Assaporare fragole è una delizia, soprattutto se i frutti sono di casa. Tra il fogliame verde intenso, si nasconde il ‘falso frutto’ (perché deriva da un fiore che aveva più pistilli; la parte rossa è l’accrescimento del ricettacolo), per me squisito. Niente da spartire con quelli comperati al supermercato, dal sapore annacquato. Dato che le ciliegie sono cadute appena abbozzate, a causa delle piogge abbondanti, mi consolo con le fragole maturate in vaso, in zona periferica della casa. Le fragole sono note per le loro proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e diuretiche. Sono un’ottima fonte di vitamina C e offrono numerosi benefici per la salute. Composte per il 90% di acqua, sono un frutto a basso contenuto di zuccheri, anche se hanno un sapore dolce. Particolarmente consigliate a colazione o come spuntino, la stagione ideale per consumarle è da Aprile a Maggio. Credo che le mie in terra, mi sorprenderanno più avanti. Al di là delle proprietà nutrizionali, la fragola è bella anche dal punto di vista estetico. Nonostante le Sacre Scritture non ne parlino, la pianta della fragola è ritenuta un fiore del Paradiso. Compare nei dipinti rinascimentali, probabilmente perché era diffusa in tutta Europa. A forma di cuore, con la superficie punteggiata di piccoli acheni (spesso scambiati per semi), di colore rosso brillante, la polpa è dolce e succosa. Se poi gustiamo una coppa di fragole e panna, le papille gustative esplodono. Molteplici gli usi in pasticceria. Io ho fatto i muffin con le fragoline comperate al mercato, coltivate da un’azienda locale. Mi gusta anche il gelato alla fragola e pure la macedonia di fragole con limone oppure con il vino. In gastronomia, esiste la ricetta del risotto con le fragole che non ho ancora sperimentato. Vedremo. Oggi sono a posto. Domani si vedrà! 🍓
Categoria: Fiori e frutti
Santa Rita e le rose 🌹
In coda al TG1 Mattina il pensiero è dedicato a santa Rita da Cascia che ricorre domani, giorno della sua morte il 22 maggio 1457 (era nata nel 1381 a Roccaporena, frazione del Comune di Cascia). Non sapevo che il suo nome fosse Margherita, cognome Lotti. Beatificata da papa Urbano VIII nel 1626, è stata canonizzata da papa Leone XIII nel 1900. Agostiniana, come il neoeletto papa Leone XIV. Copatrona di Napoli, è considerata la santa degli impossibili, ricordata da papa Francesco come “donna, sposa, madre, vedova e monaca”. Tra i pochi santi sposati (fu sposa e madre prima di prendere i voti) è invocata come protettrice dei matrimoni e delle cause perse. Mia madre le era devota, fors’anche perché era nata appunto il 22 maggio. E poi c’entra la rosa rossa, con le sue spine, simbolo di Rita da Cascia, in ricordo della rosa fiorita sotto la neve che una parente le portò insieme a due fichi, prima della morte. Pertanto, da allora santa Rita è associata alle rose. In omaggio alla santa, domani si benedicono le rose, tradizione religiosa che si svolge in diverse chiese. I fedeli le portano a casa, come segno della protezione di santa Rita. Questa mi è nuova, ma spero che la benedizione si espanda fuori della chiesa e iinondi i giardini, compreso il mio. Non ne ho molte, ma quanto basta per accomoagnarle ad altri fiori recisi per il mio bouquet. La rosa non è il mio fiore preferito, perché appesantita dalla nomea di essere la regina dei fiori, e a me le gerarchie non piacciono. Comunque in giardino ho delle varietà antiche, una profumatissima color ciclamino e una di tonalità gialla, i cui fiori si aprono al mattino e si chiudono la sera. In zona orto – più giardino che orto – c’è la varietà Colombo, a stelo lungo e fiore color corallo. Notevole! 🌹
Domenica ‘dolce’ e spirituale
Terza domenica di Maggio. Me la prendo con calma e con dolcezza: decido di fare i muffin con le fragole e procedo. In sottofondo l’audio della televisione in cucina mi aggiorna. In diretta il TG1 trasmette la messa d’inizio pontificato di Papa Leone XIV che seguo ‘di profilo’, mentre setaccio farina e monto le uova. Il nuovo pontefice ha ripristinato il latino, in omaggio alla tradizione e questo non mi dispiace, avendo fatto studi classici. L’occasione consente di recuperare alcune nozioni e di apprenderne altre. Ad esempio, scopro che la ‘ferula’ è un bastone liturgico usato nelle cerimonie religiose. L’anello del pescatore: simbolo del potere spirituale del pontefice, Prevost lo riceve dalle mani del cardinale Luis Antonio Tagles. Chiamato anche anello piscatorio – perché Pietro è l’apostolo pescatore – o anello papale, è una delle insegne del papa che la riceve durante la messa di inizio del suo pontificato e la indossa all’anulare della mano destra. Sento a tratti l’omelia di Leone XIV con l’accorato invito all’unità: “Sono stato scelto per l’unità” in un tempo di fratture e guerre. Non a caso il suo motto è In Illo uno unum/Nell’unico Cristo siamo uno che riprende le parole di Sant’Agostino, per spiegare che “Sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”. Al momento delle offerte, sento leggere in cinese. Un occhio ai muffin che si gonfiano in forno. Il tempo vola. Alle undici i dolcetti sono pronti. La cerimonia si protrae e mi distraggo un po’. La benedizione arriva poco dopo mezzogiorno. Segue l’incontro del Papa con 156 delegazioni straniere, anche di religione musulmana. La strada del pontificato è lunga e tortuosa. Auguri Papa Leone!
Peonie di Maggio
Prima delle otto, stamattina la temperatura era di 12 (dodici) gradi, a Maggio inoltrato. Sono disorientata, con le prove a portata di mano delle conseguenze della perturbazione metereologica: alla base del ciliegio c’è una moria di piccoli frutti abortiti dalla pianta madre, a causa delle frequenti piogge. Come l’anno scorso, anche quest’anno dovrò accontentarmi del ricordo che i polposi frutti mi hanno donato nel passato. Per consolarmi della perdita in casa, domenica 26 Maggio farò una capatina alla 33esima Mostra della Ciliegia di Maser (tempo permettendo) nella storica Villa Barbaro. Poca soddisfazione anche dalle fragole che risultano al palato annacquate. Nei supermercati, i rincari per frutta e verdura sono tangibili. Per il settore fiori, sto tenendo d’occhio un gruppo di Peonie a lato dell’ingresso che finalmente si sono sviluppate, dopo averle cambiate di posto: almeno una ventina di boccioli rosa svettano, appoggiandosi alla griglia di sostegno condivisa con una Rosa antica, anch’essa tardiva. Un prossimo violento acquazzone potrebbe sgualcirle, prima ancora che si aprano del tutto. Il nome della Peonia deriva da Peone, il medico greco degli dei. Secondo la leggenda, Peone utilizzò il fiore per guarire una ferita di Plutone e per ringraziarlo, il dio gli fece dono dell’immortalità, trasformandolo nel fiore della Peonia. In Giappone il fiore è simbolo di lunga vita. Nel buddismo è sinonimo di dolcezza, perché ovunque il giovane Buddha metteva piede, le Peonie fiorivano. Chiamata anche “la regina d’Oiente” o “rosa d’Oiente”, è fiore molto apprezzato nella cultura orientale, soprattutto in Cina. Suppongo che anche dal fiorista i rincari siano un dato di fatto. l’Italia importa fiori da diversi Paesi, soprattutto dall’Olanda, un centro nevralgico per il commercio di fiori recisi a livello mondiale. Io non rinuncio ai miei bouquet casalinghi che compongo con fatica in questo periodo. Ma quando ci riesco, ammetto che è una grande soddisfazione distribuire per casa elementi di bellezza, profumo e discrezione. 🌺
17esimo post a quattro mani: con maschera e boccaglio al Reef
All’esame di terza media, per Educazione artistica avevo fatto un disegno che rappresentava il fondo del mare come me lo immaginavo. Tramite vocale, Manuel mi informa che lui lo ha visto davvero, il fondo del mare-oceano, con una varietà di pesci coloratissimi. Resto senza fiato dalla meraviglia che mi trasmette, raccontandomi la terza giornata del suo tour alle Fiji. La chiusura del suo narrare la dice lunga: “Mi ritengo molto soddisfatto”. Mi concentro sul pezzo forte: con maschera e boccaglio – che Manuel non ha mai usato, perciò beve tanta acqua salata – esplora un pezzo di Barriera Corallina (Reef) popolata da un’infinità di pesci coloratissimi e di coralli. “I colori dei pesci sono una cosa fenomenale, alcuni sembravano un fotomontaggio, una piccola manta che è un arcobaleno di colori, pesci di tutte le forme misure e colori, uno con delle pinne lunghe che sembravano delle vele, dei mini anemoni, qua e là, tra il verde e il celestino. Ho visto anche alcuni coralli, non rossi, tra il blu e il celeste, alcuni che viravano al giallo-arancione… belli belli belli”. Sono senza fiato per questo tuffo sott’acqua. Una volta che il nostro esploratore subacqueo viene ripescato dal barchino, ritorna in porto, prende la corriera e raggiunge l’ostello/albergo, dove il ragazzo alla reception gli consiglia un piatto… di pesce, con crema di cocco che Manuel definisce “Una cosa buona buona buona veramente”. Che dire, sono senza parole per lo stupore e l’ammirazione. Oggi è venerdì, giornata di pesce. Mi preparo la trota al cartoccio, pensando alle meraviglie del mare/oceano.
Germogli e Valori
Nella luce dorata del tramonto i Geranei mi sembrano ancora più belli. Li ho rinvasati ieri pomeriggio, perché in tre settimane sono cresciuti parecchio, intendo quelli comperati di recente: uno viola, uno rosa carico e uno rosso corallo. Quelli che hanno superato l’inverno si stanno riprendendo. Mi piace osservare l’evoluzione dei fiori, partendo dai germogli. La parola germoglio mi è cara, tant’è che fa parte del titolo del mio penultimo libro Dove i Germogli diventano Fiori. Ma un altro motivo più recente me la rende speciale. Ho letto il libro ‘Ti racconterò tutte le storie che potrò’, di Agnese Borsellino, dedicato al marito Paolo, ucciso con i poliziotti della scorta il 19 luglio 1992 a Palermo. Scritto insieme con Salvo Palazzolo, è il racconto toccante della moglie che ricorda momenti trascorsi con l’uomo della sua vita, innamorato della famiglia e del suo lavoro. Spesso si rivolge a lui, come se fosse ancora vivo, mettendo in luce aspetti privati del suo compagno. “Mentre sorgeva il sole lui si accorgeva di un nuovo germoglio nelle piante sistemate con cura sul balcone della nostra casa di via Cilea. Sorrideva, rideva anche di gusto. E accarezzava i nuovi germogli”. Agnese Piraino Borsellino è morta nel 2013, a causa della leucemia. Una donna straordinaria, accanto a un uomo fuori del comune che tuttavia si comportava come una persona comune, in grado di apprezzare le piccole gioie della vita, perché Paolo diceva “In ciascuno di noi alberga il fanciullino di pascoliana memoria”. Ecco, che un uomo ami i fiori è già singolare, ma che consideri i germogli appartiene a un’altra specie. D’altronde tutta la vita del magistrato, pur breve e spezzata testimonia quali fossero i suoi valori. Naturale che Agnese aspettasse di “vederlo spuntare da un momento all’altro, con la tua bicicletta, il pane nel cestino e il braccio destro in alto mentre fai il segno di vittoria con la mano”. Voglio sperare che tanti germogli continuino a sbocciare nel nome di chi ha amato la vita e l’ha drammaticamente persa.
Festa della mamma
Oggi è domenica: respira, rallenta e lascia spazio alla gratitudine. È un bel consiglio che ho trovato tra “Le frasi del buongiorno”. Oggi è la 62esima Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni e La Festa della Mamma (che inizialmente cadeva il giorno 8). Quando la vocazione religiosa e quella genitoriale sono scelte di vita, credo che la gratitudine ci stia tutta. Quello che importa è lo spirito di dedizione agli altri, che siano consanguinei o meno. Sul ruolo di mamma potrei scrivere un libro, ma non ci penso proprio. Sul piano della fotocopiatrice in studio ci sono due foto: quella di mia madre Giovanna e quella che mi ritrae insieme a mio figlio bambino sulla gradinata del Tempio del Canova (allora abitavo a Possagno). Sento che devono stare insieme, perché riassumono il ruolo che entrambe abbiamo interpretato, con buona pace dei risultati. Diversi contati femminili non hanno generato, tuttavia sono dotate di spirito materno ammirevole. Vale anche il contrario, laddove ci siano dissapori o troppo amore tra madri e figli. Una persona di chiesa cattolica ha molti figli spirituali, suppongo molte più possibilità di sbagliare ma anche di essere amata. Non so se il calo delle vocazioni religiose sia da attribuire anche alla gestione della prole. In ogni caso, la gratitudine è un sentimento che merita di essere riabilitato in ogni ambiente, sia privato che pubblico. Rallentare, come da consiglio iniziale non può che favorire la consapevolezza, base per un rinnovamento. Chiudo in Poesia con una filastrocca del grande Gianni Rodari: Per la mamma Filastrocca delle parole:/si faccia avanti chi ne vuole./Di parole ho la testa piena,/con dentro “la luna” e “la balena”./Ma le più belle che ho nel cuore,/le sento battere: “mamma” , “amore”.// 💞
Calla o Giglio del Nilo
La Calla è uno dei fiori più eleganti che esistano. Il suo nome significa ‘bello’ ed è un simbolo di prosperità e di bellezza materna. Si racconta che i suoi fiori siano nati dal latte materno di Era, dea della creazione e della terra. Nella mitologia, quello stesso latte materno ha dato origine alla Via Lattea che vediamo in un cielo stellato. Nella mitologia romana, la Calla è simbolo di virilità e di amore passionale, per la forma dello spadice al centro del fiore. La sua forma a imbuto e l’odore gradevole le conferiscono un inestimabile pregio nel mondo floreale. Originaria del Sudafrica, fiorisce da metà primavera a inizio estate, ai bordi di laghetti, stagni e ruscelli. I fiori sono utilizzati anche recisi e si mantengono freschi per molti giorni. Le foglie sono grandi e verdi, a forma di freccia. I giardinieri dei primi del ‘900 chiamavano la Calla “Il fiore della linearità modernista” perché, con le sue linee composte e semplici, interpretava perfettamente l’idea di sobrietà. La Calla divenne così il simbolo del periodo Liberty. Io amo tutti i fiori. Anni fa, a Caorle ho fotografato una bellissima Calla, cercando di coglierla da sotto. Ne è scaturita una poesia che ho inserito nella mia raccolta Natura d’Oro che riporto. Calla La tua forma/rammenta/un calice d’eleganza/un cocktail di prelibatezza/un battistero naturale/dove immergere/pensieri grigi/e prelevare/una collana di perle.//Su Instagram ho postato il quadro di Noè Zardo che ha dipinto un gruppo di Calle Soavi, utilizzando “i pastelli acrilici abbracciati dai preziosi oli”, perché un pittore è anche un poeta.
Tempo di fragole
Ho assaggiato la prima fragola delle piantine messe in vaso qualche settimana fa: grossa, rossa, deliziosa. Ne ho altre in fioritura nell’angolo destinato all’orto, piuttosto indietro di maturazione. Senza ombra di essere smentita, non c’è paragone con quelle comperate al supermercato, e buttate dopo un paio di giorni perché marciscono. Dal latino ‘fraga’ che a sua volta deriva dal verbo ‘fragare’ che significa ‘avere un buon profumo’ legato al profumo piacevole che emana. Il nome botanico è ‘fragaria’ pianta da frutto della famiglia delle Rosaceae. Sebbene non venga mai menzionata nelle sacre Scritture, viene comunemente ritenuta un fiore del Paradiso e compare spesso nei dipinti rinascimentali. Nel linguaggio dei fiori, può esprimere stima e amore. La fragola, oltre che bella è anche nutriente. Appurato che è un falso frutto – deriva da un fiore che aveva più pistilli – è ricca di vitamine, soprattutto la C che supporta il sistema immunitario e la vitamina A, importante per la salute della vista e della pelle. È anche ricca di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia, senza contare i flavonoidi e gli antiossidanti che favoriscono il riposo notturno. Curiosando nel web, leggo che “100 grammi di fragole contengono 30 calorie, 153 mg di potassio, solo 1 di sodio e se sono mature e c’è la luce giusta almeno 120 ‘mi piace”. Per chiudere in bellezza, pardon in dolcezza sul tablet adocchio la ricetta: “Mini tiramisù alle fragole, dolce velocissimo senza cottura”. Impossibile resistere!
Compleanno…recuperato! 💐
Mi sento in colpa, vergognosamente in colpa: ho dimenticato il compleanno di Lisa, che era quattro giorni fa. Lei, creatura discreta e dolce non me l’ha ricordato e io ci sono cascata. In effetti il 29 mi ricordava qualcosa, ma in questo periodo sono presa da storie di cani. Anche lei ne ha una, Nina, una bassottina nera che è un amore, soprattutto da quando in casa è entrata Viola, una gattina recuperata qualche mese fa da Roberta, la sorella, più di là che di qua. È evidente che condivido con le due amabili sorelle l’amore per gli animali e per i fiori. Infatti la loro casa è un garden domestico curatissimo, innestato dall’amore per la natura di Bruna, la loro mamma che ho avuto il piacere di conoscere. Comunque l’incontro con Roberta risale a qualche anno fa ed è stato favorito dalla letteratura. È andata così: andavo a Savona per la premiazione del Concorso Letterario Insieme nel Mondo, viaggio piuttosto lungo con partenza da Castelfranco, dove conosco Lisa diretta a Como. Lei mi dà subito una mano, perché sono piuttosto impacciata a destreggiarmi tra orari, cambi, pensiline e quant’altro. La cosa rassicurante è che tornerà tre giorni dopo, giusto come me che facevo quel viaggio per la prima volta (ne seguiranno altre due). Ritrovarsi e parlare durante il ritorno a Castelfranco è stato così piacevole e coinvolgente… che ci siamo dimenticate di scendere e abbiamo prolungato il viaggio fino a Montebelluna dove il capo stazione ci ha rassicurato che il treno avrebbe fatto dietrofront e saremmo potute scendere a Castelfranco. Ovviamente con un po’ di ritardo. Non so se Lisa abbia raccontato subito com’è andata. Comunque è stato l’inizio della nostra amicizia, estesa poi alla mamma Bruna e alla sorella Roberta, inclusi i gatti e la cagnolina. Sono contenta che il caso ci abbia messo lo zampino, perché il seguito è stato in crescendo. Lisa e Roberta sono persone speciali che mi apprezzano e mi sostengono. Sono onorata – ancorché smemorata delle date – della loro preziosa amicizia. Auguri in ritardo, cara Lisa! 💐
