Congratulazioni. Il tuo libro cartaceo “Amici Inaspettati” è stato pubblicato su Amazon (con la preziosa collaborazione di Manuel). È la mail ricevuta un paio di giorni fa che consente l’acquisto online del libro a chi volesse conoscere la storia di Rex, il cane kazako salvato dalla strada e approdato a Taibon Agordino. In parallelo la storia di Ben, strafelice quando esce in macchina e quando sente la parola ‘biscotto’. Ma ci sono anche Peggy e Perlina, Nina, Orso, Rocky e altri adorabili cani nostrani che allietano la vita degli umani che se ne occupano. Inadeguato chiamarli ‘padroni’, più appropriato considerarli ‘Amici’ e con la a maiuscola. Li conoscerete leggendo il libro che potete chiedere in alternativa a me, tramite la mail: adacusin@gmail.com. Ci sono anche 20 foto a colori. Alcuni cani sono trapassati, ma vivi nel ricordo. Il dipinto in copertina ne accenna la presenza attraverso molti occhietti che si intravedono nel cielo, una bussola nel labirinto celeste che testimonia la profondità del legame tra cani e umani. Una lettura per chi è sensibile e per chi, eventualmente potrà diventarlo. La maggior parte delle famiglie italiane possiede un animale domestico, i cani e i gatti sono circa 20 milioni. Ma è alto anche il numero dei cani abbandonati, specie d’estate. Nella “retrocopertina” Erica afferma: “Adottare un cane significa compiere un atto d’amore che cambia un vita, anzi due.” Null’altro da aggiungere.
Terapia salutare
Lunedì sempre di corsa, ma per fortuna c’è il sole che stende una patina dorata sul paesaggio e solleva l’umore. Rapida sosta al bar, dove faccio la seconda colazione dentro, quasi in tranquillità perché la maggioranza dei clienti sta fuori, a godersi il tepore ritornato. La consumazione arriva in un baleno, con lo scontrino dove leggo in stampato minuscolo il mio nome, ada. Evidentemente sono una habitué, nota anche all’ultima cameriera arrivata, una gentile ragazza con la coda laterale. Ho poco tempo, seleziono ciò che mi può ispirare. “La lingua batte dove il dente duole” ed io sono attratta dalla letteratura che mi viene offerta su un piatto d’argento da Alessandro D’Avenia. Nella sua rubrica ULTIMO BANCO cita un autore a me molto caro, Blaise Pascal che nei Pensieri diceva: “L’infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: non riuscire a starsene tranquilli in una stanza”, concetto quanto mai attuale oggi, aggrediti da un eccesso di stimoli e anche da presenze ingombranti. Al frastuono mutevole del mondo, lo scrittore risponde con una passeggiata in montagna, “immerso nella lezione magistrale dell’autunno”. Terapia ottimale per ritrovare se stessi, in un luogo tranquillo e accogliente.
Foglie e Defunti
Novembre, tempo di foglie e di nebbia, come quella che ho visto stamattina, appena aperti i balconi: un velo sul paesaggio che mi ha intristito. Le foglie verdi e gialle ai piedi del Nocciolo mi hanno strappato un mesto sorriso, perché le ho comparate alle persone defunte: maschi, femmine, giovani, vecchi… nomi e volti che si sovrappongono, alcuni molto cari. “Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace” è una frase di Sant’Agostino sulla morte che immagino adottata dalle amiche Zulay, Gianna, Marta… prematuramente passate nell’aldilà, insieme con parenti, conoscenti, persone note o comuni. Il dopo riguarda tutti, ma rimane sullo sfondo, forse per sdrammatizzare, oppure confinare il più tardi possibile la dipartita. Ho scritto una poesia al riguardo, intitolata Dopo che considero un testamento spirituale e mi ha restituito un po’ di serenità. Comunque l’argomento rimane nel complesso un tabù, trattato con leggerezza soltanto dagli artisti, pittori e poeti soprattutto. La Natura, se interpellata francescananente può dare una mano. Come dice il poverello d’Assisi: “Laudato sii, o mio Signore/per sora nostra Morte corporale,/dalla quale nessun uomo vivente può scampare./ Il resto del Cantico delle Creature lo lascio al lettore, se crede.
Coriandoli e petardi…prima dei ceri 🕯️
Primo Novembre, festa di Ognissanti. Impossibile scordarlo, perché i saluti mattutini su WhatsApp rifuardano tutti questa giornata, dedicata a chi è trapassato. Un corteo di macchine tra poco raggiungerà il cimitero, a due passi da casa mia. Anzi, di norma sento le preghiere e i canti che il celebrante diffonde col megafono. È un evento insolitio, una sorta di festa per ricordare i cari defunti. Ogni famiglia ne ha e ciascuno si collega con l’aldilà in qualche modo. Da laica dubbiosa, io invidio chi ha fede e mi auguro che l’aldilà sia più accogliente della vita terrena, in parte commedia e in parte tragedia. Mi viene spontaneo richiamare I Sepolcri di Ugo Foscolo, poema affascinante dove il poeta sostiene che le tombe servono ai vivi. Ecco, per me il cimitero ideale è dentro il cuore delle persone, al netto di fiori e lumini. Ricordo un’anziana e buona vicina di casa che andava in cimitero più volte al giorno, per rendere omaggio al marito defunto. Io ho in casa diversi ‘altarini’ con foto di mia mamma Giovanna. In studio mi sorride Gianna De Paoli, la mia coetanea e collega di Lettere mancata il 2.05.2014. Quando la guardo, mi sento meglio, come rassicurata che sta bene dov’è. Comunque, che sia un giorno di festa lo hanno anticipato i coriandoli – proprio quelli che si usano a carnevale – gettati oltre il cancello ieri sera dai ragazzetti in ‘missione dolcetto/scherzetto’. Piuttosto dei petardi…
Halloween e Ognissanti
Oggi ultimo giorno di Ottobre che toglierei dal calendario, se fosse in mio potere. Quando avevo i cani, Luna e Astro, dovevo chiuderli nella panda color pavone dentro il garage per preservarli dai botti. Abitando in prossimità del cimitero, era tutta una esplosione di petardi, alcuni anche assai pericolosi. Andava meglio se pioveva, come mi auguro stasera. Le telecamere finalmente posizionate, forse scoraggeranno i festeggiamenti per halloween, festa pagana che non ci appartiene. Ma non mi salverò dal campanello e dal petulante ‘dolcetto o scherzetto’. Ammetto di essere diventata fastidiosa, però il clima riflessivo sul tema morte è andato a farsi benedire. Passi per le zucche decorate che hanno un bel colore, ma bare e fantasmi no. Tra l’altro, in questa data venne a mancare per tifo, tanti anni fa la 19enne zia materna di cui porto il nome, seguita a ruota dalla sorella Lina, di 17 anni. Un doppio lutto familiare che tutt’ora mi impressiona, aggiunto alla mestizia per tutte le persone giovani che vengono a mancare improvvisamente. Per Ognissanti preferisco l’intimità e l’introspezione. Tra i vari messaggi di stamattina, mi trova d’accordo e riporto il seguente: Tutta la mia stima per chi ad Halloween non organizza niente e si gode la serata in pigiama. Complimenti a chi lo ha pensato e a Mariuccia che me lo ha inviato.
Chi ama leggere non è mai solo
Mariuccia abita a Belluno. Ci siamo viste domenica a pranzo insieme col marito Sisto che fa delle splendide foto. Io le ho fatto vedere la bozza del mio ultimo libro, Amici Inaspettati con protagonisti i cani. Lei mi ha donato un pacchetto regalo contenente un libro acquistato nella Libreria Le Due Zitelle, situata in Piazza Piloni a Belluno. Il titolo è Alzarsi all’alba, di Mario Calabresi, una raccolta di racconti del giornalista e scrittore, di cui avevo letto con soddisfazione tempo fa un’altra pubblicazione. Ma il mio interesse va al nome della libreria, gestita da Marta e Carmen, due giovani donne in gamba e lungimiranti che hanno scelto un nome attrattivo e coraggioso per la loro attività. Essere zitella – io lo sono – cinquant’anni fa equivaleva a dichiarare un fallimento sentimentale. Zitella è un termine della lingua italiana, pare introdotto dal Boccaccio che significa donna nubile d’età avanzata. Quindi con una connotazione negativa che oggi fa sorridere, anzi suscita simpatia. Usato dalle due libraie sottolinea una complicità nella scelta dei libri da proporre ai lettori che consegnano addirittura a domicilio. Dettaglio: il pacco regalo è chiuso non con il solito nastro, ma un filo di lana verde. La libreria era stata prima un negozio di lane e dei gomitoli rimasti sono usati per impacchettare, a suggellare il passaggio da un prodotto all’altro. Direi proprio in gamba queste due libraie che sono curiosa di conoscere. Intanto buon lavoro e buona lettura ai clienti, ricordando che “Chi ama leggere non è mai solo”.
Roberto Bolle: disciplina e bellezza
È stata conferita la laurea magistrale honoris causa in comunicazione a Roberto Bolle dall’Università degli studi di Firenze. Viene concessa per meriti eccezionali e straordinari in un determinati campo ed ha lo stesso valore legale di una laurea ordinaria. Nessun dubbio che il famoso ballerino se la sia meritata. Con il tocco sul capo e indosso la toga, legge un emozionante discorso, durante il quale ricorda con gratitudine Rudolf Nureyev – che incontrò a soli 15 anni – e con commozione i suoi genitori Mariuccia e Luigi. Mi sono appuntata alcuni passaggi letti dall’etoile: “La danza mi ha insegnato la disciplina del corpo, ma anche dello spirito. Più comprendiamo, più conosciamo, più diventiamo liberi. La cultura è un atto d’amore”. Parole intense ed eleganti espresse da Roberto Bolle, considerato uno dei ballerini più famosi della storia della danza. Il suo fisico scolpito è il risultato di anni di allenamento costante e di una disciplina alimentare rigorosa. Vederlo danzare è una meraviglia. L’artista è attivo in molte opere socio-culturali ed è Ambasciatore Unicef per la promozione dei diritti dell’infanzia. Lunga vita a Lui che a cinquant’anni compiuti (Casale Monferrato, 26 marzo 1975) ha ancora molta bellezza da diffondere, dentro e fuori.
Scrittori e Lettori
La lettera del signor Sergio Bramati, preceduta dal titolo “Il piacere della lettura e la necessità della conoscenza” pubblicata oggi da LO DICO AL CORRIERE mi offre lo spunto per fare un salto a scuola, metaforicamente parlando. L’inizio della lettera è illuminante: “Ho sempre avuto, fin da eagazzo, il piacere della lettura e tuttora, malgrado l’età, 95 anni, continuo a leggere…”. Nel mio studio ho una libreria a parete già molto ‘popolata’ di testi, scolastici e non, utili strumenti del mio lavoro. Tra questi, anche parecchie opere di Narrativa per ragazzi, usate in classe durante l’ora di lettura, in alternativa alle varie letture dell’antologia, parola di origine greca che significa raccolta di fiori, intesi come brani scelti. Per una gradita coincidenza, Federico Piscopo, mio ex bravo allievo, oggi insegnante e stimato storico mi scrive che è mancata di recente, a 92 anni Alessandra Jesi Soligoni, residente a Dosson di Casier, nota scrittrice per ragazzi e insegnante che ho avuto il piacere di conoscere e far conoscere ai miei studenti, compreso Federico. Anzi, il mio scritto al concorso per l’immissione in ruolo riguardava il suo bellissimo romanzo L’eredità dei Bisnenti, ambientato sul Montello. Successivamente ho letto altri suoi romanzi, premiati in vari concorsi. Scrittori e lettori sono anelli della stessa catena. Riguardo alla decadenza della lettura, la Soligoni sosteneva che fosse da attribuire alla indigestione indotta dal progresso, pensiero che corrisponde ai dubbi del signor Sergio nella succitata lettera al Corriere. Per concludere, io leggo e scrivo, attività che distribuisco non sempre in giuste peoporzioni. Ma senza mi sentirei vuota.
Sulla Solitudine
Lunedì è il giorno preferito della settimana, dedicato alla spesa, dopo la lettura del quotidiano. Tra una cosa e l’altra torno a casa tardi, verso mezzogiorno. Di norma, alle quattordici posto il post. Se non l’ho già pronto, devo stringere e fare tornare i conti. Non ho padroni e nessuno mi opprime, ma ci tengo a rispettare la mia tabella di marcia. Orbene, oggi trovo lo spunto, leggendo sul tablet che domani 28 ottobre esce il libro di Daria Bignardi Nostra Solitudine (Mondadori), non intesa come privazione bensì uno stato da cui trarre giovamento. Alla fine del libro la scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica riporta il verso di Emily Dickinson ‘Sarei forse più sola senza la mia Solitudine” che trovo molto efficace per rendere l’idea che si tratta di una condizione da cui si può ricavare benessere, se non proprio felicità. Insomma, la solitudine è una buona amica perché è l’unica che non ci lascia mai. Di certo comprerò il libro, a scatola chiusa perché intuisco di trovarci ciò che cerco: la condizione indispensabile per creare, che si tratti di scrirrura, pittura o qualunque espressione artistica. Ne consegue che io ho bisogno di stare sola per produrre le mie storie, racconti, poesie e perfino il post odierno. A costo di risultare poco ospitale. Vivendo da sola, ma non isolata devo anche occuparmi dei gatti, dei fiori, della gestione della casa e di me. Se devo scegliere tra un pranzo che mi appesantisce e una immersione letteraria che mi alleggerisce, è chiaro da che parte sto.
Foglie ottobrine
FOGLIE OTTOBRINE Raffiche di vento/disperdono per il giardino/foglie di ogni colore/ giallo verde marrone/ attraente gioco per il gattino. /Facile raccoglierle con la scopa,/ versarle poi nella vaschetta/ per conferirle infine nel bidone/ risulta un’azione imperfetta/ perché l’agile felino ci si tuffa,/ provocando un crepitio/ simile a un ciocco nel camino./ Come potrei rimproverarlo io?/ Ammiro del gatto la curiosità/ e la capacità di divertirsi con poco./ Generose foglie ottobrine/ verdi, gialle, marroni/ disposte a giocare/ sotto i polpastrelli di Fiocco/ un soffio prima di andare//. Ultima domenica di Ottobre, stavolta il post inizia con la poesia che ho scritto venerdì, dopo aver raccolto una marea di foglie sparse per il giardino e l’accesso al garage. Del Fico soprattutto, ma anche della Rosa rampicante, del Melo, dell’Albicocco e del Susino. Fiocco si è divertito e io ho partecipato al ‘cinema’, congratulandomi con la Natura che riesce sempre a stupire, persino quando i suoi elementi stanno per essere archiviati. Tra l’altro la parola foglia mi è cara, perché entra nel titolo del mio romanzo Una Foglia Incastonata nel Ghiaccio, uno dei primi. Spontaneo per me ricordare anche la canzone La vie en rose, scritta, interpretata e portata al successo da Edith Piaf nel 1945. Una delle canzoni francesi più famose al mondo. Merito dell’interprete… ma anche delle foglie e del loro significato simbolico, legato ad armonia ed equilibrio. 🍂
