Mi piace l’accostamento artistico tra Bruce Springsteen e Umberto Saba, cantori della realtà. Del ‘The Boss’ conosco qualcosa, del triestino abbastanza. “Street of Minneapolis” di Bruce viene paragonata a “Città vecchia” di Saba: in entrambi i testi emerge la parte malata/offesa della città. “Sono tutte creature della vita e del dolore” quelle che Saba osserva e descrive nella realtà più marginale. Springsteen canta: “Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti per le strade di Minneapolis”, con evidente riferimento a Renée Good e Alex Pretti, entrambi 37enni uccisi da agenti dell’ICE addetti al controllo dell’immigrazione. Ieri sera, durante il programma “È sempre cartabianca” ho visto l’intensa interpretazione dell’artista statunitense che denuncia in musica le ingiustizie negli Stati Uniti. La poesia di Saba non denuncia, ma pone il dito nella piaga dell’emarginazione. Aldilà della valutazione critica dei testi – scritti in tempi differenti – trovo molto utile ed apprezzabile usare l’arte per descrivere situazioni anche scomode, dato che la realtà è un mix di eventi con effetti collaterali contrastanti. In definitiva, l’arte in tutte le sue declinazioni serve per esprimere emozioni profonde e a vedere oltre.
Categoria: Attualità
Addio a Maria Rita Parsi
Quando ho letto la notizia, ci sono rimasta male: è morta Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, ‘amica’ dei bambini, Presidente della fondazione “Movimento Bambino Onlus” e membro del comitato ONU sui diritti del fanciullo. Abituata a vederla in diverse trasmissioni televisive, capelli rosso carota e sorriso generoso, mi era diventata familiare. Eleonora Daniele l’aveva ospite fissa nella sua trasmissione Storie Italiane e dice: “Era preoccupata perché i ragazzi non distinguono il virtuale dal reale”. Non sono un’esperta di pedagogia, ma condivido quando la Parsi afferma: “Un bambino che ha potuto giocare sarà un adulto sereno. Quando l’infanzia è stata triste, il bambino interiore dell’adulto rimane murato dentro”. Ho letto qualcosa di suo, perché era anche scrittrice, autrice di oltre cento opere pubblicate tra testi scientifici, saggi, romanzi e testi teatrali. Mi sembrava in buona salute, è morta in seguito ad un malore a 78 anni. Vladimir Luxuria rivela: “Aveva un dolore alla gamba, l’ho sentita qualche giorno fa. Mi disse che non aveva tempo di farsi controllare”, risposta che mi richiama alla mente la morte della cara collega Gianna, alla vigilia della pensione. Mi turbano molto le morti improvvise, soprattutto delle persone giovani, tanto che sto progettando di scriverci il prossimo romanzo. Maria Rita ha trattato il tema della morte come angoscia primaria da affrontare, analizzando diverse difese tra cui quella spirituale, demografica, estetica e ideologica. Ha lasciato un’eredità preziosa con i suoi libri e la sua testimonianza.
Eroi quotidiani
[ ] Sono una buona notizia le 31 onoreficenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per impegno civile e inclusione, concesse dal Presidente Mattarella a uomini e donne che si sono distinti in svariati ambiti. La cerimonia del conferimento avverrà il 3 marzo alle ore 12 presso il Palazzo del Quirinale. Tra i 31 nomi dei premiati, anche il cantante Antonio Diodato, per il suo impegno civico e l’attenzione verso le problematiche sociali. Apprezzavo già l’artista interprete di “Fai rumore” ma non sapevo che fosse da sempre impegnato nel sociale, il che aumenta la mia stima. Anche il cantante Jovanotti ha ricevuto l’ambito riconoscimento, legato al suo lavoro artistico. Mauro Glorioso, 26 anni era stato oggetto di un mio post quando gli era capitata addosso la bicicletta scaraventata ai Murazzi che lo ha reso tetraplegico, ma non gli ha impedito di laurearsi in Medicina e Chirurgia. Il carabiniere Giovanni Giugliano, 44 anni era fuori servizio la sera che si è tuffato nel porto canale di Riccione per salvare una bambina in sedia a rotelle. A ragione suo figlio lo ha aggiunto all’elenco degli eroi animati. Valentina Baldini, 30 anni, medico psichiatra affetta da atrofia muscolare spinale offre “uno straordinario esempio di professionalità e senso civico”. Tiziana Roggio, 38 anni, chirurgo plastico, il primo medico volontario italiano a recarsi nella Striscia di Gaza, per operare anche bambini gravemente feriti. E che dire di suor Emma Zordan, 84 anni, autrice del libro “Noi fuori” che opera da anni nel penitenziario di Rebibbia dove organizza corsi di scrittura e concorsi letterari? Quelli citati sono alcuni dei destinatari del prestigioso riconoscimento, una umanità spesso sottaciuta eppure preziosissima.
Ragazzino risolutore
Riccardo è il nome del ragazzino 11enne lasciato a piedi dal bus in Cadore, perché sprovvisto del biglietto ‘olimpico’ e costretto a farsi sei chilometri a piedi tra gelo e neve (- 3 gradi) tanto da rischiare l’ipotermia. Soprattutto l’ultimo chilometro è stato doloroso, secondo la testimonianza della madre che non gli aveva dato il cellulare e non aveva aggiornato il costo del biglietto standard, strepitosamente lievitato per le imminenti Olimpiadi invernali da € 2.50 a € 10. I genitori hanno sporto denuncia verso l’azienda e l’autista è stato sospeso in via cautelativa, in attesa degli accertamenti di Dolomiti Bus. Al centro dell’attenzione mediatica, credo che Riccardo sia già diventato una star. Successo martedì a Vodo di Cadore. Mi sento di solidarizzare con l’atletico studente di prima media, meno con la madre che doveva accertarsi di dargli in mano il biglietto giusto e magari un contatto per le emergenze. L’autista avrà una bella gatta da pelare: avrebbe potuto fare lui una telefonata ai genitori del minore. Però in questo caso lo si investe di una responsabilità extra, in capo a chi ha la responsabilità genitoriale. È palese la tendenza a fare lo scarica barile. Gli adulti sono difettosi, chi per un verso e chi per un altro. Da questa storia fortunatamente risoltasi senza dramma, ne esce bene il ragazzino, impegnato in una dura prova psico-fisica che non scorderà.
I giorni della merla
Diversi messaggi mi ricordano che oggi, domani e posdomani sono i giorni della merla, per cui non posso sottrarmi di dire la mia che ha per protagonista il passeriforme. È nota la leggenda secondo la quale il piumaggio è diventato nero: una merla a fine gennaio cerca riparo dal freddo in un comignolo e quando lo lascia le sue piume prima chiare sono diventate scure per la fuliggine. Nella realtà, solo il piumaggio del maschio è di un bel nero lucente – il becco giallo – mentre la femmina è più bruna e meno vistosa. È un animale solitario e adattabile che ha imparato a convivere con gli uomini, trovando nei giardini, nei cortili e nei balconi ambienti ricchi di risorse. Anni fa, ce n’erano parecchi a Castelcucco, costituivano un simpatico vedere, non so che fine abbiano fatto. Uno, appollaiato su un ciliegio mi aveva offerto lo spunto per la poesia che segue, scritta a maggio, tornando esausta da scuola, sognando la pensione. Merlo dal becco giallo/che banchetti lassù/tra i frutti golosi/come son faticosi/certi rientri da scuola/roca la voce, il cuore spezzato/da qualche alunno esagitato/che tra i banchi il suo posto/non ha trovato/ride, disturba e gira/sbagliando la mira/del bersaglio./Ormai la scuola è finita/qual fiume in piena scorre la vita./Come te voglio zampettare/tra la rena in riva al mare.//
Frane e case
Caltanissetta, mille persone evacuate a causa della frana di Niscemi. La zona rossa a rischio aumenta e gli abitanti non potranno più rientrare. Il sindaco Conti Massimiliano Valentino amaramente afferma: “Lo sapevano anche i bambini” che la collina era fragile. Episodi significativi di instabilità si erano manifestata già nel 1790. Poi la collina era franata il 12 ottobre 1997, con cedimento di abitazioni e la distruzione della chiesa nel quartiere Sante Croci. “Un Vaiont senza diga” è un efficace commento online. Dunque la storia non ha insegnato nulla, anzi gli orecchi sono stati sordi. Adesso, in fase emergenza le famiglie evacuate saranno sostenute per un anno con sussidi tra 400 e 800 euro al mese. Ma dopo? Per Niscemi serve un intervento nazionale apposito, Non vorrei essere tra gli sfollati, e nemmeno tra gli amministratori. Ho dedicato una poesia alla mia casa di proprietà, dopo 15 anni di mutuo e molti soldi spesi per il progetto e la realizzazione. Adesso sono contenta dell’investimento fatto, a ridosso della piazza e vicino al cimitero, cosicché ho il lato a ponente totalmente libero da edifici, nel mentre cresciuti come funghi. In passato ho fatto l’esperienza della vita in condominio, senza particolari problemi. Ma in una casa propria è decisamente meglio, senza l’urgenza di condividere spese, annessi e connessi. Rispetto alla poesia Il mio Eden, non ci sono più i cani, ma sopravvivono more, lamponi e ciliegio giapponese “senza più pretese!”.
La cultura, bene comune
“Il cervello dei nostri adolescenti non è in vendita”, parole di Macron e la Francia vieta l’uso dello smartphone ai minorii di 15 anni. Anche la Danimarca è sulla stessa linea. Nel Parlamento italiano c’è una proposta di legge bipartisan che prevede il divieto di accesso ai social fino ai 14 anni. Dal 1 settembre 2025 è in vigore il divieto di usare il cellulare durante l’orario scolastico nelle scuole secondarie di secondo rado, anche per scopi didattici. La salute mentale degli adolescenti è in pericolo: questo il messaggio introdotto dal servizio in onda stamattina sul primo canale. Pedagogisti e psicologi concordano che un uso precoce crea dipendenza e isolamento sociale. Superfluo che chieda ai miei colleghi in servizio come la pensino. Io sono in pensione e solidarizzo con chiunque faccia un buon uso della tecnologia, senza diventarne schiavi, consapevole che il progresso non si ferma. Luci e ombre ci sono in tutte le epoche. Io iniziai le elementari con grembiule nero, fiocco in testa e cartelletta. Forse approcciai la scrittura facendo le aste. Adesso è un’altra storia. Però la qualità del sapere non è aumentata, anzi si è alquanto ristretta, non solo quella dei minori, ma anche degli adulti. l’Italia detiene il primato di siti UNESCO (60), tuttavia il livello culturale degli italiani non è ai primi posti. Infatti compare al quindicesimo. Ognuno provi a darsi una risposta.
Viaggio in Sardegna (Barbagia)
Domenica fredda e piovosa(ieri). Mi trovo in cucina in orario per me insolito. Accendo il televisore sul primo canale, dubbiosa se mettermi ai fornelli o meno. Un battito di ciglia e vengo catturata da un paio di parole: Barbagia e Grazia Deledda. Linea Verde oggi ha per oggetto un viaggio in Barbagia tra tradizione e cultura sarda, sulle tracce di Grazia Deledda (Nuoro, 27/9/1871- Roma, 16/8/1936) a 100 anni dal Nobel assegnatole il 10 Dicembre 1926. Conosco la scrittrice autodidatta dai tempi del Liceo classico; l’apprezzai tanto da portare il suo bellissimo romanzo La madre al colloquio d’esame. Purtroppo la commissione non lo considerò affatto, ma questo inspiegabile disinteresse non diminuì il mio che anzi crebbe. In poco tempo credo di aver letto almeno un terzo delle circa 60 opere attribuitele dove con “la sua potenza di scrittrice… tratta problemi di generale interesse umano”. La scorsa estate ne ho rilette alcune, preferendo la capacità descrittiva all’ardore della narrazione. È una soddisfazione vedere la foto o il disegno della scrittrice sui reperti archeologici in Barbagia, come ammirare le donne in costume dell’Associazione Culturale Nuorese. Interessante anche l’offerta gastronomica che propone vari tipi di pane e di torte. Il mio pensiero va al bravo collega Max che abita non molto distante da questi posti straordinari, da lui stesso immortalati con scatti strepitosi.
Una vita per l’Italiano
Nel quotidiano la Repubblica di ieri leggo con piacere l’intervista di Maurizio Crosetti a Gian Luigi Beccaria, celebre linguista torinese che il 27 gennaio compie 90 anni. Il titolo dell’articolo è illuminante: “La mia vita per l’italiano un tesoro da proteggere non c’è solo la tecnologia”. Il programma televisivo a quiz è andato in onda per tre stagioni dal 1985 al 1988 sul primo canale e successivamente su Rai 3 nella stagione 2002/2003. Era composto da tre rubriche: Conoscere l’italiano, Usare l’italiano, Amare l’italiano. Io ne ero una fan, tanto che a scuola lo proponevo in formato ridotto. Mi piaceva soprattutto la parte finale quando i due concorrenti si sfidavano scrivendo un testo in tempi brevi che veniva valutato dal professor Beccaria. Per dare un’idea di quanto lo apprezzassi, ho dato al mio blog il nome in latino verbamea che tradotto in italiano significa parola mia, anzi al plurale parole mie. Credo di conservare ancora qualche cassetta registrata del bel programma. “I libri moltiplicano le esistenze, siamo quello che abbiamo letto” dice lo studioso che ama suonare il pianoforte. Richiesto sugli autori irrinunciabili da leggere, come prevedibile parte da Dante, Petrarca, Boccaccio, seguiti da Verdi, Leopardi, Manzoni, i grandi piemontesi Pavese, Primo Levi, Calvino. Il giornalista gli pone una domanda sull’intelligenza artificiale. Questa la risposta: “Ho giocato con ChatGpt, ho chiesto di scrivermi una poesia alla Pascoli: le rime e le parole c’erano tutte, però quei versi non dicevano nulla. Una parodia”. Grazie, professore!
Europa caleidoscopio
La parola ‘caleidoscopio’ deriva dal greco kalòs/bello e èidos/figura. È uno strumento che rimanda all’infanzia, essendo un popolarissimo gioco ottico. Ideato verso il 1815 dal fisico scozzese David Brewater (1781 – 1868): consente di osservare immagini mutevoli e simmetriche, generate da un gioco di specchi angolari. Certo ci ho giocato da bambina, ma è stato il mio professore di Liceo a presentarmelo nell’ambito della Fisica. Un sinonimo potrebbe essere mutevolezza, varietà riferita al continuo mutamento di immagini e di colori. Con questo significato lo ha usato Zelensky a Davos, riguardo all’Europa, dicendo: “Invece di diventare una vera potenza globale, l’Europa rimane un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze. l’Europa ha davvero bisogno di forze armate unite, e di capire come difendersi”. La scelta della parola caleidoscopio, pu bella rende bene l’idea delle distorsioni, anche allarmanti tra gli stati del vecchio continente. Tra l’altro, scopro che c’è anche un disturbo visivo chiamato “visione caleidoscopica” che causa distorsioni visive anche allarmanti. La metafora usata da Zelensky è efficace: scuote senza offendere, la vecchia Europa non naviga in buone acque. Il presidente ucraino ha accusato l’Europa di non sapersi difendere ed afferma: “È passato un anno e nulla è cambiato”. Vediamo cosa succederà negli Emirati Arabi durante il trilaterale Russia – Usa – Ucraina per porre fine alla guerra. Più che seguire la politica, seguo l’attualità con implicazioni politiche. Mi auguro che finalmente succeda qualcosa di buono.
