Rex, un cane maestro

Flavio è tornato in Kazakistan e Rex è stato affidato a Tania che ho sentito oggi. Per lei il cane è un dono del cielo, un angelo ‘sui generis’ che le è capitato per allietarle la vita. Dalle informazioni sulle abitudini del cane kazako, abituato a vivere fuori a temperature estreme temeva che Rex non si sarebbe adattato a stare in casa, come lei desiderava. Timore legittimo, ma subito rientrato. L’amico a 4 zampe va a svegliarla tutte le mattine alle otto, per dare e ricevere la sua razione di coccole. Poi la pappa, la passeggiata, la conoscenza dell’ambiente, perché lo interiorizzi come la sua destinazione definitiva. Sono molto sollevata nel sapere che il povero cane di strada, sopraffatto dai cani più grandi e grossi – praticamente bullizzato – sia stato salvato da un futuro di stenti e assegnato ad una persona meritevole, sostenuta in quest’opera salvifica dal compagno Alessandro. Flavio è stato lungimirante e generoso nel mettere in moto la macchina che ha portato alla soluzione del caso di abbandono, fenomeno purtroppo diffuso ad ogni latitudine. Chissà se Rex ha rimosso il suo passato: la strada, la fame, il canile, la catena… forse un incidente che gli ha reso fragile una zampina anteriore. Di certo percepisce di essere capitato in un mondo diverso e migliore dal precedente. “Nato felice”, secondo un pensiero di Flavio, nonostante le limitazioni e le privazioni. Per me è un cane Maestro che insegna cos’è la resilienza e la fiducia negli umani. Vorrei che la sua testimonianza ammorbidisse l’animo di chi maltratta gli animali che tanto affetto possono dare in cambio di cure e attenzioni. Condivido le parole di Mary Ellen (fotografa statunitense conosciuta per i suoi ritratti e per i suoi lavori): “L’amore di un cane è senza compromessi e senza fine”.

Principessa al passo coi tempi

Verso le nove ricevo una gradita telefonata da Sydney. Una voce giuliva mi dice: “Buonasera prof” che mi allarga in un sorriso: non si tratta di un errore, è che tra Italia e Australia ci sono dieci ore di differenza a favore di quest’ultima, pertanto lì sono le sette di sera. Manuel affronta il quarto mese di vita fuori dai confini nostrani e mi anticipa una novità che mi svelerà a breve. Trattasi di un’attesa proposta di lavoro che gli renderà la permanenza più interessante. Con questa bella notizia affronto il primo giorno della settimana a cuor leggero, o meglio alleggerito. Al bar Milady, sempre affollatissimo nel giorno di mercato riesco ad accapparrarmi due quotidiani e ad estrapolare una notizia che aumenta il mio buonumore: “Basta notizie sui vestiti, pensate all’impegno sociale” dal Gazzettino e “Svolta storica di Kate: basta dettagli sugli abiti” da Libero. La richiesta è della principessa Kate/Catherine Middleton che non diffonderà più alcuna informazione sui marchi di abbigliamento che la vestono. Il debutto nella nuova veste ‘no logo’ le fa onore, perché dimostra che il suo stile non bada all’apparenza, bensì alla sostanza. Il desiderio di Kate è che “vuole i riflettori puntati non su che cosa indossa ma sulle cause davvero importanti, la gente e i problemi sui quali accende la luce”, secondo quanto diffuso da Kensington Palace. Beh, la 43enne duchessa di Cambridge dimostra di possedere un animo tanto bello quanto la sua invidiabile figura esteriore. Non so quanto peso abbia avuto in questa scelta la malattia, oppure l’essere madre di tre figli piccoli che di certo le stanno a cuore. Ieri Kate ha pubblicato il primo manuale, lo “Shaping US Framework” per aiutare le famiglie a crescere al meglio i loro piccoli. Di certo parla con cognizione di causa. Le principesse non sono più quelle di una volta. Evviva!

Giallo limone 🍋

Di domenica trascuro l’attualità e mi concedo un’attività rilassante: è giunto il momento di staccare i limoni dalla pianta, riparata in garage. Forse avrei dovuto provvedere prima, ma mi piaceva vedere che i frutti si ingrossavano di giorno in giorno, virando dal verde al giallo limone. Però ho letto che lasciarli su a oltranza, possono indebolire la pianta. Inoltre, il succo all’interno del limone diventa amaro. Mi sono decisa e ne ho raccolti una dozzina, mentre altrettanti sono rimasti sulla pianta, pensando che siano un po’ indietro. Ovviamente li ho poi fotografati, per gustarmi gli occhi, quando li avrò trasformati in marmellata o limoncello, già sperimentati con successo la scorsa estate. Il colore giallo mi trasmette energia e buonumore. Con il celeste è il mio colore preferito. Già che c’ero, ho immortalato un vaso di piccoli Narcisi, fioriti pressoché contemporaneamente: una moltitudine di piccole stelle luminose. Mi piace ‘perdere tempo’ secondo qualcuno in occupazioni anche minimali che però mi fanno star bene. È tempo ricreativo che alza il livello dell’umore e mi rasserena. Del resto lo diceva anche Dante che i fiori, con le stelle e i bambini sono le tre cose rimasteci del paradiso. Sui colori e il loro significato mi sono espressa in post precedenti. Quando insegnavo, sono stati usati a scuola nella fase di formazione delle classi, per favorire la vicinanza di coppie compatibili, evitando la vicinanza di soggetti ‘contrari’. Però la pandemia ha mischiato le carte, imponendo il distacco dei banchi. In sintesi, ogni colore stimola la nostra mente e riflette il nostro stato d’animo. Pare che il giallo aiuti la concentrazione, mentre il blu – soprattutto nelle tonalità del turchese, dell’azzurro e del pervinca è rilassante. Evviva i colori!

Traffico di animali

Traffico di animali. Ne parla la trasmissione Geo, a metà pomeriggio di ieri. Cani, gatti, uccelli per lo più provenienti dall’est Europa, senza documenti o con documenti contraffatti. Il conduttore Emanuele Biggi intervista Claudia Comelli, maresciallo capo del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia. Intanto complimenti al maresciallo Claudia che da oltre 10 anni combatte a favore degli animali sfruttati. La tratta dei cuccioli illegali passa soprattutto da Gorizia e dal Friuli Venezia Giulia. Rinchiusi in scatole di cartone, nascosti tra frutta e verdura, quasi mai provvisti di certificato d vaccinazione arrivano da Ungheria, Slovacchia e Slovenia per essere venduti anche a personaggi famosi a cifre esorbitanti, talvolta superiori di cinquanta volte il prezzo originario. Per me è un vero e proprio scandalo. La Costituzione italiana sui diritti degli animali è chiara: “la Repubblica…tutela gli animali nei modi e con le forme stabiliti dalla legge”. Le cinque libertà/diritti degli animali sono: libertà dalla sete e dalla fame, libertà di avere un ambiente fisico adeguato, libertà dal dolore, libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali, libertà dalla paura. Splendido sulla carta, ma nella realtà gli ‘attori’ del traffico illegale se ne infischiano e lucrano sulla pelle degli animali. Basterebbe pensare a san Francesco e al suo amore per le creature, magari andando a rileggere il suo Cantico delle creature, composto intorno al 1224 e ritenuto a ragione il testo poetico più antico della Letteratura italiana. Pur non essendo cinofila, vedere cuccioletti di cinque mesi costretti sotto il sedile di un’auto mi ha commossa e imbestialita ad un tempo. Molti non arrivano a destinazione per lo stress e i patimenti. Non so a quanto ammontino le pene per chi c’entra col traffico illegale. Salatissime sarebbe ancora poco.

“Basta che siate giovani…”

I messaggi ricevuti stamattina ricordano che il 31 Gennaio è l’ultimo giorno della merla, tutti meno uno che invece è dedicato a San Giovanni Bosco, protettore di educatori, insegnanti, studenti ed editori. Quindi ho trovato lo spunto per il mio post odierno, dato che sono stata un’insegnante. Faccio gli auguri di buon onomastico alle persone che portano questo bel nome: Giovanni Gazzola, ex studente brillante laureato da poco, Giovanni Bolzon, studente promettente delle Superiori, il chirurgo Giovanni Grano che mi ha operata con successo ad entrambe le anche. Il mondo della scuola continua a ‘nutrirmi’ sebbene sia in pensione: più che deformazione professionale, credo si tratti di eredità. Inoltre curioso spesso sul calendario, per trovare nomi che poi assegno ai miei personaggi letterari. Tornando al sacerdote piemontese che fondò le congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, aveva proposto un nuovo sistema educativo, chiamato Sistema preventivo che in tre parole riassume la sua filosofia educativa: Ragione, Religione, Amorevolezza. Non essendo esperta di religione, sottoscrivo le altre due, persuasa che siano dei ponti facilitatori con i giovani, non solo a scuola ma anche in famiglia, che è la prima comunità educante. Don Bosco aveva dedicato tutta la vita ai giovani di strada, offrendogli la possibilità di affrancarsi dalla propria situazione e di guadagnarsi un futuro migliore. Un film completo dedicato al santo interpretato da Ben Gazzara risale al 1988, mentre nel 2000 don Bosco è stato interpretato da Flavio Insinna in una mini serie trasmessa da Rai1. La vicenda si svolge in Piemonte dove il santo era nato il 16/8/1815 (muore il 31/1/88). Suo il motto “Basta che siate giovani perché io vi ami assai”.

Cani e umani

Mi è arrivata una foto di Rex di inequivocabile valore: sul fianco del letto, accarezzato da Tania. Per un cane vissuto per strada e al freddo, non abituato a stare dentro ‘casa’ – mai avuta – un bel cambiamento! Merito del suo spirito di adattamento e delle cure riservategli dal suo salvatore che si è assunto l’onere – a questo punto l’onore – di fargli cambiare non solo aria, ma abitudini e relazioni cosicché l’amico a 4 zampe continui ad avere fiducia negli umani. Visite veterinarie, trasportino, dieta, viaggio in aereo di dodici ore, controllo minuzioso a Francoforte…sbarco a Venezia: adesso il trambusto è solo un ricordo. Certo la bontà di Rex – un angelo per Flavio – lo ha favorito, ma anche l’accoglienza di Mariuccia, ‘zia’ di Ben, l’altro cane che gli ha riservato attenzione nelle prime ore in Italia. L’indomani Tania lo ha bene accolto in casa dove si è subito ambientato, contro ogni previsione. Bello di suo, in un paio di settimane è addirittura ‘ringiovanito’ dopo essere passato per la toelettatura. Le premesse ci sono tutte perché la sua vita sia lunga e buona. Come ho detto in un precedente post, mi ha così commosso la vicenda di questo cane amabile e del suo salvatore che vorrei metterla nero su bianco. Senza scordare Ben, il cane nero e prestante che Flavio lascia ‘padrone di casa’ e in buone mani di Mariuccia, la sorella. Stamattina alle quattro gli ha fatto fare l’ultimo giretto, “Poi un salutino, una lacrimuccia e via” verso l’aeroporto di Venezia per tornare in Kazakistan dove il lavoro lo attende. Ma a primavera potrà riabbracciare i suoi protetti che non gli lesineranno abbracci e linguate affettuose. Come dice la mia amica Lucia: “Noi umani dovremmo imparare dagli amici a 4 zampe”. Ed io aggiungo: “Anche dagli umani che si sacrificano per il loro benessere”. In fondo, uomini ed animali godiamo dello stesso creato. Rispetto e amore reciproco possono solo renderci migliori.

YouPol, un’app utile

YouPol, un’app per comunicare fra cittadini e polizia di stato. Ne parla stamane la trasmissione 1Mattina a ridosso delle nove: lo trovo uno strumento molto interessante per segnalare violenze domestiche e contrastare situazioni di illegalità. L’applicazione, disponibile gratuitamente è stata sviluppata nel 2017 dalla Polizia di Stato, per contrastare comportamenti illeciti vari. Consente di inviare segnalazioni, in modalità anche anonima, qualora si sia testimoni di spaccio di stupefacenti, di episodi di bullismo, di violenza domestica e di genere. Insomma, un modo che consente di mettersi in contatto diretto con la polizia di Stato. I dati che giungono dalla Questura dicono che l’app è sempre più usata: molte sono le segnalazioni arrivate, in gran parte risultate poi fondate. Considerato che quasi tutti oggi hanno uno smartphone, talora perfino abusato mi pare un’ottima cosa giovarsi di questa applicazione al servizio del cittadino. Personalmente mi tranquillizza e la installerò di sicuro. Non perché abbia paura in sé per sé, ma avendo rinunciato al sistema d’allarme di recente, lo considero un ponte con la sicurezza. Giusto stamattina la corrente è saltata un paio di volte, presumo causa maltempo e la centralina sarebbe saltata, innescando la sirena rompi timpani. Abitando vicino al cimitero, sebbene la zona sia a due passi dalla piazza e si sia nel tempo molto urbanizzata, mi sento esposta ad eventuali tentativi di furto. Inoltre sono sola, okay con i gatti ma non ho più il cane da guardia che ho avuto in passato. Per quanto possibile, cerco di essere prudente e di non lasciare porte aperte. D’altronde da me i ladri non troverebbero soldi e gioielli, ma libri in abbondanza. Infine, un libro sottratto per acculturarsi, non sarebbe neanche reato.

Come la farfalla gialla

“Ho cominciato ad avere paura quand’ero bambina”. Parole di Liliana Segre, 94 anni, ospite di Fabio Fazio, uno di fronte all’altra. Non so se sia la replica di una puntata precedente, comunque la presenza della senatrice a vita deportata da bambina è quanto mai opportuna nel Giorno della Memoria. Sul tavolino basso, un’orchidea bianca e dei tulipani gialli. Sue le parole: “Siate sempre come la farfalla gialla che vola sopra i fili spinati”. Un luogo simbolo del male è la Risiera di San Sabba, campo di concentramento nazista istituito a Trieste: ufficialmente come campo di detenzione di polizia, unico ad essere dotato di un forno crematorio in tutto il territorio nazionale. Il nome si riferisce al fatto che in origine si trattava di un complesso di edifici nato come stabilimento industriale per la lavorazione del riso. Fu in attività fino agli Anni Trenta quando la produzione cessò e dopo il 1940 venne trasformato a tutti gli effetti in caserma militare. Oggi la Risiera è Monumento Nazionale ed ospita un museo con una mostra fotografica permanente. Visitato da migliaia di persone, soprattutto scolaresche fu la meta principale della visita didattica di una mia terza media diversi anni fa. Impressionanti le celle anguste, l’ampio cortile interno dove vennero uccise 3000 persone e l’aria spettrale. Ci fermammo all’incirca un’ora, tempo per memorizzare l’orrore. Oggi 27 gennaio ricorre l’ottantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, mentre è in corso la marcia dei palestinesi verso nord di Gaza: la pace è un obiettivo fuggevole. Da conservare con le unghie e con i denti.

Fine Gennaio 2025

Il metereologo colonnello Francesco Laurenzi è una presenza familiare del programma domenicale ‘Uno Mattina in famiglia’. Vestito di tutto punto – farfallina in tinta col gilet color mattone – sorriso cordiale e voce suadente annuncia le previsioni del tempo della settimana, dominata ahimè dalla bassa pressione. Solo mercoledì godremo di un po’ di sole. “È una settimana in cui vedremo più cieli grigi che azzurri”. Del resto gli ultimi giorni di Gennaio sono detti ‘I giorni della merla” e ritenuti i più freddi dell’inverno, infatti le temperature scenderanno, soprattutto al centro e al sud. Manuel mi informa che mercoledì 29 inizia anche il Capodanno lunare cinese, o ‘festa di primavera’. La leggenda della merla è nota: rifugiatasi coi suoi piccoli in un comignolo, vi rimase tre giorni e ne uscì col piumaggio annerito. Il Capodanno lunare cinese dà il via ai festeggiamenti che durano due settimane e si concludono con la tradizionale Festa delle lanterne. Festeggiato in tanti Paesi dell’Estremo Oriente, si sta diffondendo anche nei Paesi occidentali, grazie al suo fascino e alla presenza di molte comunità asiatiche. Come appunto in Australia dove Manuel potrà godersi lo spettacolo da vicino. Il 2025 è l’anno dedicato al ‘serpente di legno verde’, segno zodiacale legato alla cautela e alla saggezza, quindi foriero di traguardi importanti, sia sul piano personale che professionale. Sarà di conforto per chi compie gli anni mercoledì: Francesca e Pio. Leggende e tradizioni danno colore a giornate altrimenti grigie. Se una merla, un passero o un pettirosso verranno a becchettare sul mio giardino o a scaldarsi sulle tegole attorno al camino ne sarò contenta.

Casa, dolce casa

Ho sognato che tentavano di occupare l’appartamento contiguo al mio, abitato a suo tempo da mia mamma e destinato a mio figlio. Sicuramente influenzata dal problema reale dell’occupazione delle case nelle grandi città, ho vissuto nell’immaginario il furto della proprietà privata: due donne tentavano di scardinare il portoncino per introdursi in casa. Pochi minuti, forse secondi di un evento temuto e mi sono svegliata scombussolata. Di recente ho rinunciato all’allarme: saltava spesso e subire la sirena dentro casa finché non si scaricava la batteria era un attentato all’equilibrio. Forse anche per questo, soprattutto di sera il mio livello d’ansia aumenta. Non sono mancati furti in paese e in zona, specie nei fine settimana. Sentendo quello che succede nelle grandi città, mi chiedo come reagirei se trovassi un estraneo barricato in casa. L’articolo 633 del Codice penale è chiaro: l’occupazione arbitraria di un immobile è un reato, punito da 2 a 7 anni di reclusione. Ma non è così facile sfrattare un occupante abusivo, specie se ci sono di mezzo dei minori. E senza considerare la lunghezza delle cause in Italia. Nella maggior parte dei casi, se tutto fila liscio, la liberazione dell’immobile avviene entro 90 – 120 giorni dall’emissione del provvedimento. È capitato che un appartamento sia stato occupato durante l’assenza del proprietario che era in ospedale. È successo a una 78enne di Roma il mese scorso, la quale ha subìto la disavventura sintetizzata dal titolo del quotidiano il Giornale: “Va in ospedale e si ritrova la casa occupata”. Ed era successo ad altri malcapitati in altri contesti. Spero che qui non succeda mai. Mi sono guadagnata la casa dove abito e ci sto bene. Le ho dedicato la poesia Il mio Eden.