Oggi 18 Luglio è la Giornata Internazionale di Nelson Mandela (1918 – 2013) giornata indetta dalle Nazioni Unite nel novembre 2009 per ricordare cosa ha rappresentato Mandela per la liberazione del Sudafrica dall’apartheid: ha combattuto per un mondo senza discriminazioni razziali e di ogni forma, trascorrendo in carcere quasi un terzo della sua vita, dopo la condanna all’ergastolo del 12 giugno 1964, con l’accusa di alto tradimento emessa dal regime segregazionista sudafricano. Liberato nel 1990 dopo 27 anni trascorsi in prigione, nel maggio del 1994 è eletto Presidente del Sudafrica nelle prime elezioni a suffragio universale. Nel 1993 vince il Nobel per la Pace. La sua frase più famosa dal film dedicatogli Invictus – L’invincibile, di Clin Eastwood è: …accettare tutti, rispettare tutti vuol dire avere un cuore grande! Mi viene spontaneo pensare al panorama internazionale, dopo 30 mesi di guerra in Ucraina e a ciò che succede nel vicino Oriente. Le parole cuore e pace sembrano svanite, sovrastate da eventi ogni giorno più preoccupanti. È buona cosa che il ‘Mandela Day’ venga celebrato in tutto il mondo, tuttavia temo che sia una goccia in mezzo al mare. Ovviamente non ho ricette da dare, solo preoccupazioni da esprimere, in condivisione con altri. Nelson Mandela è un faro per l’umanità, come lo sono altri Nobel per la Pace e molte persone ignote che operano in silenzio per far emergere il bene. Credo che cadrebbe a fagiolo una rivoluzione umanistica che portasse in primo piano la bellezza e la virtù, in tutte le declinazioni possibili. La vedo dura, ma ‘Spes ultima dea’, la speranza è l’ultima a morire.
Effetti collaterali estivi
Benarrivata dopo le lunghe piogge, adesso l’estate è esplosa con gli effetti collaterali. Assodato che non ci sono più le stagioni di una volta e che il mutamento climatico è un problema planetario, l’estate era la mia stagione preferita da giovane. Ora non più, preferisco le stagioni intermedie più rispondenti alla mia indole. E poi dove sono i fiori colorati? Le alte temperature hanno fatto sbiadire i capolini delle Ortensie che risultano tutte di un giallino omogeneo. Vero che potrò vivacizzarle con lo spray oro e argento a Natale, ma io le preferisco al naturale. Comunque, se devo indicare due effetti negativi della presunta bella stagione, eccoli qua: rumori e zanzare. Tosaerba in moto di primo pomeriggio è uno schiaffo al riposo, mentre di notte trovo fastidiosi i condizionatori che mi costringono a chiudere le finestre…e a vedermela coi repellenti per le zanzare, piccole e ingorde di sangue. L’altra notte mi sono alzata alle quattro, per scovare quella che mi aveva punto sull’avambraccio: trovata e annientata. Ma la ripresa del sonno non è automatica e nemmeno serena. A compensare i rumori molesti, ci sono i versi graditi all’alba: il tubare delle tortore e il cinguettio degli uccellini al sorgere del sole, prima delle sei, perché col caldo si dorme meno. Le previsioni meteo indicano un’altra settimana bollente, però meno che al sud, dove le temperature si aggirano sui 40 gradi. Devo chiedere a Liliana, in Puglia e a Max in Sardegna come va… da qui io per ora non mi muovo. Il progetto di andare al mare ‘toccata e fuga” non si concilia più con la mia condizione di “giovane anziana bionica’. Cerco di vivere intensamente i momenti clou della giornata: mattina presto e sera tardi, con ciò che offrono. Piena solidarietà con chi è costretto a lavorare all’aperto.
Sull’esordio letterario
Causa il caldo notevole di questi giorni, se serve esco di mattina presto. Poi trascorro il pomeriggio in casa, tra salotto e studio dove cerco di riordinare il piano delle due scrivanie ingombre di carte. Balconi accostati e luci accese. A tratti accendo il clima, ma la ventola mi infastidisce e rinuncio presto. Trovo materiali che avevo accantonato, alcuni piacevoli come delle foto e una scritta, datata 8 aprile 2008 che mi riporta al mio esordio di scrittrice. La riporto integralmente perché la trovo carina: Cari colleghi, vi presento la mia prima ‘fatica’ letteraria: se vi va, prendetene una copia, leggetela e fatemi sapere il vostro parere, senza sconti. Solo dopo, se il giudizio sarà favorevole, vi farò la dedica e potrete farmi pubblicità. Grazie e cordialità P.S.- Le copie sono un omaggio personale. Quindi sono trascorsi sedici anni da allora e la mia produzione letteraria contempla ad oggi 13 opere. La prima è NOTE DI VITA, una raccolta di sette racconti, pubblicata con il Filo online: un libricino con il riquadro di un campo di colza sul fondo turchese. Ricordo che quando arrivò il pacco con le copie acquistate – secondo i termini del contratto per la pubblicazione – rimasi male nel vedere che si trattava di un prodotto minuto, per quanto accurato. Questa è la ragione per cui in seguito feci di testa mia, affidando i successivi libri a una tipografia di fiducia, ovviamente a pagamento che assecondava le mie richieste in ordine a formato, grandezza, eccetera. Mi sono fatta un po’ di esperienza al riguardo e adesso sono approdata all’auto pubblicazione, col prezioso aiuto di Manuel, il mio factotum. Se un editore mi ‘adottasse’ senza farmi fare le corse per le presentazioni, ci farei un pensierino. Comunque è chiaro che scrivo per diletto, oppure per una sorta di malattia, secondo il parere del mio stimato prof di Liceo Armando Contro. Comunque sia, quando scrivo mi libero e sono contenta. Al settimo cielo se in copertina c’è l’intenso dipinto di un amico, così l’arte spazia. Il massimo, se ho chi legge e condivide.
Sull’esordio letterario
Causa il caldo notevole di questi giorni, se serve esco di mattina presto. Poi trascorro il pomeriggio in casa, tra salotto e studio dove cerco di riordinare il piano delle due scrivanie ingombre di carte. Balconi accostati e luci accese. A tratti accendo il clima, ma la ventola mi infastidisce e rinuncio presto. Trovo materiali che avevo accantonato, alcuni piacevoli come delle foto e una scritta, datata 8 aprile 2008 che mi riporta al mio esordio di scrittrice. La riporto integralmente perché la trovo carina: Cari colleghi, vi presento la mia prima ‘fatica’ letteraria: se vi va, prendetene una copia, leggetela e fatemi sapere il vostro parere, senza sconti. Solo dopo, se il giudizio sarà favorevole, vi farò la dedica e potrete farmi pubblicità. Grazie e cordialità P.S.- Le copie sono un omaggio personale. Quindi sono trascorsi sedici anni da allora e la mia produzione letteraria contempla ad oggi 13 opere. La prima è NOTE DI VITA, una raccolta di sette racconti, pubblicata con il Filo online: un libricino con il riquadro di un campo di colza sul fondo turchese. Ricordo che quando arrivò il pacco con le copie acquistate – secondo i termini del contratto per la pubblicazione – rimasi male nel vedere che si trattava di un prodotto minuto, per quanto accurato. Questa è la ragione per cui in seguito feci di testa mia, affidando i successivi libri a una tipografia di fiducia, ovviamente a pagamento che assecondava le mie richieste in ordine a formato, grandezza, eccetera. Mi sono fatta un po’ di esperienza al riguardo e adesso sono approdata all’auto pubblicazione, col prezioso aiuto di Manuel, il mio factotum. Se un editore mi ‘adottasse’ senza farmi fare le corse per le presentazioni, ci farei un pensierino. Comunque è chiaro che scrivo per diletto, oppure per una sorta di malattia, secondo il parere del mio stimato prof di Liceo Armando Contro. Comunque sia, quando scrivo mi libero e sono contenta. Al settimo cielo se in copertina c’è l’intenso dipinto di un amico, così l’arte spazia. Il massimo, se ho chi legge e condivide.
Trasformare l’offesa
Leggendo il quotidiano la tribuna – l’unico disponibile verso le 8.30 al bar Milady di Fonte – apprendo una nuova parola: body shiming che tradotta dall’inglese significa deridere qualcuno per il suo aspetto fisico. Oggetto di derisione il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, in sovrappeso che ha intelligentemente reagito alla provocazione, proponendo la passeggiata del giovedì sera, come allenamento ma anche occasione per conoscere i luoghi caratteristici del Comune di cui è il primo cittadino per il terzo mandato. Ingrassato di 40 chili, etichettato sui social come panzon, il sindaco si dispiace se la cosa turba qualcuno e corre ai ripari, invitando i cittadini a camminare insieme a lui il giovedì sera. Risaputo che camminare fa bene, trovo salutare e ammirevole la proposta del primo cittadino che dà il buon esempio, anziché offendersi. Tra l’altro ha raccolto un sacco di adesioni e così la passeggiata in compagnia si allunga ogni settimana, favorendo il metabolismo, la circolazione di idee e nuove amicizie. Complimenti al Sindaco che ha visto lungo. Il fatto di cronaca bianca, potrebbe addirittura tingersi di rosa perché non ci sono limiti di età per unirsi al folto e variegato gruppo di chi cammina per mantenersi in forma. Al di là dell’episodio personale, ritengo esemplare trasformare l’offesa – presumo anonima – in iniziativa coinvolgente e costruttiva. Se chi lo ha offeso per i chili di troppo pensava di umiliarlo e metterlo al palo, dovrà prendere atto di avergli offerto su un piatto d’argento promozione a costo zero. Infatti, se pesa l’offesa molto più incisiva è la risposta costruttiva che la trasforma in virtù.
Sui pedali a Castelcucco
Esco alle nove e davanti al cancello sfila una cordata di piccoli ciclisti – categoria giovanissimi – piegati sul manubrio con casco e maglietta colorata che mi strappano un sorriso. Ma non li invidio perché fa già caldo e lo sforzo sulle gambe è intenso. Una vespetta rosa strombetta per incitare, come alcuni sostenitori più o meno interessati alla performance, prevista per tre categorie dalle ore nove fino alle diciotto. Trattasi della 12esima edizione del Trofeo Montegrappa che prevede una nutrita adesione di iscritti. Dato che la competizione non mi è nuova, ricordo che il passaggio delle bici volanti infastidiva parecchio i miei due cani che ora non ci sono più. Personalmente mi infastidisce il tifo sfegatato di chi incita a squarciagola i giovani atleti a dare di più, che già stanno ‘soffrendo’ per il caldo e la tensione della gara. Le transenne lungo il percorso consentono di camminare fuori dello spazio destinato alle due ruote e raggiungo la casa di Francesca, appena sotto la piazza. Dopo circa un’oretta, compio il tragitto a ritroso. È aumentato il caldo e sono in attività ciclisti più grandicelli, sempre sferzati da incitamenti che non mi sembrano proprio carezze. Non riesco ad entusiasmarmi, sono tutta dalla parte dei giovani ciclisti che spero raccolgano i meritati complimenti dai loro sostenitori, al di là di medaglie e trofei. Anzi, credo che ne esca vincente soprattutto la loro autostima, per reggere a prove che definirei impattanti. Devo chiedere lumi a Giovanni, mio stimato ex alunno quasi dottore che sulle due ruote sta costruendo un’attività parallela. Alle ore 12 è in attività il megafono in piazza, suppongo per annunciare la pausa pranzo. La competizione riprenderà di pomeriggio. La temperatura intanto è salita. Aiuto!…
Felice incontro
Una pizza oppure un pranzetto in buona compagnia è cosa gradita. Ieri è capitato con una collega ancora in servizio e con la fida Lucia. Non sono una habitué, ma esco volentieri dato che sono negata per i fornelli e mi piace ogni tanto trovare pronto. Ieri la sorpresa è andata molto oltre le aspettative. Alla trattoria dai “Fruts’ a Paderno del Grappa, un signore, presumo il gestore di bell’aspetto con barba e capelli mediamente lunghi ci accoglie e si concentra su di me, dicendo che fu – il passato remoto ci sta – un mio alunno alle medie ‘in illo tempore’, occhio e croce Anni Ottanta, oltre quarant’anni fa. Tra l’altro aggiunge che non sono cambiata – bontà sua – e ricorda qualche marachella perpetrata ai danni dell’auto di allora, una mitica 500 (per la cronaca, ricordo una patata infilata nel tubo di scappamento). Giobatta, questo il suo nome, sembra rallegrarsi nel rammentare ed io recupero flash dei miei esordi professionali, pieni di entusiasmo e ‘sorpresine’ tutto sommato innocue, messe in atto dai più vivaci. Il nastro della memoria si snoda e tornano a galla situazioni paradossali: un suo compagno voleva collezionare note sul registro con l’obiettivo di farsi sospendere e tornarsene a casa, un altro era scappato durante la ricreazione, due fratelli irrequieti salivano disinvoltamente sui banchi. Certo non ho vissuto volentieri queste situazioni di indisciplina che adesso ci fanno sorridere. Ah, tengo per il finale la cosa più importante: Giobatta mi ha chiesto se poteva baciarmi, accordato volentieri perché l’ho percepito come l’omaggio a una persona che gli ha dato qualcosa in termini di relazione umana, più che di cultura. Giobatta, ex alunno, ora padre di Filippo e Ginevra che collaborano nella gestione della rinomata trattoria, con quell’abbraccio di gratitudine mi ha dato parecchio.
Colmelli in musica
Colmelli in musica: quarto appuntamento nel parchetto di Via dei Tigli, a due passi da casa mia. Potrei seguire lo spettacolo dal portico dove mi godo la sera, ma non sarebbe la stessa cosa. Di fronte alle giostre per i bambini è stato montato il palco e decine di sedie gli fanno corona, diverse già occupate. In prima fila è seduto un signore che indossa una t-shirt nera con la scritta: “Fans di Sabrina Salvestrin”, l’artista che si esibisce nella duplice veste di cantante e fisarmonicista. Il repertorio prevede la proposta di brani degli Anni Settanta, italiani e stranieri. Apprezzo particolarmente quelli di Lucio Dalla, ma la cantante non si risparmia, alternando l’uso della fisarmonica alla sola voce. Un valore aggiunto alla performance, è vedere dietro il palco dondolarsi dei bimbi sulle altalene. Inevitabile un tuffo nel lontano passato quando la bambina che fui si divertiva sul biscol. E poi, che facevo negli Anni Settanta per non ricordarmi di aver sostenuto questo o quel cantante? Ah ecco, ero impegnata nello studio, non proprio ‘matto e disperatissimo’ come quello di Giacomo Leopardi, comunque tosto. Fino alla laurea poche distrazioni, musica compresa. Poi è andata un po’ meglio, tenendo tuttavia il divertimento a margine. Convengo che la musica sia un ottimo collante tra le persone, più di altre forme artistiche che richiedono maggiore introspezione e coinvolgimento. Non sono una patita di canzoni ma ho le mie preferenze dove trovo Riccardo Cocciante, Mia Martini, Aznavour, Ermal Meta, Cesaria Evora, cantante capoverdiana struggente che ascoltavo in sottofondo mentre scrivevo l’ultimo romanzo. Invece non mi entusiasma più come una volta la musica popolare, allegra ma ripetitiva. Perciò quando Sabrina attacca con i noti valzer mi alzo e raggiungo Antonella, la vice sindaco per alcune informazioni. Da casa gusto la parte finale del concerto, un gradito regalo estivo del Comune agli abitanti di Castelcucco e non solo.
San Benedetto, Patrono d’Europa
Oggi San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa. Fondatore dell’Ordine dei Benedettini, introdusse un nuovo modello di vita monastica basato sulla preghiera e sul lavoro secondo il motto ‘Ora et labora’/Prega e lavora. Scrisse per i suoi monaci la Regola che prescrive povertà, obbedienza e alternanza di impegno e lavoro. Visse tra il 480 e il 547 d. C. durante le guerre gotiche tra Goti e Bizantini, in una delle epoche più travagliate della storia d’Italia. Grazie ai monaci benedettini, l’Europa del Medioevo sopravvisse nonostante le invasioni barbariche e la decadenza dell’Impero romano, portando avanti modelli e leggi di vita e di civiltà. Di famiglia aristocratica, Benedetto aveva per sorella gemella Scolastica che visse all’ombra del fratello e come lui divenne santa. Una volta si festeggiava san Benedetto il 21 marzo – da qui il proverbio ‘san Benedetto, la rondine sotto il tetto – poi la data è slittata all’11 luglio, da quando Papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia Patrono d’Europa, il 24 ottobre 1964. Siccome il mio compleanno è il 22 marzo, mi veniva facile raccomandarmi a san Benedetto, tra l’altro protettore di monaci, speleologi, architetti ed ingegneri. Devo ricordarlo al Dottore in Ingegneria Manuel, prossimo Ingegnere patentato. Trovo stupefacente che due membri della stessa famiglia abbiano fatto lo stesso percorso spirituale, in parte anche umano dato che sono morti a breve distanza uno dall’altra. Santa Scolastica viene festeggiata il 10 febbraio ed è la protettrice delle puerpere, delle monache benedettine e dei bambini che soffrono di convulsioni. Non sono esperta di agiografia (che si occupa della vita dei santi) ma credo che la vicenda di Benedetto e Scolastica potrebbe insegnarci qualcosa riguardo l’educazione dei figli.
Libro n. 13
Pomeriggio caldissimo ieri. Verso le quindici suona il campanello. Da dentro intravedo il furgoncino grigio di Amazon: intuisco che sono arrivate le copie della mia ultima fatica letteraria, un giorno prima del previsto. Il corriere di colore – scusate il gioco di parole – mi chiede se Ada sono io e appoggia uno scatolone sul pilastro del cancelletto, allertandomi che è pesante. Gli chiedo gentilmente di portarmelo sotto il portico e depositarlo sopra uno sgabello, più a portata di mano. Detto, fatto. Non lo apro subito perché la temperatura è luciferina, inoltre un po’ di suspence renderà più piacevole il controllo che avviene verso il tramonto. Apro con cautela lo scatolone, per non danneggiare nessun libro e mi appare una sventagliata di verde rasserenante, il colore scelto per il fondo, in quanto i libri sono rivolti con la copertina all’interno. Giro in su le prime copie e la tonalità dominante dell’aranciato mi trasmette una carica di adrenalina. L’autore del dipinto, Noè Zardo non poteva fare di meglio per esprimere l’ammirazione nei riguardi della vita che si forma nel grembo femminile. Non è la prima volta che ho tra le mani una mia creatura letteraria, ma confesso che l’emozione si rinnova ogni volta. La prima successe nel 2008 quando andai con la pandina color pavone a prelevare 400 copie di C’era una volta l’ostetrica condotta, dedicato a mia mamma, mancata l’anno prima. L’emozione che provai tornando a casa con l’utilitaria piena di scatoloni con centinaia di copie è ben viva nella memoria. D’altronde i libri sono parte dell’autore, un po’ come figli. Ho affidato l’ultimo che è il 13esimo della collana a una tipografia online. Cambiata anche la modalità di consegna, ora a domicilio. L’autrice sono sempre io. Attendo il riscontro dei lettori.
