Anniversario della caduta del muro di Berlino. Lo dice il giornalista Francesco Giorgino, conduttore del programma XXI secolo (quando il presente diventa futuro) su Rai1 in tarda serata. Sto per andare a letto ma mi trattengo quando afferma che, crollato il muro di Berlino, simbolo della guerra fredda e della cortina di ferro eretta al termine della Seconda guerra mondiale, altri muri non materiali sono stati eretti. La caduta avvenne il 9 novembre 1989: per 28 anni aveva diviso il paese e la città in Berlino Ovest e Berlino Est. Era stato eretto il 13 agosto 1961 dalle autorità della Germania Est comunista, per separare fisicamente Berlino Est da Berlino Ovest, sotto il controllo delle forze alleate occidentali. Nel ’61 ero troppo piccola per capire cosa succedeva, nel ’89 ho gioito per l’abbattimento del muro, oggi guardo perplessa a ciò che è successo negli ultimi anni: la pandemia, la guerra in Ucraina, quella nel vicino Oriente…non c’è da stare allegri, ma evito di essere catastrofista, anche se riconosco un’involuzione dei comportamenti sia nel pubblico che nel privato. La voglia di libertà è un’esigenza insopprimibile dei popoli, ma è noto che i conflitti armati vengono decisi in alto. Il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti azzarda di poter riportare la pace: sarebbe un miracolo! Intanto partiamo dal basso, ricordando il messaggio testamento spirituale di Piero Angela (70 anni dedicati alla divulgazione scientifica) postato sulla pagina del suo programma Superquark: Cari amici…ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio. Piero Angela (13/8/2022)
Autore: Ada Cusin
San Martino
Oggi San Martino, santo caro alla tradizione tedesca. Me lo ricorda il messaggio di una collega che insegna Lingue e che prepara una frolla a forma di san Martino da condividere con gli studenti per festeggiare il santo. A un paio di chilometri, a Cavaso del Tomba, località Castelcies c’è una chiesetta millenaria dedicata al santo, famoso per la sua generosità: nota la leggenda secondo la quale Martino di Tours tagliò metà del suo mantello per donarlo a un mendicante infreddolito. A Milano è in corso la sesta edizione del Festival della Gentilezza e del suo potere ‘virtuosamenete rivoluzionario’. Non so se qualcuno ha pensato al Festival della Generosità, così bene incarnata da San Martino, cavaliere romano che abbandonò la carriera militare per abbracciare l’altruismo e la misericordia. Leggo sul web che il 3 dicembre 2024 è la Giornata Mondiale del Dono che sottintende la generosità, quindi potrebbe essere. Anche la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare prevista sabato prossimo in vari punti vendita si inserisce in questo spirito. Mi piace ricordare Gianna De Paoli, una cara collega mancata nel 2014, molto impegnata nel sociale e nella raccolta di generi alimentari. Comunque, per come la penso io una persona generosa bada anche ad altre necessità, per così dire ‘nascoste’ e spesso non dichiarate, tipo il bisogno di ascolto, di comprensione, di condivisione, di tempo donato. Per fortuna in Italia i volontari sono circa 5.500.000 di persone, il 9 % della popolazione e non mancano le Associazioni di riferimento, tipo la Banca del Tempo Solidale che si fonda sul principio della solidarietà. Stando così le cose, san Martino può contare su diversi seguaci. La sua è una gran bella eredità.
Pace e libertà
Sul lato est della casa, in un’isola rialzata dedicata alle Ortensie, anni fa è nato spontaneo un Fico selvatico che è risultato provvidenziale per i fiori d’estate perché gli dona ombra. Tra l’altro apprezzo il profumo che emana nelle vicinanze e la forma delle foglie che in questi giorni si staccano e cadono, ricoprendo il suolo e parte dell’ingresso verso il garage. Quando apro gli scuri del bagno, vedo una parte del Fico che si sta spogliando e sotto i capolini delle Ortensie che si arrossano. Inevitabile fare una considerazione sulla stagione che avanza ed anche sul mutamento della pianta in generale, simbolo di vita. Diversi sono i benefici del Fico, cui si attribuiscono proprietà rimineralizzanti, emollienti ed espettoranti. A me ha suggerito dei versi in stile ‘poetico – filosofico’, sottoposti al giudizio di un amico che ha apprezzato. Ragion per cui li trascrivo nel blog, senza nessuna pretesa oltre la condivisione. Il Fico non si offenderà. EMOZIONI Il fico perde le foglie/io perdo la voglia/di fare, di brigare./La natura si prepara/a riposare: perché io/non lo dovrei fare?/Vedo la gente frettolosa,/per qualcosa che non ha/smaniosa: sarà l’età/oppure non so…/desidero pace e libertà/anche sentimentale/perché caricarsi/ di emozioni fa male./Mi attrae la leggerezza/della farfalla che sui fiori/volteggia lieve,/l’eleganza del gatto/in equilibrio sul muretto/sicuro di non cadere,/il pudore del fiore/che in silenzio muore./Finiamola qua/vado a riposare./Domani sarò ritemprata,/il mondo mi stupirà/e magari, prima o dopo/la guerra finirà.//🍀
Il giorno dopo (la presentazione)
“Serata intima e partecipata” è il commento quasi notturno di Lisa Frison all’incontro letterario di ieri sera, valorizzato dalla lettura espressiva di alcuni passi dal mio Ricami e Legami. “Grazie siamo stati tutti benissimo” è l’impressione a caldo di Adry che mi ha scattato una foto che “ti rappresenta pienamente” a dire di Pia. Infatti l’atmosfera era distesa e accogliente, da “salotto letterario” per l’inclusività e il calore. Mi aspettavo più persone – assenti i maschi, meno Sisto Manaigo che posta ottime foto sul web – meno toccati dal tema della genitorialità che coinvolge le donne in prima persona. Forse il buio che a novembre scende presto non invoglia le uscite. Comunque le persone presenti erano di livello, per me speciali: amiche, colleghe, simpatizzanti. Mariuccia è scesa da Belluno per me. Una sorpresa essere pubblicamente elogiata da Paola, insegnante e madre di tre figli piccoli. Ha ricordato l’appello delle emozioni che facevo in classe (lo avevo scordato) e l’attenzione all’attualità durante le ore di Cittadinanza. L’attualità è un mio cavallo di battaglia che nutre anche i miei post quotidiani. Lo ricorda il Consigliere Gianpietro Mazzarolo che introduce la serata, sottolineando la mia attitudine ultradecennale a scrivere romanzi e articoli che posto ogni giorno dal 2000 sul blog verba mea. Gli fa eco la Consigliera Novella Franciosi che vivacizza il ricordo degli Anni Settanta, sfondo del mio romanzo Passato Prossimo, ricordando il suo ingresso nel 1973 da giovane sposa a Castelcucco dove ha profuso per la comunità molte energie. Lucia Zanchetta, figlia di emigrante ritornato a Castelcucco dopo anni di lavoro in Venezuela, fa rivivere con nostalgia lo spirito di comunità della piazza dinamica del paese. Emozionata e lieta, a fine serata mi porto a casa un’Orchidea, due mini Stelle di Natale, perfino una piccola Limonera, con la soddisfazione di avere condiviso con un pubblico ricettivo un pezzo di passato per alleggerire il gravoso presente.
Dietro le quinte (di un evento letterario)
Oggi sono di fretta, perché devo prepararmi per l’incontro di stasera…sperando che ci sia qualcuno: malanni di stagione hanno già fatto delle vittime, sono arrivati freddo e nebbie, il tempo ha il suo peso. Dovrei essere quasi esperta, considerato che non è la mia prima presentazione. Ma condivido il pensiero di Giancarlo: i libri sono un po’ come dei figli ed è sempre un’emozione ‘metterli al mondo’. Guarda caso, in questo mio ultimo Ricami e Legami si parla anche di genitorialità, sebbene dalla postazione femminile. Cosa c’è dietro le quinte? Prima di tutto la sala che è del Comune, dove accedono altre associazioni. Mi compete un pizzico di attenzioni per accogliere gli ospiti: ho ordinato dei ciclamini per abbellire il tavolo dove si accomoderanno due relatori e la lettrice. Il punto dolente è trasportare i libri, che pesano: dove li metto? Tra borse di plastica e scatoloni, alla fine opto per delle cassette della frutta, meglio se colorate (mettono di buonumore), aggiungo un porta ritratti dove posizionare in bellavista una copia del romanzo da presentare e un quaderno per le firme di presenza. Un cestino con delle caramelle Caffarel ci sta, per addolcire eventualmente i presenti. Se scordo qualcosa, provvedo entro sera. A metà mattina passo in fioreria a prendere i fiori che carico nel bagagliaio: a questo punto basta portarli in loco dove mi aspetta la fida Lucia. Spostiamo un tavolo all’ingresso dove alloggiare le copie di Passato Prossimo mentre distribuiamo a gusto nostro quelle di Ricami e Legami sul tavolo della rappresentanza. A mezzogiorno l’ambiente risulta adattato all’evento e decidiamo di tornare a casa. Sto per dire a Lucia “Ci vediamo domani”… ho perso il senso del tempo! Sono un po’ stralunata: una cosa è scrivere, un’altra promuovere un evento. Vada come vada, siete tutti invitati!
Amica anti stress
Oggi 7 novembre si festeggia San Prosdocimo, vescovo di Padova, primo capo della chiesa locale nominato vescovo da San Pietro. Il suo nome significa ‘l’atteso’. Sul mio calendario però è segnato San Ernesto. Oggi è anche la Giornata mondiale contro lo stress. Ovviamente queste informazioni non le possiedo: le cerco sul web, così mi tengo in allenamento. Curioso sapere chi è nato in data odierna – un sacco di gente che non conosco – mentre conosco e frequento Marcella, un’amica anti stress che oggi compie gli anni. Un po’ di cronistoria: i miei genitori si sono trasferiti a Possagno da Cavaso quando avevo circa dodici anni, in una casetta dell’allora INA Casa in via Croce, precisamente la seconda. Nell’ultima, la sesta abitava Marcella, mia coetanea con cui legai subito. Alla sera sgattaiolavo fuori e andavo a salutarla, trovando molta accoglienza anche da parte dei suoi genitori. Il padre Carlo faceva delle ottime torte e Gentile un caffè che è rimasto memorabile. D’estate, da ragazzine prendevano il sole nell’orto (poetico). Si è sposata presto e le ho fatto da testimone. Quando è diventata mamma della primogenita Roberta, ho seguito il suo travaglio, accompagnato da lamenti e battute spiritose. Marcella infatti era ed è una persona estroversa e vivace, che affronta la vita ‘di petto’. Sa destreggiarsi in tutte le situazioni. Affidabile e riservata, su richiesta offre consulenza, ovviamente gratuita. Durante la mia convalescenza dopo l’intervento alle anche, ha corso al posto mio, senza risparmiarsi. Di recente, anche lei ha subìto l’intervento di artoprotesi, perché “voleva copiarmi”. Ci sentiamo e vediamo, senza importunarci. Si merita che le dedichi il post odierno. Buon compleanno, Marcella: prosit! 🥂
Passato Prossimo… e Presente
Riprendo in mano il romanzo Passato Prossimo, scritto in epoca prepandemica e rimasto silenziato dall’isolamento imposto dal covid. Siccome l’ho dedicato ai miei concittadini, intendo proporlo scontato venerdì 8/11 in seconda battuta dopo la presentazione dell’ultimo Ricami e Legami. Ambientato negli Anni Settanta a Castelcucco, restituisce un microcosmo dinamico con due locali in competizione, diverse attività e personaggi in carne e ossa: Angelo vende ortaggi a domicilio, Richeta il pesce, spostandosi con la bicicletta, Giovanni vende formaggi in piazza di venerdì, tornando dal mercato settimanale di Cavaso del Tomba, Pierina ha il panificio in un piccolo locale situato in un angolo della piazza, cuore pulsante della comunità. Mi piace andare al mercato e rileggere l’episodio ‘Mercato e Ambulanti’ a pag. 55 mi ha restituito il buonumore. Abito a Castelcucco dal 2000 e non ho conosciuto i commercianti descritti, ma ho potuto contare sulla testimonianza di chi li frequentava. Fonte fondamentale di notizie la mia amica Lucia, che mi ha raccontato la storia della sua famiglia. Il padre Angelo Giovanni Zanchetta, dopo una permanenza di sette anni in Venezuela, nel 1964 ritorna a Castelcucco che contava allora 1350 abitanti (oggi 2336) e preleva il locale in piazza, denominato ‘da Stocco’, frequentato in prevalenza da operai, mentre in quello ‘Alla Posa’ si fermavano le ragazze più belle del paese. I personaggi sono tutti reali, compresi quelli che ho intervistato: Lucia, Luisa, Claudio, Tiziano e Lina protagonisti delle ‘Testimonianze’ in fondo al libro. Per esigenze narrative ho inventato una storia d’amore e una d’amicizia. C’è motivo per sorridere, ma anche per riflettere: sono gli anni della guerra in Vietnam, del fenomeno delle ‘boat people’, della crisi petrolifera e dell’Austerity: non un periodo di rose e fiori. Però confrontato con quello che succede nel presente, il Passato Prossimo se la cavava meglio. Con l’augurio che la situazione migliori.
Ballando con le stelle
Nel mio lontano passato sono stata anche una ballerina di tango. Avevo circa trent’anni quando ho dato il meglio di me alla danza, approcciata da ragazza. Però il desiderio di esprimermi sulle note era iniziato molto prima, da bambina forse infatuata da qualche spettacolo in tivù. Negli Anni Sessanta, non abitando in città era impensabile iscrivere a danza una bambina, così mi sono presa la rivincita in gioventù, grazie anche a fortunati incontri. Per diversi anni ho frequentato di sabato un locale delizioso dove ho mosso i primi passi di liscio, sulle note di un’orchestra composta da abili musicisti, purtroppo ora estinta. Li ricordo tutti con molta simpatia, anche il cantante Luciano di cui mi ero un po’ ‘invaghita’. Di quel lontano e lieto periodo mi sono portata a casa un paio di coppe, vinte durante delle gare di tango e molti dolci ricordi. La premessa giustifica il mio interesse per il ballo e il programma Ballando con le stelle che alterno con Tu sì que vales di sabato sera. Peccato che entrambi secondo me durino troppo e succede che durante lo spettacolo mi addormenti. Colpa anche dell’età che avanza. Comunque rimane l’attrazione per il talento artistico variamente espresso. Non per niente la danza era rappresentata da una delle 9 Muse, divinità femminili della religione greca, figlie di Zeus e Mnemosine. Anche Canova ha rappresentato la danzatrice, ovviamente in stile classico. Comunque sia, ieri come oggi la musica offre la linfa per l’espressione corporea. La mamma di Letizia, una mia ex alunna ora 23enne, mi ha detto che la figlia, laureatasi in Scienze motorie si sta perfezionando a Milano in un ambito che riguarda la danza con i bambini. Una buona scelta, per educare all’armonia le nuove generazioni.
Election day
Manca una manciata di ore alla elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America, e sono in ansia. Non sono una politologa e nemmeno una profonda conoscitrice degli USA, però posso dire che non mi piacciono l’arroganza, la strafottenza, la comunicazione offensiva e chi le rappresenta. Faccio il tifo per chi si è fatto da solo, e meglio se è diverso perché consento così al mio spirito anticonvenzionale di emergere. Al tempo di Barack Obama, avevo assegnato una traccia in un compito in classe che era stato svolto sotto i migliori auspici. Anche Michelle, la moglie del Presidente rappresentava un valore aggiunto. Peccato davvero che quella stagione non si sia rinnovata. Adesso lei sostiene la candidatura di Kamala Harris che il concorrente ha definito “gattara senza figli”, andando di proposito a toccare una sfera intima. Non oso immaginare le bassezze a cui può ricorrere un uomo bramoso di potere, per di più pieno di danaro. Molte copertine di settimanali sono dedicate all’evento imminente che nella notte tra il 5 e il 6 novembre ci farà sapere come ha votato l’America. È chiaro che spero vinca Kamala, non solo perché è donna, parecchio più giovane dell’avversario, di bei modi, con un passato interessante. Per come sono messe le cose e non essendoci avversari altrimenti competitivi, non avrei dubbi a votare per lei, anche per voltare pagine, sperando in un cambio di rotta. Certo l’America è vasta, oltre che complessa, un contenitore di umori contrastanti, l’hard power e il soft power…il tutto e l’incontrario di tutto. In tanta varietà e confusione mi auguro che gli Americani non votino con la pancia e scelgano per il benessere a lungo termine. A cui è strettamente legato quello mondiale (aiuto!)
Nascere è ricevere tutto un universo in regalo
Sul quotidiano la Repubblica di venerdì, leggo l’articolo di Enrico Ferro a pag.16: “Bloccati in Argentina senza nostra figlia non torniamo a casa” che per tematica si collega al mio ultimo romanzo Ricami e Legami. Il fatto di cronaca riguarda una coppia italiana – un medico oncologo padovano e il suo compagno infermiere – fermata all’aereoporto di Buenos Aires con una bimba nata con la maternità surrogata il 10 ottobre scorso. In Argentina manca una legge specifica al riguardo. In Italia la Gpa (gestazione per altri) è diventata ‘reato universale’ il 16 ottobre scorso. La donna che ha dato alla luce la bambina ha 28 anni e sostiene di essere stata contattata su facebook. Nel mirino degli inquirenti argentini c’è l’agenzia a cui si sono rivolti i due uomini. Costo dell’operazione 5.500 euro, di cui solo una minima parte alla donna. Alexander Schuster, avvocato esperto in diritti riproduttivi ipotizza che “Tanti italiani saranno costretti a fuggire all’estero” e chi non ha altro modo per diventare genitore rinuncerà anche alla cittadinanza. Due estati fa, quando iniziai a scrivere il romanzo che presenterò venerdì 8/11 alle 20.30 in saletta ex Municipio di Castelcucco sapevo che l’argomento era spinoso e ho scelto di non affondare la lama. Persuasa tutt’oggi che la famiglia sia dove regna l’amore, non ne farei una questione di come uno nasce, ma piuttosto perché. Dare la vita è un’esclusiva femminile, non scontata né obbligatoria. Conosco donne intristite per non essere diventate madri, ma so di madri tutt’altro che materne dopo aver assunto il ruolo. Come diceva ‘L’Oriana’ (Oriana Fallaci) “Essere madre non è un mestiere, non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti altri”. Dovrà farsene una ragione anche Paulina, la protagonista del mio romanzo che è costretta a sospendere il suo progetto di vita a causa della guerra scoppiata in Ucraina. Sul dopo ho steso un velo di silenzio, in attesa della pace.
