Festival di Venezia 2023

‘Comandante’ è il film d’apertura della 80esima Mostra del Cinema di Venezia, con Pierfrancesco Favino, attore che apprezzo molto. Mi piace il cinema, anche se ultimamente ho un po’ disertato le sale cinematografiche dove andavo volentieri in buona compagnia di Adriana, Serapia e Novella. Per fortuna in paese ho usufruito di una sorta di cineforum autogestito che ritengo un’ottima offerta d’intrattenimento che mi auguro riprenderà a breve. ?Tornando all’argomento iniziale, ho preso un granchio: quando ho sentito menzionare il cognome Todaro, l’ho immediatamente associato a quello del ballerino omonimo, Raimondo, ignorando che invece è quello di Salvatore Todaro (nato a Messina nel 1908 ma cresciuto a Chioggia), comandante del sommergibile Cappellini della Regia Marina, durante la seconda guerra mondiale. Il film di Edoardo De Angelis cerca di spiegare il senso della famosa frase pronunciata da Todaro: “In mare siamo tutti alla stessa distanza da Dio, a distanza di un braccio. Quello che ti salva”. Credo si tratti di una storia interessante, ambientata nel 1940 e interpretata da un super attore: parla del salvataggio di 26 naufraghi belgi, condannati ad annegare in mezzo all’oceano Atlantico e salvati dal comandante Todaro, contravvenendo alle direttive del suo stesso comando. Nonostante una lesione alla colonna vertebrale, Todaro rifiuta congedo e pensione d’invalidità per proseguire la sua carriera, straordinaria e umana. In tempo di sbarchi e di morti nel Mediterraneo, è un messaggio di accoglienza verso il proprio simile in difficoltà e alla ricerca di salvezza, senza connotazione politica. Il fatto che l’apertura del Festival sia avvenuta senza star di Hollywood è un valore aggiunto. Alla regista 90enne Liliana Cavani è stato assegnato il Leone d’oro alla carriera. “Io prima donna regista premiata, non è giusto” , da detto l’artista intendendo difendere la parità di genere. Mi sembrano ottime premesse per la kermesse cinematografica che durerà fino al 9 settembre 2023.

Il colore dell’onestà

Anni fa – diversi anni fa – distesa a prendere il sole sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro mi si avvicinò una cinese, offrendosi di farmi un massaggio, cosa che avrei gradito se non fosse stata proposta in clima di esercizio abusivo. La massaggiatrice se ne andò, guardandosi attorno guardinga e io rimasi con la bocca asciutta, dispiaciuta di non aver usufruito di una prestazione su cui contavo (molto tempo dopo trovai nella Spa all’interno delle Terme di Bibione ciò che mi serviva). Il caso riportato da la Repubblica di Venerdì 25 agosto col titolo: “Vendo sulle spiagge e ora faccio lo scontrino non sarò più un abusivo” mi ha riportato alla mente quell’incontro, con la speranza che la scelta di mettersi in regola dell’ambulante senegalese Cheikh Lo, chiamato Ciro non rimanga un caso isolato. Da vent’anni vive in Italia, prima a Padova e da cinque anni ad Arcade vicino a Treviso dove lavora, meno che d’estate quando si sposta ai lidi ferraresi. In Senegal ha moglie, tre figlie e tre fratelli cui provvede con i proventi del suo lavoro. La sua merce è distribuita su un pannello di compensato: mollette, fermacapelli, accendini, qualche giocattolo. In un borsone da palestra custodisce calzini, mutande e foulard. Nella borsa che porta a tracolla c’è il registratore di cassa, acquistato un paio d’anni fa a 500 euro “perché non voglio più essere chiamato venditore abusivo”. Questo signore è un campione di correttezza e di onestà. Non sarà un caso se non ha mai avuto problemi di razzismo e di discriminazione. Alla domanda se tornerà in futuro in Senegal, risponde che non è ancora il momento – ha 57 anni – e si accontenta di tornarci una volta l’anno perché “il biglietto aereo costa molto”. Deve avere un grande cuore Cheikh Lo/Ciro ed una invidiabile coscienza.

Buffet amaro

“Papà che schifo!” è il commento della 14enne figlia del professionista che ha postato la foto della ragazza in bikini ricoperta di cioccolato, nel buffet dei dolci, ‘offerta’ agli ospiti di un hotel di lusso nel Golfo Aranci, in Sardegna, il giorno di Ferragosto. Quindi non in un ambiente degradato, ma è indubbio che la trovata sia di pessimo gusto. Il resort ha risposto, porgendo le scuse. Intanto complimenti alla ragazzina che ha preso le distanze dalla trovata ed anche al padre, manager in vacanza che ha portato alla ribalta il fatto. Disgustoso equiparare il corpo della donna a una merce. Mi piacerebbe sapere per quale motivo ‘l’attrice’ ha accettato l’offerta: soldi, desiderio di visibilità, provocazione o cos’altro? La cioccolata, peraltro costosa, in questa ‘edizione” è tutta in versione amara, anzi amarissima, al cento per cento! Non sono mai stata in Sardegna che mi è cara per ragioni letterarie e professionali: ho letto parecchio Grazia Deledda e ci vive Massimiliano, un caro e bravo collega. Il fatto disdicevole accaduto, mi ha offerto l’occasione di andare a vedere le foto del Golfo Aranci, già accattivante dal nome, una meraviglia della natura che non ha bisogno di filtri per essere apprezzata. Talvolta non si nota la bellezza che si ha sotto gli occhi e di va a mettere sul piatto trovate di pessimo gusto. La signorina zuccherosa rifletterà sul rischio di esibirsi in certo modo, anche se avrà avuto le sue buone ragioni per farlo. Comunque mi auguro che la cioccolata le procuri il voltastomaco (volevo usare una parola più cruda, ma ho fiducia che questa basti). Tanto di cappello alla fanciulla che s’è indignata (e che eviterà la cioccolata).

Una ginnasta coi fiocchi

I due precedenti post avevano per protagoniste due persone anziane. Oggi lo dedico a una giovanissa atleta, la 19enne ginnasta Sofia Raffaeli, a dimostrazione che l’abilità e l’arte sono trasversali e transgenerazionali. L’atleta marchigiana incanta Valencia dove conquista due medaglie d’argento nel cerchio e nella palla al mondiale di ginnastica ritmica. L’anno scorso ha conquistato tre medaglie d’oro e una di bronzo in tre attrezzi della ginnastica ritmica: cerchio, palla e nastro. È emozionante vedere l’atleta azzurra soprannominata Formica atomica (altezza 157 cm, peso 37 kg) esibirsi sulle note de ‘Il Mondo’ di Jimmy Fontana, brano che è un successo planetario. L’esercizio è un concentrato di espressività e di ritmica, una meraviglia. Senz’altro raggiunto l’obiettivo che la 19enne ginnasta si era prefissa: “È fondamentale, quando scenderò in pedana, che io riesca a trasmettere tutte le emozioni possibili”. Parallelamente alla ginnastica, Sofia ha conseguito l’anno scorso il diploma di Maturità, indirizzo Scienze Umane e si è iscritta a un Corso di Psicologia online. Instancabile, tanto che il paragone con l’operosa formica mi pare appropriato. Vedo alcune foto di Sofia da bambina mentre si esibisce: stessa grinta che traspare dallo sguardo volitivo. È d’obbligo pensare che dietro a tanto successo ci siano ore e ore di esercizio, rinunce, sacrifici. Otto ore al giorno in palestra praticamente da quando ha memoria, mettendo da parte tutto ciò che la può distrarre è il modo di fare di una perfezionista. Senza pensare alla dieta ferrea per mantenere il fisico dalle proporzioni armoniose. Vederla ‘giocare’ con la palla dentro il costume azzurro procura davvero un’emozione celestiale. Non so come sarà il futuro di questa atleta che a soli 19 anni appartiene alla categoria ‘Senior’! Il percorso finora fatto è un monito di impegno per tutti i giovani che intendano prendere ‘di petto’ la vita.

Una centenaria coi fiocchi

Ho visto e sentito durante il telegiornale Paola Del Din che ieri ha compiuto la bellezza di 100 (cento) anni!: Augurissimi alla Signora, nata a Pieve di Cadore (Belluno), il 22 agosto 1923. Partigiana italiana, nota durante la Resistenza con il nome di battaglia di ‘Renata’, in memoria del fratello Renato, ucciso il 25 aprile 1944, medaglia d’oro al valor militare. È stata la prima donna paracadutista italiana: prende parte ad undici voli di guerra. Dopo la Liberazione va negli Stati Uniti. All’Università di Pennsylvania consegue il titolo di “Master of Arts”. Tornata in Italia, si dedica all’insegnamento nelle scuole medie. Riceve gli auguri della premier Giorgia Meloni per la sua costante testimonianza di amore per la Patria e per la libertà nel giorno del suo speciale compleanno. La omaggia anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Interessante quello che l’arzilla signora ha detto il 2 giugno scorso durante l’incontro in sala consiliare di Gaiarine (TV) con i giovani 18enni, in occasione del 77esimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana: Io credo nei giovani ma devono essere meno ‘lamentosi’. Per la mia generazione la vita è stata severa e anche noi abbiamo avuto ristrettezze economiche: abbiamo imparato a conservare i libri e a tenere con cura i nostri abiti perché non c’erano tanti soldi. Per noi non è stata una vita tutta rose e fiori. Quando sono andata in giro per il mondo, saper fare le cose mi ha aiutato”. Pensiero di una chiarezza straordinaria, un modello di vita longeva che ingloba i giovani, costruttori del futuro. Vorrei abbracciarla questa nonnina, che dice di sé: “Sono una rivoluzionaria ma tranquilla, perché non faccio attentati”. Spesso l’attualità ci ricorda persone che sono ‘fari di luce’, anche donne. Da tenere in palmo di mano.

Animali randagi

Il 18 Agosto è la Giornata Mondiale degli animali randagi, in inglese International Homeless Animals Day. So che ieri 17 era la Giornata del gatto nero, ma non faccio distinzione di colore, in quanto i gatti mi piacciono tutti. Al momento ne ho tre: Fiocco color miele, Pepita grigia sopra e bianca sotto con le zampette ‘timbrate’ di 18 mesi e Grey, tigrata di sette anni. Per fortuna vanno d’amore e d’accordo, anche se tra le femmine c’è più feeling, perché Fiocco è esagerato in tutto quello che fa, gioco compreso. Ma non dei miei animali intendo parlare, quanto di quelli che non hanno un padrone, oppure lo avevano e lo hanno perso, e non per cause naturali. È risaputo che con le ferie aumentano i casi di abbandono degli animali. Di converso, so di persone che rinunciano ad andare in ferie, per non lasciare incustoditi i loro amici a quattro zampe e non solo, nobili esempi di amicizia con le creature che fanno a pugni con chi se ne sbarazza per egoismo. Non è un caso se tra le mie frequentazioni molti contatti hanno oppure hanno avuto degli animali, cani e gatti soprattutto, ma non solo. La mia vicina aveva un pappagallo che la chiamava ‘mamma’. Adesso lei è in pensionato e il pappagallo è stato affidato al nipote: quando la sente per telefono, la cerca e a suo modo comunica. Nina è una fortunata cagnetta che vive in simbiosi con la sua padrona che se la porta anche in spiaggia (e non disturba). Merlino è un gatto rosso che ha scelto di stare con Sara, per non parlare dei molti gatti di Lina e di Erica. Potrei continuare l’elenco, perché chi frequento ama gli animali e mai li abbandonerebbe. Percepisco che le campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono hanno prodotto qualcosa, ma resta ancora molto da fare. Pertanto ben venga la giornata contro il randagismo, fenomeno pericoloso che non fa un buon servizio all’homo sapiens, evolutosi ma non troppo.

Evviva l’arte di strada

Sono legata a Caorle dove sono stata in vacanza un paio di volte e dove viveva Cleofe, un’amica di famiglia che ha dato il nome all’hotel all’ingresso del suggestivo borgo sul mare. Tra l’altro, in prossimità del famoso campanile, in una stradina interna c’è un ‘Vicolo Cusin’ che ignoravo, segnalatomi da Lina che giusto oggi compie gli anni: Augurissimi! Deduco che i parenti di mio padre Arcangelo Cusin (nato ad Orsago il 16 agosto 1923, altra coincidenza) fossero originari di là e forse facevano i pescatori. L’idea non mi dispiace, dato che il pesce mi piace assai e mio nonno Giacomo lo vendeva. Questa premessa di natura emotiva mi consente di portare alla ribalta ‘La Luna nel Pozzo – Festival internazionale del Teatro in Strada’ che si snoderà per le calli e i campielli di Caorle dal 29 agosto al 3 settembre. Ecco un evento a cui vorrei partecipare, giunto alla XXVIII edizione. Il palinsesto del festival è disponibile online. 28 artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo si esibiranno in giocoleria, canzoni, cabaret, musica… Strade Poetiche, Officina Clandestina… accattivanti già dai nomi. Sono convinta che l’arte, in tutte le sue forme espressive sia un veicolo importante di crescita umana e collettiva. Che poi la strada diventi il palcoscenico per più di cento spettacoli è un valore aggiunto alle performance. Non è un caso che segua in tivù programmi che ospitano artisti. Di recente ho rivisto in replica Dalla strada al palco, condotto dal cantante Nek, perfettamente calato nei panni del padrone di casa. Diciamo che per spirito mi sento abbastanza circense anch’io, anche se le mie creature nascono nel silenzio e a tavolino. A cinque anni avrei voluto fare la ballerina, soddisfazione che mi sono presa da grande, vincendo un paio di coppe ballando il tango. Altri tempi, dolci ricordi. Lunga vita all’arte!

Il mio ferragosto

La mia cucina dà sul portico ad est, perciò mi coglie la nascita del sole stamattina alle 6.20 e mi pare beneaugurante: mentre attendo che dalla moka salga il caffè, sbircio fuori e noto la sfera di fuoco. Scordo la colazione e piglio il tablet per una foto che immortali il sole il giorno di Ferragosto. Fuori silenzio assoluto ed una leggera bruma che inumidisce la pelle. Intanto buon ferragosto a chi è in movimento, a chi è a casa, a chi va per monumenti – il turismo culturale è in aumento – a chi va per funghi…a chi compie gli anni (tra oggi e domani due mie conoscenti). Mi piace molto la prima parte della giornata con le tortore che tubano sui tetti dei vicini e le chiome fiorite delle lagerstroemie che si vestono di luce. Due colli sono in festa: san Rocco a Possagno (domani san Rocco) dove ho vissuto parte della giovinezza e San Bortolo in paese dove ho pranzato domenica. Può essere che ci faccia una capatina, per godere del panorama accogliente e dell’accoglienza degli organizzatori della festa rivolta alla comunità e oltre. La giornata è lunga. Iniziarla con il dono della luce e la prospettiva di cordiali incontri è un buon inizio. Mentre scrivo, dal televisore in sottofondo mi giungono le parole: mari, monti, borghi, città d’arte… e l’aggiornamento delle mete prese d’assalto da circa venti milioni di Italiani. Io non entro nel computo, ma intendo dare valore a questa giornata di mezza estate, assai importante dal punto di vista religioso: l’assunzione della Vergine in cielo, senza l’esperienza della morte che anche oggi qualcuno farà. A proposito, ho sentito che è venuto a mancare, a 93 anni il sociologo e scrittore Francesco Alberoni (Borgonovo Val Tidone, 31.12.1929 – Milano, 14.08.2023) famoso per gli studi su innamoramento e l’amore. Molti i libri scritti, disponibili anche come ebook e audiolibri. Qualcosa ho letto, altro lo vedrò, per dare emozioni al mio ferragosto gentile e discreto (per addolcirlo ho fatto il tiramisù!). Buona estate, lettori e non! 🥂

Buon viaggio, Michela!

Come tutti i lunedì, anche stamattina sosta al bar Milady di Fonte, trafficato più del solito. Per fortuna il Corriere sul bordo di un tavolo pare che aspetti me: lo piglio e me lo porto nell’angolo più appartato della sala, distante il più possibile dalle ‘ciacole’. Tanto ordino sempre la solita consumazione, prima o dopo mi trovano. Doveroso spazio è dedicato alla scrittrice Michela Murgia, mancata a 51anni, di cui oggi pomeriggio sarà officiato il rito funebre nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma. La pag. 20 del quotidiano è tutta dedicata a lei, con la scritta in alto a destra Ciao Michela e in basso a sinistra Mondadori. Nella foto la scrittrice è ritratta sorridente ed indossa una camicia a fiori con lo scollo a V sul seno abbondante che si intravede appena. Credo che l’immagine le corrisponda. Tuttavia non intendo parlare di lei – cosa già fatta in un precedente post – quanto dell’intervista di Elvira Serra alla di lei madre Costanza Marongiu ritratta con in braccio un gatto rosso e la figlia Michela adolescente. La signora ricorda che la figlia era bravissima a scuola e molto ambiziosa. La signora non potrà partecipare al funerale perché “Le mie gambe sono quello che sono” ma risponde alle domande della giornalista con schiettezza, anche riguardo alla difficile convivenza col marito e padre di Michela, che le ha dedicato il romanzo Accabadora, vincitore del Campiello nel 2010. Mi piace riportare le parole della signora Costanza sul ruolo del genitore: “I figli nascono con le ali e poi volano via, nessuna mamma ha il diritto di fermarli”. Sulla genitorialità uscirà per Rizzoli all’inizio del 2024 un libro di Michela Murgia che sono curiosa di leggere. Intanto buon viaggio a Michela: grazie per la sua testimonianza e la sua eredità.

Danzare sul palco e non solo

Finalmente una bella storia da raccontare: il sodalizio professionale e amoroso tra i primi ballerini della Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko che si sono sposati in Salento il 10 Agosto. La cerimonia nella basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, in provincia di Lecce, città d’origine di Nicoletta e la festa in masseria a pochi chilometri dove i due sposi si sono esibiti in un tango spettacolare. La proposta di matrimonio era avvenuta un anno fa sul palco dell’arena di Verona, alla fine dello spettacolo ‘Bolle and Friends’ con la complicità di Roberto Bolle che alle nozze è testimone d’eccezione. Dunque ci sono tutti gli ingredienti per stendere un bel racconto: bellezza, giovinezza, talento, affiatamento, culture diverse, amore. Non serve però che lo scriva io, è uscito spontaneo dalla loro esperienza e ce lo hanno regalato. Non conosco il dietro le quinte di lui, di qualche anno più giovane di lei (Riga, Lettonia 29.11.1994) ma immagino un percorso di sacrificio prima di essere proclamato primo ballerino del Teatro alla Scala nel febbraio 2018. Ho dato un’occhiata alle immagini della festa, con i video postati, compreso il tango a beneficio degli invitati (e di chi vuole partecipare all’evento da casa): emozionante! Certo è stato curato tutto perché prevalesse il buongusto tra due artisti della danza che hanno fatto della bellezza la loro professione. Anche in un matrimonio tra due persone non famose dovrebbero emergere le loro qualità, talora sacrificate all’allestimento della festa. L’ultimo a cui ho partecipato si perde nella notte dei tempi e non ha lasciato un ricordo favoloso. Per inciso, diverse persone adulte che frequento sono single o lo sono tornate dopo un’esperienza di convivenza, perché: “Se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola” (Massimo Gramellini). Come non detto per i neo sposi, cui auguro di danzare in sintonia sul palco e nella vita.