“Cinema” domestico

Un cinema in 3D Un difetto di arredamento si è trasformato in un evento per me straordinario, grazie alla stampa 3D. Adesso spiego. Ho una poltroncina da regista da molti anni: struttura solida rossa, rigido tessuto sulla seduta e sullo schienale che si è lacerato, cosicché appoggiandomici sentivo pungere. Sfilo la tela all’altezza della schiena e constato che manca il cappuccetto di plastica che fa da copri spigolo a destra. Al momento rimedio con un po’ di nastro adesivo, ma non funziona. Chiedo a mio figlio, il quale mi risponde di chiedere a Manuel di farmi in 3D il cappuccetto mancante, pari a quello in sede. Più che capire intuisco, comunque riferisco a Manuel che si dichiara disposto a fare l’operazione. In men che non si dica, mi arriva la foto del “prototipo” che mi piace un sacco, non vedo l’ora di sistemarlo dove deve andare. Manuel mi invia anche il video esplicativo, dove vedo computer e stampante “in connessione”: un cinema! Ammetto che ho dovuto cercare il significato di stampa 3D: un processo di produzione che consente di realizzare oggetti tridimensionali a partire da un modello digitale. Ovverosia, si trasforma un file digitale in istruzioni per la stampante che deposita e solidifica il materiale in vari strati, fino a farlo diventare l’oggetto completo. Più facile a dirsi che a farsi. Per me resta un ‘miracolo’ della tecnologia e di chi la sa applicare.

Incontro poliglotta

Poliglotta è un aggettivo che compete a chi padroneggia fluentemente più di tre lingue, e non è il mio caso. Mi torna utile per rendere l’atmosfera respirata ieri a pranzo, in un localino della zona: Manuel parlava disinvoltamente in inglese con Ainur, kazaka mentre io discorrevo con Flavio in Italiano. I vicini di tavolo comunicavano in dialetto veneto. Per fortuna la lingua è un mezzo esportabile e il digitale può aiutare parecchio. Flavio me ne offre l’occasione su un piatto d’argento, confidandomi che ha iniziato a tradurre in inglese una ventina di pagine del mio ultimo libro Amici Inaspettati – di cui lui è la principale fonte – con l’intenzione di farlo tradurre poi in russo. Nel suo ambiente di lavoro ad Aksaj, in Kazakistan, inglese e russo sono le lingue predominanti. Credo che lui sia l’unico italiano tra 150 dipendenti. Ovviamente si è fatto degli amici, ai quali intende far conoscere la storia di Rex che è riuscito a portare nel bellunese. Di certo ‘l’umano cane’ come lui chiama l’amico a quattro zampe sopporta meglio i meno 10 di Taibon dove abita ora con Tania e Alessandro, rispetto ai meno 35 del suo luogo d’origine. Inoltre non ha bisogno di traduttore e coglie al volo il comportamento delle persone. Talvolta la fortuna è dalla parte degli animali, se l’uomo collabora.

Ultimi doni

Gennaio è ancora un buon mese per fare/ricevere auguri/doni. A metà mattina Marcella, di corsa per la palestra si ferma per un salutino e mi consegna la busta Dopo Pasto After Meal (tisana) con la scritta “Destinazione leggerezza” e l’immagine di una donna in bicicletta, seguita da alcuni gabbiani. Il cestino della bici è colmo di fiori, elementi del mio benessere in tutte le stagioni. Neanche farlo a posta, la tisana “dal gusto dolce e aromatico” è una miscela di fiori ed erbe. Nel sigillo di chiusura è scritto Farmacia di Castelcucco. Alle undici anch’io ritorno in palestra a Paderno, dopo la chiusura del periodo natalizio, perché è un appuntamento che mi fa bene. Ma ho il colon irritato (per abuso di pandoro, temo) e ho bisogno di fermenti lattici. Quando termino la seduta, mi dirigo alla Farmacia Garbuio, che frequento volentieri da anni e che mi accoglie come una di famiglia, sia che abbia a che fare col titolare Dr. Federico, che col figlio Enrico, coadiuvati dalle farmaciste Rosanna, Giovanna, Sara e Francesca che non lesinano sorrisi e consigli. Se mi serve una consulenza, oppure devo fare un regalo, mi regolo come ha fatto Marcella: vengo in farmacia dove ricevo il gradito omaggio natalizio che mi ero persa, EuPhidra Doccia Shampoo Zest (scorza) di Pompelmo Fragranza agrumata aromatica: dinamica, energizzante, vivificante. Tre aggettivi che valgono una cura.

Un cane per amico

Sarà che il mio ultimo libro, dedicato ai cani si intitola Amici Inaspettati (disponibile su Amazon), ma la notizia letta stamattina sul Gazzettino mi provoca indignazione. Avanzi di droga nei giardinetti: cane in overdose. Atena, un chihuahua di tre chili e sedici mesi, scorazzando tra le piante del giardino Papadopoli a Vicenza è andata in overdose di sostanze stupefacenti, avendo ingerito o annusato avanzi di canna o residui di hashish, consumati nel fine settimana. Alessandra Michieletto, la sua padrona pensava che avesse ingerito un boccone avvelenato: “Era rigida, incapace di sorreggersi, mucose rosa, temperatura bassa e bavette di continuo”. Non ha perso tempo e l’ha portata nella clinica per animali di Favaro Veneto dove è stata individuata la causa del malore: intossicazione, probabilmente da hashish. L’attenzione della padrona e le cure tempestive le hanno salvato la vita. Il rischio delle aree verdi non è marginale, considerato che altri cani a Venezia hanno rivelato sintomi legati al consumo di sostanze stupefacenti. All’interno del Papadopoli ci sono un nido comunale e un’area giochi, con scivoli e altalene. Con la bella stagione i piccoli, uscita da scuola si fermano nell’area attrezzata del parco. Mi limito a questa domanda: chi si droga, ha mai avuto un cane per amico?

Campane a festa

Bello sentire le campane suonate a festa. È successo a Venezia per la liberazione di Alberto Trentini, l’operatore umanitario ingiustamente detenuto a Caracas, in Venezuela dal 15 novembre 2024 e finalmente liberato. Con lui è tornato in libertà anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. Il Venezuela ha annunciato il rilascio di 116 detenuti, 53 dei quali sono detenuti politici, 24 italiani. Dalla rimozione del Presidente Maduro, un segnale forte da parte della Presidente Delcy Rodrigues che fa ben sperare. Gli italiani ufficialmente residenti in Venezuela sono circa 120.000 e immagino saranno lieti del cambio della guardia, sebbene predomini l’incertezza per il seguito. Maria Corina Machado, Nobel per la Pace dovrebbe a breve incontrare Trump. La leader dell’opposizione venezuelana è stata appena ricevuta in udienza da Papa Leone. Sommando i fatti, mi sento di essere ottimista. Se pure con riserva. Il Venezuela, il paese più ricco del Sud America è sprofondato in una cristi umanitaria e politica profonda. Al quadro allarmante, si sono aggiunti i detenuti, compreso Trentini che lavorava per la Humanity and Inclusion, organizzazione che si occupa di aiutare persone con disabilità. Mi auguro che il seguito sia tutto in salita.

Freddo implacabile

Io non vado d’accordo con il freddo tenace e pungente di questi giorni. Gli scorsi inverni, i gerani avevano resistito sotto il portico, senza particolari cautele. Adesso le loro figlie sono come incartapecorite, mentre le piantine grasse sembrano lessate. Per fortuna di notte ritiro i Ciclamini che trascorrono la notte nell’appartamentino, dove la temperatura è di 13 gradi, ma non sottozero. Quella notturna registrata in località Casonetto l’altra notte era – 11! Siamo in inverno e il tempo fa ciò che vuole, tuttavia preferisco le stagioni intermedie – se esistono ancora. Del resto basta proteggersi, stare al caldo se possibile. Certo questa opzione è stata negata al vigilante 55enne, morto di freddo in un cantiere per le Olimpiadi invernali 2026 a Cortina d’Ampezzo. Il termometro segnava – 12 e l’uomo aveva manifestato preoccupazione alla famiglia per il freddo. Tra dieci giorni Pietro Zantonini avrebbe concluso il turno e sarebbe tornato a casa, a Brindisi. È stata aperta un’inchiesta, indagini in corso, l’autopsia farà chiarezza. Comunque sia andata, mi rattrista molto questa notizia, che allunga la lista dei morti sul lavoro. Tra l’altro, essendo il vigilante di Brindisi, non avrà avuto esperienza delle temperature dolomitiche. Panorami stupendi, ma freddo implacabile.

Addio al postino

“La posta del cuore alla prova del digitale” è l’articolo di Enrico Franceschini sul settimanale il venerdì in corso, di cui riporto la domanda: “Chi manda più caroline dalle vacanze o scrive lettere d’amore?”. Il testo riguarda la scomparsa del servizio postale danese (PostNord), inaugurato nel 1624 che ha interrotto la consegna di missive e sta smantellando le 1500 cassette della posta rosse, simbolo nazionale. In un Paese fortemente digitalizzato, decisione comprensibile. Copenaghen è la prima capitale al mondo a farlo, ma sarà seguita a ruota da altre. In precedenza, avevo già scritto di questa trasformazione che segna il tramonto delle lettere scritte. Da ‘letterata’ e lettrice mi chiedo che fine farà il romanzo epistolare. Epistula in latino significa appunto lettera e mi torna in mente il toccante libro di Oriana Fallaci Lettera a un bambino mai nato. In attesa di vedere come si evolverà questo tipo di narrativa, rispondo alla domanda iniziale. L’anno scorso ho ricevuto due cartoline: una dalla Svizzera e l’altra da Singapore, che considero dei cimeli, perché diventate rare. Resistono i biglietti di auguri. Zero lettere d’amore, buon pretesto per un romanzo. Però, mai dire mai…

Grilletto facile americano

[ ] “Terrorismo domestico” è stato definito l’episodio successo a Minneapolis, durante il quale un agente dell’Ice ha ucciso la 37enne americana Renee Nicole Good, poetessa e madre di tre figli, una figlia di 15 e due figli di 12 e 6 anni. Alla guida del suo Suv durante un’operazione anti – migranti ha ignorato l’ordine dell’Ice (agenzia che si occupa dell’immigrazione) di uscire dall’auto, ha messo la marcia indietro e ha cercato di andarsene. Secondo il sindaco Jacb Frey è stata colpita a bruciapelo, con tre colpi di pistola alla testa da un agente federale durante un’operazione dell’Ice. Secondo Trump l’agente: “Ha sparato per difendersi” e definisce la vittima “un’agitatrice di professione”. Inaudito. Per il governatore del Minnesota, Tim Watz la sparatoria era “totalmente prevedibile” e “totalmente evitabile”. Ho visto il video trasmesso dal telegiornale e sono anch’io di questo avviso. Trovo poco plausibile che una poetessa si dia ad atti di “terrorismo domestico”. Avrà tentrato di scappare e gli agenti hanno il grilletto facile, specie in America. Nel 2020 Renee Nicole Good aveva ottenuto l’Academy of American Poets Prize con la poesia “On Learning to Dissect Fetal Pigs” , titolo che tradotto mi trasmette un brivido (Imparando a dissezionare i maialini fetali). Stavolta, purtroppo, è stata ‘dissezionata’ lei. [ ]

Maestri e Allievi

Decisamente freddo, meno due gradi alle dieci. Giornata di mercato locale, ma evito di uscire a piedi, qualche tratto a nord è ghiacciato. Prendo l’auto per sbrigare un paio di pratiche. Prima di rientrare, faccio tappa al bar Viceversa, di solito affollato ma non stamattina. Mentre sono seduta in attesa della consumazione, entra il sindaco del paese, Paolo Mares, con tanto di berretto col pon-pon. È simpatico di suo, ma il copricapo particolare esalta il suo spirito giocoso. Lui mi saluta sempre con l’appellativo ‘prof’ che sembra fare un tutt’uno con la mia persona. Forse per il ruolo di insegnante che ho avuto, oppure per un ricordo nostalgico mi racconta della sua esperienza alle elementari, vissuta con entusiasmo e soddisfazione, usufruendo della continuità didattica dell’abile maestro Ferracin. Dettaglio curioso: lui e i suoi allievi si incontravano un quarto d’ora prima dell’inizio delle lezioni, per scambiarsi le figurine. Una volta Paolo – il sindaco – ha tardato a metterle via e gli furono sequestate, con restituzione solo a fine anno scolastico. Un esempio di autorevolezza che ha lasciato il segno. Io ricordo con riconoscenza il maestro di quinta elementare Enrico Cunial, cui ho dedicato l’opera Dove I Germogli Diventano Fiori. Mentre lo ascolto rapìta, penso alla situazione degli insegnanti oggi, sovraccaricati di impegni e costretti a guardarsi le spalle da genitori e allievi. Fortunatamente sono in pensione. Non per merito mio, ma tra i miei ex alunni, qualche germoglio è diventato un bel fiore.

Inaudito

Inaudito, è l’aggettivo più appropriato per esprimere lo sdegno provocato dall’aggressione alla troupe italiana in uno dei locali della coppia corsa Jacques e Jessica Moretti, proprietaria del Constellation andato a fuoco la notte di Capodanno, causando una strage. Al Niguarda sono ricoverati 11 pazienti di cui 6 in terapia intensiva e 3 in gravi condizioni. Mentre scrivo, a Bologna stanno per officiare le esequie di Riccardo, Giovanni, Chiara, Achille e Sofia. Doveroso un minuto di raccoglimento in tutte le scuole. Mi viene da pensare che l’attacco alla stampa italiana con parole pesanti sia una escrescenza del male che si autogenera. Insulti, spintoni, acqua gelata a tre troupe della Rai ma anche a giornalisti stranieri. Informare è il lavoro deI giornalista e ostacolarlo è un reato. Può essere che a seguito dell’inchiesta sulla strage, qualcuno perda il lavoro nei tre locali della coppia. Ma 47 persone hanno perso la vita! “Ho chiesto alla polizia di tutelare le troupe italiane” sono parole dell’ambasciatore. Da una parte la corsa per salvare i sopravvissuti alle fiamme, dall’altra il tentativo maldestro di salvare il posto di lavoro, fors’anche no in regola. Sono sconcertata. Da giovane avrei fatto volentieri la giornalista, lavoro che sentivo nelle mie corde. Ne deriva una solidarietà spontanea verso chi lavora con la notizia. Indignazione verso chi la ostacola.