Dalla bravata alla tragedia è il titolo che destino al mio post odierno su un fatto di cronaca nera. Ne scrivo per un’eco giornalistica e per pietà nei confronti della vittima, consapevole che i miei contatti preferiscono leggere notizie d’altro stampo. Lo sento per Tg1Mattina nell’elenco dei fatti in breve: 18enne senza patente travolge e uccide un ciclista in provincia di Treviso. Penso immediatamente alla madre, cerco e trovo dettagli sul web. La vittima è un professore di matematica in pensione, Diego Lapaine, quindi un collega 71enne e l’auto una Fiat 500 rossa, marca di auto che ho guidato con soddisfazione nel passato. Il grave fatto è successo ieri pomeriggio a Villorba, dove il ragazzo, senza patente, al volante dell’auto della madre ha perso il controllo, centrando il ciclista e scaraventandolo nel giardino di una casa. Il giovane, residente a Conegliano e di origini cubane è indagato per omicidio stradale. Continuo a pensare alla madre e ai sensi di colpa che la inonderanno. Anche al pericolo di usare la bicicletta oggi, non certo per colpa del mezzo, per lo più associato allo svago e all’evasione. La mia bici, nata rosa e tinteggiata blu è costretta al riposo forzato in garage, causa pioggia oppure troppo caldo. Mi auguro di usarla i prossimi giorni, per un tratto breve e rettilineo. Contando sulla buona sorte.
Categoria: Attualità
La Terra, tema ricorrente e sottostimato
Primo Settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato, istituita da Papa Francesco nel 2015, in contemporanea con l’enciclica Laudato sì. La giornata segna l’inizio del Tempo del Creato che si concluderà il 4 Ottobre, festa liturgica di san Francesco d’Assisi. Mi soffermo sulla parola creato che mi piace molto, nel doppio significato di aggettivo (tratto dal nulla ) e sostantivo (universo e ciò che contiene). La tutela dell’ambiente/creato un non è solo una questione di giustizia sociale ed economica, ma rappresenta anche una necessità urgente, aggravata dalle guerre in atto. Il primo libro della Bibbia, la Genesi (parola che significa origine, creazione, nascita) descrive la creazione della terra in sette giorni; nello specifico la terra viene creata il terzo giorno, mentre nel sesto “Dio crea tutti gli esseri che vivono sulla terraferma” compreso l’uomo che rende speciale, al di sopra di tutte le altre creature. Beh, credo che il Padreterno abbia ecceduto in fiducia nei confronti dell’uomo, considerato come si sono messe le cose. Non sono una biblista, perciò chiedo venia se il mio pensiero sconfina nel paradosso. La terra è la nostra casa, ma non la trattiamo con la dovuta cura, anzi in molti casi la profaniamo anche nel privato, inquinando e abusando delle risorse a disposizione. Tema ricorrente fra tutte le persone sensibili e sottovalutato da chi dovrebbe farsene carico.
Salute mentale degli scrittori
Compero il settimanale il venerdì di Repubblica da quando insegnavo, perché maneggevole nel formato e abbastanza interessante. Diciamo che cerco le spigolature, piuttosto che i servizi, forse memore dell’uso didattico che ne facevo in classe. Inoltre con l’età ci si affeziona alle cose e pure alle testate. Comunque leggo anche dell’altro. Orbene, partendo sempre dalla fine come d’abitudine, verso la metà del giornale mi cattura il titolo: “Non si diventa scrittori se non si è disturbati mentali” che introduce l’intervista di Brunella Schisa alla madrilena Rosa Montero, autrice del libro ‘La pazza di casa’ che esce nuovamente dopo vent’anni. Istintivamente mi interrogo sul mio stato mentale, dato che sono una scrittrice anch’io. Credo di essere abbastanza in salute psico-fisica, ma è una mia percezione. Dovrò chiedere ai lettori e ai miei contatti che scrivono. Leggendo l’articolo, scopro che Santa Teresa d’Avila definiva la fantasia la “la pazza di casa” a cui si ispira il titolo del libro di Rosa Montero. Beh, coi santi non sono in grande confidenza, ma non ho motivo di dubitare della definizione della santa riguardo il mondo della letteratura, stimolante ed eclettico. L’autrice ironizza sui vizi capitali dei grandi autori – ad esempio sulla vanità di Italo Calvino – nonché sul disagio di quelli votati all’insuccessoe, come Melville, autore del Moby Dick che vendette meno di trenta copie. Da parte mia, sono abbastanza tranquilla, perché scrivo per liberarmi, non per vendere. Ma la costanza e il seguito dei lettori confortano.
Una bella storia
“Insieme si fa tutto” è il motto di Giampietro Nardi, 18O dipendenti dell’azienda Nardi di Chiampo (VI) operante nel settore dell’arredo giardini. Per il suo 80esimo compleanno ha rimpinguato la busta paga dei suoi dipendenti con 1500 euro. L’autore del mirabile gesto dice: “I dipendenti sono il vero capitale dell’azienda, il nostro successo è merito di ciascuno”. Un terzo dei dipendenti proviene da altre parti del mondo. Partito nel 1968 con le gabbiette per uccelli, nel 1990 passa agli arredi da giardino che vende in 132 Paesi del globo. Le figlie Floriana e Anna, amministratrici delegate dell’azienda gli hanno regalato il libro “Giampietro Nardi. State comodi”, Antiga Edizioni che racconta la storia di questo pioniere dell’arredo outdoor e contiene le dediche dei dipendenti. L’imprenditore vicentino si fa benvolere dai suoi dipendenti che l’anno scorso aveva portato alla festa del Redentore a Venezia su una barca noleggiata. Davvero una bella storia. Il mio giardino è contenuto e arredato, altrimenti gli comprerei volentieri qualcosa. Ad averne di imprenditori così: abili, tenaci e generosi. Partito dal basso e volato in alto, senza dimenticare le sue radici. Le gabbiette per uccelli degli esordi sono state premonitrici. Lunga vita a lui e complimenti anche ai dipendenti che se lo contendono.
Mariam, indomita fotoreporter
Commovente l’intervista al padre di Mairam Abu Dagga, la 33enne giornalista palestinese uccisa a Gaza, una dei cinque giornalisti uccisi da Israele in un raid sull’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Il suo ultimo servizio è stato sulla cerimonia funebre di due bambini uccisi da una bomba. Pochi minuti prima di morire, aveva parlato con il figlio 13enne, riparato negli Emirati con il padre. Il padre della fotoreporter la ricorda così: “Era coraggiosa e dolce, Mariam mi donò un rene, vorrei che ora vedesse le lodi al suo lavoro”. Il giornalista gli chiede di raccontare della figlia e lui risponde: “Sono padre di 11 figli, sei maschi e cinque femmine, ho cinquanta nipoti. Mariam era la mia ragazza speciale… le piaceva studiare ed è andata all’università. Dio abbia pietà di lei.” Salma Kaddoumi, un’amica della fotoreporter dice: “Ci si abitua a vedere la morte, ma non al male che fa quando si prende uno dei tuoi”. Mariam, consapevole del rischio che correva facendo il lavoro in una zona di guerra, aveva lasciato una bellissima lettera al figlio in cui scrive: “Voglio che tu tenga la testa alta, che studi, che tu sia brillante e distinto, che diventi un uomo che vale, capace di affrontare la vita”. Pietà e solidarietà per questa madre, figlia e indomita fotoreporter.
Il Papa del sorriso
Il 26 agosto 1978, il cardinale Albino Luciani, Patriarca di Venezia veniva eletto al soglio pontificio, col nome di Papa Giovanni Paolo I, in omaggio ai suoi predecessori. Ritorna ogni anno l’appuntamento del 26 agosto per ricordare la sua proclamazione a pontefice, servizio durato solo 33 giorni, uno dei più brevi della storia della Chiesa. Infatti morì improvvisamente il 28 settembre 1978. La sua morte, ufficialmente attribuita ad infarto, ha alimentato diverse teorie, secondo cui potrebbe non essere stata naturale.Chiamato il “Papa del sorriso” è stato proclamato Beato da Papa Francesco il 4 settembre 2022. Era nato a Canale d’Agordo (BL) il 17 ottobre 1912, in un contesto familiare e sociale semplice, ma ricco di valori. La mia amica Mariuccia è di Canale d’Agordo, dove sono stata a trovarla lo scorso settembre. In quell’occasione, ho visitato la casa natale di Papa Luciani, diventata ora casa – museo. Prima di entrare, nello spazio verde c’è una scultura di Carlo Balljana che rappresenta il Santo Padre sorridente, mentre sta per ricevere delle rose da una bambina. Accanto al gruppo, Mariuccia mi ha fatto delle foto che tengo care. A lato dell’ingresso, è ancora parcheggiata l’auto del pontefice, una 110 del 1960. Dell’interno, ricordo le scale strette e di legno per accedere ai vari piani, gli utensili da cucina, la sua stanza da letto… ma soprattutto l’atmosfera di grande serenità che aleggiava ad ogni passo. Perfettamente in accordo con il suo sorriso.
Notizia shockante
Ore 7.30 del mattino. Ho già fatto colazione, rifocillato i tre gatti (i canarini dopo), risposto ai primi messaggi. È domenica, non ho in programma nulla di straordinario. Mi concedo la prima pausa in poltrona relax davanti alla tivù, seguendo la rassegna stampa delle prime testate. La notizia bomba giunge dall’Avvenire: Un robot per la gravidanza artificiale, ovverosia una macchina che può portare in grembo un bambino…insomma: la gravidanza affidata alle macchine! Stupefacente che l’umanoide venga creato in Cina, dove si fanno sempre meno figli e la popolazione odierna è di quasi un miliardo e mezzo di persone, inferiore solo all’India che continua a crescere. Del resto la Cina ha sostenuto la politica del figlio unico – introdotta alla fine degli Anni Settanta – fino al 2013, mentre adesso si possono avere fino a tre figli. Stando così le cose, vorrei sapere perché mai intenda aumentare il tasso di natalità, magari tramite il robot. Mia madre faceva l’ostetrica e mi chiedo come avrebbe preso la notizia. Se deleghiamo le macchine a sostituirci perfino nel miracolo della gestazione, anche la pratica dell’utero in affitto mi sembra meno sconvolgente. Ho toccato questo tema nel mio ultimo lavoro RICAMI e LEGAMI. Le titubanze provate all’inizio si sono sciolte E disperse di fronte a questa notizia shockante.
Diavolo di un prete!
Diavolo di un prete: don Antonio Mazzi mi stupisce sempre. Dalla sua rubrica PECCATI E PECCATORI del settimanale OGGI parla della “Carovana 40” nata quarant’anni fa a Milano nell’ambito del Progetto Exodus, un percorso fisico, ma anche un viaggio di trasformazione sociale. In sintesi, si tratta di un progetto educativo di recupero e prevenzione delle dipendenze e del disagio sociale, fondato negli Anni Ottanta da don Antonio Mazzi, quasi 96 anni (nato a Verona il 30 novembre 1929). Il sacerdote, noto per il suo impegno nel recupero di giovani con problemi vari, si esprime con piglio giornalistico e la consueta simpatia. “Questi ragazzi sono la testimonianza che anche dai percorsi perduti si può rinascere. Intanto, però, il mondo di fuori ci parla di guerra, distruzione, disperazione”. Definisce la Carovana una “provocante” avventura, un invito a cercare strade diverse, anche se difficilmente percorribili. In un video, don Mazzi ricorda che Cristo è stato un grande camminatore. Riferendosi a se stesso Egli ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. A quarant’anni dalla prima esperienza, 15 tra ragazzi ed educatori si sono rimessi in sella alle loro biciclette e hanno già percorso tutto il Nord, per arrivare in agosto a Roma, proseguire poi verso la Sicilia e rientrare a Milano a fine settembre. Quattro mesi in bici per l’Italia, per aiutare chi è in disagio. L’estate dei bravi ragazzi è motivo di speranza.
Tempo al tempo
Non sapevo nulla della statua della sirena, in piazza Rita Levi Montalcini a Monopoli, in provincia di Bari. Forse mi era arrivato qualcosa, subito archiviato perché ritenuto poco o zero interessante. Il giornalista Luigi Garlando la ritira in ballo nel suo “Dialogo con una figlia” nel settimanale OGGI, a seguito del concorso di bellezza “Miss Mascotte” legato a “Miss Italia” in Campania, vinto da una 13enne. Prima di entrare nel merito della questione, preciso che l’opera è stata realizzata dagli studenti dell’lstituto d’Arte Luigi Russo un paio d’anni fa ed è dedicata al mare. Rappresenta una sirena decisamente formosa che ha già suscitato ilarità e polemiche. Non mi stupisce che gli studenti abbiano pensato a una donna del loro immaginario, piuttosto che alla scienziata cui è dedicata la piazza. Da parte mia, sono contenta di avere un figlio maschio adulto. Se avessi avuto una femmina, le cose non sarebbero state diverse, perché avrei in ogni caso coltivato il dentro, rispetto al fuori. Nella rubrica leggo: “La mamma di quella ragazzina la porta ai concorsi di bellezza da quando aveva 7 anni”, comportamento che conferma il detto “La mela non cade mai lontano dall’albero”. D’altronde la Montalcini affermava: “Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di ‘mostrare’ nulla, se non la loro intelligenza”. Comunque, all’organizzatore locale del concorso è stato revocato il mandato, perché le candidate devono avere 17 anni.Tempo al tempo!
Palla al centro
“Palla al centro” è l’espressione usata da Costanza Calabrese, conduttrice del programma “4 di sera News” per dire che comincia qualcosa, a proposito del vertice alla Casa Bianca, definito da alcuni show, da altri strategia politica. Non sono affatto un’esperta, la sensazione è che sia cambiato qualcosa nella diplomazia mondiale e che l’Occidente si sia finalmente ‘svegliato’. Sul seguito c’è da sperare che finalmente si trovi un accordo, compresa la proposta della nostra Premier Giorgia Meloni di estendere l’articolo 5 della Nato all’Ucraina. Sono andata a vedere di che si tratta: è il pilastro dell’Alleanza Atlantica, i cui Paesi membri “concordano che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nel Nord America sarà considerato un attacco contro tutte”. L’Ucraina non è tra i 32 Paesi della Nato, ma la Meloni ha proposto di estendere le garanzie previste dal suddetto articolo all’Ucraina, proposta che Trump ha fatto a Putin nel summit di Anchorage di Ferragosto. La Meloni si è rivelata mediatrice fra il Tycoon e gli europei, finalmente riuniti attorno allo stesso tavolo. Il seguito è da vedere, non sarà semplice né rapido. Ma almeno si sono smosse le acque. Trump, Zelensky e Putin dovrebbero incontrarsi in un summit a breve, forse a Ginevra. Intanto la Russia continua a bombardare l’Ucraina. Dopo la preghiera dell’Angelus a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV prega “perché vadano a buon fine gli sforzi per fare cessare le guerre e promuovere la pace disarmata e fisarmante”. E noi con Lui. 🙏
