Nella Giornata Mondiale del Cane il mio grato pensiero va ai protagonisti del mio ultimo lavoro, Rex e Ben, insieme con le amiche Mela, Ninni e Lea, nonché agli altri amabili quattro zampe che rispondono al nome di: Peggy e Perlina, Nina e Viola, Orso, Astro, Maya, Roy, Rocky, Beppe, Boby, Pallina… le cui storie mi fanno compagnia da alcuni mesi. In Italia sono oltre 13 milioni i cani accolti in famiglia. Da piccola ho convissuto con cani, gatti e uccelli, ma sono istintivamente gattara. Tuttavia ammetto di essermi affezionata al mondo canino da quando ho condiviso la mia casa di proprietà con Luna e Astro, madre e figlio, lei piena di temperamento e lui buono come un agnello. La Giornata Mondiale del Cane, nata il 26 agosto 2004 da un’iniziativa dell’attivista statunitense Colleen Page, intende celebrare l’amicizia tra uomo e cane, ma anche sensibilizzare sull’adozione consapevole e il benessere dei cani. Perché non tutti sono fortunati ed anzi ancora molti sono vittime di maltrattamenti e abbandono. Benvenuta la Legge Brambilla, entrata in vigore il primo luglio del corrente anno che inasprisce le sanzioni per i reati contro gli animali. Per fortuna ci sono molte brave persone che compensano la crudeltà di chi non considera l’animale un essere senziente, ovverosia una creatura. E poi ci sono Associazioni con volontari che si prodigano a favore dei cani adottabili, come Apaca di Belluno. Conosco Valentina e Roberta, due giovani istruttrici cinofile che ne avrebbero da raccontare sul rapporto con i cani. Se potessero parlare, gli amici fedeli dell’uomo direbbero: “L’amore passa attraverso una mano che accarezza e arriva a una coda che scodinzola”.
Melanzana generosa
In un grande vaso rettangolare destinato a fiori (che hanno fatto una rapida comparsa) ho messo a dimora una piantina di melanzane che mi sta dando soddisfazione. Dopo un esordio compromesso da maltempo e insetti striscianti, si è sollevata ed alzata, fino a raggiungere un metro e mezzo. Nel mentre ha abbozzato quattro bei fiorellini violacei da cui sono emersi altrettanti frutti scuri simili a palline. Credo infatti che si tratti di una varietà tonda. Non nego di averne seguito gli sviluppi, dandole acqua ogni giorno, anche due volte al giorno col grande caldo. Adesso due melanzane su quattro sono quasi pronte. Voglio gustarmele con gli occhi, prima di passarle sulla piastra con la menta (mia). Dal punto di vista organolettico/sensoriale, per aspetto, odore, sapore e consistenza le melanzane sono una soddisfazione multipla. Le loro proprietà diuretiche e il basso apporto calorico le rendono ideali per le diete. Sono utili per regolare il colesterolo e la glicemia, favorire la salute intestinale e quant’altro. Ma io trovo soddisfazione nel constatare come una piccola pianta, acquistata al mercato per una cifra irrisoria si sia così bene ambientata nel vaso destinato ad altre specie da regalarmi quattro bei frutti. Ortaggio ricco di storia, originaria dell’India, fu introdotta in Europa dagli Arabi. Il significato simbolico è legato a prosperità, successo e buon auspicio. A questo punto ne metto in terra altre.
Notizia shockante
Ore 7.30 del mattino. Ho già fatto colazione, rifocillato i tre gatti (i canarini dopo), risposto ai primi messaggi. È domenica, non ho in programma nulla di straordinario. Mi concedo la prima pausa in poltrona relax davanti alla tivù, seguendo la rassegna stampa delle prime testate. La notizia bomba giunge dall’Avvenire: Un robot per la gravidanza artificiale, ovverosia una macchina che può portare in grembo un bambino…insomma: la gravidanza affidata alle macchine! Stupefacente che l’umanoide venga creato in Cina, dove si fanno sempre meno figli e la popolazione odierna è di quasi un miliardo e mezzo di persone, inferiore solo all’India che continua a crescere. Del resto la Cina ha sostenuto la politica del figlio unico – introdotta alla fine degli Anni Settanta – fino al 2013, mentre adesso si possono avere fino a tre figli. Stando così le cose, vorrei sapere perché mai intenda aumentare il tasso di natalità, magari tramite il robot. Mia madre faceva l’ostetrica e mi chiedo come avrebbe preso la notizia. Se deleghiamo le macchine a sostituirci perfino nel miracolo della gestazione, anche la pratica dell’utero in affitto mi sembra meno sconvolgente. Ho toccato questo tema nel mio ultimo lavoro RICAMI e LEGAMI. Le titubanze provate all’inizio si sono sciolte E disperse di fronte a questa notizia shockante.
Diavolo di un prete!
Diavolo di un prete: don Antonio Mazzi mi stupisce sempre. Dalla sua rubrica PECCATI E PECCATORI del settimanale OGGI parla della “Carovana 40” nata quarant’anni fa a Milano nell’ambito del Progetto Exodus, un percorso fisico, ma anche un viaggio di trasformazione sociale. In sintesi, si tratta di un progetto educativo di recupero e prevenzione delle dipendenze e del disagio sociale, fondato negli Anni Ottanta da don Antonio Mazzi, quasi 96 anni (nato a Verona il 30 novembre 1929). Il sacerdote, noto per il suo impegno nel recupero di giovani con problemi vari, si esprime con piglio giornalistico e la consueta simpatia. “Questi ragazzi sono la testimonianza che anche dai percorsi perduti si può rinascere. Intanto, però, il mondo di fuori ci parla di guerra, distruzione, disperazione”. Definisce la Carovana una “provocante” avventura, un invito a cercare strade diverse, anche se difficilmente percorribili. In un video, don Mazzi ricorda che Cristo è stato un grande camminatore. Riferendosi a se stesso Egli ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. A quarant’anni dalla prima esperienza, 15 tra ragazzi ed educatori si sono rimessi in sella alle loro biciclette e hanno già percorso tutto il Nord, per arrivare in agosto a Roma, proseguire poi verso la Sicilia e rientrare a Milano a fine settembre. Quattro mesi in bici per l’Italia, per aiutare chi è in disagio. L’estate dei bravi ragazzi è motivo di speranza.
Tempo al tempo
Non sapevo nulla della statua della sirena, in piazza Rita Levi Montalcini a Monopoli, in provincia di Bari. Forse mi era arrivato qualcosa, subito archiviato perché ritenuto poco o zero interessante. Il giornalista Luigi Garlando la ritira in ballo nel suo “Dialogo con una figlia” nel settimanale OGGI, a seguito del concorso di bellezza “Miss Mascotte” legato a “Miss Italia” in Campania, vinto da una 13enne. Prima di entrare nel merito della questione, preciso che l’opera è stata realizzata dagli studenti dell’lstituto d’Arte Luigi Russo un paio d’anni fa ed è dedicata al mare. Rappresenta una sirena decisamente formosa che ha già suscitato ilarità e polemiche. Non mi stupisce che gli studenti abbiano pensato a una donna del loro immaginario, piuttosto che alla scienziata cui è dedicata la piazza. Da parte mia, sono contenta di avere un figlio maschio adulto. Se avessi avuto una femmina, le cose non sarebbero state diverse, perché avrei in ogni caso coltivato il dentro, rispetto al fuori. Nella rubrica leggo: “La mamma di quella ragazzina la porta ai concorsi di bellezza da quando aveva 7 anni”, comportamento che conferma il detto “La mela non cade mai lontano dall’albero”. D’altronde la Montalcini affermava: “Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di ‘mostrare’ nulla, se non la loro intelligenza”. Comunque, all’organizzatore locale del concorso è stato revocato il mandato, perché le candidate devono avere 17 anni.Tempo al tempo!
Benvenuta Pioggia d’Agosto
• Il proverbio “La prima acqua d’agosto rinfresca il bosco” segnala il cambiamento della temperatura e l’avvio di una stagione più rilassante. La pioggia è ricca di significati simbolici: associata talvolta alla malinconia, ma anche alla flessibilità, l’acqua che scorre è un simbolo di liberazione. Mi sovviene il brano “Piove” del 1979 interpretato da Riccardo Cocciante che inizia così: Piove la terra prende un altro odore/Il cielo cambia il suo colore/E all’improvviso cade il vento/Il mondo gira un po’ più lento/ La strofa è sensoriale, il tema della lentezza molto attuale perché dopo il dispendio energetico legato alle vacanze e al grande caldo è salutare cambiare marcia. La pioggia ha il potere di migliorare il nostro umore generale, con buona pace dei metereopatici. Per Roberto Piumini, scrittore, poeta, autore televisivo (Edolo, 14 marzo1947), La Pioggia “Fa la doccia al mondo secco” e non c’è dubbio che la natura riarsa se ne avvantaggi. Del resto, già il poverello d’Assisi, nel Cantico delle Creature loda “sor’aqua, la quale è multo utile, et humile e pretiosa e casta”. Pertanto, benvenuta pioggia!
Palla al centro
“Palla al centro” è l’espressione usata da Costanza Calabrese, conduttrice del programma “4 di sera News” per dire che comincia qualcosa, a proposito del vertice alla Casa Bianca, definito da alcuni show, da altri strategia politica. Non sono affatto un’esperta, la sensazione è che sia cambiato qualcosa nella diplomazia mondiale e che l’Occidente si sia finalmente ‘svegliato’. Sul seguito c’è da sperare che finalmente si trovi un accordo, compresa la proposta della nostra Premier Giorgia Meloni di estendere l’articolo 5 della Nato all’Ucraina. Sono andata a vedere di che si tratta: è il pilastro dell’Alleanza Atlantica, i cui Paesi membri “concordano che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nel Nord America sarà considerato un attacco contro tutte”. L’Ucraina non è tra i 32 Paesi della Nato, ma la Meloni ha proposto di estendere le garanzie previste dal suddetto articolo all’Ucraina, proposta che Trump ha fatto a Putin nel summit di Anchorage di Ferragosto. La Meloni si è rivelata mediatrice fra il Tycoon e gli europei, finalmente riuniti attorno allo stesso tavolo. Il seguito è da vedere, non sarà semplice né rapido. Ma almeno si sono smosse le acque. Trump, Zelensky e Putin dovrebbero incontrarsi in un summit a breve, forse a Ginevra. Intanto la Russia continua a bombardare l’Ucraina. Dopo la preghiera dell’Angelus a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV prega “perché vadano a buon fine gli sforzi per fare cessare le guerre e promuovere la pace disarmata e fisarmante”. E noi con Lui. 🙏
Invecchiare bene
Ho una simpatia particolare per le persone invecchiate bene. Non ho goduto della presenza dei nonni, distanti e mancati molto presto; inoltre ho intrapreso anch’io la strada del tramonto. Pertanto ritengo illuminanti le testimonianze di persone esemplari in questo senso. Stamattina, Rai News 24 dedica un breve servizio a Lamberto Boranga che a quasi 83 anni si allena in campo (Nasce il 30 ottobre 1942 in Umbria, da una famiglia originaria di Belluno). Non sono sportiva e meno che mai attratta dal pallone, ma mi incuriosisce questo signore che al microfono dice di sentirsi a volte un cinquantenne oppure un sessantenne. Vengo a sapere che è stato un famoso portiere e un grande atleta. Laureato in Biologia e Medicina, è anche un brillante cardiologo. Inoltre è autore di un manuale accattivante già dal titolo: Parare la vecchiaia. Il metodo Boranga Sintetizza a voce i consigli per arrivare in gamba – è proprio il caso di dirlo – ad un’età avanzata: alimentazione, attività fisica quotidiana, qualità della vita, riposare, coltivare allegria e amore. Scontato che la nutrizione corretta è indispensabile sia per una persona normale che per un professionista di qualsiasi sport, trovo interessante l’invito a coltivare allegria e amore. In questo senso si esprimeva anche San Giuseppe Benedetto Cottolengo, cui è attribuita la frase: “L’allegria rende santi”. Più rasoterra, il messaggio è contenuto nel proverbio “Il riso fa buon sangue”. Lamberto Boranga testimonia la felice fusione di teoria e pratica. Evviva la sana vecchiaia!
Palio, un evento emozionante 🏇
Palio di Siena, un evento ad alta tensione emotiva. Seguo la diretta su LA7 verso le 19.30 di sabato 16 Agosto, incollata al video e ansiosa per cavalli e cavalieri. Premetto che apprezzo molto il cavallo, animale indomito che invidio per la bellezza, la possenza e l’indole non arrendevole. Invidio mia nipote che ne mantiene uno a distanza. Si chiama Egoist. Certo non è facile tenerlo in casa come un gatto, con cui condivide la ‘personalità’ enigmatica. In testa alle mie preferenze rimane il felino, seguito a ruota dal cavallo. Tornando al Palio, vince la contrada di Valdimontone con il fantino Giuseppe Zedde detto Gingillo e si aggiudica il drappellone di Francesco De Grandi, pittore siciliano, classe 1968. Dopo mezz’ora di schermaglie ai canapi, arriva il momento clou: vedere i cavalli scalpitare gomito a gomito mi trasmette un’emozione altissima, perché temo che qualcuno cada e si azzoppi (e farebbe una brutta fine). Partecipo meno per la sorte dei dieci fantini. Fortunatamente non succede l’incidente. Tra gli spettatori c’è anche la pop star Madonna, credo che il coinvolgimento emotivo sia identico al mio. Sono stata a Siena parecchi anni fa e ne conservo un bel ricordo. Inoltre apprezzo la competizione storica nella forma della giostra equestre che coinvolge le 17 contrade in cui è divisa la città. Se fossi ancora in cattedra, ne farei una palpitante lezione interdisciplinare.
“Volevo un gatto nero…”
Da qualche anno, sul salva schermo del mio tablet d c’è una bella foto di Puma, la gattina nera mancata troppo presto per un problema di cuore. Più volte mi ero detta di cambiarla, ma adesso non ci penso più e mi conforta vederla ogni volta che apro il tablet, il che succede diverse volte al giorno. Del resto sul computer troneggia Sky, che però era tigrato. Il distinguo è d’obbligo, perché oggi è la Giornata Mondiale della valorizzazione del Gatto Nero. Istituita dall’artista americano Wayne H. Morris, mira a sfatare le superstizioni legate ai gatti neri e a promuovere la loro accettazione. Gli Antichi Egizi veneravano i gatti neri come una divinità e ne possedevano molti. Infatti, la gatta nera incarnava Bastet, la dea egizia della fertilità, delle donne e della famiglia. Mi viene in mente la canzoncina “Volevo un gatto nero”, proposta nel 1969 dal Piccolo Coro dell’Antoniano nell’undicesima Edizione dello Zecchino d’Oro. Esemplare un passaggio: Volevo un gatto nero, nero, nero. Mi hai dato un gatto bianco. Ed io non ci sto più. La canzone, classificatasi all’ultimo posto, ha tuttavia venduto più di due milioni e mezzo di dischi. Il significato del gatto nero varia molto a seconda delle culture. In quelle orientali è considerato un portafortuna, mentre in occidente, durante il medioevo era associato alla stregoneria. Per me il nero è simbolo di eleganza, di bellezza, di mistero. ‘Indossato’ dal gatto, è un valore aggiunto. Chiudo con la citazione di Leonardo Da Vinci che non badava certo al colore del manto: “Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro”.
