Un cane per amico

Sarà che il mio ultimo libro, dedicato ai cani si intitola Amici Inaspettati (disponibile su Amazon), ma la notizia letta stamattina sul Gazzettino mi provoca indignazione. Avanzi di droga nei giardinetti: cane in overdose. Atena, un chihuahua di tre chili e sedici mesi, scorazzando tra le piante del giardino Papadopoli a Vicenza è andata in overdose di sostanze stupefacenti, avendo ingerito o annusato avanzi di canna o residui di hashish, consumati nel fine settimana. Alessandra Michieletto, la sua padrona pensava che avesse ingerito un boccone avvelenato: “Era rigida, incapace di sorreggersi, mucose rosa, temperatura bassa e bavette di continuo”. Non ha perso tempo e l’ha portata nella clinica per animali di Favaro Veneto dove è stata individuata la causa del malore: intossicazione, probabilmente da hashish. L’attenzione della padrona e le cure tempestive le hanno salvato la vita. Il rischio delle aree verdi non è marginale, considerato che altri cani a Venezia hanno rivelato sintomi legati al consumo di sostanze stupefacenti. All’interno del Papadopoli ci sono un nido comunale e un’area giochi, con scivoli e altalene. Con la bella stagione i piccoli, uscita da scuola si fermano nell’area attrezzata del parco. Mi limito a questa domanda: chi si droga, ha mai avuto un cane per amico?

Addio al postino

“La posta del cuore alla prova del digitale” è l’articolo di Enrico Franceschini sul settimanale il venerdì in corso, di cui riporto la domanda: “Chi manda più caroline dalle vacanze o scrive lettere d’amore?”. Il testo riguarda la scomparsa del servizio postale danese (PostNord), inaugurato nel 1624 che ha interrotto la consegna di missive e sta smantellando le 1500 cassette della posta rosse, simbolo nazionale. In un Paese fortemente digitalizzato, decisione comprensibile. Copenaghen è la prima capitale al mondo a farlo, ma sarà seguita a ruota da altre. In precedenza, avevo già scritto di questa trasformazione che segna il tramonto delle lettere scritte. Da ‘letterata’ e lettrice mi chiedo che fine farà il romanzo epistolare. Epistula in latino significa appunto lettera e mi torna in mente il toccante libro di Oriana Fallaci Lettera a un bambino mai nato. In attesa di vedere come si evolverà questo tipo di narrativa, rispondo alla domanda iniziale. L’anno scorso ho ricevuto due cartoline: una dalla Svizzera e l’altra da Singapore, che considero dei cimeli, perché diventate rare. Resistono i biglietti di auguri. Zero lettere d’amore, buon pretesto per un romanzo. Però, mai dire mai…

La colla che aggiusta

Il freddo di questi giorni non invoglia ad uscire. Se lo faccio, è solo per forza maggiore. Quindi trascorro molto tempo in casa, che dedico a faccende ordinarie ed anche straordinarie, accantonate da un bel po’, tipo aggiustare una coppia di gattini in ceramica, rovinosamente caduta e andata in diversi pezzi. Ce l’ho da molti anni, non mi ricordo se l’ho comperata oppure mi è stata donata. In casa non ci sono bambini piccoli che potrebbero deliziarsene, perciò potrei anche buttarla, ma l’espressione dei due gattini – le teste sono rimaste intatte – è deliziosa, così provo a collocare i pezzi nella loro sede, prima con lo scotch per passare poi all’Attak che però si è indurito. Quindi devo sospendere l’intervento di ‘ricostruzione’ e rinviarlo ad altro momento, dopo che mi sarò procurata l’adesivo universale istantaneo per ceramica. Guardando la coppia felina rotta e rimessa provvisoriamente in piedi, mi pare un’adeguata metafora dell’inizio del nuovo anno ed anche del sentire diffuso, “a pezzi”. Abbiamo in abbondanza eventi drammatici, dentro e fuori casa nostra, che non elenco. Dovremmo cercare di raccogliere i cocci e rimetterci in senso. Anch’io non mi sento pimpante, ma riconosco che c’è molta gente che sta peggio di me. La mia ‘colla’ è scrivere e condividere pensieri ed emozioni con amici e lettori. Ognuno ha la sua carta vincente ed il mio invito è di usarla.

“Se investissimo sulle cose minime?”

La rubrica di don Antonio Mazzi mi offre lo spunto per il post odierno. Il titolo è un chiaro monito a non sperperare: “Regaliamoci un 2026 di solidarietà” con citazione del neuropsichiatra Giovanni Bollea che consigliava di evitare regali costosi ai figli, versando una quota ai bambini che soffrono la fame. Ma sono le parole del fondatore di Exodus a convincermi: “E se trasformassimo le Feste in una specie di banca che investe sulle cose minime: gli odori, i sapori, i sorrisi, i silenzi, gli sguardi, le musiche?” Su questa linea minimale mi sono mossa anch’io, donando qualcosa fatto con le mie mani: muffin e confetture di albicocche/prugne rigorosamente mie, oppure con la mia mente, nel caso della poesia accompagnata dalla foto ispiratrice. I destinatari hanno gradito e il loro apprezzamento mi nutre. A mia volta ho ricevuto doni che implicano sensibilità e gentilezza. Particolarmente graditi i rami di Calicantus di Lina e la vendita di alcune copie del mio ultimo libro Amici Inaspettati da parte di Lara, mia parrucchiera di fiducia, e non solo. Intercettando un mio desiderio, Manuel mi ha fatto trovare sotto l’albero A tavola con le ricette del convento, e mio figlio il manuale di difesa alimentare Fa bene o fa male? testi che sono le due facce della stessa medaglia, perciò non posso trascurarmi. Ometto l’elenco di altri graditi regali, perché sarebbe piuttosto lungo. Ah, ho appena trovato una profumata bustina di tisana alle more di Lucia nella cassetta della posta! Anche se vivo da sola (con tre gatti e quattro canarini) non conduco vita solitaria, dedicando il mio tempo migliore a pensare e a scrivere.

Se capitasse a me

In erboristeria compero delle tisane per delle amiche. Quando entro c’è il titolare con la figlia che mi serve. Nel mentre entra un signore che si intrattiene a parlare con il proprietario il quale, successivamente ci tiene a informarmi: il cliente ha vinto un super premio: 200.000 euro e una casa in Sardegna, giocando la schedina vincente del concorso “VinciCasa” di Sisal, a Onè di Fonte. Sono piacevolmente sorpresa e pendo dalle sue labbra. A suo dire, il fortunato è un pensionato e si godrà di sicuro la super vincita, tanto che pensa di trasferirsi nell’isola. Beato lui, gli faccio tanti auguri di sereno e salutare soggiorno. Giocata la schedina alla vigilia di Natale, non poteva capitargli regalo più bello! Ciò detto, mi sono interrogata su come potrei reagire io a una tale vincita. Premetto che non ho mai giocato e non mi interessa farlo. Lo faceva mia madre, in maniera contenuta: comperava vari biglietti della lotteria di Capodanno, ma non mi risulta abbia mai vinto. Per me erano soldi sprecati! Diceva che lo faceva per noi tre figlie. Se avesse vinto, magari ce li saremmo litigati. Apprezzo la sua eredità materiale fatta di quadri a mezzo punto e lo spirito di indipendenza che mi ha trasmesso. Non invidio chi vince, deve essere un grattacapo gestire una grossa vincita. Per inciso, dalla nascita di VinciCasa, sono state assegnate ben 224 case. La dea fortuna è imprevedibile. Comunque, “Non basta essere fortunati, bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto” (Mafalda)

B.B. bellissima donna dal cuore d’oro

Brigitre Bardot, conosciuta anche come B.B. era straordinariamente bella. Attrice, modella, cantante, ma soprattutto attivista francese dedita alla causa animalista. Se n’è andata a 91 anni, come una delle pricipali icone del cinema e del costume. Ritiratasi dalle scene nel 1973 a 39 anni, dopo aver interpretato una cinquantina di film, si è dedicata a cani, gatti, capre, cavalli… per i quali ha sostenuto diverse battaglie: contro la corrida, contro i mattatoi industriali… contro le pellicce e contro il disinteresse verso la sofferenza animale. D’altro canto lei stessa confida: “Gli animali mi hanno salvato la vita. Sono portatori di tutte le qualità che mancano agli uomini, senza averne i difetti”. Sposata quattro volte, unico figlio Nicolas nato dal secondo matrimonio, svariati amori, parlava con cognizione di causa. Non ho presente il suo ruolo in qualche film, mentre mi rintrona nella mente la canzone “Brigitte Bardot” che le dedicò il compositore e giornalista brasiliano Miguel Gustavo. Per me il suo ruolo più importante è stato quello a favore di una cinquantina di animali domestici salvati, con cui viveva a Saint Tropez, a La Madrague, una casa che diventerà un museo sulla sua vita. Una bellissima donna dal cuore d’oro.

Botti (illegali) addio…

La Francia ha preso le distanze dai fuochi d’artificio, quantomeno da quelli illegali. Era già successo due settimane fa con l’arresto dello youtuber Loris Giuliano, noto tifoso del Napoli, finito sotto inchiesta dopo aver lanciato fuochi d’artificio sotto la Torre Eiffel per realizzare un documentario sul Napoli. Decine di persone sono state arrestare ieri per lo stesso motivo. Non so cosa succeda in Italia, molti comuni permettono l’uso solo di quelli legali CE in aree sicure, con multe salate per i trasgressori. Mi auguro che questa infausta tradizione dei botti per festeggiare venga archiviata, dato che è nociva per l’ambiente, gli animali e pure le persone. Superfluo che dica perché. Abito in prossimità del camposanto e ogni ultimo giorno dell’anno è un inferno. Le ‘esercitazioni’ cominciano giorni prima: due sere fa verso le 22.30 un boato ha fatto drizzare le orecchie a Pepita che è schizzata dalla poltrona verso la zona notte. Quando erano in vita i cani Luna e Astro, li chiudevo in macchina per limitare l’impatto dei botti sull’udito e non solo. Vorrei che qualcuno mi convincesse del piacere trasmesso da questa usanza, forse giustificabile secoli fa, ma oggi decisamente fuori luogo. Volete mettere la musica, un buon film, una partita a carte, un gioco di coppia o di squadra? Da rivalutare anche il piacere di stare in buona compagnia di se stessi.

Tango, che passione!

In tempi ormai remoti ero una provetta ballerina di liscio. Vinte un paio di gare di ballo, custodisco una coppa in studio e l’altra, più elaborata in cantina. Il mio ballo preferito era il tango, che continua ad agitarmi dentro, anche se non ballo più. Il tango argentino interpretato ieri sera dalla coppia Andrea Delogu e Nikita Perotti durante la finalissima di Ballando con le Stelle è stato semplicemente strepitoso. Avrei voluto interpretarlo io, che da bambina volevo fare la ballerina. L’accompagnamento musicale fa da giusta cornice alla danza piena di mosse e contromosse, colpi di testa e di gambe, acrobazie incredibili, come la spaccata di Andrea – ci ho messo un po’ a capire che è la donna nella coppia – sospesa tra due sedie. Non sono resistita fino alla fine del programma, a notte fonda e ho appreso il risultato stamattina. Favorite erano Francesca Fialdini e Barbara D’Urso, piazzatesi rispettivamente al seconda e terzo posto. Non sapevo quasi nulla della Delogu, che ha dimostrato grande talento e capacità di reagire alla perdita del fratello, successa durante le ultime puntate. Interessanti anche i suoi trascorsi, resi noti con limpidezza. Bravissimi i rispettivi partner, sebbene in questa danza di fuoco sia la donna a fare la differenza, a parere di ex tanghera.

Pio Zardo. Un artista, un uomo

“Angeli in festa” è il titolo dell’opera di Pio Zardo, Tav.112, riportata nel volume PIO ZARDO Una Vita per la Pittura Una Pittura per la Vita, di Franca Tonelli, presentato il 2 Dicembre scorso a Mussolente e il 10 Dicembre a San Zenone. Nella varietà dei soggetti rappresentati nei dipinti dal Maestro, immagino che l’Angelo suoni la tromba per ringraziarlo di avere usato sensibilità e talento a favore della bellezza e dello spirito. Nella poderosa biografia, moltissime sono le tavole che coprono un arco di tempo lungo una vita: dal periodo torinese alla maturità artistica. Tra le mie preferite: La mamma Emma, La moglie Maria, Dolce riposo (in copertina), Il Patriarca Bepi, La sposa dall’abito nero, Eleganza, Donna in nero con un filo di perle, Estate, In posa, Presepe… ce ne sarebbero molte altre, ma lascio al lettore indagare. Pio ha trasmesso l’indole artistica ai figli Marta, Noè e Ruben, come documentano le Tav. 25, 26 e 27. La nipote Veronica De Martin ha curato il progetto grafico e la composizione dell’opera. L’autrice Franca Tonelli racconta in punta di piedi la storia privata e artistica di Pio che le confida: “…quello che sono ora: vecchio sì, ma contento della vita che ho vissuto… piena di fatiche e difficoltà, è vero, ma anche di gioie e soddisfazioni: la mia famiglia, il mio lavoro, la pittura”. Appropriato il sottotitolo Una Vita per la Pittura, Una Pittura per la Vita. Onorata di avere conosciuto Pio, che leggeva i miei post. Grazie all’artista e all’uomo. 🌻

In tema di regali

Sono piuttosto refrattaria alle feste natalizie, specie se esaltano l’immagine a scapito del significato. Perciò mi sono ripromessa di non fare regali e di donare, se possibile un’emozione. A riguardo ho in cantiere una poesia illustrata che recapiterò a tempo debito. Domenica scorsa, nela Piazza dell’Amicizia a Castelcucco c’erano le casette con esposti vari prodotti artigianale, tra cui oggetti fatti con la cera. Mi sono innamorata di un angioletto che ho acquistato per Gina, la nonna di Manuel, arzilla 95enne che segue il programma Forum come me. Ieri ho avuto prezioso ospite Manuel, suo nipote che ha consegnato il piccolo dono a Nadia, la madre che stamattina lo ha messo nelle mani di Gina, lasciandola… “a bocca aperta”, testuali parole di Nadia. L’angioletto, simbolo di pace, protezione e salute è stato posto sul comodino. Mi ha procurato grande soddisfazione sapere di aver meravigliato Gina, un concentrato di simpatia e una testimonianza di sana longevità. Temevo fosse un oggetto puerile… ma poi mi sono ricreduta, ricordando che le due età contrapposte della vita si assomigliano. Infatti, nonostante le differenze, infanzia e vecchiaia condividono vulnerabilità e dipendenza, favorendo legami intergenerazionali che arricchiscono molto.