‘Al cuore della democrazia’

Si conclude oggi la Settimana sociale dei cattolici in Italia con la messa celebrata da Papa Francesco in Piazza Unità d’Italia a Trieste. Sono migliaia le persone che hanno preso parte ai lavori congressuali; oltre agli 80 vescovi, 310 giovani e 368 donne. Sui giovani intendo soffermarmi perché hanno collaborato per un progetto allargato, fornendo ognuno un pezzeto di stoffa di cm. 30 X 30 allo scopo di realizzare una maxi tovaglia di 90 metri che è stata infine esposta nella splendida piazza: il tema della settimana: ‘Il cuore della democrazia’ accompagna l’elaborato di tante mani, contro l’indifferenza che viceversa è nemica della democrazia. Ho sentito parlare del progetto ieri, durante la trasmissione A sua immagine e lo trovo accattivante. Mi fa pensare ad altri lavori di artigianato, realizzati con il concorso di molte mani femminili, come le coperte. Comunque l’intenzione va oltre il prodotto e tanto di cappello a chi si adopra. Tra l’altro Trieste mi è rimasta un po’ nel cuore da quando l’ho visitata con le classi di scuola media in uscita didattica, il che è successo almeno tre volte. Luoghi simbolo: il Parco della Rimembranza, san Giusto, la libreria antiquaria di Umberto Saba e il castello di Miramare. Mi piacerebbe tornare durante la barcolana, ma dopo un incidente per disattenzione altrui (con frattura dello sterno) ho maturato una certa disaffezione alla guida che mi limita. Non escludo che possa succedere in seguito. Un valore aggiunto per me, è che mia madre Giovanna era friulana ed ho assorbito aspetti piacevoli della regione, anche gastronomici. Per non parlare della spiaggia di Lignano Sabbiadoro che ho frequentato vari anni e trovo rilassante già dal nome. Quanto alla Piazza Unità d’Italia, giustamente definita “Il salotto di Trieste” è la piazza più estesa d’Europa che si affaccia sul mare: uno spettacolo!

Fibra ottica e…fibra costituzionale

Ieri mi è stata installata la fibra ottica. Racconto com’è andata. La sera prima una rapida chiamata mi informa che un dipendente della Vodafone sarebbe arrivato alle nove. Alle 8.40 suona il campanello: un giovane con la barba si presenta per eseguire il lavoro e chiede di fare un rapido sopralluogo della zona giorno. Lo raggiunge un collaboratore alto e nero, originario del Senegal (lo scoprirò dopo un paio d’ore, alla fine del lavoro). Intuisco a malapena quello che dovranno fare e li lascio lavorare. Ad un certo punto sento che scavano in giardino dove scoperchiano un tombino di cui mi ero scordata l’esistenza: da lì fanno passare il cavo in fibra ottica che sostituirà quello in rame, seguendo il percorso dell’Enel, ritenuto il più idoneo. Qual è il vantaggio? Velocizzare la trasmissione dei dati, utilizzando al meglio i dispositivi elettronici connessi con la rete internet. Sono stata persuasa a chiedere l’intervento da Manuel, il mio factotum di fiducia in concorso con mio figlio. Mi considero ‘social su misura’ nel senso che mi servo della tecnologia in base al bisogno, senza strafare. Le matite mi sono ancora familiari, le uso per appuntare spese e impegni sul calendario, ma è evidente che consentono un uso molto limitato. Adesso che ho un ‘Amazon Author Central’ (= una mia pagina autore) per condividere informazioni con i lettori e presentare Ricami e Legami, la mia ultima opera letteraria mi torna utile adeguarmi. Dopo circa un’ora, i due tecnici completano il lavoro in entrata dove si trovano telefono e modem, con dei giganteschi “bracciali” di fili che fanno passare minuziosamente per le canaline passacavi sulla parte bassa della parete. Infine Salvatore sostituisce il vecchio modem con quello verticale, mi dà le istruzioni del caso e controlla la velocità di connessione sul portatile, rapidamente aumentata. Adesso non ho più scuse: devo darmi una mossa anch’io!

Il capodoglio Salvatore

Nelle acque tra Ischia e Ventotene torna l’enorme capodoglio Salvatore, in compagnia di altri ‘amici’. Lo avevo sentito ieri mattina in coda al telegiornale delle sette e ho recuperato la notizia, grazie all’informazione di una fedele lettrice dei post. Partiamo dal nome: si chiama così per il grasso che si ricava dalla sua testa (da capo d’olio). L’enorme cetaceo è anche il più grande predatore esistente. Il suo corpo misura fino a 18 metri (la femmina un po’ meno) ed il piccolo alla nascita ne misura già 4. Vive fino a 80 anni e continua a crescere anche a 30 – 40 anni. È un ‘cervellone’ oceanico, nel senso che la testa è enorme, circa 1/3 del corpo e il cervello è il più grosso dei mammiferi, dal momento che pesa bene 9 chili. È un campione delle immersioni, cui si dedica per alimentarsi in profondità. Il suo intestino produce una sostanza fortemente odorosa – l’ambra grigia – utilizzata per la realizzazione di profumi. Curioso che dorma in verticale, non per scelta, ma per sopravvivenza. Credo che sia imparentato col delfino, dato che appartengono entrambi alla famiglia dei cetacei, sottordine Odontoceti che presentano nella bocca denti di forma conica tutti uguali fra loro. I capodogli sono creature acquatiche docili e naturalmente curiose nei confronti degli umani. Vivono in tutti gli oceani e nel mare Mediterraneo. In Italia, il Santuario dei cetacei si trova in Liguria, a Imperia. Tornando al capodoglio Salvatore, lui è ormai di casa a Ischia. Immagino l’emozione che può procurarne l’avvistamento ravvicinato. Spaziando, i delfini sono protagonisti anche al cinema con film di animazione per ragazzi, tipo Blu e Flippy – Amici per le pinne (2023), una magica fiaba marina. La storia del cinema è piena di film con delfini, loro malgrado protagonisti. Il che fa riflettere sul loro sfruttamento “come attori’ nel passato, oggi per fortuna superato.

Tecnologia e Amicizia

In coda al telegiornale delle sette sento parlare di un delfino che è diventato popolare nei social e mi riprometto di dedicargli il post odierno. Però non mi appunto nulla e vado al mercato in paese, dove incontro anche Lucia. Tra una bancarella e l’altra, mi dimentico del simpatico mammifero acquatico e quando rientro non riesco a recuperare le informazioni per imbastirci un pezzo. Per la legge del contrappasso, oggi niente cronaca, meno che mai nera. Allora mi butto sul personale letterario e informo di una novità che riguarda il mio ultimo romanzo Ricami e Legami che da oggi è disponibile oltre che cartaceo anche in formato Kindle. La parola deriva dal verbo inglese to Kindle che significa accendere un fuoco, per estensione muovere un’emozione. Si tratta di un lettore di ebook o di libri elettronici commercializzato da Amazon. Gli ebook non sono altro che libri normali digitalizzati, cioè invece di essere stampati su carta sono file. Me ne aveva parlato tempo fa un’amica che legge parecchio: adesso aggiungo alla mia collezione l’ultimo prodotto, nella duplice veste cartacea e digitale. Ovviamente non per merito mio, ma grazie alle competenze di Manuel, ragazzo dalle stupefacenti abilità. Mi ritrovo ad avere un blog, un sito, una pagina Instagram ed ora un account Amazon senza aver mosso un dito, salvo che sulla tastiera del computer per scrivere le mie storie e le mie poesie. Trovare la persona giusta al momento giusto equivale a un doppio vantaggio: che si tratti di un mio ex allievo è come una buonuscita extra che arricchisce il mio stato di pensionata. La creatività è un terreno che unisce le generazioni, favorisce gli scambi culturali e solleva lo spirito. La tecnologia consente di alleggerire il viaggio in compagnia.

Condanna e fuga

Condannato all’ergastolo, scappa, come è possibile? È il titolo che leggo in sovrimpressione durante la trasmissione Diario del Giorno, appena riemersa dal mio riposino pomeridiano. Giacomo Bozzoli, condannato in Cassazione per la morte dello zio Mario sparito a Marchegno (Brescia) nove anni fa nella fonderia di famiglia, è a sua volta sparito, compresa la moglie e il figlio. Si suppone per sottrarsi alla giustizia che ci ha messo un bel po’ per addivenire alla condanna, dandogli tutto il tempo di organizzare la sua fuga in un Paese dove potersi eclissare. Sento usare spesso la parola ‘garantista” dagli ospiti in trasmissione, di cui grosso modo conosco il significato. A suo tempo, con la Laurea in Lettere in tasca mi era venuta l’idea di iscrivermi a Legge, ma poi è prevalsa la scelta di coltivare la Letteratura, a me più congeniale. Meno male, ho evitato di sentirmi coinvolta in fatti tanto brutti che tuttavia non mi lasciano indifferente. In sostanza il garantismo – dottrina politica sviluppatasi nel corso dell’Ottocento liberale – si basa sul rispetto dei diritti individuali e delle garanzie costituzionali. Semplificando: il sospettato di un delitto non può dirsi tale, se non in via definitiva, cioè con la sentenza di terzo grado in Cassazione. Una procedura rispettosa e lunga che consente al malintenzionato di organizzarsi, onde evitare di scontare la pena. Ma non toglie l’onta di quanto commesso dal 39enne Giacomo in concorso con due operai, uno dei quali addetto al forno si tolse la vita sei giorni dopo la sparizione dell’imprenditore. Il movente del delitto: incompatibilità tra zio e nipote nella gestione dell’azienda. Bruttissima storia che richiama il film “Parenti serpenti”di Mario Monicelli del 1992, commedia amara sulla famiglia italiana. Ma la cruda realtà va ben oltre.

Palio di Siena

Oggi 2 luglio si corre il Palio di Siena in onore della Madonna di Provenzano (il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta). Si tratta di una giostra equestre di origine medievale tra le diciassette contrade di Siena. L’origine pare risalga al 1260, in occasione della celebrazione della battaglia di Montaperti. La corsa viene tradizionalmente chiamata la “carriera” e si può assistere all’evento direttamente dall’interno della Piazza, senza pagare nulla, oppure dal video, come la sottoscritta. Inizio ufficiale della corsa alle 19.30, con durata imprevedibile. Diretta tv su La7, a partire dalle 19.20. Partecipano le contrade Bruco, Civetta, Onda, Giraffa, Leocorno, Lupa, Nicchio, Pantera, Oca e Valdimontone. Vedrò di seguirla, perché il cavallo è un animale che mi piace molto. Non posso godere della sua compagnia in casa come per i gatti, ma mi riconosco in alcune sue caratteristiche. Anzi, in un test psicologico che chiedeva di scegliere un animale tra quattro risultò che mi identificavo nel cavallo. Mia nipote Cristina ne ha ‘adottato’ uno, Egoist che vive in una scuderia, un investimento economico ed affettivo. Per casa mia, oltre trent’anni fa ne è passato uno celeste, della serie ‘spingi e vai’. Animale maestoso e forte, ha un effetto benefico sull’autostima. Si pensi alla Ippoterapia come cura di svariati disturbi della sfera emotiva, sensoriale, motoria non solo sugli adulti ma soprattutto nei bamvini. Dotato di una certa personalità, è molto amichevole con l’uomo, a dispetto del modo di dire: ‘ombroso come un cavallo’ che pare derivi dal fatto che il cavallo teme la sua ombra. Non sapevo che gli vengono attribuiti 5 cuori, fatto legato alla circolazione sanguigna. Vi dice niente la canzone: “Furia il cavallo del west”? Emozioni e ricordi ‘al galoppo’!

Casa dolce casa

Ogni tanto stiro. Se c’è il sole, gli indumenti si asciugano in fretta. Scendo in caldaia dove ho l’asse per stirare. Mentre si scalda l’acqua distillata nella caldaietta – tempo una decina di minuti – annaffio la pianta di Limoni che mi ringrazia, inviandomi note agrumate. Una sbirciatina ai Lamponi e ne stacco tre che mi deliziano il palato. Mi applico mezz’ora a togliere le pieghe da un paio di t-shirt, un paio di pantaloni, un po’ di tovagliato e torno ad occupare la mia postazione preferita sotto il Glicine da dove osservo compiaciuta che l’erba è stata sfalciata. “Che relax sotto al tuo glicine” mi scrive una collega in visita di recente, mentre Lucia sul blog scrive: “Il tuo Ada è un eden”. Sono lusingata dalle osservazioni che collimano con la mia soddisfazione di aver fatto della casa il luogo dove sto finalmente bene. L’avverbio è giustificato perché ho dovuto andare in pensione prima di condividere il proverbio “Casa dolce casa”, sia perché prima ero assorbita dal lavoro e dalle cure materne, sia per il peso economico sostenuto. Nel panorama musicale, scopro che ci sono dieci canzoni dedicate al tema della casa, quindi l’argomento è ampiamente condiviso. Nel mondo anglosassone fanno un distinguo tra house e home; per me la casa non è l’obiettivo principale, di sicuro rappresenta un investimento non da poco che all’inizio mi ha prostrata, nonostante abbiano concorso economicamente mia mamma e il padre di mio figlio. La sorpresa più grande sono state le spese di manutenzione, trattandosi di due appartamenti contigui e quelle per il mantenimento del verde, con siepe, aiuole, piante e via discorrendo. Ma è proprio da lì che deriva il mio benessere, dal verde e dai fiori che con i gatti costituiscono il mio bene materiale e spirituale. Non riuscirei a poetare, se non all’ombra del Glicine, con la discreta compagnia di Fiocco e di Pepita.

Nascita del sole

Ultimo giorno di Giugno, domenica. Da qualche giorno i gatti dormono fuori e si godono il fresco della notte. Ieri sera sul tardi, si sentivano i botti dei fuochi d’artificio provenienti dal paese vicino, per festeggiare i santi Pietro e Paolo. Pensavo che il rumore avrebbe convinto i felini a entrare in casa, ma niente da fare. Così stamattina mi sono svegliata presto, prima delle sei, col desiderio di aprire il portoncino e rivederli. E chi ti vedo per primo? La palla dorata del sole che sta per espandersi, in un silenzio interrotto soltanto dal tubare delle tortore. Non ci penso due volte e lo fotografo. Intanto sul davanzale della cucina si posiziona Grey, scavalcata da Fiocco e Pepe che si fiondano sulle ciotole dei croccantini. La nascita del sole è uno spettacolo emozionante che merita la sveglia anticipata. D’altronde sono in pensione e gestisco il tempo a mio comodo. Di pomeriggio recupero. Faccio colazione e poi vado a raccogliere la Salvia per essiccarla: ha delle belle foglie che profumano solo a sfiorarle. Tra le piante aromatiche, è quella che preferisco. Infatti la uso spesso e in molte pietanze: nelle zuppe, nel pesce al cartoccio, nella panatura del trancio di salmone, quando cucino gli straccetti di tacchino… e per aromatizzare l’acqua da bere. Nel mio giretto mattutino, do un’occhiata alle Ortensie che stanno cambiando colore e alle giovani Calle di un intenso giallo. Vedo che sta per schiudersi un Giglio di montagna che porta sullo stelo diversi fiori e pregusto lo spettacolo che mi offrirà. Scarseggiano i Gladioli, forse avrei dovuto togliere i bulbi in autunno e rimetterli a primavera, ma non riesco a star dietro a tutto. Devo badare anche alle piante verdi dentro casa, rappresentate da Ficus, Potos, Crassula, Spatifillo e Orchidea. Nel complesso non è stonata la battuta di Marcella che vede a casa mia un piccolo vivaio.

Intelligenza artificiale e intelligenza umana

“L’intelligenza artificiale fa passi da giganti. È di quella “normale”, purtroppo, che si stanno perdendo le tracce”: sono le parole che chiudono l’articolo di Massimo Giannini, dal titolo 3 euro e 3.336 miliardi dove confronta la morte del bracciante indiano Satnam Singh e la Nvidia, azienda tecnologica statunitense, il cui titolo ha raggiunto il più alto valore in Borsa di tutti i tempi. Rinvio il lettore a pag. 9 del settimanale il venerdì per l’analisi del testo, preferendo soffermarmi sulla chiusura. Di questi tempi si parla spesso di intelligenza artificiale, lo hanno fatto anche la premier Giorgia Meloni e Papa Francesco al G7 di recente, prima Bill Gates e altre persone importanti. Come per tutte le rivoluzioni – si pensi a quella industriale – porta con sé luci e ombre, bisognerà saperne fare buon uso. Sull’intelligenza normale sarebbero utili controlli, sostegni, fors’anche delle esercitazioni per non darla scontata o acquisita. Mi soffermo sul fatto di cronaca successo a Venezia con protagonista un 21enne, rimasto vittima di un atto di leggerezza: ha dato un calcio a una porta di vetro nel cantiere dove lavorava e un vetro gli ha reciso l’arteria femorale, morendo dissanguato. Certo Marco Salvagno non pensava che sferrare un calcio alla porta di vetro avrebbe provocato tanto disastro, ma è risaputo che il vetro è fragile. Forse voleva togliere di mezzo un ostacolo, senza andare per il sottile. Se è andata così, ha pagato molto cara la sottovalutazione del pericolo. Come la sua, tante tragedie potrebbero essere evitate, usando un po’ di più la testa, l’intelligenza che nel suo stesso etimo significa ‘intus legere’ cioè leggere dentro le cose, evitando almeno qualche effetto collaterale nefasto. Non tutto si può evitare. Ma l’intelligenza umana può dare una grande mano.

Disagio giovanile e criminalità

“Il bene non è il conto in banca” è l’opinione mi auguro condivisa di Sara Manfuso intervistata durante la trasmissione Diario del Giorno in onda su TG4 di pomeriggio. Argomento: Cristopher Thomas Luciani, il 16enne accoltellato a morte domenica pomeriggio da minorenni a Pescara, pare per un debito di droga. Assodato che la criminalità giovanile è in aumento, “Crox” – questo il suo soprannome – è stato ucciso da coetanei, giovani probabilmente allo sbando. La vittima era un ragazzino difficile. Da quando aveva tre anni viveva con la nonna, dopo l’abbandono dei genitori. Povera donna, chissà quanti sensi di colpa avrà. Dovrei interrogarmi anche sui ragazzi che hanno assistito alla mattanza e non sono intervenuti. Immagino il disagio dei genitori dei due che hanno sferrato i 25 colpi, respiro a fondo per diluire un po’ lo sgomento che mi genera questo fattaccio. Vorrei parlare solo di cose belle ma, dal momento che il mio è un blog libero e non scrivo su commissione non posso esimermi dall’informare anche su fatti di cronaca nera. Non scordo che ci sono bravi ragazzi che studiano/lavorano, si dedicano al volontariato, non hanno grilli per la testa e cercano di costruirsi un posto al sole…spesso all’estero. Ho la fortuna di conoscerne qualcuno. Vorrei spostare l’argomento di fondo – il disagio giovanile – sugli adulti tutti, dalla famiglia alla scuola, al contesto sociale, ai media. L’idea che mi sono fatta è che l’Italia non è affatto un Paese per giovani, definiti impropriamente ‘mammoni’. Non ho competenze per azzardare soluzioni. Di certo il problema non è nuovo. Giusto ieri sera Alberto Angela durante il programma ‘Noos – L’avventura della conoscenza’ illustrava dei graffiti da Pompei con dei giovani fustigati con delle verghe. Educare era e rimane difficile, secondo Freud addirittura impossibile. Forte la tentazione di delegarlo a chicchessia!