Oggi Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO nel 1995, per promuovere la lettura e tutelare il diritto d’autore. La data è stata scelta per ricordare la morte di tre grandi della letteratura mondiale nel 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega. Ovviamente il libro va letto e leggere arricchisce la mente e lo spirito. I benefici sono notevoli: riduzione dello stress, potenziamento delle capacità cognitive, aumento dell’empatia, espansione del vocabolario, miglioramento della qualità del sonno. “Il libro è un amico che non inganna mai” è lo slogan che accompagna un’immagine dedicata alla giornata odierna. Da piccola leggevo molto e credo mi sia servito per acquisire una certa disinvoltura espressiva. Da adulta mi sono accostata di più alla scrittura, perché “C’è chi produce e chi consuma” secondo il parere di un mio contatto; finora ho dato alle stampe quattordici titoli e sto progettando il prossimo. Però non scrivo per il mercato del libro, ma per liberarmi. Da quasi sei anni gestisco il blog verbameaada; scrivere il mio pezzo e postarlo ogni giorno mi riempie di soddisfazione. Secondo Armando Contro, mio stimato prof di Liceo, scrivere per me è una malattia, battuta cui aggiungo che è anche la mia cura. Il settore dell’editoria tradizionale è in crisi, tallonato da quella online. I giovani lettori tengono, ma calano quelli adulti (leggono 4 Italiani su 10). Alcune mie amiche sono forti lettrici: Lucia, Marisa, Mariuccia. Di recente ho letto con interesse Francesco di Aldo Cazzullo, che mi ha prestato Lucia; io le ho prestato Alzarsi all’alba di Mario Calabresi che mi ha regalato Mariuccia. In generale preferisco la narrativa alla saggistica, con porte sempre aperte alla Poesia. Basta leggere. 📚
Categoria: Tempo
Compleanni importanti
Oggi 21 aprile è l’anniversario della nascita di Roma, fondata nel 753 a C. e si ricordano anche i 100 anni dalla nascita della regina Elisabetta II (21aprile 1926 – 8 settembre 2022). Sulla città eterna non mi soffermo perché il suo fascino continua indiscusso. Un anno fa è morto Papa Francesco che si merita un post a parte. Dedico una riflessione alla regina, perché mi attrae la persona, più che il ruolo assunto per settant’anni. Per il suo ‘compleanno postumo’ come lo definisce Maria Soave, conduttrice di 1mattina News, sono in calendario eventi commemorativi a Londra, compresa una mostra a Buckingham Palace dedicata al suo stile e agli abiti. D’obbligo ricordare i completi in tinta della regina, con cappellino coordinato e borsetta, una civetteria che la rendeva umana. Come l’amore per i cani, più di trenta nel corso della sua vita, prevalentemente Pembroke Welsh Corgi. Descritta come molto spiritosa nel privato, in pubblico doveva evadere 500 (cinquecento) impegni l’anno, rinunciando a piaceri tipo visitare una mostra d’arte da sola. In compenso non le sono mancati dispiaceri privati: di quattro figli, tre hanno divorziato. Viceversa il suo matrimonio con l’arzillo principe Filippo “sempre due passi dietro a lei” è durato 73 anni, il più longevo nella storia della monarchia britannica. Ho presente il suo funerale, un evento storico di portata globale, con la presenza di leader mondiali e una imponente partecipazione popolare, avvenuto dopo dieci giorni di lutto nazionale. Ma ricordo e rivedo volentieri, quando capita, lo spot girato con l’attore Daniel Craig nei panni di James Bond, dove la regina accoglie 007 a Buckingham Palace e poi ‘si lancia’ in elicottero verso lo stadio. Grandissima!
Giornata Mondiale dell’Arte
Il 15 aprile 1452 nasceva Leonardo da Vinci. Mi pare appropriato che oggi ricorra la Giornata Mondiale dell’Arte, proclamata dell’UNESCO nel 2019 per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana nel giorno della nascita del genio, simboleggiata dal suo Uomo Vitruviano. “Nel suo significato più sublime l’arte è l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano”. Le cinque arti classiche/belle arti sono: pittura, scultura, poesia, musica e danza, a cui si affiancano, nell’accezione moderna architettura, cinema, fotografia e fumetto per formare le principali forme di espressione artistica visiva e performativa (performer = artista). Più semplicemente, per me l’attitudine artistica è la capacità di trasmettere emozioni, in qualsiasi modo e con qualunque tecnica. Chi dipinge sui sassi, chi ricama, chi crea immagini con la sabbia, chi fa l’acrobata… è un artista. Non è un caso se seguo il programma Dalla Strada al Palco che offre la possibilità a persone sconosciute di esibire un talento. Mi conforta avere amici artisti, che a loro volta mi sostengono quando gli sottopongo una mia poesia. Ma l’ambito espressivo è ampio, aperto a chiunque e non richiede ‘patenti’. Basta usare cuore e mente. La premier Giorgia Meloni ha celebrato l’eccellenza italiana, in particolare durante l’evento “Mille Marchi Storici per il futuro del Made in Italy” a Roma, definiti a ragione un punto di orgoglio. Siamo famosi per l’arte e la capacità imprenditoriale. Ai maestri rinascimentali si aggiungono gli artisti italiani che operano in svariati campi. Anche la definizione di Belpaese attribuita alla nostra nazione ingloba meraviglie naturali e quelle prodotte dall’ingegno. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro patrimonio artistico.
Mantide, insetto affascinante
Con il sole che volge all’orizzonte e una gradevolissima temperatura mi concedo la lettura sotto il portico a ovest. Ho tra le mani il settimanale il venerdì, che sfoglio con leggerezza, senza un’intenzione precisa, privilegiando le Questioni (non solo) di cuore di NATALIA ASPESI, giornalista che apprezzo per il talento e la vitalità intellettuale, ricordando che ha 96 anni, a breve 97! (Milano, 24 Giugno 1929). Poi sposto l’occhio sulle ultime pagine e procedo a ritroso. Verso la metà del giornale mi cattura il titolo “Le mantidi non sono più religiose” di Alex Saragosa, sotto la foto di un grande insetto. E mi documento. La parola Mantide deriva dal greco Mantis-idos che significa profeta. La postura di preghiera della mantide ha portato a considerarla un simbolo di saggezza. È un insetto affascinante. È nota per l’aspetto inconfondibile e il comportamento predatorio, culminante nel cannibalismo sessuale, per cui la femmina può divorare il maschio dopo o durante l’accoppiamento. Il giornalista scrive: “Spesso si pensa che le femmine siano obbligate a mangiare i maschi per procurarsi le proteine per produrre le uova: in realtà si tratta di uno “sfortunato equivoco”. Il cannibalismo non è indispensabile alla riproduzione, le femmine lo praticano solo perché scambiano i maschi per prede”. Alcune culture vedono la mantide religiosa come un demone o, semplicemente, un presagio di sventura, a causa dela pratica suddetta, peraltro non sempre messa in atto. Nelle tradizioni orientali e in altre culture, è considerata un simbolo di protezione. Trovarla in giardino è un segno positivo in quanto indica un ambiente sano e un buon equilibrio dell’ecosistema, poiché si nutre di insetti dannosi. Rimane il fascino per il suo comportamento predatorio.
Mare, luogo dell’anima
11 Aprile, Giornata Mondiale del Mare e della Cultura Marina. Amo il mare, in compagnia di molte persone. Spesso associato alla figura materna e alla nascita, simboleggia le emozioni profonde, la vita e la rinascita. È anche una fonte di energia rinnovatrice, sintetizzata dal pensiero di Gustav Jung “Il mare è come la musica, contiene e suscita tutti i sogni dell’anima”. Molti poeti hanno dedicato versi al mare, tra i quali G. Pascoli, G. D’Annunzio, G. Ungaretti, C. Baudelaire. Anch’io mi sono cimentata, pensando ad una vita ultraterrena in uno spazio acqueo dove essere ritrovata. DOPO è una sorta di testamento spirituale, di cui riporto l’inizio e la fine. Che resterà di me/dopo che me ne sarò andata,/disseminata la via d’impronte/volatili come soffioni?… Lascio racconti, brevi romanzi/poesie e fotografie…/per chi mi vorrà contattare/al di là del mare//. È evidente che il mare per me è simbolo di mistero e di infinito. Sono attratta dal paesaggio marino nelle varie manifestazioni, in versione calma e serena, ma anche minacciosa e inquietante. È un luogo dell’anima, consapevole che è pure una risorsa fondamentale per la vita, luogo di navigazione, pesca e turismo. Mio nonno materno Giacomo Stefani era chiamato ‘Giacomin del pese’, prodotto che vendeva stipato in cassette sistemate sulla bicicletta. Non è un caso che la mia alimentazione ne preveda l’uso frequente. Mia madre Giovanna era affezionata al fritto di mare con la polenta, mentre io preferisco il bollito con patate e maionese. Il pesce è un alimento prezioso ricco di proteine nobili ad alta digeribilità, ideale per la salute cardiovascolare e cerebrale. Un classico per me il risotto con gamberi e zucchine. Grazie Mare! 🍤
Fiori e tradizioni
Camelieto: non conoscevo questa parola che sento durante il programma Costume e società in coda al TG 2 riferito alla coltivazione delle Camelie. Precisamente “Giardino botanico o parco specializzato nella coltivazione, conservazione e studio delle diverse varietà di piante di Camelia”. Tipo il Camelieto Compitese (LU) che ospita oltre 250 piante, un’esplosione di varietà e di colori. Fiore originario del Giappone, simboleggia ammirazione, perfezione e gratitudin, spesso associato all’amore duraturo, mentre nel paese del Sol levante è legato alla purezza e alla bellezza interiore. Da quando abito a Castelcucco – giugno 2000 – in giardino ho una pianta di Camelia Japonica che mi regala strepitosi fiori rossi ogni Primavera. Peccato durino poco, qualche giorno sulla pianta, meno se messi in vaso dove si sfogliano. Esposta a mezz’ombra, in zona nord – est, non gode di un terreno ricco di sostanza organica che cerco di integrare con concimazioni specifiche. Diverse foglie sono gialle, anziché verde brillante, ma un dipendente del consorzio cui mi sono rivolta ha risposto che è normale. Non vorrei che Fiocco, il malandrino dei miei tre gatti, la usasse come ‘bagno riservato ‘ (l’ho visto fare pipì sulle viole). Essendo una pianta estremamente longeva -:con le giuste cure può vivere oltre i 100 anni – mi auguro possa rallegrarmi ancora a lungo, in buona compagnia della Magnolia che le sta vicino. Entrambe le piante mi erano state regalate per il mio compleanno da mia mamma, che era appassionata di fiori. Mi ricordo che partiva per il mercato con la 128 verde e tornava col bagagliaio pieno di geranei e di margherite… che rinnovava ad ogni Primavera, perché non aveva il pollice verde. Mantenere viva la Camelia è continuare una tradizione di famiglia.
Da Allievo a Collega
Avevo nostalgia del post a 4 mani che riprendo oggi, grazie a Manuel: ieri è rientrato in classe, ma dalla porta principale, come docente di Matematica e Fisica al Liceo Scientifico Statale Corradini di Thiene (VI). Intanto un’occasione per scoprire che Francesco Corradini (1820 – 1888) cui è intitolato l’Istituto era un esperto latinista e grecista. La circostanza conferma il detto che ignoravo: “Fino alla bara, sempre s’impara”. È una soddisfazione partecipare alle conquiste di Manuel che si cimenta nella didattica con studenti poco più giovani di lui. Gli cedo la parola per sapere com’è andata. Mi ragguaglia mentre sta tornando: “Giornata interessante, è andata bene… solo che adesso sono leggermente tanto cotto (risata), ho un pacco di libri in prestito per preparare la lezione di domani, aiuto!”. Rivedo me agli esordi come Insegnante, inesperta ma molto motivata. Allora era di moda la minigonna, indossata anche dalla sottoscritta. Durante la mia prima supplenza al triennio dell’iIstituto tecnico come docente di Italiano, le ragazze stavano sulle ginocchia dei compagni. Riprende la parola Manuel che in classe quinta ha quasi tutte ragazze, con solo tre maschietti: “Simpatiche, non hanno mezzi termini per dirsi su mentre una parla, comunque brave”. Tra una battuta e una risata, l’Ingegnere mi informa di come si è svolta la lezione nelle varie classi: “Mi sono presentato io, ho fatto presentare loro, per avere una mezza idea delle loro passioni e di come si esprimono. Poi, a turno alla lavagna un po’ di ripasso, per capire a che punto sono e come gestire la cosa”. A questo punto direi che le premesse per un buon lavoro ci sono tutte. La giovane età farà impensierire qualche collega anziano, ma sarà un elemento facilitatore per gli studenti. Ad maiora!
Il Piccolo Principe compie 80 anni
Il Piccolo Principe compie 80 anni. Lo sento al Tg1 delle otto. Mi complimento con l’autore Antoine de Saint-Exupery, la cui fine misteriosa ha aumentato l’interesse per la sua opera. Il 31 luglio 1944 un bimotore delle forze alleate scompare dai radar: a bordo solo il pilota, lo scrittore appunto (Lione, 29 giugno 1900 – Mar Mediterraneo), impegnato in un volo di ricognizione aerea sul Mar Tirreno. Apprezzato fin dalla sua uscita a New York nel 1943, è il libro più letto dopo la Bibbia e il più tradotto al mondo. Centrale l’incontro tra il bambino biondo/piccolo principe proveniente dallo steroide B 612 e l’aviatore/pilota precipitato nel Sahara. Da adolescente, mi era sembrata una storia strampalata. Solo da adulta ho colto la morale del libro, insita nell’invito a guardare il mondo con gli occhi del cuore, dato che “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”: questo il segreto che la volpe svela al piccolo principe. Si tratta di una fiaba filosofica che fa riflettere sul senso della vita e sui legami affettivi, quali l’amicizia. Un invito a riscoprire la meraviglia dell’infanzia, contro l’aridità e il materialismo degli adulti. Perciò destinato a un vasto pubblico transgenerazionale. Con i tempi che corrono, lo farei leggere o rileggere a tanti megalomani che inquinano il quieto vivere e coltivano disva lori anziché valori. Mi riprometto di rileggerlo anch’io, sebbene sia portata per storie più realistiche. Comunque l’autore, formidabile aviatore ha riversato in altri scritti le conoscenze ed esperienze maturate nei lunghi viaggi, ad esempio nel romanzo Vol de nuit/VOLO DI NOTTE e l’aviatore.(1931) e TERRA DEGLI UOMINI (1939). Considerato uno degli autori più influenti del XX secolo, fonde la passione per l’aviazione con una profonda riflessione umana.
Pasqua e tulipani 🌷
La parola Pasqua ha radici ebraiche, indica “passaggio oltre”. Il significato cristiano rappresenta la resurrezione di Cristo, mentre il significato metaforico indica rinnovamento, su cui mi soffermo. Mentre scrivo sono in studio da cui vedo le due piante dell’ingresso: il Ciliegio giapponese, con la chioma rosata e il Ciliegio da frutto che sembra una nuvola bianca. I campi parzialmente arati davanti, il camposanto sulla destra. Se alzo lo sguardo, distanti e protettive si elevano le cime del Massiccio del Grappa. Il paesaggio che ho sott’occhio mi pare una metafora della vita, dalla terra al cielo, attraverso trasformazioni e rinascita. Tra i simboli della Pasqua ci sono l’uovo o pulcino, l’agnello, la colomba, l’ulivo… e il tulipano, “fiore perfetto” da donare in questo periodo. Io ho degli esemplari in giardino, rossi, gialli e striati. Giusto ieri ne ho raccolto un bouquet, da ammirare in casa. Da sempre apprezzo questo fiore discreto che si apre di mattina e si chiude la sera, un po’ misterioso, affascinante. Gli ho dedicato una delle prime poesie, finita nello scomparto segreto di una borsetta. Rimedio con dei versi di Marianne Williamson (Huston, 8/7/52), scrittrice e attivista statunitense. Un tulipano/non combatte/per impressionare nessuno./Non combatte per/essere diverso da una rosa./Non ne ha bisogno./Perché è diverso/E c’è spazio nel giardino/per ogni fiore… Ognuno cerca il suo posto come il fiore nel prato. Buona Pasqua a Tutti! 🌷
Concorso interessante
Il sabato per me significa appuntamento fisso (da oltre 40 anni) dalla parrucchiera Lara a Possagno, dove ho abitato da ragazza. Facile dedurre che il rapporto è professionale, ma anche amicale. Infatti lo scambio di notizie è reciproco, consentendomi di mantenere un sottile legame col passato. Sotto il casco mi concedo la lettura del settimanale OGGI che era il preferito di mia mamma. Del giornale apprezzo soprattutto le rubriche che mi offrono spunti per scrivere il mio post quotidiano. Quello odierno di Luigi Garlando, intitolato NIENTE TELEFONO E FAI VACANZE GRATIS consente una riflessione alla vigilia pasquale, mentre circa nove milioni di Italiani saranno in vacanza. Nonostante le incertezze internazionali e i rincari, il turismo tiene, con una spiccata preferenza per il turismo di prossimità. La maggior parte resta in Italia, mentre il 15 per cento opta per l’estero. L’articolo menzionato sopra parla di un concorso per vincere una settimana gratis in Finlandia, parte orientale dei laghi. Per partecipare, basta postare una storia, spiegando perché e cosa l’interessato potrebbe fare durante il soggiorno nella natura finlandese. Unica condizione: rinunciare a telefonino, tablet e qualsiasi connessione tecnologica. In cambio di escursioni in bici o canoa, passeggiate nei boschi, mangiare cibi naturali in un bel cottage in riva al lago. Tra i partecipanti al concorso, saranno scelti 12 vincitori che si godranno il premio la prossima estate. Se non dovessi badare ai miei conviventi felini, ci farei un pensierino. Trovo appetibile il premio e molto azzeccata l’idea del vincolo per usufruirne. Staccare dal quotidiano può essere salutare e addirittura salvifico sperimentarlo in Finlandia, eletta per la nona volta consecutiva la nazione più felice del mondo.
