Storia d’amore e di sport

Un conforto sentire una bella storia di primo mattino. È quella che riguarda due nuotatori campioni paralimpici che sono anche coppia nella vita: Stefano Raimondi e Giulia Terzi, storia d’amore e di sport, così titola il servizio che vedo sul primo canale a ridosso delle otto. Giulia Terzi, 29enne atleta paralimpica da record – a 8 anni aveva scritto in un tema che sognava le Olimpiadi – dal 2018 è sulla sedia a rotelle per una forma di scoliosi congenita rara. È mamma di Edoardo di cinque mesi. Stefano Raimondi, 26enne, atleta plurimedagliato paralimpico ha una lesione alla gamba sinistra, riportata in un incidente quando aveva quindici anni. Durante l’intervista, lei spruzza gioia da tutti i pori, lui è più contenuto, ma regala un tuffo in piscina sulla schiena. Il figlioletto ha già conosciuto il battesimo dell’acqua. Le loro storie personali si sono intrecciate grazie – oppure a causa – delle rispettive limitazioni. Ne consegue che “Non tutto il male viene per nuocere” se si riesce a trasformare un problema in un’opportunità. I due giovani atleti si sono raccontati a “Fuoriclasse Live” al Salone del Libro l’anno scorso; mi sarebbe piaciuto sentirli, ma posso immaginare la loro testimonianza, sostenuta dal monito di Giulia: “Credere sempre nei propri sogni e lottare per raggiungere i propri obiettivi”. La parola lottare che potrebbe impressionare è la chiave del successo per ogni risultato costruito con le proprie forze. D’altro canto i sogni vanno coltivati e perseguiti con tenacia. Alla base deve esserci una forte motivazione che nutre l’autostima, aldilà di ogni medaglia. Un plauso a Stefano e Giulia, con gli auguri di ogni bene.

La vita è un palcoscenico

Techetechetè manda in onda il programma “Unica, Anna” che vedo tra un sorriso, una risata e parecchia nostalgia. Lei è Anna Marchesini, attrice teatrale, comica, doppiatrice e scrittrice. Faceva parte del celebre Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi. Una donna talentuosa, mancata troppo presto il 30 luglio 2016. Era mia coetanea, essendo nata il 19 novembre 1953 a Orvieto. Impossibile ricordare tutti i personaggi interpretati, pubblici e privati con l’esagerazione che le apparteneva. ‘La cecata’ è irresistibile, ‘Lucia’ dei Promessi Sposi pure, come anche ‘La signorina buonasera’ che interrompe le notizie per un colpo di tosse. Comunque far ridere non è impresa facile, lo dice lei stessa in un’intervista durante la quale definisce la comicità una sorta di terra promessa. Oggi poi deve essere ancora più difficile. Venuta a mancare la coppia Vianello-Mondaini e scioltosi il Trio, si sono diradate assai anche le risate. D’altro canto si dice che ridere fa buon sangue. Infatti sono riconosciuti i benefici sul corpo e la mente della risata che allarga i vasi sanguigni, migliorando la circolazione. Difficile è trovare i motivi per ridere. Io mi accontento di sorridere e in questo esercizio mi aiutano molto i gatti: vedere che si scavalcano l’un l’altro per correre alla ciotola dei croccantini è divertente, come anche notare la cura che hanno nel farsi la toeletta. A ragione mia nipote Cristina li ha definiti “Gli animatori del villaggio” intendendo l’ultima parola riferita a casa mia. Anche i fiori mi fanno sorridere, mentre non è nelle mie corde la risata. Dovrò chiedere lumi a Lisa che si occupa di teatro. D’altronde qualcuno ha già definito la vita un palco dove ognuno rappresenta la parte che gli è stata affidata oppure che si è ritagliata addosso. Chiudo con la frase di Luigi Pirandello: “La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio”.

Naufragio

Super yacht affondato a Palermo, con 22 persone a bordo, di cui 15 salvate, causa una tromba d’aria. Finora un morto e sei dispersi, tra cui il proprietario dell’imbarcazione, il magnate Mike Lynch, il “Bill Gates britannico’ e la figlua 18enne Hannah. Una gita finita drammaticamente. Anche le parole barca a vela, veliero e yacht relative all’imbarcazione mi creano un po’ di confusione, facendo galoppare la mente tra l’avventura e il lusso. Comunque non cambia la sostanza del fatto: una gita si è trasformata in tragedia. L’imbarcazione -:molto lussuosa – era stata sottoposta a revisione pochi anni fa e si giovava di un equipaggio di eccellenza. Sprofondata a 49 metri di profondità, rende difficili le operazioni di recupero dei dispersi, probabilmente rinchiusi nelle rispettive cabine. A ragione, si intravede nel disastro ‘Una piccola Concordia’, in riferimento a quanto accaduto alla nave da crociera Costa Concordia il 13 gennaio 2012 che provocò 32 morti. Intanto plauso ai membri dell’equipaggio della nave a vela olandese che hanno soccorso passeggeri ed equipaggio del Bayesian, salvandone quindici. Fui in crociera alle Isole greche con mia mamma nel 2006, un anno prima della sua scomparsa, a 84 anni. È stata la vacanza più lunga condivisa ed anche l’ultima, perciò me la tengo cara. I colori bianco e blu dominanti erano lo sfondo ideale per il relax, vivacizzato dai tramonti. In una occasione ci fecero indossare i giubbotti appesi dietro la porta della cabina: mi venne l’ansia al pensiero che avrebbero potuto malauguratamente servire in caso di calamità. Per fortuna l’esercitazione fu rapida e indolore. Tornai con un sacco di foto e qualche souvenir. Purtroppo non sempre c’è il lieto fine.

Oggi, protagoniste le api

Ricevo la foto di un bel campo fiorito, con la didascalia “Prato per le api che non viene falciato. I prati di fiori, habitat ideale per accrescere le comunità di impollinatori”. La foto arriva da Madonna di Campiglio – famosa per il turismo estivo ed invernale – e me la invia Erica, amante dei gatti anche più di me. In questo caso però sono protagoniste le api, che non stanno proprio bene, a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento da agenti fisici e chimici, della distruzione degli habitat. Le api che garantiscono l’impollinazione sono in declino e rischiano di scomparire. Il problema non tocca solo l’Italia, ma anche altri Paesi dell’Unione Europea. Di norma le api vivono 30-40 giorni, ma se sparissero dalla terra ci resterebbero pochi anni da vivere, dal momento che contribuiscono in modo decisivo alla fecondazione del pianeta. La loro estinzione avrebbe conseguenze catastrofiche sia per la natura che per l’umanità. Lasciare degli spazi naturali incontaminati per il loro prezioso lavoro è senz’altro buona cosa. Anche raccomandarsi al santo protettore delle api che scopro essere oggi San Bernardo da Chiaravalle, monaco, abate e teologo francese dell’ordine cistercense, fondatore dell’abbazia di Claurvaux. Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà. È una delle sue citazioni che la dicono lunga sul rapporto che aveva con la natura. Fervente scrittore, compose poesie; viene chiamato “doctor mellifluus”/dottore dolce come il miele. Pare che anche Sant’Ambrogio sia protettore delle api e degli apicoltori. Comunque sia, due è meglio di uno. Anche in Letteratura non mancano i cantori delle api, basti pensare a Virgilio nel IV libro delle Georgiche. Simbolo di instancabile laboriosità nella Bibbia, contrariamente a quanto molti pensano le api sono insetti senzienti e autoconsapevoli. In una parola: stupefacenti!

Il bene c’è

Oggi niente parrucchiera, meritatamente in ferie. Anche quella che in altre occasioni l’ha sostituita. Ho la fortuna di usufruire del servizio bigodini di Marcella, ma devo provvedere da me al lavaggio della lunga chioma. Faccio una puntata al bar e sfoglio rapidamente il quotidiano. Mi cattura un titolo su cui mi soffermo: Mauro Pinosa, sindaco di Lusevera regala 35 frigoriferi ai detenuti di Udine, partecipando all’iniziativa Un frigo per ogni cella. E confida: “Anch’io ero in carcere 44 anni fa”. Mi sovviene il proverbio “Ciò che semini, raccogli” che vale quanto “Il bene (e il male) che si fa, torna sempre indietro”. Incuriosita leggo l’articolo e vengo a sapere che l’allora 22enne futuro sindaco aveva ‘soggiornato’ nelle patrie galere per un impiccio burocratico, un’irregolarità nel porto d’armi: in sintesi, durante una gara di tiri al poligono di Udine aveva usato una pistola da tiro a segno regolarmente registrata, cui mancava però l’avvallo finale, cioè una firma per poterla usare. Per questo fu arrestato, costretto in prigione per otto giorni e subì un processo per direttissima da cui uscì ‘pulito’, ma con l’amara esperienza di essere privato della libertà. In quel doloroso frangente fu confortato dai compagni di cella, gesto che non ha più dimenticato, tanto che giustifica il dono dei frigoriferi, dicendo: “Un modo per sdebitarmi: anch’io finii dietro le sbarre negli Anni Ottanta”. Una bella storia, dove altruismo ed esperienza si fondono. Con l’attuale sovraffollamento delle carceri, i suicidi che vi si verificano ed altre distorsioni si perde di vista l’umanità dei detenuti che non sono tutti uguali ma non smettono di provare emozioni. La gratitudine sembra in disuso. Dare rilievo a storie come questa del sindaco friulano consente di credere ancora nel bene che c’è.

Nascita del sole

Di solito mi alzo presto, molto presto in questo periodo di temperatura bollente. Credo di avere incamerato l’orario di servizio di quando dovevo essere a scuola poco prima delle otto. Oltre trent’anni di pratica lasciano il segno, ma non me ne dolgo, se posso recuperare parte del sonno al pomeriggio, come di fatto succede. Tra l’altro i miei tre gatti – Grey, Fiocco e Pepita – dormono fuori e quando mi sveglio non vedo l’ora di alzarmi e vederli che mi aspettano, bramosi di croccantini. Un po’ sottotono per via della notte disturbata da qualche zanzara e dal rumore instancabile degli altrui climatizzatori poco prima delle sei esco in giardino dal lato est e sbircio in cielo una luminescenza dorata che annuncia la nascita del sole. Non ci penso due volte e fotografo l’evento che tutte le mattine si verifica pressoché ignorato, meno che dagli artisti. Due soli scatti perché la trasformazione è subitanea: uno mi pare interessante e lo invio ai miei selezionati contatti. La giornata è salva, benché si annunci torrida perché ho qualcosa di speciale da osservare. Anzi, partecipare all’evento – un lieto evento – mi induce a dedicargli la poesia Astro Dorato che riporto. Ancora assonnata/mi hai abbracciata,/Astro dorato/insinuato/tra le fronde/del mio ciliegio/selvatico./Creatura celeste,/con il tuo apparire/improvviso/mi hai sorpreso/e il cuore/ha sobbalzato/di stupore.// Diciamo che è un esempio di scrittura terapeutica, una scappatoia… alla noia e un modo per allenarmi con la mente, dato che la palestra è chiusa. Credo che anche al sole farebbe bene prendere un periodo di ferie, distribuendo altrove la sua energia. Considerato che quasi tutte le forme di vita presenti sulla terra dipendono da lui, gliene siamo grati. Ma è meglio non esagerare!

Pallavolo femminile, risultato storico

La Nazionale Italiana di Pallavolo Femminile batte 3 a 0 gli Stati Uniti in finale, conquistando la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024. Quindi le medaglie azzurre sono 40 in totale (12 d’oro). Nel post di ieri – postato prima della gara – avevo scritto 39. Mi aggiorna Max, un caro e bravo collega di Scienze Motorie dalla Sardegna poco dopo le quindici, scrivendo: “Abbiamo appena vinto l’oro nella Pallavolo femminile. Con grande orgoglio sardo per la presenza di Alessia Orro che ho avuto l’onore e il piacere di avere come alunna”. Questa aggiunta personale alla notizia della vittoria mi ha allargato il cuore e mi ha tolto di dosso il torpore del primo pomeriggio. Infatti anche a me è capitato di condividere il successo di un ex alunno, diventato un collega, un amico multitasking, un braccio che mi risolve un sacco di problemi piccoli e grandi. Perciò condivido l’orgoglio di Max e gioisco per la supremazia delle pallavoliste, compresa Alessia, ex allieva del mio stimato collega, coda di cavallo bionda, numero 8 – magico per me – sulla schiena. L’intervista all’allenatore Julio Velasco svela la compattezza della squadra che in soli quattro mesi ha raggiunto livelli di prestazione tali da vincere. Il gruppo tricolore è formato da: Carlotta Cambi, Alessia Orro (palleggiatrici), Alice Degradi, Caterina Bosetti, Myriam Sylla, Gaia Giovannini (schiacciatrici), Marina Lubian, Anna Danesi, Sara Fahr (centrali), Paola Egonu, Ekaterina Antropova (opposti), Monica De Gennaro (libero), Ilaria Spirito (libero). Tutte insieme fanno proprio un bel vedere, un mix armonico di carnagioni, di acconciature, di sorrisi… e infine di lacrime di gioia. Ho rivisto stamattina la squadra in azione. Mi sono sentita pervasa da orgoglio ed emozione. Grazie, ragazze!

Lady ‘scippo’

Maternità strumentale: non avevo mai sentito prima d’ora l’abbinamento tra il nome maternità e l’aggettivo strumentale. Se non sbaglio, ne risulta un ossimoro, figura retorica che accosta due termini in forte antitesi tra loro, tipo ghiaccio bollente, silenzio assordante, eccetera. In questa circostanza, maternità – evento centrale per una donna – e strumentale = ‘asservito a determinati fini’ dice il dizionario. Semplificando, fare figli per evitare il carcere a causa di attività illecite. È quello che ha fatto Ana Zahirovic, 31enne borseggiatrice rom di origini croate, accusata di 148 reati in vent’anni, libera perché sempre incinta. Una lunga carriera di rapine messe a segno nelle metropolitane di Milano e di Roma dove finalmente è stata arrestata. ‘Lady scippo’ – così è soprannominata – ha avuto una bambina tre mesi fa e sarà da vedere come evolverá la situazione. Non riesco a immaginare il passato di questa donna ancora molto giovane, gravato da tante gravidanze. Ma di più penso ai suoi dieci figli, chissà se introdotti al borseggio, affidati a chi o manipolati per chiedere l’elemosina. Immagino che Ana abbia un corpo d’acciaio, forse senza un filo di grasso. Magari in carcere finalmente si riposerà, senza vederlo lievitare in continuazione. Ma ai figli ci ha pensato, quando progettava di averli? In passato anche da noi nelle campagne i figli erano considerati il bastone della vecchiaia dei genitori, mentre nel caso considerato sono uno strumento di comodo per evitare di scontare la pena. Sono i figli che dovrebbero essere risentiti e prendersela con tanta madre. Per forza il fatto è diventato un caso politico. La maternità è una cosa seria, un diritto ma non un dovere. In un Paese libero, c’è posto per qualunque scelta. Non per questo tipo di maternità!

8 agosto 2024

L”8 è un numero speciale (anche nelle valutazioni scolastiche). Nella numerologia cinese è il numero fortunato per eccellenza, in quanto la sua pronuncia ‘ba” è molto simile alla parola “fa” che significa ‘fare fortuna’ quindi è associato a buona salute, prosperità, successo. L”8 coricato, ovverosia formato da due cerchi che si incontrano in un unico punto ha un significato simbolico davvero particolare: è considerato il numero dell’equilibrio cosmico e dell’infinito. Nella Bibbia, il numero 8 è il sigillo della Nuova Alleanza, indica il completamente della creazione e il momento della resurrezione di Cristo. Caspita, mica sapevo tutte queste cose quando l’8.08.88 misi al mondo mio figlio che oggi compie gli anni e a cui faccio… Infiniti Auguri! (Ringrazio chi li fa anche a me). Certo, la successione di quattro otto è una data molto facile da ricordare e spero che la numerologia connessa porti bene. Anche il nome scelto, Saul non è casuale, dato che in ebraico significa ‘desiderato” ed è stato portato da Saulo di Tarzo – san Paolo prima della conversione – da Saul, primo re d’Israele, dal Nobel per la letteratura 1976 Saul Bellow. Il segno zodiacale è il leone, re della foresta perché il più grande e il più potente tra i felini. Oggi è anche la Giornata Internazionale del Gatto, felino domestico a me molto caro, pertanto trovo la coincidenza quantomeno intrigante. La celebrazione fu creata nel 2002 dall’international Found for Animal Welfare per rendere omaggio all’amico a quattro zampe, che Italia e Polonia gli destinano il 17 febbraio di ogni anno. A proposito della denatalità, Papa Francesco rileva: “Nelle famiglie più cani e gatti che figli”. Personalmente, mi tengo cari gli uni e gli altri.

Oro alla trave… e non solo!

Ho visto Alice D’Amato sulla trave: eccezionale! Bella, giovane, talentuosa…e affezionata alla sorella gemella Asia, ginnasta come lei che non ha potuto partecipare alle Olimpiadi a causa di un infortunio al legamento crociato. Nate il 7 febbraio 2003 a Genova, le sorelle D’Amato praticano la ginnastica artistica da quando erano bambine e sono molto legate. Il momento più doloroso nel 2022 causa la morte del padre Massimo, vigile del fuoco che le seguiva in ogni gara. A lui e anche all’amata sorella Alice ha dedicato la medaglia d’oro che in questa categoria – la trave – nessun atleta aveva mai vinto ai Giochi Olimpici. Onore alla campionessa: salita sul podio per ricevere la medaglia ringrazia il padre, la sorella e i familiari di averla sostenuta. Ecco, questo dietro le quinte delle Olimpiadi mi piace altrettanto delle performance spettacolari, perché gli atleti non sono robot, dimostrano di avere umanità e coltivano buoni sentimenti. Del resto lo spirito della competizione deve/dovrebbe prevalere sui risultati, questo almeno nelle intenzioni degli organizzatori. Al netto di un combattimento nato male e concluso senza l’abbraccio finale, ho seguito qualche competizione, emozionandomi nel momento del congedo affettuoso degli atleti, presumo caldeggiato ma non imposto dalle rispettive società sportive. Tra le frasi motivazionali sullo sport, segnalo questa che condivido: ‘Non puoi vincere a meno che impari a perdere” , perfetta per gli atleti che perdono il podio, nonostante lo strenuo allenamento e le legittime aspettative. Si veda quanto successo alla ginnasta Simone Biles e al velocista Marcell Jacobs. Comunque se c’è il talento, basta attendere che si palesi. Accettando le cadute che fanno parte del gioco.