io non riconosco lui o lei) e osa dirmi che sono sempre la stessa! Bontà sua, di fuori non sono cambiata molto, mentre dentro sembra che concentri diverse persone. È un percorso vitale che affronto alleggerita e speranzosa che non mi capiti qualche accidente. Certo la docenza mi ha segnato parecchio e talvolta emerge lo stile professorale che non intendo far pesare. Dell’attività didattica mi è rimasta l’attitudine alla comunicazione, soprattutto scritta che spalmo nel mio blog verbamea, con qualche incursione in quello parallelo verbanostra dove sono una delle sei ‘dita rosate’ che rispondono al nome di Francesca, Sara, Valentina, Veronica, Elisa. Mi sono dilungata, ma per un buon motivo: arriverà il giorno in cui anche voi potrete attaccare le scarpette al chiodo, ovverosia archiviare il registro, cartaceo o digitale che sia. Al lavoro dell’insegnante si addice ‘La Politica del carciofo’ di Cavour: foglia per foglia, alla fine ne uscirà un’ottima pietanza!

Festa paesana

Quando posso evitare di farmi da mangiare è già una festa. Se poi il cibo è buono, costa il giusto ed è preparato a vista la festa raddoppia, anzi triplica! È corroborante consumarlo all’aperto, su una panca in compagnia di compaesani e foresti oggi 8 settembre 2024, mentre suona la banda e le majorette sfilano per il centro di Castelcucco. Scambio due buoni food truck per la consumazione di gnocchetti sardi al ragù e una quaglia, cui aggiungo di tasca mia le patatine fritte: menu squisito! Mariangelo Menegazzo e consorte posano gentilmente davanti allo spiedo dove in cinque ore, con il contributo dei volenterosi colleghi portano a puntino la carne delle quaglie. Condivido il tavolo posizionato sulla strada – chiusa per l’occasione – con Lucia Zanchetta che a suo tempo mi ha fornito le notizie trasferite nel mio romanzo Passato Prossimo, ambientato a Castelcucco negli Anni Settanta e dedicato ai miei compaesani. La festa odierna celebra il 150esimo anniversario del permesso di Ostaria al locale che oggi è Hotel Montegrappa, prelevato da Giovanni Zanchetta nel 1964 dove la piccola Lucia approdò a tre anni dal Venezuela con i genitori là emigrati, due sorelle e l’amata nonna Marta. Per sette anni l’ambiente fu gestito dai suoi cari, ceduto poi alla famiglia Bolzon che tuttora lo mantiene e conta di trasmetterlo agli eredi. Lo specchio di una comunità operosa e vivace, con artigiani descritti nelle loro abilità. Tutto vero, meno una storia d’amore inventata per esigenze narrative. Ma per saperne di più, chi desidera leggere il libro può trovarlo in Municipio. Una mostra fotografica allestita nella saletta conferenze ripercorre il vissuto dell’attuale ristorante, mentre attrezzi dell’epoca in mostra a lato della strada consentono un tuffo nel passato che sembra molto lontano, ma è dietro l’angolo. Prodotti locali sono a disposizione dei buongustai e la mostra di oggetti artigianali addolcisce gli occhi. Mi colpiscono delle rose di rame che purtroppo non sono in vendita. Ma le sognerò stanotte.

Santa Madre Teresa di Calcutta

Oggi 5 Settembre, Santa Teresa di Calcucca, Nobel per la Pace nel 1979, “Madre dei poveri” e Giornata Internazionale della Carità, non a caso legata a Lei, simbolo di solidarietà umana. La piccola suora originaria di Skopje – dov’era nata il 26 agosto 1910 – moriva giusto 27 anni fa, il 5 settembre 1997 a Calcutta, in India. Religiosa albanese di fede cattolica, ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 viene canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016, nel Giubileo della Misericordia. È una delle persone più famose al mondo per il lavoro instancabile tra i poveri di Calcutta. Per me è stata una fonte quando insegnavo perché ho attinto varie volte ai suoi Pensieri per farne riflessioni con gli studenti. Quindi è stata anche una scrittrice che ha seminato saggezza e validi consigli, con uno stile immediato ed efficace. VIVI LA VITA è probabilmente l’inno che condensa il suo pensiero, espresso in 18 frasi incoraggianti. Mi soffermo sulle tre che ritengo oggi più in sintonia con il mio spirito, ma tutte fanno da ponte per migliorare se stessi. Il secondo verso recita: La vita è bellezza, ammirala. Non ha bisogno di spiegazioni, ma senza dubbio di attenzione all’ambiente che ci accoglie e alla bellezza interiore delle persone. Io ci intravedo come destinatari artisti e santi. Al verso numero otto si legge: La vita è preziosa, abbine cura che raccomanderei soprattutto ai giovani che si immaginano super eroi e si imbarcano in imprese disastrose. Il terzultimo verso invita a rischiare, perché: La vita è un’avventura, corrila. Non credo che Madre Teresa avesse fatto studi di psicologia, pur avendo insegnato nella scuola per ragazze St. Mary a Entally, un quartiere di Calcutta centrale considerato vicino alla zona che ospitava le caste dei poveri e dei depressi dove Lei iniziò la sua attività. Piccola suora – 1.52 la sua altezza – dal cuore immenso. 🌹

Gita di fine estate

Finalmente una giornata di vera vacanza, all’insegna del bel tempo e dell’amicizia, con contorno culturale e spirituale. Vado a trovare Mariuccia, un’amica del Liceo a Canale d’Agordo, paese natale del Beato Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, il “Papa del Sorriso”. Mi accompagna Manuel che rende speciale ogni suo servizio. All’andata, ci fermiamo Alle antiche Miniere, in Valle Imperina per una breve sosta, dove il sudore dei minatori del passato si mischia con lo scroscio del torrente Cordevole. La visita al Centro Minerario Valle Imperina sarebbe un’ottima uscita didattica da proporre alle colleghe in servizio. Dati i tempi stretti, mi limito a una veloce consumazione, immaginando la vita dura di chi ci ha preceduto. A metà mattina siamo in piazza Canale d’Agordo, sotto lo sguardo accogliente della Chiesa arcipretale San Giovanni Battista, la chiesa di Papa Luciani. Sotto una sua gigantografia si legge: “Egli è qui: col suo insegnamento, col suo esempio, col suo sorriso”. Mariuccia ci accoglie festosa e ci accompagna a casa sua, ristrutturata da un ex fienile che meriterebbe un post a parte. Qui il legno è sovrano, dal tavolo alle sedie – con inciso sullo schienale un cuore – ai porta vasi, agli arredi…ma sono protagonisti anche gli affreschi sulle facciate delle case, segno della presenza degli artisti pittori. Molto interessante un locale al pianterreno adibito a raccolta di attrezzi antichi che Sisto, il marito illustra con orgoglio.Tra tutti, straordinario un librettino rivestito da una copertina rigida cesellata che contiene nientemeno che la Divina Commedia di Dante. A proposito di nomi famosi, un saluto doveroso al cane Benito costretto a momentanea immobilità per la mole. Segue la doverosa visita alla Casa natale di Papa Luciani, acquistata dalla Diocesi di Vittorio Veneto di cui fu vescovo dal 1958 al 1969. Visitati il primo e il secondo piano in rispettoso silenzio, scese le strette scale di legno, mi sono entusiasmata nel vedere esposta l’auto del Patriarca Luciani nel garage a sinistra. La visita si conclude all’ora di pranzo che consumiamo in una malga nei paraggi. Sorvolo sulle prelibatezze culinarie, a favore del dialogo ‘a quattro voci’ durante il quale Sisto fa vedere sul telefonino diverse belle foto naturalistiche tra cui un Germano Reale maschio (lo si deduce dal brillante collo verde/blu/nero) che è una lode al Creatore. Come l’amicizia.