Dal Mediolanum Forum di Assago (Milano) seguo i Campionati di Ginnastica Ritmica: uno spettacolo le finali individuali delle ginnaste che volteggiano come libellule con cerchi, palla, clavette, nastro sempre sorridenti anche se capita di perdere per un attimo l’attrezzo. La nostra Sofia Raffaeli, una super campionessa ci fa onore; il tifo del numeroso pubblico giustamente si riversa su tutte le ginnaste che rappresentano molte nazioni. Da donna sono colpita anche dai costumi, colorati e ricercati, a volte curiosi (la tedesca indossa un body multicolor con al centro un volto con occhiali: un musicista?), dalla pettinatura raccolta, dal trucco curato. La musica scelta per l’esibizione non è da meno, capisco che deve dare la carica e sottolineare i vari passaggi. Due minuti lunghissimi. Le ore di allenamento sono strepitose. Una ginnasta confida di occupare in esercizi sia la mattina che il pomeriggio. Frequenta il liceo e viene seguita per due ore pomeridiane nelle varie materie da un insegnante, ovverosia doppio impegno. A mio dire, sono ragazze eccezionali, come dei fiori rari. La piccola e grintosissima Stiliana Nikolova è uno spettacolo. Solo le penalità disturbano qualche esercizio, solitamente in apertura o chiusura della performance. Nonostante l’altissimo livello delle prestazioni, l’emozione e la tensione giocano brutti scherzi, di cui io sì e no mi accorgerei, tuttavia la speaker dice: “Esecuzione non pulitissima”. Seguo anche l’esercizio a cinque, con tre nastri e due palle: traiettorie diverse, uno spettacolo diverso e impegnativo: se sbaglia una, viene penalizzato tutto il gruppo. Impresa delle Farfalle bellissima: medaglia d’oro, seconda e terza Israele e Cina. Consegna delle medaglie e Inno di Mameli, che emozione! Urlo finale liberatorio dalle tribune. Lode e gloria a tutte!
Decameron… aggiornato
Dei tre grandi del Trecento: Dante, Petrarca, Boccaccio per me il più simpatico è Boccaccio. Ricordo alcune Novelle del Decameron come un momento di piacevole relax, tra versioni di Greco e di Latino. Anche nel parlato quotidiano a volte si usa l’espressione ‘boccaccesco’ in riferimento a qualcosa di ‘licenzioso’ o ‘piccante’. Posto che i principali temi trattati nelle novelle sono l’amore, la fortuna e l’intelligenza, non so quale dei tre potrebbe fare da sfondo al fatto capitato all’anziana raggirata da un frate cappuccino a Rovigo che è riuscito a farsi nominare erede universale…non di una cifretta, ma di ben 460.000 euro. Il fratello dell’anziana vicentina, morta per cause naturali in corso d’anno, presenta un esposto che avvia le indagini. Il frate è indagato con l’accusa di circonvenzione d’incapace. L’ingente danaro, distribuito in tre conti correnti intestati al frate è stato sottoposto a sequestro. La vicenda mi fa sorridere, ma è un riso intriso di amaro: se i fatti sono effettivamente andati così, c’è poco da stare allegri. La signora si sarà congedata dal mondo, ritenendo di aver fatto un gesto di grande magnanimità, il frate si sarà sentito ‘miracolato’ o molto furbo e leggeremo sui giornali il seguito della vicenda. L’aspetto triste è che sia facile raggirare gli anziani, approfittando della loro buonafede e/o del bisogno di compagnia. Purtroppo la cronaca fornisce spesso storie di solitudine, a volte risoltesi per il meglio, a volte senza lieto fine. Che gli autori degli inganni indossino una divisa oppure una veste aggrava se possibile l’evento. Chissà come il buon Boccaccio avrebbe fatto finire la storia: con le manette ai polsi del frate? D’altronde il suo Decameron è definito un’opera realistica. Scommetto che una vicenda similare di astuzia e abuso di potere è già stata scritta.
Giornata Mondiale del Cervello
Giornata mondiale del cervello, per prevenire il decadimento che potrebbe portare all’insorgenza delle malattie neurologiche degenerative, come il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer. L’organizzazione mondiale della sanità diffonde il concetto di salute mentale e raccomanda attività che stimolino la logica e la manualità, come il cruciverba, il lavoro a maglia e l’apprendimento di uno strumento musicale. Alcune massime riguardo questo argomento strappano un sorriso ma fanno anche riflettere: Il cervello è il più complicato di tutti gli organi, ed è per questo che ne è il capo; Penso che il cervello umano sia come una soffitta, un magazzino per le informazioni, ma siccome lo spazio è limitato, va riempito solo con quello che serve ad esprimere il meglio di sé stessi. Una parola! Da sempre ritengo che il cervello sia la parte più preziosa di una persona e che meriti attenzioni particolari, molto più dell’esterno. Nel quotidiano ravviso comportamenti spesso contraddittori, come se valesse l’inverso. In ogni caso ammiro molto chi si dedica a una forma d’arte che gli consenta di esternare l’animo, soprattutto se si tratta di persone anziane. Ho caro il ricordo di Gigeta che faceva ogni giorno le parole crociate, di Camilla che coltivava le calle, del prof Armando che scriveva recensioni a novant’anni. Invecchiare bene, nel corpo e nella mente è un obiettivo magnifico, il premio finale del dono della vita. E se il corpo avesse dei cedimenti, adottare il pensiero della grande scienziata italiana Rita Levi Montalcini (Nobel nel 1986 per gli studi sul sistema nervoso, morta il 30 dicembre 2012, a 103 anni) che diceva: “Io non sono il corpo, sono la mente: il corpo faccia ciò che vuole” e con questa convinzione è vissuta oltre cent’anni! Purtroppo la longevità non è concessa a tutti e ognuno deve fare i conti con ciò che possiede, geneticamente parlando. Ma gestire il patrimonio dipende da noi. Il resto lo fa la sorte.
Che bello fare squadra
Che bello fare gruppo, nel nostro caso letterario. Ci troviamo stamattina al bar Viceversa di Castelcucco, per fare il punto riguardo la nascita del recente blog verbanostra (cui si accede digitando sixrododaxtilos.wordpress.com). Siamo Francesca, la sottoscritta, Sara, Valentina con la figlia Gaia, Veronica ed Elisa (ci potete vedere in foto). Non c’è ordine del giorno, ma condivisione del piacere di scrivere e di postare, nutrendoci di idee e di emozioni. Ognuna ha la sua cifra, se preferite il suo colore: chi recupera il passato, chi un’esperienza in un posto lontano, chi la poesia intima, chi il racconto giallo, chi il racconto esperienziale, io un po’ qua e un po’ là. Per conoscerci meglio dovete visitare il nostro blog, magari lasciando dei commenti costruttivi, perché intendiamo crescere, nel senso di allargarci e farci conoscere. In cambio chiediamo la vostra attenzione e magari la vostra benevolenza. Valentina ha in programma di presentare la sua opera, Nulla viene a caso, io di proporne alcune mie che il covid ha silenziato. Quando e dove? Magari in autunno o più avanti, dove la sensibilità delle amministrazioni comunali ci vorrà accogliere. Entra in bar il sindaco di Castelcucco Paolo Mares; gentilmente, come da sua natura prende atto del motivo dell’incontro letterario e si riprometto di darci spazio, quando saremo pronte per il ‘grande pubblico’. Nel mentre ci accordiamo per un incontro meno formale, tipo colazione o the letterario che potrebbe avvenire da Besse Trattoria/Pizzeria a fine ottobre. Neanche farlo a posta, Remo Reginato, fratello del titolare Renzo entra per una consumazione e su richiesta ci fa la foto che accompagna questo articolo. Se non è coincidenza questa! Da ultimo, nella sala del Viceversa dove ci troviamo, una parete è decorata con dei libri simbolici a testa in giù, in accordo col nome del locale. Sarà nostro piacere accompagnarli con delle nostre opere in ‘carne e ossa’, previo accordo con Valentina, la gentile titolare del locale. Alla prossima, viva la squadra! 💐
IL SOGNO DEL CANARINO
Col capo sotto l’ala
il canarino sogna
la luce, un filo d’erba,
un torsolo di mela.
Pago del poco,
gli basta il sole,
per essere felice.
Scordata la libertà,
canta e zampetta
lieto di ciò che ha.
I miei sogni
sono bolle di sapone
indistinte
che palleggio
tra le dita…
e d’un tratto
esplodono
in una cascata
di schegge variopinte.
(Ada)
Campionati mondiali di nuoto 2023
È un sollievo, con il caldo esagerato di questi giorni, seguire i Mondiali di nuoto 2023 da Fukuoka, in Giappone. Premetto che mi piace il Giappone e trovo delizioso seguire le atlete durante le performance in acqua, ma non sono un’esperta. Sento dagli speaker parlare di flessibilità, rotazione, controllo del corpo, mobilità articolare, stabilità nelle verticali… ma lo spettacolo inizia prima del tuffo in vasca. Ogni atleta – curioso venga considerata ‘senior’ a trent’anni – si presenta con una camminata sinuosa, scenografica che merita apprezzamento di per sé. Anche il costume, la capigliatura raccolta, le unghie laccate delle mani fanno parte del ‘biglietto da visita’ che mi affascina. Pure la musica scelta ha il suo peso durante la prova che dura pochi minuti e viene valutata severamente dai giudici cui compete assegnare le eventuali penalità. Resto incollata allo schermo durante l’esibizione di alcune atlete, compresa quella della giapponese, al sesto mondiale se non sbaglio che guadagna la medaglia d’oro. Simpatica – al di sopra di ogni sospetto – la battuta dello speaker “Le gambe più espressive che abbia visto’. Esaltanti anche i tuffi dal trampolino, pur nella varietà delle prestazioni. Le giapponesi si inchinano sempre, alla fine della prova. Mi gusto anche lo spettacolo delle otto nuotatrici italiane che danzano in acqua sulla musica di ‘Inclusion’: spinta, movimento di gambe, sincronia…ops, sul finale una perde il tempo. L’errore fa parte della competizione, dispiace ma l’impressione artistica è alta. Posso solo immaginare le ore di esercizio e le difficoltà superate per arrivare a creare col corpo tanta bellezza. Da ragazza mi ero iscritta a un corso di nuoto: al primo tuffo mi sono persa sott’acqua. Terrorizzata, mi sono ritirata. Fine della storia.
Canicola
Bollino rosso oggi in 23 città italiane, tra cui la capitale dove vive mia nipote Cristina. Giusto ieri mi diceva che tiene acceso il condizionatore per Coco, il vecchio cane coker, 12 anni molto amato. Non a caso ha il nome della mitica stilista Coco Chanel, anche se è un maschio. In una foto che mi ha girato, l’occhio languido del cane, tipico della razza rende bene la sopportazione della calura. Ma preferisco un’altra istantanea dove ha la lingua fuori. Da parte mia, accendo il clima a tratti in studio, dove trascorro buona parte del tempo, ma mi dà fastidio la ventola come anche ai gatti che preferiscono ripararsi sotto una pianta. Ho sentito un allevatore di mucche che fa passare sopra il manto delle bestie accaldate una pioggia d’acqua, nel tentativo di abbassare la temperatura. Iniziative che confermano essere il caldo eccessivo un tormento anche per gli animali. Il bollino rosso, contrassegno del Ministero della Salute segnala il massimo livello di rischio. Finora l’anno più caldo è stato il 2022 e l’estate 2023 è prevista ‘torrida’ dagli esperti. Chissà che si sbaglino, comunque dovremo boccheggiare fino alla fine del mese. Vittorio Feltri, 80 anni portati con piglio e disinvoltura ricordava che in passati, d’inverno le persone avevano i geloni nelle mani e d’estate ha sempre fatto caldo. Inoppugnabile. È cresciuto però il disadattamento a stagioni in evoluzione, sempre più bizzarre. Ovverosia non siamo più abituati a sopportare i cambiamenti climatici, sempre più ravvicinati e turbolenti. Non resta che accettare ed adeguarsi, evitando di adottare soluzioni che alla fine risultano più dannose del problema stesso. Sto pensando al gelo di certi ipermercati dove se non indossi la giacca a vento, quando esci ti metti in lista dal medico per curare le cervicali (mi è successo). D’altro canto capisco che tutta l’enorme merce contenuta nei frigoriferi vada salvaguardata. Forse, se consumassimo meno si sprecherebbe anche di meno, energia compresa. Ho sentito che in Francia verrà riconosciuto un buono a chi ricicla scarpe e vestiti. Magari potrebbe essere applicato anche per il cibo, a favore del contenimento dello spreco. Meno spreco, meno energia. D’altronde il problema è planetario: in Cina, centro-nord, la temperatura registrata è di 50 (cinquanta) gradi. Da bambina sentivo la battuta ‘Va in Cina’ come luogo lontanissimo dove mandare qualcuno di importuno. Superata anche quella.
Grande lezione, grande uomo
Il 18 luglio 1918 nasceva a Mvezo Nelson Mandela, defunto presidente del Sudafrica che ha vissuto 27 anni in prigione per i diritti umani, l’uguaglianza e la promozione di una cultura di pace. Oggi è la Giornata internazionale di Nelson Mandela, istituita dalle Nazioni Unite nel 2009 in onore del primo presidente di colore, democraticamente eletto in Sudafrica nel 1994. Soprannominato ‘Madiba’ – dal nome del clan da cui è venuto – ha governato il Paese dal 1994 al 1999 quando abbandonò la vita politica, continuando ad impegnarsi nel sostegno per le organizzazioni che lottano per i diritti. È morto a 95 anni a Johannesburg, il 5 dicembre 2013. Al suo impegno politico si deve la fine dell’Apartheid e la nascita del nuovo Sudafrica ‘arcobaleno’ dove bianchi e neri possono godere degli stessi diritti. Aveva 71anni quando gli venne conferito il Nobel per la Pace nel 1993. Nel privato, si è sposato tre volte ed ha avuto sei figli, una articolata vita affettiva subordinata però all’impegno politico. Ho visto e rivisto il film Invictus – L’invincibile del 2009, diretto da Clint Eastwood con Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela che suggerisce una riflessione sul tema del razzismo. Interessante sapere che il titolo del film riprende quello della poesia di William Ernest Henley, che Mandela leggeva nei suoi anni di prigionia, per resistere ai soprusi quotidiani. Tra le frasi che pronuncia nel film, merita ricordare le seguenti che si commentano da sole: Io sono il padrone del mio destino. Il capitano della mia anima. Oppure: Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso. Da ultimo: Una buona testa ed un buon cuore sono sempre una formidabile combinazione. Grande lezione, grandissimo uomo.
Dalida…e basta
Che emozione vedere e sentire Dalida, pseudonimo di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1986) durante il programma televisivo Techetechetè, sabato sera verso le ventuno, in un’orario in cui di solito il televisore è spento. Meno male che l’archivio della Rai ci regala di queste sorprese: sempre apprezzata la cantante Dalida, di un fascino malinconico e di una bellezza statuaria. È tra gli artisti di maggior successo della storia della musica italiana, con circa 140 milioni di dischi venduti. Oltretutto la sento interpretare un pezzo che non mi ricordavo e che oggi risulta profetico: ‘NEL 2023’, cioè adesso nell’anno in corso. Non conosco l’autore del testo che impone una riflessione sul nostro tempo e quello che verrà dopo. Grazie alla ricerca della mia amica Lucia, apprendo che il testo è di Daniele Pace. Il brano americano che in origine si chiamava “In the year 2525” è cantato da Zager e Evans. Scritto da Rick Evans nel 1964, esce nel ’68 ed entra al n. 95 in America a giugno, ma è già al primo posto il 12 luglio, scalzando dal podio Elvis Presley, i Beatles e Steve Wonder. Tutt’altro che una canzonetta, personalmente mi fa venire i brividi. Riporto solo qualche verso, lasciando al lettore scoprire questo gioiello in musica. Adesso io mi domando se,/nell’uomo ancora esisterà/tutto quello che adesso ha/Nel 2023 io non ci sarò più/ma tu mi cercherai/nell’infinito//. Ecco, non so cosa provasse Dalida mentre interpretava questa canzone. Forse non immaginava che anch’io mi sarei connessa con lei, sperando di incontrarla nell’infinito. La sua storia umana mi ricorda quella di Mia Martini, un’altra grandissima interprete, sfortunata in amore come lei. Non so quanto la fama sia stata invasiva e pervasiva nella vita di queste due artiste, che meritano di non essere dimenticate.
Letture in vacanza
La copertina del settimanale il venerdì di Repubblica di questa settimana inneggia a un hobby praticato soprattutto in ferie: la lettura. Sul fondo verde chiaro campeggia un volume color mattone bordato di giallo che ha per titolo IL MIO LIBRO PER L’ESTATE, con sotto i consigli (che si trovano all’interno) di una trentina di persone, una super-babele da cui scegliere cosa mettere in valigia, come enuncia il sottotitolo dell’articolo interno di Corrado Augias LEGGO DUNQUE VIAGGIO. A mio dire azzeccato il titolo, perché leggere consente di fare un viaggio interiore anche restando a casa. Pia, una mia affezionata lettrice mi ha girato il pensiero di Mason Cooly che calza a pennello: Leggere ci dà un posto dove andare anche quando dobbiamo rimanere dove siamo! Ho letto l’articolo e pure i consigli. Dato che “i buoni libri come i buoni abiti devono essere su misura”, in base ai miei gusti mi procurerò i seguenti: MALEDETTE. LE DONNE NEL MITO, di Francesca Ghedini, Marsilio, 16 euro e LEZIONI DI FELICITÀ, di Ilaria Gaspari, Einaudi, 13 euro. Non potrò leggere molto, perché devo scrivere: mi sono imposta di portare a conclusione entro l’autunno la storia iniziata un anno fa. Nessuno mi corre dietro, non scrivo su commissione. Però tirarla per le lunghe complica il lavoro, perché perdo i contatti con i personaggi e con gli eventi. Ammetto che il progetto cui sto lavorando non è semplice, tuttavia mi impegno per dare alle stampe qualcosa che faccia riflettere, senza annoiare. Tornando alla lettura e ai casi miei, a chi ama le storie semplici ambientate nei paraggi, oppure la poesia accompagnata dalla fotografia, mi permetto di raccomandare alcuni miei lavori, disponibili su Amazon: PASSATO PROSSIMO, TEMPO CHE TORNA, DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI, NATURA D’ORO. Consapevole che è un consiglio ‘Pro domo mea’, cerco di promuovermi con le mie forze, non avendo santi in paradiso. Per chi lo desidera, sono a disposizione per apporre autografo e dedica. Buone vacanze e Buona Lettura! 📚
