Oggi 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente. È stata celebrata la prima volta nel 1974 con lo slogan Only One Earth (una sola Terra), per promuovere una seria tutela ambientale e comportamenti virtuosi anche nelle azioni quotidiane. Tanti i temi su cui focalizzarsi e basta un click per verificare. Io resto nel mio ambito e accenno a ciò che ho intorno: distante un paio di chilometri da Castelcucco dove abito, è iniziato ieri il primo di tre weekend dedicati a “Le vie della bellezza tra Arte e Natura”, suggestivo percorso artistico nel borgo spettacolare di Castelcies, a Cavaso del Tomba. Il titolo dell’evento racchiude e anticipa la sorpresa che il visitatore raccoglierà a piene mani: bellezza gratis a profusione, offerta dall’ambiente naturale e dall’interpretazione artistica, declinata a vari livelli. Nel modesto spazio di casa mia, osservo e interpreto ciò che ho sotto gli occhi: ogni mattina una sorpresa, un laboratorio esperienziale che mi conferma essere la creazione opera divina, dataci in concessione per goderne, con l’impegno di preservarla e non alterarla. La pergola di Glicine è la struttura più accogliente per le mie riflessioni, ma è il tronco aggrovigliato della pianta che trovo illuminante: da un coacervo di rami variamente intrecciati si è sviluppata una copertura foliare armonica, da cui pendono grappoli di fiori color lilla, dal profumo inebriante: una metafora della vita, un percorso travagliato della linfa vitale che sale a fatica verso l’alto, per ricordarci da dove veniamo e dove siamo diretti. Una riflessione semplice che mi fa sentire parte di un Tutto, orgogliosa di esserci, nella consapevolezza che lo scambio è reciproco.
Autore: Ada Cusin
Esperienza sensoriale mattutina
“Il mattino ha l’oro in bocca” è il proverbio che sperimento su di me, che mi alzo piuttosto presto, prima delle sette (ma recupero poi nel primo pomeriggio). Data la pappa ai micetti Fiocco e Pepe, messe sul davanzale del salotto le crocchette per Grey – contrariata dai nuovi intrusi – riempita la ciotola per Astro… finalmente mi preparo la colazione. Poi è il momento dei canarini, che diletto con due foglie di radicchio e mezzo uovo sodo. Quindi sposto la voliera coi cinque pennuti dal ripostiglio al portico a ovest, perché si godano il fresco del mattino, in attesa del sole verso il mezzodì. Sbrigate queste incombenze, faccio il giretto per la parte esterna della casa, in cerca di fiori e frutti. Ho reciso le prime Ortensie e raccolto le fragole, distribuite in vari vasi. Deliziose le fragoline di bosco che si staccano con un tocco delle dita. L’aria è profumata dal Gelsomino in fiore, il mio e quelli dei vicini. Lego con uno spago i pomodorini che stanno ‘alzando la testa’ e annuso con piacere l’odore che depositano sulle mie dita. A proposito di olfatto, il Fico spontaneo piazzatosi al centro dell’aiuola davanti alla cucina, mi conferma che è pregiata l’essenza che se ne ricava, utilizzata in profumeria. Colori, odori, sapori…diciamo che l’esperienza sensoriale che faccio a domicilio mi fa partire col piede giusto. So che sono in buona compagnia, perché diverse mie conoscenze amano e curano piante e fiori: Serapia, Pia, Lisa e Roberta, Lina, Adriana, Marcella…Gianni, il marito di Lucia, Matteo che gestisce il banco delle sementi al mercato locale…e chissà quanti altri. Del resto, se la casa è espressione di chi la vive, tanto vale occuparsene da buon padre/madre di famiglia. I familiari vanno e vengono, ma i fiori rimangono, creature silenziose destinate a sollevare il nostro umore. Riconoscenza compresa.
Lezioni di Costituzione
2 giugno 2022, Festa della Repubblica. Alle sedici, seguo su Rai 3, dall’aula della camera la cerimonia: “Dalle Aule parlamentari alle Aule di scuola. Lezioni di Costituzione”. Bravi i ragazzi di alcuni istituti superiori, che si sono cimentati in progetti legati alla valorizzazione di vari articoli della Costituzione, riflettendo sul lavoro, l’istruzione, la violenza di genere…dando voce a chi voce non ha. Emozionante sentire il cuore pulsante degli studenti che si alternano nella lettura del progetto, elaborato per partecipare al Concorso. Giovani motivati, consapevoli della propria crescita, semplici ed eleganti. Seguono la premiazione e la consegna della targa agli otto istituti premiati per i progetti presentati da scuole delle regioni Campania, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto. Al termine, il Coro del Liceo Terenzio Mamiani di Roma esegue l’Inno alla Gioia (in apertura, canta l’Inno nazionale). Un bel programma, un bel momento in un giorno speciale. Dall’entusiasmo dei giovani prende avvio il messaggio per un vero cambiamento: è la sintesi del discorso del presidente della Camera Roberto Fico e della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. A ridosso delle 17 la cerimonia si conclude e mi sono rigenerata. Iniziative come questa sono importanti per chi ha il futuro davanti, ma anche per chi lo ha alle spalle. Dovrebbero anzi aumentare e coinvolgere altre comunità educanti, quali ad esempio le biblioteche. Nel mio piccolo, quando insegnavo, in terza media riservavo un’ora alla settimana alla materia Cittadinanza, proponendo articoli di attualità legati ad articoli della Costituzione, spesso non rispettati o disattesi. Il più ‘gettonato’ era l’Articolo 32, sulla salute, bene individuale e collettivo. Credo che durante il lungo lockdown, il suddetto articolo sia entrato prepotentemente nel concetto di benessere e sia diventato di casa. Senza scordare che gli articoli sono 139, suddivisi in quattro sezioni. Una bella spolverata alla Carta Costituzionale ci ricorda che siamo parte di un tutto e che collaborare semplifica e migliora la vita di ognuno.
2 giugno in Italia e fuori
Giubileo di platino della Regina Elisabetta II. Per rendere omaggio ai settant’anni del suo regno, il Regno Unito si ferma per quattro giorni di festa nazionale, dal 2 al 5 giugno quando i “sudditi” non andranno a lavorare. L’incoronazione della 25enne Elisabetta avvenne il 2 giugno 1953, a un anno dalla morte del padre Giorgio VI e pertanto lei è la più longeva e amata regina nella storia del Regno Unito. Seguirò parte degli avvenimenti, soprattutto domenica con la sfilata degli artisti di strada. Dietro le quinte, mi piacerebbe intervistate la sovrana e chiederle il segreto di tanta resistenza, spalmata in un così lungo arco temporale. Se potesse, suppongo che rinuncerebbe volentieri ai festeggiamenti, per dedicarsi più volentieri agli amati cani. Oggi 2 Giugno ricorre la Festa della Repubblica, nata all’indomani del Referendum 2 giugno 1946 con cui gli Italiani – le donne votavano per la prima volta – chiusero con la monarchia e girarono pagina. Non abbiamo ancora avuto un Presidente della Repubblica donna e chissà se la nostra storia recente, nel caso sarebbe stata diversa. Mattarella, Presidente in carica al suo secondo mandato, si sarebbe meritato un giusto pensionamento e invece replica. Temo che le donne debbano sgobbare molto di più degli uomini per rivestire ruoli di prestigio, specie in Italia dove fa ancora comodo mantenere separata la carriera dalla famiglia. Non escludo che essere un paese mediterraneo, sottoposto a sbalzi di temperatura possa avere influenze poco concilianti. Comunque sarebbe bello che ci fosse a breve un cambio di scena, con un più sostanzioso contributo in politica del gentil sesso che potrebbe dimostrare di avere molte altre carte da giocare, oltre alla gentilezza, come succede altrove.
Biblioteca, luogo dell’anima
Lunedì dopo pranzo (ieri), in coda al telegiornale su Rai 2, la rubrica Costume e Società manda in onda un servizio sulle biblioteche, che a mio dire è un cameo: non solo perché presenta il meglio di molti Paesi in questo settore, ma perché conclude la carrellata su questi preziosi luoghi del sapere, dicendo che la Biblioteca Marciana di Venezia è la più bella al mondo. Sarà mia cura andare a visitarla almeno in video. Una persona intervistata, amante della cultura si figura il paradiso come una biblioteca, che è un gran bel paragone. Io ci aggiungerei ampi spazi ombreggiati e fioriti, dove sostare, magari conversando con persone vicine al mio cuore e alla mia mente. Comunque ho apprezzato l’atmosfera accogliente della biblioteca da quando ho cominciato a frequentarla non per motivi di studio, ma per il piacere di sentirmi sostenuta nell’introspezione e poi esposizione dei miei pensieri. Sono nati così i miei primi racconti, qualche poesia, poi i primi romanzi, nella splendida cornice del chiostro del Museo di Bassano del Grappa. Poi la sede è stata spostata e si è vestita di un abito più moderno, ma io rimpiango quella originaria, forse perché legata ad una mia predisposizione particolare. Anche la biblioteca del mio paese è accogliente, con la lunga scala in legno e i finestroni che guardano sulla piazza, con le postazioni dove mi sono esercitata al computer. Adesso ho a disposizione una discreta biblioteca a casa mia, niente di eccezionale ma parecchio a portata di mano. Quello che non ho, lo cerco in internet. Non sarebbe male che le biblioteche diventassero mete di visite da parte di studenti di tutte le fasce d’età – cosa che in parte avviene – e luoghi privilegiati per gli incontri con l’autore, ma anche per corsi di recitazione nonché iniziative volte a favorire la lettura e il bel parlato. Dopo due anni di pandemia, è tempo di tornare a nutrirsi di cultura, ovunque si trovi.
Bacco, tabacco e Venere…
31 Maggio 2022, Giornata Mondiale senza tabacco. Quest’anno lo slogan della campagna globale contro il fumo indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è: “Il tabacco: una minaccia per il nostro ambiente”. Lo scopo è far riflettere non solo sulla salute dell’individuo, ma anche sulle conseguenze estremamente gravi dal punto di vista ambientale, in seguito alla coltivazione del tabacco. Quanto agli effetti sulla salute, è risaputo – e sottovalutato – che il fumo di sigaretta rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la prima causa di morte evitabile. Dati sulle fasce d’età più coinvolte si trovano facilmente sul web. La premessa mi serve per introdurre un dato personale: mio padre Arcangelo era un accanito fumatore, stroncato da infarto a 58 anni, mentre io non fumo. Non credo che le due cose siano collegate, ma se lo fossero non mi stupirei. Quando in gioventù ho provato a fumare, non ci sono riuscita; mi dava fastidio…forse per una ipertrofia dei turbinati che mi rende molto sensibile alle sostanze inalate. Le persone che frequento, nella stragrande maggioranza non fumano. D’altronde da un bel po’ nei locali al chiuso non si fuma, oppure ci sono stanze adibite. Qualche piccolo passo è stato fatto, almeno per circoscrivere il problema. Purtroppo so di persone che sono morte, vittime del fumo passivo della consorte, oppure per averlo inalato nell’ambiente di lavoro. A suo tempo, non era accogliente entrare in uno studio medico avvolto da un’acre nube di fumo. Questo fino agli Anni Settanta (risale all’11.11.1975 la prima legge N. 584 sul fumo). Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma il pericolo della dipendenza riguarda soprattutto i giovanissimi che fumano la prima sigaretta già alle scuole medie. Meglio se mi sbaglio. Chiudo con una massima che dice tutto: “Il fumo è un’unità di misura alternativa al Tempo” (Michele Renzullo Author)
Educare e Istruire
Test Invalsi in Veneto: “Un ragazzo su tre non capisce ciò che legge”, è il titolo di un articolo che leggo in internet. Interessante il punto di vista dell’Ufficio scolastico, rappresentato dalla dott.ssa Carmela Palumbo, che mi trova d’accordo: “Povertà lessicale dovuta anche alla tecnologia”. Mi chiedo da insegnante in pensione cos’altro possa nascondersi dietro alla congiunzione ‘anche’, sapendo che l’argomento è ostico. Non voglio infierire sulla categoria di cui ho fatto parte, né prendermela con gli studenti, penalizzati dal lungo periodo di emergenza sanitaria, in una fase della crescita quando le relazioni sono come le ciliegie, una tira l’altra. Tra l’altro oggi è giornata di sciopero della scuola, proclamato da CGIL, CISL, UIL a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico. Sul tavolo, anche il rinnovo del contratto scaduto da tre anni. Telefono a una collega in servizio, sperando che il risultato del test rispecchi una situazione problematica per eccesso, ma vengo smentita perché l’impoverimento culturale è anche più vasto, una sorta di mare magnum dove solo pochi volenterosi studenti se la cavano. La stragrande maggioranza conta di essere ammesso alla classe successiva, sulla base di scelte che poco hanno da spartire con il merito e molto con la stanchezza dei docenti, subissati dalle critiche dei genitori, sovente astiosi. Il quadro è desolante: non invidio i professori; mi fanno pena gli studenti demotivati che sfuggono al sacrificio; comprendo le ansie delle famiglie cui ricordo una cosa ovvia: la prima comunità educante è la famiglia, piaccia o non piaccia. Un paio di settimane fa ho letto un articolo sul disimpegno dei giovani, che i vari intervistati attribuivano a questo o quello. Mi è parsa convincente la psicologa Maria Rita Parsi, che lamentava la mancanza di esempi positivi tra gli adulti i quali, impedendo ai giovani di mettersi in gioco e di sbagliare, tolgono loro la speranza di conquistarsi degli obiettivi. Emetto un sospiro misto di scoramento e di speranza.
Arte e Natura
Sono sempre più contenta di abitare in Valcavasia, nella Pedemontana del Grappa, ricca di luoghi suggestivi capaci di parlare al cuore delle persone sensibili e al pennello degli artisti. Me lo conferma la visita alla mostra di Renato Zanini ‘POETICHE della NATURA’, a Cavaso del Tomba, in via Obledo 12, nella prestigiosa Villa Premoli, risalente al XVII secolo. Interessante anche la ristrutturazione del palazzo. La location non potrebbe essere più accogliente, con piante secolari, parco con un antico pozzo veneziano, le scuderie e una pregevole barchessa con loggiato, da cui si gode una magnifica vista sui colli asolani. È l’ideale contenitore delle opere esposte, con protagonista la pianta, in cui si è insinuata e saldata l’essenza dell’artista. Alla piacevolezza dei quadri, Renato aggiunge notizie legate alla sua formazione, partita da molto lontano, quando la sua maestra delle elementari, Silvia Ferracin – scrittrice e poetessa – ne intuì il talento e lo stimolò chiedendogli di fare dei disegni, divenuti premonitori del futuro artista. Dopo aver passato in rassegna i circa trenta dipinti esposti – ma Renato ne ha realizzate diverse centinaia – scatto qualche foto da abbinare al post che ho in mente di scrivere e poi postare nel mio blog verbameaada.com: mi attraggono soprattutto i quadri a tinte calde, in particolare uno che rappresenta una serie di piante, posizionato vicino a tre grandi finestre, di cui chiedo il titolo, delegato dall’artista al visitatore. Ci penso un attimo e credo possa rendere l’idea intitolarlo ‘Autunno Pittore’, anche se non è molto originale. Nessun dubbio nel riconoscere la chiesetta di San Martino a Castelcies di Cavaso, splendido gioiello architettonico posizionato in un pianoro con vista sul paese sottostante. L’abbraccio con le piante è il tema dominante, evocativo di simbiosi emozionali che l’artista vive dentro di sé e poi trasferisce nelle opere. ‘Quando dipingo sto bene’ è la risposta alla domanda di chi indaga sulla spiritualità dell’artista, che condivido perché è alla base della mia scrittura. Altre parole chiave dello spirito creativo sono: paesaggio, arte, spiritualità. Ma anche coscienza e armonia, molto vicine al mio sentire. Valeva proprio la pena di venire a ricaricarsi di bellezza, esteriore ed interiore, in questo angolo di paese fortunatamente recuperato e messo a disposizione della comunità. Gratis, come lo sono le cose più belle, a saperle cogliere.
La maleducazione non ha età
Sono in pensione dal settembre 2015, quasi anziana, oppure ‘giovane anziana’ come scherzosamente mi definisco, pertanto dovrei difendere la categoria delle persone all’incirca mie coetanee, per via di un riguardo che si attribuisce a chi è giunto a un’età avanzata. D’accordo, ma bisogna valutare come, perché non sempre si migliora con l’età adulta o durante la vecchia che per noi italiani si aggira sugli ottant’anni. Mi offre l’occasione di parlarne un episodio di cronaca grigia (il colore è quello dei capelli non trattati), accaduto a Santa Lucia di Piave dove un’anziana signora, costretta a muoversi col deambulatore imbratta con frasi offensive cofani di incauti parcheggiatori che occupano il marciapiede. Comprendo il disagio della signora, ma dissento sul modo di regolare la cosa. Di recente mi sono capitati due episodi di… maleducazione senile, che mi hanno amareggiato. Al mercato, un signore anziano mi ha scavalcato alla bancarella della frutta e verdura, ignorandomi. Ho incassato, perché non lo conosco e ho attribuito la sua arroganza a un disturbo legato all’età, sui novant’anni. Poi sono stata aggiornata che è così da sempre: e nessuno glielo ha fatto notare? Nel secondo caso sono intervenuta, perché conosco la persona, una ex direttrice d’azienda che soffre di protagonismo e non ha perso il vizio di criticare. Durante la presentazione del mio ultimo libro, si è abbandonata a chiacchiere durante la lettura di alcuni brani, lamentandosi del fatto che i pilastri in sala ostacolavano il flusso delle parole: vero, ma avrebbe potuto accomodarsi più avanzi, e soprattutto zittirsi durante la declamazione della raffinata lettrice. Voglio tenermi distante dalle defaiance di questi anziani che in corso d’opera si sono dimenticati le buone maniere.
Solitudine e Creatività
La mattina ha un sapore speciale. Alle otto ho già fatto giardinaggio: trasferito due piante esauste di Margherita in un vaso più grande, piantumato tre talee di Geranio incautamente spezzate, dato da bere ai Pomodorini in vaso, raccolto Fragole, scattato foto… dopo aver dato la colazione (ricotta sbriciolata dentro pezzettini di carne umida) ai due nuovi micetti che alternano pappa e sonno. Sono deliziosi, ieri sera gli ho scritto una poesia, invidiando la loro vitalità. La giornata è partita col sole in poppa, non so cosa mi riserverà il resto del giorno, ma almeno mi sono ‘ricaricata’ le pile del buonumore, tanto contrastato da eventi dolorosi. Giusto ieri un contatto mi ha ricordato un pensiero attribuito a Charlie Chaplin, vissuto fino a 88 anni, secondo il quale i sei migliori dottori del mondo sono: sole, riposo, esercizio, dieta, autostima, amici. Sul primo non possiamo intervenire, ma conviene goderne quando c’è. Sui restanti cinque credo possiamo avere voce in capitolo, quantomeno relativamente agli amici, che possono irrobustire la nostra autostima. Per quanto mi riguarda, credo di averne pochi ma buoni, con cui condivido il piacere della lettura e scrittura. Da quando ho il blog, mi sento in costante collegamento con Lucia, Pia, Martina, Manuel, Adriana, Antonietta…e tramite whatsapp ricevo i saluti delle mie cugine e amiche vicine e lontane. Poi c’è il gruppo riservato di chi mi contatta in privato, per motivi di privacy e sfiducia dei social. La settimana scorsa, dal 16 al 22 maggio ho avuto 581 visite, 199 visitatori e 35 commenti che mi lusingano. Sono dati che mi vengono comunicati senza chiederli, perciò ne prendo atto e me li segno. Non ho interesse ad ampliare le statistiche, ma mi conforta sentirmi in compagnia, tanto più che vivo sola. Sintetizzando, solitudine per creare e condivisione dell’opera creata.
