Sul tablet scorrono video di tutti i tipi: io guardo quelli che hanno per protagonisti gli animali, con o senza cuccioli umani. Trovo interessanti anche quelli di giardinaggio e le ricette, che talvolta sperimento. Di recente mi ha colpito un video con protagonista una nonna e suo nipote. Premetto che non so quanto sia ‘costruito’, però mi sembra credibile e lo considero un messaggio di buona convivenza tra generazioni. Lei si chiama Luigina (Simonotti), 85enne piemontese, molto seguita sui social. Due milioni di follower su TikTok. Davide, il nipote 27enne ha avuto l’idea di filmare momenti della loro quotidianità, basata sulla semplicità ed il grande affetto reciproco. “Ho iniziato per combattere la solitudine” è il titolo di un articolo online che mi fa riflettere: solitudine di chi? Della nonna oppure del nipote? Può darsi che tra le righe ci sia la risposta, ma al momento preferisco pensare alla solitudine come un malessere generazionale che si risolve grazie a un aiuto reciproco. La scenetta cui assisto riguarda un pacco dono di Davide: operazione che la vivace Luigina compie con lo stupore di una ragazzina. Quando non bastano le mani per togliere i vari strati di carta in cui è bene impacchettato il dono, la nonnina usa la forbice, postillando l’operazione con battute e sorrisi. Alla fine il regalo si svela: delle tazze bicolori rosa e verdi, con vassoio a forma di cuore. L’entusiasmo della nonna buca lo schermo e mi contagia. Ammiro molto le persone in là con gli anni, testimoni di valori semplici e fondanti. Luigina è davvero amabile, grazie alla trasparenza delle sue azioni, compreso il parlato un po’ biascicato e il buonumore. Fortunato il nipote ad avere una nonna così ed altrettanto fortunata lei a godere delle sue attenzioni. In sintesi, la promozione dell’affetto vero.
Categoria: Tempo
Pace cercasi
Come di consueto, faccio colazione di prima mattina, prestando un orecchio alla televisione, sintonizzata sul primo canale. Ad un certo punto, la conduttrice Maria Soave (nome che le invidio) intervista il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, cui rivolge le ‘Domande su Gesù’ di alcuni bambini. Il cardinale sorride prima di rispondere ed è condivisibile la simpatia che prova verso la curiosità spontanea dei piccoli fedeli, che hanno un’età media di sette anni, ovviamente maschi e femmine. Ecco alcune domande: “Dove sta Gesù”, “Cos’ha di speciale Gesù”, “Qual è il simbolo della Pasqua”, alle quali il monsignore risponde rispettivamente: “Sulla croce – Che ci vuole bene – la luce”, sempre con il sorriso e il piacere della condivisione. Nel suo dire, il cardinale fa riferimento all’invito del Santo Padre a non volere di più, ma di meno. È una testimonianza di fede gioiosa che rincuora. Accanto a questo annuncio, sento che almeno oltre dieci milioni di Italiani sono in viaggio per la pausa pasquale, molti verso il sud. Per quanto riguarda il tempo, estate al sud e piogge al nord. In Veneto, di mattina nuvoloso, ma con la tendenza verso un nuovo peggioramento in serata, a partire da ovest. Insomma, nessuna stabilità che mi pare una buona metafora del comportamento umano. Per me niente spostamenti e ansiosa attesa dell’intervento di artoprotesi. Luce e buio si alternano nell’intimo. I tulipani in giardino mi confortano, mentre mi disorienta la temperatura in sensibile calo, di primo pomeriggio 12 gradi. La neve attesa a Natale è scesa sui monti a Pasqua. Le turbolenze meteo non sono una novità. Molto più preoccupanti quelle a livello politico, per cui manca la pace proprio nei luoghi di Gesù, e molti altri. Ecco, dovrebbe essere riesumata la parola Pace, sarebbe una salutare sorpresa.
Giovedì santo
Giovedì santo bagnato. Tra ieri e oggi il maltempo si è scatenato. In questo periodo, gli anni passati mi dedicavo alle pulizie, ora ridotte al minimo. Sui vetri ho ancora delle stelline adesive che non ho tolto, dato che le festività natalizie mi sono scivolate addosso per motivi sanitari. Fortunatamente succede qualcosa che dà una svolta al mio umore: il corriere mi consegna un piccolo pacco che aspettavo. Intravedo il furgone grigio dalla finestra ed esco, muovendomi con difficoltà. Il corriere è un ragazzo di colore che mi viene incontro sorridendo, e questo è già un regalo. La scatola rettangolare contiene 12 bottigliette di vetro da 100 ml con tappo in alluminio, dove intendo trasferire il limoncello realizzato con i piccoli frutti della mia limonera: un piccolo dono pasquale per persone speciali. È la prima volta che raccolgo limoni in quantità, con i quali ho realizzato anche la squisita marmellata. Da una cuoca negata, riconosco che è un passo avanti verso un cambiamento di rotta domestica. Inoltre apprezzo molto il profumo della pianta in fioritura che attrae le api laboriose. Tra l’altro, l’esemplare era destinato a un triste declino ed invece, con le opportune cure si è ripreso. Dopo la drastica potatura di circa un mese fa, ad opera della solerte Marta ho visto che ha emesso i primi aggraziati fuori di zagara. Stamattina, per caso sento parlare in tivù di fiori eduli che possono abbellire i piatti pasquali, tipo bocca di leone, calendula, pansè, garofanini… però non raccolti per campo e giardino, bensì acquistati con la garanzia che non siano stati trattati. Solo al pensiero di una pietanza da consumare, abbellita da un fiore da mangiare mi stuzzica i sensi. La natura offre davvero straordinarie sorprese. E una grande lezione di sopravvivenza, senza alchimia.
Giorno natale
Oggi 22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dal 1992 per sensibilizzare sull’uso appropriato di questo bene prezioso. Pare che gli Italiani siano poco virtuosi riguardo il consumo di acqua, se è vero che ne consumiamo 220 litri a testa, contro la media europea di 123 litri per abitante al giorno: ne deriva che siamo poco oculati. Non voglio infierire, perché oggi è anche il mio compleanno e preferisco pensare che la vita viene dall’acqua. Il dipinto della nascita di Venere del Botticelli mi consente di fare riflessioni più ‘leggere’, se possibile. Venere, la dea dell’amore è ritratta nuda su una conchiglia che solca la superficie del mare. Un simbolo iconico nella storia dell’arte. Mi piace questo mix che esalta la purezza, la bellezza, la nascita dall’acqua. Il bimbo che galleggia nel liquido amniotico non sarà altrettanto bello però la nascita è un evento stupefacente, un miracolo da sottolineare ad ogni compleanno. Ringrazio chi mi ha messo al mondo e ringrazio chi mi fa buona compagnia. È bello ritrovarsi per condividere un dolcetto e una chiacchiera, offrire un pasticcino e ricevere un piccolo dono. Ieri ho ricevuto la visita di Mariuccia, compagna di liceo che abita a Belluno: mi ha donato una fresia gialla e un piccolo dipinto della talentuosa pittrice Aldina Manaigo, di cui ha curato la mostra mesi fa. Mi sono commossa, perché l’arte è un nutrimento dell’anima che non si compra, ma si riceve se si è fortunati. Ovvio che aiutano anche i conforti del corpo, dati e ricevuti. A metà mattina, riunione amicale in pasticceria da Mariano a Castelcucco. Grazie ai presenti e pure agli assenti giustificati. Mi è di molto conforto essere sostenuta e festeggiata da una schiera di sodali con cui condivido il piacere di comunicare, di scrivere e di… gustare dolcezze 🍰
Ieri e Oggi
Fui a Napoli (stavolta il passato remoto è d’obbligo) oltre cinquant’anni fa, durante la gita scolastica con i miei compagni liceali del penultimo anno. Sosta rapida per proseguire verso Pompei di cui ho ricordi più nitidi. Comunque un episodio, verificatosi alla discesa dal treno lo ricordo eccome: una frotta di ragazzini ci aveva accerchiati, con la pretesa di portarci (via) le borse e gli zaini. Non cedemmo e non ho memoria che qualcuno del gruppo sia stato alleggerito. Però l’intenzione degli ‘scugnizzi’ era palese. Raccontata così può fare sorridere, però rattrista constatare che le cose siano alquanto peggiorate. Mi riferisco alla sentenza che ha comminato vent’anni di galera – il massimo della pena per un under 18 – al giovane 17enne che ha sparato a GioGiò, Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne intervenuto in una lite in difesa di un amico e ucciso a Napoli lo scorso 31 agosto. Lo ha deciso il gup del Tribunale dei Minorenni di Napoli. Tensioni alla fine dell’udienza. Daniela Di Maggio, la madre della vittima dice: “È una rivoluzione”. Cordoglio per la vittima e comprensione per la madre che si è battuta per mantenere il ricordo pulito del figlio bravo e sfortunato. Non so come stia l’altra madre. Mi impressiona sentire che il giovane killer girasse armato già a 13 anni e che fosse noto alle forze dell’ordine. Se tanto mi dà tanto, confrontato questo agire col tentativo di furto dei giovani invadenti la scolaresca in gita negli Anni Settanta, le cose sono alquanto peggiorate, almeno relativamente alle bande giovanili che girano armate. Ovvio che non tutti i giovani napoletani sono pericolosi. Però aleggia il sospetto che la degenerazione culturale abbia preso piede anche nelle famiglie dove un minorenne gira armato. Spero in un salutare cambiamento, grazie anche a pene certe e adeguate (da estendere pure ai genitori omissivi).
Fiori e Poesia
Oggi 20 marzo equinozio di Primavera, evento astronomico che sancisce l’ingresso ufficiale della stagione primaverile nell’emisfero boreale. Non entro nel merito sul perché la data cambi ogni anno, invece ricordo che la parola equinozio deriva dal latino ‘aequus’= uguale e ‘nox’= notte, ovverosia la durata del giorno è uguale a quella della notte, 12 ore. Lasciando l’ambito scientifico, oggi è anche la Giornata Mondiale della Felicità che nel mio caso è favorita dai fiori, bene per gli occhi e per l’animo. Mi concentro su ciò che vedo a metro zero, cioè a casa mia. Nelle fioriere sono sbocciati i giacinti e alla base del glicine c’è un’isola enorme di viole. Il pesco selvatico si sta vestendo di rosa ed è sbocciato il primo tulipano giallo, il mio colore preferito. L’erba cresce a vista d’occhio. Da un paio di giorni sento delle tosaerbe in servizio e dovrò provvedere anch’io. Le piogge dei giorni precedenti hanno fatto cadere i petali delle piante da frutto in fiore, mentre fioriscono un paio di ‘selvatici’ che si sono ‘accasati’ tra la siepe di fotinia che ha emesso le foglie color mattone che mi piacciono tanto. Tra un po’ sarà una meraviglia fare il giretto mattutino per il giardino a caccia di esemplari da immortalare. Raccolgo anche qualche piccolo bouquet da mettere accanto al quadro di mia madre che come me amava i fiori. Adesso che ci penso, mi sarebbe stato congeniale il nome Fiore… ma tutto sommato meglio che sia incarnato dal mattatore Rosario Fiorello. Avrei portato volentieri anche Flora, Ortensia, Margherita, Iris …e giù con l’elenco, per indicare quanto sia spiccata la mia simpatia per queste creature. A proposito, un fiore è il protagonista della poesia che è stata selezionata per la Rassegna POESIA dalle terre dell’Alpe Madre – Monte Grappa in versi. È intitolata Il Geranio Color Corallo. La leggerò sabato 23 ore 15, durante lo spazio dedicato a ‘I Poeti si raccontano’ nella Tenuta Baron, via san Pio X, 17. Per chi ama fiori e versi. 🌷
Dolceria
17marzo 1861, nascita dello Stato italiano. 17 marzo, si festeggia San Patrizio che introdusse il Cristianesimo in Irlanda durante il V secolo dopo Cristo. Mirca, un’alunna delle medie compie gli anni in questo giorno. Lo ricordo perché era buona abitudine tenere l’aggiornamento dei compleanni in classe – sempre apprezzati, un po’ come l’appello delle emozioni – che prevedeva anche il mio, prossimo. Pare che oggi sia anche la Giornata Mondiale delle Torte: che sia una dolce ricorrenza, non ci piove. Siccome sono piuttosto golosa e pigra, mi concentro sull’abbinamento con le torte, che dona alla giornata un alone di festa. Non sono un’esperta, ma potrei essere una buona cavia per chi ne avesse bisogno. Credo non mi sarebbe dispiaciuto frequentare l’istituto alberghiero, sebbene non rinneghi il liceo classico, che mi ha nutrito in altro modo. Non ho una lunga esperienza ai fornelli – la cucina non è il mio ambiente preferito – ma mi diletto in ‘Dolceria’, come chiamo la mia sosta per realizzarvi muffin vari gusti da quando sono in pensione, ovverosia da circa otto anni. La misura del muffin come dolcetto monodose si presta ad essere donato e consumato senza sensi di colpa. Inoltre variarne il ripieno – con frutta e marmellata – evita l’assuefazione al gusto. In pratica, il muffin è come una mini fetta di torta, più ‘spendibile’ e godibile. Tra i miei contatti, c’è chi preferisce la variante con mandorle e carote, pere e cioccolata, mele e cannella…e da ultimo con crema al limone (realizzata coi miei limoni). In calendario, resta da replicare la crostata, la classica torta di mele e lo strudel che ogni tanto metto in forno. Con la Pasqua imminente qualcosa farò, ma senza impegno perché l’artrosi mi limita. Per oggi mi concedo un…dolce ripasso! 🎂
Gli esami non finiscono mai
È risaputo che la patente va rinnovata in coincidenza del compleanno. Pertanto è un’occasione sia per riflettere sul tempo che passa, sia un banco di prova per verificare la tenuta delle proprie capacità psico-fisiche. Col procedere degli anni e qualche doloretto, un po’ di ansia mi prende quando raggiungo la sede Aci di Casella d’Asolo, frequentata anche negli anni passati per sbrigare pratiche analoghe. Sorrido al pensiero che una decina d’anni fa, tornando da una riunione nel vicino Istituto comprensivo scolastico, per stanchezza e sbadataggine caddi dentro la ‘piscina’ delle ninfee, rimettendoci cellulare e orologio. In seguito, per consolarmi feci una sorta di servizio fotografico ai fiori acquatici che a breve fioriranno. Sono un po’ in anticipo. Verso le 16.30 sembra sia scoppiata l’estate. Ci sono diverse persone prima di me, presumo per la stessa pratica o simili. La segretaria riceve foto e restituisce moduli. Nella stanza accanto la collega riceve i pagamenti. In una zona più riservata il dottore effettua le visite per il rinnovo della patente. È lo stesso dell’altra volta: cordiale, rapido, intuitivo. Può darsi che mi riconosca. Dopo il controllo della vista e dell’udito, si accerta che stia bene in salute e mi congeda. Mi farà piacere se lo rivedrò tra tre anni. È andato tutto liscio, l’ansia si è stemperata come un battito d’ali che mi riporta alle farfalle e ai fiori, ninfee comprese. Alleggerita di un peso, raggiungo l’auto e mi riprometto di tornare tra un mesetto a fotografare lo specchio d’acqua decorato dagli esotici fiori, trasferiti sulla tela da Claude Monet, ‘l’amante delle Ninfee’. Il pittore impressionista le amava tanto che realizzò circa 250 quadri dello stesso soggetto. A me basta fotografarle.
Maltempo… forse addio
Stamattina il video annuncia allerta arancione in Emilia Romagna, gialla in altre regioni. Il Veneto si trova a fronteggiare nuovamente situazioni meteorologiche avverse. La Protezione Civile annuncia una giornata di maltempo che durerà fino a mezzanotte. Sono disorientata e in ansia. Di prima mattina sembra annunciarsi una buona giornata, però bisognerà vedere come evolve. Ieri pomeriggio sembrava ci fosse il diluvio: pioggia battente, raffiche di vento…dentro casa i gatti nervosi finché verso le diciassette è addirittura uscito il sole. Ovviamente non mi sono mossa e ho molto gradito la visita di Lucia, arrivata con l’ombrello e rientrata senza. Per uscire dal privato, meno male che nelle alte sfere qualcuno si è accorto che la situazione climatica è di importanza globale e riguarda tutti. A partire dagli Anni Sessanta del secolo scorso, ogni decennio è risultato più caldo di quello precedente. La crisi climatica ha aumentato la temperatura media globale, portando a temperature estreme più frequenti, con aumento della mortalità, una minore produttività e danni alle infrastrutture. Dal cambiamento climatico sono colpite tutte le zone del pianeta, chi più chi meno. Pare che il 2030 sarà il punto di non ritorno, secondo la Commissione che se ne occupa. E non è finita, perché il Paese più vulnerabile tra le economie europee è proprio l’Italia. Qua mi fermo, per non mettermi a piangere, sperando che le previsioni nefaste siano state stilate per eccesso. Al momento che sto per postare, arriva mio figlio con lo skateboard, mezzo che usava con la bella stagione. Pepita sta facendo acrobazie sul traliccio dove si distendono i rami della rosa rampicante: due indizi che fanno ben sperare. Incrociamo le dita!
Previsioni grigio-rosa
Oggi giornata invernale, sette gradi sotto il portico: umido, niente sole, previsioni grigie. Sono preoccupata per la mia ‘limonera’, potata quindici giorni fa quando faceva quasi caldo. Adesso dovrei concimarla, ma forse la rimetto dentro il garage, sotto le finestrelle dove ha trascorso gli ultimi mesi, perché le previsioni meteo non sono buone. Intuisco le preoccupazioni di chi lavora in agricoltura e deve combattere con il clima sempre più bizzoso, con conseguente rischio delle colture. Anche allevare api è diventato problematico e le aziende agricole sono in sofferenza. Un amico di mio figlio l’ha chiusa e mi spiace non poter più gustare i prodotti che mi arrivavano a casa profumati di terra e di sole. Non ho ricette da dare al riguardo, salvo provare nostalgia di un tempo che fu, quando bastava l’autoproduzione. Ricordo l’orto di mio zio Geremia – Miuti per i familiari – dove c’era il ben di Dio, piccoli animali compresi come galline, conigli e nella stalla una sola mucca. Dal ripostiglio sul lato est della cucina che dava sull’orto, si ergeva maestoso un fico che sembrava il custode silenzioso del desco familiare dove non mancava mai la polenta da tagliare a fette con lo spago. Mio padre faceva il commerciante, sono stata solo sfiorata dalla cultura e coltura contadine. Però riconosco i prodotti naturali e posso permettermi un mini orto su misura…che affiderò alle cure di chi se ne intende. Io mi occuperò di fiori, mentre delego mio figlio a seguire le poche piante da frutto: il ciliegio, il susino, il melo, il melograno e l’albicocco che è sempre il primo a fiorire. La ‘limonera’ è diventata di mia proprietà. Fragole, lamponi, mirtilli e more spero forniranno i gustosi fine pasto. Beh, a parlarne mi è venuta l’acquolina in bocca. Vado a rivedere le foto, per gustare l’occhio in attesa di deliziare il palato.
