11 Novembre, san Martino di Tours, vescovo e confessore francese, uno dei primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa (Sabaria, 316 o 317 – Candes-Saint-Martin, 397). Figlio di un tribuno della legione romana, fu chiamato così in onore di Marte, dio della guerra. A 15 anni entra nell’esercito e viene subito promosso di grado nella città di Amiens, in Gallia. Durante una ronda, di notte succede l’episodio che gli cambia la vita: incontra un mendicante seminudo e sofferente per il freddo, gli offre metà del suo mantello che taglia con la spada. Mentre dorme gli compare in sogno Gesù che indossa la metà del suo mantello. Martino decide di battezzarsi e diventare cristiano. In seguito lascia la carriera militare; vive da eremita, fonda un monastero e diventa vescovo di Tours, dedicando la vita alla professione di fede. Viene festeggiato l’11 novembre, giorno del suo funerale. La festa di san Martino è tra le più sentite e celebrate dagli italiani, anche a Castelcies, una frazione di Cavaso del Tomba dove su un’altura si erge la millenaria e bellissima chiesetta dedicata al santo. Dopo una discreta passeggiata, si raggiunge il pianoro da dove si gode una vista spettacolare, in un contesto di colori autunnali che scaldano il cuore. Nei pressi ci abita Norina, un’amica d’infanzia che ogni tanto vado a trovare; nel tempo ho accumulato delle belle foto del paesaggio circostante, immerso nei caldi toni autunnali che distendono corpo e mente. Il weekend è riservato ai festeggiamenti in onore del santo, con piatti e prodotti tipici sotto il tendone, sempre molto frequentato. Non posso mancare, in un’atmosfera dal sapore antico.
Mese: novembre 2023
Stress e Relax
Che bella parola ‘relax’ contrapposta a ‘stress’ con cui ha in comune una certa assonanza. Non l’avrei detto, ma entrambe derivano dal latino: ‘relaxare’/distendere e ‘strictus’ /compresso. Dopo una mattinata stressante (ieri) mi concedo un po’ di relax sul tapis roulant e poi sulla cyclette. Non è più tempo di pedalare con la bicicletta: stamattina c’era la ‘brosa’/brina a Castelcies – parola di Reginaldo – e ho ricoverato la limonera in garage sotto due finestrelle, perché si goda la luce del mattino. Però per spostarla, dato che è molto cresciuta ed è piena di limoni ho dovuto acquistare un carrello porta bibite che mi è costato un occhio della testa. L’ intenzione è di portarla all’aperto quando è bel tempo, ma non so se riuscirò nell’impresa perché la pianta pesa più di me! Per oggi ho dato e scendo in quella che sarebbe adibita a taverna per altri, mentre per me è una mini palestra. Alle pareti ci sono due cartelloni con molte foto private che mi consentono di riappropriarmi del tempo trascorso con i protagonisti passati per casa: cani, gatti, mio figlio piccolo, fiori, la casa nuova nel 2000. La cyclette è posizionata difronte allaVenere dormiente del Giorgione, che solo a guardarla mi infonde benessere. Mentre pedalo mi interrogo su cosa pensi la divina creatura, oppure se stia sognando e cosa. Di sicuro il suo è un relax superlativo, che si espande sul paesaggio circostante. Comunque un favore lo fa anche a me, che resto incantata ad ammirarla. Non potrebbe essere più appropriata la location che le ho riservato per recuperare un po’ di benessere psicofisico. Quando ho consumato una settantina di calorie stacco, perché comincio a sudare e non mi piace. Forse è da adesso che potrei perdere peso, ma non mi interessa più di tanto. Mi impegnerò prossimamente per smaltire un paio di chili. Oggi è stata una giornata stressante e mi abbandono al relax.
Tecnologia canaglia
Modificando il titolo della canzone Nostalgia canaglia di Albano, mi viene da dire: ‘Tecnologia canaglia’ perché ho ancora problemi con la caldaia a basamento nuova di zecca che continua ad andare in blocco. Prodotto italiano, per favorire l’economia di casa nostra. Può essere che si tratti di una quisquiglia, ma visto che la garanzia è di dieci anni conto sull’efficienza del prodotto e sulla competenza dell’assistenza che sto ansiosamente attendendo. A causa di questo imprevisto sono bloccata in casa, tra un reset e l’altro. Niente mercato. Tiene la comunicazione digitale, che mi fa compagnia da mane a sera. Partendo da ieri sera, sul tardi comunico con una collega – io in pensione e lei in servizio – che dopo le 22 si ritira per correggere qualcosa rimasto incompiuto la sera prima perché la penna l’aveva lasciata in panne! Proprio così, come un’automobile che ti lascia a piedi. Capitava anche a me con le biro rosse che usavo per correggere i compiti di Italiano, sempre più bisognosi di ‘intervento’. Mai però ridotti a un tappeto rosso come soleva trasformarsi un compito di quarta ginnasio dove una doppia in più o in meno veniva evidenziata con ben tre tratti rossi! Tremenda insegnante di Italiano, pace all’anima sua. Il mio riscatto è avvenuto al triennio del Liceo, con il compianto professor Armando Contro. Restando in ambito scolastico, sto seguendo le peripezie di Manuel che sta completando la tesi per l’imminente laurea. La tecnologia aiuta, se il relatore rispetta i tempi di lettura e l’incontro con il laureando. Succede che Manuel verso le quattordici mi manda un vocale per dirmi che sta tornando in università eccetera, ma con tono affannoso dove riesce a infilare ‘aiuto sono stremato’. Nonostante la tecnologia, la fatica rimane. Niente viene regalato, né i diplomi e nemmeno le penne per correggere. Però una garanzia sulla resistenza del personale scolastico non sarebbe male (incluso tecnico riparatore).
‘Buono riciclo’
Non credo corra buon sangue tra italiani e francesi, per via di una certa rivalità in ambito professionale, tipo cucina e moda. Però talvolta ci precedono, e bisogna dargliene atto. Mi riferisco al recente ‘bonus réparation’ (buono del riciclo) in atto dal mese scorso, di cui sento parlare per televisione. In sostanza, un provvedimento contro lo spreco e l’inquinamento che premia chi fa riparare scarpe e vestiti usati, anziché buttarli. È stato stanziato un fondo al riguardo che riconosce al consumatore un rimborso per ogni riparazione, tra i 6 e i 25 euro. La moda in Francia è un settore trainante dell’economia ed altrettanto in Italia, per cui immaginiamo la mole di rifiuti che si accumulano in ambito tessile. Ogni anno, nella sola Francia vengono gettate via circa 700 mila tonnellate di vestiti, due terzi dei quali finiscono in discarica. Vedrei molto positivo introdurre lo stesso buono da noi che favorirebbe gli artigiani e la rivitalizzazione di indumenti ancora buoni. Giusto ieri sono stata dalla sarta che mi ha allargato dei pantaloni – uno di velluto a coste e l’altro di lana – che mi tiravano sulla pancia, avendo messo su un paio di chili: come nuovi, anche perché li avevo portati poco. È stata una soddisfazione reciproca aver dato nuova vita a dei capi ancora buoni anche se datati. Tra l’altro, io non bado alla moda; seguo un mio stile che valorizza la praticità e la semplicità, che per una signora non più ever green è un biglietto da visita. Tra l’altro, fisicamente non sono cambiata molto e mantengo pressoché lo stesso peso, perciò posso mettere mano a una quantità di capi in fondo agli armadi. Senza contare quelli di mia madre, che aveva la mia stessa costituzione. Il problema, se mai è trovare calzolai e sarti che esercitino nei paraggi, senza doversi spostare nelle città vicine. Gli istituti professionali e i corsi per diventare artigiani negli specifici settori saranno lieti di ricevere iscrizioni. La richiesta è alta e il lavoro garantito.
Strategia anti-age
Di lunedì mattina il bar Milady a One’ di Fonte sembra un porto di mare. Diego, Marta ed Elisa si fanno in quattro per servire presto e bene gli avventori, sia quelli dentro che quelli fuori, dato che la mattinata promette bene. Alle 9.30 circa sono già finite le croissant con la marmellata, quelle che preferisco, perciò dirotto su una alla crema, squisita altrettanto, fragrante e tiepida. Non riesco a trovare un posto dove sedermi e i quotidiani sono tutti occupati. Il vicino mercato è molto attrattivo e l’affluenza al bar fa la gioia del titolare. Però dovrò cambiare giorno per fare qua la colazione – la seconda colazione – se intendo concedermi una lettura lunga e tranquilla. Comunque si libera un posto ed anche Il Gazzettino che prendo al volo. Di lunedì la dottoressa Graziottin tiene la sua rubrica che dedica oggi alla ‘strategia anti-age’ che incuriosita vado subito a leggere. Rifacendosi allo psicologo maltese Edward De Bono (1933 – 2021), padre del pensiero laterale, cioè creativo e capace di soluzioni, la sessuologa identifica tre età della vita: quella del why/perché? (0 – 5 anni), quella del why not/perché no? la più creativa e quella del because/poiché, dai 10 anni in poi. Adesso arriva il pezzo forte, con le parole della stessa Graziottin che riporto: “È essenziale mantenere per sempre un po’ di quell’età mentale fra i 5 e i 10 anni: nella vita, nella professione, negli sport, negli hohhy”. Queste parole mi hanno rasserenata, perché in privato mi scopro spesso ‘ringiovanita’: quando parlo coi gatti, coi canarini e coi fiori. Mi capita di uscire con esclamazioni ed anche interrogazioni a voce alta, certa che non c’è nessuno nei paraggi che potrebbe fraintendere. A settant’anni una persona non è ancora anziana, ma potrebbe andare fuori di testa. D’ora in poi credo che potrò permettermi di essere meno prudente. Se qualcuno si stupirà, gli dirò che ho adottato la strategia anti-age (che uso da un bel po’).
Lunga vita ad Alice
Alice, un mese di vita salvata dai vigili del fuoco. È successo a Quarrata, comune della piana pistoiese flagellato dalla recente alluvione. Un simbolo di speranza tra tanta sofferenza. I giovani genitori della piccina, Maria Elena Mauro e Tommaso Menniti, quando l’acqua ha invaso il giardino e ha iniziato a filtrare dalla porta d’ingresso sono stati ospitati dai vicini al piano superiore e all’alba hanno chiesto aiuto ai vigili del fuoco. Avvolta in una coperta, Alice è stata presa dalle braccia del caporeparto della squadra dei vigili del fuoco di Pistoia: emozionato e padre anch’egli ha detto che era incuriosita e tranquilla, favorita dall’incoscienza dell’età che ha protetto il trasbordo in gommone. Una bella storia, simbolo di speranza. Del resto il nome Alice racchiude una varietà di meraviglie: significa “di nobile e bell’aspetto”, è associato al colore giallo, simbolo di gioia, felicità, serenità. La pietra preziosa portafortuna di Alice è il topazio, simbolo della serenità e della pace interiore. Accantonando la simbologia, la fortuna di Alice Menniti è quella di essere stata accolta dalle braccia esperte e protettive di un vigile in servizio che sarà giustamente orgoglioso di aver portato felicemente a termine il salvataggio, mancato in altre situazioni. L’alluvione in Toscana registra sette morti e due dispersi. Anche in Veneto il maltempo ha lasciato il segno, specie sul litorale colpito da violente mareggiate. Ancora senza esito le ricerche di Walter Locatello, il vigile del fuoco 44enne diventato papà da poco, scomparso in un torrente a Puos d’Alpago. Non era in servizio e stava controllando il livello dell’acqua nel canale a ridosso della casa dei genitori. Quasi una beffa che un vigile del fuoco abbia salvato una vita e che un collega l’abbia persa. D’altronde La vita è una rappresentazione scenica (Giacomo Leopardi, Pensieri XXIII)
‘Un brutto clima’
Prima domenica di Novembre, per fortuna con il sole. Mentre faccio colazione, seguo il programma Agorà su Rai 3, con un titolo allarmante: “Un Brutto Clima”. Ieri era la Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, preceduta dalla Commemorazione dei defunti e Ognissanti. Beh, non c’è da stare allegri! Mi conforta che la parola ‘agorà’ derivi dal greco e significhi ‘piazza’ luogo dove si incontrano varie persone, precisamente ‘spazio pubblico e di riunione nelle città greche’ e per me è apprezzabile tutto ciò che mi riporta alla Grecia classica. Però dipende da chi ci va in piazza! Durante il programma sembra che si siano dati appuntamento tutti gli uccelli di malaugurio riguardo la situazione a Gaza: questo, sommato al significato delle giornate precedenti non predispone all’ottimismo. Mi auguro che il conflitto tra Israele e Hamas termini il più presto possibile, sono convinta che la soluzione ‘Due Stati Due Popoli’, invocata anche dal Papa e dalla premier Giorgia Meloni sia la più idonea a porre fine a un problema che dura da secoli. Al netto delle ragioni che hanno determinato l’aggressione, sono sempre i civili a pagarne le spese, sia dall’una che dall’altra parte. E mi sovviene la poesia-riflessione di Bertold Brecht La guerra che verrà che condensa il mio pensiero al riguardo. La riporto tutta perché è il miglior commento ai dolorosi fatti di attualità: La guerra che verrà/non è la prima. Prima/ci sono state altre guerre./Alla fine dell’ultima/c’erano vincitori e vinti./Fra i vinti la povera gente/faceva la fame. Fra i vincitori/faceva la fame la povera gente egualmente.// Nonostante il clima non faccia ben sperare, auspico la Pace e allontano l’invito che il poeta rivolge alla fine della poesia Quelli che stanno in alto: Uomo qualsiasi,/firma il tuo testamento.//
Rosalba Carriera, artista veneziana
Armando Contro, il mio compianto professore di Liceo Classico nominava Rosalba Carriera (Venezia, 12 gennaio 1673 – Venezia, 15 aprile 1757), nome che sento proferire in coda al telegiornale regionale: Venezia infatti le dedica una mostra. Così il ricordo si lega alla curiosità e mi documento su questa importante artista veneziana che usava l’arte come via per la sua emancipazione. Pittrice e ritrattista, nonché miniaturista su avorio, tant’è che è ritenuta la “regina” delle miniature. Nel ‘700 ne dipinse quasi duecento in cinque anni appena, lasciandoci gli occhi. Infatti sui dettagli consumò la vista, diventando quasi cieca. Il responsabile del Museo Civico del ‘700 Veneziano Alberto Craievich, in un’intervista afferma: Era una donna colta, parlava il francese, apprenderà anche l’inglese… L’arte è la via per la sua emancipazione. Insieme con la sorella compra casa sul Canal Grande e non si sposa. Scrive lei stessa un diario, con ricche informazioni. È ritenuta la più grande pittrice del Settecento, preferendo la tecnica del pastello, non solo per gli schizzi, ma per l’opera completa. Crea un atelier di pittura dove lavorano anche le due sorelle, dimostrando un’attitudine imprenditoriale rara per una donna del suo tempo. Tra gli estimatori, Federico Augusto di Sassonia, il conte Antonio Zanetti e il segretario dell’ambasciatore inglese a Venezia Cristian kool. Pare che le sue tabacchiere dipinte andassero a ruba. Certo non era una popolana e ricevette una buona educazione. Mi piace che abbia valorizzato l’indole artistica, minimizzando l’aspetto fisico che non la favoriva. Suppongo che allora fosse anche più di ora difficile emergere, ma Rosalba a 24 anni era già una star! Una femminista ante litteram, una donna giudiziosa ed abile che ha lasciato in eredità un patrimonio di bellezza.
Donne in negativo
Non tutte le cooperative sono uguali. E neanche le donne. Da giorni sento parlare del caso Soumahoro, nello specifico della consorte e suocera del parlamentare Aboubakar Soumahoro. Dato il tempo avverso, mi trattengo in poltrona più del solito e mi sorbisco tutto il programma Diario del giorno, ora passato di mano ad altro conduttore dopo Andrea Giambruno. Le signore Liliane Murekatete e Marie Therede Mukamatsindo sono agli arresti domiciliari per lo scandalo coop e migranti. Sequestrati quasi 2 milioni di euro. Lui, Aboubakar Soumahoro, laureato in sociologia, si proclama allo scuro dei traffici gestiti dalle sue affini. Le cooperative si occupano – avrebbero dovuto occuparsi – di migranti e di minori non accompagnati nella provincia di Latina. “Viaggi, alberghi e beni di lusso con i soldi destinati ai migranti” è il titolo che RaiNews dà alla vicenda. Pare che le due ‘signore’ non disdegnassero borse firmate e cene sui 500 euro, con due-tre convitati. Ma cosa mai avranno ingoiato? Perle preziose? Certo visitavano le Spa di lusso, ma ce ne vuole per ‘investire’ tanto denaro in beni superflui, tra l’altro lasciando nelle peste chi avrebbero dovuto aiutare. Nell’accezione popolare, sento dire che le donne sono più avanti degli uomini in molti ambiti: più concrete, più lungimiranti, più sensibili. In questo caso, più ladre e mi spiace doverlo dire. Improbabile che il politico non sapesse dei raggiri. Lui si dichiara del tutto estraneo ed anzi difende la cura che la consorte, già bella di suo dedicava al di lei aspetto. Mah, se non era complice, doveva almeno stare attento perché il denaro distratto dagli obiettivi è davvero notevole. Sono desolata di dedicare il mio post odierno a delle donne in versione negativa. In questo caso, mi appello al noto proverbio L’eccezione conferma la regola.
Il mio braccio destro
Caspita, mi è sparito il post poco prima di postarlo… era dedicato a Manuel e alle imprese del mio gatto Fiocco. Riprendo dal felino, espertissimo in caccia – e pesca – che l’altro ieri si è fiondato in casa con un uccellino in bocca, che non è il primo. So che in teoria il micio si aspetta che lo complimenti, ma io sto dalla parte del pennuto che gli sottraggo, nella speranza – vana – di sottrarlo a morte. Manuel è venuto in mio soccorso per sbrigare varie incombenze e dice che potrei scrivere un post sulle scaramucce del pelo rosso ‘bello e impossibile’. Preferisco concentrarmi sulle abilità del mio ex bravo alunno, tra tre settimane Dottore in Ingegneria Elettronica. Frequentarlo è la più bella eredità professionale, anche perché Manuel sa fare un sacco di cose in svariati campi. Prendiamo lunedì scorso: risintonizzato due televisioni, ingrassato una finestra, sfiatato i radiatori, riportata a livello la pressione in caldaia, aggiustate due anomalie sul tablet, controllato due mail con accesso secretato e, la cosa più ostica per me, compilato un format per iscrivermi al Salone del Libro, nella nuova sezione del ‘Self Publishing’ per candidare una mia opera, allegando quanto richiesto, compreso bonifico. Se l’opera verrà accettata, verserò altro bonifico entro fine gennaio e potrò spedire 30 copie del mio romanzo Passato Prossimo perché compaia al prossimo Salone del Libro di Torino. Strada tortuosa per promuovere la mia opera, uscita col covid e rimasta negli scatoloni. Ma grazie all’abilità del mio braccio destro, mi sento sostenuta e sperimento nuove strategie di ‘marketing’ come afferma Manuel che è la pietra miliare della mia pensione. Posso serenamente affermare, parafrasando il titolo del mio ultimo libro Dove i Germogli diventano Fiori che Manuel si merita una lode speciale.
