Esco alle nove e davanti al cancello sfila una cordata di piccoli ciclisti – categoria giovanissimi – piegati sul manubrio con casco e maglietta colorata che mi strappano un sorriso. Ma non li invidio perché fa già caldo e lo sforzo sulle gambe è intenso. Una vespetta rosa strombetta per incitare, come alcuni sostenitori più o meno interessati alla performance, prevista per tre categorie dalle ore nove fino alle diciotto. Trattasi della 12esima edizione del Trofeo Montegrappa che prevede una nutrita adesione di iscritti. Dato che la competizione non mi è nuova, ricordo che il passaggio delle bici volanti infastidiva parecchio i miei due cani che ora non ci sono più. Personalmente mi infastidisce il tifo sfegatato di chi incita a squarciagola i giovani atleti a dare di più, che già stanno ‘soffrendo’ per il caldo e la tensione della gara. Le transenne lungo il percorso consentono di camminare fuori dello spazio destinato alle due ruote e raggiungo la casa di Francesca, appena sotto la piazza. Dopo circa un’oretta, compio il tragitto a ritroso. È aumentato il caldo e sono in attività ciclisti più grandicelli, sempre sferzati da incitamenti che non mi sembrano proprio carezze. Non riesco ad entusiasmarmi, sono tutta dalla parte dei giovani ciclisti che spero raccolgano i meritati complimenti dai loro sostenitori, al di là di medaglie e trofei. Anzi, credo che ne esca vincente soprattutto la loro autostima, per reggere a prove che definirei impattanti. Devo chiedere lumi a Giovanni, mio stimato ex alunno quasi dottore che sulle due ruote sta costruendo un’attività parallela. Alle ore 12 è in attività il megafono in piazza, suppongo per annunciare la pausa pranzo. La competizione riprenderà di pomeriggio. La temperatura intanto è salita. Aiuto!…
Categoria: Ambiente
Felice incontro
Una pizza oppure un pranzetto in buona compagnia è cosa gradita. Ieri è capitato con una collega ancora in servizio e con la fida Lucia. Non sono una habitué, ma esco volentieri dato che sono negata per i fornelli e mi piace ogni tanto trovare pronto. Ieri la sorpresa è andata molto oltre le aspettative. Alla trattoria dai “Fruts’ a Paderno del Grappa, un signore, presumo il gestore di bell’aspetto con barba e capelli mediamente lunghi ci accoglie e si concentra su di me, dicendo che fu – il passato remoto ci sta – un mio alunno alle medie ‘in illo tempore’, occhio e croce Anni Ottanta, oltre quarant’anni fa. Tra l’altro aggiunge che non sono cambiata – bontà sua – e ricorda qualche marachella perpetrata ai danni dell’auto di allora, una mitica 500 (per la cronaca, ricordo una patata infilata nel tubo di scappamento). Giobatta, questo il suo nome, sembra rallegrarsi nel rammentare ed io recupero flash dei miei esordi professionali, pieni di entusiasmo e ‘sorpresine’ tutto sommato innocue, messe in atto dai più vivaci. Il nastro della memoria si snoda e tornano a galla situazioni paradossali: un suo compagno voleva collezionare note sul registro con l’obiettivo di farsi sospendere e tornarsene a casa, un altro era scappato durante la ricreazione, due fratelli irrequieti salivano disinvoltamente sui banchi. Certo non ho vissuto volentieri queste situazioni di indisciplina che adesso ci fanno sorridere. Ah, tengo per il finale la cosa più importante: Giobatta mi ha chiesto se poteva baciarmi, accordato volentieri perché l’ho percepito come l’omaggio a una persona che gli ha dato qualcosa in termini di relazione umana, più che di cultura. Giobatta, ex alunno, ora padre di Filippo e Ginevra che collaborano nella gestione della rinomata trattoria, con quell’abbraccio di gratitudine mi ha dato parecchio.
Colmelli in musica
Colmelli in musica: quarto appuntamento nel parchetto di Via dei Tigli, a due passi da casa mia. Potrei seguire lo spettacolo dal portico dove mi godo la sera, ma non sarebbe la stessa cosa. Di fronte alle giostre per i bambini è stato montato il palco e decine di sedie gli fanno corona, diverse già occupate. In prima fila è seduto un signore che indossa una t-shirt nera con la scritta: “Fans di Sabrina Salvestrin”, l’artista che si esibisce nella duplice veste di cantante e fisarmonicista. Il repertorio prevede la proposta di brani degli Anni Settanta, italiani e stranieri. Apprezzo particolarmente quelli di Lucio Dalla, ma la cantante non si risparmia, alternando l’uso della fisarmonica alla sola voce. Un valore aggiunto alla performance, è vedere dietro il palco dondolarsi dei bimbi sulle altalene. Inevitabile un tuffo nel lontano passato quando la bambina che fui si divertiva sul biscol. E poi, che facevo negli Anni Settanta per non ricordarmi di aver sostenuto questo o quel cantante? Ah ecco, ero impegnata nello studio, non proprio ‘matto e disperatissimo’ come quello di Giacomo Leopardi, comunque tosto. Fino alla laurea poche distrazioni, musica compresa. Poi è andata un po’ meglio, tenendo tuttavia il divertimento a margine. Convengo che la musica sia un ottimo collante tra le persone, più di altre forme artistiche che richiedono maggiore introspezione e coinvolgimento. Non sono una patita di canzoni ma ho le mie preferenze dove trovo Riccardo Cocciante, Mia Martini, Aznavour, Ermal Meta, Cesaria Evora, cantante capoverdiana struggente che ascoltavo in sottofondo mentre scrivevo l’ultimo romanzo. Invece non mi entusiasma più come una volta la musica popolare, allegra ma ripetitiva. Perciò quando Sabrina attacca con i noti valzer mi alzo e raggiungo Antonella, la vice sindaco per alcune informazioni. Da casa gusto la parte finale del concerto, un gradito regalo estivo del Comune agli abitanti di Castelcucco e non solo.
San Benedetto, Patrono d’Europa
Oggi San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa. Fondatore dell’Ordine dei Benedettini, introdusse un nuovo modello di vita monastica basato sulla preghiera e sul lavoro secondo il motto ‘Ora et labora’/Prega e lavora. Scrisse per i suoi monaci la Regola che prescrive povertà, obbedienza e alternanza di impegno e lavoro. Visse tra il 480 e il 547 d. C. durante le guerre gotiche tra Goti e Bizantini, in una delle epoche più travagliate della storia d’Italia. Grazie ai monaci benedettini, l’Europa del Medioevo sopravvisse nonostante le invasioni barbariche e la decadenza dell’Impero romano, portando avanti modelli e leggi di vita e di civiltà. Di famiglia aristocratica, Benedetto aveva per sorella gemella Scolastica che visse all’ombra del fratello e come lui divenne santa. Una volta si festeggiava san Benedetto il 21 marzo – da qui il proverbio ‘san Benedetto, la rondine sotto il tetto – poi la data è slittata all’11 luglio, da quando Papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia Patrono d’Europa, il 24 ottobre 1964. Siccome il mio compleanno è il 22 marzo, mi veniva facile raccomandarmi a san Benedetto, tra l’altro protettore di monaci, speleologi, architetti ed ingegneri. Devo ricordarlo al Dottore in Ingegneria Manuel, prossimo Ingegnere patentato. Trovo stupefacente che due membri della stessa famiglia abbiano fatto lo stesso percorso spirituale, in parte anche umano dato che sono morti a breve distanza uno dall’altra. Santa Scolastica viene festeggiata il 10 febbraio ed è la protettrice delle puerpere, delle monache benedettine e dei bambini che soffrono di convulsioni. Non sono esperta di agiografia (che si occupa della vita dei santi) ma credo che la vicenda di Benedetto e Scolastica potrebbe insegnarci qualcosa riguardo l’educazione dei figli.
Giallo sul Piave
Che bel ragazzo, Alex Marangon trovato morto sul greto del fiume Piave non per fatalità ma assassinato. Il giallo aleggia sulla fine del giovane barman di Marcon (VE) che aveva partecipato a un rito sciamanico nell’abbazia sconsacrata di Vidor. Non sapevo dell’esistenza dell’abbazia e qualcosa mi ricordo della parola ‘sciamano’, emersa in altri contesti. In sintesi, lo sciamano è un uomo capace di fare il mediatore tra il mondo umano e quello soprannaturale degli spiriti, dei morti e dell’aldilà. Devo aver letto qualcosa in passato, poi alcuni personaggi con questo ‘ruolo’ sono balzati alla ribalta della cronaca, anche nel caso di Ylenia Carrisi, la 24enne figlia di Al Bano e Romina Power, scomparsa a New Orleans il 6 gennaio 1994 in circostanze misteriose. l’Asia centrale e settentrionale è considerata la patria dello sciamanesimo e lo sciamano è una sorta di sacerdote, guaritore, mago…figura stimata ma anche temuta. Solo a parlarne mi viene l’ansia. Invece Alex aveva già partecipato a due riti sciamanici, chissà cosa lo attraeva, cosa cercava. Un amico dice che era preoccupato. Pare che durante il rito venga assunto un intruglio con erbe psicotrope, dagli effetti incontrollabili e che Alex volesse curare l’asma. Il contorno di questa vicenda è inquietante. Stride con la bellezza e vitalità del giovane la scelta di una spiritualità sinistra che in cambio di ‘viaggi’ mentali compromette la lucidità. Chissà cosa potrebbe dirci lui, se potesse parlare. Mi chiedo quanti siano i giovani e meno giovani disposti a barattare l’equilibrio psico-fisico con emozione forti, extrasensoriali. Va da sé che ognuno può fare ciò che vuole, purché non limiti la libertà altrui e men che meno ne comprometta la vita. “Si muore per tante ragioni, ed anche senza ragione” diceva il giudice Giovanni Falcone. Magari bisognerebbe chiedersi anche per cosa si vive.
Fibra ottica e…fibra costituzionale
Ieri mi è stata installata la fibra ottica. Racconto com’è andata. La sera prima una rapida chiamata mi informa che un dipendente della Vodafone sarebbe arrivato alle nove. Alle 8.40 suona il campanello: un giovane con la barba si presenta per eseguire il lavoro e chiede di fare un rapido sopralluogo della zona giorno. Lo raggiunge un collaboratore alto e nero, originario del Senegal (lo scoprirò dopo un paio d’ore, alla fine del lavoro). Intuisco a malapena quello che dovranno fare e li lascio lavorare. Ad un certo punto sento che scavano in giardino dove scoperchiano un tombino di cui mi ero scordata l’esistenza: da lì fanno passare il cavo in fibra ottica che sostituirà quello in rame, seguendo il percorso dell’Enel, ritenuto il più idoneo. Qual è il vantaggio? Velocizzare la trasmissione dei dati, utilizzando al meglio i dispositivi elettronici connessi con la rete internet. Sono stata persuasa a chiedere l’intervento da Manuel, il mio factotum di fiducia in concorso con mio figlio. Mi considero ‘social su misura’ nel senso che mi servo della tecnologia in base al bisogno, senza strafare. Le matite mi sono ancora familiari, le uso per appuntare spese e impegni sul calendario, ma è evidente che consentono un uso molto limitato. Adesso che ho un ‘Amazon Author Central’ (= una mia pagina autore) per condividere informazioni con i lettori e presentare Ricami e Legami, la mia ultima opera letteraria mi torna utile adeguarmi. Dopo circa un’ora, i due tecnici completano il lavoro in entrata dove si trovano telefono e modem, con dei giganteschi “bracciali” di fili che fanno passare minuziosamente per le canaline passacavi sulla parte bassa della parete. Infine Salvatore sostituisce il vecchio modem con quello verticale, mi dà le istruzioni del caso e controlla la velocità di connessione sul portatile, rapidamente aumentata. Adesso non ho più scuse: devo darmi una mossa anch’io!
Il capodoglio Salvatore
Nelle acque tra Ischia e Ventotene torna l’enorme capodoglio Salvatore, in compagnia di altri ‘amici’. Lo avevo sentito ieri mattina in coda al telegiornale delle sette e ho recuperato la notizia, grazie all’informazione di una fedele lettrice dei post. Partiamo dal nome: si chiama così per il grasso che si ricava dalla sua testa (da capo d’olio). L’enorme cetaceo è anche il più grande predatore esistente. Il suo corpo misura fino a 18 metri (la femmina un po’ meno) ed il piccolo alla nascita ne misura già 4. Vive fino a 80 anni e continua a crescere anche a 30 – 40 anni. È un ‘cervellone’ oceanico, nel senso che la testa è enorme, circa 1/3 del corpo e il cervello è il più grosso dei mammiferi, dal momento che pesa bene 9 chili. È un campione delle immersioni, cui si dedica per alimentarsi in profondità. Il suo intestino produce una sostanza fortemente odorosa – l’ambra grigia – utilizzata per la realizzazione di profumi. Curioso che dorma in verticale, non per scelta, ma per sopravvivenza. Credo che sia imparentato col delfino, dato che appartengono entrambi alla famiglia dei cetacei, sottordine Odontoceti che presentano nella bocca denti di forma conica tutti uguali fra loro. I capodogli sono creature acquatiche docili e naturalmente curiose nei confronti degli umani. Vivono in tutti gli oceani e nel mare Mediterraneo. In Italia, il Santuario dei cetacei si trova in Liguria, a Imperia. Tornando al capodoglio Salvatore, lui è ormai di casa a Ischia. Immagino l’emozione che può procurarne l’avvistamento ravvicinato. Spaziando, i delfini sono protagonisti anche al cinema con film di animazione per ragazzi, tipo Blu e Flippy – Amici per le pinne (2023), una magica fiaba marina. La storia del cinema è piena di film con delfini, loro malgrado protagonisti. Il che fa riflettere sul loro sfruttamento “come attori’ nel passato, oggi per fortuna superato.
Palio di Siena
Oggi 2 luglio si corre il Palio di Siena in onore della Madonna di Provenzano (il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta). Si tratta di una giostra equestre di origine medievale tra le diciassette contrade di Siena. L’origine pare risalga al 1260, in occasione della celebrazione della battaglia di Montaperti. La corsa viene tradizionalmente chiamata la “carriera” e si può assistere all’evento direttamente dall’interno della Piazza, senza pagare nulla, oppure dal video, come la sottoscritta. Inizio ufficiale della corsa alle 19.30, con durata imprevedibile. Diretta tv su La7, a partire dalle 19.20. Partecipano le contrade Bruco, Civetta, Onda, Giraffa, Leocorno, Lupa, Nicchio, Pantera, Oca e Valdimontone. Vedrò di seguirla, perché il cavallo è un animale che mi piace molto. Non posso godere della sua compagnia in casa come per i gatti, ma mi riconosco in alcune sue caratteristiche. Anzi, in un test psicologico che chiedeva di scegliere un animale tra quattro risultò che mi identificavo nel cavallo. Mia nipote Cristina ne ha ‘adottato’ uno, Egoist che vive in una scuderia, un investimento economico ed affettivo. Per casa mia, oltre trent’anni fa ne è passato uno celeste, della serie ‘spingi e vai’. Animale maestoso e forte, ha un effetto benefico sull’autostima. Si pensi alla Ippoterapia come cura di svariati disturbi della sfera emotiva, sensoriale, motoria non solo sugli adulti ma soprattutto nei bamvini. Dotato di una certa personalità, è molto amichevole con l’uomo, a dispetto del modo di dire: ‘ombroso come un cavallo’ che pare derivi dal fatto che il cavallo teme la sua ombra. Non sapevo che gli vengono attribuiti 5 cuori, fatto legato alla circolazione sanguigna. Vi dice niente la canzone: “Furia il cavallo del west”? Emozioni e ricordi ‘al galoppo’!
Casa dolce casa
Ogni tanto stiro. Se c’è il sole, gli indumenti si asciugano in fretta. Scendo in caldaia dove ho l’asse per stirare. Mentre si scalda l’acqua distillata nella caldaietta – tempo una decina di minuti – annaffio la pianta di Limoni che mi ringrazia, inviandomi note agrumate. Una sbirciatina ai Lamponi e ne stacco tre che mi deliziano il palato. Mi applico mezz’ora a togliere le pieghe da un paio di t-shirt, un paio di pantaloni, un po’ di tovagliato e torno ad occupare la mia postazione preferita sotto il Glicine da dove osservo compiaciuta che l’erba è stata sfalciata. “Che relax sotto al tuo glicine” mi scrive una collega in visita di recente, mentre Lucia sul blog scrive: “Il tuo Ada è un eden”. Sono lusingata dalle osservazioni che collimano con la mia soddisfazione di aver fatto della casa il luogo dove sto finalmente bene. L’avverbio è giustificato perché ho dovuto andare in pensione prima di condividere il proverbio “Casa dolce casa”, sia perché prima ero assorbita dal lavoro e dalle cure materne, sia per il peso economico sostenuto. Nel panorama musicale, scopro che ci sono dieci canzoni dedicate al tema della casa, quindi l’argomento è ampiamente condiviso. Nel mondo anglosassone fanno un distinguo tra house e home; per me la casa non è l’obiettivo principale, di sicuro rappresenta un investimento non da poco che all’inizio mi ha prostrata, nonostante abbiano concorso economicamente mia mamma e il padre di mio figlio. La sorpresa più grande sono state le spese di manutenzione, trattandosi di due appartamenti contigui e quelle per il mantenimento del verde, con siepe, aiuole, piante e via discorrendo. Ma è proprio da lì che deriva il mio benessere, dal verde e dai fiori che con i gatti costituiscono il mio bene materiale e spirituale. Non riuscirei a poetare, se non all’ombra del Glicine, con la discreta compagnia di Fiocco e di Pepita.
Nascita del sole
Ultimo giorno di Giugno, domenica. Da qualche giorno i gatti dormono fuori e si godono il fresco della notte. Ieri sera sul tardi, si sentivano i botti dei fuochi d’artificio provenienti dal paese vicino, per festeggiare i santi Pietro e Paolo. Pensavo che il rumore avrebbe convinto i felini a entrare in casa, ma niente da fare. Così stamattina mi sono svegliata presto, prima delle sei, col desiderio di aprire il portoncino e rivederli. E chi ti vedo per primo? La palla dorata del sole che sta per espandersi, in un silenzio interrotto soltanto dal tubare delle tortore. Non ci penso due volte e lo fotografo. Intanto sul davanzale della cucina si posiziona Grey, scavalcata da Fiocco e Pepe che si fiondano sulle ciotole dei croccantini. La nascita del sole è uno spettacolo emozionante che merita la sveglia anticipata. D’altronde sono in pensione e gestisco il tempo a mio comodo. Di pomeriggio recupero. Faccio colazione e poi vado a raccogliere la Salvia per essiccarla: ha delle belle foglie che profumano solo a sfiorarle. Tra le piante aromatiche, è quella che preferisco. Infatti la uso spesso e in molte pietanze: nelle zuppe, nel pesce al cartoccio, nella panatura del trancio di salmone, quando cucino gli straccetti di tacchino… e per aromatizzare l’acqua da bere. Nel mio giretto mattutino, do un’occhiata alle Ortensie che stanno cambiando colore e alle giovani Calle di un intenso giallo. Vedo che sta per schiudersi un Giglio di montagna che porta sullo stelo diversi fiori e pregusto lo spettacolo che mi offrirà. Scarseggiano i Gladioli, forse avrei dovuto togliere i bulbi in autunno e rimetterli a primavera, ma non riesco a star dietro a tutto. Devo badare anche alle piante verdi dentro casa, rappresentate da Ficus, Potos, Crassula, Spatifillo e Orchidea. Nel complesso non è stonata la battuta di Marcella che vede a casa mia un piccolo vivaio.
