La meglio gioventù

29 giovani sono stati premiati dal Presidente Sergio Mattarella Alfieri della Repubblica. Pare che la parola alfiere derivi dall’arabo e indichi il grado di chi portava lo stendardo delle milizie nel medioevo e nell’età moderna, ovverosia il portabandiera: il soldato che era deputato a portare il vessillo del suo esercito. Per estensione, un apripista, un esempio di operosità in ambito sociale. Io ho conosciuto una persona di nome Alfiero, quindi il termine è usato anche come nome proprio. Comunque la cosa interessante è la motivazione per cui i suddetti 29 giovani – il più piccolo di soli 9 anni ha salvato la vita al papà – sono stati premiati. Sei dei premiati sono giovani romagnoli che si sono spesi durante le prime ore dell’alluvione in Emilia Romagn. Premiati anche 4 giovani veneti, “Esempio di solidarietà”. Il più giovane di loro, il 14enne Matteo Ridolfi, ha salvato la vita a un uomo colpito da infarto, praticando il massaggio cardiaco appreso in una nota serie televisiva. Curiosa la storia dello scrittore solidale Damiano Toniolo, 15 anni che durante il lockdow ha scritto un libro autobiografico sulla sua passione per le galline, devolvendo il ricavato della vendita del libro in beneficienza. Qua mi fermo, per non togliere la soddisfazione a chi volesse scoprire i meriti degli altri giovani premiati, nati dal 2000 in poi, protagonisti di bellissime storie di altruismo e solidarietà, molte per l’ambiente e la cultura. Questa è davvero la meglio gioventù che fa sperare in un futuro più umano. Mi auguro che il premio venga diffuso nelle comunità e nelle scuole di ogni ordine e grado, per stimolare ammirazione e portare allo scoperto tanti altri alfieri. Ll

Arte e Fede

Di prima mattina seguo il programma A Sua Immagine che anticipa la visita del Pontefice a Venezia. Verso le nove seguo la diretta. Il Santo Padre, visibilmente affaticato si rivolge alle circa ottanta detenute del carcere femminile della Giudecca che ospita il Padiglione vaticano alla 60esima Biennale Arte di Venezia, intitolato “Con i miei occhi”. Un incontro con l’arte, la fede e gli ultimi, recuperato da Paolo VI e Pio X che sottolinea il rapporto privilegiato tra cristianesimo e arte. Centrale il passaggio di Papa Francesco che afferma: “L’artista è un bambino” e agli artisti dice: “Siete occhi che guardano e sognano”. Il carcere diventa un cantiere della ricostruzione e le opere d’arte sono finestre senza sbarre. L’arte è un veicolo di bellezza con molte declinazioni. Dirompente la sua importanza nel sociale quando diventa metafora della guerra, della disabilità, dell’emarginazione. Tra l’altro, il tema della Biennale di quest’anno è “Stranieri ovunque” che la dice lunga. Presenti Nordio, Zaia e altri notabili, vedo il pellegrinaggio composto delle detenute e dei molti ospiti che omaggiano il Santo Padre. Intuisco le dolorose storie che hanno portato le detenute in carcere, trasformandone diverse in artiste. Mi piace molto il concetto dell’arte come riscatto e motivo di elevazione. In ogni individuo c’è sete di bellezza e la bellezza può fare miracoli. Il problema è mettersi in ascolto e non lasciarla scappare quando ci passa davanti. Superfluo ricordare che l’Italia è unica al mondo per il suo patrimonio artistico con ben 59 siti Unesco. Dopo la Salute e la Libertà, per me l’Arte è il più bel dono che ci accompagna nel variegato, e a volte tortuoso percorso della Vita.

Un talento vivente

Barbara Streisand, un’artista completa: lo sento in coda al telegiornale del mattino su Rai1, in occasione del suo 82esimo compleanno (nasce a Brooklyn il 24 aprile 1942). Cantante e attrice di livello, compositrice, regista e produttrice cinematografica, è anche una donna indipendente e controcorrente. Di origine ebraica, a 16 anni sostiene le sue prime audizioni in teatro, ma senza successo. Il “brutto anatroccolo di Brooklyn” non riesce a farsi apprezzare perché troppo stravagante e lontana dagli schemi imposti. Ma ha un talento nascosto, un’arma segreta: la sua voce. A 18 anni si esibisce nei cabaret e nei locali gay di Manhattan, lasciando il pubblico stupefatto. Inizia la carriera di cantante, senza rinunciare al palcoscenico. Il piccolo schermo svela un altro aspetto del suo talento: un innato senso per la commedia brillante. Con il film Fanny Girl (1968) diventa la star più pagata del cinema americano. Da lì è un’escalation, perché è un’artista camaleontica per natura e passa con disinvoltura da un genere all’altro. Ho visto e rivisto il film drammatico Pazza (1988) dove interpreta una squillo di lusso, accusata dell’omicidio di un anziano cliente: interpretazione superlativa. Vince due Oscar (1969 e 1977) e numerosi altri premi. Nel 1995 riceve il Grammy Award alla carriera e intanto continua a pubblicare album che vendono milioni di copie in tutto il mondo. Scrive pure la sua autobiografia, My name is Barbra (2023) dove racconta la storia della sua vita e della straordinaria carriera. Volevo comperare il libro, però 1000 pagine da leggere per i miei gusti sono decisamente troppe. Lei rimane comunque una leggenda vivente, di cui mi sono interessata anche in un altro post. Una donna piena di talento e di carattere. Lunga vita a Barbra!

Sgomento

Sgomento è la parola più adatta a rendere lo stato di disagio difronte al fatto di cronaca nera successo a Eboli (Salerno) con protagonista e vittima Francesco Pio, un bimbo di 13 mesi, attaccato e ucciso da due pitbull. Feriti anche la mamma e lo zio che teneva in braccio il bambino, forse scambiato per un peluche. Da non crederci. Sento la notizia durante il programma Diario del giorno e sono desolata. Pare che fosse nota l’aggressività dei cani, peraltro lasciati liberi in giardino dal proprietario che si era assentato. Durante la trasmissione appare un cartello con le tre razze di cani ritenute più pericolose (bulldog, rottweiler, pastore tedesco) e viene interpellato un addestratore di cani che dice la sua riguardo al contenimento dell’aggressività dell’animale da parte del proprietario, in questo caso assente e mi pare inconcepibile. Penso al dolore atroce subito dal bimbo e alla tragedia immane piombata in braccio alla madre che non è riuscita a difenderlo. Nei confronti del proprietario dei due animali ‘assassini’, lascio immaginare quale punizione infliggerei, mentre non so quale destino sia auspicabile per i cani. Avevo circa otto/nove anni quando andai a trovare una amichetta, ospite della nonna che teneva un cane lupo – pastore tedesco – alla catena. Senza essere allertata, mi avvicinai con buone intenzioni, ma venni aggredita e morsa al braccio destro, dove il medico successivamente mise delle graffette. Mi è rimasta la cicatrice e il ricordo di un pomeriggio felice trasformatosi in dolore. Per fortuna non in tragedia. Comunque la nonna della mia amichetta avrebbe dovuto impedirmi di avvicinarmi al cane che dei monelli avevano poco prima molestato. Da allora ho riversato tutta la mia simpatia sui gatti, pur tenendo da sempre mio padre in casa diversi cani da caccia, specie cocker. Da adulta ho ripristinato la coppia cane – gatto, godendo della lunga e serena compagnia dei cani Luna e Astro, cresciuti e allevati come componenti della famiglia.

Giornata Mondiale dell’Arte

Nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) si celebra la Giornata Nazionale del Made in Italy, oltre che la Giornata Mondiale dell’Arte che sono interconnesse, essendo il Belpaese una miniera di opere d’arte. Attualmente l’Italia detiene il maggior numero di monumenti (58) considerati patrimonio dell’umanità, seguita da Cina (57) e Francia (52). Pertanto siamo il primo Paese al mondo per numero di siti riconosciuti, di cui 53 a carattere culturale e 5 a carattere materiale. Bando ai numeri, intendo concentrarmi sul significato della parola arte che semplifico in talento espressivo e capacità inventiva. Pertanto intendo qualunque prodotto umano, di derivazione accademica ma anche no, recante segni di abilità: penso alle ricamatrici, a chi costruisce ceste, ai falegnami scalpellini restauratori, agli inventori di menù…cui aggiungere gli artisti di bottega e chi ha seguito dei corsi o delle Scuole professionali ad indirizzo artistico. Rivedo in un flash un momento iniziale del film La Ragazza con l’Orecchino di Perla, dove la protagonista dispone le verdura ‘ad arte’ in base ai colori, dettaglio che non sfugge al suo padrone, il famoso pittore olandese Johannes Vermeer che poi la immortalò nel famoso ritratto. E proprio Leonardo da Vinci, per restare in tema affermava “I dettagli fanno la perfezione, e la perfezione non è un dettaglio”, apparente scioglilingua di efficace sostanza. Dal mondo popolare recupero il modo di dire “Ogni bambino nasce col suo cestino” per sottolineare che ogni individuo ha dei talenti da coltivare, se ci crede. Nel mio cestino ho trovato la scrittura, incentivata da buoni Maestri. Il mio proposito è valorizzare ogni prodotto privato o pubblico, volto a diffondere piacere, serenità, bellezza. Senza scopo di lucro, perché la ricompensa sta nella condivisione.

Il bene supremo

Gli incidenti stradali sono purtroppo una costante, la precarietà aleggia inesorabile sul quotidiano. Eppure alcuni tragici eventi, alla pietà per le vittime aggiungono rabbia per la causa scatenante l’evento: l’uomo, anzi peggio la donna come nel caso dell’incidente accaduto nel Salernitano che ha provocato la morte di due giovani carabinieri in servizio, Francesco Pastore e Francesco Ferraro, di 25 e 27 anni, entrambi di origine pugliese. Quasi coetanea la donna 31enne alla guida del SUV che ha investito la gazzella dei carabinieri, risultata positiva ai primi test di alcol e droga. Avrebbe anche precedenti per spaccio. In generale, ritengo le donne più prudenti e responsabili degli uomini, almeno relativamente alla cura del corpo, anche in relazione alla gravidanza. Fatte salve le eccezioni, come in questo caso. L’omicidio stradale sembra non incuta grande preoccupazione e c’è chi continua a mettersi al volante non lucido, ignorando i rischi per la propria e altrui salute. Ben venga il nuovo codice della strada con l’inasprimento delle pene. Temo però che manchi una educazione di fondo alla vita, che è unica e irripetibile, sebbene qualcuno si comporti come se non lo fosse, immaginando di replicarla come in un video gioco. Tra tante materie interessanti proposte a scuola, non vedrei male inserire degli incontri incentrati sul bene supremo. In giro noto molta leggerezza, ma non quella della farfalla bensì del pachiderma che si aggira sbadato tra i cristalli. Penso alle vite bruscamente interrotte dei due Francesco, ai progetti che avrebbero realizzato, alle rispettive famiglie piombare nell’angoscia…e anche al futuro prossimo della giovane donna responsabile del grave incidente. La pietà per le vittime prevale sul rancore legato alle cause che lo hanno determinato. Rimane l’urgenza di pensare prima alle conseguenze del proprio agire.

Giornata Mondiale della Salute

Nella Giornata Mondiale della Salute – bene individuale e collettivo oggetto dell’Articolo 32 della nostra Costituzione – prendo l’argomento un po’ alla larga, approfittando di un servizio sulle diete, in onda su Rai1 verso le otto e trenta. Ospiti, la nutrizionista Veronica Bignetti e Giuseppe ‘Peppone’ Calabrese, conduttore del programma televisivo Linea Verde. La dietista ‘anti-dieta’ ha scritto il libro BASTA DIETE! dove sostiene il metodo dell’alimentazione intuitiva e invita a fare pace col proprio peso naturale. In pratica, l’autrice consiglia di “ascoltare meglio il nostro corpo” e affidarsi al meccanismo di autoregolazione. Invitato ad esprimersi sull’argomento Peppone – che è anche ristoratore – peso 95 kg, ammette di avere provato molte diete e l’unica che ha funzionato è ridurre le dosi del cibo. Adesso mi inserisco io che non ho mai fatto seriamente una dieta, desiderando però di perdere peso, dato che sono piccola e tonda. Mio figlio da piccolo diceva che ero la sua palloncina. Da quando abito a Castelcucco, cioè dal 2000 ho mantenuto all’incirca lo stesso peso, talvolta lievitato. Scopro che ho perso cinque chili netti da quando l’artrosi all’anca mi tortura, ovverosia da dicembre. E mi sono anche data una spiegazione: da oltre tre mesi non vado più al bar, dove consumavo cappuccino e croissant come seconda colazione, fissata la prima a casa verso le sette. La cosa non mi disturba, anzi mi fa piacere e credo ridimensioni i valori di colesterolo e trigliceridi, tenuti a bada da un integratore che ho sospeso. Mi spiace invece la rinuncia al contatto umano che il bar favorisce: a volte due chiacchiere con un cliente o la titolare dell’esercizio sono una medicina. Mi manca anche il quotidiano di carta, ma recupero le notizie online, anche se non è la stessa cosa. Il motto di Socrate “Cura te stesso” va integrato con la cura degli specialisti, nel mio caso l’Ortopedico Guido Mazzocato, il Chirurgo Giovanni Grano e il Fisioterapista Federico Zalunardo, a cui mi affido fiduciosa.

Evviva gli aquiloni

Jesolo ospita il terzo Festival Internazionale degli Aquiloni, da oggi fino al 7 aprile, dopo il successo delle prime due edizioni di “Aquiloni in Festa”. Una grande festa tra le nuvole, grazie alla partecipazione di 200 professionisti e altri appassionati del volo, con più di dieci nazioni e quattro continenti. Chiamati in passato “cervi volanti” per me simboleggiano la ricerca della libertà. Che l’evento avvenga sul litorale, accresce ulteriormente il fascino della manifestazione: mare e cielo parlano da sé. Ricordo un’estate quando mi trovavo per una breve vacanza a Lignano Sabbiadoro e scrissi una poesia, suggerita dalla vista di un aquilone che volteggiava sopra la straio. Sotto l’ombrellone era appeso il prendisole a fiori di mia madre che si era animato, in risposta alle vibrazioni dell’oggetto volante: praticamente un incontro che mi suggerì la poesia confluita successivamente nella raccolta Natura d’Oro e che riporto col titolo Il Prendisole Sotto l’ombrellone/il prendisole delicato/di mia madre compete/con draghi e aquiloni/foriero di pace./I colori mischiati/ricordano verdi prati/timide viole, ibiscus tropicali/ingenue colombe/rivolte all’orizzonte./Quando l’indosso/mi duole sapere/che lei non c’è più./E sulla pelle sento un brusio/ di stelle.// Il prendisole ce l’ho in casa, sempre sotto gli occhi, una specie di copertina di Linus che mi tranquillizza. I fiori sono il sollievo del mio quotidiano, in questa fase costretta a volare piuttosto basso. Ma verrà il tempo di scrollarmi di dosso qualche peso e librarmi in alto, seguendo il volo degli aquiloni.

Volontari: angeli che operano in un inferno

Le prime pagine dei quotidiani di ieri 3 aprile erano sulla strage di volontari a Gaza. Quelle di oggi sul terremoto a Taiwan: due disgrazie, ma la prima evitabile perché ‘pilotata’ dall’uomo. Uccisi 7 cooperanti, tra loro 3 britannici e un americano. I volontari della WorId central kitchen uccisi da un raid israeliano si trovavano a Gaza per aiutare la popolazione. L’australiana 44enne Lalzawmi Frankcom, detta Zomi, una delle vittime dell’attacco, in un video pubblicato su Instagram mostrava i pasti preparati nella cucina allestita a Deir al-Baah, nella zona centrale della Striscia. Israele si scusa: “Morti innocenti”. Papa Francesco esprime “Profondo rammarico per i volontari uccisi a Gaza. Troppi ragazzi morti nella pazzia della guerra”. Molti altri operatori ONG sono rimasti vittime di attentati. Sono desolata, persuasa anch’io che la guerra sia una pazzia, tanto più assurda oggi dopo le drammatiche esperienze delle guerre del recente passato. Quando scoppiò quella Russo-Ucraina pensavo si sarebbe risolta presto; sento che adesso in Ucraina si arruolano anche le donne, per mancanza di uomini, tantissimi caduti. Per non parlare dei civili. Idem in Israele, dove tra le bombe serpeggia pure la carestia. Domenica, a Pasqua faceva uno strano effetto sentire che a Gerusalemme il clima era condizionato dalla guerra, il contrario della pace. Mi soccorre la poesia Uomo del mio tempo, di Salvatore Quasimodo. Attualissimo l’esordio: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”, anche se gli strumenti di guerra si sono evoluti, vedi i droni. Trovo angosciante fare considerazioni di questo tipo, la mia pietà è tutta per le vittime, di ogni età, colore, appartenenza politica. Un pensiero speciale per i volontari, angeli che operano in un inferno. Ognuno con una storia, un vissuto…un futuro rubato. Stelle annientate per rigenerare la terra insanguinata.

Giovanni Paolo II

Oggi ricorre il 19esimo anniversario della morte di Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, il primo pontefice non italiano dopo quasi cinque secoli. Mi sembra impossibile che sia già trascorso quasi un ventennio, ho presente l’annuncio della morte del papa slavo, diventato santo il 27 aprile 2014. Seguo il servizio del tg1 delle sette che lo ricorda, durante alcuni incontri con vari personaggi, tra cui il padre del giudice Rosario Livatino – assassinato dalla mafia il 21.09.1990 e beatificato da papa Francesco il 9 maggio 2021 – che dice: ‘Possono strappare un fiore, ma la primavera ritornerà”. Trovo molto bella questa frase, sia da estendere all’ambiente naturale, sia perché metaforica e allusiva ad agognate situazioni pacifiche. Il pontefice polacco era un grande sportivo, amava il teatro e scriveva poesie. Molto cara quella dedicata alla madre che perse da bambino, intitolata “Sulla tua tomba bianca” che dettai ai miei studenti quando insegnavo. Tra le sue frasi celebri: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. Il Santo Padre è stato anche un instancabile viaggiatore, dato che ha viaggiato più di tutti i suoi predecessori messi insieme: 104 viaggi apostolici nel mondo e 148 visite pastorali in Italia. Il suo lungo pontificato – durato quasi 27 anni – è stato segnato da eventi funesti, compreso l’attentato alla sua persona. Memorabile il giorno dell’elezione quando, affacciatosi su Piazza San Pietro si rivolse al mondo dicendo: “Se sbaglio mi corrigerete”: un vero Maestro! Mentre scrivo, mi viene il desiderio di conoscerlo di più, come uomo, come pontefice e come santo la cui festa ricorre il 22 ottobre, giorno del suo insediamento, iniziato ufficialmente il 22 ottobre 1978. Mi terrà in considerazione, se mi appellerò a Lui in qualunque momento. 🙏