Grembiulini verdi per non fare differenze, stop a rosa e azzurro. L’idea dell’Istituto Scolastico di Gragnano in provincia di Lecce di far adottare per il prossimo anno scolastico un grembiule verde a quadretti ha sollevato un polverone. L’obiettivo è promuovere un’educazione più inclusiva; tuttavia l’iniziativa, peraltro approvata dal Collegio Docenti ha provocato una polemica, a mio dire eccessiva. Assodato che il compito della scuola è formare e istruire, tutti i colori sono belli e non è un grembiule a risolvere il problema delle diversità. Mio figlio all’asilo – ops scuola materna – aveva grembiulini azzurri, verdi e gialli. Il rosa non mi piaceva perché mi era stato imposto da mia madre e solo di recente ci ho fatto pace. Mi fa ancora tenerezza vedere il grembiule esposto in vetrina, in foto, indossato dai piccoli. Tra l’altro sul grembiulino campeggia sempre l’aggiunta di una figura familiare gradita ai piccoli, tipo un cagnolino, un gattino, un orsetto… che fanno tenerezza e inducono al buonumore. Non li vedrei male trasferiti su qualche divisa seriosa dei grandi. Si tratta di mascotte in miniatura, tipo quelle usate nelle grandi competizioni sportive. Se lo scopo è creare connessioni emotive con il pubblico, ben vengano per diffondere buonumore, di cui c’è grande bisogno. Il sinonimo di mascotte è portafortuna, pertanto il grembiulino – di qualunque foggia e colore si voglia – trasmette l’idea di qualcosa di buono che aleggia solo nell’infanzia. Più che polemizzare sui colori – tra l’altro oggi è la Giornata Internazionale dell’Arcobaleno – sarebbe utile riflettere sui valori dell’infanzia e come conservarli. 🌈
Categoria: Tempo
Nascita del sole
Di solito mi alzo presto, molto presto in questo periodo di temperatura bollente. Credo di avere incamerato l’orario di servizio di quando dovevo essere a scuola poco prima delle otto. Oltre trent’anni di pratica lasciano il segno, ma non me ne dolgo, se posso recuperare parte del sonno al pomeriggio, come di fatto succede. Tra l’altro i miei tre gatti – Grey, Fiocco e Pepita – dormono fuori e quando mi sveglio non vedo l’ora di alzarmi e vederli che mi aspettano, bramosi di croccantini. Un po’ sottotono per via della notte disturbata da qualche zanzara e dal rumore instancabile degli altrui climatizzatori poco prima delle sei esco in giardino dal lato est e sbircio in cielo una luminescenza dorata che annuncia la nascita del sole. Non ci penso due volte e fotografo l’evento che tutte le mattine si verifica pressoché ignorato, meno che dagli artisti. Due soli scatti perché la trasformazione è subitanea: uno mi pare interessante e lo invio ai miei selezionati contatti. La giornata è salva, benché si annunci torrida perché ho qualcosa di speciale da osservare. Anzi, partecipare all’evento – un lieto evento – mi induce a dedicargli la poesia Astro Dorato che riporto. Ancora assonnata/mi hai abbracciata,/Astro dorato/insinuato/tra le fronde/del mio ciliegio/selvatico./Creatura celeste,/con il tuo apparire/improvviso/mi hai sorpreso/e il cuore/ha sobbalzato/di stupore.// Diciamo che è un esempio di scrittura terapeutica, una scappatoia… alla noia e un modo per allenarmi con la mente, dato che la palestra è chiusa. Credo che anche al sole farebbe bene prendere un periodo di ferie, distribuendo altrove la sua energia. Considerato che quasi tutte le forme di vita presenti sulla terra dipendono da lui, gliene siamo grati. Ma è meglio non esagerare!
8 agosto 2024
L”8 è un numero speciale (anche nelle valutazioni scolastiche). Nella numerologia cinese è il numero fortunato per eccellenza, in quanto la sua pronuncia ‘ba” è molto simile alla parola “fa” che significa ‘fare fortuna’ quindi è associato a buona salute, prosperità, successo. L”8 coricato, ovverosia formato da due cerchi che si incontrano in un unico punto ha un significato simbolico davvero particolare: è considerato il numero dell’equilibrio cosmico e dell’infinito. Nella Bibbia, il numero 8 è il sigillo della Nuova Alleanza, indica il completamente della creazione e il momento della resurrezione di Cristo. Caspita, mica sapevo tutte queste cose quando l’8.08.88 misi al mondo mio figlio che oggi compie gli anni e a cui faccio… Infiniti Auguri! (Ringrazio chi li fa anche a me). Certo, la successione di quattro otto è una data molto facile da ricordare e spero che la numerologia connessa porti bene. Anche il nome scelto, Saul non è casuale, dato che in ebraico significa ‘desiderato” ed è stato portato da Saulo di Tarzo – san Paolo prima della conversione – da Saul, primo re d’Israele, dal Nobel per la letteratura 1976 Saul Bellow. Il segno zodiacale è il leone, re della foresta perché il più grande e il più potente tra i felini. Oggi è anche la Giornata Internazionale del Gatto, felino domestico a me molto caro, pertanto trovo la coincidenza quantomeno intrigante. La celebrazione fu creata nel 2002 dall’international Found for Animal Welfare per rendere omaggio all’amico a quattro zampe, che Italia e Polonia gli destinano il 17 febbraio di ogni anno. A proposito della denatalità, Papa Francesco rileva: “Nelle famiglie più cani e gatti che figli”. Personalmente, mi tengo cari gli uni e gli altri.
‘Ogni giorno accade qualcosa di straordinario’
“Ricordiamo che ogni giorno accade qualcosa di straordinario, basta accorgersene” è la bella frase giuntami ieri con il saluto mattutino, in un contesto da prima colazione. Oggi l’ho sperimentato. Niente spesa nel paese vicino, preceduta da sosta al bar perché devo incontrare Mariuccia che abita alternativamente a Canale d’Agordo e Belluno. La nostra conoscenza risale ai tempi del liceo, ma solo di recente si è intensificata, essendoci scoperte in sintonia su vari aspetti. La rimpatriata con i coetanei al cinquantesimo dalla maturità ha favorito il riavvicinamento che si è trasformato in amicizia. Lei apprezza come io scrivo, mentre io sono meravigliata delle splendide foto che fa, in condivisione con il consorte e della simpatia che mi dimostra. Un paio d’anni fa ho presentato in Sala Consiliare a Cavaso del Tomba il lavoro dedicato al mio maestro Dove i Germogli diventano Fiori e tra i presenti lei era quella giunta da più lontano. Non è un caso se ho intravisto in lei la mia ‘alter ego’ nel recente Ricami e Legami, cui ho assegnato il nome Fosca e il ruolo di giornalista. Così la presento a pag. 26: ‘È rimasta pressoché identica a quand’era ragazza: alta, bionda… dai modi eleganti” e mi terrà compagnia fino alla fine del lungo racconto. Nel corso della vita, ho dovuto rinunciare a un paio di amicizie, peraltro sostituite da altre nuove e insperate. Mi soccorre l’immagine delle onde marine che vanno e vengono, s’infrangono contro gli scogli e si rigenerano. Come osserva Mariuccia, che faceva l’infermiera si tende a parlare sempre delle cose che vanno male, ma bisogna dare spazio anche al bene che c’è e non chiede visibilità ma continuità. Ricetta da mettere in pratica subito, a maggior ragione in momenti di turbolenza varia. Forse è anche merito dell’età non più evergreen se ci riscopriamo più sagge, un po’ seguaci di Minerva o Athena di cui ho parlato nel post di ieri. Con tanto di civetta vera, fotografata da Sisto, il consorte di Mariuccia. r
Agosto 2024
In origine la festa di Ferragosto si celebrava il giorno 1 di agosto, quindi come oggi. Successivamente la chiesa cattolica la spostò a metà del mese, per farla coincidere con l’Assunzione di Maria. Il calendario riporta oggi Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, vescovo cattolico e compositore italiano, autore di opere letterarie, teologiche e di celebri melodie. Non conosco nessun Alfonso a cui fare gli auguri di buon onomastico, ma il nome mi piace e credo di averlo usato in uno dei miei racconti. Di origini Gote, diffuso in Spagna e Italia meridionale a causa dell’occupazione Aragonese e poi Borbonica, deriva dalle parole Gote “Athal”= Nobile e “funs”= valoroso. È protettore di avvocati, confessori e teologi. Protegge contro l’artrite. Tornando al mese e considerando i proverbi di stagione, mi concentro su questo: “Quando piove d’Agosto piove miele e piove mosto” che parla da sé. Dopo un Luglio torrido, molte piante sono in sofferenza, compresa la mia vite di uva fragola che mai ha dato problemi in precedenza: gli acini che si stanno colorando di viola sono avvizziti, disidratati. Di certo non farò il mosto come mi era capitato una decina d’anni fa. D’altronde la siccità è un fenomeno che va di pari passo con l’aumento delle temperature, problema planetario ad oggi sottostimato. Immagino lo scoramento di chi lavora la terra e la situazione emergenziale di molte aziende. Che il clima si vada tropicalizzando – anche la recente morìa di pesci ne è un segno – dovrebbe farci correre ai ripari, per salvare il salvabile. In alcune aree del Sud Italia, l’acqua è razionata da decenni; lo evidenziava anche lo splendido film Il Postino con il grande Massimo Troisi. Vivendo in Pedemontana del Grappa, mi considero fortunata ad aprire il rubinetto quando voglio. Con moderazione.
Via Appia, Regina Viarum
Con i suoi 2300 anni di storia, l’Appia antica mostra i segni di un passato illustre, un museo all’aperto che si snoda per 16 chilometri sempre percorribili. Fu la prima delle grandi strade di Roma costruite con tecniche innovative, veri capolavori di ingegneria civile. Considerata l’asse principale di tutte le comunicazioni dell’Impero Romano collegava la vecchia Roma con la nuova Roma che era Costantinopoli. Adesso la Via Appia entra nel Patrimonio Mondiale Unesco: è il 60esimo sito italiano. “Soddisfazione e orgoglio” da parte del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e da quanti amano l’Arte e la Storia. Un pezzo di Arte, di Architettura, di Storia italiana da Roma a Capua e poi a Brindisi sotto gli occhi di tutti. Certo i Romani ci sapevano fare come costruttori di strade, al netto delle altre abilità. Mi rallegro del nuovo riconoscimento alla competenza ingegneristica che va di pari passo con la bellezza paesaggistica. l’Italia è il Paese con più siti Unesco al mondo – ad oggi 60 – seguita da Cina (57 siti) poi Germania e Francia (52). Quindi l’Italia è al primo posto tra ben 87 Paesi al mondo per l’influenza culturale e il suo patrimonio artistico. Mi spiace dover dire che non mi risulta ci sia una risposta adeguata dalla base, perché l’educazione alla bellezza scarseggia. Il proverbio “Chi ha il pane e non i denti” rende bene l’idea di un patrimonio d’eccellenza sottovalutato. Se fossi ancora in servizio, so cosa direi ai miei alunni. Adesso uso il blog per diffondere comunque il mio pensiero, lieta di condividerlo ed eventualmente modificarlo. Sono attratta sia dall’Arte che dalla Storia, perciò mi compiaccio del nostro patrimonio culturale, con l’augurio che entri nelle grazie di un pubblico sempre più vasto e sensibile.
Colpi di testa
Tortore e cicale mi accompagnano nel ritorno a casa dal bar dove ho sfogliato il quotidiano in cerca di una notizia che mi ispiri a scrivere il post odierno. Di primo acchito, ammetto che il vociare dei clienti mi infastidisce, mentre il verso delle creature dell’aria mi rasserena. D’altronde ho già detto che sono diventata più suscettibile ai rumori e talvolta ho attribuito a un difetto di udito ciò che in realtà era maleducazione o brutta abitudine. Non sarei una barista tollerante nei confronti di chi alza il volume, oltre che il gomito. Solidarietà a Gabriella del bar Mirò, allenata al cicaleccio della clientela. La premessa fa da contraltare all’articolo che ha per protagonista il rumore nefasto, causa o concausa di un fatto drammatico successo a Padova, città degli Studi. In sintesi, un 75enne spara pallini su dei ragazzi durante una festa di laurea: li ferisce, viene denunciato e a distanza di poche ore si butta giù dal terrazzo, rimanendo secco, liberato dal chiasso e dalla vita! Un proverbio dice: A mali estremi, estremi rimedi ma si può rinunciare alla vita per la maleducazione altrui? Non era meglio se la vittima avesse chiamato le forze dell’ordine prima, durante la ‘caciara’ senza adottare una misura estrema? Manca sempre la via di mezzo, il buon senso antico. Oppure si concentra l’attenzione dove non serve. Giorni fa una fedele lettrice mi informa su un fatto da interpretare al contrario, per fortuna risoltosi senza drammi. Successo in un paese limitrofo. Un nomade, abituato a dormire in luoghi di fortuna e apprezzato per le doti canore, si sottrae alla vista delle persone che ne segnalano la scomparsa. Scatta l’allarme e ‘Sandokan’ viene ritrovato nella Brentella dove si è immerso non con intenzioni suicide, ma per rinfrescarsi! Un eccesso di zelo da una parte, la soluzione immediata di un bisogno dall’altra. Comunque è fuori di dubbio che il caldo estremo fa andare fuori di testa e che Prevenire è meglio che curare.
La Luna ci guarda
Oggi 20 Luglio, Giornata Mondiale della Luna: ricorda il giorno in cui Neil Armstrong mise piede sulla luna per la prima volta, evento storico considerato dalla Nasa come la più grande conquista tecnologica di tutti i tempi. Pertanto la data intende celebrare l’importanza dell’esplorazione spaziale. Immagino che la nostra Samantha Cristoforetti saprebbe illustrare alla grande questo argomento, di cui intuisco le potenzialità. Anche la simpatica Amalia Ercoli Finzi, 86 anni soprannominata “La signora delle comete’. Ma io sono una letterata e non mi occupo di scienza, perciò chiedo venia: sono affascinata dall’influenza che l’astro ha avuto e ha sulla letteratura. Non so se sia un caso, ma stamattina sul tablet scorreva Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia, di Giacomo Leopoldi dove il poeta si interroga sul destino attraverso le parole di un pastore: canto struggente e sublime, da rileggere o da leggere con trasporto. Io volo molto più basso, ma con la luna ho colloquiato più di una volta. L’ultima, mesi fa quando ho composto il seguente testo di quattro strofe intitolato ‘LUNA VELATA’ Sopra il tetto del vicino/Luna velata mi sorprende/mentre sposto le tende/per chiudere i balconi./Niente afflizioni/per te, Luna distante/che invadi/le mie stanze?/Quaggiù regna/grande confusione,/talora disperazione/tra intrugli e grovigli./Ma ecco che lassù/diventi meno opaca/quasi lucente e ritorna/il conforto tra la gente.// A livello simbolico, la luna rappresenta l’energia femminile, la fertilità, la magia, la nascita, la sopravvivenza della specie. Luna era la mamma del mio cane Astro (non un gioco di parole): una bella intesa tra noi!
Cambio in rosa
Ho lo studio ad ovest, quindi in pieno sole dal pomeriggio alla sera. La mattina è idonea per riordinare materiale didattico disseminato sulle due scrivanie e mantenuto per motivi affettivi, più che per necessità, dato che da quando sono in pensione non mi serve più. In barattoli e contenitori vari stavano riposando diverse gomme, matite, graffette per le spillatrici che ho riversato in un cartonato stretto e lungo. Poi è arrivato il momento della carta, anzi delle carte, di ogni foggia e dimensione, compresi dei vecchi compiti in classe fotocopiati, trattenuti per interesse e merito del contenuto. La traccia, assegnata alla classe seconda B il 25 maggio 1984 chiedeva di esprimersi sulla condizione della donna e ‘su quali muri ci sono ancora da abbattere’. Date alla mano, sono trascorsi quarant’anni. Eppure avrei delle perplessità se dovessi svolgere il tema io, sebbene qualcosa si stia muovendo a favore delle donne che occupano posti importanti. Sento che è stata rieletta Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – ha sette figli tra cui due gemelle – e che Kamala Harris – non ha figli ma ha acquisito quelli del marito – potrebbe subentrare a Biden in caso di auspicabile ritiro nella corsa alla Casa Bianca. Abbiamo avuto Angela Merkel in Germania e abbiamo Giorgia Meloni in Italia. A me piace l’esposizione di queste donne impegnate, capaci e un po’ controcorrente. Sto leggendo il libro di Serena Dandini La vendetta delle Muse, album di donne che hanno “percorso sentieri impervi a beneficio delle generazioni venute dopo” (dal Proemio). Ecco, io spero che le donne succitate possano raccogliere i frutti del loro impegno a beneficio dei contemporanei, senza distinzione di genere o altro. Benvenga il cambio in pink! 🌺
Effetti collaterali estivi
Benarrivata dopo le lunghe piogge, adesso l’estate è esplosa con gli effetti collaterali. Assodato che non ci sono più le stagioni di una volta e che il mutamento climatico è un problema planetario, l’estate era la mia stagione preferita da giovane. Ora non più, preferisco le stagioni intermedie più rispondenti alla mia indole. E poi dove sono i fiori colorati? Le alte temperature hanno fatto sbiadire i capolini delle Ortensie che risultano tutte di un giallino omogeneo. Vero che potrò vivacizzarle con lo spray oro e argento a Natale, ma io le preferisco al naturale. Comunque, se devo indicare due effetti negativi della presunta bella stagione, eccoli qua: rumori e zanzare. Tosaerba in moto di primo pomeriggio è uno schiaffo al riposo, mentre di notte trovo fastidiosi i condizionatori che mi costringono a chiudere le finestre…e a vedermela coi repellenti per le zanzare, piccole e ingorde di sangue. L’altra notte mi sono alzata alle quattro, per scovare quella che mi aveva punto sull’avambraccio: trovata e annientata. Ma la ripresa del sonno non è automatica e nemmeno serena. A compensare i rumori molesti, ci sono i versi graditi all’alba: il tubare delle tortore e il cinguettio degli uccellini al sorgere del sole, prima delle sei, perché col caldo si dorme meno. Le previsioni meteo indicano un’altra settimana bollente, però meno che al sud, dove le temperature si aggirano sui 40 gradi. Devo chiedere a Liliana, in Puglia e a Max in Sardegna come va… da qui io per ora non mi muovo. Il progetto di andare al mare ‘toccata e fuga” non si concilia più con la mia condizione di “giovane anziana bionica’. Cerco di vivere intensamente i momenti clou della giornata: mattina presto e sera tardi, con ciò che offrono. Piena solidarietà con chi è costretto a lavorare all’aperto.
