BENVENUTA PRIMAVERA!

BENVENUTA PRIMAVERA Quest’anno l’equinozio di primavera arriva prima, oggi 20 marzo alle ore 10.01 e 21 secondi (la mia collega di Scienze saprebbe spiegare perché, mentre io sorvolo per beata ignoranza). E’ il momento che chiude definitivamente la stagione invernale e inaugura quella primaverile. Questo nel nostro emisfero settentrionale, mentre in quello meridionale corrisponde all’inizio dell’autunno (chiederò conferma a Manuel che si trova in Australia). La data di questo evento astronomico non è fissa e di solito cade tra il 19 e il 21 marzo. In definitiva, è il momento in cui la lunghezza del giorno è uguale alla lunghezza della notte, il sole splende più luminoso e gli alberi iniziano a germogliare. Si guadagnano in media 4 minuti di sole al giorno fino al 21 giugno. Non a caso la primavera viene identificata con la bella stagione, della rinascita… e pure quella della mia nascita, dato che compio gli anni domani (auguri graditi ma non obbligatori). Scopro che oggi è la Giornata internazionale della felicità. Lo sento per radio di primo mattino, ribadito dal video durante il telegiornale delle sette. Istituita dall’Assemlea generale delle Nazioni Unite il 28 giugno 2012, rappresenta un momento per riflettere sull’importanza della felicità nelle nostre vite. (Per inciso, pare che il giorno più felice dell’anno sia/sarà il 20 giugno, quindi non siamo lontani… e San Felice è da quelle parti, il 29 luglio). Tornando alla felicità, molti sono i sinonimi e mi concentro sui tre che condivido: serenità, soddisfazione, benessere. Nel testo che accompagna un messaggio odierno leggo: “La felicità è fatta di piccole cose, di presenze, di abbracci, di sorrisi…che scaldano il cuore”: un po’ banale, ma piuttosto realistico. I miei studenti a scuola avevano realizzato due cartelloni distinti per Emozioni e Sentimenti. In psicologia la felicità viene associata a un insieme di emozioni che procurano benessere in quantità. Ovidio, il poeta romano del mito e dell’amore diceva: “Felice colui che osa difendere con forza ciò che ama”. Per quanto mi riguarda, i fiori e i gatti contribuiscono a farmi sorridere sempre, cui aggiungo la presenza fisica o affettiva di qualche selezionata persona; non ultima la scrittura, sia attraverso il blolg che in altre forme espressive. Approfitto per ricordare che domani 21 marzo sarà la Giornata Mondiale della Poesia. Un buon motivo per sorridere ed essere contenti.

Fiori terapeutici

Giornata partita male: mi sveglio presto e piove a dirotto. Avrei fatto meglio a restare a letto, anche in considerazione che oggi è la Giornata Mondiale del Sonno/World Sleep Day. Invece mi alzo, corrucciata perché manca il sole. Sono dubbiosa sul prosieguo della giornata e dopo colazione mi metto al computer: Ben, Rex, Flavio e Mariuccia mi tengono compagnia. In realtà è come se scrivessi una storia a sei mani, perché di uno filtro i vocali e della sorella i messaggi. Ho tracciato il percorso di una storia di cani, Ben e Rex appunto che passano dal canile alle cure amorevoli delle persone. La novità del soggetto mi stuzzica e spero ne uscirà qualcosa di buono. Verso le nove – piove ancora – qualcuno suona il campanello: è Reginaldo che mi porta due uova di una gallinella che va a deporle tra le sue balle di fieno. Sono piccole e bianchissime, un dono della natura. A metà mattina si può uscire, ma con l’ombrello. Capatina al bar e rapida occhiata al quotidiano locale dove scarto tutti i titoli dei servizi, senza trovarne uno meritevole di post. Una cliente mentre sorseggia il caffè confida che col brutto tempo il cane “sa da freschin” espressione dialettale veneta, intraducibile al momento in italiano, se non con “odore di pesce non fresco” e “odore da canali quando l’acqua è bassa”. Interpellata, opto per “sa un odore sgradevole” ma convengo che non è la stessa cosa. Mi piace quando il bar si veste da biblioteca. Passo in cartoleria e prendo la Repubblica con annesso settimanale, di recente innovato ma non in meglio, a mio dire. Torno a casa e non piove più. Sbircio nel vaso di fiori sotto il portico e noto che sono sbocciati tre Giacinti gialli e uno rosa. A loro la pioggia ha fatto bene. E loro fanno bene al mio umore. 🪻

Tulipanomania

Sento per televisione parlare della fioritura dei tulipani nel Parco Giardino Sigurtà, a Valeggio sul Mincio (VR), a 8 km da Peschiera del Garda. Ci andai con mia mamma diversi anni fa, grazie a una gita organizzata. Era maggio e faceva caldo. L’attrazione di entrambe per i fiori meritava il sacrificio della coda all’ingresso e la fatica della lunga camminata attraverso le varie zone dedicate. Data l’età avanzata, lei prese il trenino. È stata una bella esperienza, un’immersione nella natura, nonostante qualche disagio. Un po’ di storia del Parco Giardino: deve il nome alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurtà, industriale farmaceutico. Egli nel 1947 acquistò una tenuta di 50 ettari che trasformò in Parco Giardino e nel 1978 la aprì al pubblico. Ha una superficie di 600.000 metri quadrati e si estende ai margini delle colline moreniche, nelle vicinanze del lago di Garda. La durata media della visita è di mezza giornata, il prezzo del biglietto Adulti di € 18. Il periodo migliore per visitarlo è l’autunno, ma è dai primi di marzo che si può assistere alla Tulipanomania: un milione di tulipani di varie forme e colori fioriscono, distribuiti in zone diverse per sorprendere il visitatore. Pianta originaria dell’Asia centrale, venne introdotta in Olanda nel XVII secolo, grazie al botanico Carolus Clusius che piantò i primi bulbi nei suoi giardini a Leida. Non a caso, la maggior parte delle specie proviene dai Paesi Bassi. Il tulipano è uno dei miei fiori preferiti, forse il primo della lista: con il calice che si apre al mattino e si richiude la sera, rispecchia un po’ il mio temperamento, aperto e riservato a un tempo. Che non abbia profumo è anche meglio, dato che sono molto sensibile agli odori. Per la simbologia, pare che il tulipano sia il simbolo delle relazioni perfette ed equilibrate. Attendo con ansia che fioriscano i miei tulipani in giardino: gialli, rossi e viola. 🌷

Oggi, gastronomia!

Avremo tempo brutto per tutta la settimana, parola del Colonnello Francesco Laurenzi che annuncia ben sette perturbazioni. Siamo in Primavera, dal punto di vista meteorologico esistono due stagioni: quella calda e quella fredda. La domenica odierna si presenta ‘sfocata’: pazienza, non può sempre fare bel tempo e la terra ha bisogno di acqua. Ne approfitto per trasformarmi in una brava cuoca, stimolata da una ricetta che sbircio sul tablet: zucchine ripiene “facili e sfiziose”, aggettivi molto accattivanti. Un sinonimo di sfizioso è stuzzicante, che di per sé conquista mentre sulla facilità azzardo qualche dubbio. L’ortaggio è molto presente nella mia dieta, spesso in compagnia di patate e carote che cucino al vapore. Non è la prima volta che faccio le barchette di zucchine gratinate, con la carne lessa macinata, che oggi sostituisco col tonno e aggiunta di olive, capperi, ricotta. Sono in cucina con Pepita che lecca il fondo della scatoletta di tonno al naturale (Fiocco è fuori, impossibile preparare pietanze con lui presente), mentre io riempio le mezze zucchine con l’impasto realizzato. La ricetta prevede anche pomodorini che non ho, per me va bene comunque. Non ho ospiti a pranzo e degusterò da sola il risultato. Se è ok, lo fotografo e lo giro a un paio di persone che potranno complimentarsi, bontà loro. Una spolverata di pan grattato e poi in forno per circa venti minuti. Mi giro un attimo, per prendere un utensile… e la dolce micetta sta leccando una zucchina! Beh, almeno lei gradisce! Rimedio all’intemperanza e vai con la cottura. Nel mentre è uscito un pallido sole e ne approfitto per raccogliere qualche fiore sbucato in giardino. Mi sovviene che un argomento del blog, a suo tempo selezionato è ‘Fiori e Frutti’, pertanto decido di scriverci il post odierno, accantonando l’attualità.

Tempo di giardinaggio

Da qualche giorno sto lavorando in giardino, non da sola ovviamente. Mio figlio giorni fa ha provveduto alla potatura della vite di uva fragola, delle rose e dell’albicocco per la parte che sopravanza l’ingresso di servizio del vicino. Quando nel 2000 venni ad abitare nella casa che occupo, non c’erano altre abitazioni e la piantumazione degli alberi da frutta, allora piccoli è stata a ridosso del confine. Nel mentre le piante sono cresciute… ed anche le abitazioni. Non avendo esperienza al riguardo, ho scoperto che l’esterno – cui peraltro mi sono affezionata – richiede molta manutenzione. E siamo solo all’inizio della bella stagione. Reginaldo, mio coetaneo e compagno delle elementari, mi dà un grande aiuto a sbrigare le faccende più impegnative. Io preferisco occuparmi dei fiori, sia quelli spontanei che quelli sopravvissuti all’inverno o comperati. I pansė continuano a rallegrare con le nuance blu, mentre fanno capolino tra il fogliame i fiorellini rosa di una pianta grassa di cui mi sfugge il nome. Sotto al glicine occhieggiano le viole, qualche timido narciso è sbucato qua e là e attendo che riappaiano i tulipani. Stamattina ho visto i rami più alti dell’albicocco tingersi di rosa e li ho fotografati. Anche dentro casa qualcosa si muove. La clivia, comperata due settimane fa ancora chiusa ha emesso una corolla di fiori arancioni che sono un vero spettacolo. Mi viene spontaneo parlarle per ringraziarla di tanta bellezza. Ritengo che si meriti almeno una poesia. Più tardi ci provo.

Bene arrivato Marzo!

Oggi primo Marzo inizia la Primavera metereologica: evviva! Giro con piacere il calendario che riporta questo pensiero: “Cammina tra i segreti della primavera e ascolta il sussurro della rinascita. La natura ci insegna che ogni nuovo inizio porta con sé bellezza”. Sento per televisione le previsioni del tempo: buono fino a sabato quando si incrina. D’altronde è noto il proverbio Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello. Questa variabilità metereologica mi ricorda l’adolescenza che per contrasto richiama la longevità. Non credo sia casuale lo spazio che il programma Diario del Giorno del Tg 4 ha dedicato ieri pomeriggio alla longevità e come arrivarci. Ecco la ricetta per vivere a lungo: soldi, sport, no fumo. I soldi per curarsi quando serve; infatti chi non ne ha si trascura. Attività fisica sempre raccomandata e fumo da bandire. Anche la genetica è importante, ma di più lo stile di vita. La dieta mediterranea funziona sempre, ma non sottovalutiamo l’umore. Per me è questione di equilibrio tra diverse variabili, senza escludere il fattore fortuna. Ritengo che il benessere psico fisico derivi dal fare ciò che piace e da una vita sentimentale serena. Un opinionista sottolinea l’importanza del sorriso. Ecco, su questo ci devo lavorare, perché non mi viene facile. Conosco delle persone che ne hanno fatto un biglietto da visita e un po’ le invidio. Ma non vorrei fosse una maschera. Più facile dire cosa mi fa stare bene: fiori, gatti e buone relazioni. Non ultimo scrivere, il mio ponte con il mondo in tutte le stagioni. A partire da ora! Buon Marzo e rigogliosa Primavera a tutti 🌻

Pistacchio che bontà

Oggi, 26 febbraio è la Giornata Mondiale del Pistacchio, chiamato anche ‘Oro Verde’, simbolo della città di Bronte e del suo territorio, le pendici dell’Etna, suo habitat d’eccellenza. È uno degli ingredienti più versatili e apprezzati in cucina che non ha controindicazioni ed anzi ptotegge la salute cardiovascolare, utile contro l’ipercolesterolemia e con effetti antiinfiammatori. La pianta è originaria del bacino del Mediterraneo (Persia, Turchia); il frutto era noto e coltivato dagli antichi Ebrei e già allora ritenuto prezioso. Preziosissimo per la cucina italiana, personalmente ne faccio un consumo moderato perché non sono attratta dalla frutta secca. Però non manca in occasioni speciali ed anche per realizzare ricette particolari, tipo il pesto con i pistacchi, le linguine con crema di pistacchi, oppure al limone con gamberi e pistacchi. Però è soprattutto in pasticceria che il pistacchio è valorizzato. Non a caso, uno dei gusti più diffusi e apprezzati nel nostro Paese è proprio il pistacchio. Ho ancora davanti agli occhi i panettoni dello scorso Natale con svariati ripieni, compreso questo di cui parlo. Anche il colore non è male, un verde intenso, dovuto all’alto contenuto di clorofilla. Si abbina bene a colori vivaci, come l’arancione, il rosso è il blu. Se abbinato a colori neutri, come marrone, grigio e viola esalta la sua natura complementare. Tra le tonalità di verde – che non è il mio colore preferito – sono affezionata al verde salvia. Ma dopo questa carrellata sul pistacchio, ci aggiungo quest’altro verde. Con l’intenzione di valorizzarlo di più anche in cucina.

Tra un mese, primavera

Dopo giornate di freddo intenso, considerare che tra un mese giusto sarà primavera mi rincuora. Veramente l’equinozio di primavera – che non è un evento preciso – nel nostro emisfero si verifica il giorno prima, il 20 marzo. Ma tant’è: la nuova stagione si sarà già avviata e potremo contare su giornate più lunghe e temperatura gradevole. Sono in comunicazione con Flavio, il salvatore di Rex, rientrato ad Aksaj, nel Kazakistan occidentale dove ieri la temperatura era meno 23, ma percepita 32 per l’aria sferzante che solleva la neve. Condizioni proibitive che rendono l’inverno inimmaginabile. Per forza che a primavera, quando il tempo cambia in meglio, i Kazaki fanno cinque giorni di festa, dal venerdì al martedì. Per loro è la festa più importante dell’anno che inaugura un cambio di vita. Le ragazze si fanno le trecce e indossano i costumi tradizionali. Si friggono i baursak, sorta di frittelle facilmente reperibili nelle panetterie del Kazakistan e del Kirghizistan. La pallina fritta, o pane dell’ospitalità simbolo del sole adorna la bandiera del Kazakistan, segno di vita e di rinascita. Beh, fatti i raffronti geografici mi accontento di cogliere i segni della prossima primavera nel mio ambiente: sulle collinette esposte a sud ho adocchiato qualche primula, in giardino occhieggiano le pratoline, i canarini maschi cantano, il tramonto arriva più tardi, nelle ore centrali soleggiate si sta fuori volentieri. Mio figlio ha cominciato a potare albicocco e rose, e altri lavori sono in attesa. Al mercato ho comperato vari bulbi di gladioli, gigli e dalie da interrare. Pregusto la fioritura dei tulipani a breve. La bella stagione mi consentirà di trascorrere parecchio tempo fuori, sotto il portico, oppure sotto il gazebo rustico avvolto dal glicine. Il tempo dell’attesa sarà ripagato dal risveglio della natura e dall’innalzamento dell’umore.

Giallo limone 🍋

Di domenica trascuro l’attualità e mi concedo un’attività rilassante: è giunto il momento di staccare i limoni dalla pianta, riparata in garage. Forse avrei dovuto provvedere prima, ma mi piaceva vedere che i frutti si ingrossavano di giorno in giorno, virando dal verde al giallo limone. Però ho letto che lasciarli su a oltranza, possono indebolire la pianta. Inoltre, il succo all’interno del limone diventa amaro. Mi sono decisa e ne ho raccolti una dozzina, mentre altrettanti sono rimasti sulla pianta, pensando che siano un po’ indietro. Ovviamente li ho poi fotografati, per gustarmi gli occhi, quando li avrò trasformati in marmellata o limoncello, già sperimentati con successo la scorsa estate. Il colore giallo mi trasmette energia e buonumore. Con il celeste è il mio colore preferito. Già che c’ero, ho immortalato un vaso di piccoli Narcisi, fioriti pressoché contemporaneamente: una moltitudine di piccole stelle luminose. Mi piace ‘perdere tempo’ secondo qualcuno in occupazioni anche minimali che però mi fanno star bene. È tempo ricreativo che alza il livello dell’umore e mi rasserena. Del resto lo diceva anche Dante che i fiori, con le stelle e i bambini sono le tre cose rimasteci del paradiso. Sui colori e il loro significato mi sono espressa in post precedenti. Quando insegnavo, sono stati usati a scuola nella fase di formazione delle classi, per favorire la vicinanza di coppie compatibili, evitando la vicinanza di soggetti ‘contrari’. Però la pandemia ha mischiato le carte, imponendo il distacco dei banchi. In sintesi, ogni colore stimola la nostra mente e riflette il nostro stato d’animo. Pare che il giallo aiuti la concentrazione, mentre il blu – soprattutto nelle tonalità del turchese, dell’azzurro e del pervinca è rilassante. Evviva i colori!

“Morti e risorti nel giro di poche ore”

Martedì, Cosenza: neonata rapita da finta infermiera. Succedono dei fatti che hanno dell’incredibile: come si fa a rapire una neonata, spacciandola per propria? E come se non bastasse, vestirla d’azzurro e festeggiarla come se fosse un maschietto? Per diluire lo sgomento, dico subito che è finita bene, grazie alle forze dell’ordine e alla dedizione dei cittadini di Cosenza. Anche la Premier Giorgia Meloni si è complimentata per il felice esito del sequestro, durato tre interminabili ore. Voglio sperare che la piccola Sofia non porterà i segni del trambusto subìto nel suo primo giorno di vita, sebbene la psicoterapia Maria Rita Parsi abbia detto che l’imprinting con l’esterno avvenga già prima della nascita. Auguro a Valeria, la madre di metabolizzare in fretta il dramma, per evitare ricadute negative sulla piccina, strappata dalle sue braccia con l’inganno dalla finta infermiera, Rosa Vespa, 51enne di Cosenza sposata a un senegalese – forse nigeriano – di 43 anni. Lei architetto e lui mediatore culturale. Incredibile quanto successo alla clinica privata Sacro Cuore di Cosenza l’altro ieri, dove la finta madre cercava un maschietto da esibire come suo, dato che ne aveva annunciato sui social la nascita e si apprestava a festeggiarlo, con tanto di parenti e amici. Pare che fingere la gravidanza non sia poi così difficile, ma mi turba di più il pensiero di calarsi in panni altrui. Che madre sarebbe stata questa donna ‘ammalata di maternità’ se Sofia non fosse stata ritrovata? E che ‘fine’ avrebbe fatto la vera madre che dice: “Siamo morti e risorti nel giro di poche ore”? E pensare che una adozione e/o un affido avrebbero fatto felice uno dei tanti bambini in attesa di una famiglia. Chiudo con una citazione di Confucio: La vita è davvero semplice, ma noi insistiamo per renderla complicata.