Scambio fluido

Il mio secondo post nasce per ringraziare chi mi ha messo in condizione di pubblicare. Fin qui sembra un atto dovuto, prassi normale tra persone che si scambiano informazioni. Qua c’è di più: un’insegnante di lettere, la sottoscritta, diventa allieva di Manuel, suo ex allievo alle medie, ora studente di ingegneria elettronica: scambio di ruoli che fa già storia. Il come questo avviene è anche più curioso, una ventata di giovinezza che lubrifica articolazioni scricchiolanti e rivitalizza neuroni. Comunichiamo in tarda serata, tramite Whatsapp, mentre il resto dei familiari è già tra le braccia di Morfeo. Io allungata in poltrona relax che attenua l’artrosi, con lo schermo della tele che blatera indispettito; lui immagino a trafficare in una sorta di laboratorio domestico su misura. Scambio fluido di messaggi che per me non sono sempre chiari, chissà se pensa che mi sono rincitrullita… (d’altronde sono fuori esercizio da cinque anni!), poco importa: mi piace questa collaborazione a ruoli invertiti. Non avrei pensato che fosse così eccitante essere scesa dalla cattedra. Certo dipende dal soggetto che mi ha preso in consegna, riconosco che sono stata fortunata. Magari scopro che altri giovani virgulti possono insegnare molto alle vecchie generazioni e seminare un po’ di sano ottimismo in questo tempo ribaltato. Vediamo…

Anniversario

 Buongiorno a chi legge!
Oggi 24 giugno 2020 per me è un giorno speciale: abito a Castelcucco da vent’anni giusti, dopo aver fatto tre precedenti traslochi: non male come esperienza stressante! Col senno di poi, mi fa sorridere pensare a tutti gli scatoloni finiti in cantina, dove alcuni sono rimasti blindati per tempo infinito. La prima sera nella casa nuova c’era il nailon sui pavimenti a parquet; per cena ho consumato una zuppa, utilizzando il cucchiaino da caffè, perché le posate ufficiali erano introvabili. Ma impagabile la soddisfazione di spaziare in un ambiente ampio e silenzioso, senza sentire i rumori che erano consueti nel precedente appartamento in condominio. Inoltre avevo uno scoperto da riempire di piante e di fiori, cosa che è successa in maniera perfino abbondante, nel senso che alcune piante sono nate spontanee, come un fico, un susino e un ciliegio selvatico. Certo c’è da faticare, per tenere tutto sotto controllo, ma ammetto che il sacrificio è ripagato dai frutti spontanei a costo zero e dai bouquet di fiori che raccolgo tra una fioriera e l’altra. Per dirla tutta, il carico energetico mi viene dal saluto dei fiori alla mattina, quando faccio il mio sopralluogo in giardino, ancora in pigiama. Ok, sarà un vezzo da pensionata, ma è anche la raccolta di una semina partita da molto lontano… Chi ha inventato il motto “casa dolce casa” sapeva che avrebbe colpito nel segno. Questo è (quasi) tutto. Alla prossima, ciao!
Ops, a corredo aggiungo la poesia Il mio Eden, sull’argomento, tratta dalla mia silloge di fotografia e poesia Natura d’Oro

Il mio Eden

Da piccola sognavo
una grande casa.
Da grande il sogno
è costato parecchio.
Adesso mi godo
cani e tulipani,
more e lamponi
abbandonato sull’amaca
sotto il favoloso
ciliegio giapponese…
senza più pretese!