Dopo Cerbero arriva l’anticiclone Caronte: previste temperature record in tutta Italia. Dubito che i nomi dati agli eventi favoriscano la lettura, o rilettura dell’Inferno dantesco, sebbene rendano l’idea di qualcosa di insopportabile. L’ ondata di caldo africano promette temperature eccezionali. Mi difendo stando in casa e se proprio devo uscire, lo faccio di mattina presto. Questa settimana ho già rinunciato a una puntata a Bibione e a malincuore declino un invito a pranzo fuori casa. Non essendo evergreen, accetto i limiti dell’età e mi proteggo di conseguenza, viaggiando con la mente in buona compagnia delle mie colleghe-amiche che ringrazio: Francesca, Sara, Valentina, Veronica, Elisa. A proposito, ricordo a chi volesse leggerci l’indirizzo da digitare: sixrododactilos.wordpress.com Certo non invidio i ciclisti che nel fine settimana arrancano sull’asfalto bollente. Giusto domani è prevista in paese la gara ciclistica 9° TR. HOTEL MONTEGRAPPA RISERVATA AGLI ATLETI VENETI che coinvolge anche i GIOVANISSIMI di primo pomeriggio: non vorrei essere nei loro panni, e meno che mai in quelli dei genitori, se li spronano a cotal fatica. Ammetto di essere condizionata per un fatto successo in famiglia molto tempo fa: sui 10 anni, mia sorella Lina con tuta e caschetto faceva felice mio padre, pedalando sulle due ruote e partecipò anche a qualche gara… finché non venne colpita per lo sforzo e forse altro da un grave attacco di asma che richiese l’intervento ospedaliero a Padova. Fine della storia. Da allora mai più bicicletta e ambizione ridimensionata paterna di avere un campione in casa. Col tempo anagrafico tutto assume una coloritura più soft. È il tempo meteorologico che si aggrava e non perdona.
Categoria: Tempo
Comunque l’estate c’è
Il Gladiolo è un altro bellissimo fiore estivo. Per fortuna, a casa mia alcuni sono sbocciati ed altri lo stanno per fare, mentre l’estate scorsa il miracolo non si è avverato, causa la siccità. Mi stupiscono i tre fiori emersi dalla base del Ciliegio, dove avevo sistemato dei sassi per impedire ai gatti di andare a dissotterrarli. Evidentemente hanno trovato la strada per uscire allo scoperto e la loro resilienza è per me un monito. Oltretutto sono gialli, un colore che mi stimola e mi rincuora. Invece sono blu su fondo verde quelli dipinti sulle tende della mia camera, a sottolineare la predilezione per questo fiore elegante, originario dell’Africa e del nostro Mediterraneo. Simbolo di virilità e di vigore, sembra che diversi secoli fa le donne più giovani lo utilizzassero per adornare le vesti e i capelli. La forza di carattere è rappresentata anche dal nome ‘gladio’ che in latino significa spada. Le sue foglie infatti hanno la forma di una spada e per questo motivo è associato alla forza. Come l’Ortensia è privo di profumo, ma per me non è una limitazione. Osservandolo, ieri mi è venuto di buttar giù due versi che lo vedono apripista di una poesia estiva che trascrivo così, tanto per sopportare il caldo. COMUNQUE L’ESTATE C’È Vorrei essere un gladiolo variegato/verso l’alto proiettato,/incurante dell’estate afosa./Anche una mora gustosa,/nascosta tra il fogliame dell’orto/in apparenza morto/con la scorsa siccità/ed ora straripante/di lavanda e pomodori/tesori della natura sorprendente./ Non oso lamentarmi di niente,/salvo mosche, zanzare e tanto rumore/che non fa proprio bene al cuore./Comunque l’estate c’è:/prendiamola com’è!//.
Benvenuto luglio
Ciao luglio… che devi il tuo nome al mitico Gaio Giulio Cesare, ti presenti meglio rispetto al tuo omonimo dell’anno scorso quando si boccheggiava per il caldo e la siccità. Stanotte ha piovuto e stamattina non guasta la manica lunga, mentre scrivo sotto il portico con gradevole temperatura di 19 gradi alle otto. Tutto benessere, finché dura… Si sa che rappresenti il cuore dell’estate quando molti respirano vacanza. Ad esempio studenti e professori. Licenziati quelli delle medie, adesso tocca ai maturandi, ma prima o dopo il cerchio si chiude, con buona pace di ciò che l’anno scolastico ha lasciato. Anche gli insegnanti vanno/andranno in vacanza ed io mi unisco al coro deigli Evviva per solidarietà e per condivisione. L’ elenco completo dei colleghi cui augurare buone vacanze, dal Veneto alla Sardegna sarebbe lungo, perciò mi limito ai docenti più ‘vicini’: Massimiliano, Adriana, Rossella, Paola, Valentina, Veronica, Lisa, Antonio … con estensione ovviamente a quelli che sono in pensione. So che non saranno tutte rose e fiori, sono abbastanza navigata da metterlo in conto… però, caro Luglio potresti fare il miracolo di restituire la piccola Kata ai suoi genitori. Per non parlare della guerra alle porte di casa che sta diventando una malattia cronica ingravescente. Purtroppo le disgrazie accadute non si possono rimediare, ma se distribuisci a pioggia un surplus di buonsenso, attenzione e prudenza si potranno limitare ulteriori danni. Da parte mia, mi tengo stretto quello che ho: salute, libertà, hobbies e buoni contatti. Se farai il bravo, può essere che ti dedichi una poesia! Calorosi Saluti!
E(state) a casa
Oggi è l’ultima domenica di primavera. Per la settimana prossima è anticipato il gran caldo: tutto nella norma, purché ci vengano evitati gli effetti collaterali legati all’afa. Dal solleone dovremmo avere imparato a difenderci. D’abitudine io mi sposto di mattina e mi riposo al pomeriggio, al riparo sotto il frondoso glicine o dentro casa, protetta dai due portici, uno a est e l’altro a ovest. Dell’estate mi disturbano i rumori, tipo il rombare dei motorini truccati, l’abbaiare fastidioso di alcuni cani, le tosaerba e le seghe in attività, mentre mi rilassa il ronzio degli insetti laboriosi come i bombi e le api. Il discorso cambia per zanzare e pappataci, al momento poco numerosi. Amando il silenzio, posso contare sulla discreta compagnia degli ospiti del vicino camposanto che talora diventa luogo chiassoso per incontri ravvicinati di scooter e biciclette, sebbene il paese disponga di un campo sportivo. Il rovescio della medaglia stagionale che apprezzo è rappresentato dalla luce, dal caldo, dai colori dei fiori, dalla verdura e dalla frutta che posso gustare a metro zero. Sto vigilando sulla maturazione di lamponi e mirtilli, ma mi dovrò accontentare di qualche albicocca, perché il mio generoso albero quest’anno si riposa. Com’è giusto, d’altronde, visto che c’è un momento per tutto, pausa compresa. Tra i progetti mi a breve termine c’è una puntata alle terme di Bibione con Lucia e Adriana, e imprimere una accelerazione al romanzo iniziato un anno fa. Non sento il bisogno di allontanarmi da casa dove ho tutto ciò che mi serve: spazio, piante e fiori, angoli ombreggiati, gatti (anche quelli dei vicini ), canarini, merli e tortore vaganti. Come ha rilevato Lisa, la mia natura un po’ solare e un po’ lunare ha bisogno di stimoli contrapposti che si armonizzano nel mio habitat. Del resto lo dico nella poesia Il mio eden, a pag. 61 della mia silloge Natura d’oro (disponibile su Amazon) che inizia così: Da piccola sognavo/ una grande casa./Da grande il sogno…
Pedalare…magari!
Ieri era la Giornata Mondiale dell’Ambiente e oggi la Giornata Mondiale della Bicicletta: una correlazione intelligente, perché usare la bicicletta piuttosto che l’auto – potendo – è salutare per sé e per l’ambiente, in quanto la due ruote non inquina. Però è pericolosa su strada e non ripara dalle intemperie. Giusto domenica, qua in paese una giovane ciclista ha avuto un incidente a metà mattina in prossimità della rotatoria; io camminavo a circa venti metri e ho sentito un gran botto. Subito si è fermato un capannello di persone e una coda di macchine allertate. Mi sono avvicinata: ho visto la ragazza distesa sul bordo della strada, vigile, con le ginocchia sanguinanti e le cosce gonfie. Tuttora non so se sia stata toccata da un’auto oppure sia caduta da sola. Sono molti i ciclisti della domenica e le strade della pedemontana sono invitanti. Se mi capita di incrociarli quando sono al volante mi mettono in agitazione… anche a ragione. Evito di puntare il dito contro la categoria – ovunque si registrano esempi negativi – ma invito tutti, pedoni compresi a considerare la strada un bene comune. Tornando a me, non vedo l’ora di montare in sella alla mia vecchia bicicletta e farmi un giretto (l’ultimo risale all’autunno scorso), tempo permettendo. Sembrava che oggi fosse la volta buona, era uscito pure il sole, ma il cielo è tornato ad annuvolarsi. Staremo a vedere. Tra bizzarro e bizzoso, non so quale aggettivo sia più appropriato per il tempo atmosferico attuale. Un’amica stamattina mi diceva di tirar fuori nuovamente la felpa. Ecco, adesso sta tuonando e temo che per oggi mi dovrò accontentare della cyclette. Ma vuoi mettere pedalare con un occhio ai papaveri, mentre le narici si espandono al profumo dei gelsomini in fiore?
Pomeriggio di sole
Meteorologicanente parlando, oggi è l’incontrario di ieri. Era previsto, e mi dispiace perché ho bisogno di caldo e di luce. Maggio finora è una delusione, sembra la personificazione di certi comportamenti umani contraddittori, di chi fa il bello e il brutto tempo. Comunque andiamo avanti, anzi torno indietro, a ieri quando ho trascorso diverso tempo all’aperto. Per comprendere con quanta soddisfazione, recupero ‘l’appello delle emozioni’ usato a scuola, prima di avviare la lezione di italiano, storia/cittadinanza o geografia che fosse. In pratica, l’alunno interpellato, accanto al ‘presente’ doveva comunicare il suo umore, in base a una scala che andava da 0 a 10, motivando a sua discrezione il punteggio. Le risposte mi servivano per ridimensionare l’atmosfera della classe, introducendo eventualmente qualche variante al programma. Direi che ha funzionato per il gruppo; ora torna utile anche a me ripropormelo. Perciò ho valutato con un bel nove il lungo pomeriggio di ieri, trascorso ieri all’aperto. Spiego a fare cosa: ho messo in vaso due piantine di pomodori (altre otto sono in terra), tre di prezzemolo, una di basilico speciale, trasferito in un vaso più grande la salvia (ma ne ho dell’altra in terra, perché questa pianta mi piace molto), spuntato l’erba cipollina…e soprattutto sono riuscita a mettere in moto la tosaerba elettrica, dando una ripassatina al giardino, in precedenza riordinato da Reginaldo con il tagliabordi e la vecchia tosaerba, che solo lui riesce ad avviare, tirando il filo per l’accensione. Quella ‘nuova’ si avvia, premendo un pulsante…ma dopo la pausa invernale non è scontato. Infatti prima di partire ha gracchiato un po’, ma alla fine sbuffando si è mossa (beh, anche questo attrezzo merita una personificazione, che potrei riferire a me stessa). Dopo un paio d’ore di giardinaggio ero accaldata e pure affamata. Ma avevo pensato a prepararmi per tempo la cena: seppioline ripiene gratinate, con zucchine al forno. È bastato impostare il tempo di cottura e verso le 19.30 ho cenato soddisfatta.
Giorno di mercato…e di compleanno!
Oggi 4 maggio è una bella giornata di sole. È anche il compleanno della mia amica Lucia che commenta ogni giorno il mio post da quando è nato il blog, il 27.06.2021. Quindi di proposito, per scrivere il mio pezzo ignoro l’attualità e rimango nel privato, raccontandole la mia mattina, dato che Lucia è ricoverata in clinica a Mestre per intervento al ginocchio, con esito positivo e imminente rientro a casa. In paese oggi è giorno di mercato dove andiamo spesso insieme: una sosta qua, una sosta là, l’incontro di un/una conoscente, due chiacchiere davanti il banco dei fiori o della frutta… la mattinata scorre via piacevole e profumata anche dagli odori del fritto presso il bancone del pesce, molto frequentato. Stamattina però lo salto, perché sono a posto. Piuttosto mi fermo da Matteo e compero dieci bulbi di gladioli di vari colori che distribuirò nelle mie aiuole. Spero che faranno germogliare i fiori che la siccità dell’estate scorsa ha penalizzato. Alla postazione di fronte compero una ricotta e dello stracchino che metterò in tavola per cena. Contorno pronto: zucchine trifolate preparate ieri sera, perciò tiro dritto davanti al banco della verdura dove Evelyn, la titolare mi saluta cordiale anche se non acquisto niente. Mi affretto per tornare a casa, dove in uno spazio circoscritto Reginaldo ha messo in terra quattro piantine di pomodori e tre di zucchine, per un mini orto domestico. Se le cose andranno per il verso giusto, potrò raccogliere i prodotti e gustarmeli tra qualche settimana. Di rimpetto ai pomodori ci sono le fragole in fioritura: promettono bene! Pregusto la macedonia che potrò farne, con vino o limone, con o senza panna da offrire sotto il glicine, in amabili conversari. Perciò, Lucia tieniti pronta! 🍓🍓🍓🍓🍓🍓🍋🍋 Dolci Auguri! 🍰🥂
La partigiana Gabriella
Non mi stupisce che settimanali e quotidiani parlino di Tina Anselmi, di cui stasera, su Rai 1, ore 21.30 andrà in onda il film biografico TINA ANSELMI – UNA VITA PER LA DEMOCRAZIA. Avevo letto tempo fa che si stava girando il film sulla sua vita a Castelfranco dov’era nata nel 1927 e nove è morta nel 2016, personaggio molto importante che ha lasciato un’impronta nella vita politica italiana: prima donna ministro – del Lavoro e della Sanità – dopo 115 anni dall’Unità d’Italia e con 886 ministri maschi. Partigiana 17enne, sindacalista, deputata della democrazia cristiana, nel 1981 presiede la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla P2. Sul CORRIERE DELLA SERA di ieri, nella pagina Ritratto d’Autore, l’autore dell’articolo ricorda che la Anselmi era soprannominata ‘Tina Vagante’, in riferimento alla percezione di ‘pericolosità’ che poteva diffondere tra i colleghi per le sue doti e la sua intransigenza. Un curriculum straordinario che non le impediva di ascoltare chi le chiedeva udienza, per qualunque motivo. Come successe a Elisa, figlia della mia amica Marcella che nel 2001 la intervistò sulla Resistenza e sul suo ruolo di partigiana, col nome di battaglia Gabriella. L’ esposizione che ne fece al colloquio orale per la Maturità le valse un bel cento. So di altre udienze concesse a persone che conosco, risoltesi con successo. Credo che l’onorevole Anselmi fosse molto portata per l’ascolto, abilità piuttosto desueta tra i politici. Mi sarebbe piaciuto conoscerla di persona ma è comunque entrata nella rosa delle mie persone di riferimento per essere stata innovativa, coraggiosa, anticonvenzionale in un periodo un cui le donne erano confinate in casa e apprezzate per fare figli. A proposito, nell’articolo di Valerio Millefoglie su il venerdì di Repubblica, leggo che aveva un fidanzato, morto per tubercolosi a 24 anni. Se fosse diventata madre, immagino si sarebbe distinta anche in quel ruolo. Grande Tina, a stasera!
Compleanno speciale
Oggi 21 aprile, compleanno speciale di Roma Capitale! La città eterna compie la bellezza di 2776 anni, portati piuttosto bene. Secondo la leggenda, fu fondata il 21 aprile del 753 a.C. Credo che i miei ex alunni se lo ricordino, perché era una data che amavo sottolineare. Quanto allo stato di salute, dovrei chiedere ai residenti, tipo a mia nipote Cristina che però ci abita da poco ed è spesso in viaggio per lavoro. Io ci sono stata in gita scolastica – poteva essere il 1970 – e di passaggio verso Napoli, meta finale. Ricordo il giro in pullman delle vestigia romane, peraltro senza scendere perché pioveva a dirotto. Mi sento legata emotivamente alla Roma antica, rappresentata da Cesare e Ottaviano Augusto in ambito politico e dai poeti Orazio, Ovidio, Virgilio e Catullo in letteratura. L’influenza degli studi classici permane. Quanto alla Roma moderna, andrei cauta a farmi prendere dagli allettanti inviti turistici. Ribadisco di essere piuttosto sedentaria. Ultimamente mi scopro anche insofferente per il traffico caotico e la confusione. Sono certa che la capitale offre un sacco di attrattive, sia professionali che culturali. Tuttavia, al momento preferisco immaginarmela da casa dove godo momenti di tranquillità garantita dall’ambiente ‘agreste’. Adesso che ci penso, credo sia un deterrente – ma parlo per me – il fatto che ospiti la sede del parlamento e del governo italiani, con tutto il gran via vai di politici, non tutti beneintenzionati allo stesso modo. Che la premier Giorgia Meloni sia una donna mi fa ben sperare, se la lasciano fare. Ho sentito che stamattina ha ricordato il super compleanno della vetusta città, che deve tirar fuori tutto il fiato per soffiare sulle strepitose candeline. Io ci scherzo un po’, ma so che gli stranieri ci invidiano le città millenarie. Dovremmo, me compresa, sostenerle di più: non solo per il fascino antico, ma per essere, prove alla mano un faro di civiltà.
Buona Pasqua
Domenica di Pasqua, cielo terso e aria frizzante. Ho fatto delle foto alle mie piante in fiore, pensando a un augurio adeguato. Ho perfino cercato suggerimenti nell’Aforismario di internet, senza soddisfazione: volevo qualcosa che corrispondesse a quello che sento. Infine ho trovato la risposta osservando la foto, illuminata dalla luce e mi è venuto il seguente augurio: Che la luce della Pasqua dissolva le ombre e doni l’energia per colorare il presente. Tutti abbiamo ben chiaro quali siano le ombre attuali, personali e mondiali. Se possiamo lenire un poco quelle private, per riportare la pace ci vorrebbe l’intervento divino, oppure un rinsavimento globale al momento latitante. Io trovo conforto nell’arte, mia e degli altri. Le parole sono la vitamina che assumo e propongo. È un grande dono che mi fa Marta di trascriverle per portarle a Pio, l’anziano padre e alla 90enne zia Natalina, ricoverata: il passaggio da me a loro richiama il significato della parola pasqua – pèsah in ebraico – che significa passare e sono onorata di poter passare qualcosa di mio agli altri, per condividere e/o alleviare una pena. Anche mia nipote Cristina ravvisa la bellezza dietro le parole illustrate dalla foto, così la sento vicina anche se sta a Roma. Magari dopo aver postato le mie riflessioni, arriverà qualche altro commento a rendere sostanziosa la tavolata…non quella materiale da cui rifuggo, ma quella delle persone che sono in consonanza con me, un piccolo sodalizio di cui sono fiera. Ovviamente auguro buone libagioni a chi le gradisce e a chi si fa in quattro per trattenere gli ospiti. In questo settore sono proprio controcorrente. Mi bastano le uova sode delle gallinelle di Marta e il ramoscello d’ulivo di Rossella. Il sole, i fiori e i colori fanno il resto. Buona Pasqua a tutti!
