Mi piace tutto ciò che c’entra con la Grecia classica, influenzata dagli studi liceali. Ci sono pure stata, nel 2006, in crociera con mia mamma, un anno prima della sua dipartita. Mi piacerebbe tornarci, perché la ritengo un posto dell’anima, oltre che la culla della nostra cultura, dove si innescano i Giochi Olimpici, un ponte tra le antiche tradizioni greche e gli eventi moderni. La fiamma è uno dei simboli. L’altro giorno – Mercoledì 16 novembre 2025 – ad Olimpia c’è stata la Cerimonia di Accensione della Fiamma Olimpica che arriverà a Milano il 4 dicembre da dove inizierà il percorso per tutto il Paese. 10.000 tedofori coinvolti nella staffetta, durante il percorso di 12.000 chilometri in 63 giorni, attraverso tutte le regioni italiane, 60 città e oltre 300 comuni. Una grande celebrazione che simboleggia pace, purezza, lo spirito eterno dei Giochi e il valore culturale dello Sport. Dopo vent’anni le Olimpiadi tornano in Italia, un momento speciale per Milano – Cortina 2026. In attesa, mi lascio coinvolgere dal senso di comunità e di condivisione trasmessi dalle Sacerdotesse coinvolte nella Cerimonia di Accensione, uno spettacolo di sobria eleganza e raffinata purezza.
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Olivo, simbolo di pace, saggezza e rinascita
Giornata Mondiale dell’Olivo, iniziativa promossa dall’UNESCO per celebrare l’importanza di questo albero. Castelcucco, il mio Comune è entrato a far parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio che intende valorizzare l’Olivocoltura e promuovere la qualità dell’olio locale. Anch’io ho un Olivo in un angolo del giardino, piuttosto malconcio a dire la verità, messo a dimora più per il significato simbolico che per i pochi frutti donati. Universalmente segno di speranza e resilienza, l’Olivo simboleggia soprattutto pace, saggezza e rinascita. A Pove del Grappa c’è la Conca degli Ulivi che regala extravergini di eccellenza. Amedeo Michele Alberton, mio compagno del Liceo – il primo dell’elenco – ne avrebbe da dire. Quando abitavo a Possagno, portavo mio figlio piccolo in una stradina laterale al Tempio del Canova dove c’erano, e credo ci siano ancora diversi Olivi. Quanto alle proprietà, ne ha diverse, specie quelle delle foglie, utli come antiossidanti, ipotensivi e ipoglicemizzanti. Le olive forniscono grassi monoinsaturi che aiutano la salute cardiovascolare, riducendo il colesterolo cattivo (LDL) e aumentando quello buono (HDL). Si possono mangiare circa 6 olive al giorno, l’equivalente di circa 2 cucchiaini d’olio d’oliva, di cui non sono grande consumatrice. Però mi prometto di migliorare. No
Non è mai troppo tardi (per il talento)
The Voice Senior, un bel programma del venerdì sera su Rai 1 che seguo dal suo esordio nel 2020. Antonella Clerici è la cordiale conduttrice, mentre la giuria è formata da Arisa, Loredana Bertè, Rocco con Clementino e Nek che ha preso il posto di Gigi D’Alessio. Sull’aggettivo senior, c’è da dire che i concorrenti vanno dai 60 anni ai 90 e oltre, come nel caso di Jacqueline, vedova del compositore Totò Savio, che porta splendidamente i suoi 91 anni e canta con trasporto Milord. Giovanna da Foggia, emula di Mina, cantava nelle navi da crociera e dice: “Se volete vedere una donna felice, guardate me che canto”. L”accompagna l’ex marito che la guarda ammirato da dietro le quinte. Trovo che la vita dei concorrenti sia interessante almeno quanto la loro voce. Come quella di Lele e Roberta che cantano insieme da tre anni, dopo aver superato ognuno delle disabilità che lui sintetizza in: “Dammi un occhio che ti do una mano” (lei ha perso la vista e lui la moglie). Interpretano in maniera briosa Storie brevi di Annalisa e Tananai che non conoscevo, dimostrando come la musica sia un’àncora di salvezza. Anna, da Roma si è trasferita a Salerno e farà 61 anni a Dicembre. Per lei cantare è un riscatto. Dopo l’emozionante esibizione sceglie il team di Arisa, per proseguire il suo percorso artistico. Curiosa anche la storia di Sergio, ex camionista di Brescia che aveva l’autoradio come compagna di viaggio; con voce graffiante canta un brano di Celentano, ma si emoziona parecchio. I coach non si girano, ma Nek gli dà una seconda chance e si presenterà per un’altra interpretazione. Del resto, i concorrenti sono uno più bravo dell’altro. È confortante constatare che non è mai troppo tardi per fare emergere dei talenti. Alla fine del programma, la conduttrice saluta augurando: “Buonanotte a tutti e viva la vita!” che è un bel modo per chiudere la giornata.
Adorabili gatti neri
Di primo mattino Erica mi aggiorna che oggi è la Festa Nazionale del Gatto Nero, messaggio che gradisco perché il gatto è l’animale che preferisco e si merita che gli dedichi un post. Al momento ne ho tre: Fiocco di pelo rosso, Pepita bianca e grigia, entrambi di tre anni e mezzo, Grey tigrata, di dieci anni. Prima di loro c’era Puma, che non a caso avevo chiamato così per il manto nero. Una sua bella fotografia riempie il salvaschermo del tablet che ho spesso sottomano, così mi pare che sia ancora tra noi. Era arrivata a casa mia malaticcia e ha avuto una vita breve, ma posso assicurare che emanava solo positività, contrariamente a quanto si riteneva nel Medioevo del gatto nero. Anzi, secondo me aveva una marcia in più, perché percepiva dove il mio corpo fosse più fragile e vi si acciambellava. Diverse mattine me la sono trovata sotto le coperte, all’altezza dell’anca artrosica, in seguito operata. Nerina, ovviamente nera è la gatta di Vilma ed ha la bellezza di 18 anni ben portati che le auguro di incrementare. Suppongo che ci siano diversi gatti neri nelle nostre abitazioni, spero ben trattati. La giornata odierna ha lo scopo di far conoscere “i numerosi pregi di questa pantera in miniatura, contrastare false dicerie e vecchie superstizioni” secondo l’AIDAA {Associazio Italiana Difesa Animali ed Ambiente). Il grande Leonardo Da Vinci, a ragione affermava che “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro’. Senza distinzioni sul manto.
Cani, gatti… e galline!
Giornata festiva, per molti destinata al riposo. Pepita non mi consente di rifare il letto: quando sollevo il copriletto, si tuffa tra i lembi da piegare come se fossero fili d’erba. Le concedo pochi minuti di gioco, perché alle dieci mi incontro con due amiche al bar, per la consegna di Amici Inaspettati, la mia ultima fatica letteraria con protagonisti i cani, Il titolo fa da cerniera all’affetto che lega i quattro zampe alle persone sensibili, che sono menzionate. Come lo sono i protagonisti delle storie, a partire da Rex e Ben, cui si aggiungono nell’ordine: Peggy e Perlina, Orso, Astro, Beppe, Nina, Boby, Tre Palline, Roy, Maya e Rocky. Tra un macchiatone, un orzo e un cappuccino si intrecciano confidenze sugli animali domestici, Lollymi di Pia e la gallina che si accomoda sulle spalle di Franco, marito di Francesca. Alla faccia di chi considera il pennuto simbolo di superficialità. Invece la gallina ha un significato simbolico di protezione, maternità e fecondità che si estende anche alla spiritualità, grazie alla relazione con l’uovo. Umberto Saba ne parla mirabilmente nella poesia A Mia Moglie che ho proposto varie volte ai miei alunni e che consiglio di rileggere.Tutti gli animali ci insegnano qualcosa, senza di loro la vita sarebbe grigia.
Ad ogni stagione il suo fiore 🌸
La “santa dei fiori” è santa Zita da Lucca, una devota cristiana del XIII secolo (1218 – 1278), mentre santa Dorotea (IV sec.) è la patrona dei fiorai; san Fiacrio lo è dei giardinieri. La premessa per dire che c’è qualcosa di miracolo nella natura che regala meraviglie in autunno avanzato. È il caso dell’Amaryllis regalatomi una ventina di giorni: ha emesso dapprima un fiore, poi due, tre ed ora quattro stupende corolle aranciate all’esterno e gialline dentro. Sul lungo stelo svettano come ventagli aperti che non smetto di ammirare. È un po’ una star che fotografo in svariati momenti, sapendo peraltro che la sua vita è breve. Ma gli sono grata di farmi buona compagnia, senza chiedere alcunché in cambio. Ogni tanto una spruzzatina d’acqua alla base, senza esagerare per non accelerarne la sfioritura. Poi custodirò il bulbo con cura, sperando in un’altra nascita il prossimo anno. Anche la natura fa i conti con il riscaldamento globale che merita anch’esso un santo protettore. Sotto la siepe di Fottinie, ieri ho visto una Viola, normale a primavera ma decisamente fuori stagione a metà novembre. Se si è confusa lei, non sorprende che le persone perdano la bussola. Servono correttivi urgenti e duraturi. Ad ogni stagione il suo fiore.
“La poesia è un ponte tra il quotidiano e l’eterno”
Lo spazio dedicato alle lettere dei lettori talvolta allarga l’anima. È il caso della lettrice Eva Borra Nesi che scrive per congratularsi con il programma del mattino Radio Norba che propone la lettura di una poetessa sconosciuta ai radioamatori, “Un momento sospeso, dove il tempo si ferma per ascoltare”. Le liriche del mattino consentono di iniziare la giornata col piede giusto, perché “La poesia è un ponte tra il quotidiano e l’eterno, crea il silenzio e la voce interiore”. La lettera è uno scrigno di belle parole che condivido. Anch’io scrivo poesie e non avrei saputo esprimere meglio l’importanza che attribuisco a questa forma di espressione. Le parole sono il mio pane quotidiano, scrivere mi dà soddisfazione, sia in prosa che in poesia. Raggiungo il top quando ciò che metto nero su bianco diventa arcobaleno nell’interpretazione di un altro artista. Come si evince dalla copertina della mia ultima opera Amici Inaspettati dove Noè Zardo anticipa con leggiadria la storia di amicizia tra cani e umani. Ammetto che mi lusinga essere chiamata Poetessa, anche se non ho nessuna patente in tal senso. L’artista non cerca un premio materiale, ma la considerazione del pubblico, attraverso la condivisione ed anche la critica costruttiva. E siccome viviamo tempi difficili, mi piace chiudere con la frase del pittore e scultore francese Georges Braque (Argenteuil, 13 maggio 1882 – Parigi, 31 agosto 1963): “L’arte è una ferita trasformata in luce”.
“Un sogno per domani” (film)
Non rinuncio al mio riposino pomeridiano nemmeno alla domenica, anche se c’è il sole e ci starebbe una passeggiata. Del resto sono uscita in mattinata e mi sono piacevolmente imbattuta nella banda musicale e in un folto corteo di motociclisti. Sto per spegnere il televisore posizionato sul quarto canale quando parte la sigla dei “bellissimi”, film selezionati per un pubblico esigente, suppongo. Il film proposto è intitolato “Un sogno per domani”, del 2001, genere drammatico, tratto da un romanzo di Catherine Ryan Hude. Mi attrae dalle prime immagini, perché ambientato in una scuola media, classe seconda, la più difficile del triennio, in base alla mia esperienza. Quindi pane per i miei denti, anche se siamo a Las Vegas. D’altronde l’adolescenza è un’età difficile a qualunque latitudine. L’insegnante di Scienze sociali Eugene Simonet assegna ai ragazzi un insolito compito: trovare un modo per cambiare il mondo, innescando una sorta di catena della bontà. Trevor lo prende sul serio, iniziando a bonificare a casa sua, dove Arlene, la madre è una cameriera ex alcolizzata. Come anche la nonna, mentre il padre è un violento. Tra insegnante e allievo si crea una complicità che darà buoni frutti. Ma non è previsto il lieto fine. Infatti Trevor viene accoltellato mentre tenta di difendere un compagno dall’aggressione di alcuni bulli. Mi pongo due domande: Trevor è andato oltre con il suo tentativo di cambiare le cose? È utile contenersi anche nel fare il bene? Mi sembra un tema interessante, interpretato da un ottimo cast.
Amici Inaspettati…vi aspetta!
Congratulazioni. Il tuo libro cartaceo “Amici Inaspettati” è stato pubblicato su Amazon (con la preziosa collaborazione di Manuel). È la mail ricevuta un paio di giorni fa che consente l’acquisto online del libro a chi volesse conoscere la storia di Rex, il cane kazako salvato dalla strada e approdato a Taibon Agordino. In parallelo la storia di Ben, strafelice quando esce in macchina e quando sente la parola ‘biscotto’. Ma ci sono anche Peggy e Perlina, Nina, Orso, Rocky e altri adorabili cani nostrani che allietano la vita degli umani che se ne occupano. Inadeguato chiamarli ‘padroni’, più appropriato considerarli ‘Amici’ e con la a maiuscola. Li conoscerete leggendo il libro che potete chiedere in alternativa a me, tramite la mail: adacusin@gmail.com. Ci sono anche 20 foto a colori. Alcuni cani sono trapassati, ma vivi nel ricordo. Il dipinto in copertina ne accenna la presenza attraverso molti occhietti che si intravedono nel cielo, una bussola nel labirinto celeste che testimonia la profondità del legame tra cani e umani. Una lettura per chi è sensibile e per chi, eventualmente potrà diventarlo. La maggior parte delle famiglie italiane possiede un animale domestico, i cani e i gatti sono circa 20 milioni. Ma è alto anche il numero dei cani abbandonati, specie d’estate. Nella “retrocopertina” Erica afferma: “Adottare un cane significa compiere un atto d’amore che cambia un vita, anzi due.” Null’altro da aggiungere.
Terapia salutare
Lunedì sempre di corsa, ma per fortuna c’è il sole che stende una patina dorata sul paesaggio e solleva l’umore. Rapida sosta al bar, dove faccio la seconda colazione dentro, quasi in tranquillità perché la maggioranza dei clienti sta fuori, a godersi il tepore ritornato. La consumazione arriva in un baleno, con lo scontrino dove leggo in stampato minuscolo il mio nome, ada. Evidentemente sono una habitué, nota anche all’ultima cameriera arrivata, una gentile ragazza con la coda laterale. Ho poco tempo, seleziono ciò che mi può ispirare. “La lingua batte dove il dente duole” ed io sono attratta dalla letteratura che mi viene offerta su un piatto d’argento da Alessandro D’Avenia. Nella sua rubrica ULTIMO BANCO cita un autore a me molto caro, Blaise Pascal che nei Pensieri diceva: “L’infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: non riuscire a starsene tranquilli in una stanza”, concetto quanto mai attuale oggi, aggrediti da un eccesso di stimoli e anche da presenze ingombranti. Al frastuono mutevole del mondo, lo scrittore risponde con una passeggiata in montagna, “immerso nella lezione magistrale dell’autunno”. Terapia ottimale per ritrovare se stessi, in un luogo tranquillo e accogliente.
