Brivido musicale gradito

La celebre musica di apertura della serie Perry Mason mi trattiene sulla poltrona relax dove trascorro un paio d’ore per ricaricarmi (inter nos, preciso che mi alzo verso le sei, anche prima col caldo). È stata composta dal musicista e arrangiatore Fred Steiner. L’episodio riproposto è intitolato La monaca, di ambientazione ecclesiastica, ma dubito che lo vedrò perché devo fare altrio. Dopo circa un paio d’ore mi gusto il finale, così risento la sigla che ha per titolo “Park Avenue Beat” , brano concepito per unire le sonorità sofisticate di un’orchestra sinfonica a un ritmo più moderno e incalzante. Mix riuscitissimo. Seguivo con piacere i film TV tanto tempo fa. Tra il 1985 e il 1995 fu realizzata la serie di 30 film con l’iconico avvocato e 6 film cinematogrfici prodotti dalla Warner Bros. L’attore è noto per aver interpretato anche Ironside. Qualcuno dei lettori ne ha memoria? La serie televisiva statunitense mi aveva così influenzato che pensavo avrei potuto fare l’avvocato, ipotesi poi rientrata. È andata in onda dal 1957 al 1966 e si rifà ai libri e al personaggio di Erle Stanley. Raymond Burr (New Westminster, 21 maggio 1917 – Sonoma, 12 settembre1993) è l’attore canadese naturalizzato statunitense che veste i panni dell’avvocato difensore Perry Mason che risolve casi giudiziari all’interno dell’aula del tribunale. Ovviamente tivù in bianco e nero, che aumenta l’alone di mistero. La brillante e fidata segretaria risponde al nome di Della Street, mentre Paul Drake è l’intelligente investigatore privato che aiuta Perry Mason a raccogliere le prove. Non sono nostalgica, però ad averne prodotti simili oggi. Chiudo con la sigla, che mi trasmette un brivido musicale gradito, in una torrida estate.

Centellinare la felicità

Non intendo parlare dell’America, oggi in festa per i suoi 250 anni di indipendenza. Però ritengo utile un cenno alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America (4 Luglio 1776) che sancisce il diritto inalienabile al “perseguimento della felicità” insieme a vita e libertà. Approfitto di questo concetto per interrogarmi e sottoporlo ai lettori. Escluso che sia una condizione di benessere permanente, è un obiettivo che si costruisce quotidianamente attraverso le relazioni, l’autorealizzazione e l’accettazione di sé. Adesso esemplifico. Stamattina ho raccolto delle foglie di salvia, aromatica che mi piace molto. Strada facendo – in realtà pochi passi in un’area destinata all’orto che non c’è – ho notato delle more mature. Le ho staccate dal ramo e assaggiate: deliziose! Spostandomi con cautela per non pestarle, mi sono trovata tra i piedi le ultime albicocche, dorate e morbide al punto giusto. Ma non è finita! Pochi metri e nell’erba vicino al melograno noto tre susine della varietà ‘goccia d’oro’ che ricordo squisite. A questo punto gli organi di senso sono esercitati in contemporanea, tatto e gusto in primis. L’udito un po’ a margine… finché Fiocco non si fionda fulmineo sull’albicocco e fa cadere l’ultimo prelibato frutto arancione. Provo un intenso piacere per la raccolta mattutina dei miei frutti che mi dà la carica per affrontare al meglio la giornata. Con le foglie di salvia ho intenzione di fare una tisana che sorseggerò durante le ore più calde, confidando nella clemenza del meteo. D’altronde la felicità è fatta di brevi momenti, da centellinare come la tisana.

Pioggia benedetta

Nel calendario romano, originariamente Luglio era chiamato Quintilis, rinominaro Iulius in onore di Giulio Cesare. Nelle antiche culture veniva consacrato a divinità legate al sole e alla terra, come Apollo e Giove. Dal punto di vista lunare, si lega tradizionalmente alla Luna del Cervo, simbolo di crescita e di rinnovamento. È il mese in cui la natura raggiunge la sua massima espressione, tant’è che simboleggia il culmine dell’estate e il trionfo della vita. Il proverbio del giorno recita: “Presto la pioggia suol venire a noia, ma in Luglio è un ricco dono e apporta gioia”, mai tanto desiderata quanto dopo un’intensa ondata di caldo africano. Tra oggi e il 5 dovrebbe esserci una pausa. Infatti si registra un calo salutare della temperatura – alle 10.30 di 24 gradi – sebbene a fine settimana temo si tornerà a boccheggiare. Che il vecchio continente sia tartassato anche da questo malanno mi angoscia. Comunque, un temporaneo sollievo c’è. Mi ha guidato la mano per buttare giù due versi inttolati PREZIOSI DIAMANTI Dopo il caldo estenuante/la poggia è una musica/che disseta la terra/e rilassa la meninge/dove intinge la penna/il fuoco della poesia/da donare a chi sia/disposto a condividere./Gocce di perle argentine/qual preziosi diamanti/fatevi avanti generose/ a rigenerar anime ansiose.// Come dice il proverbio, la pioggia è un dono e apporta gioia… sempre che non sia rovinosa e devastante. Pare che ci dovremo abituare ad ondate di calore sempre più ravvicinate, dato che il clima è in evoluzione a nostro svantaggio. Nel frattempo, chissà che riusciamo ad introdurre qualche buona abitudine, eliminando molti sprechi.

Benvenuti anche se prematuri

Esco presto, alle otto sto sfogliando il quotidiano al bar, in cerca di una notizia ‘in controtendenza’, se possibile alle sciagure quotidiane. Ed ecco l’articolo di Laura Pace: L’afa colpisce le donne in gravidanza: “Quasi mille parti prematuri in più” che mi rimanda a quello letto giorni fa riguardo la nascita di 7 bambini in un solo giorno all’ospedale di Belluno (il 24 Giugno) e a San Donà s Piave (il 25 Giugno). Chissà cosa avrebbe detto mia mamma, che aveva fatto l’ostetrica di Cavaso e Possagno, quando le donne partorivano a casa (le ho dedicato la mia prima opera C’era una volta l’ostetrica condotta). I parti prematuri sono quelli che avvengono prima della 37esima settimana di gestazione. Secondo uno studio pubblicato sula rivista scientifica “Environment International” quando il caldo è molto intenso, il rischio di parto prematuro aumenta di circa il 4 % per ogni grado in più di esposizione al calore, arrivando al 26 % se le temperature restano estreme per più giorni conseutvi. Io ho partorito mio figlio una settimana dopo l termine previsto: era l’8.08.88, una data speciale piena di otto, numero universalmente riconosciuto come simbolo di infinito, prosperità e bilanciamento cosmico. Mi ricordo che i giorni precedenti prendevo il sole in terrazzo con un costume azzurro. Dalla fine di Luglio, mi chiedevo oggi giorno se sarebbe stato quello del lieto evento. realizzatosi in una data speciale, ritenuta fortunata. Comunque sia, in un momento di crisi mondiale e di denatalità, ben vengano le nascite, anche premature. Se ad accogliere le creature ci sono genitori preparati e amorevoli.

Valore della pausa

Cosa significa per voi la parola pausa? È la domanda rivolta ai telespettatori da Greta Mauro che sostituisce Maria Soave nel programma UnoMattinaNews. Il termine deriva dal latino pausa e dal greco paûsis (cessazione) e ha il suo corrispettivo nel termine inglese break tanto di moda. Ma se il significato è all’incirca lo stesso, è sul come staccare dal quotidiano che mi interrogo. Conosco persone che non si riposano mai ed altre che durante la pausa danno il doppio, per scelta o per necessità. Nutrita sui classici, per me la pausa corrisponde all’otium. Nell’antica Roma indicava il tempo dedicato al ripoo e allo studio, contrapposto al negotium (insieme delle attività lavorative). Ad esempio, stamattina ho deciso di fare il minestrone con le verdure comperate ieri. Non è un’operazione difficile, ma richiede diversi interventi: lavare e sminuzzare gli ortaggi, raccogliere salvia e alloro per il soffritto, portare nel bidone per il compostaggio gli scarti, infine mettere sul fuoco, badando al tempo di cottura (aggiungo il sale solo alla fine). Mentre le verdure fanno il loro dovere, mi concedo una pausa sotto il portico a ovest e scrivo il post. Per me rappresenta una pausa dall’impegno culinario, valorizzata dal canto delle cicale radunate sui tigli a bordo strada. Su questa lunghezza d’onda è anche il momento che mi prendo per fotografare e magari buttare giù qualche verso. Al pomeriggio, isolo anche il telefono per non essere disturbata durante la pausa ‘recupeto energia’. Di indole piuttosto felina, considero un privilegio starmene per conto mio, alternando pause a momenti di lavoro e/o di svago. Qualcuno potrà dissentire, ma arrivata a questio tratto del viaggio cerco di valorizzare il tempo che rimane. E che non torna indietro. Per nessuno!

Domenica asfissiante

Caldo, il giorno più critico è il titolo d’apertura del CORRIERE DELLA SERA , seguito a ruota da quello interno l’Italia come i tropici A Milano temperature superiori a Bangkok e al Cairo (e 10 gradi sopra la media). Stiamo freschi, nel senso che abbiamo poche speranze finché la temperatura non si abbassa. L’espressione deriva da un’interpretazione sarcastica dell’inferno di Dante dove i traditori sono condannati al ghiaccio eterno. Stiamo tutti boccheggiando, compresi gli animali. I miei gatti stanno distesi sul pavimento alla veneziana, oppure sotto al Glicine. Fiocco si è scelto la capotta della Panda in garage e non vuole scendere, neanche se metto in moto l’auto. Nina e Viola delle mie amiche Lisa e Roberta se la passano meglio con il condizionatore. A Canale d’Agordo si respira un po’, ma Ben suda lo stesso (Ben è protagonista con Rex del mio ultimo lavoro Amici Inaspettati) fa fede la foto che mi ha inoltrato Mariuccia. Gli animali d’affezione sono comunque attenzionati dai loro umani. Va peggio per i capi di bestiame nei grandi allevamenti dove vengono installati docce, ventilatori e climatizzatori perché “Anche gli animali soffrono l’afa”. Ne segue che raddoppiano le bollette nelle stalle e crescono i costi. Nelle strutture per i bovini esistono dei sistemi di raffreddamento, ma per i polli è diverso in quanto gli allevamenti sono chiusi e bisogna considerare impianti per ambienti estesi. Quindi anche tra gli animali c’è chi se la passa peggio. Del resto apparteniamo tutti alla stessa specie umana, sebbene ci sarebbe molto da dire a favore dei quattro zamoe. I metereologi prevedono un ritorno alla ‘normalità’ a metà della prossima settimana, quando saremo a Luglio. Fino ad allora, forza e coraggio! 💪

Buon compleanno, blog! 🌻

Il primo post pubblicato sul mio blog verbamea, intitolato Scambio fluido è datato 27 Giugno 2020, come rilevo da POST PER UN ANNO, raccolta dei primi 365 scritti, nata su suggerimento di Pia. Pertanto oggi, 27 Giugno 2026 il blog compie sei anni. Non pensavo che questo strumento mi avrebbe fatto tanta gradita compagnia. In prossimità della pensione cercavo un modo per comunicare liberamente con chi fosse disposto a leggere, e magari a commentare le mie riflessioni, senza obblighi reciproci. Le parole post blog sito web hanno temperato l’ansia iniziale. Grazie all’appoggio di Manuel, mio informatico di fiducia sono diventata una blogger come è scritto sul mio biglietto da visita. La cosa mi fa sorridere, ma ammetto che scrivere è l’occupazione che preferisco, sostenuta da una schiera di lettori: fedeli o temporanei, di passaggio o stabili, in movimento come i viaggiatori di un treno. Qualcuno scende a una fermata e qualcuno sale. Considerando i numeri, fatto il distinguo tra visite e visitatori, i lettori sono cica una quarantina al giorno. I commenti pubblici sono una minoranza, rispetto a quelli in privato che giungono anche a tarda ora. Dietro i contatti stabili ci sono persone note e amiche. Inossidabile la tenuta di Lucia che non ne manca uno. Flavio mi legge dal Kazakistan, Manuel lo faceva dall’Australia. Lina lo fa “da remoto’ anche se abita vicino. Chi scrive dopo cena e chi prima di andare a dormire. Ringrazio tutti*, prezioso nutrimento per le mie meningi, dal primo lettore all’ultimo iscritto, Fabio, uno dei miei primi alunni, ora avvocato. È come se avessi ricevuto un’eredità inattesa. Del resto non cerco popolarità, ma condivisione di pensieri ed emozioni. D’altronde “Scrivo per trovare il mio posto come il fiore nel prato”. Grazie Lettori!, fiori colorati del mio profumato bouquet letterario 💐 * I più assidui: Lucia, Pia, Serapia, Mariuccia, Marta, Martina, Marisa, Lisa 1 e 2, Novella, Antonella, Adriana 1 e 2, Francesca, Vilma, Nadia, Lara, Lina, Erica, Rossella, Roberta, Sara, Veronica, Ivano, Giancarlo, Gianfranco, Gianpietro, Massimiliano, Manuel, Fabio …. 🏆🌻👋

Estate, felice incontro

Oggi inizia l’estate astronomica, anche se quella meteo è iniziata il primo giugno, e si sente, eccome! Caldo sopra la media, con annessi e connessi. Piacevole alzarsi la mattina al canto delle tortore, ma fastidiosi gli insetti che si intrufolano per ogni dove in casa. Preferisco le prime ore della giornata, quando mi sento più attiva e bendisposta. Puntatina al bar con Lucia, alla vigilia della partenza per il mare. A metà settimana farò una capatina in montagna. Il resto del mio tempo è legato ai gatti, ai fiori e alla casa, di concerto con la scrittura. Il prossimo 27 Giugno, il mio blog verbamea compie sei anni e devo pensare a come omaggiarlo. Tornando alla stagione estiva, mi auguro che mi porti cose nuove. Una mi è capitata proprio al bar. Mi si avvicina un signore, mio ex alunno di parecchi anni fa che mi consente di fare un tuffo nel passato. Associo il nome e cognome ad un suo manufatto che nel tempo si è rivelato premonitore: un martelletto in legno, simile a quello in uso al giudice per chiudere una causa, che Fabio aveva realizzato con le sue mani per richiamare all’ordine la classe. Assecondando intenzioni ed attitudine, è diventato avvocato. Un esempio di come tenacia e determinazione portino lontano. Sposato con Elena, una gentile collega, adesso è padre di due figlie adolescenti. Sono lusingata per il percorso umano e professionale fatto da questo adulto, che era già tenace e impegnato da studente. Come lui altri, che mi salutano e mi lasciano basita, trovandomeli davanti trasformati e realizzati. Non è così per tutti, ma quando succede sono veramente contenta di constatare come siano germogliati i fiori, in riferimento al mio Dove i Germogli Diventano Fiori

Potere “magico” della scrittura

Lo scrittore turco Ahmet Altan è ospite stasera alle 21 di Letterature Festival Internazionale di Roma allo Stadio Palatino. La Repubblica di ieri, pubblica un suo articolo dal titolo “L’immaginazione è l’unico potere che non ha prigioni” che fa intuire di cosa parli lo scrittore. Ammetto che mi aveva attratto il cognome, lo stesso del famoso vignettista Francesco Tullio Altan, ma non c’è legame. Ahmed Altan, nato ad Ankara il 2 marzo 1950, è un giornalista e scrittore turco, a lungo detenuto nel suo paese per reati di opinione. Il suo nuovo libro è Ti cerco, amata edito da e/o. L’articolo di cui è autore merita di essere letto integralmente. Io ne estrapolo qualche passaggio, condividendo ciò che dice riguardo la scrittura. “Quando scrivi o leggi, ti liberi dall’oppressione del tempo. Puoi viaggiare nel tempo, saltando di anno in anno, di epoca in epoca, a volte andando nel passato, a volte nel futuro. Grazie alla scrittura, da schiavo del tempo diventi suo padrone. Scrivere elimina tutte le paure. Cura ogni sofferenza e moltiplica ogni gioia”. Viene ribadita la convinzione che la scrittura abbia un potere terapeutico, anzi “magico”, dato che “ciò che è scritto non è solo scritto. Ciò che è scritto viene anche letto. Grazie a questa magia, il lettore acquisisce tanto potere quanto lo scrittore”. Ahmed consiglia di leggere Dante, Gramsci, Boezio, Tolstoj, Balzac, Shakespeare, Dostoevskij, Pirandello, Hugo, Goethe “Se ti trovi nelle peggiori condizioni del mondo”. Lui l’ha sperimentato nella sua pelle, incarcerato per oltre quattro anni e mezzo, dal settembre 2016 al 14 aprile 2021, dopo che la Corte di Cassazione turca ha annullato la sua precedente condanna.Buona vita, Ahmed!

Tra fiori e frutti 🍑

Al mercato locale, stamattina ho comperato tre vasetti di Portulaca bicolore giallo arancio. Il banco dei fiori è il mio preferito… compero più fiori che alimenti! Però scopro che una varietà di questa succulenta (pianta grassa) è anche edibile! Grandioso. Intanto il nome Portulaca deriva dal latino portula (piccola porta) e si riferisce alla capsula del frutto che si apre – a maturazione – come un minuscolo sportello per far cadere i semi. Nel linguaggio dei fiori rappresenta la femminilità ed è anche un simbolo di salute ed energia. Tenerla vicino alla porta d’ingresso o sul davanzale, si dice che favorisca le energie positive. Piaceva tanto a mia zia Primina, prosperosa friulana doc. Quanto alle proprietà, ha spiccate proprietà antinfiammatoriae, antiossidanti, depurative e diuretiche: insomma, è un vero super food spontaneo. Incredibile che un fiore così bello sia anche tanto utile. A proposito del fiore, ha un comportamento eliotropico, cioè si apre in pieno sole e si chiude ermeticamente al tramonto. Così fa anche la mia rosa gialla tappezzante. Ogni giorno imparo qualcosa dalla natura e sono contenta quando metto le mani nella terra, non mi sarebbe dispiaciuto fare la fiorista. Comunque, anche senza fioreria curo il mio umore tra piante, fiori e frutti di casa, pur in uno spazio contenuto. La grandinata pomeridiana di ieri ha fatto cadere e ammaccare una trentina di albicocche ancora acerbe. Le ho raccolte e recuperate, quanto possibile per farne marmellata di Apricot che non era in previsione. Però la frutta di casa ha un gusto ineguagliabile e sarebbe un peccato, seduta stante rifornire il compost. Un chilo di frutta sminuzzata è già in pentola, con zucchero e Fruttapec. Adesso recupero i vasetti di vetro e procedo. 🍑