UNDICESIMO POST A 4 MANI: IL SERVIZIO
Da Sydney mi giunge il gradito messaggio di Manuel: “Buona colazione a lei e tra poco buona cena a me” – qui le 8.45 e là le 18.45 – con la foto della pietanza serale: gamberi con patate prezzemolate. Mi pare bene, è un piatto che conosco. Io gli rispondo inviandogli la foto dei muffin con la marmellata di limoni (miei) da gustare virtualmente a colazione. Approfitto per chiedergli qualcosa sul servizio e l’orario di lavoro per la nuova settimana, che sollecito mi invia. Riporto le sue testuali parole sulla clientela: “I clienti sono un fifty-fifty. Metà molto gentili e alla mano, l’altra metà un po’ spocchiosi…”. Mi racconta che ha incontrato in una settimana due italiani, uno originario di Portogruaro e un gelataio in zona stazione da Piombino Dese. Ci sono le premesse perché diventi un cliente affezionato, dato che il gelato è proprio artigianale. Riguardo al lavoro, precisa che: “Il punto di osservazione cambia in base a cosa mi fanno fare: se tiro su gli ordini, sono a contatto diretto con le persone. Se invece faccio “running” porto solo da bere e da mangiare per cui, a parte una parola buttata là non ho modo di farmi un’idea precisa”. Me lo vedo saettare tra i tavoli con i riccioli fermati sulla nuca e il sorriso a 32 denti. Non ha perso il buonumore, anche se fa il cameriere con la laurea di Ingegnere. Rassicurante che dica: “Però in ogni caso è interessante. E’ anche interessante vedere chi mi aiuta quando devo servire i piatti. A volte un aiuto fa comodo, soprattutto se la tavola è ingombra di carte o altro che stanno guardando loro”. Mi viene spontaneo pensare all’espressione proverbiale che tutto il mondo è paese. Nel mondo ci sono 193 nazioni, alcune molto grandi, altre molto piccole. L’Italia è uno Stato con circa 58 milioni di abitanti, uno dei quali – Manuel – sta facendo un’esperienza di vita e di lavoro in Australia, da cui tornerà sicuramente arricchito. Interessante l’osservazione di natura didattica su come si rapportano i grandi con i bimbi al seguito: “Mi lascia piacevolmente sorpreso che molti genitori facciano ancora disegnare i propri figli… però molti, triste scena da vedere, sono là col telefonino e via”. Paese che vai, usanza che trovi… solo che l’usanza è rinvenibile ovunque.
