Giovedì santo

Giovedì santo bagnato. Tra ieri e oggi il maltempo si è scatenato. In questo periodo, gli anni passati mi dedicavo alle pulizie, ora ridotte al minimo. Sui vetri ho ancora delle stelline adesive che non ho tolto, dato che le festività natalizie mi sono scivolate addosso per motivi sanitari. Fortunatamente succede qualcosa che dà una svolta al mio umore: il corriere mi consegna un piccolo pacco che aspettavo. Intravedo il furgone grigio dalla finestra ed esco, muovendomi con difficoltà. Il corriere è un ragazzo di colore che mi viene incontro sorridendo, e questo è già un regalo. La scatola rettangolare contiene 12 bottigliette di vetro da 100 ml con tappo in alluminio, dove intendo trasferire il limoncello realizzato con i piccoli frutti della mia limonera: un piccolo dono pasquale per persone speciali. È la prima volta che raccolgo limoni in quantità, con i quali ho realizzato anche la squisita marmellata. Da una cuoca negata, riconosco che è un passo avanti verso un cambiamento di rotta domestica. Inoltre apprezzo molto il profumo della pianta in fioritura che attrae le api laboriose. Tra l’altro, l’esemplare era destinato a un triste declino ed invece, con le opportune cure si è ripreso. Dopo la drastica potatura di circa un mese fa, ad opera della solerte Marta ho visto che ha emesso i primi aggraziati fuori di zagara. Stamattina, per caso sento parlare in tivù di fiori eduli che possono abbellire i piatti pasquali, tipo bocca di leone, calendula, pansè, garofanini… però non raccolti per campo e giardino, bensì acquistati con la garanzia che non siano stati trattati. Solo al pensiero di una pietanza da consumare, abbellita da un fiore da mangiare mi stuzzica i sensi. La natura offre davvero straordinarie sorprese. E una grande lezione di sopravvivenza, senza alchimia.

Oggi, Teatro

Oggi 27 marzo Giornata Mondiale del Teatro, giunta alla 62esima edizione. Per l’occasione il messaggio ‘L’arte è Pace’ è stato scritto da Jon Fosse, scrittore e drammaturgo norvegese, vincitore del Premio Nobel 2023. Il messaggio viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo. “La guerra e l’arte sono opposti, proprio come lo sono la guerra e la pace. È esattamente così” è la parte conclusiva del suo discorso, a cui rinvio il lettore. Ritengo che la buona arte possa fare miracoli, a patto di predisporre l’animo alla bellezza: delle parole, delle immagini, del canto, della recitazione, della pittura, della scultura… dell’espressività comunque voglia manifestarsi. Prima della pandemia, ho apprezzato la recitazione di attori non professionisti durante la rappresentazione di commedie popolari in dialetto, schiette e colorite. Da insegnante, durante l’anno scolastico accompagnavo la mia classe al Teatro Duse di Asolo per assistere agli spettacoli per gli studenti delle varie sezioni. Gianna, una cara collega troppo presto mancata era una campionessa nell’imbastire ‘canovacci’ da fare interpretare agli studenti alla fine dell’anno. Sì divertivano tutti, genitori compresi. Io ho calcato il palco in una sola occasione, da bambina. Credo che non mi sarebbe dispiaciuto calarmi nei panni di un personaggio da interpretare. Il teatro è una forma d’arte un po’ di nicchia, a mio parere che viene offerta col contagocce anche dalla tivù. Non sarebbe male incentivarlo a scuola, per favorire le relazioni, specie delle persone timide e poco loquaci. Mi sovviene di aver letto al Liceo La Locandiera, commedia del 1753 di Carlo Goldoni. Mirandolina, la protagonista fu interpretata nientemeno che da Eleonora Duse nel 1891. Il tema centrale dell’opera è la seduzione e la differenza tra i sessi. Mirandolina è una donna forte, indipendente, amante della libertà: attualissima!

Una regale principessa

Mi colpisce e mi commuove la vicenda di Kate Middleton: bella, dolce, elegante, amata… e al momento visitata dalla malasorte. Costretta a rinunciare alla privacy sul suo stato di salute, per porre fine alle maldicenze, sebbene la salute costituisca un dato sensibile da tenere celato. È proprio il caso di dire che ce n’è per tutti, intendo malanni e anche la casa reale inglese ne è visitata. Abituati dalla presenza e dalla longevità della regina Elisabetta, adesso i sudditi della royal family devono fare i conti con il tumore di re Carlo e della giovane nuora che ha incautamente sviato le carte per proteggere la sua privacy. Certo Kate non è una donna qualunque, ma come una di noi avrà pensato di mantenere il riserbo sul suo stato di salute, soprattutto per tutelare i tre figli piccoli. Tutto il polverone sollevato per la foto ritoccata da lei stessa e pubblicata per la festa della mamma mi pare eccessivo. Dopo la recente ‘confessione’ sul motivo dell’intervento addominale subìto a gennaio e sulle cure oncologiche preventive all’addome, adesso è un profluvio di dichiarazioni d’affetto. Povera Kate, chissà che il buon gusto prevalga e venga lasciata in pace. Immagino che le sue preoccupazioni saranno rivolte soprattutto ai figli – George, il più grande ha 10 anni, la figlia 8 e l’ultimo 5 – ma anche al marito William che deve sostenere lei e il padre. Oltre al ruolo pubblico di principessa del Galles, Kate/Catherine è una madre, il che me la rende vicina. Ammirata della sua bellezza, apprezzo il portamento curato e mai eccessivo che mi fanno pensare a una donna equilibrata e di buon gusto. Non a caso è tenuta in considerazione dal regale suocero ed è benvoluta dai sudditi, al netto di qualche giornalista che ha almanaccato senza rispetto sui motivi del ricovero. Forza Kate, siamo tutti con te!

Un sabato che sa di domenica

All’insegna della poesia trascorro un sabato che sembra domenica. In compagnia di Lucia e Francesca raggiungo la Tenuta Baron a Fonte dove si tiene la prima parte del Reading poetico legato alla Rassegna ‘Monte Grappa in versi’. La tenuta si trova a due passi dal centro, circondata da ulivi. Diverse piante posizionate in enormi vasi color antracite introducono gli ospiti nella sala dove si radunano i poeti che arrivano alla spicciolata. L’assessore alla cultura del Comune di Fonte Mario Libralato ci accoglie e fa gli onori di casa, insieme con la gentile collega Stefania Ziliotto, Assessore alla Cultura del Comune di San Zenone degli Ezzelini e a Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo, affiancati da Franco Berton, Giancarlo Zizola e Katinka Borsányi. A colpo d’occhio mi pare che i poeti maschi siano meno numerosi delle donne, ma per me il sostantivo poeta è double fax in quanto estensibile a entrambi i generi. Ciò che conta è affidare alla poesia le riflessioni ed emozioni di qualunque periodo della vita, magari da condividere con il pubblico, come in questa circostanza. Il Sacro Monte ha ispirato una quarantina di autori provenienti da oltre venti paesi delle province di Treviso, Belluno e Vicenza, che fanno parte del MAB (Man and Biospere) UNESCO. Un raffinato intermezzo musicale crea momenti artistici paralleli al reading. Il numero e l’intensità delle proposte dimostra che la poesia è un valore aggiunto alle variabili del territorio del Monte Grappa, ricco ed interessante per svariati aspetti. Intensi i testi in dialetto mentre qualche altro, pur apprezzabile sembrava avulso dal tema della rassegna. Sono lieta di constatare che la poesia è viva e vegeta, capace di amalgamare sentimenti diversi con un abbraccio empatico. Conclusa la lettura, mi trattengo volentieri con le sorelle Lisa e Roberta che mi omaggiano di una confezione floreale, e rivedo con piacere dopo qualche decennio Luca, un ex alunno. Dalle mani della solerte Stefania Ziliotto ogni autore riceve in omaggio una raccolta delle poesie selezionate e lette. Le rileggerò in privato, gustando il frutto del talento che anima le Terre dell’Alpe Madre.

Poesia, un bene che fa bene

Un paio di giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Poesia, cui mi aggancio per dire che oggi la poesia è protagonista durante la Rassegna poetica Monte Grappa in versi che prevede un reading letterario tra Fonte ed Asolo, rispettivamente alle ore 15 e 18. Io e la mia amica Francesca siamo tra gli oltre trenta poeti che leggeranno ciascuno un paio di opere prodotte. Ma non intendo parlare di noi, bensì della poesia, un bene…che ci fa star bene! Il bello di questa iniziativa, promossa dal comune di san Zenone ed estesa a molti comuni ai piedi del massiccio del Grappa – da cui il titolo della rassegna poetica POESIA dalle terre dell’Alpe Madre Monte Grappa in versi – è che consente di esprimersi e di incontrarsi a persone che coltivano lo stesso hobby. Anzi, ho scoperto con piacere che chi coltiva la poesia, spazia anche in altri ambiti artistici. Ad esempio Francesca è molto brava nel disegno e nel ricamo. L’evento di oggi ci offre l’opportunità di confrontarci con persone vicine al nostro spirito, anche tra gli estimatori del genere. Infatti la poesia si rianima se gira, pertanto è importante per chi la produce ma anche per chi la consuma. Ciò detto, io mi esprimo più facilmente nella prosa, essendomi accostata alla poesia in età adulta. In definitiva, sono due canali espressivi che mi consentono di mettere nero su bianco le mie riflessioni ed emozioni. Con la soddisfazione di condividerle con qualcuno, senza la pretesa che il prodotto piaccia a tutti. Vediamo che succede oggi ore 15 alla Tenuta Baron, via san Pio X, 17 a Fonte; alle ore 18 in Sala Consiliare di Asolo. Intanto buon sabato, alleggerito dalla polvere dorata dei versi che stende un’aura di sollievo sulle brutte notizie abbattutesi sul quotidiano.

Giorno natale

Oggi 22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dal 1992 per sensibilizzare sull’uso appropriato di questo bene prezioso. Pare che gli Italiani siano poco virtuosi riguardo il consumo di acqua, se è vero che ne consumiamo 220 litri a testa, contro la media europea di 123 litri per abitante al giorno: ne deriva che siamo poco oculati. Non voglio infierire, perché oggi è anche il mio compleanno e preferisco pensare che la vita viene dall’acqua. Il dipinto della nascita di Venere del Botticelli mi consente di fare riflessioni più ‘leggere’, se possibile. Venere, la dea dell’amore è ritratta nuda su una conchiglia che solca la superficie del mare. Un simbolo iconico nella storia dell’arte. Mi piace questo mix che esalta la purezza, la bellezza, la nascita dall’acqua. Il bimbo che galleggia nel liquido amniotico non sarà altrettanto bello però la nascita è un evento stupefacente, un miracolo da sottolineare ad ogni compleanno. Ringrazio chi mi ha messo al mondo e ringrazio chi mi fa buona compagnia. È bello ritrovarsi per condividere un dolcetto e una chiacchiera, offrire un pasticcino e ricevere un piccolo dono. Ieri ho ricevuto la visita di Mariuccia, compagna di liceo che abita a Belluno: mi ha donato una fresia gialla e un piccolo dipinto della talentuosa pittrice Aldina Manaigo, di cui ha curato la mostra mesi fa. Mi sono commossa, perché l’arte è un nutrimento dell’anima che non si compra, ma si riceve se si è fortunati. Ovvio che aiutano anche i conforti del corpo, dati e ricevuti. A metà mattina, riunione amicale in pasticceria da Mariano a Castelcucco. Grazie ai presenti e pure agli assenti giustificati. Mi è di molto conforto essere sostenuta e festeggiata da una schiera di sodali con cui condivido il piacere di comunicare, di scrivere e di… gustare dolcezze 🍰

Ieri e Oggi

Fui a Napoli (stavolta il passato remoto è d’obbligo) oltre cinquant’anni fa, durante la gita scolastica con i miei compagni liceali del penultimo anno. Sosta rapida per proseguire verso Pompei di cui ho ricordi più nitidi. Comunque un episodio, verificatosi alla discesa dal treno lo ricordo eccome: una frotta di ragazzini ci aveva accerchiati, con la pretesa di portarci (via) le borse e gli zaini. Non cedemmo e non ho memoria che qualcuno del gruppo sia stato alleggerito. Però l’intenzione degli ‘scugnizzi’ era palese. Raccontata così può fare sorridere, però rattrista constatare che le cose siano alquanto peggiorate. Mi riferisco alla sentenza che ha comminato vent’anni di galera – il massimo della pena per un under 18 – al giovane 17enne che ha sparato a GioGiò, Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne intervenuto in una lite in difesa di un amico e ucciso a Napoli lo scorso 31 agosto. Lo ha deciso il gup del Tribunale dei Minorenni di Napoli. Tensioni alla fine dell’udienza. Daniela Di Maggio, la madre della vittima dice: “È una rivoluzione”. Cordoglio per la vittima e comprensione per la madre che si è battuta per mantenere il ricordo pulito del figlio bravo e sfortunato. Non so come stia l’altra madre. Mi impressiona sentire che il giovane killer girasse armato già a 13 anni e che fosse noto alle forze dell’ordine. Se tanto mi dà tanto, confrontato questo agire col tentativo di furto dei giovani invadenti la scolaresca in gita negli Anni Settanta, le cose sono alquanto peggiorate, almeno relativamente alle bande giovanili che girano armate. Ovvio che non tutti i giovani napoletani sono pericolosi. Però aleggia il sospetto che la degenerazione culturale abbia preso piede anche nelle famiglie dove un minorenne gira armato. Spero in un salutare cambiamento, grazie anche a pene certe e adeguate (da estendere pure ai genitori omissivi).

Arte e Artigianato

Oggi 19 marzo, Confartigianato celebra la terza Giornata Nazionale della Cultura Artigiana. L’evento si svolge a Pesaro, capitale della cultura italiana 2024. Gli Artigiani incarnano valori quali la creatività, la dedizione, l’abilità, la dedizione. Oggi è anche San Giuseppe Artigiano. Il saper fare è alla base dello spirito creativo delle piccole imprese nell’economia e nella società, capaci di conquistare il mondo con l’eccellenza dei loro prodotti, combinando saperi antichi e innovazione. Tra l’altro, le aziende etiche venete “che rendono possibile l’impossibile”- con 2400 imprenditori coinvolti e 93 progetti sostenuti – sono un fiore all’occhiello in questo ambito. Il Gazzettino ne dà notizia a pag. VIII del quotidiano odierno. I prodotti made in Italy sono apprezzati negli svariati ambiti: gastronomia, arredamento, sartoria… sono meravigliata dall’abbondanza di prodotti che escono come pezzi unici dalle mani dei solerti artigiani che si dedicano con passione a produrre opere uniche. Non a caso la parola artigiano contiene la parola arte che la dice lunga. Pertanto, l’artigiano crea un prodotto unico che comunica emozioni come un’opera d’arte. Per non allontanarmi dal santo del giorno, mi risulta che facesse il falegname, lavoro assai importante e ricercato anche oggi, sebbene compiuto con l’ausilio di macchinari e della tecnologia. Ho avuto bisogno dell’intervento di Mario, falegname per la manutenzione degli scuri e delle travi dei portici. Quando andavo in falegnameria da Gino, entravo in un ambiente pieno di trucioli dorati che mi dilatavano le narici. In casa ho due manufatti religiosi in legno che mi parlano di terre lontane. Adesso che ci penso, anche un pettine artigianale proveniente dall’Africa comperato in un mercatino tempo fa. Perché l’arte è un mezzo di comunicazione sociale, mentre l’artigianato esprime i suoi prodotti con un linguaggio universale.

Bonus psicologico

Da oggi 18 marzo fino al 31 maggio prende il via il Bonus Psicologico, per intraprendere percorsi psicoterapeutici. Mi sembra un’ottima iniziativa, per andare incontro a chi soffre a causa di qualche disagio, con un contributo massimo € 1500. È risaputo che la pandemia – oggi è la Giornata Nazionale in Ricordo delle Vittime del Covid – ha reso più fragili molte persone, compresi i giovani costretti al lungo isolamento. Ma anche parecchi anziani, più o meno soli non se la passano bene. Gli adulti non sono esenti da ansia e talvolta ossessioni, dovendo badare da una parte ai figli in crescita e dall’altra a genitori bisognosi di cure. Per il momento, credo di appartenere alla classe non interessata dal provvedimento, nonostante il parere contrario di mio figlio che mi considera un’ansiosa cronica. Comunque sono ricorsa in passato alla consulenza di un paio di professionisti del campo; con uno è stato un buco nell’acqua perché mi sembrava più problematico di me. Non c’è da vergognarsi ad ammettere di avere delle fragilità. Peggio è negarle, rovinando l’anima – e non solo – a chi subisce gli alti e bassi dell’umore. In passato, mi era venuta l’idea di iscrivermi a Psicologia per ottenere la seconda Laurea, ho comperato un paio di libri ed un corso di Psicologia in videocassette. Poi mi sono ricreduta, perché tra gli esami da sostenere c’era abbastanza matematica che non era proprio una materia facile per me. Mi è rimasto l’interesse per certi comportamenti umani ‘bizzarri’ e il desiderio di risolvere da sola eventuali problematiche in ambito relazionale, ovviamente senza sostituirmi ad un professionista. Gli psicologi oggi in Italia sono più di 60.000, impiegati in vari ambiti. Non pochi, ma con pochi pazienti: in Italia, solo una percentuale di chi prova un disturbo psichico – dall’8 al 16% – decide di incontrate un professionista. Il che induce a pensare che andare dallo psicologo è ancora un tabù. Da smontare.

Il cuore oltre l’ostacolo

Anch’io ringrazio il brigadiere che ha sottratto una donna alla furia del suo aggressore. L’ho sentito per telegiornale e rivedo la storia durante la trasmissione pomeridiana Diario del Giorno. Succede a Novi Ligure (AL). Carlo Pulcino, 71enne, già brigadiere capo dei Ros soprannominato ‘Mastino’ interviene in soccorso di una donna aggredita per strada dal suo compagno, sottraendola alla furia che poteva rivelarsi fatale. La vittima dell’aggressione è una albanese 41enne intenzionata a separarsi. In questa storia, senza fine drammatico grazie all’intervento del militare in pensione, fanno da triste contraltare i curiosi che durante il fatto filmano col telefonino, senza intervenire in aiuto della vittima. Intervistato, il brigadiere afferma: “Carabinieri si nasce”. D’altro canto mi viene da aggiungere che cittadini si diventa, agendo in situazioni d’emergenza. Senza cercare visibilità nei social. La professione aiuta, come nel caso del militare a far riemergere lo spirito di servizio, ma non tutti sono animati da solidarietà e altruismo. Tuttavia, buttarsi a capofitto in una situazione ad alto rischio oppure limitarsi a registrare la scena, per poi metterla sui social ce ne passa. Provo ammirazione per chi getta il cuore oltre l’ostacolo, che sia in divisa oppure no. Conosco persone coraggiose che lavorano in ambiti diversi e si prodigano a favore altrui, senza ricerca di notorietà. È il caso dei volontari, angeli custodi terreni che sostituiscono, in molte situazioni familiari inesistenti. Ometto nomi e cognomi per rispetto della privacy. Mi conforta sapere che in Italia sono molte le persone iscritte ad associazioni di volontariato, circa 7 milioni. Ovviamente fare del bene non richiede titoli particolari. Ma possedere un grande cuore sì! Il cuore oltre l’ostacolo