Sul tablet mi cattura il titolo “Il latino è vivo e discute in mezzo a noi” di un articolo che leggo curiosa, condividendo il pensiero di chi lo ha steso. Solo dopo mi accorgo che trattasi di Vittorio Feltri, 81 anni, che vedo talora in qualche programma televisivo dove il giornalista e direttore di vari quotidiani lascia il segno per il suo modo di parlare senza peli sulla lingua. Pochi giorni fa è uscito un manuale che sostiene la stessa tesi, non mi ricordo di chi. Comunque sull’argomento ‘A che serve il latino’ è già stato scritto parecchio. D’accordo con lo spigoloso eppure simpatico giornalista bergamasco, ritengo che il latino non sia assolutamente una lingua morta, ma anzi aiuti all’elaborazione del pensiero e a parlare correttamente in italiano. Da studentessa liceale non stravedevo per la lingua madre dell’italiano, arrabattandomi quasi quotidianamente in versioni dal latino, in alternativa a quelle di greco. Un bel tour de force che mi portava a tradurre anche in sogno: praticamente un’ossessione. Col tempo mi sono pacificata, recuperando gli aspetti più funzionale della lingua. Da docente, tenni anche un ‘Corso di propedeutica al Latino’ ad un gruppo di studenti di terza media, orientati ad iscriversi alle superiori con questa lingua tra le discipline di base. Facendo un salto temporale di sessant’anni fa, il mio maestro Enrico Cunial, prima degli esami di quinta elementare insegnava le declinazioni latine e l’analisi logica, perché allora il Latino era incluso alle medie come materia scolastica. Ci sarebbe molto da dire sull’evoluzione e involuzione dei programmi scolastici, ma preferisco soprassedere. Giusto ieri era la Giornata Europea delle Lingue: da proteggere, da promuovere, da vivere. L’eredità del Latino è viva attraverso le lingue neolatine (o romanze) e una nutrita serie di espressioni in uso, tipo: Mens sana in corpore sano, Carpe Diem, Cogito ergo sum, Errare humanum est, Omnia vincit amor. Tra le 24 lingue ufficiali della UE, l’italiano, figlio del Latino è considerato la più sexi! Se vi pare poco…
Categoria: Emozioni e pensieri
Memoria e nostalgia di Beppe
‘Casa dolce casa’ è quello che deve pensare Beppe quando scappa dalla sua nuova casa per tornare dove viveva prima. Beppe è un bastardino dal pelo marrone che abitava nella casa accanto alla mia fino a giugno. I suoi padroni – due adulti e due ragazzini – si sono trasferiti a circa un chilometro in una villa con ampio giardino e robusto cancello in acciaio. Col cane avevo un rapporto affettuoso: gli parlavo dalla finestra del bagno che dava sullo scoperto dove c’era la sua cuccia e quando passavo con Astro – il mio cane buono che non c’è più – davanti al suo cancello, tra le maglie della rete gli infilavo un biscotto che lui gradiva scodinzolando. Pare che diverse volte il bastardino sia ritornato sui suoi passi. L’ultima è successa ieri. Una signora bionda che porta a spasso il suo cane bianco me ne ha segnalata la presenza che io ho comunicato al proprietario tramite telefono. Ho anche ‘parlato’ a Beppe, che mi ha risposto con un abbaio di simpatia. Non ho insistito a farlo entrare da me, perché non so come la prenderebbero i miei tre gatti: Grey, Pepita e Fiocco. Comunque i nuovi vicini, una giovane coppia gentile con una bimba di nove mesi lo hanno ospitato più volte nel loro giardino, dove Beppe va a infilarsi nella vecchia cuccia. Fino all’arrivo del padrone che lo carica in macchina e se lo riporta nella nuova abitazione, vasta e accogliente dove però Beppe non si sente a suo agio. Morale della favola: il cane si è affezionato alla casa, dimostrando di avere memoria – e nostalgia – del suo passato. Non so il seguito. Spero che Beppe si adatti al cambiamento. Ho sentito per televisione che oggi è la Giornata Mondiale degli amanti del Cane. Un augurio a tutti i possessori di cani affinché stabiliscano un feeling con gli amici a quattro zampe. 🐾
Misto prosa e poesia
Momento Poetico PIOGGIA FANTASIOSA La pioggia d’autunno/ scroscia sicura/ sulla pianura/, rimbalza sui tetti/ discende trasparente/ finché si stende/in minuscole perle/ sul marciapiede/. Curiosi osservano/ lo spettacolo i gatti/ desiderosi di tornare/ a scorazzare per il giardino/. Io penso al leggero piumino/ che adagerò sul letto/ stanotte, sognando/ stelle e fiori, sorrisi e colori.// Ho scritto il testo ieri, ispirandomi dal vero alla pioggia che cadeva abbondante. Adesso c’è il sole e non so se durerà. Mi piace osservare la natura che mi circonda, mi distrae, mi rilassa e mi consola. L’autunno in questo senso fa un ottimo servizio. (Aggiornamento: Pensavo di lasciare il tablet in assistenza, ma mi costa troppo con esito incerto per la sostituzione della batteria e dello schermo strisciato. L’alternativa sarebbe un cellulare con la pennetta o un tablet 10 pollici, stretto/lungo/leggero. La leggerezza è fondamentale perché lo uso più di 4 ore al giorno e mi sta venendo un problema al polso. Per ora continuo col mio vecchio – di 5 anni – tablet che ha una bella tastiera – sperando che non schiatti. Niente iPod perché dovrei imparare tutto da zero). Ciao Lettori!
Teatro e Salute
Come d’abitudine, riservo il lunedì alla spesa, preceduta però dalla sosta al bar in piazza Onè di Fonte, sempre molto affollato di mattina, anche grazie al mercato. Il Corriere è libero; lo piglio e mi ritiro in un angolino in fondo dove mi concedo la lettura, in attesa della consumazione che arriva: croissant all’albicocca e cappuccino con la scritta ‘Buona giornata’ dentro un cuore di schiuma. Un extra gradito che mi strappa un sorriso. Cerco qualcosa che mi stimoli a scrivere che trovo a pag. 33 dedicata allo spettacolo. È l’articolo di Emilia Costantini: ‘Glauco Mauri, recito a 94 anni, con il teatro supero il dolore’ che mi cattura soprattutto per l’età dell’intervistato ancora sul palco. Confesso che ho una grande ammirazione per i grandi vecchi che combattono ancora, in barba all’età avanzata e agli acciacchi. Tra l’altro, all’attore marchigiano era capitato qualche anno fa un malore in scena all’Eliseo, durante I Fratelli Karamazov, poi superato. Mi sono un po’ documentata: Glauco inizia la carriera a 15 anni e si diploma all’Accademia Nazionale d’arte drammatica diretta da Silvio D’Amico. Per alcuni anni lavora con la ‘Compagnia Proclemer – Albertazzi’. Nel 1961 fonda la ‘Compagnia dei Quattro’ con Valeria Moriconi e altri. Partecipa a lavori televisivi della Rai e radiofonici. Nel 1981 fonda la ‘Compagnia Mauri – Sturno’ che propone un vasto repertorio di autori classici, tra cui Shakespeare, Pirandello, Brect. Curioso che abbia preferito vivere in albergo fino a 70 anni, trasferendosi poi sotto lo stesso tetto del palazzo dove viveva il compagno di teatro Roberto Sturno, mancato lo scorso settembre. Ritorno al titolo del servizio e alle parole “con il teatro supero il dolore’. La Recitazione, una delle 7 forme d’arte che allietano la vita è salutare e terapeutica. N.B. – Cari Lettori, da domani non potrò più postare il mio pezzo, perché il tablet, in uso quotidiano da quattro anni andrà in assistenza, spero per pochi giorni. Se riesco, programmo una poesia al giorno per i prossimi giorni, cui potrete rispondere se vi va. Io vi leggerò volentieri sul portatile in orario plausibile (no tardi). A presto! 🌻
Nina e Viola, amore incommensurabile
Nina, una bassottina di cinque anni e Viola, una gattina di circa due mesi sono diventate amiche per la pelle, dopo un incontro burrascoso. La micetta è stata abbandonata fuori dal cimitero di Loria, infreddolita e con gli occhietti purulenti, miracolosamente raccolta e soccorsa da Roberta, sorella di Lisa, persone sensibili che condividono con me l’amore per i quattro zampe. Era capitato anche a Pia in quel di Caerano, sempre zona camposanto, un torrido mattino di due mesi fa con l’adozione di Loly. Mi chiedo se il luogo non sia casuale. Comunque una benedizione per le gattine avere incontrato sulla loro strada le loro salvatrici. L’inserimento di Viola in famiglia è stato ‘burrascoso’ perché la bassottina non la gradiva, e nemmeno la vecchia gatta Lulù. Preciso che il fagottino, subito portato dalla veterinaria pesava solo tre etti e poteva avere 50 giorni. A suon di antibiotici, cure e una gran voglia di vivere, la deliziosa micina È tornata tra noi, il che è già quasi un miracolo. Oggi pesa 650 grammi e, cosa più straordinaria gioca con Nina che è diventata la sua babysitter, pardon catsitter. Giocano, si scambiano le cucce, si mordicchiano… è uno spettacolo vedere come interagiscono e si cercano. Quando Lisa o Roberta pronunciano il nome Viola, e l’oggetto del desiderio non è nei paraggi, si fa avanti Nina che le conduce sul posto, sotto il fogliame di un gigante Spathiphyllum – le mie amiche hanno anche il pollice verde – dove la piccola creatura sta giocando. Ovviamente le due piccole amiche sono state immortalate in varie foto dove Viola si confonde tra i peluche. Credo che assistere quotidianamente all’amicizia tra due animali domestici, dati impropriamente per nemici sia un piacere impagabile. Un esempio incoraggiante per altri salvataggi.
Bentornato Autunno
Alle 14,44 ora italiana arriva l’equinozio d’autunno , che segna l’inizio astronomico della nuova stagione. Quindi bye bye estate! Mi viene in mente il ‘DIALOGO di un venditore di almanacchi e di un passeggere’ di Giacomo Leopardi dove il venditore si dice certo che l’anno nuovo sarà migliore di quello passato. Il venditore simboleggia l’uomo comune, mentre l’altro che si pone delle domande rappresenta il filosofo. Morale della ‘favola’: il ripetersi delle vicende umane e l’impossibilità di cambiarle. Come il venditore, spero che l’autunno sia migliore dell’estate e ci risparmi sbalzi termici. Mi sorprendo, ma neanche tanto nell’apprendere dal Colonnello Francesco Laurenzi durante la trasmissione UnoMattina in famiglia che in età ellenistica, circa 300 anni a.C. l’autunno non esisteva, alternandosi la stagione fredda e quella calda. ‘Torneremo a coltivare i frutti tropicali, come al tempo dei Romani’ parole del succitato Colonnello. Mi preparo al passaggio dal lino alla lana, godendo di ciò che offre la stagione, colori soprattutto. Esemplare il pensiero di Vincent Van Gogh che mi giunge in un messaggio mattutino: “Finché ci sarà l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele e colori per dipingere la bellezza che vedo’. Anche i poeti si sono fatti attrarre dalla stagione di mezzo, da Ungaretti a Carducci. Le ‘foglie chiacchierine’ di Marino Moretti fanno il verso a ‘I lunghi singhiozzi/dei violini/ dell’autunno/’ di Paul Verlaine. Devo ricordarlo alle componenti del blog verbanostra perché ci mettano del proprio. Mi impegno a farlo anch’io! Oggi è una bella giornata. Sono in buona compagnia delle sorelle Lisa e Roberta, con Nina e Viola (bassottina e gattina) che da sole garantiscono lo spettacolo e il buonumore. Buon Autunno a Tutti! 🍁
Ricami e Legami, romanzo
Se un furgone grigio si ferma davanti al mio cancello, so che è in consegna un pacco per me: la mia ultima opera Ricami e Legami che torna dall’autrice nella doppia proposta con copertina semplice, oppure rigida per una edizione più ricercata. L’acquisto avviene online su Amazon digitando il titolo del romanzo per chi ha dimestichezza con il computer,l oppure direttamente dalle mie mani. Grazie a Manuel ho potuto seguire questo percorso preferenziale che mi ha consentito di lavorare da casa dove la mia spalla si è occupato della parte grafica, scegliendo misure, formato, colori, impaginazione come se lo studio fosse una piccola redazione. L’emozione provata al ritorno del prodotto finito merita la descrizione. Dopo aver messo a dimora una decina di pansè e spostato le piante che vanno in riposo vegetativo, verso il tramonto un furgone grigio si ferma davanti all’ingres so, col motore acceso: scende un giovane corriere che mi chiede conferma dell’identità e mi consegna una scatola, precisando che pesa (so per esperienza che i libri pesano… ma la cultura alleggerisce). Su richiesta, me la porta gentilmente sotto il portico. Arriva il momento topico. Con molta cautela incido il nastro adesivo del voluminoso pacco, sperando di non fare danni, evitati perché sopra i libri c’è diversa carta appallottolata. Tiro un sospiro di sollievo e mentalmente mi congratulo con gli addetti alla confezione. Decine di copie sono sistemate col dorso rivolto sopra e noto una leggera differenza nella tonalità di fondo che mi fa pensare alle siepi alternate. Estraggo un paio di copie che controllo e fotografo: leggera diversità cromatica del fondo confermata, ma il suggestivo dipinto in copertina è integro. Nell’insieme non mi dispiace, perché consentirà di scegliere tra le due proposte. Sul fondo della scatola sono altresì alloggiate alcune copie con copertina rigida, un po’ più grandi e colorate, accattivanti. Le userò insieme con le altre durante la presentazione ufficiale del romanzo, venerdì 8 novembre ore 20.30 presso ex Municipio a Castelcucco. Comunque chi volesse procedere all’acquisto del libro per leggerlo prima, può farlo tramite il web – dove può lasciare una gradita recensione – oppure contattandomi tramite mail: adacusin@gmail.com o telefono fisso: 0423 56 36 02. Grazie, buona lettura! 🌻
Dalle radici alle fronde
‘Affronta con eleganza gli anni che passano’ sono le parole che Massimiliano Orsini, conduttore di 1mattina riserva a Sofia Loren che compie oggi 90 anni. Oggi è anche il compleanno di Manuel, molti di meno – 24 – ma investiti benissimo: con una laurea in Ingegneria elettronica in tasca, la recentissima abilitazione, progetti da realizzare. Il doppio compleanno mi consente di fare alcune riflessioni sui due antipodi della vita: giovinezza e anzianità. Mi soccorre il proverbio ‘Chi ben inizia è a metà dell’opera’ che trae origine dell’opera di Ippolito Nievo ‘Confessioni di un Italiano’ e non ha bisogno di spiegazioni. Credo nell’importanza dell’educazione, genitoriale e scolastica nell’esordio della crescita. L’esperienza di Manuel, mio ex alunno speciale me lo conferma. Sofia Loren (Costanza Brigida Villani Scicolone, nata a Roma il 20 settembre 1934) icona del cinema mondiale ha vinto 2 Oscar, 7 David di Donatello e altri numerosi riconoscimenti, ma non ha dimenticato le sue umili origini napoletane. Le radici nutrono la pianta fino alle fronde. La botanica mi aiuta a rendere l’idea che l’esistenza è frutto di un’attenta costruzione, fatti salvi gli imprevisti che talora mischiano le carte. Lei a 15 anni vince un concorso di bellezza e con i primi soldi guadagnati tenta il successo nel mondo dello spettacolo. Chi ben inizia…appunto! Ho visto più volte il film drammatico La ciociara dove la Loren interpreta la contadina Cesira, ma ho apprezzato l’attrice anche in opere più recenti. Interessante pure la sua storia personale: sposata al produttore cinematografico Carlo Ponti – 22 anni più grande di lei – due figli maschi…vive a Ginevra, in Svizzera da oltre 50 anni. In conclusione, due validi esempi di buona giovinezza e serena vecchiaia. Auguri a entrambi! 💐
COLAZIONE con la Duse
Sono stata a ‘COLAZIONE con la Duse’ al Bar SPAZI VIVI DI Paderno di Pieve del Grappa, due passi da casa, in compagnia della fida Lucia. Insolito l’orario di metà mattina per la presentazione dell’attrice teatrale, ma accattivante l’abbinamento con la degustazione del dolce Ghisola, presentato da Cna Asolo. L’amico Giancarlo Cunial ha introdotto con la solita maestria la figura ‘misteriosa’ e affascinante della diva, cui ha fatto seguito il reading teatrale a cura di Daiana Priarollo. Pubblico numerosissimo, oltre ogni aspettativa. L’iniziativa è collegata col progetto ‘il Veneto legge’ e si prefigge di diffondere la cultura – in tutte le declinazioni – dei 24 Comuni facenti parte della Riserva di Biosfera Mab, tra cui Asolo, dove la Duse riposa nel Cimitero monumentale di Sant’Anna. Mi sono fatta l’idea che l’artista fosse una donna molto talentuosa ma anche difficile da trattare, intersecando vita privata con quella pubblica per l’attitudine alla recitazione. Eleonora (Giulia Amalia) nasce a Vigevano il 3 ottobre 1858, figlia di attori girovaghi originari di Chioggia. A 14 anni perde la madre cui era attaccatissima. Soprannominata ‘la divina’, è considerata la più grande attrice teatrale della sua epoca e una delle più grandi di tutti i tempi. Nel privato ha raccolto vasta ammirazione e pungente delusione. Sposata con Tebaldo Checchi, ha una figlia, Enrichetta. Intensa e travagliata la relazione con Gabriele D’Annunzio che scrive per lei la tragedia pastorale in tre atti ‘La Figlia di Iorio’ interpretata però da Irma Grammatica, non è chiaro se per dissapori dell’attrice col ‘vate’ o per problemi di salute. La sua vicenda umana e artistica mi fa pensare a quella di Maria Callas. Donne che pagano la fama con una grande solitudine affettiva. Da ammirare, senza invidiare.
Spiriti guardiani
Ho tra le mani la guida sulla Thailandia della lonelyplanet, regalo per il prossimo 24esimo compleanno di Manuel che tra un mesetto dovrebbe essere a Bangkok, una tappa verso l’Australia. Giustamente si informa sui posti che toccherà e io mi arricchisco di informazioni su luoghi lontani che ampliano la mia conoscenza. Ad esempio, trovo interessante che la cultura thailandese preveda la convivenza con gli spiriti guardiani, a cui vengono riservate delle casette con decorazioni elaborate e colori vivaci, vicino ad abitazioni, edifici e spazi pubblici. Mi tornano alla mente i Lari e i Penati nell’antico culto domestico dei Romani, gli spiriti tutelari della famiglia: divinità benefiche entrambe. Le case degli spiriti – san phra phum – non sono considerate sacre al pari di templi e santuari, la funzione è fornire agli spiriti guardiani un posto dove vivere e ricevere offerte, per avere fortuna, protezione e prosperità. Le offerte consistono in fiori, frutta, bastoncini d’incenso e piattini di cibo. È consuetudine presentare questi omaggi giornalmente, di solito al mattino o alla sera. Cani e gatti randagi sono gli unici che possono servirsi delle offerte, il che mi fa pensare alle casette per gli uccelli che noi appendiamo in giardino. La Thailandia è famosa come ‘Terra dei Sorrisi’, in parte fondata. Infatti i thailandesi non amano le discussioni. Litigare è considerato maleducazione, e non ne vedono l’utilità; preferiscono lasciare che le emozioni scorrano come un fiume sotterraneo, senza esprimerle. Una bella lezione per l’aggressività verbale che circola in alcuni nostri salotti televisivi e oltre. A questo punto chiudo la guida, altrimenti mi innamoro di Bangkok, la capitale più seducente del sud-est asiatico dove non ho in progetto di andare. Fortunato Manuel – da ieri Ingegnere Abilitato – che potrà conoscerla da vicino.
