Sull’esordio letterario

Causa il caldo notevole di questi giorni, se serve esco di mattina presto. Poi trascorro il pomeriggio in casa, tra salotto e studio dove cerco di riordinare il piano delle due scrivanie ingombre di carte. Balconi accostati e luci accese. A tratti accendo il clima, ma la ventola mi infastidisce e rinuncio presto. Trovo materiali che avevo accantonato, alcuni piacevoli come delle foto e una scritta, datata 8 aprile 2008 che mi riporta al mio esordio di scrittrice. La riporto integralmente perché la trovo carina: Cari colleghi, vi presento la mia prima ‘fatica’ letteraria: se vi va, prendetene una copia, leggetela e fatemi sapere il vostro parere, senza sconti. Solo dopo, se il giudizio sarà favorevole, vi farò la dedica e potrete farmi pubblicità. Grazie e cordialità P.S.- Le copie sono un omaggio personale. Quindi sono trascorsi sedici anni da allora e la mia produzione letteraria contempla ad oggi 13 opere. La prima è NOTE DI VITA, una raccolta di sette racconti, pubblicata con il Filo online: un libricino con il riquadro di un campo di colza sul fondo turchese. Ricordo che quando arrivò il pacco con le copie acquistate – secondo i termini del contratto per la pubblicazione – rimasi male nel vedere che si trattava di un prodotto minuto, per quanto accurato. Questa è la ragione per cui in seguito feci di testa mia, affidando i successivi libri a una tipografia di fiducia, ovviamente a pagamento che assecondava le mie richieste in ordine a formato, grandezza, eccetera. Mi sono fatta un po’ di esperienza al riguardo e adesso sono approdata all’auto pubblicazione, col prezioso aiuto di Manuel, il mio factotum. Se un editore mi ‘adottasse’ senza farmi fare le corse per le presentazioni, ci farei un pensierino. Comunque è chiaro che scrivo per diletto, oppure per una sorta di malattia, secondo il parere del mio stimato prof di Liceo Armando Contro. Comunque sia, quando scrivo mi libero e sono contenta. Al settimo cielo se in copertina c’è l’intenso dipinto di un amico, così l’arte spazia. Il massimo, se ho chi legge e condivide.

Sull’esordio letterario

Causa il caldo notevole di questi giorni, se serve esco di mattina presto. Poi trascorro il pomeriggio in casa, tra salotto e studio dove cerco di riordinare il piano delle due scrivanie ingombre di carte. Balconi accostati e luci accese. A tratti accendo il clima, ma la ventola mi infastidisce e rinuncio presto. Trovo materiali che avevo accantonato, alcuni piacevoli come delle foto e una scritta, datata 8 aprile 2008 che mi riporta al mio esordio di scrittrice. La riporto integralmente perché la trovo carina: Cari colleghi, vi presento la mia prima ‘fatica’ letteraria: se vi va, prendetene una copia, leggetela e fatemi sapere il vostro parere, senza sconti. Solo dopo, se il giudizio sarà favorevole, vi farò la dedica e potrete farmi pubblicità. Grazie e cordialità P.S.- Le copie sono un omaggio personale. Quindi sono trascorsi sedici anni da allora e la mia produzione letteraria contempla ad oggi 13 opere. La prima è NOTE DI VITA, una raccolta di sette racconti, pubblicata con il Filo online: un libricino con il riquadro di un campo di colza sul fondo turchese. Ricordo che quando arrivò il pacco con le copie acquistate – secondo i termini del contratto per la pubblicazione – rimasi male nel vedere che si trattava di un prodotto minuto, per quanto accurato. Questa è la ragione per cui in seguito feci di testa mia, affidando i successivi libri a una tipografia di fiducia, ovviamente a pagamento che assecondava le mie richieste in ordine a formato, grandezza, eccetera. Mi sono fatta un po’ di esperienza al riguardo e adesso sono approdata all’auto pubblicazione, col prezioso aiuto di Manuel, il mio factotum. Se un editore mi ‘adottasse’ senza farmi fare le corse per le presentazioni, ci farei un pensierino. Comunque è chiaro che scrivo per diletto, oppure per una sorta di malattia, secondo il parere del mio stimato prof di Liceo Armando Contro. Comunque sia, quando scrivo mi libero e sono contenta. Al settimo cielo se in copertina c’è l’intenso dipinto di un amico, così l’arte spazia. Il massimo, se ho chi legge e condivide.

Trasformare l’offesa

Leggendo il quotidiano la tribuna – l’unico disponibile verso le 8.30 al bar Milady di Fonte – apprendo una nuova parola: body shiming che tradotta dall’inglese significa deridere qualcuno per il suo aspetto fisico. Oggetto di derisione il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, in sovrappeso che ha intelligentemente reagito alla provocazione, proponendo la passeggiata del giovedì sera, come allenamento ma anche occasione per conoscere i luoghi caratteristici del Comune di cui è il primo cittadino per il terzo mandato. Ingrassato di 40 chili, etichettato sui social come panzon, il sindaco si dispiace se la cosa turba qualcuno e corre ai ripari, invitando i cittadini a camminare insieme a lui il giovedì sera. Risaputo che camminare fa bene, trovo salutare e ammirevole la proposta del primo cittadino che dà il buon esempio, anziché offendersi. Tra l’altro ha raccolto un sacco di adesioni e così la passeggiata in compagnia si allunga ogni settimana, favorendo il metabolismo, la circolazione di idee e nuove amicizie. Complimenti al Sindaco che ha visto lungo. Il fatto di cronaca bianca, potrebbe addirittura tingersi di rosa perché non ci sono limiti di età per unirsi al folto e variegato gruppo di chi cammina per mantenersi in forma. Al di là dell’episodio personale, ritengo esemplare trasformare l’offesa – presumo anonima – in iniziativa coinvolgente e costruttiva. Se chi lo ha offeso per i chili di troppo pensava di umiliarlo e metterlo al palo, dovrà prendere atto di avergli offerto su un piatto d’argento promozione a costo zero. Infatti, se pesa l’offesa molto più incisiva è la risposta costruttiva che la trasforma in virtù.

Sui pedali a Castelcucco

Esco alle nove e davanti al cancello sfila una cordata di piccoli ciclisti – categoria giovanissimi – piegati sul manubrio con casco e maglietta colorata che mi strappano un sorriso. Ma non li invidio perché fa già caldo e lo sforzo sulle gambe è intenso. Una vespetta rosa strombetta per incitare, come alcuni sostenitori più o meno interessati alla performance, prevista per tre categorie dalle ore nove fino alle diciotto. Trattasi della 12esima edizione del Trofeo Montegrappa che prevede una nutrita adesione di iscritti. Dato che la competizione non mi è nuova, ricordo che il passaggio delle bici volanti infastidiva parecchio i miei due cani che ora non ci sono più. Personalmente mi infastidisce il tifo sfegatato di chi incita a squarciagola i giovani atleti a dare di più, che già stanno ‘soffrendo’ per il caldo e la tensione della gara. Le transenne lungo il percorso consentono di camminare fuori dello spazio destinato alle due ruote e raggiungo la casa di Francesca, appena sotto la piazza. Dopo circa un’oretta, compio il tragitto a ritroso. È aumentato il caldo e sono in attività ciclisti più grandicelli, sempre sferzati da incitamenti che non mi sembrano proprio carezze. Non riesco ad entusiasmarmi, sono tutta dalla parte dei giovani ciclisti che spero raccolgano i meritati complimenti dai loro sostenitori, al di là di medaglie e trofei. Anzi, credo che ne esca vincente soprattutto la loro autostima, per reggere a prove che definirei impattanti. Devo chiedere lumi a Giovanni, mio stimato ex alunno quasi dottore che sulle due ruote sta costruendo un’attività parallela. Alle ore 12 è in attività il megafono in piazza, suppongo per annunciare la pausa pranzo. La competizione riprenderà di pomeriggio. La temperatura intanto è salita. Aiuto!…

Felice incontro

Una pizza oppure un pranzetto in buona compagnia è cosa gradita. Ieri è capitato con una collega ancora in servizio e con la fida Lucia. Non sono una habitué, ma esco volentieri dato che sono negata per i fornelli e mi piace ogni tanto trovare pronto. Ieri la sorpresa è andata molto oltre le aspettative. Alla trattoria dai “Fruts’ a Paderno del Grappa, un signore, presumo il gestore di bell’aspetto con barba e capelli mediamente lunghi ci accoglie e si concentra su di me, dicendo che fu – il passato remoto ci sta – un mio alunno alle medie ‘in illo tempore’, occhio e croce Anni Ottanta, oltre quarant’anni fa. Tra l’altro aggiunge che non sono cambiata – bontà sua – e ricorda qualche marachella perpetrata ai danni dell’auto di allora, una mitica 500 (per la cronaca, ricordo una patata infilata nel tubo di scappamento). Giobatta, questo il suo nome, sembra rallegrarsi nel rammentare ed io recupero flash dei miei esordi professionali, pieni di entusiasmo e ‘sorpresine’ tutto sommato innocue, messe in atto dai più vivaci. Il nastro della memoria si snoda e tornano a galla situazioni paradossali: un suo compagno voleva collezionare note sul registro con l’obiettivo di farsi sospendere e tornarsene a casa, un altro era scappato durante la ricreazione, due fratelli irrequieti salivano disinvoltamente sui banchi. Certo non ho vissuto volentieri queste situazioni di indisciplina che adesso ci fanno sorridere. Ah, tengo per il finale la cosa più importante: Giobatta mi ha chiesto se poteva baciarmi, accordato volentieri perché l’ho percepito come l’omaggio a una persona che gli ha dato qualcosa in termini di relazione umana, più che di cultura. Giobatta, ex alunno, ora padre di Filippo e Ginevra che collaborano nella gestione della rinomata trattoria, con quell’abbraccio di gratitudine mi ha dato parecchio.

Colmelli in musica

Colmelli in musica: quarto appuntamento nel parchetto di Via dei Tigli, a due passi da casa mia. Potrei seguire lo spettacolo dal portico dove mi godo la sera, ma non sarebbe la stessa cosa. Di fronte alle giostre per i bambini è stato montato il palco e decine di sedie gli fanno corona, diverse già occupate. In prima fila è seduto un signore che indossa una t-shirt nera con la scritta: “Fans di Sabrina Salvestrin”, l’artista che si esibisce nella duplice veste di cantante e fisarmonicista. Il repertorio prevede la proposta di brani degli Anni Settanta, italiani e stranieri. Apprezzo particolarmente quelli di Lucio Dalla, ma la cantante non si risparmia, alternando l’uso della fisarmonica alla sola voce. Un valore aggiunto alla performance, è vedere dietro il palco dondolarsi dei bimbi sulle altalene. Inevitabile un tuffo nel lontano passato quando la bambina che fui si divertiva sul biscol. E poi, che facevo negli Anni Settanta per non ricordarmi di aver sostenuto questo o quel cantante? Ah ecco, ero impegnata nello studio, non proprio ‘matto e disperatissimo’ come quello di Giacomo Leopardi, comunque tosto. Fino alla laurea poche distrazioni, musica compresa. Poi è andata un po’ meglio, tenendo tuttavia il divertimento a margine. Convengo che la musica sia un ottimo collante tra le persone, più di altre forme artistiche che richiedono maggiore introspezione e coinvolgimento. Non sono una patita di canzoni ma ho le mie preferenze dove trovo Riccardo Cocciante, Mia Martini, Aznavour, Ermal Meta, Cesaria Evora, cantante capoverdiana struggente che ascoltavo in sottofondo mentre scrivevo l’ultimo romanzo. Invece non mi entusiasma più come una volta la musica popolare, allegra ma ripetitiva. Perciò quando Sabrina attacca con i noti valzer mi alzo e raggiungo Antonella, la vice sindaco per alcune informazioni. Da casa gusto la parte finale del concerto, un gradito regalo estivo del Comune agli abitanti di Castelcucco e non solo.

Libro n. 13

Pomeriggio caldissimo ieri. Verso le quindici suona il campanello. Da dentro intravedo il furgoncino grigio di Amazon: intuisco che sono arrivate le copie della mia ultima fatica letteraria, un giorno prima del previsto. Il corriere di colore – scusate il gioco di parole – mi chiede se Ada sono io e appoggia uno scatolone sul pilastro del cancelletto, allertandomi che è pesante. Gli chiedo gentilmente di portarmelo sotto il portico e depositarlo sopra uno sgabello, più a portata di mano. Detto, fatto. Non lo apro subito perché la temperatura è luciferina, inoltre un po’ di suspence renderà più piacevole il controllo che avviene verso il tramonto. Apro con cautela lo scatolone, per non danneggiare nessun libro e mi appare una sventagliata di verde rasserenante, il colore scelto per il fondo, in quanto i libri sono rivolti con la copertina all’interno. Giro in su le prime copie e la tonalità dominante dell’aranciato mi trasmette una carica di adrenalina. L’autore del dipinto, Noè Zardo non poteva fare di meglio per esprimere l’ammirazione nei riguardi della vita che si forma nel grembo femminile. Non è la prima volta che ho tra le mani una mia creatura letteraria, ma confesso che l’emozione si rinnova ogni volta. La prima successe nel 2008 quando andai con la pandina color pavone a prelevare 400 copie di C’era una volta l’ostetrica condotta, dedicato a mia mamma, mancata l’anno prima. L’emozione che provai tornando a casa con l’utilitaria piena di scatoloni con centinaia di copie è ben viva nella memoria. D’altronde i libri sono parte dell’autore, un po’ come figli. Ho affidato l’ultimo che è il 13esimo della collana a una tipografia online. Cambiata anche la modalità di consegna, ora a domicilio. L’autrice sono sempre io. Attendo il riscontro dei lettori.

L’allievo ha superato il maestro

Alle 2.39 di domenica mattina Manuel mi invia il pdf della locandina sulla mia ultima opera, con i segnalibri di riferimento, precisando: “Attendo indicazioni per le correzioni”, seguito da Buonanotte e tre punti esclamativi. Io a quell’ora sto dormendo e prendo visione del lavoro fatto appena mi alzo. Sono orgogliosamente stupefatta: ha combinato la foto della copertina del libro con il testo esplicativo accanto, riportando sotto le indicazioni operative per l’acquisto. Nessuna correzione da apportare, l’allievo ha superato il maestro! D’altronde Manuel è dottore in ingegneria e tra poco, dopo l’esame di stato sarà Ingegnere a tutti gli effetti. È talmente bravo in tutto, che non serve neanche che tifi per lui. Grazie alle sue varie competenze sperimento un nuovo modo di presentare e diffondere il mio romanzo Ricami e Legami, frutto della mente ma anche un prodotto commerciale che necessita di “marketing’, come dice lui. Pertanto mi attivo per quel che posso. Quindi vado a Fonte, come di consueto il lunedì. Dopo la sosta al bar Milady mi dirigo in cartoleria alla Fontese dove sono praticamente di casa. Punto diritta da Giorgio che sta lavorando al computer. Gli chiedo di stamparmi locandine, volantini e segnalibri tutti d’un botto, sottovalutando che è da solo nel reparto ufficio-cartoleria (anche se il padre Gianni sbuca sorridendo per un attimo dal retrobottega ) e che il lunedì, giorno di mercato è una mattina movimentata. Ma percepisco che il giovane ha un occhio di riguardo per i clienti assidui e, tra una richiesta e l’altra mi accontenta. In capo a un’oretta e con una spesa modesta mi porto via gli ‘annessi e connessi’ del romanzo che nelle passate edizioni mi forniva la tipografia. La versione self publishing di quest’ultimo romanzo mi consente di apprezzare le abilità di chi opera in pratica a chilometro zero, fornendo comunque un servizio buono e rapido.

‘Al cuore della democrazia’

Si conclude oggi la Settimana sociale dei cattolici in Italia con la messa celebrata da Papa Francesco in Piazza Unità d’Italia a Trieste. Sono migliaia le persone che hanno preso parte ai lavori congressuali; oltre agli 80 vescovi, 310 giovani e 368 donne. Sui giovani intendo soffermarmi perché hanno collaborato per un progetto allargato, fornendo ognuno un pezzeto di stoffa di cm. 30 X 30 allo scopo di realizzare una maxi tovaglia di 90 metri che è stata infine esposta nella splendida piazza: il tema della settimana: ‘Il cuore della democrazia’ accompagna l’elaborato di tante mani, contro l’indifferenza che viceversa è nemica della democrazia. Ho sentito parlare del progetto ieri, durante la trasmissione A sua immagine e lo trovo accattivante. Mi fa pensare ad altri lavori di artigianato, realizzati con il concorso di molte mani femminili, come le coperte. Comunque l’intenzione va oltre il prodotto e tanto di cappello a chi si adopra. Tra l’altro Trieste mi è rimasta un po’ nel cuore da quando l’ho visitata con le classi di scuola media in uscita didattica, il che è successo almeno tre volte. Luoghi simbolo: il Parco della Rimembranza, san Giusto, la libreria antiquaria di Umberto Saba e il castello di Miramare. Mi piacerebbe tornare durante la barcolana, ma dopo un incidente per disattenzione altrui (con frattura dello sterno) ho maturato una certa disaffezione alla guida che mi limita. Non escludo che possa succedere in seguito. Un valore aggiunto per me, è che mia madre Giovanna era friulana ed ho assorbito aspetti piacevoli della regione, anche gastronomici. Per non parlare della spiaggia di Lignano Sabbiadoro che ho frequentato vari anni e trovo rilassante già dal nome. Quanto alla Piazza Unità d’Italia, giustamente definita “Il salotto di Trieste” è la piazza più estesa d’Europa che si affaccia sul mare: uno spettacolo!

Tecnologia e Amicizia

In coda al telegiornale delle sette sento parlare di un delfino che è diventato popolare nei social e mi riprometto di dedicargli il post odierno. Però non mi appunto nulla e vado al mercato in paese, dove incontro anche Lucia. Tra una bancarella e l’altra, mi dimentico del simpatico mammifero acquatico e quando rientro non riesco a recuperare le informazioni per imbastirci un pezzo. Per la legge del contrappasso, oggi niente cronaca, meno che mai nera. Allora mi butto sul personale letterario e informo di una novità che riguarda il mio ultimo romanzo Ricami e Legami che da oggi è disponibile oltre che cartaceo anche in formato Kindle. La parola deriva dal verbo inglese to Kindle che significa accendere un fuoco, per estensione muovere un’emozione. Si tratta di un lettore di ebook o di libri elettronici commercializzato da Amazon. Gli ebook non sono altro che libri normali digitalizzati, cioè invece di essere stampati su carta sono file. Me ne aveva parlato tempo fa un’amica che legge parecchio: adesso aggiungo alla mia collezione l’ultimo prodotto, nella duplice veste cartacea e digitale. Ovviamente non per merito mio, ma grazie alle competenze di Manuel, ragazzo dalle stupefacenti abilità. Mi ritrovo ad avere un blog, un sito, una pagina Instagram ed ora un account Amazon senza aver mosso un dito, salvo che sulla tastiera del computer per scrivere le mie storie e le mie poesie. Trovare la persona giusta al momento giusto equivale a un doppio vantaggio: che si tratti di un mio ex allievo è come una buonuscita extra che arricchisce il mio stato di pensionata. La creatività è un terreno che unisce le generazioni, favorisce gli scambi culturali e solleva lo spirito. La tecnologia consente di alleggerire il viaggio in compagnia.