Oggi è domenica: respira, rallenta e lascia spazio alla gratitudine. È un bel consiglio che ho trovato tra “Le frasi del buongiorno”. Oggi è la 62esima Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni e La Festa della Mamma (che inizialmente cadeva il giorno 8). Quando la vocazione religiosa e quella genitoriale sono scelte di vita, credo che la gratitudine ci stia tutta. Quello che importa è lo spirito di dedizione agli altri, che siano consanguinei o meno. Sul ruolo di mamma potrei scrivere un libro, ma non ci penso proprio. Sul piano della fotocopiatrice in studio ci sono due foto: quella di mia madre Giovanna e quella che mi ritrae insieme a mio figlio bambino sulla gradinata del Tempio del Canova (allora abitavo a Possagno). Sento che devono stare insieme, perché riassumono il ruolo che entrambe abbiamo interpretato, con buona pace dei risultati. Diversi contati femminili non hanno generato, tuttavia sono dotate di spirito materno ammirevole. Vale anche il contrario, laddove ci siano dissapori o troppo amore tra madri e figli. Una persona di chiesa cattolica ha molti figli spirituali, suppongo molte più possibilità di sbagliare ma anche di essere amata. Non so se il calo delle vocazioni religiose sia da attribuire anche alla gestione della prole. In ogni caso, la gratitudine è un sentimento che merita di essere riabilitato in ogni ambiente, sia privato che pubblico. Rallentare, come da consiglio iniziale non può che favorire la consapevolezza, base per un rinnovamento. Chiudo in Poesia con una filastrocca del grande Gianni Rodari: Per la mamma Filastrocca delle parole:/si faccia avanti chi ne vuole./Di parole ho la testa piena,/con dentro “la luna” e “la balena”./Ma le più belle che ho nel cuore,/le sento battere: “mamma” , “amore”.// 💞
Mese: Maggio 2025
Critica sì e critica no
Sabato mattina sempre di corsa. Per fortuna trovo lo spunto per il post dalla parrucchiera, sfogliando sotto il casco il settimanale Oggi che la gentile Lara si premura di darmi. D’abitudine, comincio sempre dalla fine e poi la lettura procede verso l’interno, fino a leggere le pagine iniziali per ultime. Talvolta devo stringere, per motivi di tempo: così fotografo col vecchio Nokia la pagina su cui intendo concentrarmi per scrivere il pezzo che intendo postare. Mi cattura l’articolo di Luigi Garlando intitolato: L’ultimo “messaggio” di Francesco, impostato come un dialogo tra un padre e una figlia. Pretesto del discorrere è la polemica sulla tomba di Papa Francesco, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, relativa al distanziamento di alcune lettere del nome Franciscus inciso sulla lapide. Non ne sapevo nulla e non avevo notato. In sintesi tra la R e la A e tra la A e la N c’è troppo spazio: agli occhi di qualche acuto osservatore, l’imperfezione ha suscitato clamore. La provocazione dell’articolista è accattivante: “E se invece fosse un errore voluto da Bergoglio per ricordarci che dobbiamo andare oltre l’apparenza?”. Di certo Francesco non badava all’eleganza e tantomeno alla forma. Lui era un Pastore di sostanza e la scritta formalmente imperfetta potrebbe anche averla pianificata. Certo che il capo della Chiesa è sempre sotto gli occhi di tutti, sia da vivo che da morto. Il nuovo Pontefice ne avrà di gatte da pelare. La critica può essere un utile strumento di correzione, purché sia costruttiva e non si adagi sulla superficie.
Giornata storica
Fumata bianca in Piazza San Pietro alle 18.08 di giovedì 8 Maggio, giorno della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei. Una persona intervistata dice che l’8 è un numero religioso. Può essere, io so che rappresenta l’infinito. Sto al computer, col televisore acceso, quando la musica cambia. Sento una certa concitazione e mi piazzo davanti video dove leggo: HABEMUS PAPAM. Un brivido mi prende e mi emoziono. Scambio concitato di vocali con Lucia (di rado uso il vocale), mentre sento le campane suonare a festa e noto che spunta il sole al tramonto. Un miliardo e 400.00 cattolici hanno il nuovo pastore. Più di centomila persone in Piazza San Pietro. Segno di unità del Collegio di 133 cardinali che la nomina sia avvenuta il secondo giorno del Conclave, alla quarta votazione. Papa Francesco è morto il 21 Aprile, oggi è stato nominato il successore di Pietro, pastore della Chiesa universale. La piazza San Pietro esulta, con grande sventolio di bandiere di tutti i colori e le forme. Gli occhi del mondo sono puntati sulla Loggia delle benedizioni, compresi i miei. Alle 19.12 l’annuncio: Habemus Papam: cardinale americano Robert Francis Prevost, missionario, col nome Leone XIV. Una scelta sorprendente. Apprendo che è nato a Chicago da genitori americani nel settembre 1955, quindi tra quattro mesi compirà 70 anni. I suoi nonni erano immigrati spagnoli e francesi. Laureato in matematica e filosofia, ha la passione per il tennis. “Vediamo come se la cava con l’italiano” dice un giovane al microfono della giornalista. Alle 19.23 il nuovo Papa si affaccia alla Loggia: ha un volto sereno ed è visibilmente commosso. “La pace sia con tutti voi” sono le sue prime parole in buon Italiano. Augura una pace “disarmata e disarmante…aiutateci a costruire ponti”. Usa la parola pace per nove volte. Si rivolge in spagnolo alla diocesi di Chiclayo in Perù dove è stato missionario. Ricorda la Madonna di Pompei e invita a pregare l’Ave Maria, cosa che mi intenerisce. Infine la benedizione in latino. La telecamera lo coglie visibilmente commosso. Alcuni quotidiani oggi titolano: Il Papa americano – Il Papa dei due mondi – Un Papa per la Pace. Auguri e buon lavoro, Papa Leone XIV!
Incontro con Rex
Valeva la pena fare un viaggio nell’Agordino, di per sé meta paesaggistica attraente. Ma l’obiettivo ha un nome: Rex, il cane kazako arrivato lo scorso febbraio a Taibon grazie a Flavio che ha trovato in Tania la giusta destinataria. Le premesse che si trattasse di un “angelo peloso” non erano esagerate. Io non sono una cinofila, però mi sono emozionata mentre lo accarezzavo e mi leccava le dita. Una creatura scesa dal cielo sulla terra, per emanare bontà e benessere. Non abbaia quasi mai: ascolta, osserva, gioca, ama. Il suo sguardo – il muso è di un pastore australiano – concentra il passato di sofferenza e condensa la fiducia nel futuro. Ecco il resoconto del viaggio. Pantenza tranquilla, fermata a metà strada per sentire scrosciare il torrente Cordevole. Ma è nuvoloso e il tempo non induce a trattenersi. Procediamo fin quasi alla meta, dove sorge il primo e unico problema: un sacco di vie e insegne riportano il nome/cognome Soccol, che è anche quello di Tania. Gianni, l’autista/pilota delega la consorte Lucia a interpellare il navigatore che non collabora. Per un po’ giriamo a vuoto, finché imbocchiamo la strada giusta, che assomiglia a un tornante. Vediamo la casa rosa, incastonata nel verde come una dimora delle fate. Finalmente siamo a destinazione. Tania ci viene incontro gioiosa e ci fa strada (in montagna è tutto stretto e alto). Dentro ha realizzato un museo domestico con svariate opere, perché trattasi di un’artista eclettica, tra l’altro grande ammiratrice di Vincent Van Gogh. Ma il capolavoro è lui, Rex! Lo tra le mani e gli parlo. Praticamente non mi lascia più. Dimena la coda a pennacchio e si divide tra me e Tania, mentre la solerte Lucia scatta qualche foto. L’emozione del suo abbraccio mi accompagna per il resto della giornata che prevede una puntatina a Canale d’Agordo per salutare Mariuccia, ‘in servizio’ da Ben perché il fratello Flavio è ripartito per il Kazakistan giusto stamattina. Ci troviamo al bar dove ci raggiunge anche Adriana, la ‘zia’ di Ben, lei sì cinefila e appassionata di gatti: quattro donne che dialogano cordialmente. Sisto, marito di Mariuccia è assente giustificato, in quanto fa compagnia a Ben. Gianni si defila e lo recuperiamo in macchina dopo una mezz’oretta, pronto per rimettersi al volante, da bravo pilota. Piove con decisione. Ma il cuore canta.
Calla o Giglio del Nilo
La Calla è uno dei fiori più eleganti che esistano. Il suo nome significa ‘bello’ ed è un simbolo di prosperità e di bellezza materna. Si racconta che i suoi fiori siano nati dal latte materno di Era, dea della creazione e della terra. Nella mitologia, quello stesso latte materno ha dato origine alla Via Lattea che vediamo in un cielo stellato. Nella mitologia romana, la Calla è simbolo di virilità e di amore passionale, per la forma dello spadice al centro del fiore. La sua forma a imbuto e l’odore gradevole le conferiscono un inestimabile pregio nel mondo floreale. Originaria del Sudafrica, fiorisce da metà primavera a inizio estate, ai bordi di laghetti, stagni e ruscelli. I fiori sono utilizzati anche recisi e si mantengono freschi per molti giorni. Le foglie sono grandi e verdi, a forma di freccia. I giardinieri dei primi del ‘900 chiamavano la Calla “Il fiore della linearità modernista” perché, con le sue linee composte e semplici, interpretava perfettamente l’idea di sobrietà. La Calla divenne così il simbolo del periodo Liberty. Io amo tutti i fiori. Anni fa, a Caorle ho fotografato una bellissima Calla, cercando di coglierla da sotto. Ne è scaturita una poesia che ho inserito nella mia raccolta Natura d’Oro che riporto. Calla La tua forma/rammenta/un calice d’eleganza/un cocktail di prelibatezza/un battistero naturale/dove immergere/pensieri grigi/e prelevare/una collana di perle.//Su Instagram ho postato il quadro di Noè Zardo che ha dipinto un gruppo di Calle Soavi, utilizzando “i pastelli acrilici abbracciati dai preziosi oli”, perché un pittore è anche un poeta.
Analfabeti di ritorno
Sono autodidatta nella ricerca di notizie. Con un po’ di esperienza alle spalle, mi sono attrezzata per velocizzarne il trasferimento: in pratica, fotografo l’articolo che mi interessa, poi a casa lo rileggo e lo lavoro secondo le mie intenzioni. Ma il vecchio tablet che uso come block notes e videocamera deve essere caricato, cosa che mi scordo così succede che lo trovi scarico. Perciò ritorno alla carta e penna. L’argomento è ‘ghiotto’ per una che scrive. Lo trovo a pagina 29 del Corriere odierno, a firma di Paolo Di Stefano, col titolo: “La lingua perduta dei professionisti” che il giornalista identifica in avvocati, ingegneri, architetti, medici… gente colta che non dovrebbe essere oggetto dell’analfabetismo di ritorno, di cui parlava nei suoi testi il linguista e già ministro della pubblica istruzione Tullio De Mauro (Torre Annunziata, 31/3/1932 – Roma, 5/01/2017) dal 2000 al 2001 nel governo Amato. Ho usato e apprezzato da universitaria un testo del De Mauro che custodisco in libreria. (Il fratello Mauro, giornalista scomparve la sera del 16/9/1970, rapito da Cosa nostra, alla vigilia di uno scoop che avrebbe fatto tremare l’Italia). In sostanza, il professor Tullio sosteneva che uno sviluppo adeguato dell’istruzione fosse un problema per la democrazia. Aiuto, vorrei non fosse vero. Comunque si moltiplicano libri che svolgono una funzione di resistenza e di sostegno delle basi linguistiche. Proprio oggi è in uscita ‘La lingua verde’ di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota per Rizzoli. Senza temere neologismi e anglismi i due linguisti mettono alla prova il lettore con quiz, consigli, esercizi su accenti, apostrofi, concordanze eccetera, perché “non è mai troppo tardi” per gli analfabeti di ritorno e per chi vuole migliorare la lingua Credo che lo comprerò. ✍️
Vite spezzate
Ci sono delle notizie che mi lasciano esterrefatta (sconcertata, trasecolata) per l’alto tasso di incoscienza. So che il male esiste dai tempi di Caino, ma in alcune circostanze sembra che le vittime, spesso giovanissime se se lo vadano a cercare. Penso ai tre ventenni – Luigi, Sara e Karina – morti sabato in provincia di Brindisi nella Porsche a noleggio che sfrecciava a 250 km orari. Chissà se le ragazze erano spaventate oppure eccitate dalla folle velocità. C’è quasi da augurarsi che fossero ‘brille’ e non si siano rese conto che andavano incontro alla morte. Ma penso anche ad Alessandro, 22anni colpito da un coetaneo con quattro fendenti, tre al torace e uno all’addome che lotta tra la vita e la morte. Successo a Castelfranco Veneto, a due passi da casa ieri mattina, fuori dal locale Playa Beach dove era andato per divertirsi. Dramma nato a causa di una discussione per il posto prenotato con un gruppo di ragazzi di origine nordafricana. La lite è culminata con l’omicidio di Lorenzo, 20 anni, residente a Trebaseleghe. La parola ‘divertimento’ coniugata con ‘morte’ fa rabbrividire. La sindaca di Trebaseleghe, Antonella Zoggia parla di “Vuoto educativo e relazionale”. Il sndaco di Castelfranco, Stefano Marcon propone azioni “Per contrastare la violenza”. L’interrogativo sul disagio giovanile va esteso a tutte le entiàtà educative, a partire dalla famiglia. “Dobbiamo lavorare tutti assieme per capire le ragioni e poi individuare soluzioni che possono passare solo attraverso il dialogo”. Nulla da eccepire. Però dialogare deve iniziare molto presto, direi perfino dalla culla. Perché poi si scontra contro un muro di silenzio. Oppure di cemento.
Tempo di fragole
Ho assaggiato la prima fragola delle piantine messe in vaso qualche settimana fa: grossa, rossa, deliziosa. Ne ho altre in fioritura nell’angolo destinato all’orto, piuttosto indietro di maturazione. Senza ombra di essere smentita, non c’è paragone con quelle comperate al supermercato, e buttate dopo un paio di giorni perché marciscono. Dal latino ‘fraga’ che a sua volta deriva dal verbo ‘fragare’ che significa ‘avere un buon profumo’ legato al profumo piacevole che emana. Il nome botanico è ‘fragaria’ pianta da frutto della famiglia delle Rosaceae. Sebbene non venga mai menzionata nelle sacre Scritture, viene comunemente ritenuta un fiore del Paradiso e compare spesso nei dipinti rinascimentali. Nel linguaggio dei fiori, può esprimere stima e amore. La fragola, oltre che bella è anche nutriente. Appurato che è un falso frutto – deriva da un fiore che aveva più pistilli – è ricca di vitamine, soprattutto la C che supporta il sistema immunitario e la vitamina A, importante per la salute della vista e della pelle. È anche ricca di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia, senza contare i flavonoidi e gli antiossidanti che favoriscono il riposo notturno. Curiosando nel web, leggo che “100 grammi di fragole contengono 30 calorie, 153 mg di potassio, solo 1 di sodio e se sono mature e c’è la luce giusta almeno 120 ‘mi piace”. Per chiudere in bellezza, pardon in dolcezza sul tablet adocchio la ricetta: “Mini tiramisù alle fragole, dolce velocissimo senza cottura”. Impossibile resistere!
Compleanno…recuperato! 💐
Mi sento in colpa, vergognosamente in colpa: ho dimenticato il compleanno di Lisa, che era quattro giorni fa. Lei, creatura discreta e dolce non me l’ha ricordato e io ci sono cascata. In effetti il 29 mi ricordava qualcosa, ma in questo periodo sono presa da storie di cani. Anche lei ne ha una, Nina, una bassottina nera che è un amore, soprattutto da quando in casa è entrata Viola, una gattina recuperata qualche mese fa da Roberta, la sorella, più di là che di qua. È evidente che condivido con le due amabili sorelle l’amore per gli animali e per i fiori. Infatti la loro casa è un garden domestico curatissimo, innestato dall’amore per la natura di Bruna, la loro mamma che ho avuto il piacere di conoscere. Comunque l’incontro con Roberta risale a qualche anno fa ed è stato favorito dalla letteratura. È andata così: andavo a Savona per la premiazione del Concorso Letterario Insieme nel Mondo, viaggio piuttosto lungo con partenza da Castelfranco, dove conosco Lisa diretta a Como. Lei mi dà subito una mano, perché sono piuttosto impacciata a destreggiarmi tra orari, cambi, pensiline e quant’altro. La cosa rassicurante è che tornerà tre giorni dopo, giusto come me che facevo quel viaggio per la prima volta (ne seguiranno altre due). Ritrovarsi e parlare durante il ritorno a Castelfranco è stato così piacevole e coinvolgente… che ci siamo dimenticate di scendere e abbiamo prolungato il viaggio fino a Montebelluna dove il capo stazione ci ha rassicurato che il treno avrebbe fatto dietrofront e saremmo potute scendere a Castelfranco. Ovviamente con un po’ di ritardo. Non so se Lisa abbia raccontato subito com’è andata. Comunque è stato l’inizio della nostra amicizia, estesa poi alla mamma Bruna e alla sorella Roberta, inclusi i gatti e la cagnolina. Sono contenta che il caso ci abbia messo lo zampino, perché il seguito è stato in crescendo. Lisa e Roberta sono persone speciali che mi apprezzano e mi sostengono. Sono onorata – ancorché smemorata delle date – della loro preziosa amicizia. Auguri in ritardo, cara Lisa! 💐
Blog e blogger
Il 2 maggio è la Giornata dei Blogger, nata nelle Filippine il 2 maggio 2010, a Cepu, grazie al movimento World Bloggers Day. Non lo sapevo, ma lo scopro perché, scorrendo sul tablet vedo il mio logo. Sorrido di compiacimento e riconosco che è una piccola conquista scrivere ininterrottamente un pezzo da quasi cinque anni. Infatti il mio blog verbamea (blog significa diario) è nato il 27 giugno 2020, pertanto a breve compirà un lustro! Grazie a Manuel che ha curato l’esordio e grazie ai lettori che mi corrispondono, sia in privato che in pubblico: Lucia, Francesca, Adriana B., Lina, Martina, Sara, Compagni ex Brocchi ’72…Novella, Pia, Mariuccia, Marta, Wilma, Adriana P., Rossella, Marcella, Lisa e Roberta, Tania, Nadia, Erica, Lara, Ivano, Giancarlo, Gianfranco, Flavio, Massimiliano, Aldo, Manuel da Sydney. Dietro le quinte, ma sempre graditi quelli che leggono e basta, che conosco oppure no e che costituiscono la rete affettiva di sostegno. Per me scrivere è una liberazione e una gratificazione, una ‘malattia’ come diceva il mio prof. Armando Contro ma anche una ‘cura’, come gli rispondevo io. È la cosa più importante e piacevole che faccio ogni giorno, tra l’altro senza incomodarmi perché l’argomento da trattare mi arriva dal video o spulciando il giornale. Pertanto oggi è una specie di gradito buon compleanno digitale. In generale, i profili più amati dagli Italiani sono calcio, vip e cultura. Il mio è ‘sui generis” a cavallo tra attualità, cultura e privato. Non ho motivo di espanderlo e non mi interessa essere ‘influencer’ di chichessia. Mi basta comunicare e coltivare… i germogli del mio giardino, parafrasando il titolo del mio romanzo Dove i Germogli diventano Fiori. Per la cronaca, il mio profilo Instagram collegato al blog, segnala che sono seguita da 44 persone, con 105 follower e 1780 post. Ogni tanto qualcuno si defila e qualcun altro si aggiunge, per scelta o per complicazioni indotte dal gestore. A me basta mantenere la corrispondenza con chi lo desidera. Grazie a chi c’è! Ad altiora!
