Reinventarsi come le Ortensie

Non so se annoverare tra i fiori d’autunno le Ortensie che fioriscono da giugno a settembre; adesso stanno virando verso tonalità pastello. Le ho fotografate i mesi scorsi blu, viola, rosa intenso… ora iindossano tonalità tenui tra il verde mela e il pink. Mi piacciono pure così, ne raccolgo un mazzo e le sistemo in un vaso dove inserisco un po’ d’acqua perché non cadano. Ma non gli servirebbe, perché il processo di essiccamento è già iniziato. Anche se i miei colori preferiti sono altri, devo dire che il verde e il rosa stanno bene insieme. La mia simpatia per questo fiore elegante e duraturo è di vecchia data e risale al 2000, anno in cui sono venuta ad abitare a Castelcucco. Ne avevo interrate dieci piante, cinque rosa e cinque celesti che poi si sono mischiate. Altre sono giunte ai compleanni, cosicché non posso lamentarmi. In casa ne ho un po’ dappertutto: in studio, in sala, in bagno, in cucina e mi spiace sostituirle quando perdono del tutto il colore. Allora le utilizzo per fare i “fuochi d’artificio” casalinghi: apro lo sportello della stufa, le posiziono dentro e accendo il fuoco, procurandomi uno spettacolo vulcanico di pochi secondi di grande effetto. Nella cultura giapponese simboleggiano gratitudine, ma anche solitudine che per me va benissimo, purché sia una scelta e non sia imposta. Del resto mi pare congeniale a una persona che scrive un habitat tranquillo dove raccogliere i pensieri e trasformarli in emozioni da condividere. Anche l’abbinamento fiori versi nel mio caso funziona perché capita che fotografare un fiore mi stimoli a stabilire una relazione affettuosa. L’Ortensia, generosa e longeva mi suggerisce delle riflessioni sull’età che avanza, con i suoi pro e i suoi contro. Durare e reinventarsi come le Ortensie è salutare.

Alea iacta est – Il dado è tratto

Faccio una capatina da Gina, la nonna di Manuel dove mi coglie di sorpresa la voce di Nadia che sta apparecchiando la tavola, anzi le tavole: credo che oggi il pranzo allargato a oarenri e amici sia per salutare il giovanotto che martedì prenderà l’aereo per l’Australia: sarà ospite di parenti ad Adelaide fino a dicembre, per spostarsi poi in altra zona. Per perfezionare la lingua inglese e lavorare in qualche ambito. Manuel è già stato da solo a Singapore e non si perderà di certo. Saremo noi, parenti e amici a sentirci svuotati senza la sua gioiosa e talentuosa presenza. Ci sosterremo reciprocamente, convinti che è il momento giusto di fare l’esperienza oltre oceano, senza scordare le proprie radici. Oggi ai giovani sono offerte molte possibilità di realizzarsi distante da casa, pur mantenendo i contatti. Personalmente provo sentimenti contrastanti: di ammirazione per il coraggio richiesto per partire da zero all’altro capo del mondo e di ansia per l’ignoto che si paleserà. Comunque Manuel è un ragazzo speciale che muoverà con oculatezza le sue pedine e lascerà un’impronta positiva dovunque si fermerà. Se la realtà si scoprirà meno attraente del previsto, saremo tutti contenti di accoglierlo a braccia aperte. La tavola imbandita dalla mamma non è solo un dato materiale apprezzabile, ma rappresenta la rete sociale e affettuosa che ha consentito a Manuel di emergere: ha in tasca laurea e abilitazione, buona padronanza dell’inglese, sostegno qui e là. Seguirò il suo percorso con entusiasmo, sapendo fin da ora che farà tesoro di tutte le esperienze. Il momento è giunto. Come disse Giulio Cesare, “Alea iacta est” ovverosia ‘Il dado è tratto’. Vai tranquillo, giovane amico. Siamo tutti con te!

Nobel per la Letteratura 2024

Non poteva scapparmi la notizia, dato che scrivo: è stato assegnato il Nobel per la Letteratura a Han Kang, la prima scrittrice sudcoreana e asiatica, a vincere il premio. Intanto congratulazioni, anche se non ho letto una riga della produzione della vincitrice. Soddisfatta che si tratti ancora di una donna, il che conferma essere alquanto dinamico e vitale il contributo femminile alla cultura. Il che non succedeva al tempo della Serao – di cui ho parlato ieri – invisa al fascismo che le bloccò la candidatura al Nobel. Non conosco ancora il dietro le quinte di Han, ma posso immaginare che nel suo Paese d’origine ne abbia viste di cotte e di crude, dato che il tasso di violenza domestica è elevato, al netto della ricca cultura, del cibo delizioso e della tecnologia avanzata. Il prestigioso premio le viene attribuito: “per la sua intensa prosa poetica che mette a conforto traumi storici con la fragilità della vita umana”. Il suo romanzo “La vegetariana”, una storia piuttosto cupa, è pubblicato da Adelphi. Nel 2022 il Nobel era stato assegnato alla francese Annie Ernaux e nel 2020 all’americana Louise Gluck. Giusto per sottolineare l’avanzata delle donne…intrapresa in Italia da Grazia Deledda, Nobel nel 1926. Sento spesso parlare di ‘Pianeta Donna’ e scopro che così si chiama un blog dedicato all’universo femminile: curioso ed accattivante, andrò senz’altro a farci una capatina. Comunque, in generale penso ad un raggio d’azione delle donne sempre più vasto, senza esclusioni e limiti di sorta, aperto alla frequentazione di chiunque abbia un contributo da offrire e/o scambiare. Perché unico è il pianeta che ci accoglie, meglio se popolato da individui senza pregiudizi e con lo sguardo lungo. Che siano in aumento le scrittrici premiate è un valore aggiunto.

Piove sul bagnato

Uragano declassato a ciclone in arrivo: Kirk irromperà sul vecchio continente, portando da giovedì venti forti e piogge intense anche in Nord Italia. Allerta rossa su alcune zone del Veneto. Le parole ‘uragano’ e “ciclone’ stanno entrando a gamba tesa nelle previsioni meteo destinate all’Italia, mentre eravamo abituati a considerarle tipiche di fenomeni oltreoceano. Il Comune di Genova ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio comunale. Tempo in miglioramento da venerdì, pare. Seguo l’intervista a Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana che invita a prepararsi alle criticità idrauliche legate alle intense e frequenti precipitazioni. Il tempo non è più quello di una volta, e nemmeno gli effetti collaterali. Giusto mercoledì scorso ho avuto necessità di andare a Bassano, alla vigilia della Fiera d’Autunno. Pioveva di brutto, ovvio che avevo l’ombrello e ho riparato in biblioteca per un paio d’ore. Verso le tredici ho raggiunto il parcheggio, e pioveva ancora. Solo a casa mi sono resa conto che la giacca era tutta bagnata, nonostante mi fossi protetta con l’ombrello. Il peggio è arrivato il giorno dopo, con un raffreddamento diffuso e l’esordio di una costipazione tutt’ora in corso. Poco male, però era da parecchio tempo che non mi capitava di essere vittima del tempo incattivito. Stando così le cose, dovrò usare più prudenza nelle mie uscite. Non oso immaginare lo stato d’animo delle persone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna per la seconda volta in pochi mesi. Giunge un avviso dall’ATS – Alto Trevigiano Servizi: usare l’acqua con moderazione a causa di danni della Condotta acquedottistica della Comunità Montana del Grappa in prossimità della Sorgente Tegorzo. Quando si dice ‘Piove sul bagnato’!

Riso e mondine

Viaggio alla scoperta del riso. Da Vigevano, Peppone per Linea Verde ci presenta la storia di questo cereale, compresa la Confraternita del Riso. Ecco, là mi piacerebbe esserci, per gustare i prelibati piatti della tradizione. Comunque il famoso cereale pare abbia 7000 anni, proviene dalla Cina, introdotto in Europa parecchi anni dopo, in particolare nella zona del Mediterraneo. La parola riso mi richiama immediatamente quella di mondine, le donne immerse nella risaia con la schiena curva per togliere le erbacce e trapiantare le piantine. Per 40 giorni, curve nell’acqua con stivali, pantaloncini o gonne tirate su – occasione straordinaria in passato per gli uomini di vedere le cosce delle lavoratrici – 60.000 donne in salute dai 13 e fino ai 60 anni popolavano le campagne vercellesi e novaresi, a togliere le erbe infestanti degli acquitrini e a trapiantare le piantine nuove. Questo soprattutto tra maggio e luglio, per 10/12 ore al giorno, fino a cinquanta o cento anni fa. L’ambiente era malsano perché si lavorava nell’acqua e tra gli insetti, per una ricompensa non adeguata. Il malcontento per le pessime condizioni di lavoro, nei primi del 900 sfociò in agitazioni e tumulti, anche perché la paga corrisposta alle donne era molto inferiore a quella degli uomini. Poi Il lavoro di queste donne scompare con l’introduzione dei diserbanti e delle macchine mietitrebbiatrici. Non so se il film drammatico Riso amaro (1949) con Silvana Mangano parli della condizione delle mondine. Se mi capita di vederlo lo farò. Parecchi anni fa, durante una gita fui in Romagna e conobbi un gruppo di donne, vestite da mondine che interpretavano canti della risaia. Infatti cantare era un modo messo in atto dalle mondine per reggere alla fatica. Adesso due parole sul risotto che preferisco: gamberi e zucchine, senza disdegnare gli altri. Tra i primi, batte di gran lunga la pasta. Buon riso…e risotto a tutti!

Cari Insegnanti…

5 Ottobre ’24, Giornata Mondiale degli Insegnanti. Mi viene spontaneo scrivere una lettera aperta ai miei colleghi in servizio: Massimiliano, Antonio, Andrea, Adriana, Paola, Valentina, Rossella, Veronica, Lisa, Roberta, Eddy… sperando che il mio dire trovi accoglienza in chi legge. Carissimi, scrivo da insegnante in pensione, anzi felicemente in pensione da nove anni, perciò chiedo venia se non sarò aggiornata nelle mie osservazioni. Negli ultimi anni parecchie cose si sono complicate in molti ambiti; anche nella scuola le ricadute sono state talora infelici. Mi rammarica la segnalazione dello scadimento relazionale tra insegnanti e utenti della scuola, studenti e genitori in primis, e l’aumento esponenziale della burocrazia, fatte salve le eccezioni. La pandemia ha favorito le riunioni da remoto, e questo credo sia un sollievo in termini di tempo e di stress. La tecnologia con una mano dà e con l’altra toglie, ma pare che l’orientamento sia di impedire agli studenti l’uso del cellulare in aula. Mi auguro che possiate lavorare con buone classi, dove il buono non si riferisce al livello delle prestazioni ma alla disponibilità di apprendere dei ragazzi. È ormai arcinoto che ci sono diversi tipi di intelligenza e l’abilità del docente è di valorizzarle tutte, a costo di trasformarsi in funambolo. Se fossi in servizio, suppongo che avrei difficoltà a districarmi tra i molteplici stimoli e le varie sensibilità richieste oggi al docente che a fine mattinata si trova a constatare di aver svolto una minima parte del programma, subissato da richieste esterne che piacciono ai ragazzi, ma tolgono a lui la soddisfazione di aver completato la lezione. Personalmente ritengo di essere stata fortunata, perché non ho affrontato difficoltà stratosferiche e mi capita di raccogliere ora i frutti di quanto seminato. Perciò, coraggio e avanti, ricordando le parole di Malala: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

San Francesco d’Assisi

Oggi 4 ottobre, San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Quindi auguri al Santo Padre, a Francesca che porta questo nome e a Pia che festeggia il compleanno. Mi sarebbe piaciuto nascere in questo giorno, per la simpatia che mi suscita la figura del poverello d’Assisi, religioso e poeta. Anche la sua storia privata è interessante: figlio di un ricco mercante, partecipa alla quarta crociata ma al ritorno si converte alla vita religiosa e rinuncia ai beni paterni, dimostrando una grande intesa con la natura e il creato. Sua attività principale è la predicazione: parla con tutti, esseri umani ma, secondo la leggenda, anche animali, inclusi uccelli e lupi feroci. Si nutre di cibi semplici: pane, focacce, cereali, erbe selvatiche e tante verdure. Consuma uova, formaggi, tanta carne bianca e anche tanto pesce. Dunque, pur amando tutte le creature del creato, non disdegna cibo di origine animale. Il suo prediletto sono i mostaccioli – dolci di antichissima tradizione di origine campana – che pare abbia chiesto perfino in punto di morte. Essendo la povertà una costante in tutta la sua vita, predilige la tavola umile, ma non è vegetariano. A me interessa come autore del Cantico delle creature, noto anche come Cantico di Frate Sole, composto attorno al 1224, due anni prima di morire. È il testo poetico più antico della Letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Nella natura Francesco vede riflessa l’immagine del Creatore e sottolinea il senso di fratellanza fra l’uomo e il creato che si espande fino alla morte, chiamata ‘sorella’, l’ultima realtà per la quale egli loda il Signore. La natura al centro del sentimento religioso rende quest’opera quanto mai attuale e invita a vedere il mondo nell’ottica della fratellanza, della bellezza e della pace, parola dispersa in questi tempi amari. A proposito, quella odierna è considerata giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore dei Santi Patroni speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena. 🙏

Mattinata piovosa ma fruttuosa

Su consiglio di Manuel porto il tablet che arranca in Centro Riparazioni Cellulari e Tablet Phone World a Bassano del Grappa, in via Jacopo Vittorelli 15. Il 15 è anche il numero civico di casa mia, il che mi bendispone. Il titolare, Jies Zhou parla correttamente italiano e prende in consegna il mio tablet, invitandomi a ripassare prima della chiusura in tarda mattinata. Già questa previsione mi rallegra, perché altrove avrei dovuto lasciarlo qualche giorno, eventualità dura da digerire per la mia attitudine quotidiana a scrivere, dato che comunicare con i lettori attraverso il mio blog verbameaada.com per me è terapeutico. Decido di trascorrere in biblioteca il tempo necessario per la riparazione dove alterno la lettura del quotidiano con un paio di riviste di Storia. Mi spiace essere l’unica donna con una rosa di uomini adulti che vanno e vengono dalla Sala di Lettura. Forse per questo la cultura è gestita da loro, mentre le compagne si adoprano in faccende varie? Vorrei essere smentita… Comunque verso le undici e mezza esco e mi incammino per tornare da Jies, sperando che la riparazione abbia avuto buon esito. Continua a piovere ma ci bado poco, tutta presa dall’ansia di sapere com’è andato l’intervento. È stata cambiata la batteria che singhiozzava e sostituito lo schermo, rigato in più punti per cadute accidentali. Saldo il conto che era stato notificato in anticipo, contenta che sia molto inferiore ai due preventivi fatti in altri centri. In caso di bisogno, so che qui tornerò. Mi trattengo a scambiare due parole con Jies che si accontenta di prendere meno per i suoi servizi, al fine di allargare la clientela. Mi sembra un’onesta strategia di vendita. Io sono soddisfatta e non mancherò di fargli buona pubblicità.

Arte e benessere

Pomeriggio di festa dedicato all’arte. Visito con Lucia la Mostra collettiva di pittura e scultura “Una finestra sulp mondo” in Villa Marini Rubelli a san Zenone degli Ezzelini, opere di 92 artisti locali tra Monte Grappa, Brenta e Piave. A cura di Marisa Pastorello è visitabile il sabato pomeriggio e la domenica fino al 3 novembre. Si avvale di eventi paralleli e serate a tema. Per godere il percorso attraverso le opere, parola d’ordine: curiosità, allungare lo sguardo oltre i confini e accogliere la diversità. Nel mio caso, la conoscenza diretta di alcuni artisti è un valore aggiunto. Vibrante di calore e di buoni auspici il quadro ‘Kalispera la dispensatrice’ di Noè Zardo, densa di emozioni la terracotta ‘Ragazza con bavaglio’ di Renato Zanini. Al pianoterra apprezzo l’originale opera in marmo ‘Pinocchio e Amore per la musica’ di Ruben Zardo, mentre al piano superiore mi catturano i ‘Settembrini’ gialli e celesti di Alice Parisotto, fiori autunnali che vorrei godermi l’anno prossimo in giardino. Ogni stanza ospita le opere degli artisti accorpati per paese di provenienza, il che consente un percorso ordinato tra le varie sezioni. Quando succede, è un privilegio trattenersi con l’autore in carne e ossa ed anche giovarsi della spiegazione estemporanea di un visitatore esperto. Ritengo che una chiave di lettura siano le didascalie delle varie opere, perché mettono in comunicazione l’artista e il visitatore, consentendo di spaziare in altri ambiti. A me che amo scrivere suggeriscono l’idea di un racconto o di una poesia. Così l’arte si diffonde e si rigenera, seminando benessere e buona disposizione d’animo. Grazie ad ogni creatore di bellezza che san Francesco d’Assisi descrive così: “Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.

Osmanto protagonista

Da giorni sentivo un’intensa fragranza quando andavo ad accostare gli scuri della cameretta posta a sud, dalla parte della zona orto, immaginandone la ragione: l’Osmanto che fiorisce appunto in autunno. Sono andata a raccogliere gli ultimi pomodori e sono stata colta dall’effluvio di centinaia di rametti tra le foglie verde lucido, rivestiti di minuscoli fiori giallini dal profumo fruttato e leggero. La pianta è cresciuta parecchio in un paio di decenni e merita di essere fotografata per la sua composta bellezza. Osmanthus fragrans è il nome scientifico. Proviene dall’Asia orientale e il nome combina il significato di ‘osmè/odore con ‘anzos’/fiore. Adesso è chiaro perché si chiami così. Il fiore è una delle materie prime più costose in profumeria e anche questo si capisce. Io sono intollerante a diversi odori, anche ai profumi forti, ma quello che diffonde il mio Osmanto in questi giorni è davvero gradevole. Non credo che diventi pesante come quello del Gelsomino in fase di avanzata fioritura. Comunque oggi mi ha allargato le narici, facendomi inspirare qualcosa di buono. Quando venni ad abitare qui da Possagno, nell’ormai lontano 2000 non conoscevo che poche piante e la casa era ‘nuda e cruda’. Nel tempo si è arricchita di molte varietà di fiori e di piante, anche selvatiche che hanno deciso di alloggiare da me, con mia soddisfazione. Non ho il pollice verde che mi attribuisce Marcella, però ho appreso parecchio. Sono ancora inesperta con le piante verdi d’appartamento, ma il Ficus robusta regge ed anche la Zamioculca. Pohos in studio e Spathiphyllum in soggiorno, nel bagno luminoso le Nataline. Del resto i fiori sono l’altro mio hobby oltre ai gatti, cure gratis ed efficaci contro svariati mali. Provare per credere. 🌺