Estate e progetti

Siamo ufficialmente in estate, giunta attesa e con tutte le carte in regola: caldo anzitutto, preannunciato intenso e luce massima proprio oggi, il giorno più lungo dell’anno con oltre 15 ore di luce (che da domani inizieranno gradualmente a diminuire). Ho prelevato da un cassetto un ventaglio, che avevo acquistato in Sicilia, durante una sosta della crociera fatta nel 2007. È molto bello, di colore bianco panna, sembra ricamato. È un simbolo dell’estate, tenuto da conto in riguardo di quel viaggio speciale che mi restituisce ancora delle emozioni. In casa ho il climatizzatore che uso eventualmente come umidificatore nelle giornate torride. Ma in linea di massima preferisco evitare, anche perché il rumore delle ventole infastidisce i tre gatti. Preferisco tenere aperte delle finestre, abbassare le tende da sole e accostare il portoncino nelle ore centrali. Tornando al ventaglio, è un oggetto che mi piace anche per la forma che ricorda il rododactilo, fiore simbolo del nuovo blog Verba Nostra. Si tratta di un fiore a cinque petali, che Sara ha scoperto e disegnato nel logo del gruppo, aggiungendoci un petalo, dato che il neonato blog VERBA NOSTRA è composto da sei donne scrittrici. Pronostico estivo: coltivare questo neonato gruppo/blog letterario, in contemporanea con l’amicizia creatasi tra noi che siamo: Francesca, Ada, Sara, Valentina, Veronica, Elisa. Credo di essere tendenzialmente pigra, anche se mi piace camminare, senza esagerare dopo l’intervento all’anca. Faccio pure qualche giretto in bicicletta, sul piano, senza affaticarmi. Ma la cosa che faccio più volentieri è scrivere, corrispondendo con una decina di affezionati che rispondono in privato o sul blog VERBA MEA ai miei post quotidiani, donne e uomini che ringrazio: Lucia, Pia, Vilma, Antonietta, Novella, Marta e Marta, Adriana e Adriana… Giancarlo, Ivano, Gianfranco, Manuel. Più siamo, più compagnia ci facciamo. Buona estate ai lettori e ai commentatori! 📖🏖️

Letteratura sempre gradita

Non conosco lo scrittore e sceneggiatore Domenico Starnone (Napoli, 15 febbraio 1943) che sento nominare durante il telegiornale su Rai 3, in riferimento al Festival della Letteratura di Salerno. L’umanità è un tirocinio è il suo ultimo libro, che già come titolo invita alla lettura. Dall’intervista si evince l’amore per i libri che “cambiano la vita” se incontrano il lettore giusto. Beh, non posso che dargli ragione e mi interrogo su quali libri mi abbiano lasciato il segno. Senza andare troppo a ritroso – ho iniziato a leggere presto, all’incirca dalle elementari – in età giovanile mi sono sentita attratta da Verga, Deledda – di cui ho letto e riletto parecchio – Pirandello…ma ho provato una forte simpatia per il poeta Umberto Saba, per lo stile semplice e quasi prosaico della sua poesia. Affascinanti i cosiddetti poeti maledetti, in testa Baudelaire, mentre tra i famosi di casa nostra Foscolo in testa, seguito a ruota dal Leopardi, anche per i risvolti umani. Dei grandi del Trecento, il Boccaccio, novelliere simpatico e il Petrarca, poeta della luce. Ma è un resoconto provvisorio, fatto su due piedi. A conti fatti, oggi ritengo di cercare più corrispondenza tra gli autori in poesia che tra quelli in prosa, assecondando comunque una mia espressione, non so quanto e da chi contaminata. Io scrivo per diletto e non ho padroni, per quanto mi farebbe comodo essere presa in carico da un editore che potesse curare la promozione e la distribuzione delle mie finora dodici opere, disponibili al momento su Amazon, scelta fatta per smaltire un po’ di invenduto fatto stampare a mie spese. Siccome mi rimane l’urgenza di scrivere, devo per forza pensare a come proporre nel prosieguo il prodotto finale. Perciò, cari lettori mi rivolgo a voi se potete suggerirmi una strada, senza partecipare a un Festival Letterario che lascio a quelli più bravi di me.

Oggi… Mitologia

Ricordate le Muse? Le nove divinità femminili della mitologia greca. Erano tutte sorelle, figlie di Zeus e di Mnemosine (la Memoria) e loro guida era Apollo. L’importanza delle Muse nella religione greca era elevata, in quanto rappresentavano l’ideale supremo dell’arte. Possono fregiarsi dell’appellativo di ‘Olimpiche’ come il padre stesso degli dei, la cui casa è l’Olimpo, abitando loro sui monti, vicino alle sorgenti sacre. (dettaglio: Il monte Olimpo, a nord della Grecia, tra la Tessaglia e la Macedonia, per l’importanza naturale e culturale, nel 1981 è stato dichiarato Riserva della Biosfera dell’UNESCO). Per motivi letterari, mi sto occupando della più giovane delle sorelle, Calliope, musa della poesia – in particolare di quella epica – cuggonosciuta anche come la Musa di Omero. Tra le Muse nominate per scritto, Calliope è dipinta come la più importante. Ma è doveroso ricordare tutti i nomi, come si trovano per la prima volta in Esiodo (che forse li ha inventati): Clio, Urania, Melpomene, Talia, Tersicore, Erato, Calliope, Euterpe e Polinnia. Per gli antichi greci erano le custodi della cultura e delle arti. Grazie al loro canto, permettevano ai grandi avvenimenti di non venire dimenticati. Ognuna presiedeva un ambito artistico, come di seguito: Clio, ispiratrice della storia; Urania è la patrona dell’astronomia; Melpomene presiede alla tragedia; Talia è la musa della poesia pastorale e della commedia; Tersicore, la musa della danza; Erato, la musa della poesia d’amore; Calliope, come già ricordato è la musa della poesia epica; Euterpe è la protettrice della poesia lirica; Polinnia presiede alla geometria e all’oratoria. Tornando a Calliope, è la madre di Orfeo, il poeta per eccellenza, la personificazione del canto. Per ogni poeta, sia greco sia latino, oppure più moderno (lo fanno Dante e Foscolo) divenne quasi un obbligo iniziare la propria opera artistica con un’invocazione alle dee delle arti, che infondevano ispirazione e forza alla composizione nascente. Prossimamente lo farò anch’io.

Hobby e hobbies

Ho vissuto vent’anni in appartamento e da oltre vent’anni vivo in una casa di proprietà, dove posso dedicarmi ai fiori e anche a qualche esperimento orticolo. Confermo che coltivare l’orto è ‘svago’ da pensionati che non avrei potuto permettermi quando insegnavo, avendo compiti e verifiche da correggere a casa e frequenti riunioni pomeridiane. Adesso potrei, ma coltivo più volentieri l’hobby della scrittura, com’è noto a chi mi conosce e poi mi occupo di piante e fiori, che necessitano di cure continue. Ad esempio, la pianta di limoni che sono riuscita a far rinascere grazie ai lupini, è stata colpita dalla cocciniglia che non sapevo manco cosa fosse. Per evitare di somministrarle un prodotto chimico per risolvere il problema, ho cercato informazioni sul web, che ho trovato in una soluzione di acqua e alcool da spruzzare sulle foglie e sui rami (provvisti anche di acuminate spine). Con un pennello da tinta per capelli in una mano e spruzzino nell’altra mi sono dedicata al trattamento per una buona mezz’ora. Quando sono rientrata in casa, sapevo di alcool e mi pizzicavano le dita. Poco male, ho visto segnati molti limoncini e mi auguro di assistere al seguito della fioritura. Però oggi ho scritto poco, anche se cerco di mantenere il ritmo quotidiano del post. A mio dire, dovrei fare molto di più, non avendo che da servire gatti e canarini… però è anche vero che sono sola ad occuparmi di tutto, con orgoglio e un pizzico di fastidio. Vabbè, non si può avere tutto dalla vita, comodo e a portata di mano. Del resto mi attribuisco uno spirito felino e mi piace anche stare da sola. Il bar, anzi i bar – sono tre – è a un tiro di schioppo e quando voglio evadere dal mio eden (cui dedico una poesia a pag. 61 nella Silloge di fotografia e poesia Natura d’oro, disponibile su Amazon) basta che mi chiuda la porta alle spalle e faccia quattro passi salutari.

Dietro le quinte del blog Verba Nostra

La nascita del blog Verba Nostra alla data di oggi si intende avvenuta. Come un neonato che emette il primo vagito e poi è tutto un concentrato di cure, così questo diario online sarà nutrito dagli scritti delle autrici, me compresa che mi considero una zia. Il padre putativo è Manuel, senza il quale non ci sarebbe neanche il blog Verba Mea che sta per compiere due anni. Ieri il mio prezioso ex studente ha caricato alcuni testi per così dire di presentazione, in uno scorcio temporale… dovuto al temporale abbattutosi sul bassanese che gli ha consentito di defilarsi dalla fiera di elettronica cui partecipava e di fiondarsi da me. Stanco lui, incompetente io abbiamo anche riso parecchio, pasticciando coi nomi e coi cognomi delle autrici del blog: Veronica e Valentina talvolta si scambiavano i cognomi simili, il mio per assonanza richiamava quello di Sara ed alla fine Cusin, con una punta di malizia trasformando la vocale u in a ci faceva scompisciare dalle risa. Insomma, il dietro le quinte della nascita di un blog composto da sei persone offre degli spunti per narrazioni frizzanti. Personalmente sono ammirata della bravura di ognuna del gruppo che è come il lato di un esagono colorato, oppure il fiore in boccio di un bouquet, come lo ha rappresentato poeticamente Francesca. Cosa ci aspettiamo dal blog, ognuna lo dice in apertura dopo essersi presentata: sono biglietti da visita genuini che preludono a racconti, poesie e storie emozionanti. Ognuna conta sul sostegno dell’altra e insieme contiamo di ricevere visite e commenti costruttivi. Le più giovani sapranno cavarsela col computer meglio della sottoscritta che rinnova un grazie stratosferico a Manuel per l’apporto fornito da remoto e in presenza. Entro la fine del mese, il mio tecnico informatico, studente di Ingegneria elettronica a Cesena deve sostenere un bel po’ di esami, in vista della laurea in autunno. Dopo faremo festa grande! 🥂

Una poetessa nostrana

Il nome di Gaspara Stampa appartiene al mio passato scolastico. Infatti lo sentii nominare per la prima volta dal mio compianto professore di Liceo classico Armando Contro, cui ho dedicato il mio penultimo lavoro Il Faro e la Luce (reperibile su Amazon). Lo stesso insegnante diceva che per me scrivere era una malattia, ed io di rimando gli rispondevo che era anche la mia terapia, il tutto bonariamente. Il quotidiano la tribuna dedica oggi un interessante articolo a Gaspara Stampa (1523, Padova – 23 aprile 1554, Venezia), poetessa padovana, a 500 anni dalla nascita. Così si riannoda il filo letterario tra passato e presente, un filo che ovviamente mi è caro. Autrice di sonetti e suonatrice di liuto, la sua casa è ritrovo di letterati e intellettuali che discutono di letteratura e assistono alle esibizioni musicali di Gaspara e della sorella Cassandra. Nella musica e nel canto Gaspara deve essere stata eccellente, se Perissone Cambio – compositore e cantante del Rinascimento – nel 1547 le dedica una sua opera dichiarando di non conoscere, né a Venezia né altrove, una donna che amasse “più la musica di quello che fate voi, né altra più raramente possederla”. Le dedicarono componimenti numerosi letterati. Da parte sua lei scrisse Le Rime, raccolte nel Canzoniere, la cui ultima edizione risale al 2010. Il suo stile richiama quello del Petrarca. Riporto la prima quartina del componimento CVI contenuto nelle sue Rime d’amore, dedicate a Collaltino di Collalto, nobile veneziano. O diletti d’amor dubbi e fugaci,/O speranza che s’alza e cade spesso,/E nasce e more in un momento istesso/O poca fede, o poche lunghe paci!/ Vissuta poco più di trent’anni, ecco un’altra donna che ha lasciato il segno.

Verba Mea e Verba Nostra

Se leggo l’oroscopo, lo faccio il giorno dopo, per verificare se è successo qualcosa di annunciato tra le righe. Diciamo che è un gioco che dura una manciata di minuti, prima di chiudere il quotidiano oppure il settimanale che mi trovo tra le mani. Tanto per curiosare, do una sbirciatina a quello di Paolo Fox in internet sull’avvio del mese di giugno ed estrapolo che “dal giorno 7 ci saranno anche delle nuove emozioni”. Bingo! Quel giorno compie gli anni un’amica, molto impegnata e desidero dedicarle un momento di leggerezza. Tra le “nuove emozioni” preventivate, ci sono quelle che mi attendo dal mese: caldo, bicicletta, relax, mare… Intanto ieri ho fatto il cambio degli armadi e ho tolto gli umidificatori dai radiatori. Non ho programmi particolari per il nuovo mese, anzi sì: il ‘battesimo’ del nuovo blog Verba Nostra che sta per emettere i primi vagiti. Manca qualche dettaglio e qualche aggiustatina che Manuel metterà in opera a fine settimana e poi…prosit! 🥂 Chi volesse gustare in anteprima le presentazioni e le foto delle autrici, digiti il seguente indirizzo: http://www.sixrododactilos.wordpress.com e ci faccia compagnia. Il disegno che compare in apertura è opera di Francesca, mentre il logo esce dalle mani di Sara, anzi dalle dita (dactilos), concetto racchiuso nel nome del ‘dominio’ che significa ‘sei dita rosate’, mischiando inglese e greco antico. Verba Nostra è latino, così rendiamo omaggio alla nostra cultura greco-romana, con un occhiolino alla lingua inglese. A dire il vero, sono entusiasta di avere allargato l’ambito del mio dire e sono contenta di avere trovato delle colleghe di scrittura con cui intrattenere rapporti dal vivo. A giugno di due anni fa ho avviato il blog Verba Mea e a giorni nascerà Verba Nostra: le “nuove emozioni” previste dall’astrologo sono tutte racchiuse nelle parole.

Diario di un’anima inquieta

Ho finito di leggere Un cuore pensante DIARIO DI UN’ANIMA INQUIETA di Susanna Tamaro, acquistato qualche giorno fa. Lungi da me volerne fare una recensione, mi limito ad alcune considerazioni. Intanto l’ho preso perché nella prefazione, l’autrice dichiara di aver pubblicato più di trenta opere, quindi di esperienza letteraria ne ha e per una che scrive, come la sottoscritta è un riferimento importante. Poi conosco qualcosa della scrittrice, cui avevo anche scritto una decina di anni fa (e mi aveva risposto). Mi ha attratto anche la parola DIARIO che compare nel sottotitolo e il diario è un genere letterario accattivante, anche se trattato online come nel mio blog Verba Mea cui tra poco si aggiungerà Verba Nostra. Aggiungo che l’opera della Tamaro non è recentissima, come da sua dichiarazione: “L’ho scritto nel 2013 e in tutti questi anni non l’ho mai riaperto… Non è un romanzo, non è un saggio ma è l’essenziale traccia di un cammino interiore”. La mia impressione, a caldo è che l’autrice sia dotata di una eccezionale sensibilità che l’ha portata ad interrogarsi troppo nella vita e sulla condizione umana, senza trovare risposte esaustive ai suoi tormentosi quesiti. Svantaggiata da una infanzia sostanzialmente infelice, ne rimane segnata tutta la vita. Nata a Trieste il 12 dicembre 1957, esordisce in letteratura con il romanzo La testa fra le nuvole (1989) ma è Va’ dove ti porta il cuore (1994) a portarle la notorietà. Pare che abbia la sindrome di Asperger. Trovo alcune pagine del diario ‘gustose’, addirittura simpatiche mentre la maggior parte sono intrise di spiritualità e di disincanto verso la natura umana. Si capisce che la protagonista è “un’anima inquieta” come da sottotitolo, “Senza filtri e barriere” il terzultimo episodio del suo accattivante diario.

Il pregio della lettura

Scrivo con una certa regolarità da circa 15 anni; spartiacque tra il pensare di farlo e il farlo la morte di mia mamma alla quale dedicai nel 2008 C’era una volta l’ostetrica condotta, cui seguirono altre undici opere, la maggior parte stampate in tipografia, alcune edite. In una occasione, forse due avrei potuto partecipare come autrice al Salone del Libro di Torino… previo esborso di una quota che non era irrisoria. Perciò rifiutai, anche perché le spese dell’eventuale soggiorno sarebbero state a mio carico. Non so se la modalità per accedere oggi all’importante ‘mercato’ del libro sia cambiata. Dubito che sarei diventata famosa, cosa che non mi interessa. Può darsi che avrei venduto qualche copia in più delle mie creature letterarie che adesso mi ingombrano casa (ma sono anche reperibili su Amazon). Il punto dolente è un altro: chi frequenta il Salone del Libro è veramente interessato alla lettura? Pare che 6 italiani su 10 non lo sia, sconfortante, se è vero! Qual è lo spirito di chi ci va? Leggo a pag.10 de IL CORRIERE l’articolo “Salone del libro, blitz anti Roccella”, Ministro per la Famiglia che intendeva presentare la sua opera Una famiglia radicale, ma le è stato impedito ed è stata contestata. Con lei sul palco c’era Annamaria Bernardini de Pace, 75 anni, esperta di diritto di famiglia che senza peli sulla lingua definisce i contestatori: “arroganti, alla loro età ero più colta”. Se considero l’età degli attivisti e quella del famoso avvocato, compresa la mia poco distante, deduco che l’aria si è fatta pesante per promuovere serenamente la cultura, in qualunque ambito si esprima. Addio Salone di Torino per me, cercherò altre strade per promuovermi. Dopo (titolo di una mia poesia) lascerò le mie opere invendute in eredità a chi vorrà leggerle.

Composizioni a sei mani

Sarebbe doloroso parlare ancora dell’alluvione, argomento che temo ci terrà compagnia per molto. Penso ai ragazzi che spalano e cantano: invidio cordialmente la loro energia e la voglia di fare squadra. Per distrarmi, senza scordare la pesante attualità, penso a qualcosa che mi risollevi il morale: la mia piccola squadra di scrittrici, con le quali a breve partirà un blog letterario che è stato ‘battezzato’ Verba Nostra, ad indicare che l’idea è partita dal mio blog Verba Mea. Per ora le presento, dalla più grande alla più giovane, poi ognuna lo farà di suo pugno: Francesca, Ada (me), Sara, Valentina, Veronica ed Elisa. Sara è stata per un anno mia vicina di casa e compagna di giochi di mio figlio, che da adulto mi ha presentato Valentina ed Elisa, entrate tra i miei contatti speciali. Veronica è una giovane e dolce collega che conosco da poco. Ho scoperto che Francesca, mia paesana, appena può scrive di getto come me. Tutte e sei abbiamo partecipato al Concorso Letterario “Città di Vittorio Veneto”, ricevendo lo scorso 8 marzo una menzione speciale come Gruppo Pensieri Poetici Asolano. Da cosa nasce cosa…e tra poco nascerà il nostro blog, uno spazio per pubblicare le reciproche opere, con il desiderio di condividere pensieri ed emozioni. Infatti, la cosa che mi dà soddisfazione è aver trovato e frequentare persone che amano scrivere, disposte a far circolare il frutto del loro ingegno, intanto tra di noi e poi magari connettendosi con lettori e/o commentatori interessati a seguirci. Le nostre saranno ‘Composizioni a sei mani’, di un gruppo online di autrici, che però si conoscono e si frequentano anche in carne e ossa. Un bouquet di sei fiori sarà la nostra copertina. A proposito di fiori, stamattina mi è arrivata la foto di una calla che si sta aprendo: un’immagine bellissima, evocativa di qualunque inizio e adatta a sintetizzare l’impresa letteraria che si sta formando. Grazie ad Aletta che me l’ha inviata e grazie alle amiche scrittrici di viaggiare con me nello spazio letterario.