Le prime pagine dei quotidiani di ieri 3 aprile erano sulla strage di volontari a Gaza. Quelle di oggi sul terremoto a Taiwan: due disgrazie, ma la prima evitabile perché ‘pilotata’ dall’uomo. Uccisi 7 cooperanti, tra loro 3 britannici e un americano. I volontari della WorId central kitchen uccisi da un raid israeliano si trovavano a Gaza per aiutare la popolazione. L’australiana 44enne Lalzawmi Frankcom, detta Zomi, una delle vittime dell’attacco, in un video pubblicato su Instagram mostrava i pasti preparati nella cucina allestita a Deir al-Baah, nella zona centrale della Striscia. Israele si scusa: “Morti innocenti”. Papa Francesco esprime “Profondo rammarico per i volontari uccisi a Gaza. Troppi ragazzi morti nella pazzia della guerra”. Molti altri operatori ONG sono rimasti vittime di attentati. Sono desolata, persuasa anch’io che la guerra sia una pazzia, tanto più assurda oggi dopo le drammatiche esperienze delle guerre del recente passato. Quando scoppiò quella Russo-Ucraina pensavo si sarebbe risolta presto; sento che adesso in Ucraina si arruolano anche le donne, per mancanza di uomini, tantissimi caduti. Per non parlare dei civili. Idem in Israele, dove tra le bombe serpeggia pure la carestia. Domenica, a Pasqua faceva uno strano effetto sentire che a Gerusalemme il clima era condizionato dalla guerra, il contrario della pace. Mi soccorre la poesia Uomo del mio tempo, di Salvatore Quasimodo. Attualissimo l’esordio: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”, anche se gli strumenti di guerra si sono evoluti, vedi i droni. Trovo angosciante fare considerazioni di questo tipo, la mia pietà è tutta per le vittime, di ogni età, colore, appartenenza politica. Un pensiero speciale per i volontari, angeli che operano in un inferno. Ognuno con una storia, un vissuto…un futuro rubato. Stelle annientate per rigenerare la terra insanguinata.