Un sabato che sa di domenica

All’insegna della poesia trascorro un sabato che sembra domenica. In compagnia di Lucia e Francesca raggiungo la Tenuta Baron a Fonte dove si tiene la prima parte del Reading poetico legato alla Rassegna ‘Monte Grappa in versi’. La tenuta si trova a due passi dal centro, circondata da ulivi. Diverse piante posizionate in enormi vasi color antracite introducono gli ospiti nella sala dove si radunano i poeti che arrivano alla spicciolata. L’assessore alla cultura del Comune di Fonte Mario Libralato ci accoglie e fa gli onori di casa, insieme con la gentile collega Stefania Ziliotto, Assessore alla Cultura del Comune di San Zenone degli Ezzelini e a Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo, affiancati da Franco Berton, Giancarlo Zizola e Katinka Borsányi. A colpo d’occhio mi pare che i poeti maschi siano meno numerosi delle donne, ma per me il sostantivo poeta è double fax in quanto estensibile a entrambi i generi. Ciò che conta è affidare alla poesia le riflessioni ed emozioni di qualunque periodo della vita, magari da condividere con il pubblico, come in questa circostanza. Il Sacro Monte ha ispirato una quarantina di autori provenienti da oltre venti paesi delle province di Treviso, Belluno e Vicenza, che fanno parte del MAB (Man and Biospere) UNESCO. Un raffinato intermezzo musicale crea momenti artistici paralleli al reading. Il numero e l’intensità delle proposte dimostra che la poesia è un valore aggiunto alle variabili del territorio del Monte Grappa, ricco ed interessante per svariati aspetti. Intensi i testi in dialetto mentre qualche altro, pur apprezzabile sembrava avulso dal tema della rassegna. Sono lieta di constatare che la poesia è viva e vegeta, capace di amalgamare sentimenti diversi con un abbraccio empatico. Conclusa la lettura, mi trattengo volentieri con le sorelle Lisa e Roberta che mi omaggiano di una confezione floreale, e rivedo con piacere dopo qualche decennio Luca, un ex alunno. Dalle mani della solerte Stefania Ziliotto ogni autore riceve in omaggio una raccolta delle poesie selezionate e lette. Le rileggerò in privato, gustando il frutto del talento che anima le Terre dell’Alpe Madre.

Poesia, un bene che fa bene

Un paio di giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Poesia, cui mi aggancio per dire che oggi la poesia è protagonista durante la Rassegna poetica Monte Grappa in versi che prevede un reading letterario tra Fonte ed Asolo, rispettivamente alle ore 15 e 18. Io e la mia amica Francesca siamo tra gli oltre trenta poeti che leggeranno ciascuno un paio di opere prodotte. Ma non intendo parlare di noi, bensì della poesia, un bene…che ci fa star bene! Il bello di questa iniziativa, promossa dal comune di san Zenone ed estesa a molti comuni ai piedi del massiccio del Grappa – da cui il titolo della rassegna poetica POESIA dalle terre dell’Alpe Madre Monte Grappa in versi – è che consente di esprimersi e di incontrarsi a persone che coltivano lo stesso hobby. Anzi, ho scoperto con piacere che chi coltiva la poesia, spazia anche in altri ambiti artistici. Ad esempio Francesca è molto brava nel disegno e nel ricamo. L’evento di oggi ci offre l’opportunità di confrontarci con persone vicine al nostro spirito, anche tra gli estimatori del genere. Infatti la poesia si rianima se gira, pertanto è importante per chi la produce ma anche per chi la consuma. Ciò detto, io mi esprimo più facilmente nella prosa, essendomi accostata alla poesia in età adulta. In definitiva, sono due canali espressivi che mi consentono di mettere nero su bianco le mie riflessioni ed emozioni. Con la soddisfazione di condividerle con qualcuno, senza la pretesa che il prodotto piaccia a tutti. Vediamo che succede oggi ore 15 alla Tenuta Baron, via san Pio X, 17 a Fonte; alle ore 18 in Sala Consiliare di Asolo. Intanto buon sabato, alleggerito dalla polvere dorata dei versi che stende un’aura di sollievo sulle brutte notizie abbattutesi sul quotidiano.

Fiori e Poesia

Oggi 20 marzo equinozio di Primavera, evento astronomico che sancisce l’ingresso ufficiale della stagione primaverile nell’emisfero boreale. Non entro nel merito sul perché la data cambi ogni anno, invece ricordo che la parola equinozio deriva dal latino ‘aequus’= uguale e ‘nox’= notte, ovverosia la durata del giorno è uguale a quella della notte, 12 ore. Lasciando l’ambito scientifico, oggi è anche la Giornata Mondiale della Felicità che nel mio caso è favorita dai fiori, bene per gli occhi e per l’animo. Mi concentro su ciò che vedo a metro zero, cioè a casa mia. Nelle fioriere sono sbocciati i giacinti e alla base del glicine c’è un’isola enorme di viole. Il pesco selvatico si sta vestendo di rosa ed è sbocciato il primo tulipano giallo, il mio colore preferito. L’erba cresce a vista d’occhio. Da un paio di giorni sento delle tosaerbe in servizio e dovrò provvedere anch’io. Le piogge dei giorni precedenti hanno fatto cadere i petali delle piante da frutto in fiore, mentre fioriscono un paio di ‘selvatici’ che si sono ‘accasati’ tra la siepe di fotinia che ha emesso le foglie color mattone che mi piacciono tanto. Tra un po’ sarà una meraviglia fare il giretto mattutino per il giardino a caccia di esemplari da immortalare. Raccolgo anche qualche piccolo bouquet da mettere accanto al quadro di mia madre che come me amava i fiori. Adesso che ci penso, mi sarebbe stato congeniale il nome Fiore… ma tutto sommato meglio che sia incarnato dal mattatore Rosario Fiorello. Avrei portato volentieri anche Flora, Ortensia, Margherita, Iris …e giù con l’elenco, per indicare quanto sia spiccata la mia simpatia per queste creature. A proposito, un fiore è il protagonista della poesia che è stata selezionata per la Rassegna POESIA dalle terre dell’Alpe Madre – Monte Grappa in versi. È intitolata Il Geranio Color Corallo. La leggerò sabato 23 ore 15, durante lo spazio dedicato a ‘I Poeti si raccontano’ nella Tenuta Baron, via san Pio X, 17. Per chi ama fiori e versi. 🌷

Arte e Artigianato

Oggi 19 marzo, Confartigianato celebra la terza Giornata Nazionale della Cultura Artigiana. L’evento si svolge a Pesaro, capitale della cultura italiana 2024. Gli Artigiani incarnano valori quali la creatività, la dedizione, l’abilità, la dedizione. Oggi è anche San Giuseppe Artigiano. Il saper fare è alla base dello spirito creativo delle piccole imprese nell’economia e nella società, capaci di conquistare il mondo con l’eccellenza dei loro prodotti, combinando saperi antichi e innovazione. Tra l’altro, le aziende etiche venete “che rendono possibile l’impossibile”- con 2400 imprenditori coinvolti e 93 progetti sostenuti – sono un fiore all’occhiello in questo ambito. Il Gazzettino ne dà notizia a pag. VIII del quotidiano odierno. I prodotti made in Italy sono apprezzati negli svariati ambiti: gastronomia, arredamento, sartoria… sono meravigliata dall’abbondanza di prodotti che escono come pezzi unici dalle mani dei solerti artigiani che si dedicano con passione a produrre opere uniche. Non a caso la parola artigiano contiene la parola arte che la dice lunga. Pertanto, l’artigiano crea un prodotto unico che comunica emozioni come un’opera d’arte. Per non allontanarmi dal santo del giorno, mi risulta che facesse il falegname, lavoro assai importante e ricercato anche oggi, sebbene compiuto con l’ausilio di macchinari e della tecnologia. Ho avuto bisogno dell’intervento di Mario, falegname per la manutenzione degli scuri e delle travi dei portici. Quando andavo in falegnameria da Gino, entravo in un ambiente pieno di trucioli dorati che mi dilatavano le narici. In casa ho due manufatti religiosi in legno che mi parlano di terre lontane. Adesso che ci penso, anche un pettine artigianale proveniente dall’Africa comperato in un mercatino tempo fa. Perché l’arte è un mezzo di comunicazione sociale, mentre l’artigianato esprime i suoi prodotti con un linguaggio universale.

Gli esami non finiscono mai

È risaputo che la patente va rinnovata in coincidenza del compleanno. Pertanto è un’occasione sia per riflettere sul tempo che passa, sia un banco di prova per verificare la tenuta delle proprie capacità psico-fisiche. Col procedere degli anni e qualche doloretto, un po’ di ansia mi prende quando raggiungo la sede Aci di Casella d’Asolo, frequentata anche negli anni passati per sbrigare pratiche analoghe. Sorrido al pensiero che una decina d’anni fa, tornando da una riunione nel vicino Istituto comprensivo scolastico, per stanchezza e sbadataggine caddi dentro la ‘piscina’ delle ninfee, rimettendoci cellulare e orologio. In seguito, per consolarmi feci una sorta di servizio fotografico ai fiori acquatici che a breve fioriranno. Sono un po’ in anticipo. Verso le 16.30 sembra sia scoppiata l’estate. Ci sono diverse persone prima di me, presumo per la stessa pratica o simili. La segretaria riceve foto e restituisce moduli. Nella stanza accanto la collega riceve i pagamenti. In una zona più riservata il dottore effettua le visite per il rinnovo della patente. È lo stesso dell’altra volta: cordiale, rapido, intuitivo. Può darsi che mi riconosca. Dopo il controllo della vista e dell’udito, si accerta che stia bene in salute e mi congeda. Mi farà piacere se lo rivedrò tra tre anni. È andato tutto liscio, l’ansia si è stemperata come un battito d’ali che mi riporta alle farfalle e ai fiori, ninfee comprese. Alleggerita di un peso, raggiungo l’auto e mi riprometto di tornare tra un mesetto a fotografare lo specchio d’acqua decorato dagli esotici fiori, trasferiti sulla tela da Claude Monet, ‘l’amante delle Ninfee’. Il pittore impressionista le amava tanto che realizzò circa 250 quadri dello stesso soggetto. A me basta fotografarle.

Haiti, paradiso e inferno

Haiti, la “Perla delle Antille”, “La prima repubblica nera indipendente della storia moderna” è in mano alle bande armate che raccattano per strada bambini-soldato. Carlotta, una aretina in missione per una Ong che si trova nella capitale Port-au-Prince afferma che è difficile aiutare chi soffre. Non stento a crederle. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, ex colonia francese ha ottenuto l’indipendenza nel 1804. P.aese agricolo che vive grazie alle esportazioni di caffè, zucchero, cotone, cacao è uno dei più poveri del continente americano: l’80% della popolazione vive in uno stato di povertà degradante, mentre il 54% vive con meno di un dollaro al giorno. Negli ultimi dieci anni è stata colpita da una serie di cataclismi. Attorno alla capitale è stato esteso lo stato d’emergenza fino al 3 Aprile prossimo. Strade ed edifici della capitale sono in mano a bande armate. Il pericolo guerra civile si fa sempre più vicino. 15.000 persone sono già fuggite e di queste il 30% sono ragazzi in età scolare. “Haiti è il luogo giusto per chi voglia esplorare una ricca cultura, la più africana della regione. Offre l’opposto di una vacanza senza pensieri” è ciò che recita un depliant, rafforzato dai recenti eventi d’attualità. Al netto della drammatica situazione politica, lo immagino un luogo bellissimo, un piccolo paradiso in terra fatto di acque turchesi, palme ombreggianti, sabbia finissima. Il clima è tropicale, umido e caldo. Eppure proprio in questo eden si sta consumando un disastro di immani proporzioni: il presidente Ariel Hanry ha rassegnato le dimissioni. La situazione è sempre più drammatica. Combinare bellezza e bruttezza appare contraddittorio. Penso che non ci meritiamo di abitare un pianeta tanto bello e così abbruttito da comportamenti irresponsabili.

Maltempo… forse addio

Stamattina il video annuncia allerta arancione in Emilia Romagna, gialla in altre regioni. Il Veneto si trova a fronteggiare nuovamente situazioni meteorologiche avverse. La Protezione Civile annuncia una giornata di maltempo che durerà fino a mezzanotte. Sono disorientata e in ansia. Di prima mattina sembra annunciarsi una buona giornata, però bisognerà vedere come evolve. Ieri pomeriggio sembrava ci fosse il diluvio: pioggia battente, raffiche di vento…dentro casa i gatti nervosi finché verso le diciassette è addirittura uscito il sole. Ovviamente non mi sono mossa e ho molto gradito la visita di Lucia, arrivata con l’ombrello e rientrata senza. Per uscire dal privato, meno male che nelle alte sfere qualcuno si è accorto che la situazione climatica è di importanza globale e riguarda tutti. A partire dagli Anni Sessanta del secolo scorso, ogni decennio è risultato più caldo di quello precedente. La crisi climatica ha aumentato la temperatura media globale, portando a temperature estreme più frequenti, con aumento della mortalità, una minore produttività e danni alle infrastrutture. Dal cambiamento climatico sono colpite tutte le zone del pianeta, chi più chi meno. Pare che il 2030 sarà il punto di non ritorno, secondo la Commissione che se ne occupa. E non è finita, perché il Paese più vulnerabile tra le economie europee è proprio l’Italia. Qua mi fermo, per non mettermi a piangere, sperando che le previsioni nefaste siano state stilate per eccesso. Al momento che sto per postare, arriva mio figlio con lo skateboard, mezzo che usava con la bella stagione. Pepita sta facendo acrobazie sul traliccio dove si distendono i rami della rosa rampicante: due indizi che fanno ben sperare. Incrociamo le dita!

Previsioni grigio-rosa

Oggi giornata invernale, sette gradi sotto il portico: umido, niente sole, previsioni grigie. Sono preoccupata per la mia ‘limonera’, potata quindici giorni fa quando faceva quasi caldo. Adesso dovrei concimarla, ma forse la rimetto dentro il garage, sotto le finestrelle dove ha trascorso gli ultimi mesi, perché le previsioni meteo non sono buone. Intuisco le preoccupazioni di chi lavora in agricoltura e deve combattere con il clima sempre più bizzoso, con conseguente rischio delle colture. Anche allevare api è diventato problematico e le aziende agricole sono in sofferenza. Un amico di mio figlio l’ha chiusa e mi spiace non poter più gustare i prodotti che mi arrivavano a casa profumati di terra e di sole. Non ho ricette da dare al riguardo, salvo provare nostalgia di un tempo che fu, quando bastava l’autoproduzione. Ricordo l’orto di mio zio Geremia – Miuti per i familiari – dove c’era il ben di Dio, piccoli animali compresi come galline, conigli e nella stalla una sola mucca. Dal ripostiglio sul lato est della cucina che dava sull’orto, si ergeva maestoso un fico che sembrava il custode silenzioso del desco familiare dove non mancava mai la polenta da tagliare a fette con lo spago. Mio padre faceva il commerciante, sono stata solo sfiorata dalla cultura e coltura contadine. Però riconosco i prodotti naturali e posso permettermi un mini orto su misura…che affiderò alle cure di chi se ne intende. Io mi occuperò di fiori, mentre delego mio figlio a seguire le poche piante da frutto: il ciliegio, il susino, il melo, il melograno e l’albicocco che è sempre il primo a fiorire. La ‘limonera’ è diventata di mia proprietà. Fragole, lamponi, mirtilli e more spero forniranno i gustosi fine pasto. Beh, a parlarne mi è venuta l’acquolina in bocca. Vado a rivedere le foto, per gustare l’occhio in attesa di deliziare il palato.

‘La poesia femminile fa paura ai regimi’

Nella rubrica del Corriere ‘Il sale sulla coda” di Dacia Maraini leggo l’articolo ‘La poesia femminile fa paura ai regimi’ dedicato alla poetessa iraniana Mahvash Sabet, condannata ad altri 10 anni di carcere, dopo averne già scontati altrettanti. Nata a Teheran nel 1953 – mia coetanea – ha scritto un volume di poesie nel carcere di massima sicurezza di Evin, intitolato ‘Prison Poems’, pubblicato in inglese, che nel 1917 le e’ valso il titolo di ‘Scrittore internazionale di coraggio’. Oltre 100 poesie composte in lingua parsi, d’amore, riscatto, pace, libertà. Arrestata per la prima volta nel 2008 per motivi religiosi insieme ad altri sei leader, era ritornata libera il 18 settembre 2017. Adesso è stata nuovamente condannata ad altri dieci anni di carcere, per l’appartenenza alla religione ‘bahá’í da sempre considerata dal regime iraniano ‘nemica dell’Islam’. Della serie ‘Quando uno vuole attaccarsi a qualunque scusa per annientare il nemico’. Il libro è acquistabile in internet. Rifletto sulla sorte di questa donna di talento, piena di coraggio. Che abbia usato la poesia per comunicare e denunciare, le rende merito. Riporto quella intitolata Nostalgia nella traduzione di Julio Savi: Nostalgia di casa/nostalgia di te/del tuo sguardo/ardente d’amore/accarezzante/delle confidenze/scambiate/in anni lontani/del sole/che bacia il tappeto/nostalgia dei ragazzi/nostalgia dell’abbraccio/del vostro amore/mi manca il suo profumo//. Non serve commentare, si immagina lo struggimento della donna incarcerata che pensa al suo uomo, ai figli, alle tenerezze godute e perse. La poesia per lei deve essere stata terapeutica, una liberazione mentale e sentimentale dietro le sbarre. E non è ancora finita…

Cenni di primavera

Cime innevate e pratoline in giardino è ciò che vedo dalla finestra, stamattina soleggiata dopo vari giorni di pioggia. La temperatura è frizzante nella prima parte della giornata, ma poi il soleggiamento addolcirà cose e persone. Non serve essere metereopatici per apprezzare i vantaggi del calore sulla terra, tanto quanto i benefici delle precipitazioni, quando non sono rovinose. Il Cantico delle creature di frate Francesco è sempre attuale. Quando apro il balcone sulla zona orto, l’Albicocco sfodera decine di fiori rosa che sono una meraviglia. Anche i gatti apprezzano, passando come funamboli da un ramo all’altro. Condividiamo la meraviglia per uno spettacolo gratuito della natura che merita più considerazione. L’urgenza di fare troppe cose ci priva del piacere di godere della bellezza a portata di mano. Però ammetto che anch’io ‘andavo di fretta’ prima, quando ero in servizio e mi sono ‘resettata’ con la pensione. Inoltre l’artrosi mi ha imposto di rallentare due anni fa e di ripetere l’intervento di artoprotesi alla seconda anca il prossimo mese. Lo avrei volentieri evitato, ma ‘hic stantibus rebus/stando così le cose, intendo affrontarlo fiduciosa. Nonostante la crisi della sanità, ci operano molti valenti professionisti in grado di restituirci benessere e qualità della vita. Vita che rinasce a primavera anche tra gli animali… ma non sono scontate le nuove nascite. Mi riferisco ai miei canarini, rimasti in tre – due maschi canterini e una femmina – che al momento non danno segni di allargare la famiglia. Temo rimarrà irripetibile l’annata quando da cinque uova deposte nacquero cinque canarini, tutti sopravvissuti. Peccato che la vita dei pennuti sia corta, sei anni se va bene e se un gatto malandrino non ci mette lo zampino (Fiocco reo confesso). Insomma, mi godo ciò che passa il convento e auguro altrettanto ai lettori.