Cucina e Conventi

È noto che non mi piace stare ai fornelli, anche se non credo di essere poi così male come cuoca. Per caso mi capita di accendere la tivù verso le 17.30, mentre faccio una veloce merenda e assisto alla dimostrazione culinaria da parte di due frati, più un terzo per l’assaggio finale. Sì tratta di don Anselmo, don Salvatore e don Riccardo dell’abbazia benedettina di san Martino delle Scale, autori di Le ricette del convento con sottotitolo Fatele a casa e fatele bene. Simpatici e bravi. I tre monaci sono diventati popolari, grazie al programma omonimo, trasmesso su Food Network che non conoscevo, fino a ieri pomeriggio. Il connubio tradizione devozione è vincente. Mentre don Salvatore inserisce la cipolla e le alici nella pentola, per realizzare il riso, don Anselmo più anziano racconta di come mangiava da ragazzo. La successiva ricetta potrebbe essere un secondo, oppure un piatto unico e prevede l’uso di piselli e uova. Decido che sarà la mia cena… ma al momento di realizzarla mi mancano i piselli, perciò la rinvio ad altro giorno. Comunque non mi stupisce che molti piatti, tanto semplici che prelibati siano usciti dai conventi, data la propensione dei monaci per questo ambito. Tra pochi giorni, a Nuova Delhi l’UNESCO deciderà se la cucina italiana sarà patrimonio dell’umanità. Per me è di sicuro un valore, sostenuto anche dall’abilità dei monaci, sperimentata di persona nel Convento dei Cappuccini a Savona, diversi anni fa, in occasione del Concorso di poesia e narrativa “Insieme nel Mondo”. Partecipai alla 15esima edizione del 2017 e mi classificai Vincitrice per la silloge Natura d’Oro. Un bel ricordo che accarezza anima e palato.

La natura che cura

A proposito di fiori e piante, leggo su Pianeta 2030 del Corriere Della Sera l’intervista di Katia D’Addona a Kathy Willis, esperta di piante a livello internazionale, creata baronessa l’8 luglio 2022 dalla regina Elisabetta II. Il titolo dell’intervista contiene il messaggio, frutto delle ricerche della 61enne scienziata che insegna Biodiversità presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Oxford dove vive: La natura va assunta come farmaco: aiuta l’attenzione, combatte insonnia e assenteismo. Kathy caldeggia l’avvicinamento dell’uomo alla natura attraverso tutti e cinque i sensi, compresi olfatto e udito, attraverso i quali “la natura può curarci di più”. L’importanza del verde per la crescita cognitiva e comportamentale dì bambini e adolescenti è confermata dalla raccolta di numerosi studi compiuti dalla Willis, la quale ha scritto al riguardo il saggio La natura che cura. Perché vedere, annusare, toccare le piante ci rende più sani, felici e longevi. Intendo leggerlo. Nel mio privato, sperimento ogni giorno il benessere che mi viene da piante e fiori con i quali ho un rapporto emozionale. Vari locali della casa sono abitati da piante verdi o fiorite. In aggiunta ho i quadri di fiori a mezzo punto fatti da mia mamma e i dipinti floreali di Pio e di Noè Zardo: una salutare compagnia.

Versatili Ortensie

Tra me e le Ortensie c’è un feeling. Da quando abito in una casa di proprietà con un po’ di scoperto… ho scoperto la mia passione per i fiori, che coltivo di vario tipo. Tra le piante da fiore, quella con la fioritura più lunga è appunto l’Ortensia, praticamente dalla primavera all’autunno inoltrato. Portamento elegante, si conserva anche recisa per diversi giorni, cambiando se mai di colore. Unico assente, il profumo (ma chi è insofferente agli odori, se ne giova). Adesso i capolini rimasti sullo stelo sono come di carta velina, ma ancora adatti per composizioni secche. Qualcuno li spruzza di argento e oro, in vista delle festività natalizie. Io li preferisco al naturale, e così li ho distribuiti per casa. Però le aiuole di lato alla cucina si erano allargate troppo e mio figlio sabato le ha cimate, riempiendo il bidone del vegetale. Mi sono occupata della restante potatura, per ricavare dei rametti dallo scarto, da fare essiccare e successivamente utilizzare per accendere la stufa. Idem per i capolini che una volta aggiunti alla legna scoppiettante regalano un vero fuoco d’artificio domestico. È il cinema che mi godo la sera dopo le venti in compagnia dei gatti. Che gradiscono.

Qualità e Gentilezza

Mi sono regalata un porta listino, come avevo scritto nel post di venerdì, non della Moleskine ma della City Time, acquistato alla Cartolibreria La Fontese, di Fonte: fa lo stesso, lo scopo è raccogliere fogli e biglietti nella parte laterale, tenendo sott’occhio il blocco su cui scrivere. Non garantisco di diventare ordinata – per una persona creativa è piuttosto improbabile – ma almeno ci provo. Al momenti di pagare, la titolare mi infila nella busta un paio di campioncini di profumo che riemergono a sera. Credo di essere una buona cliente, non tanto per la quantità di prodotti che compero, ma perché bado alla qualità che qui trovo. Del resto si tratta di una cartoleria a conduzione familiare dove lavorano i genitori e i figli, il che è rassicurante, a prescindere dal resto. Uno dei profumi è VERSACE Eros pour Femme, con la testa di Medusa effigiata sulla bottiglia. Al netto del mito della sacerdotessa di Atena trasformata per vendetta in mostro, la Medusa è un simbolo di buon auspicio e significa protettrice, guardiana. Sarà una coincidenza, ma domenica pomeriggio sento raccontare la storia della Medusa che Canova riprodusse sul marmo. Per dire come lo stilista e imprenditore Gianni Versace, assassinato il 15 luglio 1997 avesse scelto bene il suo ‘logo’. Sfilato il campioncino dalla custodia, l’ho provato spruzzando sul polso: profumo raffinato che mi riporta al limone, al bergamotto, alla Peonia e ad altri amati fiori. Una fragranza deliziosa, trasmessa da un gesto gentile.

Olivo, simbolo di pace, saggezza e rinascita

Giornata Mondiale dell’Olivo, iniziativa promossa dall’UNESCO per celebrare l’importanza di questo albero. Castelcucco, il mio Comune è entrato a far parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio che intende valorizzare l’Olivocoltura e promuovere la qualità dell’olio locale. Anch’io ho un Olivo in un angolo del giardino, piuttosto malconcio a dire la verità, messo a dimora più per il significato simbolico che per i pochi frutti donati. Universalmente segno di speranza e resilienza, l’Olivo simboleggia soprattutto pace, saggezza e rinascita. A Pove del Grappa c’è la Conca degli Ulivi che regala extravergini di eccellenza. Amedeo Michele Alberton, mio compagno del Liceo – il primo dell’elenco – ne avrebbe da dire. Quando abitavo a Possagno, portavo mio figlio piccolo in una stradina laterale al Tempio del Canova dove c’erano, e credo ci siano ancora diversi Olivi. Quanto alle proprietà, ne ha diverse, specie quelle delle foglie, utli come antiossidanti, ipotensivi e ipoglicemizzanti. Le olive forniscono grassi monoinsaturi che aiutano la salute cardiovascolare, riducendo il colesterolo cattivo (LDL) e aumentando quello buono (HDL). Si possono mangiare circa 6 olive al giorno, l’equivalente di circa 2 cucchiaini d’olio d’oliva, di cui non sono grande consumatrice. Però mi prometto di migliorare. No

Il mio albero del cuore 🍋

21 Novembre, Giornata Nazionale degli Alberi, istituita in Italia con la legge n.10 del 14 gennaio 2013. In realtà la ricorrenza affonda le radici in una festività del 1898, quando fu istituita per celebrare l’importanza degli alberi. Lo scopo è evidente: promuovere la tutela dell’ambiente, la valorizzazione degli alberi e la riduzione dell’inquinamento. L’albero è simbolo di adattamento e di rinascita. Vale come augurio per chi sta iniziando una nuova fase della propria vita. L’albero simbolo dell’Italia è il Corbezzolo: con le foglie verdi, i fiori bianchi e le bacche rosse richiama infatti la bandiera nazionale. Non sono esperta di piante, ma da quando abito in una casa di proprietà ho fatto un po’ di esperienza grazie ai seguenti alberi: ciliegio (da fiore e da frutto), albicocco, melo, melograno, pesco, fico. Stamattina ho incappucciato con tessuto non tessuto la pianta di limone, riparata sotto il portico a est dove gode dell irraggiamento solare. Credo sia la mia pianta del cuore. Anni passati la portavo in garage dove però perdeva le foglie a causa della loca luce. Me ne occupo da qualche anno e mi ha regalato limoni abbondanti con cui ho fatto sia la marmellata che il limoncello. Direi che ormai fa parte della famiglia. Piante e Fiori è uno degli argomenti che tratto nel blog, in buona compagnia di chi è più bravo di me. Del resto il creato ci è stato offerto per goderne, non per distruggerlo. Secondo la Bibbia, la vegetazione è apparsa il terzo giorno mentre la creazione dell’uomo compare il sesto e ultimo giorno. Vorrà pure dire qualcosa…

Buon Compleanno, Gina!  🎂

Oggi 20 Novembre è la XXXVI Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma è anche il compleanno di Gina, la nonna di Manuel che compie la bellezza di 95 anni. Quindi anche lei è stata bambina e adolescente, prima di diventare giovane, sposa, madre, nonna e bisnonna! Una carriera di ruoli femminili portati con grande disinvoltura. La conosco grazie a Manuel e a sua mamma Nadia, una delle tre figlie – le altre sono Mara e Sabrina – che si alternano nell’assistere in casa la vispa signora che è autosufficiente, in barba a qualche acciacco. “Sai benissimo che è tosta e che adora nipoti e pronipoti, vorrebbe avere vent’anni e poter lavorare ancora” afferma Nadia. Che sia questa la ricetta della longevità? Quando telefono, risponde con prontezza e si dilunga a farmi i complimenti. Mi chiama “Signora” che detto da Lei mi arriva speciale. Abbiamo in comune la visione del programma Forum che lei segue in tarda mattinata, nella cucina super riscaldata, con la tavola apparecchiata di tutto punto, mentre io lo vedo nel primo pomeriggio. Oggi sarà gran festa per le sue sfavillanti 95 candeline, con la presenza straordinaria di due parenti australiani! Tanti Auguri anche da me, cara Gina! 💐

Ad ogni stagione il suo fiore 🌸

La “santa dei fiori” è santa Zita da Lucca, una devota cristiana del XIII secolo (1218 – 1278), mentre santa Dorotea (IV sec.) è la patrona dei fiorai; san Fiacrio lo è dei giardinieri. La premessa per dire che c’è qualcosa di miracolo nella natura che regala meraviglie in autunno avanzato. È il caso dell’Amaryllis regalatomi una ventina di giorni: ha emesso dapprima un fiore, poi due, tre ed ora quattro stupende corolle aranciate all’esterno e gialline dentro. Sul lungo stelo svettano come ventagli aperti che non smetto di ammirare. È un po’ una star che fotografo in svariati momenti, sapendo peraltro che la sua vita è breve. Ma gli sono grata di farmi buona compagnia, senza chiedere alcunché in cambio. Ogni tanto una spruzzatina d’acqua alla base, senza esagerare per non accelerarne la sfioritura. Poi custodirò il bulbo con cura, sperando in un’altra nascita il prossimo anno. Anche la natura fa i conti con il riscaldamento globale che merita anch’esso un santo protettore. Sotto la siepe di Fottinie, ieri ho visto una Viola, normale a primavera ma decisamente fuori stagione a metà novembre. Se si è confusa lei, non sorprende che le persone perdano la bussola. Servono correttivi urgenti e duraturi. Ad ogni stagione il suo fiore.

La forza interiore dell’Amaryllis

Mi piacciono tutti i fiori, soprattutto le bulbose. Ho ereditato la ‘passione’ da mia madre, da mio padre l’attitudine a fotografarli. Di mio ci aggiungo il desiderio di dedicargli qualche verso. Dentro e fuori casa ne ho molti. Tra gli ultimi, dei bulbi di Giacinto comprati al mercato. Messi in acqua, hanno emesso le radici e tra un po’ spunteranno le gemme. Circa dieci giorni fa, mio figlio mi ha regalato un Amaryllis acquistato al supermercato. Di giorno in giorno si è allungato e ora sta sbocciando. Ne intravedo il colore rosso tenue. A breve sarà una meraviglia! Ma ciò che più mi piace, non è il prodotto finale – di innegabile bellezza – bensì il percorso di crescita, un incitamento alla tenacia della vita che si fa strada. Una lezione della natura. Credo che uno psicologo potrebbe aggiungere altro. Io aggiungo che coi fiori ci parlo e li bacio pure. Va da sé che non mi rispondono, però la corrispondenza c’è ed anche il feeling. Del resto perfino Dante, il padre della nostra letteratura considerava i fiori una delle tre cose rimasteci del paradiso. Tornando all’Amaryllis, il suo significato deriva dal nome greco che significa ‘risplendere’ e dall’aspetto maestoso del fiore che sboccia su un lungo stelo. È associato alla forza interiore e alla tenacia che ci permettono di perseverare, nonostante le avversità e i momenti negativi. Tanti Amaryllis a chi ne ha bisogno!

Coriandoli e petardi…prima dei ceri 🕯️

Primo Novembre, festa di Ognissanti. Impossibile scordarlo, perché i saluti mattutini su WhatsApp rifuardano tutti questa giornata, dedicata a chi è trapassato. Un corteo di macchine tra poco raggiungerà il cimitero, a due passi da casa mia. Anzi, di norma sento le preghiere e i canti che il celebrante diffonde col megafono. È un evento insolitio, una sorta di festa per ricordare i cari defunti. Ogni famiglia ne ha e ciascuno si collega con l’aldilà in qualche modo. Da laica dubbiosa, io invidio chi ha fede e mi auguro che l’aldilà sia più accogliente della vita terrena, in parte commedia e in parte tragedia. Mi viene spontaneo richiamare I Sepolcri di Ugo Foscolo, poema affascinante dove il poeta sostiene che le tombe servono ai vivi. Ecco, per me il cimitero ideale è dentro il cuore delle persone, al netto di fiori e lumini. Ricordo un’anziana e buona vicina di casa che andava in cimitero più volte al giorno, per rendere omaggio al marito defunto. Io ho in casa diversi ‘altarini’ con foto di mia mamma Giovanna. In studio mi sorride Gianna De Paoli, la mia coetanea e collega di Lettere mancata il 2.05.2014. Quando la guardo, mi sento meglio, come rassicurata che sta bene dov’è. Comunque, che sia un giorno di festa lo hanno anticipato i coriandoli – proprio quelli che si usano a carnevale – gettati oltre il cancello ieri sera dai ragazzetti in ‘missione dolcetto/scherzetto’. Piuttosto dei petardi…