Cime innevate e pratoline in giardino è ciò che vedo dalla finestra, stamattina soleggiata dopo vari giorni di pioggia. La temperatura è frizzante nella prima parte della giornata, ma poi il soleggiamento addolcirà cose e persone. Non serve essere metereopatici per apprezzare i vantaggi del calore sulla terra, tanto quanto i benefici delle precipitazioni, quando non sono rovinose. Il Cantico delle creature di frate Francesco è sempre attuale. Quando apro il balcone sulla zona orto, l’Albicocco sfodera decine di fiori rosa che sono una meraviglia. Anche i gatti apprezzano, passando come funamboli da un ramo all’altro. Condividiamo la meraviglia per uno spettacolo gratuito della natura che merita più considerazione. L’urgenza di fare troppe cose ci priva del piacere di godere della bellezza a portata di mano. Però ammetto che anch’io ‘andavo di fretta’ prima, quando ero in servizio e mi sono ‘resettata’ con la pensione. Inoltre l’artrosi mi ha imposto di rallentare due anni fa e di ripetere l’intervento di artoprotesi alla seconda anca il prossimo mese. Lo avrei volentieri evitato, ma ‘hic stantibus rebus/stando così le cose, intendo affrontarlo fiduciosa. Nonostante la crisi della sanità, ci operano molti valenti professionisti in grado di restituirci benessere e qualità della vita. Vita che rinasce a primavera anche tra gli animali… ma non sono scontate le nuove nascite. Mi riferisco ai miei canarini, rimasti in tre – due maschi canterini e una femmina – che al momento non danno segni di allargare la famiglia. Temo rimarrà irripetibile l’annata quando da cinque uova deposte nacquero cinque canarini, tutti sopravvissuti. Peccato che la vita dei pennuti sia corta, sei anni se va bene e se un gatto malandrino non ci mette lo zampino (Fiocco reo confesso). Insomma, mi godo ciò che passa il convento e auguro altrettanto ai lettori.
Categoria: Fiori e frutti
Fiori e rinascita
Ho ricevuto un bel mazzo di Giunchiglie gialle, che sono un annuncio di primavera. Col colore luminoso portano una nota di vivacità e di buonumore. È risaputo che mi piace il giallo. In psicologia il giallo è il colore della felicità e della speranza, della positività, dell’energia e dell’ottimismo. Nelle culture orientali indica saggezza. Ad esempio in Cina è stato scelto come colore simbolo dell’imperatore. Più semplicemente, per me rappresenta il ritorno di relazioni positive che riprenderanno quota con la bella stagione. Ringrazio pertanto Lina, con cui condivido l’amore per fiori e gatti di avermi sorpreso con il gradito bouquet. Marzo parte col piede giusto, anche se trattasi di mese ‘pazzerello’. Oggi inizia la primavera meteorologica, mentre per quella astronomica dobbiamo aspettare il 20 marzo, con l’avvento dell’equinozio primaverile. La tendenza meteo per l’inizio di marzo vede perdurare il tempo nuvoloso attuale, ‘a seguito di una certa inerzia nell’atmosfera’. Mi viene in mente un detto popolare, secondo cui ‘Il tempo non si è mai sposato, per questo fa quello che vuole’, per nulla clemente nei confronti dell’istituto del matrimonio, comunque efficace se applicato alle bizzarrie della stagione che ne fa di cotte e di crude. Giallo è anche il nome del gatto di Adriana, di un bel manto rossiccio light, come quello del mio Fiocco che sembra un suo parente stretto. E che dire dei limoni, già protagonisti di un recente post? Credo che l’elenco di prodotti gialli potrebbe allungarsi all’infinito, perciò ritorno ai ‘Narcisi da giardino’, sebbene i Narcisi siano diversi rispetto alle Giunchiglie riguardo al colore, in quanto esistono varietà arancio, rosa, bianche, variegate…e perfino blu! Il colore più conosciuto rimane comunque il giallo. Beneaugurante il significato: Rinascita!
Lunedì in rosa 🌸
Il vecchio albicocco – messo a dimora nel 2000 – ha cacciato fuori il primo fiore! Me ne sono accorta per caso, spalancando il balcone della camera a sud, sul lato della casa che è un po’ orto e un po’ boschetto. Quindi è vivo e mi darà la soddisfazione di vederlo riempirsi di petali rosati e poi di gustare i dorati frutti. Pertanto la settimana inizia con una nota positiva, sebbene il lunedì sia per molti un giorno di faticosa ripresa. Non per me, che ho anticipato la spesa ieri in compagnia di mio figlio che ha fatto da autista. Però dopo devo andare in posta per pagare la bolletta del gas metano… l’altra faccia della medaglia. Ma ritorno sul rosa del fiore di albicocco, messaggero di primavera. Noto che nei paraggi del garage, in una grande fioriera una pianta grassa di cui mi sfugge il nome ha emesso spighe di fiori a campanella, ovviamente rosa. Grazie al contributo di Serapia, scopro che trattasi di Bergenia. Deduco che il rosa sia un colore che appartiene alla bella stagione. Io da piccola ne ero ossessionata, perché mia madre mi vestiva sempre di questo colore, sostenendo che era intonato con la mia carnagione e i miei capelli castani. Sarà, o meglio sarà stato ma solo di recente l’ho introdotto nel mio guardaroba. Magari col tempo i gusti cambiano. Per il momento stravedo per i fiori dell’albicocco e del melo, quando potrò fotografarli. A proposito, ieri il melo ha subito una drastica potatura che gli ha conferito un’insolita forma ad ombrello, per evitare che i rami trasbordino dal vicino con scarico di foglie e futuri frutti. Non avendo esperienza in coltura di piante, in origine è stato piantumato troppo vicino alla rete divisoria. Spero che il melo non me ne voglia. Col vicino ho rimediato, donandogli vasetti di confettura fatta in casa. Se non piove, i prossimi giorni andrò in perlustrazione a caccia di nuovi fiori da fotografare.
Limone resiliente 🍋
Mi fa un gradevole effetto pensare che tra un mese sarà primavera; l’arrivo della bella stagione in questi giorni ci regala un anticipo con temperature più che gradevoli. Però non c’è da stare allegri, se l’inverno non segue un corso regolare, con freddo e piogge, tanto che si temono gelate tardive e siccità. Approfittando del clima al momento favorevole e della luna crescente, ieri la pianta di limoni ereditata da mio figlio è stata sottoposta a drastica potatura, grazie all’intervento magistrale di Marta. Partendo dal basso, le mani esperte hanno ridotto la ‘boscaglia’ dando alla pianta una forma finalmente armonica. Diciamo che è stata ringiovanita. Spero che si riprenderà dall’intervento, anche se per i prossimi mesi mi devo aspettare più foglie che frutti. Mi sono documentata su come fare le talee: ho selezionato dei rami di circa 15 cm dai tagli effettuati, messi poi a dimora in vasetti ricoperti da un sacchetto di plastica, per favorire ‘l’effetto serra’ domestica. Se ho proceduto correttamente, tra un mesetto spunteranno le foglioline, giusto a primavera! Per ora i frutti succosi mi hanno già consentito di fare la marmellata, mentre le bucce stanno macerando in alcool a 96 gradi per fare il Limoncello. Non posso lamentarmi, la pianta ha dimostrato di essere ‘resiliente’ e di reagire con generosità alle cure. Praticamente una lezione di vita, come spesso la natura riserva a chi le dedica adeguate attenzioni. Per chiudere in poesia, ricordo quella di Montale intitolata ‘I limoni’ dalla raccolta Ossi di seppia, ritenuta il manifesto della poesia montaliana, in contrapposizione a quella dannunziana. Riporto la parte finale della seconda strofa: “qui (in mezzo agli alberi di limoni) anche a noi poveri spetta la nostra parte di ricchezza/che è l’odore dei limoni” dove la gioia, sebbene temporanea è rappresentata dall’aria aperta e dal profumo dei limoni. Concetto che condivido con Eugenio Montale (Genova, 12.10.1896 – Milano, 12.09.1981), Nobel per la Letteratura nel 1975.
Limoncello made by me 🍋
Mi sono messa in testa di fare il Limoncello, io negata per la cucina (ma con una predisposizione per fare dolci). Il fatto è che la pianta di limoni, ereditata malconcia da mio figlio, dopo adeguate cure è rinata e mi ha dato la soddisfazione di raccogliere una trentina di frutti profumati e del mio colore preferito. Ho già fatto la marmellata con il primo raccolto ed ora mi sto documentando per realizzare il liquore: prima fase, sbucciare i limoni con un pelapatate, prelevando solo la parte gialla, che andrà in infusione con alcool etilico a 96 gradi per un mesetto. Per ora ho proceduto col primo step. Adesso le scorzette profumate sono chiuse in un barattolo di vetro riempito con alcool, riposte in un luogo fresco e buio. Tra un mesetto aggiungerò lo sciroppo con acqua e zucchero, da lasciare a riposo per un altro mese circa. Infine filtrerò il tutto che verserò in mini bottiglie da regalare a chi se lo merita. Ovviamente prima assaggerò il prodotto e valuterò se il risultato merita la distribuzione. Comunque mi interessa il processo per arrivarci, più che la degustazione, il che succede anche con i dolcetti. Diciamo che è una distrazione/soddisfazione che mi prendo da pensionata, in parallelo con la scrittura. Se avessi fantasia, potrei costruire una storia ambientata in una limonaia. Non essendo il mio genere, suppongo però che sarebbe tempo perso, piuttosto potrei pensare a un ricettario! Pare che gli antichi Romani conoscessero già il limone, introdotto poi dagli Arabi come pianta ornamentale. Durante la fioritura, il profumo delle zagare è strepitoso. Non è un caso se gli agrumi sono diventati simbolo dell’Italia e del Mediterraneo, pur originari dall’Oriente (India e Indocina). Dotato di proprietà salutistiche notevoli, il ‘Limon citrus’ è coltivato dal Lago di Garda alla Sicilia. I frutti sono l’ingrediente base del Limoncello, ‘ambasciatore’ del made in Italy (anche made by me).
Fiore generoso
Verso le sette assisto a un’alba straordinaria: sembra che abbia acceso la luce che entra dalle finestre con toni caldi e rassicuranti. Milioni di Italiani sono in viaggio verso la montagna, le città d’arte e le terme, obiettivo per me estivo; non me la sento di lasciare soli – fosse anche per un paio di giorni – i miei tre gatti, di cui due poco più che cuccioli. Inoltre preferisco stare a casa quando gli altri si spostano in massa. Anche se vivo da sola – coi gatti, fiori e canarini – ho un figlio che viene a trovarmi una volta alla settimana. Non sono isolata e riempio il tempo, facendo ciò che mi piace, compresi piccoli regali che parlano di me. Però oggi preferisco parlare di quelli che ho già ricevuto da persone a me care: un cuscino fatto all’uncinetto, una borsetta di stoffa, un segnalibro di panno a forma di cuore con una pietruzza al centro, un quadro di fiori realizzato ad olio, un biglietto di auguri personalizzato, un Anturium da Gina, 93 anni e una telefonata da Pio, 88… Se dimentico qualcuno, chiedo venia. E io? Restituisco il pensiero, con la poesia suggeritami dal bulbo di Amaryllis che mio figlio mi ha regalato settimane fa. Forse ne ho già parlato. Interrato in un vaso con buona terra e cure affettuose, si è trasformato in una esplosione di corolle che mi fanno rasserenante compagnia. Riporto il testo, a beneficio dei lettori, cui auguro buona antivigilia di Natale. FIORE GENEROSO Un bulbo di Amaryllis/malandato/s’è trasformato/in nove fiori/rosso natalizio/sbocciati dilazionati/per accrescere lo stupore/e i battiti del cuore./Vorrei carpire/tenacia ed energia/al fiore generoso/entrato malandato/a casa mia/dove ha generato/splendide corolle/amiche delle stelle.// 🌷
Fiori d’inverno
Premesso che mi piacciono tutti i fiori, in questo periodo prediligo le bulbose, Giacinti e Amaryllis. Come d’abitudine quando arriva il freddo, metto dei bulbi di Giacinto in acqua perché mi piace osservare l’emissione della radici, lenta ma stupefacente. Poi spunta la gemma, a seguire lo stelo e infine i fiori che sembrano stelline ravvicinate. Il profumo è straordinario e quasi stordisce. A dirla tutta, sono affezionata a questo fiore perché mi fece vincere un premio di poesia per un componimento intitolato “Miracolo blu” che riporto sotto.* Passando all’Amarillys, deve il suo nome a una donna di origine greca. Il nome deriva dal verbo ‘amarysso’ che significa splendere o brillare. I fiori simboleggiano l’eleganza, la fierezza e la bellezza uniti alla timidezza. Il poeta Virgilio citò questo fiore nelle Bucoliche, quando Titiro elogia la bellezza della sua amata Amarillide. Insomma, una bella carta d’identità. Per passare dalla teoria alla pratica, da una ventina di giorni tengo sott’occhio un bulbo di Amarillys, arrivato piuttosto malconcio dal supermercato. Messo a dimora in un vaso di buona terra, annaffiato quanto basta ha emesso quattro steli su uno dei quali stamattina è sbocciato un fiore rosso: una sorpresa che ha ripagato le mie cure. A ruota sbocceranno altri tre fiori, una bella compagnia che allieta le mie giornate.* Miracolo blu Nella boccia di vetro/ho spiato/le radici avvolgenti/distendersi/come velo da sposa./La gemma tenace/ha nutrito/per lungo tempo/la mia voglia/di meraviglia./Il primo fiore/s’è infilato/incerto tra le foglie,/incalzato/da una costellazione blu./Tra colori e radici/si sono sciolte/le ansie quotidiane,/come sulla rena/la spuma del mare.//🪻
Alberi e Salute
Il corbezzolo è la pianta nazionale dell’Italia. È uno dei simboli patri: con le foglie verdi, i fiori bianchi e le bacche rosse richiama infatti la nostra bandiera. Non lo sapevo e lo scopro oggi che è la Giornata Nazionale degli Alberi, celebrata per la prima volta in Italia nel 1898 per iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione Guido Baccelli. L’idea di dedicare un giorno all’anno alla messa a dimora di alberi era venuta al Governatore del Nebraska (Usa) nel 1872, diffusasi negli anni successivi in Europa e in Italia. Mi sovviene che da alunna partecipai a qualche giornata dedicata agli alberi, forse poi confinata a margine di altre ed ora tornata giustamente alla ribalta: simbolo di forza e di rinascita, gli alberi sono importanti per la salute del pianeta, oggi compromessa dal riscaldamento climatico e altro. Perciò vedo con favore le iniziative atte a valorizzare l’importanza e la difesa dell’albero, nel contesto del rispetto per l’ambiente. Lo scorso 29 ottobre il comune di Castelcucco ha festeggiato la Giornata nazionale dell’ulivo, con piantumazione di un ulivo per i bambini nati nel 2022. Nel comune limitrofo di Cavaso del Tomba, la domenica precedente era stata realizzata l’iniziativa parallela ‘Un albero per ogni nato’. Tra l’altro oggi Cavaso è in festa per la ‘Madonna della Salute’, con possibilità di gustare la bella mostra collettiva d’Arte Perle disseminate nella Valcavasia (fino a domenica prossima). Dato che la salute è strettamente legata all’ambiente, c’è una evidente connessione tra le due ricorrenze. Spaziando, il 21novembre si festeggia la Madonna della Salute a Venezia, una delle feste più sentite dai veneziani che ricorda la fine della tragica pestilenza del 1630-31. Per ‘deformazione professionale’ ma ancora più da cittadina, mi preme ricordare che il bene della salute è tutelato dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Un colpo d’occhio alle mie piante e una riflessione sulla salute ‘fondamentale diritto’ dell’individuo. Salute a tutti!
Ognissanti, fioritura fuori stagione
Ho fotografato una piccola rosa color panna, fiorita nell’angolo destinato a cimitero per i miei amici animali defunti. Nel giorno di Ognissanti immagino che godano anch’essi di uno “spazio” privilegiato. Nel mio cuore ce ne sono molti. Nomino gli ultimi, quelli che mi hanno fatto compagnia da quando abito a Castelcucco, ovverosia dal 2000: i gatti Sky, Micia, Puma, i cani Luna e Astro, più una decina di canarini che hanno vita piuttosto breve. Tornando alla pallida rosa, me la sono trovata all’improvviso davanti, quasi volesse parlarmi, in un mare di foglie gialle cadute dall’albicocco vicino. Era stata ‘soffocata’ dalla pianta di more e non era riuscita a trovare il suo spazio. Fatta un po’ di pulizia del verde, erano riemersi gli scarni rami. Ho messo un po’ di compost, rinviando all’anno prossimo la ripresa. Invece lei, la rosa pallida ha voluto ringraziarmi per averle dedicato delle cure ed è fiorita giusto sopra la sepoltura di Sky, il mio amatissimo gatto (cui ho dedicato la poesia con lo stesso titolo nella silloge Natura d’Oro). Posso sembrare fantasiosa, ma mi piace pensare che la natura mi parli. D’altronde lo diceva qualcuno molto più importante di me che La natura è una madre benigna creatrice di illusioni che aiutano gli esseri umani a vivere bene (Leopardi). Perciò la rosa magicamente fiorita, o meglio rifiorita è un messaggio di resilienza e di speranza dopo un tempo di sterilità. Mi auguro di poter estendere questa percezione di bene inatteso anche fuori di casa mia, nella mia comunità e oltre dove operano persone in prima linea per difendersi e difendere dalle turbolenze umane, molto più insidiose di quanto può accadere in un angolo di giardino incolto. Oggi Ognissanti, auguro a tutti una fioritura fuori stagione,
Tempo di melagrane
Mi ritrovo a fare quello che facevo un anno fa, di questo periodo: sgranare melagrane! Solo che l’anno scorso l’operazione avveniva fuori, al tepido sole ottobrino mentre in questa edizione sono in casa, causa pioggia anche intensa. Mi sono documentata e ho adottato la seguente tecnica: taglio la calotta del frutto, lo faccio rotolare un po’ sotto la pressione della mano, incido lateralmente sulle parti bianche, capovolgo la melagrana sul dorso della mano sinistra mentre con la destra picchio con un cucchiaio sulla scorza…e i chicchi cadono da soli nella ciotola. Un gioco da ragazzi, da condividere con un nipote piccolo, ad averlo! Così ‘gioco’ da sola, mentre qualche schizzo color rubino scappa qua e là. Dopo aver trattato una ventina di frutti ho sospeso l’operazione che continuerà in altro momento. Per ottenere un litro di succo, ci vogliono molte melagrane e le mie sono piuttosto piccole, non grandi come quelle della vicesindaca di Castelcucco Antonella Forner che con squisita gentilezza mi offre cappuccino e cornetto al bar. Credo che il secondo passo sarà fare la composta, alias marmellata da regalare poi a Natale. Comunque questo frutto mi è caro perché mi ricorda l’esordio della mia ultima fatica letteraria, cui inizialmente avevo dato il titolo Grane e melagrane, cambiato poi in Ricami e Legami. Ho spedito il manoscritto a una decina di case editrici e a due agenzie letterarie che hanno tempi molto lunghi per rispondere. Intanto aspetto. Tornando al melograno e ai suoi frutti, le melagrane appunto, la mia pianta è piccolina, messa a dimora perché fruttifica e decora il giardino in tardo autunno. Trovo i frutti interessanti e belli, più che buoni, dalle svariate proprietà: azione antiossidante e anti-age. Grazie ai flavonoidi, polifenoli e altre sostanze contenute, fanno da bruciagrassi naturale e quindi favoriscono il dimagrimento. Insomma, sono un ottimo cibo per il nostro microbiota intestinale. Anche se per me sono soprattutto una fonte di emozioni, legate alla simbologia in quanto il melograno è considerato simbolo d’immortalità e di resurrezione. Scusate se è poco! (Nel Rinascimento Gesù bambino è spesso rappresentato con una melagrana. Nell’arte funeraria la melagrana è spesso presente nelle ghirlande e nei festoni)
