Alea iacta est – Il dado è tratto

Faccio una capatina da Gina, la nonna di Manuel dove mi coglie di sorpresa la voce di Nadia che sta apparecchiando la tavola, anzi le tavole: credo che oggi il pranzo allargato a oarenri e amici sia per salutare il giovanotto che martedì prenderà l’aereo per l’Australia: sarà ospite di parenti ad Adelaide fino a dicembre, per spostarsi poi in altra zona. Per perfezionare la lingua inglese e lavorare in qualche ambito. Manuel è già stato da solo a Singapore e non si perderà di certo. Saremo noi, parenti e amici a sentirci svuotati senza la sua gioiosa e talentuosa presenza. Ci sosterremo reciprocamente, convinti che è il momento giusto di fare l’esperienza oltre oceano, senza scordare le proprie radici. Oggi ai giovani sono offerte molte possibilità di realizzarsi distante da casa, pur mantenendo i contatti. Personalmente provo sentimenti contrastanti: di ammirazione per il coraggio richiesto per partire da zero all’altro capo del mondo e di ansia per l’ignoto che si paleserà. Comunque Manuel è un ragazzo speciale che muoverà con oculatezza le sue pedine e lascerà un’impronta positiva dovunque si fermerà. Se la realtà si scoprirà meno attraente del previsto, saremo tutti contenti di accoglierlo a braccia aperte. La tavola imbandita dalla mamma non è solo un dato materiale apprezzabile, ma rappresenta la rete sociale e affettuosa che ha consentito a Manuel di emergere: ha in tasca laurea e abilitazione, buona padronanza dell’inglese, sostegno qui e là. Seguirò il suo percorso con entusiasmo, sapendo fin da ora che farà tesoro di tutte le esperienze. Il momento è giunto. Come disse Giulio Cesare, “Alea iacta est” ovverosia ‘Il dado è tratto’. Vai tranquillo, giovane amico. Siamo tutti con te!

Piove sul bagnato

Uragano declassato a ciclone in arrivo: Kirk irromperà sul vecchio continente, portando da giovedì venti forti e piogge intense anche in Nord Italia. Allerta rossa su alcune zone del Veneto. Le parole ‘uragano’ e “ciclone’ stanno entrando a gamba tesa nelle previsioni meteo destinate all’Italia, mentre eravamo abituati a considerarle tipiche di fenomeni oltreoceano. Il Comune di Genova ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio comunale. Tempo in miglioramento da venerdì, pare. Seguo l’intervista a Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana che invita a prepararsi alle criticità idrauliche legate alle intense e frequenti precipitazioni. Il tempo non è più quello di una volta, e nemmeno gli effetti collaterali. Giusto mercoledì scorso ho avuto necessità di andare a Bassano, alla vigilia della Fiera d’Autunno. Pioveva di brutto, ovvio che avevo l’ombrello e ho riparato in biblioteca per un paio d’ore. Verso le tredici ho raggiunto il parcheggio, e pioveva ancora. Solo a casa mi sono resa conto che la giacca era tutta bagnata, nonostante mi fossi protetta con l’ombrello. Il peggio è arrivato il giorno dopo, con un raffreddamento diffuso e l’esordio di una costipazione tutt’ora in corso. Poco male, però era da parecchio tempo che non mi capitava di essere vittima del tempo incattivito. Stando così le cose, dovrò usare più prudenza nelle mie uscite. Non oso immaginare lo stato d’animo delle persone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna per la seconda volta in pochi mesi. Giunge un avviso dall’ATS – Alto Trevigiano Servizi: usare l’acqua con moderazione a causa di danni della Condotta acquedottistica della Comunità Montana del Grappa in prossimità della Sorgente Tegorzo. Quando si dice ‘Piove sul bagnato’!

Riso e mondine

Viaggio alla scoperta del riso. Da Vigevano, Peppone per Linea Verde ci presenta la storia di questo cereale, compresa la Confraternita del Riso. Ecco, là mi piacerebbe esserci, per gustare i prelibati piatti della tradizione. Comunque il famoso cereale pare abbia 7000 anni, proviene dalla Cina, introdotto in Europa parecchi anni dopo, in particolare nella zona del Mediterraneo. La parola riso mi richiama immediatamente quella di mondine, le donne immerse nella risaia con la schiena curva per togliere le erbacce e trapiantare le piantine. Per 40 giorni, curve nell’acqua con stivali, pantaloncini o gonne tirate su – occasione straordinaria in passato per gli uomini di vedere le cosce delle lavoratrici – 60.000 donne in salute dai 13 e fino ai 60 anni popolavano le campagne vercellesi e novaresi, a togliere le erbe infestanti degli acquitrini e a trapiantare le piantine nuove. Questo soprattutto tra maggio e luglio, per 10/12 ore al giorno, fino a cinquanta o cento anni fa. L’ambiente era malsano perché si lavorava nell’acqua e tra gli insetti, per una ricompensa non adeguata. Il malcontento per le pessime condizioni di lavoro, nei primi del 900 sfociò in agitazioni e tumulti, anche perché la paga corrisposta alle donne era molto inferiore a quella degli uomini. Poi Il lavoro di queste donne scompare con l’introduzione dei diserbanti e delle macchine mietitrebbiatrici. Non so se il film drammatico Riso amaro (1949) con Silvana Mangano parli della condizione delle mondine. Se mi capita di vederlo lo farò. Parecchi anni fa, durante una gita fui in Romagna e conobbi un gruppo di donne, vestite da mondine che interpretavano canti della risaia. Infatti cantare era un modo messo in atto dalle mondine per reggere alla fatica. Adesso due parole sul risotto che preferisco: gamberi e zucchine, senza disdegnare gli altri. Tra i primi, batte di gran lunga la pasta. Buon riso…e risotto a tutti!

Terapia del sorriso

Non pensavo succedesse così presto, ma ieri sera ho acceso la stufa. Del resto il precipitoso calo della temperatura lo richiedeva. Anche i gatti hanno gradito, rientrati verso le ventidue. Stamattina verso le sette in cielo c’erano delle strisce rosate che annunciavano il sole che infatti è comparso. Di prima mattina è decisamente fresco – sui dodici gradi sotto il mio portico – ma il cielo terso annuncia una bella giornata. Prima domenica di ottobre, Giornata del Sorriso mi ricorda un messaggio appena ricevuto. Non è così scontato regalare e ricevere sorrisi. Dovrei approfondire l’argomento, indagando come viene affrontato in Thailandia, la terra del sorriso, dove litigare è considerato maleducazione. Dirò a Manuel che sosterà là una manciata di giorni di carpire qualche dritta al riguardo. Sorridere è uno stretching naturale, quando si sorride il cervello rilascia endorfine, sostanze che agiscono come antidolorifici naturali. Apprezzo i sorrisi autentici – quelli che fanno comparire le rughe attorno agli occhi – ma mi infastidiscono quelli ‘fake’ di cui alcune persone abusano, magari per vendere. “Si conosce un uomo dal modo in cui sorride”(Fedor Dovstojeski) e “Sorridi donna sorridi sempre alla vita anche se lei non ti sorride” (Alda Merini) sono le due citazioni che ho selezionato sull’argomento. Superfluo ricordare che il tema è oggetto di molte canzoni, a partire da “Riderà” di Little Tony (1966) a “Un sorriso dentro al pianto” (2021) di Ornella Vanoni e “Sorriso grande” (2021) di Alessandra Amoroso. Infine, per Aristotele, uno dei maggiori filosofi dell’antichità, ridere è una delle caratteristiche principali degli esseri umani. Dato che sorridere fa bene alla psiche, esercitiamoci…ma nel sorriso vero.

San Francesco d’Assisi

Oggi 4 ottobre, San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Quindi auguri al Santo Padre, a Francesca che porta questo nome e a Pia che festeggia il compleanno. Mi sarebbe piaciuto nascere in questo giorno, per la simpatia che mi suscita la figura del poverello d’Assisi, religioso e poeta. Anche la sua storia privata è interessante: figlio di un ricco mercante, partecipa alla quarta crociata ma al ritorno si converte alla vita religiosa e rinuncia ai beni paterni, dimostrando una grande intesa con la natura e il creato. Sua attività principale è la predicazione: parla con tutti, esseri umani ma, secondo la leggenda, anche animali, inclusi uccelli e lupi feroci. Si nutre di cibi semplici: pane, focacce, cereali, erbe selvatiche e tante verdure. Consuma uova, formaggi, tanta carne bianca e anche tanto pesce. Dunque, pur amando tutte le creature del creato, non disdegna cibo di origine animale. Il suo prediletto sono i mostaccioli – dolci di antichissima tradizione di origine campana – che pare abbia chiesto perfino in punto di morte. Essendo la povertà una costante in tutta la sua vita, predilige la tavola umile, ma non è vegetariano. A me interessa come autore del Cantico delle creature, noto anche come Cantico di Frate Sole, composto attorno al 1224, due anni prima di morire. È il testo poetico più antico della Letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Nella natura Francesco vede riflessa l’immagine del Creatore e sottolinea il senso di fratellanza fra l’uomo e il creato che si espande fino alla morte, chiamata ‘sorella’, l’ultima realtà per la quale egli loda il Signore. La natura al centro del sentimento religioso rende quest’opera quanto mai attuale e invita a vedere il mondo nell’ottica della fratellanza, della bellezza e della pace, parola dispersa in questi tempi amari. A proposito, quella odierna è considerata giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore dei Santi Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena. 🙏

Mattinata piovosa ma fruttuosa

Su consiglio di Manuel porto il tablet che arranca in Centro Riparazioni Cellulari e Tablet Phone World a Bassano del Grappa, in via Jacopo Vittorelli 15. Il 15 è anche il numero civico di casa mia, il che mi bendispone. Il titolare, Jies Zhou parla correttamente italiano e prende in consegna il mio tablet, invitandomi a ripassare prima della chiusura in tarda mattinata. Già questa previsione mi rallegra, perché altrove avrei dovuto lasciarlo qualche giorno, eventualità dura da digerire per la mia attitudine quotidiana a scrivere, dato che comunicare con i lettori attraverso il mio blog verbameaada.com per me è terapeutico. Decido di trascorrere in biblioteca il tempo necessario per la riparazione dove alterno la lettura del quotidiano con un paio di riviste di Storia. Mi spiace essere l’unica donna con una rosa di uomini adulti che vanno e vengono dalla Sala di Lettura. Forse per questo la cultura è gestita da loro, mentre le compagne si adoprano in faccende varie? Vorrei essere smentita… Comunque verso le undici e mezza esco e mi incammino per tornare da Jies, sperando che la riparazione abbia avuto buon esito. Continua a piovere ma ci bado poco, tutta presa dall’ansia di sapere com’è andato l’intervento. È stata cambiata la batteria che singhiozzava e sostituito lo schermo, rigato in più punti per cadute accidentali. Saldo il conto che era stato notificato in anticipo, contenta che sia molto inferiore ai due preventivi fatti in altri centri. In caso di bisogno, so che qui tornerò. Mi trattengo a scambiare due parole con Jies che si accontenta di prendere meno per i suoi servizi, al fine di allargare la clientela. Mi sembra un’onesta strategia di vendita. Io sono soddisfatta e non mancherò di fargli buona pubblicità.

Evviva i Nonni!

2 Ottobre, Festa dei Nonni. In Italia si festeggia dal 2005, ma è nata negli Usa, nella Virginia occidentale nel 1978 grazie alla casalinga Marian McQuade, nonna di ben 40 nipoti. Se la notizia è vera – come la prendo da Google – nessuno più di lei era motivato a fare sentire la sua voce per sensibilizzare nei confronti di questa figura speciale in ambito familiare. Personalmente conosco chi ha una ventina di nipoti, Francesca ne ha sette e c’è chi non ne ha, come me. Ma ho avuto una nonna, cui ero molto affezionata e che ricordo con nostalgia. Si chiamava Adelaide Valle, friulana di Pravisdomini, sposata a nonno Giacomo Stefani in anni molto duri. Ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine, la più giovane delle quali, Giovanna – Juanina – era mia madre. Di lei mi ricordo che recitava filastrocche e che le piaceva leggere, tanto da commuoversi sulle storie lamentose dei fotoromanzi. La vita le inferse la tragedia di perdere le prime due figlie, Ada di 19 anni e Lina di 17 nel giro di una settimana a causa del tifo, credo nel 1937. Ho appeso un bel ritratto delle zie, ovviamente in bianco e nero che mi sarebbe piaciuto conoscere. Una delle due – credo Ada di cui ho ereditato il nome – era fidanzata con un carabiniere e aveva già pronto il vestito da sposa. Se il destino non fosse stato tanto duro, avrebbero potuto diventare mamme e nonne anche loro, sebbene non sia scontato. Per esempio io non lo sono ancora e nemmeno me ne dolgo. Il lavoro di insegnante mi ha tenuta in contatto con tanti giovani che non sento la mancanza di avere dei ragazzini per casa. Inoltre ho i miei nonni di riferimento, come Gina la nonna di Manuel che talvolta mi chiama zia. Ammiro chi sa farsi benvolere dalle giovani generazioni per i propri meriti, a prescindere dal sangue.

Longevità

Silvio Garattini, un altro grande vecchio (96 anni a breve) che ammiro. Sul Corriere odierno leggo un’intervista dove apprendo che domani uscirà il suo ultimo lavoro, intitolato ‘Vivere bene’ che vedrò di procurarmi. Il famoso oncologo, ricercatore, Presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano dà suggerimenti su come migliorare la qualità della vita attraverso il movimento e lo sport. L’alimentazione deve essere varia e moderata – lui fa cinque piccoli pasti al giorno – le calorie proporzionate a quello che si fa. Raccomanda di dormire almeno 7 ore, di mantenere relazioni pubbliche e coltivare rapporti sociali anche dopo la pensione. Ha condensato il suo credo in 10 regole per vivere bene. Dichiara che i suoi farmaci sono cinema, teatro e conferenze, raccomandando di: “Evitare il mercato della medicina”. I fattori della longevità – da lui incarnati così bene – sono mangiare poco e fare movimento. Ecco, sono molto d’accordo con lui sul cibo e sul sonno mentre ho qualche riserva sul movimento che ne mio caso contempla due protesi d’anca. Camminavo molto volentieri prima degli interventi effettuati in robotica (l’ultimo 5 mesi fa, l’altro quasi 3 anni fa, per mano del chirurgo Giovanni Grano), e sono soddisfatta per l’esito delle operazioni pressoché ‘miracolose’. Tuttavia non voglio strafare, ignorando di essere portatrice di due protesi. Conduco vita normale e mi sono iscritta in palestra per rafforzare la muscolatura, come da consiglio del chirurgo. Suppongo che Silvio Garattini sarebbe d’accordo sia con il mio ortopedico dottor Guido Mazzocato che con il dottor Giovanni Grano, cui va la mia doppia gratitudine. Garattini è un buon camminatore, fa 5 km al giorno a passo veloce. Io meno, ma scrivo 5 ore al giorno. 🌻

Osmanto protagonista

Da giorni sentivo un’intensa fragranza quando andavo ad accostare gli scuri della cameretta posta a sud, dalla parte della zona orto, immaginandone la ragione: l’Osmanto che fiorisce appunto in autunno. Sono andata a raccogliere gli ultimi pomodori e sono stata colta dall’effluvio di centinaia di rametti tra le foglie verde lucido, rivestiti di minuscoli fiori giallini dal profumo fruttato e leggero. La pianta è cresciuta parecchio in un paio di decenni e merita di essere fotografata per la sua composta bellezza. Osmanthus fragrans è il nome scientifico. Proviene dall’Asia orientale e il nome combina il significato di ‘osmè/odore con ‘anzos’/fiore. Adesso è chiaro perché si chiami così. Il fiore è una delle materie prime più costose in profumeria e anche questo si capisce. Io sono intollerante a diversi odori, anche ai profumi forti, ma quello che diffonde il mio Osmanto in questi giorni è davvero gradevole. Non credo che diventi pesante come quello del Gelsomino in fase di avanzata fioritura. Comunque oggi mi ha allargato le narici, facendomi inspirare qualcosa di buono. Quando venni ad abitare qui da Possagno, nell’ormai lontano 2000 non conoscevo che poche piante e la casa era ‘nuda e cruda’. Nel tempo si è arricchita di molte varietà di fiori e di piante, anche selvatiche che hanno deciso di alloggiare da me, con mia soddisfazione. Non ho il pollice verde che mi attribuisce Marcella, però ho appreso parecchio. Sono ancora inesperta con le piante verdi d’appartamento, ma il Ficus robusta regge ed anche la Zamioculca. Pohos in studio e Spathiphyllum in soggiorno, nel bagno luminoso le Nataline. Del resto i fiori sono l’altro mio hobby oltre ai gatti, cure gratis ed efficaci contro svariati mali. Provare per credere. 🌺

Latino, ad maiora/a cose grandi

Sul tablet mi cattura il titolo “Il latino è vivo e discute in mezzo a noi” di un articolo che leggo curiosa, condividendo il pensiero di chi lo ha steso. Solo dopo mi accorgo che trattasi di Vittorio Feltri, 81 anni, che vedo talora in qualche programma televisivo dove il giornalista e direttore di vari quotidiani lascia il segno per il suo modo di parlare senza peli sulla lingua. Pochi giorni fa è uscito un manuale che sostiene la stessa tesi, non mi ricordo di chi. Comunque sull’argomento ‘A che serve il latino’ è già stato scritto parecchio. D’accordo con lo spigoloso eppure simpatico giornalista bergamasco, ritengo che il latino non sia assolutamente una lingua morta, ma anzi aiuti all’elaborazione del pensiero e a parlare correttamente in italiano. Da studentessa liceale non stravedevo per la lingua madre dell’italiano, arrabattandomi quasi quotidianamente in versioni dal latino, in alternativa a quelle di greco. Un bel tour de force che mi portava a tradurre anche in sogno: praticamente un’ossessione. Col tempo mi sono pacificata, recuperando gli aspetti più funzionale della lingua. Da docente, tenni anche un ‘Corso di propedeutica al Latino’ ad un gruppo di studenti di terza media, orientati ad iscriversi alle superiori con questa lingua tra le discipline di base. Facendo un salto temporale di sessant’anni fa, il mio maestro Enrico Cunial, prima degli esami di quinta elementare insegnava le declinazioni latine e l’analisi logica, perché allora il Latino era incluso alle medie come materia scolastica. Ci sarebbe molto da dire sull’evoluzione e involuzione dei programmi scolastici, ma preferisco soprassedere. Giusto ieri era la Giornata Europea delle Lingue: da proteggere, da promuovere, da vivere. L’eredità del Latino è viva attraverso le lingue neolatine (o romanze) e una nutrita serie di espressioni in uso, tipo: Mens sana in corpore sano, Carpe Diem, Cogito ergo sum, Errare humanum est, Omnia vincit amor. Tra le 24 lingue ufficiali della UE, l’italiano, figlio del Latino è considerato la più sexi! Se vi pare poco…