Nascita del sole

Ultimo giorno di Giugno, domenica. Da qualche giorno i gatti dormono fuori e si godono il fresco della notte. Ieri sera sul tardi, si sentivano i botti dei fuochi d’artificio provenienti dal paese vicino, per festeggiare i santi Pietro e Paolo. Pensavo che il rumore avrebbe convinto i felini a entrare in casa, ma niente da fare. Così stamattina mi sono svegliata presto, prima delle sei, col desiderio di aprire il portoncino e rivederli. E chi ti vedo per primo? La palla dorata del sole che sta per espandersi, in un silenzio interrotto soltanto dal tubare delle tortore. Non ci penso due volte e lo fotografo. Intanto sul davanzale della cucina si posiziona Grey, scavalcata da Fiocco e Pepe che si fiondano sulle ciotole dei croccantini. La nascita del sole è uno spettacolo emozionante che merita la sveglia anticipata. D’altronde sono in pensione e gestisco il tempo a mio comodo. Di pomeriggio recupero. Faccio colazione e poi vado a raccogliere la Salvia per essiccarla: ha delle belle foglie che profumano solo a sfiorarle. Tra le piante aromatiche, è quella che preferisco. Infatti la uso spesso e in molte pietanze: nelle zuppe, nel pesce al cartoccio, nella panatura del trancio di salmone, quando cucino gli straccetti di tacchino… e per aromatizzare l’acqua da bere. Nel mio giretto mattutino, do un’occhiata alle Ortensie che stanno cambiando colore e alle giovani Calle di un intenso giallo. Vedo che sta per schiudersi un Giglio di montagna che porta sullo stelo diversi fiori e pregusto lo spettacolo che mi offrirà. Scarseggiano i Gladioli, forse avrei dovuto togliere i bulbi in autunno e rimetterli a primavera, ma non riesco a star dietro a tutto. Devo badare anche alle piante verdi dentro casa, rappresentate da Ficus, Potos, Crassula, Spatifillo e Orchidea. Nel complesso non è stonata la battuta di Marcella che vede a casa mia un piccolo vivaio.

Tempo di zucchine

Fine giugno…autunnale! Le previsioni per Luglio sono incerte. Devo ancora mettermi in sella alla bicicletta e finora non sono riuscita a prendere il sole. Qualche giorno di caldo intenso ci aveva illuso di essere entrati nella bella stagione, sconfessata dalla ripresa delle piogge e abbassamento della temperatura. Fortuna che stamattina ho raccolto un mazzetto di fiori di zucca, – per precisione di zucchina – di un bel giallo intenso che solo a guardarli mi fanno sorridere. Li conteplo per un paio d’ore, prima di tuffarli nella pastella e friggerli. Un po’ mi dispiace, ma si sgualciscono in fretta. Le premesse non erano state buone perché le prime piantine messe in terra erano state spazzolate dalle lumache per ben due volte. Per il terzo tentativo ho cambiato ‘habitat’, fornito da una capiente fioriera, non il massimo per il bisogno di espandersi della pianta, attorno alla quale stavolta ho distribuito il lumachicida. Dubbiosa che l’esperimento funzionasse, ho controllato per vari giorni l’evoluzione e in capo a una decina ho constatato che il tentativo è riuscito. Ho gustato ancora i fiori di zucca pastellati e fritti, anche da bambina quando li faceva mia mamma. Però è proprio il fiore che mi attrae, a forma di stella e bello colorato. Al netto della frittura, i fiori di zucca sono un toccasana per la salute: sono una fonte di ferro, calcio, fosforo, magnesio e potassio, vitamina C e A e pigmenti carotenoidi. Inoltre sono ricchi di acqua e fibre e hanno un contenute calorico molto basso, ideali per essere consumati durante una dieta dimagrante. A me piacciono in tutte le salse, per così dire ma li consumo di preferenza cotti al vapore in compagnia di carote e patate, grigliati col prezzemolo, a barchetta ripieni di carne. Le brave cuoche fanno il pasticcio con le zucchine. Io mi accontento del risotto con le zucchine. Buon appetito!

Fiori e Pittori

Quanto mi piacciono le Ortensie! Basta osservarle e mi strappano un sorriso di soddisfazione, così colorate di varie nuance che vanno dal rosa al viola e al celeste, a volte incorporati nelli stesso capolino. Quelle bianche aggiungono un tocco di eleganza al bouquet che mi porto in casa, dove non disturbano dato che sono senza profumo, una privazione addirittura vantaggiosa per chi ha il naso delicato come me. Il cespuglio a est della cucina si è talmente espanso che oltrepassa le tavolette di contenimento e quando passo con l’auto per entrare in garage ne sfioro qualcuna. Mi piace osservarle dalla cucina dove mi appaiono come un mare variegato, mentre dall’ingresso ufficiale fanno bella mostra due vasi di Ortensie multicolori, in origine celesti. Un esemplare bianco, donatomi l’anno scorso da Lisa e Roberta si sta ambientando a mezz’ombra. Il mese prossimo saranno protagonisti i Gladioli, comunque i fiori mi piacciono tutti. Sono in buona compagnia anche del pittore 90enne Sandro Trotti (nato a Monte Urano il 25 gennaio 1934) marchigiano che cerca il contatto con la natura attraverso i fiori. Ne parla un servizio del settimanale Tg2 ‘Storie’ giusto stamattina. Durante l’intervista, il pittore sta disegnando dei fiori rossi su una tela. Famoso in Cina dove ha svolto incarichi di insegnamento, l’artista cerca il rapporto armonico tra linea curva e linea retta suggeritogli dalla figura femminile, simbolo di grazia. Segno di sensibilità e rispetto accomunare i due soggetti nelle opere artistiche. Tra i suoi primi temi gli argani, le mucche e le donne. Alcuni suoi lavori si trovano nelle collezioni e nei musei di tutto il mondo. Concludendo, i fiori stimolano la creatività dell’artista, ma favoriscono anche il mio benessere psico-fisico. Fiori e pittura

Digressione cromatica

Bello il tramonto (ieri sera), finalmente senza pioggia! Il sole fa capolino dalle nuvole, viene e va a suo piacimento. Sento un uccello cantare sul tiglio e un bombo ronzare affaccendato tra i fiori. A tratti cadono dei petali della Rosa antica rampicante che si è trasferita sul tetto, colorando di giallo il porfido grigio. Le Ortensie in vaso detengono il primato del colore, perché offrono una gamma che va dal rosa al viola, passando attraverso l’azzurro. Sta fiorendo anche l’Ortensia bianca, regalatami da Lisa e Roberta l’anno scorso: il capolino chiuso è verdino, ma una volta schiuso offre il suo colore originario: tra un po’ sarà uno spettacolo! Per me il colore non è secondario, tant’è che ho il soggiorno di cinque tinte: giallo, celeste, marrone, grigio, bianco. Ricordo che i primi giorni di scuola, quelli dedicati all’accoglienza degli alunni, erano destinati anche alla formazione delle classi prime, tramite la scelta di colori in base ai quali emergeva la ‘compatibilità’ o meno col compagno di banco. Strategia peraltro accantonata durante la pandemia e il distanziamento. Comunque alla domanda quale è il tuo colore preferito rispondevano tutti, anche i più restii a parlare. La pubblicità sa bene come sfruttare questo elemento, tant’è che la psicologia dei colori influenza il consumatore: il blu è il più utilizzato dalle aziende perché trasmette un senso di sicurezza e affidabilità (pensate alle confezioni di un noto marchio di pasta), ma c’è l’aggancio anche per gli altri colori. Il rosso vivo e il verde smeraldo pare siano i due colori portafortuna dell’anno in corso. A livello individuale, ognuno ha i suoi gusti. Ribadisco i miei: giallo e celeste, ma apprezzo anche gli altri. Insomma, le mie apprezzate Ortensie mi hanno consentito una…digressione cromatica rilassante.

Giugno, cosa ci porti?

Primo giugno! Alle dodici, sotto il portico a casa mia sono diciotto gradi, più nuvoloso che no, ma finora non piove. Pare che dovremo aspettare altri dieci giorni per percepire l’estate, dovremo farcene una ragione. Cos’altro potremmo fare noi, comuni mortali per invertire la rotta? Entro il 2050 la UE dovrebbe conseguire l’obiettivo della ‘neutralità climatica’ riducendo di almeno il 55% le emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico sta fornendo il conto del disinteresse verso l’ambiente che ci ospita, dove sovente l’uomo fa danni inenarrabili. Le stagioni si sono mischiate e nella stessa giornata può fare caldo, oppure farci mantenere indumenti invernali. Comunque mi aggrappo al detto del Dalailama: “Scegliamo di essere ottimisti. Ci si sente meglio”. Il nome giugno deriva dal latino Iunius, derivato di Iuno (Giunone), la dea romana cui era dedicato, moglie di Giove, quindi la più importante divinità femminile. Tradizionalmente, il mese di giugno coincideva con la fioritura e la raccolta di prodotti, perciò associato al periodo dei matrimoni. Giugno infatti è il mese dedicato a Giunone, dea del matrimonio e protettrice dello Stato (magari sarà bene ricordarlo domani 2 giugno, festa della Repubblica). Secondo Ovidio invece, il nome giugno deriva da “iuniores” ed è dedicato ai giovani. Comunque sia, a dare il nome ai mesi fu Numa Pompilio, il secondo re di Roma che introdusse i 12 mesi per sincronizzare il calendario lunare con quello solare (Secondo la tradizione, Romolo aveva stabilito che l’anno avesse 10 mesi). Adesso torno coi piedi per terra e mi auguro che il mese appena iniziato porti: sole, caldo, passeggiate, mare, fiori, frutti da gustare come una bella fetta di cocomero o un drink dissetante. Incrociamo le dita e vediamo che succede…

Ortensie multicolori

Ultimo giorno di Maggio, mese alquanto perturbato con temperature al di sotto della media. Per l’estate astronomica bisogna aspettare il solstizio d’estate il prossimo 21 giugno, il giorno più lungo. La Natura si adegua, con lentezza. Le mie Peonie stanno sfiorendo, ma per fortuna le Ortensie mi faranno compagnia a lungo, dato che la fioritura si protrae per tutta l’estate fino a Settembre. Ne scopro una di celeste, il mio colore preferito sotto al Fico. Dopo un’ennesima giornata di pioggia, un po’ di colore restituisce il buonumore. Ma stanno fiorendo multicolori anche le Ortensie acquistate l’anno scorso di colore blu. Evidentemente il terriccio, a seconda della composizione fa la differenza, comunque il mix cromatico mi stupisce e mi rallegra. Ho una grande simpatia per questo fiore, cui manca solo il profumo. Delle dieci piante messe a dimora quando venni ad abitare a Castelcucco nel 2000, ne sono sopravvissute metà che però si sono espanse, e non è detta l’ultima parola nel senso che ogni tanto provo a fare delle talee, sebbene finora con scarso successo. Il significato dell’Ortensia varia a seconda del colore, comunque sempre positivo e riferibile a gratitudine, ammirazione e armonia. Molti bouquet da sposa sono realizzati con questo fiore. Coltivata in Cina fin da tempi antichissimi, oltre che bella ha anche potere curativo. Le sue proprietà officinali e terapeutiche erano conosciute già in Asia e poi furono scoperte dagli Indiani d’America, utilizzata dall’artrite reumatoide ai calcoli renali, passando per la calvizie. Leggo del thè celeste all’Ortensia che può servire perfino in cucina per fare la marmellata e la grappa: una sorpresa! Insomma, un fiore assai versatile ed antico, che porta splendidamente 30 milioni di anni. Onorata di coltivarlo a casa mia!

Maggio, tempo di rose e di ciliegie

Non so se sia un caso, ma ho messo sulle unghie lo smalto color ciliegia, frutto purtroppo non maturato quest’anno a casa mia, causa le abbondanti piogge e le sfavorevoli condizioni climatiche. Così rimedio andando con Lucia alla Mostra delle ciliegie di Maser, giunta alla 32esima edizione. Gli stand sono dislocati nel vasto parco difronte alla storica Villa Barbaro, costruita da Andrea Palladio tra il 1554 e il 1558 circa, per l’umanista Daniele Barbaro e suo fratello Marcantonio, ambasciatore della Repubblica di Venezia. Originario dell’Asia Minore, il ciliegio si diffuse in Egitto sin dal VII secolo a.C. e successivamente in Grecia. La location per l’evento non potrebbe essere migliore, sebbene quest’anno la produzione del prelibato frutto sia calata del 40% e di conseguenza il prezzo alla vendita sia aumentato. Spero che i produttori riescano in qualche modo a compensare le perdite. Io compero un cestino di ciliegie all’ingresso del Viale dei Tigli per otto euro, ma al supermercato le ho pagate 9.90. In un altro stand acquisto un vaso di confettura di ciliegie da regalare a un’amica. Anni passati avevo comperato uno snocciolatore, per trasformare i rossi frutti in gustose marmellate. I capricci del tempo – e di più i danni inferti all’ambiente dall’uomo – stanno esibendo il conto. Le primizie sono state rovinate dal meteo e si spera nelle varietà tardive. Maggio per antonomasia è il mese delle rose e delle ciliegie. Infatti ieri sera ho tagliato alcune rose color corallo e le ho messe in vaso per gustarmi gli occhi, ma anche evitare che il prossimo acquazzone le sciupi. Temo che le turbolenze meteo non siano esaurite. Nel mentre godo di ciò che offre la natura, dato che le quattro stagioni – come dice un simpatico messaggio – sono sopravvissute solo sulla pizza!

Versatilità del Geraneo

Ero andata in fioreria ad ordinare un omaggio floreale per il compleanno di un’amica. In quell’occasione Marzia, la fiorista mi aveva regalato una pianta di Geraneo malconcia che avrebbe eliminato. Forse le ho pagato il vaso di plastica, per contribuire almeno in parte. Ho sistemato il nuovo ospite sopra la vecchia lavatrice all’ingresso del garage, sperando che si adattasse senza fare tante storie. Evitate le abbondanti piogge grazie allo sporto del garage, il fiore si è adattato benissimo, godendo del sole al mattino e dell’ombra al pomeriggio. Inoltre lo salutavo ogni volta che uscivo o parcheggiavo l’auto. E lui ha ricambiato alla grande, con la fioritura di una decina di fiori rosa intenso, più un paio di bianchi, il che mi autorizza a pensare che fossero state accumunate all’origine due piante di colori diversi. Sapevo che il Geraneo è una pianta robusta, resistente ma in questo caso direi sorprendente! Ne ho diversi altri esemplari sotto il portico, sopravvissuti all’inverno o che mi hanno regalato per il mio compleanno a primavera, tutti della varietà zonale e di colori diversi. Anni fa avevo anche gli edera e i parigini, poi accantonati perché perdevano molto fiori che richiedevano un pronto intervento con la scopa, per evitare di scivolarci sopra. Originario prevalentemente dell’Africa meridionale, la sua coltivazione è introdotta in Europa nel XVII secolo, grazie ai viaggi esplorativi di naturalisti e botanico europei. Il suo nome deriva da una parola greca e, a seconda del colore rappresenta il conforto, la malinconia, l’amicizia. Scopro che i fiori possono essere usati in cucina per insaporire le insalate e le foglie, finemente tritate possono essere usate come aromatizzanti in salse, marmellate e torte. Quando si dice versatilità!

Lunga vita alle api

“Non solo api, anche gli apicoltori sono a rischio di estinzione”: così titola Il Giornale di Vicenza nella Giornata Mondiale delle Api. Miele in calo, causa pesticidi, maltempo che influisce sulle fioriture, e di conseguenza sull’impollinazione e importazione del prodotto a prezzi stracciati da Paesi non UE. Consumavo miele – di castagno e di acacia – quando ero in servizio e restavo quasi afona per abuso della voce durante le lezioni. In tasca ed in borsa tenevo sempre qualche caramella al miele, per le emergenze. Delle api parla il poeta latino Virgilio nel quarto libro delle Georgiche, opera dedicata all’allevamento degli animali. Anche Fedro ed Esopo parlano dei laboriosi insetti nelle loro opere. Fin dall’antichità, l’ape è tra gli animali considerati portafortuna (la coccinella per eccellenza). Nella Bibbia è simbolo di instancabile laboriosità. Nei messaggi che mi arrivano con i saluti mattutini leggo che: “Da esse dipende la sopravvivenza del mondo” e che: “Se le api scomparissero dalla Terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Di sicuro l’ape è apprezzata per la sua industriosità, laboriosità e diligenza; la società che creano le api è un modello di organizzazione. “Le api, sentinelle operose che insegnano a vivere nella pace” è un pensiero che le descrive bene e che andrebbe ripetuto a gran voce nelle alte sfere. Anni fa capitò di ‘ospitare’ presso casa un gruppo di api ‘in sciamatura’. Sul retro di una cassetta di legno, mio figlio aveva scritto: “Attenzione api” che successivamente si trasferirono in altro posto con la vecchia ape regina. Si tratta infatti di un ‘trasloco’ dal vecchio a un potenziale nuovo alveare, un fenomeno naturale. La vita media di un’ape regina oscilla tra i due e i cinque anni e può deporre fino a 2000 uova al giorno. L’ape operaia vive in media 40-45 giorni durante il periodo estivo di raccolta nettare, e fino a sei mesi durante il percorso invernale. Adesso sento un certo languorino: un po’ di miele è ciò che ci vuole!

Fiera del Libro

• Oggi giovedì 9 Maggio apertura del Salone Internazionale del Libro di Torino, fino a lunedì 13: ci sarò anch’io, rappresentata dalla mia spalla Elisa Simeoni che presenterà il mio libro Passato Prossimo, secondo gli orari concessi ai numerosi autori che si sono ‘autopubblicati’. Elisa sarà presente, salvo contrattempi come segue: giovedì, ore 12.30 – 13.30, sabato ore 16.30 – 18.30, domenica ore 10.30 – 11.30, e 12.30 – 13.30, lunedì tutto il giorno. Mi auguro che sarà un’esperienza interessante per lei, che ama scrivere e un’opportunità per la mia opera di essere vista, letta e magari apprezzata. Certo è una carta che ci giochiamo in oltre duecento autori senza editore. Mi auguro che qualcuno bene intenzionato si faccia vivo. Il mio romanzo non ha le caratteristiche del best seller, ma a suo tempo ha superato la valutazione della commissione selezionatrice delle opere. Si tratta della ricostruzione fedele della comunità trevigiana dove abito negli Anni Settanta, con una rosa di interviste finali a persone testimoni del passato, non così lontano da impedire un approccio nostalgico. Ne consiglio la lettura a chi non dispiace rivisitare il dietro le quinte della nostra epoca, magari recuperando qualche elemento sociale positivo. La narrazione è fluida e la trama coinvolgente. Una considerazione extra sulla copertina dove un Cedro simbolo di amicizia e di longevità vigila sul paesaggio agreste. L’albero è di per sé simbolo di vita: il Cedro, citato più volte nella Bibbia come simbolo di forza e di regalità aggiunge qualcosa in più. Pertanto lo considero beneaugurante. Cari lettori, se avete parenti o conoscenti a Torino, invitateli a fare un giro al Salone Internazionale del Libro, Padiglione 2, Stand F 103. Grazie mille!