Novembre, tempo di foglie e di nebbia, come quella che ho visto stamattina, appena aperti i balconi: un velo sul paesaggio che mi ha intristito. Le foglie verdi e gialle ai piedi del Nocciolo mi hanno strappato un mesto sorriso, perché le ho comparate alle persone defunte: maschi, femmine, giovani, vecchi… nomi e volti che si sovrappongono, alcuni molto cari. “Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace” è una frase di Sant’Agostino sulla morte che immagino adottata dalle amiche Zulay, Gianna, Marta… prematuramente passate nell’aldilà, insieme con parenti, conoscenti, persone note o comuni. Il dopo riguarda tutti, ma rimane sullo sfondo, forse per sdrammatizzare, oppure confinare il più tardi possibile la dipartita. Ho scritto una poesia al riguardo, intitolata Dopo che considero un testamento spirituale e mi ha restituito un po’ di serenità. Comunque l’argomento rimane nel complesso un tabù, trattato con leggerezza soltanto dagli artisti, pittori e poeti soprattutto. La Natura, se interpellata francescananente può dare una mano. Come dice il poverello d’Assisi: “Laudato sii, o mio Signore/per sora nostra Morte corporale,/dalla quale nessun uomo vivente può scampare./ Il resto del Cantico delle Creature lo lascio al lettore, se crede.
Categoria: Emozioni e pensieri
Coriandoli e petardi…prima dei ceri 🕯️
Primo Novembre, festa di Ognissanti. Impossibile scordarlo, perché i saluti mattutini su WhatsApp rifuardano tutti questa giornata, dedicata a chi è trapassato. Un corteo di macchine tra poco raggiungerà il cimitero, a due passi da casa mia. Anzi, di norma sento le preghiere e i canti che il celebrante diffonde col megafono. È un evento insolitio, una sorta di festa per ricordare i cari defunti. Ogni famiglia ne ha e ciascuno si collega con l’aldilà in qualche modo. Da laica dubbiosa, io invidio chi ha fede e mi auguro che l’aldilà sia più accogliente della vita terrena, in parte commedia e in parte tragedia. Mi viene spontaneo richiamare I Sepolcri di Ugo Foscolo, poema affascinante dove il poeta sostiene che le tombe servono ai vivi. Ecco, per me il cimitero ideale è dentro il cuore delle persone, al netto di fiori e lumini. Ricordo un’anziana e buona vicina di casa che andava in cimitero più volte al giorno, per rendere omaggio al marito defunto. Io ho in casa diversi ‘altarini’ con foto di mia mamma Giovanna. In studio mi sorride Gianna De Paoli, la mia coetanea e collega di Lettere mancata il 2.05.2014. Quando la guardo, mi sento meglio, come rassicurata che sta bene dov’è. Comunque, che sia un giorno di festa lo hanno anticipato i coriandoli – proprio quelli che si usano a carnevale – gettati oltre il cancello ieri sera dai ragazzetti in ‘missione dolcetto/scherzetto’. Piuttosto dei petardi…
Halloween e Ognissanti
Oggi ultimo giorno di Ottobre che toglierei dal calendario, se fosse in mio potere. Quando avevo i cani, Luna e Astro, dovevo chiuderli nella panda color pavone dentro il garage per preservarli dai botti. Abitando in prossimità del cimitero, era tutta una esplosione di petardi, alcuni anche assai pericolosi. Andava meglio se pioveva, come mi auguro stasera. Le telecamere finalmente posizionate, forse scoraggeranno i festeggiamenti per halloween, festa pagana che non ci appartiene. Ma non mi salverò dal campanello e dal petulante ‘dolcetto o scherzetto’. Ammetto di essere diventata fastidiosa, però il clima riflessivo sul tema morte è andato a farsi benedire. Passi per le zucche decorate che hanno un bel colore, ma bare e fantasmi no. Tra l’altro, in questa data venne a mancare per tifo, tanti anni fa la 19enne zia materna di cui porto il nome, seguita a ruota dalla sorella Lina, di 17 anni. Un doppio lutto familiare che tutt’ora mi impressiona, aggiunto alla mestizia per tutte le persone giovani che vengono a mancare improvvisamente. Per Ognissanti preferisco l’intimità e l’introspezione. Tra i vari messaggi di stamattina, mi trova d’accordo e riporto il seguente: Tutta la mia stima per chi ad Halloween non organizza niente e si gode la serata in pigiama. Complimenti a chi lo ha pensato e a Mariuccia che me lo ha inviato.
Chi ama leggere non è mai solo
Mariuccia abita a Belluno. Ci siamo viste domenica a pranzo insieme col marito Sisto che fa delle splendide foto. Io le ho fatto vedere la bozza del mio ultimo libro, Amici Inaspettati con protagonisti i cani. Lei mi ha donato un pacchetto regalo contenente un libro acquistato nella Libreria Le Due Zitelle, situata in Piazza Piloni a Belluno. Il titolo è Alzarsi all’alba, di Mario Calabresi, una raccolta di racconti del giornalista e scrittore, di cui avevo letto con soddisfazione tempo fa un’altra pubblicazione. Ma il mio interesse va al nome della libreria, gestita da Marta e Carmen, due giovani donne in gamba e lungimiranti che hanno scelto un nome attrattivo e coraggioso per la loro attività. Essere zitella – io lo sono – cinquant’anni fa equivaleva a dichiarare un fallimento sentimentale. Zitella è un termine della lingua italiana, pare introdotto dal Boccaccio che significa donna nubile d’età avanzata. Quindi con una connotazione negativa che oggi fa sorridere, anzi suscita simpatia. Usato dalle due libraie sottolinea una complicità nella scelta dei libri da proporre ai lettori che consegnano addirittura a domicilio. Dettaglio: il pacco regalo è chiuso non con il solito nastro, ma un filo di lana verde. La libreria era stata prima un negozio di lane e dei gomitoli rimasti sono usati per impacchettare, a suggellare il passaggio da un prodotto all’altro. Direi proprio in gamba queste due libraie che sono curiosa di conoscere. Intanto buon lavoro e buona lettura ai clienti, ricordando che “Chi ama leggere non è mai solo”.
Roberto Bolle: disciplina e bellezza
È stata conferita la laurea magistrale honoris causa in comunicazione a Roberto Bolle dall’Università degli studi di Firenze. Viene concessa per meriti eccezionali e straordinari in un determinati campo ed ha lo stesso valore legale di una laurea ordinaria. Nessun dubbio che il famoso ballerino se la sia meritata. Con il tocco sul capo e indosso la toga, legge un emozionante discorso, durante il quale ricorda con gratitudine Rudolf Nureyev – che incontrò a soli 15 anni – e con commozione i suoi genitori Mariuccia e Luigi. Mi sono appuntata alcuni passaggi letti dall’etoile: “La danza mi ha insegnato la disciplina del corpo, ma anche dello spirito. Più comprendiamo, più conosciamo, più diventiamo liberi. La cultura è un atto d’amore”. Parole intense ed eleganti espresse da Roberto Bolle, considerato uno dei ballerini più famosi della storia della danza. Il suo fisico scolpito è il risultato di anni di allenamento costante e di una disciplina alimentare rigorosa. Vederlo danzare è una meraviglia. L’artista è attivo in molte opere socio-culturali ed è Ambasciatore Unicef per la promozione dei diritti dell’infanzia. Lunga vita a Lui che a cinquant’anni compiuti (Casale Monferrato, 26 marzo 1975) ha ancora molta bellezza da diffondere, dentro e fuori.
Scrittori e Lettori
La lettera del signor Sergio Bramati, preceduta dal titolo “Il piacere della lettura e la necessità della conoscenza” pubblicata oggi da LO DICO AL CORRIERE mi offre lo spunto per fare un salto a scuola, metaforicamente parlando. L’inizio della lettera è illuminante: “Ho sempre avuto, fin da eagazzo, il piacere della lettura e tuttora, malgrado l’età, 95 anni, continuo a leggere…”. Nel mio studio ho una libreria a parete già molto ‘popolata’ di testi, scolastici e non, utili strumenti del mio lavoro. Tra questi, anche parecchie opere di Narrativa per ragazzi, usate in classe durante l’ora di lettura, in alternativa alle varie letture dell’antologia, parola di origine greca che significa raccolta di fiori, intesi come brani scelti. Per una gradita coincidenza, Federico Piscopo, mio ex bravo allievo, oggi insegnante e stimato storico mi scrive che è mancata di recente, a 92 anni Alessandra Jesi Soligoni, residente a Dosson di Casier, nota scrittrice per ragazzi e insegnante che ho avuto il piacere di conoscere e far conoscere ai miei studenti, compreso Federico. Anzi, il mio scritto al concorso per l’immissione in ruolo riguardava il suo bellissimo romanzo L’eredità dei Bisnenti, ambientato sul Montello. Successivamente ho letto altri suoi romanzi, premiati in vari concorsi. Scrittori e lettori sono anelli della stessa catena. Riguardo alla decadenza della lettura, la Soligoni sosteneva che fosse da attribuire alla indigestione indotta dal progresso, pensiero che corrisponde ai dubbi del signor Sergio nella succitata lettera al Corriere. Per concludere, io leggo e scrivo, attività che distribuisco non sempre in giuste peoporzioni. Ma senza mi sentirei vuota.
Sulla Solitudine
Lunedì è il giorno preferito della settimana, dedicato alla spesa, dopo la lettura del quotidiano. Tra una cosa e l’altra torno a casa tardi, verso mezzogiorno. Di norma, alle quattordici posto il post. Se non l’ho già pronto, devo stringere e fare tornare i conti. Non ho padroni e nessuno mi opprime, ma ci tengo a rispettare la mia tabella di marcia. Orbene, oggi trovo lo spunto, leggendo sul tablet che domani 28 ottobre esce il libro di Daria Bignardi Nostra Solitudine (Mondadori), non intesa come privazione bensì uno stato da cui trarre giovamento. Alla fine del libro la scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica riporta il verso di Emily Dickinson ‘Sarei forse più sola senza la mia Solitudine” che trovo molto efficace per rendere l’idea che si tratta di una condizione da cui si può ricavare benessere, se non proprio felicità. Insomma, la solitudine è una buona amica perché è l’unica che non ci lascia mai. Di certo comprerò il libro, a scatola chiusa perché intuisco di trovarci ciò che cerco: la condizione indispensabile per creare, che si tratti di scrirrura, pittura o qualunque espressione artistica. Ne consegue che io ho bisogno di stare sola per produrre le mie storie, racconti, poesie e perfino il post odierno. A costo di risultare poco ospitale. Vivendo da sola, ma non isolata devo anche occuparmi dei gatti, dei fiori, della gestione della casa e di me. Se devo scegliere tra un pranzo che mi appesantisce e una immersione letteraria che mi alleggerisce, è chiaro da che parte sto.
Foglie ottobrine
FOGLIE OTTOBRINE Raffiche di vento/disperdono per il giardino/foglie di ogni colore/ giallo verde marrone/ attraente gioco per il gattino. /Facile raccoglierle con la scopa,/ versarle poi nella vaschetta/ per conferirle infine nel bidone/ risulta un’azione imperfetta/ perché l’agile felino ci si tuffa,/ provocando un crepitio/ simile a un ciocco nel camino./ Come potrei rimproverarlo io?/ Ammiro del gatto la curiosità/ e la capacità di divertirsi con poco./ Generose foglie ottobrine/ verdi, gialle, marroni/ disposte a giocare/ sotto i polpastrelli di Fiocco/ un soffio prima di andare//. Ultima domenica di Ottobre, stavolta il post inizia con la poesia che ho scritto venerdì, dopo aver raccolto una marea di foglie sparse per il giardino e l’accesso al garage. Del Fico soprattutto, ma anche della Rosa rampicante, del Melo, dell’Albicocco e del Susino. Fiocco si è divertito e io ho partecipato al ‘cinema’, congratulandomi con la Natura che riesce sempre a stupire, persino quando i suoi elementi stanno per essere archiviati. Tra l’altro la parola foglia mi è cara, perché entra nel titolo del mio romanzo Una Foglia Incastonata nel Ghiaccio, uno dei primi. Spontaneo per me ricordare anche la canzone La vie en rose, scritta, interpretata e portata al successo da Edith Piaf nel 1945. Una delle canzoni francesi più famose al mondo. Merito dell’interprete… ma anche delle foglie e del loro significato simbolico, legato ad armonia ed equilibrio. 🍂
Orrore e Amore per i Cani
Povera Bella, il suo nome non l’ha salvata da una esperienza traumatica quasi letale. Mostruoso il modo di fare del 39enne che, propostosi come dog sitter, l’ha costretta a fare quasi sei chilometri al guinzaglio di corsa, mentre lui la strattonavan dalla bici elettrica. Pazzesco, quanto successo a San Sebastiano al Vesuvio, vittima un pastore tedesco, Bella, di cinque anni, lasciata alle ‘cure’ di un inumano individuo. Spero che la Legge Brambilla, entrata in vigore in Italia lo scorso primo luglio venga applicata senza sconti. Grazie alla persona che ha segnalato il maltrattamento imposto al pastore tedesco, favorendo l’arresto del crudele dog sitter e del proprietario del cane. Ma cosa voleva dimostrare? La resistenza del povero cane, ridotto al collasso per lo sforzo, con le zampe sanguinanti e i polpastrelli ustionati? Per fortuna ci sono esempi diametralmente opposti, come quello di Flavio che ha salvato Rex da un canile-lager in Kazakistan e l’ha portato tra i boschi salutari dell’Agordino. Trovate la storia nel mio ultimo libro Amici Inaspettati, disponibile su Amazon oppure contattandomi. Nella prefazione, Barbara Pra, addestratrice cinofila, sottolinea come: “ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A Belluno è attiva l’Associazione APACA (Associazione Protezione Animali Cani Abbandonati) che si occupa dell’adozione di cani adottabili, di piccola, media e grande taglia anche a distanza. Il sindaco di san Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico ha deciso di occuparsi personalmente di Bella, ricoverata nella clinica veterinaria di Torre del Greco. Lunga vita a Bella che si merita una degna adozione.
Amici Inaspettati
Mi sveglio, la luce non filtra sotto gli scuri: è nuvoloso, come previsto. Sento grattare sulla porta della camera. Di solito è Pepita che viene a svegliarmi. Con la coda dell’occhio sbircio sulla radiosveglia per vedere che ore sono e non ci credo: le otto in punto! Non succedeva da un sacco di tempo. Apro la porta e il gradito intruso è Fiocco: ovvio, avrà fame! Dei tre gatti, lui è quello che mangia doppio e il suo stomaco reclama pappa da un paio d’ore. Mi chiedo se la sveglia tardiva sia un effetto collaterale del cambio di stagione – che probabilmente c’entra – ma ho una spiegazione più attendibile: ho dato alle stampe la mia ultima creazione letteraria, un evento che mi ha impegnato un anno e che è andato finalmente in porto grazie al supporto di Manuel. Adesso è il momento di condividere la soddisfazione con chi ha collaborato: Mariuccia, Flavio, Tania, Adriana, Barbara, Erica, i proprietari dei dieci cagnolini della seconda parte. I lettori che amano le storie di cani e ‘padroni’ a lieto fine sono avvisati. Il titolo Amici Inaspettati non è stato scelto a caso e il dipinto in copertina di Noè allude alla possibilità di un mondo nobilitato da buoni sentimenti. Spalmata su 121 pagine, la storia vera si legge velocemente. È disponibile su Amazon in doppio formato: con copertina flessibile più economica, oppure rigida per destinatari più importanti. Il contenuto è lo stesso. Procedura: Andare sull’app Amazon, scrivere il titolo del libro, cliccare cerca, esce tutto. Poi è possibile lasciare un giudizio sul prodotto. Chi non ha familiarità con l’acquisto online, può fare riferimento a me tra una decina di giorni. Mio obiettivo è diffondere il valore dell’amicizia tra creature e sensibilizzare contro l’abbandono. È gradito un passaparola e magari la lettura dell’opera, con valutazione finale. 🐾📚
