Domenica sonnolenta, sfoglio il venerdì cercando qualcosa che mi svegli. Lo trovo a pag. 38 nell’articolo di Pasquale Raicaldo, dedicato a un poeta di strada che sfida l’algoritmo. Il collega si chiama Paolo Grasso, 44enne irpino di Grottaminarda, titolare della “Manoscritteria”, una bottega poetica ambulante dove su richiesta dei passanti, con una vecchia Olivetti compone poesie al volo. Ma non è finita qua. Il singolare personaggio ha l’idea di mettere a confronto la sua capacità creativa con quella di ChatGpt. “Il pubblico decide la poesia più bella: spesso vinco io, ma mi è capitato anche di perdere”. Io ero rimasta al “certame poetico” dove certame deriva dal latino certamen che significa gara o lotta, in auge dal Medioevo all’Umanesimo. Dettaglio: il poeta è stato a lungo disoccupato, prima di diventare “venditore ambulante” di poesie. Emozionare con le parole in un tempo dominato dalle immagini è una gran cosa, che implica un talento notevole. L’aspetto che mi lascia perplessa è il tempo brevissimo per la creazione, che nel mio caso non è immediata. Velocità e profondità non viaggiano sullo stesso binario, salvo eccezioni. Del resto Paolo Grasso non impone un prezzo per le sue creazioni, ma si accontenta di un’offerta, persuaso che “Quanto a noi poeti, l’algoritmo non ci seppellirà”. È quello che spero anch’io.
Categoria: Emozioni e pensieri
Caffé letterario, resoconto
È ripreso il Caffè letterario, terza edizione. L’iniziativa culturale è frutto della collaborazione tra la Pasticceria San Gaetano da Mariano e il Comune di Castelcucco. L’investimento culturale è sempre apprezzabile, ovunque avvenga. La location della pasticceria, tra meringhe e gelati è attraente, sebbene io rimpianga le presentazioni ufficiali, sperimentate in Centro Sociale e nella Saletta delle Conferenze. Cambiano tempi e modi, rimane la sostanza, rappresentata dalla gentile Vicesindaca Antonella Forner e dalla consolidata bravura di Giancarlo Cunial che ha riproposto l’opera PASSATO PROSSIMO, dedicata ai Castelcucchesi. La mia rete di sostegno è rappresentata da Lucia e Adriana, intervenute rispettivamente sull’esordio del romanzo e sulla copertina, le fedeli Marcella e Alda, Lucia Basso, brava ricamatrice, Gloria e Benedetta, due ex alunne delle medie e Flora, 15enne studentessa, nipote di Mariano. Altri clienti di passaggio. Per dovere di cronaca, aggiungo che diverse persone assenti si sono giustificate per impedimenti familiari legati al weekend (vigilanza di nipotini), per contrattempi, oppure per ritrosia a uscire di sera. Ringrazio chi c’era, soprattutto le giovani che mi hanno trasmesso un’iniezione di ottimismo e di simpatia. Un aneddoto: mentre parlo con Lucia, ispiratrice del primo episodio “Dal Venezuela a Castelcucco” scorgo sedute sul divanetto di fronte Gloria Forner e Benedetta Favaro, ex brave allieve, oggi eleganti quasi trentenni. Suppongo che siano di passaggio, invece mi chiariscono che sono venute per me: che soddisfazione! Dopo acquistano una copia dell’opera che autografo volentieri. Partecipano anche alla conversazione, ricordando le mie manie da insegnante – niente sopra il banco! – che innescano il sorriso. Il pensiero di aver seminato sani germogli vale come tanti “firmacopie”. Flora – nome bellissimo – si avvicina con garbo per acquistare l’opera. Scambio due parole mentre le scrivo la dedica: frequenta il Liceo statale Veronese a Montebelluna, dove nel 2014 ho presentato con soddisfazione il romanzo Una Foglia Incastonata nel Ghiaccio. La storia si ripete. Quella buona.
Investimento e investimento
Ore 12.10, vedo passare una ragazzina con una donna adulta. Probabilmente si tratta di una scolaretta delle elementari prelevata dalla nonna, una conferma che sono riprese le lezioni. Infatti alle 10 ero in piazza e ho sentito gli alunni in cortile, per la salutare ricreazione. Io avevo appuntamento con la consulente delle Poste, per verificare possibilità di investimento, parola che torna nel seguito del post. In cartoleria prelevo la Repubblica, con allegato il consueto settimanale il venerdì. Trovo a pag.12 del quotidiano l’articolo che fa al caso mio: “Il Sapere è la chiave per vivere meglio”, di Manuela Mimosa Ravasio che intervista Luciano Canova, autore di Economia dell’ottimismo. Il concetto di fondo è che investire in formazione e cultura è un’assicurazione per un futuro di benessere, individuale e collettivo, insomma un buon investimento. Sono certa che l’alunna succitata verrà accolta e formata con questo spirito dagli insegnanti. Mi preoccupa piuttosto ciò che succede nel mondo adulto, se risponde al vero che, per molti italiani i consumi culturali sono pari a zero, a partire dalla lettura. E io che ci sto a fare in questo contesto? C’è chi consuma e chi produce. Io scrivo, cioè produco un libro, affinché venga consumato. Però il libro non si mangia; detta così la cosa può far sorridere, ma il mio intento è di tenere desta la fiaccola del sapere, un investimento più duraturo del mio postale. Con questo spirito, ripresento stasera in Gelateria da Mariano, ore 20.30 il mio libro PASSATO PROSSIMO, ambientato negli Anni Settanta a Castelcucco. Un omaggio alla memoria e forse anche alla nostalgia. Sarà un piacevole momento di condivisione.
Consapevolezza (contro le truffe)
“La meditazione? Antidoto contro le nostre ansie” è il titolo del servizio a pag. 14 dell’odierno Corriere del Veneto, con intervista al maestro Tatsugen (Carlo Tatsugen Serra), classe ’53 – mio coetaneo – monaco buddista, una delle personalità più autorevoli che hanno permesso la diffusione del Buddismo Zen in Italia. L’intervista è legata al Festival della Consapevolezza alla quarta edizione che si terrà a Padova il 20 e 21 settembre. Il tema scelto per il 2025 è ”Intelligenza spirituale” con sottotitolo “Un ritorno alla profondità perduta” che lascia intuire parecchio dell’obiettivo. La parola ‘Consapevolezza’ del titolo mi cattura e mi sprona a fare delle riflessioni. Un sinonimo è coscienza, ma anche conoscenza. L’uso più comune si riferisce alla capacità di essere informati o coscienti di sé e della realtà circostanze. In pratica, la consapevolezza è una comprensione profonda che richiede esperienza e pratica. Anche di sapersi destreggiare nelle truffe telefoniche, argomento scottante di attualità. Proprio stamattina ci stavo per cadere. Rispondo al telefono fisso, dove una frettolosa voce femminile mi dice che il costo dell’abbonamento mensile di Vodafone, il mio gestore passerà da 30 a 54 euro: prendere o lasciare in tempi brevissimi, cioè subito. Alternativa: rompere il contratto o passare ad altro gestore. Mi sale il sangue alla testa, perché l’anno scorso ho faticato per farmi ridurre il costo della bolletta mensile. Sono arrabbiata e confusa sul da farsi. Interviene opportunamente mio figlio che interrompe la comunicazione. Poi segnaliamo al gestore il quale conferma che è già aperta una pratica per truffa telefonica. Sono mortificata, ma più consapevole di prima.
Addio a Stefano Benni 📚
Massimiliano, bravo e caro collega sardo mi informa che è morto Stefano Benni, scrittore, poeta, giornalista, umorista, sceneggiatore, nato il 12 agosto 1947 a Bologna e mancato ieri. Lo scrittore amava il Sinis (penisola della Sardegna centro occidentale) e i gatti. Una foto pubblicata da un giornale locale lo ritrae all’Oasi felina di Su Pallosu nel 2016. Tanto mi basta per occuparmene, essendo anch’io una gattara e una che scrive. A parte il nome, balzato alla ribalta in qualche occasione, non lo conoscevo. Concentro le ricerche sul poeta, perché le poesie si leggono più in fretta, riservando ad altro momento la lettura di un suo romanzo. I più raccomandati sono: Il bar sotto il mare, Bar Sport, Saltatempo, Stranalandia, La grammatica di Dio, editi da Feltrinelli. Da come crea i testi poetici, rivela uno spirito brillante e talvolta vulcanico. Imprevedibile come i gatti. La poesia Ti amo è un fuoco d’artificio – sorprendente la chiusura – ma non la riporto perché lunga. Interessante e vera Non disprezzare il poco Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza/L’umile, il non visto, il fuoco, il silenzioso/Perché quando saranno passati amori e battaglie/Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza/Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara/Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota/Il poco, il meno il non abbastanza.// Brevissima, ma efficace come un pugno nello stomaco Il prossimo exit poll In caso di guerra civile/secondo un recente sondaggio/ il governo e l’esercito/sono in leggero vantaggio.//Termino con L’isola dell’amore che mi ricorda Gianni Rodari Io e te partiremo/su un aereo di carta/in tre ore per passare il mare/dove il vento ci porta/un aereo di carta di giornale/che porta la notizia che/io e te siamo partiti/e non si sa dove siamo finiti.// Ironico, profondo, originale.
Magici Grilli 🦗
Dei grilli cantano fuori della porta, in giardino. Li sento quando esco verso le venti per ritirare la voliera coi canarini che si sono già posizionati sul poggiapiedi per dormire. Potrebbero essere tre, molto vicini e chissà cosa si stanno dicendo. Cammino piano per non interferire con il gradevole canto che si palleggiano. Il canto deve essere un richiamo d’amore, perciò suppongo che ci sia una coppia, tra i fili d’erba. È emozionante avere degli ospiti così ‘romantici’. Quando esco di nuovo alle ventidue, si sono quasi zittiti. Faccio dei versi e uno mi risponde: sono onorata di averli ospiti, a due passi da me. I maschi possiedono un organo stridulatore sulle ali per produrre il canto e attrarre le femmine. Smettono di cantare – frinire è il verbo appropriato – se fa troppo freddo (sotto i 22 gradi) o quando piove. Anche se percepiscono la presenza di un predatore o se sono vicini alla morte. Grazie al racconto di Collodi, il grillo è diventato simbolo di saggezza. Tuttavia l’espressione “Avere grilli per la testa” ha un valore negativo. Il canto del grillo è un simbolo di prosperità e di fortuna in diverse culture come in Cina, dove è considerato un portafortuna. Ometto di parlare della farina di grilli – polvere ricca di proteine a base di grilli – per la simpatia verso l’insetto canterino che mi addolcisce la sera.
Il Millennials di Dio
Carlo Acutis, patrono di Internet è un segno dei tempi, quelli buoni. Morto 15enne a causa di una leucemia fulminante, oggi 7 settembre è santo. Doppia canonizzazione in Piazza San Pietro per lui e per il beato Pier Giorgio Frassati, entrambi giovanissimi. La Piazza è stracolma di giovani venuti a rendere omaggio a due testimoni della fede. Non sono la più titolata per parlare di eventi religiosi, perciò mi limito a informare, lasciando fluire le mie sensazioni. Premetto che ho sentito l’intervista alla mamma di Carlo Acutis, Antonia Salzano Acutis (Roma, 23/11/1966) e mi ha colpito sapere che nel 2010 è diventata madre dei gemelli Francesca e Michele, quattro anni dopo la morte di Carlo nel 2006, allora figlio unico. Un sogno premonitore le aveva annunciato che sarebbe diventata di nuovo madre, com’è successo, il che ha qualcosa di miracoloso, al netto dei due miracoli attribuiti al giovane che considerava l’eucarestia l’autostrada per il paradiso. La signora vive principalmente ad Assisi, in Umbria – trasferita da Milano dove gestisce un’azienda – per avvicinarsi alla tomba del figlio, nella Basilicata di Santa Maria Maggiore ad Assisi. Immagino cosa possa provare la madre di Carlo, pioniere digitale salito all’onore degli altari.
L’anno scolastico incombe…
Si avvicina la data della ripresa scolastica, per il Veneto mercoledì 10 settembre. Ho delle colleghe insegnanti, già immerse negli incontri che precedono l’inizio delle lezioni. Quand’anche me ne scordassi, dato che sono in pensione da un decennio, ci pensano i media. Ad esempio, la copertina del settimanale il venerdì di Repubblica con il provocatorio titolo “Abbasso la scuola” e l’articolo “Scuola senza cellulare, bene” nel settimanale Oggi che leggo sotto il casco dalla parrucchiera. Stamattina un saluto mi è giunto con una parata di pastelli colorati, sovrastati da cuoricini e un buongiorno in technicolor. L’impressione di un avvio festoso delle lezioni si mischia con problemi vecchi e nuovi che scoraggiano l’utenza. Anche se sono un’insegnante in pensione, l’ambiente scolastico continua ad influenzarmi, anche materialmente. Nelle cassettiere della scrivania custodisco materiali che dovrei buttare, per non parlare dei libri. Ma non ne ho il coraggio. Tra l’altro oggi è la Giornata Mondiale della Lettura, iniziativa nata negli Stati Uniti, diffusasi in altre parti del mondo, Italia compresa. Francesca, Lucia, Mariuccia, Marisa, Vilma leggono parecchio. Io alterno lettura e scrittura, abilità di base che si apprendono a scuola. Quando insegnavo, distributivo le mie 6 ore settimanali di Italiano tra Lettura, Grammatica, Poesia. Ma la Scuola non può fare tutto da sola.
Armani, una vita per la moda
Eleganza, sobrietà, gusto: tre parole che si addicono a ‘Re Giorgio’, il famoso stilista Giorgio Armani, mancato ieri a 91 anni. “La scomparsa di Giorgio Armani è un colpo durissimo” sono le parole accorate di Hoara Borselli che ne ricorda la semplicità e l’eleganza. In alcuni pensieri è condensata la sua filosofia: “‘Eleganza non significs farsi notare, ma significa farsi ricordare” e “I jeans rappresentano la democrazia nella moda”, oppure “I cretini non sono mai eleganti”. Vestiva sempre in nero perché “Il nero è modesto e arrogante nello stesso tempo”, un modo per concentrarsi sull’essenza, piuttosto che sulla superficie. Il blu, il colore preferito, di cui dice “È una valida alternativa al nero”. Nelle sue collezioni è ricorrente il ‘greige’, la tinta da lui creata, tra il grigio e il beige. L’impero creato conta quasi 8700 dipendenti nel mondo, un numero impressionante. Ha ricevuto la quinta laurea ‘honoris causa’ in Global Business Management dall’Università Cattolica di Piacenza, sua città natale, l’11 maggio 2023. Pensare che aveva iniziato la carriera come vetrinista (!) per la Rinascente di Milano, dopo aver abbandonato gli studi di medicina. Il debutto come stilista a Firenze nel 1974 e l’anno dopo fonda la sua azienda insieme a Sergio Galeotti, il primo compagno. Da lì un’escalation. L’anno scorso ha festeggiato 50 anni del suo marchio. Lo stilista più amato dalle celebrità era un uomo riservato che amava la bellezza coniugata alla sobrietà ed anche all’etica. Infatti aveva eliminato le pellicce dalle sue collezioni, a tutela degli animali e dei lavoratori. ARMANI Archivio, consultabile online concentra 50 anni di moda dello stilista ed è patrimonio digitale per tutti. Grande davvero!
Indizi d’Autunno
Delle rondini sul filo della luce sono pronte per il lungo viaggio. È una delle immagini giunte stamattina, appropriate con gli indizi del cambio stagionale. Anche le rondini che albergano sotto il portico in quel di Crespano stanno per andarsene. “Penso che il gruppo grande sia partito ieri, perché la mattina volavano in tante e si chiamavano. Ma forse lo facevano per il tempo”. In realtà non sono ancora partite. Ma siamo agli sgoccioli. Beato chi può godersi lo spettacolo. Sotto il mio portico a ovest, stamattina prima delle sette la temperatura è di 15 gradi, mentre in quello a est salirà con l’arrivo del sole. La giornata si preannuncia buona, ma non spalanco più le finestre quando mi alzo. Ieri sera Grey e Pepita sono rientrate verso le 21 e si sono accucciare sulla poltrona relax che occupo di solito mezz’ora dopo. Fiocco preferisce passare la notte fuori e non mi stupisce, dato il temperamento ingovernabile. Personalmente sono contenta di lasciarmi l’estate alle spalle, con gli effetti collaterali pesanti: troppo caldo, rumori, insetti, irritabilità mia e altrui. Non nego i vantaggi. A conti fatti però, considerata la mia risposta psico fisica accolgo la prossima stagione fiduciosa, apprezzandone gli aspetti intermedi. Praticamente, è come vivere due stagioni in una, quella calda e quella no, il che può essere stimolante. D’altronde non ci resta che adattarci e godere di ciò che offre la natura in ogni stagione.
