Giornata partita male: mi sveglio presto e piove a dirotto. Avrei fatto meglio a restare a letto, anche in considerazione che oggi è la Giornata Mondiale del Sonno/World Sleep Day. Invece mi alzo, corrucciata perché manca il sole. Sono dubbiosa sul prosieguo della giornata e dopo colazione mi metto al computer: Ben, Rex, Flavio e Mariuccia mi tengono compagnia. In realtà è come se scrivessi una storia a sei mani, perché di uno filtro i vocali e della sorella i messaggi. Ho tracciato il percorso di una storia di cani, Ben e Rex appunto che passano dal canile alle cure amorevoli delle persone. La novità del soggetto mi stuzzica e spero ne uscirà qualcosa di buono. Verso le nove – piove ancora – qualcuno suona il campanello: è Reginaldo che mi porta due uova di una gallinella che va a deporle tra le sue balle di fieno. Sono piccole e bianchissime, un dono della natura. A metà mattina si può uscire, ma con l’ombrello. Capatina al bar e rapida occhiata al quotidiano locale dove scarto tutti i titoli dei servizi, senza trovarne uno meritevole di post. Una cliente mentre sorseggia il caffè confida che col brutto tempo il cane “sa da freschin” espressione dialettale veneta, intraducibile al momento in italiano, se non con “odore di pesce non fresco” e “odore da canali quando l’acqua è bassa”. Interpellata, opto per “sa un odore sgradevole” ma convengo che non è la stessa cosa. Mi piace quando il bar si veste da biblioteca. Passo in cartoleria e prendo la Repubblica con annesso settimanale, di recente innovato ma non in meglio, a mio dire. Torno a casa e non piove più. Sbircio nel vaso di fiori sotto il portico e noto che sono sbocciati tre Giacinti gialli e uno rosa. A loro la pioggia ha fatto bene. E loro fanno bene al mio umore. 🪻
Autore: Ada Cusin
Lego, non solo giocattoli
Sarò sincera: da bambina non ho mai giocato con i mattoncini Lego che però ho comperato per mio figlio oltre trent’anni fa. Tra gli articoli visionati stamattina di corsa al bar, mi attrae quello dal titolo: Lego, mattoncino tutto d’oro La nuova vita con tech e arte accompagnato dalla foto di un mattoncino del set Girasoli ispirato a Van Gogh, nato dalla collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam. La didascalia della foto dice testualmente: “Le costruzioni Lego si sono evolute da semplici giocattoli fino a diventare sculture o riproduzioni di famosi dipinti”. Per me è una cosa più che buona, quanto mi sarebbe piaciuto giocare da bambina con questi mattoncini! Non so se è un caso che la foto di un girasole, da me fotografato anticipi i miei post quotidiani. Ho avuto il piacere di fotografare degli esemplari che rincorrono il sole vicino casa ed anche di riceverne un mazzo in omaggio, durante la presentazione di un mio libro a Cavaso del Tomba, esperienza di anni fa che ricordo con piacere. Tornando alla Lego, i mattoncini hanno regalato al colosso danese un anno d’oro con l’aumento significativo dell’utile netto. Non mi sorprende che la capacità produttiva si sia espansa negli stabilimenti esistenti in Messico, Ungheria e Cina, con nuove fabbriche in Vietnam e negli Stati Uniti. In Italia, Il negozio Lego più grande, con una superficie di 270 metri quadri si trova a Milano. Nelle vetrine sono esposte le sculture di Riccardo Zangelmi, unico scultore ufficiale della Lego in Italia. Il più grande negozio Lego al mondo si trova a Sydney dove ha festeggiato il suo primo compleanno lo scorso novembre. Dirò a Manuel di farci una capatina… e magari farmi sapere le sue impressioni. 🌻
Tulipanomania
Sento per televisione parlare della fioritura dei tulipani nel Parco Giardino Sigurtà, a Valeggio sul Mincio (VR), a 8 km da Peschiera del Garda. Ci andai con mia mamma diversi anni fa, grazie a una gita organizzata. Era maggio e faceva caldo. L’attrazione di entrambe per i fiori meritava il sacrificio della coda all’ingresso e la fatica della lunga camminata attraverso le varie zone dedicate. Data l’età avanzata, lei prese il trenino. È stata una bella esperienza, un’immersione nella natura, nonostante qualche disagio. Un po’ di storia del Parco Giardino: deve il nome alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurtà, industriale farmaceutico. Egli nel 1947 acquistò una tenuta di 50 ettari che trasformò in Parco Giardino e nel 1978 la aprì al pubblico. Ha una superficie di 600.000 metri quadrati e si estende ai margini delle colline moreniche, nelle vicinanze del lago di Garda. La durata media della visita è di mezza giornata, il prezzo del biglietto Adulti di € 18. Il periodo migliore per visitarlo è l’autunno, ma è dai primi di marzo che si può assistere alla Tulipanomania: un milione di tulipani di varie forme e colori fioriscono, distribuiti in zone diverse per sorprendere il visitatore. Pianta originaria dell’Asia centrale, venne introdotta in Olanda nel XVII secolo, grazie al botanico Carolus Clusius che piantò i primi bulbi nei suoi giardini a Leida. Non a caso, la maggior parte delle specie proviene dai Paesi Bassi. Il tulipano è uno dei miei fiori preferiti, forse il primo della lista: con il calice che si apre al mattino e si richiude la sera, rispecchia un po’ il mio temperamento, aperto e riservato a un tempo. Che non abbia profumo è anche meglio, dato che sono molto sensibile agli odori. Per la simbologia, pare che il tulipano sia il simbolo delle relazioni perfette ed equilibrate. Attendo con ansia che fioriscano i miei tulipani in giardino: gialli, rossi e viola. 🌷
DIPINTO CONTESO
In questo periodo di perturbazioni mondiali, accantono l’attualità sconcertante e presto attenzione a ciò che riguarda il mondo dell’arte. Sfogliando i quotidiani di oggi al bar mi cattura una notizia che poi leggo anche sul tablet: Trovata una Madonna del ‘500 rubata a Belluno, ma la proprietaria inglese non vuole restituirla. Il dipinto, opera di Antonio Solario (1465 circa – 1530), pittore di scuola veneziana, era stato sottratto al Museo Civico della città veneta nel 1973. Venduto in Gran Bretagna al barone de Dozsa, si trova ora a Norfolk e Barbara de Dozna, vedova del barone se ne professa “legittima proprietaria”. Nonostante le pressioni dell’Interpol e dei Carabinieri italiani, le operazioni di rimpatrio dell’opera sono rallentate. Acquistato nel 1872 dal Museo Civico di Belluno, l’opera è rimasta nella città veneta fino al 1973, quando fu trafugata da una banda di ladri insieme ad altre opere, alcune recuperate poco dopo in Austria. Ma non la Madonna con bambino, acquistata in buona fede dal barone (sulla buona fede magari avrei qualche dubbio). Ci sarebbero gli elementi per scrivere un racconto giallo, fors’anche un romanzo. Del resto non è la prima volta che succede e mi auguro che l’opera contesa ritorni dove era in origine. Non sono un’esperta d’arte, tuttavia sono attratta dalla bellezza della natura e delle opere umane. In via teorica, accanto al Liceo classico frequentato da ragazza, suppongo che mi sarei sentita a mio agio anche in quello artistico. Adesso rimedio alla mancanza, coltivando il bello in tutte le sue declinazioni. Il quadro mi trasmette una doppia sensazione: di equilibrio e di serenità, frutto anche delle tinte combinate di giallo e di viola. Il volto della Madre di Dio è dolce, quello del Bambino umano. Nel riquadro sullo sfondo si nota un paesaggio con un ponte, sicuramente metafora di qualcosa. Chissà dove il barone e consorte hanno posizionato il dipinto, immagino in una zona privilegiata della loro aristocratica dimora. Non ho argomenti per convincerli che l’Arte è patrimonio di tutti. Trovo grande attualità la frase di Gianluca Sonnessa “L’arte non può salvare il mondo, ma forse può convincere le persone che qualcosa da salvare è rimasto”.
Insegnare oggi
C’è da rabbrividire a leggere certe notizie, come l’aggressione ai danni del professore di musica Sergio Orlandi, 60anni, da parte di uno studente 14enne, ripetente, insieme a uno studente più grande a Inzago (Milano). Picchato in piazza per vendetta perché giorni prima lo aveva allontanato dall’aula. Orlandi, che è anche un jazzista di fama, intorno a mezzanotte dopo un concerto stava salendo in auto quando è stato aggredito con calci e pugni, riportando la frattura scomposta di setto nasale e mascella, oltre a numerosi lividi, con una prognosi di venti giorni. È successo la sera tra il 28 febbraio e il primo marzo; il docente ha sporto denuncia ai Carabinieri e la Procura per i minorenni ha quindi aperto un fascicolo. Mi turba ciò che succede a scuola che è stato il mio ambiente di lavoro per oltre trent’anni. Alunni difficile ce n’erano anche allora. Un mio studente aveva scagliato il banco contro il collega di sostegno e un quintetto di rivoltosi in una terza media faceva il bello e il brutto tempo. Però adesso il clima è alquanto peggiorato e si è allentata l’intesa con i genitori. Al professore aggredito sono arrivati messaggi di conforto e di solidarietà da allievi e colleghi… ma non dai genitori dell’aggressore. Reazione scontata e triste. Piuttosto di interrogarsi sull’educazione impartita, cercheranno scusanti per il figlio violento. Riconosco che sono stata fortunata a esercitare il mio lavoro in tempi meno sgangherati degli attuali; accolgo impotente le confidenze di colleghe all’inizio della carriera, ma anche prossime all’uscita costrette a desteggiarsi tra mille difficoltà. L’energia profusa nel mantenere il timone della didattica meriterebbe ben altra considerazione dai vertici. Certo non è obbigatorio fare l’insegnante; nemmeno subire angherie da parte degli allievi.
Oggi, gastronomia!
Avremo tempo brutto per tutta la settimana, parola del Colonnello Francesco Laurenzi che annuncia ben sette perturbazioni. Siamo in Primavera, dal punto di vista meteorologico esistono due stagioni: quella calda e quella fredda. La domenica odierna si presenta ‘sfocata’: pazienza, non può sempre fare bel tempo e la terra ha bisogno di acqua. Ne approfitto per trasformarmi in una brava cuoca, stimolata da una ricetta che sbircio sul tablet: zucchine ripiene “facili e sfiziose”, aggettivi molto accattivanti. Un sinonimo di sfizioso è stuzzicante, che di per sé conquista mentre sulla facilità azzardo qualche dubbio. L’ortaggio è molto presente nella mia dieta, spesso in compagnia di patate e carote che cucino al vapore. Non è la prima volta che faccio le barchette di zucchine gratinate, con la carne lessa macinata, che oggi sostituisco col tonno e aggiunta di olive, capperi, ricotta. Sono in cucina con Pepita che lecca il fondo della scatoletta di tonno al naturale (Fiocco è fuori, impossibile preparare pietanze con lui presente), mentre io riempio le mezze zucchine con l’impasto realizzato. La ricetta prevede anche pomodorini che non ho, per me va bene comunque. Non ho ospiti a pranzo e degusterò da sola il risultato. Se è ok, lo fotografo e lo giro a un paio di persone che potranno complimentarsi, bontà loro. Una spolverata di pan grattato e poi in forno per circa venti minuti. Mi giro un attimo, per prendere un utensile… e la dolce micetta sta leccando una zucchina! Beh, almeno lei gradisce! Rimedio all’intemperanza e vai con la cottura. Nel mentre è uscito un pallido sole e ne approfitto per raccogliere qualche fiore sbucato in giardino. Mi sovviene che un argomento del blog, a suo tempo selezionato è ‘Fiori e Frutti’, pertanto decido di scriverci il post odierno, accantonando l’attualità.
8 marzo 2025
Ho una poltroncina di giunco che uso fuori, sotto il portico durante la bella stagione. Sabato soleggiato: mi concedo la lettura col sole che scalda la pelle, mentre i canarini cantano e il gatto scorazza su per l’albicocco in fioritura. La sua natura gli concede di saltare spericolato da un ramo all’altro, la mia di passare da un argomento all’altro, senza pressioni e diversità di opinioni. Oggi è giornata di omaggio al genere femminile, cui appartiene anche la Natura, compagna discreta e preziosa delle mie giornate. Se avessi potuto scegliere la data di nascita, sarebbe stata questa; 8 è un numero simbolico importante e marzo è un mese di temperamento. Mia madre ci è andata vicino, visto che il mio giorno natale rincorre la primavera. È noto cosa successe l’8 (in realtà il 25) marzo 1911 nella camiceria Triangle di New York dove perirono 146 persone, di cui 123 donne per la maggior parte immigrate italiane ed ebree. Rivolgo un pensiero di compassione a tutte le donne vittime sul lavoro, di ieri e di oggi, da estendere alle troppe vittime della violenza privata, della guerra, della malattia. Penso a mia nonna Adelaide che perse due figlie giovinette a causa del tifo, e a mia madre Giovanna che a 14 anni dovette farle da madre per diverso tempo. Piuttosto dei baci e dei cioccolatini, mi auguro che le donne ricevano belle parole, collaborazione, carezze e sorrisi, che pare siano anche salutari per il benessere psico-fisico. Poi ognuna nel privato sa dove orientare l’augurio. Quelle grandi come me – qualcuno direbbe vissute, ma io mi dissocio – sanno che la vita non è tutta rose e fiori. Perciò, care Amiche, Colleghe, Compagne di scrittura, Lettrici, Commentatrici… godiamo ciò che Madre Natura ci dona. Buona vita e sereno 8 marzo! 🌻
“L’Europa si sta salvando da sola”
“E’ arrivato il tempo per l’Europa di camminare sulle sue gambe”: è l’espressione efficace usata da Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo al vertice di Bruxelles. La trasmissione Agorà di stamattina mi rinfresca le idee riguardo il Vertice Europeo sulla sicurezza. Eletta dopo la scomparsa del Presidente David Sassoli di cui ha raccolto l’eredità, ai deputati ha dichiarato: “l’Europa rappresenta tutti noi che ci difendiamo l’un l’altro, che avviciniamo i nostri popoli”, nel contesto di un discorso a mio dire di grande attualità. Il vertice Ue è terminato: sostegno unanime al piano sul riarmo in Europa. Quindi unanimità su difesa, approvate conclusioni su Ucraina senza l’Ungheria che si è “isolata”. Nella dichiarazione a 26 sull’Ucraina, il Consiglio europeo “Sottolinea che l’Europa deve diventare più sovrana, più responsabile della propria difesa e meglio equipaggiata per agire e affrontare autonomamente le sfide e le minacce immediate e future, con un approccio a 360 gradi”. Seguo di sghimbescio la politica. Da letterata, presto più attenzione agli scrittori. Leggo con interesse l’intervista di Annalisa Cuzzocrea a Erri De Luca “Mi sento più europeo di prima non dobbiamo dividerci” a pag. 17 del quotidiano la Repubblica. Il noto scrittore, giornalista, poeta napoletano si aspetta l’insorgere di contributi da parte di artisti “che sono il sintomo sicuro di nuovi fermenti sociali”. La sua visione è che l’Europa, dopo l’invasione russa dell’Ucraina si sia ritrovata, accogliendo milioni di profughi e adottando l’Ucraina nell’area comune. “l’Europa si sta salvando da sola” è un confortante pensiero che mi auguro venga dimostrato nei fatti. Richiesto di esprimersi su Musk e Trump risponde: “Il fenomeno Musk è passeggero” mentre il tycoon “È un uomo di affari che usa la politica a suo vantaggio”. Siamo tutti in ansiosa attesa della crescita civile dei comportamenti responsabili. 🍀
‘Miseria e nobiltà’
Giovedì di mercato locale: non mi serve niente, ma esco lo stesso dato che è soleggiato. Diverse piante di Mimosa davanti al banco dei fiori, anche Ranuncoli e Garofanini profumati. Sono tentata di acquistare qualcosa ma rinvio, perché a fine settimana è previsto maltempo ed è più prudente aspettare che la bella stagione prenda piede. Procedo fino al bar, per dare un’occhiata al quotidiano se libero. Prima delle dieci può essere. Infatti sembra che il Corriere mi stia aspettando sul bordo di un tavolo. Lo piglio e mi ritiro nella stanzetta quasi riservata adiacente alla sala, per leggere in santa pace, che è un eufemismo perché gli avventori, sia uomini che donne sembrano tutti sordi. Non me ne faccio una ragione: penso che il lavoro a scuola mi abbia resa amante del silenzio e dovrei frequentare più le biblioteche dei bar. Mi butto sulle pagine, sfiorando le notizie di politica e affini. Leggo con interesse un articolo di Papa Bergoglio sulla morte che dovremmo farci amica. Poi mi soffermo su un trafiletto a pag. 25 che riporta notizie di cronaca in breve: Furto a PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici a Cassina de’ Pecchi, a circa 16 km a nord-est dal centro di Milano. Il proprietario, Nico Acampora stima la somma dei danni sui 7.000 euro, tra vetrata in frantumi, porte sfondate, furto di soldi (mance comprese), due computer. Nella devastazione del locale, tra una montagna di vetri rotti, uno dei ragazzi dice: “Speriamo che non si siano fatti male”. Chilometrica la distanza tra chi riesce a preoccuparsi per un anonimo vandalo e chi ha vandalizzato il locale. “Non c’è più ritegno” sintetizza il fondatore. Totale solidarietà a lui e ai suoi aiutanti speciali che eccellono in umanità.
Tempo di giardinaggio
Da qualche giorno sto lavorando in giardino, non da sola ovviamente. Mio figlio giorni fa ha provveduto alla potatura della vite di uva fragola, delle rose e dell’albicocco per la parte che sopravanza l’ingresso di servizio del vicino. Quando nel 2000 venni ad abitare nella casa che occupo, non c’erano altre abitazioni e la piantumazione degli alberi da frutta, allora piccoli è stata a ridosso del confine. Nel mentre le piante sono cresciute… ed anche le abitazioni. Non avendo esperienza al riguardo, ho scoperto che l’esterno – cui peraltro mi sono affezionata – richiede molta manutenzione. E siamo solo all’inizio della bella stagione. Reginaldo, mio coetaneo e compagno delle elementari, mi dà un grande aiuto a sbrigare le faccende più impegnative. Io preferisco occuparmi dei fiori, sia quelli spontanei che quelli sopravvissuti all’inverno o comperati. I pansė continuano a rallegrare con le nuance blu, mentre fanno capolino tra il fogliame i fiorellini rosa di una pianta grassa di cui mi sfugge il nome. Sotto al glicine occhieggiano le viole, qualche timido narciso è sbucato qua e là e attendo che riappaiano i tulipani. Stamattina ho visto i rami più alti dell’albicocco tingersi di rosa e li ho fotografati. Anche dentro casa qualcosa si muove. La clivia, comperata due settimane fa ancora chiusa ha emesso una corolla di fiori arancioni che sono un vero spettacolo. Mi viene spontaneo parlarle per ringraziarla di tanta bellezza. Ritengo che si meriti almeno una poesia. Più tardi ci provo.
