Gruppo letterario Verbanostra

Fare parte di un gruppo è uno dei consigli proposti da un Decalogo del Benessere. Sono lieta di fare parte del gruppo letterario delle sei penne che scrivono, identificato come sixrododactilos che sono: Francesca, Ada, Sara, Valentina, Veronica, Lisa. A metà mattina ci siamo trovate in quattro in pasticceria da Mariano, per uno scambio di opinioni: Elisa è rimasta a Torino per impegni di studio e Valentina è rimasta a casa per impegni materni. Lucia si è unita come sostenitrice. Verbanostra, il blog che ci riguarda è nato lo scorso giugno, quindi deve ancora ‘prendere il volo’ perché, al momento è alimentato quasi esclusivamente dai testi di Francesca. Sara propone di postare anche delle poesie ed io di promuovere i lavoretti artigianali del mercatino, in calendario per quattro weekend sotto le colonne del Tempio canoviano. La raccolta è a favore della missione in Papua, dove Sara ha fatto un’esperienza straordinaria. Lei lavora con perizia diversi materiali. A proposito di mani d’oro, Veronica estrae dalla borsa due originali segnalibri in pannolenci a forma di cuore, con perlina pendente: da postare senz’altro per apprezzare il talento extra di queste colleghe scrittrici. Di Francesca ho apprezzato i disegni e i ricami, che sono l’altra sua espressione artistica. Io non sono altrettanto brava con le mani… salvo che nel preparare marmellate/confetture con i frutti di casa. Ecco che estraggo dal cilindro – pardon borsa – dei mini vasetti di uva fragola per le mie colleghe scrittrici, perché un po’ di dolcezza può fare comodo nelle giornate umide o grigie. Essendo in pasticceria, non facciamo le schizzinose. Io e Veronica gustiamo quanto ordinato oltre l’immaginario: una mega sfoglia con mele per me e un gigantesco croissant con crema di pistacchio per lei. Per oggi, bando a colesterolo e trigliceridi.

Tempo di Libri

Sul quotidiano Il Gazzettino mi attrae l’articolo: “Aspettativa di vita, la Marca prima in Italia” con 84 anni contro quella nazionale di 82,3. Questo dato fa piacere, sebbene non vada confuso con la qualità della vita che introdurrebbe tutt’altro discorso. Leggo con interesse l’articolo che però fornisce anche l’altra faccia della medaglia: per la presenza di librerie noi veneti siamo messi male, al 106esimo posto, praticamente penultimi. Non c’è dubbio che l’offerta culturale scarseggi, nonostante qualche lodevole eccezione. La pandemia e il conseguente isolamento hanno distanziato lo spazio tra libri e lettori, o meglio tra libri e autori perché le vendite online di libri sono aumentate. Parlo per esperienza personale, in quanto un mio romanzo Passato Prossimo, uscito dalla tipografia nel novembre 2018 ha avuto l’onore di un’unica presentazione a Castelcucco dove abito ed è ambientato. Custodisco negli scatoloni le copie invendute che potrebbero essere un buon regalo nelle prossime festività. Vi narro la vita di un paesino di provincia – Castelcucco appunto – mentre sullo sfondo si agitano i cambiamenti degli Anni Settanta che alludono al ‘passato prossimo’ del titolo. In fondo all’opera, le testimonianze di cinque compaesani. Già che ci sono, approfitto per un mio aggiornamento letterario. Per chi apprezza la poesia è disponibile la raccolta Natura d’Oro, con fotografie riferite ai versi. Calata nei panni di una giornalista freelance, ho raccolto 365 brevi articoli nel volume Post per un Anno (quello a cavallo tra giugno 2020 e giugno 2021), da cui si capisce come ho investito il tempo durante il covid. Per farla breve, e magari stimolare l’acquisto di qualche copia informo che sono otto i titoli che ho a disposizione, alcuni reperibili nella locale cartoleria e in Municipio. Per gli altri, basta un colpo di telefono o un messaggio. Un libro costa poco e arricchisce molto. A mio dire, è alimento per la mente e benessere per lo spirito.

Gioco dei dadi

Quando non so cosa scrivere (in realtà la proposta della cronaca nera è abbondante ma voglio limitarla) guardo che Giornata Mondiale è legata al giorno corrente. Talvolta mi intriga e mi faccio ‘ispirare’. Oggi ad esempio è la Giornata Mondiale del Gioco dei Dadi che hanno un’origine antichissima. Sofocle riteneva che fossero stati inventati da Palmede, un astuto condottiero greco durante la guerra di Troia, mentre Erodoto ne attribuiva l’invenzione ai popoli della Lidia. Il primo riferimento scritto al gioco del dado è stato fatto nel 600 a.C. nell’antica Grecia. Si ritiene che fosse molto simile a quello che conosciamo oggi, con i giocatori che lanciano i dadi e aspettano il risultato. Oggi, il gioco del dado è uno dei più diffusi e popolari di sempre, anche nell’ambito dei giochi online, con molti siti web dedicati. Fatta questa introduzione, io ho giocato molto poco in vita mia, preferendo comunque giochi di parole. Qualche dado l’ho lanciato. A scuola utilizzavo un sacchettino con dadi numerati dove prelevavo – anzi facevo prelevare per evit contestazioni – il numero del registro attribuito allo studente da interrogare: una mezza farsa! Poi mettevo in azione la clessidra con il tempo da riempire di parlato. Con il senno di poi, rilevo che le interrogazioni erano anticipate da mezzo spasso e gli studenti stavano al gioco. Approssimandosi le festività natalizie, può essere che tolga dallo scatolone dei giochi quelli supportati dai dadi, senza strafare perché mi riconosco un’indole poco festaiola e piuttosto meditativa. Con le sue sei facce numerate, il dado offre uno spunto per discutere sulla nozione di ‘caso’ e cosa sia la casualità, ma preferisco sorvolare. In araldica, il dado simboleggia liberalità, fortuna e vittoria. Questo mi piace, potrei regalarlo.

Quante disabilità

Domenica 3 dicembre 2023, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita dall’ Onu nel 1992. Lo sapevo da qualche giorno, ma non pensavo di scriverci il post, data la delicatezza dell’argomento e la mia incompetenza a considerarlo. Poi mi arriva sul tablet l’annuncio della Mostra “Art Inclusive” a Villa Marini Ribelli a San Zenone degli Ezzelini e trovo la mia chiave di scrittura: l’arte come terapia. Da sabato 2 dicembre per cinque settimane nei fine settimana e il mercoledì su prenotazione, si possono ammirare 100 opere di artisti in difficoltà mentale che “sanno come valicare i confini del nostro universo, esplorandone un altro”. I materiali utilizzati sono diversi: fotografia, mandala, polaroid, olio su tela, mosaici, acquerello, collage, tempera, sculture. Considero l’iniziativa lodevole perché credo alla funzione terapeutica dell’arte, in qualunque modo l’artista si esprima. Mi vengono in mente Van Gogh per la pittura e Alda Merini per la poesia, entrambi alle prese con disturbi della psiche. Rivisitando il mio passato di insegnante, ho avuto diversi alunni con certificazione di handicap e devo dire che non mi hanno mai dato grossi problemi di comportamento, viceversa frequenti da parte dei cosiddetti ‘normali’. Ricordo con simpatia Monica, un’alunna con sindrome di down che aveva il banco attaccato alla cattedra che non disturbava affatto, mentre un paio di maschi erano ingestibili in classe per provocazioni e intemperanze. Uno bestemmiava di brutto. Convocata la madre, temendo una sua reazione alla notifica dello sproloquio del figlio…ammise tranquillamente che succedeva anche a casa. Tale a casa, tale a scuola. Per restare in tema, il maleducato è uno a cui manca (handicap in inglese) il rispetto per sé e per gli altri. Nessuno escluso.

Artisti come perle

Sabato culturale: nella Sala Riunioni del Municipio di Cavaso del Tomba viene inaugurata la Mostra Collettiva d’Arte di Disegno, Pittura e Scultura intitolata Perle disseminate nella Valcavasia (18 – 26 Novembre 2023). Espongono dodici artisti, alcuni dei quali miei amici, conoscenti o compagni delle elementari. Non potrei mancare, perché mi sento sostenuta dal filo di seta che intesse relazioni ed emozioni. Il sindaco Gino Rugolo attribuisce alla Valcavasia la qualità di una perla e si congratula con gli artisti che migliorano Cavaso con le loro opere. Il concetto di circolarità dell’arte, che ritengo molto appropriato e’ implicito nel titolo della mostra: come perle di una collana gli artisti collaborano a comporre un gioiello che abbellisce il territorio. Ognuno con la propria peculiarità e sensibilità si mette in comunicazione con l’osservatore, consentendogli di fare un viaggio rasserenante tra tele e sculture. Anche i titoli delle opere sottintendono la scelta di parole che da sole favoriscono un tuffo nel folclore, nella poesia oppure nella mitologia: è il caso dell’acrilico su tela El larin dea Rosina di Silvio Reato, dell’olio su tela La germogliatrice di Noè Zardo e della terracotta Le Muse di Renato Zanini. Ho apprezzato gli uccelli dipinti da Aldo Vidorin e la natura morta di Pietro Salvestro. C’è molto altro da vedere e non voglio privare il visitatore di fare la sua immersione nella bellezza, declinata in varie forme. L’ evento culturale testimonia quanto sia diffusa la creatività artistica nel territorio e quanto sia percettiva l’Amministrazione Comunale che si è fatta carico di realizzarlo. Quando è capitato alla scrivente di presentare un’opera letteraria a Cavaso, ha sempre trovato calorosa accoglienza. Nel terreno fertile, il seme fiorisce. Complimenti agli Artisti e a chi li sostiene.

Mens sana in corpore sano

Con la temperatura frizzante non uso più la bicicletta e mi sono riaccostata al tapis roulant, che mi propongo di usare tre volte a settimana, ma sarà da vedere se sarò di parola. Comunque non ci salirei sopra, se non fossi accompagnata dalla musica durante la mia camminata. Inserisco il vecchio tablet su uno scanso della parte computerizzata e ascolto tre quattro canzoni a suo tempo selezionate, della durata media di circa tre minuti. Poi scendo e salgo sulla cyclette, ma lascio andare la musica per altri minuti. Non voglio strafare, perché non sono in palestra sotto l’occhio vigile del personal trainer e non mi piace sudare. Comunque sarei contenta di allungare i tempi di ‘allenamento’, non escludo di riuscirci nel corso dell’inverno, ormai prossimo e lungo. Una delle canzoni che sento più volentieri è Il mondo, del 1965, interpretata da Jimmi Fontana. Per chi non lo sapesse, il testo è di Gianni Meccia, Jimmi Fontana, Lilli Greco, Carlo Pes per la musica, mentre l’arrangiamento è curato da Ennio Morricone. Giustamente definito ‘un successo planetario’, il brano è un inno alla vita e un monito ad affrontarla con un atteggiamento positivo. Protagonisti il tempo e il mondo, al cui cospetto l’uomo si sente un nulla. Mi piace soprattutto la parte centrale: Gira, il mondo gira/nello spazio senza fine/con gli amori appena nati/con gli amori già finiti/con la gioia e col dolore/della gente come me… Mi sembra una perfetta sintesi della pochezza della natura umana in rapporto alla maestosità dell’universo. La voce calda e avvolgente di Jimmy Fontana è persuasiva. Nel tuo silenzio io mi perdo mi fa pensare alla poesia di Leopardi L’infinito. Una dimostrazione di quanto bene possano fare le arti in congiunte. Del resto lo diceva già Giovenale nelle Satire: Mens sana in corporeo sano.

Ricevere e donare

Stamattina Francesca tramite un messaggio mi chiede di passare da lei che mi deve consegnare una cosa. È una compaesana, che frequento da quando ho scoperto grazie a un concorso che ama scrivere. Infatti delle sei penne che costituiscono il blog verbanostra, Francesca è quella che lo nutre, pubblicando spesso brevi e avvincenti racconti. E non è che le manchi il da fare, essendo moglie, madre e nonna di ben sette nipotini, l’ultimo Raffaele nato pochi mesi fa. Immagino che voglia farmi leggere un testo, prima di inviarlo a un concorso letterario, perché me ne aveva parlato, percorso seguito anche da me anni fa. Invece, con mia grande sorpresa, mi fa vedere un bellissimo cuscino celeste, il mio colore preferito, fatto all’uncinetto per me. Al centro ha una piccola rosa, sempre all’uncinetto che impreziosisce il tutto. Sapevo della sua passione di lavorare a ferri e a maglia, ma non pensavo di essere destinataria di un pensiero tanto carino e morbido. Mi viene spontaneo pensare che quando una persona coltiva una forma d’arte, è pressoché fisiologico che si esprima in altri ambiti artistici. Nell’ambito delle mie conoscenze c’è lo storico che è anche letterato o pittore, il pittore che è anche scultore o poeta…e chissà quanta abbondanza deve essere ancora nota. Tornando a Francesca, ispiratrice di questo post ammiro chi sa usare le mani per realizzare manufatti unici, come il cuscino donatomi. Credo dipenda anche dai contatti avuti da bambini e dall’influenza positiva di persone abili frequentate nell’infanzia. La mia è stata privata dei nonni, perché morti o lontani. Per questo ammiro molto chi li può sostituire o me li può ‘prestare’ con l’intento di apprendere ogni giorno qualcosa e magari qualcosa donare.

Stress e Relax

Che bella parola ‘relax’ contrapposta a ‘stress’ con cui ha in comune una certa assonanza. Non l’avrei detto, ma entrambe derivano dal latino: ‘relaxare’/distendere e ‘strictus’ /compresso. Dopo una mattinata stressante (ieri) mi concedo un po’ di relax sul tapis roulant e poi sulla cyclette. Non è più tempo di pedalare con la bicicletta: stamattina c’era la ‘brosa’/brina a Castelcies – parola di Reginaldo – e ho ricoverato la limonera in garage sotto due finestrelle, perché si goda la luce del mattino. Però per spostarla, dato che è molto cresciuta ed è piena di limoni ho dovuto acquistare un carrello porta bibite che mi è costato un occhio della testa. L’ intenzione è di portarla all’aperto quando è bel tempo, ma non so se riuscirò nell’impresa perché la pianta pesa più di me! Per oggi ho dato e scendo in quella che sarebbe adibita a taverna per altri, mentre per me è una mini palestra. Alle pareti ci sono due cartelloni con molte foto private che mi consentono di riappropriarmi del tempo trascorso con i protagonisti passati per casa: cani, gatti, mio figlio piccolo, fiori, la casa nuova nel 2000. La cyclette è posizionata difronte allaVenere dormiente del Giorgione, che solo a guardarla mi infonde benessere. Mentre pedalo mi interrogo su cosa pensi la divina creatura, oppure se stia sognando e cosa. Di sicuro il suo è un relax superlativo, che si espande sul paesaggio circostante. Comunque un favore lo fa anche a me, che resto incantata ad ammirarla. Non potrebbe essere più appropriata la location che le ho riservato per recuperare un po’ di benessere psicofisico. Quando ho consumato una settantina di calorie stacco, perché comincio a sudare e non mi piace. Forse è da adesso che potrei perdere peso, ma non mi interessa più di tanto. Mi impegnerò prossimamente per smaltire un paio di chili. Oggi è stata una giornata stressante e mi abbandono al relax.

Il mio braccio destro

Caspita, mi è sparito il post poco prima di postarlo… era dedicato a Manuel e alle imprese del mio gatto Fiocco. Riprendo dal felino, espertissimo in caccia – e pesca – che l’altro ieri si è fiondato in casa con un uccellino in bocca, che non è il primo. So che in teoria il micio si aspetta che lo complimenti, ma io sto dalla parte del pennuto che gli sottraggo, nella speranza – vana – di sottrarlo a morte. Manuel è venuto in mio soccorso per sbrigare varie incombenze e dice che potrei scrivere un post sulle scaramucce del pelo rosso ‘bello e impossibile’. Preferisco concentrarmi sulle abilità del mio ex bravo alunno, tra tre settimane Dottore in Ingegneria Elettronica. Frequentarlo è la più bella eredità professionale, anche perché Manuel sa fare un sacco di cose in svariati campi. Prendiamo lunedì scorso: risintonizzato due televisioni, ingrassato una finestra, sfiatato i radiatori, riportata a livello la pressione in caldaia, aggiustate due anomalie sul tablet, controllato due mail con accesso secretato e, la cosa più ostica per me, compilato un format per iscrivermi al Salone del Libro, nella nuova sezione del ‘Self Publishing’ per candidare una mia opera, allegando quanto richiesto, compreso bonifico. Se l’opera verrà accettata, verserò altro bonifico entro fine gennaio e potrò spedire 30 copie del mio romanzo Passato Prossimo perché compaia al prossimo Salone del Libro di Torino. Strada tortuosa per promuovere la mia opera, uscita col covid e rimasta negli scatoloni. Ma grazie all’abilità del mio braccio destro, mi sento sostenuta e sperimento nuove strategie di ‘marketing’ come afferma Manuel che è la pietra miliare della mia pensione. Posso serenamente affermare, parafrasando il titolo del mio ultimo libro Dove i Germogli diventano Fiori che Manuel si merita una lode speciale.

Marmellate…e Campi Elettromagnetici

Pomeriggio insolito per me, dedicato a due occupazioni impegnative: composta di melagrane e visione bozza tesi di Manuel che il mese prossimo sosterrà l’esame di Laurea e diventerà dottore in Ingegneria elettronica. Solo che a fare le marmellate sono quasi esperta, ma concentrarmi su un materiale a me ignoto mi ha quasi turbato. Per quanto anche aprire le melagrane e passarle alla centrifuga per eliminare i semini interni ai chicchi…sia una grana. Inoltre ho procurato mini vasetti, dato il prezioso materiale e le capsule non tengono la sterilizzazione. Un lavoraccio, con rimedio. Viceversa la visione della bozza della tesi mi ha coinvolta ed anche divertita, perché ho appreso termini nuovi, oppure noti ma usati con altro significato. Ad esempio, la parola ‘spettro’ io la colloco in ambiente favolistico, mentre ‘bus’ per me è la vecchia corriera. Di ‘cablatura’ ho sentito parlare, mentre lo ‘switch’ mi fa pensare al ballo. E che dire delle ‘strighe di testo’ che associo ai libri di scuola portati sottobraccio? La ‘camera anecoica’ poi è il pezzo forte, più interessante della mia con le tende a gladioli blu. Lungi da me banalizzare un lavoro che sono sicura sarà apprezzato dalla commissione ma che è molto lontano da un romanzo, genere che mi è più familiare. Sono orgogliosa che il mio ex studente mi dia la soddisfazione di seguire i suoi ultimi passi verso l’ambito traguardo e sono onorata di essere coinvolta nella lettura della sua ultima fatica, il cui titolo per me è perfino imbarazzante scrivere: MESSA A PUNTO DI SISTEMI DI MISURA AUTOMATIZZATI PER MISURE DI CANALE RADIO Elaborato di Campi Elettromagnetici Doveroso dire che Manuel, oltre alle doti di Ingegnere, possiede molte altre qualità che lo rendono speciale e ricercato. Pertanto intravedo e gli auguro una carriera esorbitante di soddisfazioni professionali e umane. 👌🧑‍🎓