Ognissanti

Oggi, martedì primo Novembre percepisco aria di festa, come se fosse domenica. D’altronde è la giornata di Ognissanti, approfitto per fare gli auguri a chiunque li riferisca al suo santo protettore. Angeli e santi sono i protagonisti della festività odierna, in compagnia dei defunti, la cui commemorazione cade domani. Siccome sono di buonumore, mi dedico alla realizzazione dei muffin con pere e cacao, che è un ingrediente utilizzato per fare il pane dei morti, che mi è rimasto impresso da quando mi venne offerto a scuola, durante il mio primo servizio. Le sue origini si perdono nel tempo. Pare che già gli antichi greci offrissero un precursore di questo dolce a Demetra, dea delle messi, per ingraziarsela. Si tratta di un dolce della tradizione contadina, fatto con ingredienti di facile reperibilità, tipo frutta secca, biscotti secchi sbriciolati, cacao. Di certo la sua storia è legata alle credenze popolari: ad esempio a Milano, anticamente si credeva che le anime dei defunti, una volta l’anno tornassero nelle case dove avevano vissuto; come omaggio al loro spirito, in tavola veniva messo questo dolce. Un lontano cugino del pane dei morti si trova in Messico, il pan de los muertos, una pagnotta aromatizzata con anice e acqua di fiori d’arancio, con una croce incisa sulla superficie. Al di là delle varie ricette e delle relative tradizioni, è bello l’auspicio che le anime dei morti possano connettersi con i vivi. Anche i cimiteri in questi giorni sono oggetto di particolari cure, un invito al raccoglimento e alla preghiera, valori sempre da sostenere, talvolta screditati proprio in prossimità dei luoghi sacri (abitando vicino al cimitero, constato che spesso la parte retrostante viene usata di pomeriggio/sera per scorribande rumorose in motocicletta e ritrovo di giovani chiassosi). Ritengo che la morte vada rispettata tanto quanto la vita, essendone la naturale conclusione. San Francesco docet (insegna).