Biblioteca, luogo dell’anima

Lunedì dopo pranzo (ieri), in coda al telegiornale su Rai 2, la rubrica Costume e Società manda in onda un servizio sulle biblioteche, che a mio dire è un cameo: non solo perché presenta il meglio di molti Paesi in questo settore, ma perché conclude la carrellata su questi preziosi luoghi del sapere, dicendo che la Biblioteca Marciana di Venezia è la più bella al mondo. Sarà mia cura andare a visitarla almeno in video. Una persona intervistata, amante della cultura si figura il paradiso come una biblioteca, che è un gran bel paragone. Io ci aggiungerei ampi spazi ombreggiati e fioriti, dove sostare, magari conversando con persone vicine al mio cuore e alla mia mente. Comunque ho apprezzato l’atmosfera accogliente della biblioteca da quando ho cominciato a frequentarla non per motivi di studio, ma per il piacere di sentirmi sostenuta nell’introspezione e poi esposizione dei miei pensieri. Sono nati così i miei primi racconti, qualche poesia, poi i primi romanzi, nella splendida cornice del chiostro del Museo di Bassano del Grappa. Poi la sede è stata spostata e si è vestita di un abito più moderno, ma io rimpiango quella originaria, forse perché legata ad una mia predisposizione particolare. Anche la biblioteca del mio paese è accogliente, con la lunga scala in legno e i finestroni che guardano sulla piazza, con le postazioni dove mi sono esercitata al computer. Adesso ho a disposizione una discreta biblioteca a casa mia, niente di eccezionale ma parecchio a portata di mano. Quello che non ho, lo cerco in internet. Non sarebbe male che le biblioteche diventassero mete di visite da parte di studenti di tutte le fasce d’età – cosa che in parte avviene – e luoghi privilegiati per gli incontri con l’autore, ma anche per corsi di recitazione nonché iniziative volte a favorire la lettura e il bel parlato. Dopo due anni di pandemia, è tempo di tornare a nutrirsi di cultura, ovunque si trovi.