Orrore e Amore per i Cani

Povera Bella, il suo nome non l’ha salvata da una esperienza traumatica quasi letale. Mostruoso il modo di fare del 39enne che, propostosi come dog sitter, l’ha costretta a fare quasi sei chilometri al guinzaglio di corsa, mentre lui la strattonavan dalla bici elettrica. Pazzesco, quanto successo a San Sebastiano al Vesuvio, vittima un pastore tedesco, Bella, di cinque anni, lasciata alle ‘cure’ di un inumano individuo. Spero che la Legge Brambilla, entrata in vigore in Italia lo scorso primo luglio venga applicata senza sconti. Grazie alla persona che ha segnalato il maltrattamento imposto al pastore tedesco, favorendo l’arresto del crudele dog sitter e del proprietario del cane. Ma cosa voleva dimostrare? La resistenza del povero cane, ridotto al collasso per lo sforzo, con le zampe sanguinanti e i polpastrelli ustionati? Per fortuna ci sono esempi diametralmente opposti, come quello di Flavio che ha salvato Rex da un canile-lager in Kazakistan e l’ha portato tra i boschi salutari dell’Agordino. Trovate la storia nel mio ultimo libro Amici Inaspettati, disponibile su Amazon oppure contattandomi. Nella prefazione, Barbara Pra, addestratrice cinofila, sottolinea come: “ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A Belluno è attiva l’Associazione APACA (Associazione Protezione Animali Cani Abbandonati) che si occupa dell’adozione di cani adottabili, di piccola, media e grande taglia anche a distanza. Il sindaco di san Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico ha deciso di occuparsi personalmente di Bella, ricoverata nella clinica veterinaria di Torre del Greco. Lunga vita a Bella che si merita una degna adozione.

Frattura (religiosa) ricomposta

Da universitaria ho sostenuto alcuni esami di Storia delle Religioni. Correva voce che fosse relativamente semplice avere voti alti – il che era attrattivo – ma mi incuriosiva il mondo delle Religioni, così inquieto ed inquietante. Lo scisma anglicano, a causa del quale la Chiesa d’Inghilterra ruppe con quella Cattolica romana è stato uno degli argomenti forti. Enrico VIII che voleva divorziare da Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena mi pareva allora un atto di coraggio sentimentale. Poi capii che fu solo la goccia che fece traboccare il vaso. Ecco che adesso, dopo cinque secoli, la frattura religiosa viene, per così dire ricomposta. Re Carlo III e Papa Leone XIV pregano insieme nella Cappella Sistina durante un incontro definito storico. La preghiera in comune del sovrano e del pontefice rappresenta senz’altro un’apertura tra chiesa cattolica e anglicana. Pace, povertà e ambiente sono i temi della visita di Stato in Vaticano di Carlo d’Inghilterra. La tutela dell’ambiente, promuovere la pace e la cooperazione sono temi cari ad entrambi, trascurati purtroppo tra le ‘alte sfere’, espressione usata da Bertold Brecht nella sua produzione teatrale e poetica in riferimento alle classi dirigenti. In Medio Oriente la guerra è stata sospesa, ma la Pace è ancora di là da venire. Oltre all’atto devozionale, si può pregare anche con la musica, la pittura, la poesia… l’Arte in tutte le sue declinazioni. La cultura e la chiesa unite possono smantellare il silenzio.

Amici Inaspettati

Mi sveglio, la luce non filtra sotto gli scuri: è nuvoloso, come previsto. Sento grattare sulla porta della camera. Di solito è Pepita che viene a svegliarmi. Con la coda dell’occhio sbircio sulla radiosveglia per vedere che ore sono e non ci credo: le otto in punto! Non succedeva da un sacco di tempo. Apro la porta e il gradito intruso è Fiocco: ovvio, avrà fame! Dei tre gatti, lui è quello che mangia doppio e il suo stomaco reclama pappa da un paio d’ore. Mi chiedo se la sveglia tardiva sia un effetto collaterale del cambio di stagione – che probabilmente c’entra – ma ho una spiegazione più attendibile: ho dato alle stampe la mia ultima creazione letteraria, un evento che mi ha impegnato un anno e che è andato finalmente in porto grazie al supporto di Manuel. Adesso è il momento di condividere la soddisfazione con chi ha collaborato: Mariuccia, Flavio, Tania, Adriana, Barbara, Erica, i proprietari dei dieci cagnolini della seconda parte. I lettori che amano le storie di cani e ‘padroni’ a lieto fine sono avvisati. Il titolo Amici Inaspettati non è stato scelto a caso e il dipinto in copertina di Noè allude alla possibilità di un mondo nobilitato da buoni sentimenti. Spalmata su 121 pagine, la storia vera si legge velocemente. È disponibile su Amazon in doppio formato: con copertina flessibile più economica, oppure rigida per destinatari più importanti. Il contenuto è lo stesso. Procedura: Andare sull’app Amazon, scrivere il titolo del libro, cliccare cerca, esce tutto. Poi è possibile lasciare un giudizio sul prodotto. Chi non ha familiarità con l’acquisto online, può fare riferimento a me tra una decina di giorni. Mio obiettivo è diffondere il valore dell’amicizia tra creature e sensibilizzare contro l’abbandono. È gradito un passaparola e magari la lettura dell’opera, con valutazione finale. 🐾📚

Una pigna per souvenir

In cucina sono un disastro, non tanto ai fornelli dove me la cavo, quanto per la capacità di accumulare carta e cartoni, non solo a comodo dei gatti -:che ci vanno matti – ma per una tendenza all’accumulo, fors’anche per una deformazione professionale a riempirmi di materiale didattico. Aggiungiamoci che a otto anni mi sono trasformata in babysitter di mia sorella minore e qualcosa si capisce. Mi capita di compiacermi della mia situazione di single – con qualche variante – perché un eventuale marito a ragione mi avrebbe ‘crocifissa’. Ho già chiarito che la stanza preferita è lo studio, dove infatti trascorro diverse ore, in compagnia di Fiocco acciambellato sulla fotocopiatrice e di Pepita sopra i quaderni sparsi sulla scrivania. L’ordine non è di casa, ma trovo il caos stimolante. Tornando al disbrigo effettuato in cucina e rinviato varie volte, ho riempito il bidone della plastica e della carta, salvando dal macero: piccoli contenitori per alimenti (ecco dove erano finiti), un detergente Cera di Cupra e una Crema Idratante alla Veronica, una cesoia, diversi emollienti per labbra (chissà come finiti in cucina), un paio di matite, un pennello… perfino una pigna, souvenir delle mie puntate a Lignano Sabbiadoro negli anni passati, quando mio figlio era piccolo. Un posto frequentato volentieri era il Parco Hemingway, con giochi, strutture ginniche e pini marittimi. Tutto sommato, mi sono liberata di molta ‘paccottiglia’, ma è riemerso un momento piacevole legato alle emozioni e all’ambiente marino.

Agguato mortale al pullman

Dal calcio al basket: che desolazione! Avere macinato chilometri e chilometri e morire alla vigilia della pensione per un atto di vandalismo generato dall’odio tra tifoserie. Mi riferisco all’agguato al bus dei tifosi del Pistoia lungo la superstrada Rieti-Terni con sassi e mattoni che ha provocato la morte del secondo autista Raffaele Marianella, 65enne, padre di tre figli, seduto accanto al guidatore e colpito a morte da una pietra. Violenza inaccettabile anche per la premier Giorgia Meloni. La procura ipotizza un quadro inquietante, secondo il quale avrebbe agito un commando con persone appartenenti all’estrema destra. Fermati tre tifosi della Sebastiani Rieti di 53, 31e 20anni per l’omicidio volontario dell’autista. Pensare che il pullman era stato scortato dalla polizia fino allo svincolo della superstrada Rieti-Terni. Rimasto senza scorta, dopo dieci minuti “è successo di tutto”. Probabilmente seguito da tre macchine di tifosi reatini, è stato bersagliato dalla sassaiola con tragico epilogo. Immagino che i tre indagati diranno che non volevano creare il morto, che di fatto c’è stato. Possibile non pensare che certe azioni incivili danneggiano gravemente lo sport? Se ne stessero a casa certi ‘tifosi’ a poltrire serenamente sul divano, anziché trasformarsi in stolti assassini. Pietà per lo sfortunato autista e condoglianze ai familiari. 🙏

Lieto evento letterario

Percepisco un abbaiare festoso di cani che mi fanno le feste, perché stanno per uscire allo scoperto. Guidati da Rex e Ben, i protagonisti della storia vera arrivano scodinzolando Peggy e Perlina, Orso, Astro, Beppe, Nina, Bobby, Tre Palline, Roy, Maya, Rocky, coprotagonisti della seconda parte del mio ultimo libro Amici Inaspettati. Per non parlare degli occhi dei cani adombrati nel cielo del suggestivo dipinto di Noè Zardo in copertina, allusivi di quelli reali, ma anche dei cani diventati anime. Occhi che fungono da bussola nel labirinto celeste. Dopo un anno di elaborazione, la narrazione è giunta al termine, una lettura rivolta a chi ama gli animali, ma anche a chi non li conosce come potenziali amici, dotati di “un dono straordinario: sanno amarci senza condizioni” come dice Erica Mulas nella retrocopertina. Concetto anticipato da Barbara Pra nella Prefazione: “Prendiamo questi meravigliosi Animali per condividere con loro un periodo di cammino insieme, ma ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A proposito di Ringraziamenti, senza l’abilità e la pazienza di Manuel il ‘lieto evento’ letterario non sarebbe stato possibile. Grazie a Flavio e Mariuccia che mi hanno raccontato la storia di Ben e di Rex, “un pastore australiano” adottato con soddisfazione da Tania. Grazie anche ad Adriana che si alterna ai due fratelli nella cura di Ben “incrocio tra labrador e cane corso”. Mi sono affezionata alle piccole storie dei cani domestici, senza pedigree, ma con un grande cuore raccontate da: Lisa e Roberta, Lara, Pia, Elena, Adriana, Bepi, Flavio e Roberto. Sono ansiosa che le storie vere raccontate giungano ai lettori. Da ultimo, Il libro Amici Inaspettati sarà acquistabile su Amazon, oppure utilizzando la mia mail: adacusin@gmail.com

Grande Malala! 🌷

L’ultima copertina del settimanale il venerdì di Repubblica è dedicata a Malala Yousafzai, Nobel per la Pace, vinto nel 2014 a soli 17 anni, la più giovane premio Nobel per la pace. Il 9 ottobre 2012 la ragazza 15enne aveva subito un attentato dei talebani, a causa del suo impegno per l’istruzione femminile e per i diritti delle bambine nel suo Paese. Oggi ha 28 anni, si è laureata a Oxford, si è sposata con Asser Malik, continua a battersi per la “Generazione Malala” e ha scritto un libro, Finding My Way (Garzanti), una sorta di diario dove informa su quello che ha subìto dietro le quinte, compreso il nervo facciale reciso dallo sparo “con il suo adorabile viso un po’ cubista” come dice Antonello Guerrera, autore del servizio. Che sia una bella donna non ci piove, ma è il suo temperamento e la sua incrollabile speranza in un mondo migliore ad essere fuori del comune. Con la sua fondazione, Malala Fund, sostiene l’insegnamento online e le scuole clandestine in Afghanistan dove i Talebani sono tornati al potere. Di recente è stata in Egitto per raccogliere le tragiche estimonianze dei bambini di Gaza. “Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto”. Grande Malala!

Il giorno del dolore

Seguo in diretta TG1 i funerali di stato dei “tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato” come dice il Ministro della difesa Guido Crosetto nella Basilica di Santa Giustina a Padova nell”accorato intervento durante le esequie di Davide Bernardello, 36 anni, Marco Piffari e Valerio Daprà, entrambi 56enni. Celebrazione molto toccante, con migliaia di persone, dentro e fuori la Basilica, molti in divisa e moltissime persone commosse, a partire dai parenti e dai colleghi rimasti feriti nell’esplosione del casolare. Commoventi le parole del fratello di Marco e del padre di Davide che capto durante la lunga diretta. Vero e condiviso il cordoglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Idem per gli altri rappresentanti dello stato, Giorgia Meloni compresa. Non poteva essere diversamente. Mi commuovo anch’io da casa, e so che siamo in tanti. Un carabiniere suona la tromba e una collega legge la Preghiera del Carabiniere, rivolta alla Virgo Fidelis per invocare”l’entusiasmo di testimoniare”. I tre carabinieri caduti facevano parte dei Reparti Speciali dell’Arma, militari particolarmente addestrati. Adesso sono speciali per l’eternità.

La vita è breve, l’arte è lunga (Seneca)

Oggi vado a trovare Seneca, metaforicamente parlando. Me lo suggerisce la frase posta sotto alla data odierna, venerdì 17 ottobre: Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare – Lucio Anneo Seneca – filosofo, poeta e politico romano 4 a.C. – 65 d.C. Mi piacciono questi incontri casuali che favoriscono un recupero letterario e filosofico. D”estate, come ‘antipasto’ in un hotel a Bibione mi dilettavo a leggere le frasi scritte in calce al menu del giorno, a ricordare che anche la mente ha bisogno di nutrimento. Seneca era nato a Cordova, in Spagna e morì a Roma, costretto al suicidio per ordine dell’imperatore Nerone, per la presunta implicazione nella congiura contro di lui. È tra i massimi esponenti dello stoicismo ellenistico. Attivo in molti campi, compresa la vita pubblica, fu senatore e questore durante l’età giulio-claudia. A me interessa come scrittore, autore de “Le lettere morali” (62-65 d.C.) e come filosofo. Ecco cosa ci insegna: la gestione del tempo, il controllo delle passioni, l’accettazione della morte… in sintesi a vivere in armonia con la ragione e le virtù, promuovendo una società più giusta. Fu maestro di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo. L’ho conosciuto da liceale attraverso le traduzioni dal Latino e non ho smesso di apprezzarlo. Mi rallegro quando lo incontro. Sue le seguenti frasi: La vita è come uno specchio: se sorridi, ti sorride indietro – L’importante non è quanto tempo vivi, ma come vivi il tempo che hai – La vita è breve, l’arte è lunga. Grande Maestro, da contattare spesso!

Una storia di fratellanza

È mia consuetudine iniziare a leggere settimanali e anche libri dalla fine, una bizzaria che potrebbe avere un risvolto psicologico. Comunque mi offre l’opportunità di fare la personale recensione al libro: Io sono mio fratello di Giorgio Panariello. L’autore usa l’ultima pagina, di norma dedicata ai Ringraziamenti per chiedere scusa:a varie persone e per diverse ragioni. Infine chiede scusa a otto scrittori “e a tutti gli scrittori degni di questo nome”. Folgorata da tanta delicatezza ed essendo anch’io una che scrive – senza santi in Paradiso – riconosco in Giorgio un collega veramente dotato: di fluidità narrativa, misura, equilibrismo nel trattare argomenti tosti con dolcezza. Usando la gamma dei colori per rappresentarlo, gli attribuirei un celeste brillante (il mio colore preferito). Quanto al contenuto, è spalmato su una trentina di episodi che abbracciano la vita dell’autore, dall’infanzia alla maturità che vive “come uno zingaro, un nomade”, a sottolineare lo spirito libero. Co-protagonista è il fratello Franco, “Il Dante Alighieri dei poveri” come si era definito. Una storia di fratellanza cementata sulle fragilità di uno e il tentativo di normalizzarlo dell’altro. Niente lieto fine in apparenza, anzi sì perché Franchino, con un occhio storto e un polmone solo, è arrivato a destinazione “non per una dose eccessiva, ma per un’eccessiva dose di fiducia negli altri”. Da leggere e rileggere.